Leggo sul sito ilfattoquotidiano.it: “Lombardia, ‘ndrangheta più affidabile dello Stato. “L’amicizia dei boss mi dà tranquillità” Un anno dopo il maxi-blitz infinito che ha svelato l’esistenza del mandamento lombardo, il controllo mafioso continua. A Erba e non a Platì. Dove i cittadini si sentono protetti più dai boss locali che dalle forze dell’ordine”.
Ops… rileggo, non vorrei aver frainteso: “Lombardia, ‘ndrangheta più affidabile dello Stato. “L’amicizia dei boss mi dà tranquillità” Un anno dopo il maxi-blitz infinito che ha svelato l’esistenza del mandamento lombardo, il controllo mafioso continua. A Erba e non a Platì. Dove i cittadini si sentono protetti più dai boss locali che dalle forze dell’ordine”.
Ma chi è l’autore del pezzo scritto sul giornale diretto da Padellaro, Murray Newton Rothbard? Macché, è la redazione online ad aver postato la notizia.
Mollo tutto, entro nel mio archivio e vado a ripescare un pensiero dell’autore di “Per una nuova libertà”, che per l’occasione parlava proprio di Mafia. Si tratta della sintesi di una sua recensione de “Il Padrino” risalente al 1990, e contenuta nei “Rothbard-Rockwell Report”. Le frasi che riporto sono di Rothbard, senza aggiunte personali, ma escludendo quelle parti che facevano esplicito riferimento a giudizi artistici ed estetici sul film, tratto dal libro di Mario Puzo.
A voi il professor Rothbard: “La mafia alla fin fine non è altro che imprenditori che offrono beni e servizi vietati da una cultura puritana. In quanto cattolici italiani, sono profondamente religiosi, nonostante si dica che la loro pratica sia incoerente con la loro religione; ma essi rappresentano – o forse rappresentavano – un modo importante in cui i cattolici italiani potevano vivere in un mondo puritano a loro estraneo. La violenza praticata non è erratica, ma serve a far rispettare gli impegni volontariamente contratti, cioè serve a far rispettare l’equivalente della legge, i codici d’onore. Gli accordi fra famiglie rappresentano la mediazione e l’arbitrato delle dispute, per ridurre la violenza al minimo. Il crimine organizzato è essenzialmente anarco-capitalista, un’impresa produttiva che combatte per governare se stessa. Tranne quando cerca di monopolizzare e colpire i concorrenti, è produttiva e non-aggressiva. Invece il crimine da strada, erratico, aggressivo, è l’antitesi di quello organizzato; e infatti è preferito dalla sinistra, che tende a giustificarlo, mentre odia la mafia”.
Ciumbia! Seppur provocatorio, il professore dell’Università del Nevada ha anticipato di due decenni – con l’onestà intellettuale che lo ha sempre contraddistinto – le affermazioni dei cittadini di Erba (territorio padan-leghista), anch’essi convinti che lo Stato è peggio della criminalità organizzata. Per me non si tratta di una novità, ma attendo con curiosità i vostri commenti.





moooolto azzardata come uscita (per questo mi piace).
comunque devo dire che magari per buonismo da recensione cinematografica, o per voluta omissione (ma si un po’ di provocatoria malafede) o per rincoglionimento (MNR aveva già la sua età) manca qualche attività mafiosa non propriamente così affascinante nel ragionamento.
Ad esempio la raccolta del pizzo (che non ha nulla di meglio della tassazione statale, se non l’entità)
Il rapimento a scopo d’estorsione (anche questo qualche punto in comune con l’attività statale ce l’ha)
d’altro canto se lo Stato non gli donasse il monopolio legale in molte attività (prostituzione, commercio di armi e di droga, conduzione di appalti…) la mafia entrerebbe in una profonda crisi economica.
Oh, finalmente siamo arrivati al dunque(quello che vado ripetendo da qualche giorno) cioè che l’applicazione pratica dell’”anarco-capitalismo” libertario, conduce di fatto a una società e un’economia, organizzate, regolate, e monopolizzate da clan mafiosi!
Peccato che proprio ieri LUCA FUSARI, ha scritto(GIUSTAMENTE) che il sistema mafioso, non ha niente a che vedere col libero mercato:
“Sulla differenza tra il libero mercato e il sistema mafioso: http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_46_Vernaglione.pdf ”
Voi libertari-austriaci, siete proprio un paradosso vivente!:-))
.. e proprio qui, si vede che capisci fischi per fiaschi. E infatti lo Stato, a cui tu vuoi molto bene, è come la mafia. Quindi lo Stato è la mafia e come dice Luca, non ha niente a che fare con il libero mercato. Ma ci capèisci queste evidenze lapalissiane?
Bravo Giorgio!
I mafiosi sono preferibili agli imbecilli, perché i primi almeno ogni tanto si concedono una pausa.
sei impareggiabile Nereo!
Tranquillo, tanto ormai siamo arrivati al dunque, se pure Rothbard ammetteva implicitamente che senza lo stato, il monopolio della violenza sarebbe passato alla mafia(che come dice giustamente anche Fusari non ha nulla a che vedere con il libero mercato), significa che alle utopie libertarie in realtà non ci credeva manco lui!
adios
E Fusari ha ragione! Infatti la provocazione di Rothbard sta proprio nel definire lo Stato peggio della Mafia, seppur in maniera – come sostiene Caber – provocatoria e senile. In una società anarcocapitalista ci sarebbe spazio per chi decide volontariamente di aderire ai servizi di agenzie chiamate mafie e chi invece opterà ad altri servizi offerti da una miriade di altri soggetti. In una società anarco-capitalista, la prevaricazione mafiosa finirebbe subito (dato che trattasi di aggressione quando il pizzo è imposto), o rimarrebbe isolata in quei territori in cui le mafie attecchiscono e nascono.
Non si capisce secondo quale logica, se lo stato è illiberale, ed è simile alla mafia, la mafia invece in assenza di stato, dovrebbe trasformarsi nell’istituzione più liberale del mondo…
Lasciamo perde (tanto al massimo mi risponderai che ho sbagliato qualche apostrofo!)
Buona giornata
La mafia in assenza di Stato non sabbe più mafia perché sarebbe in assenza di se stessa. Anche il pensiero debole potrebbe arrivarci… ma preferisce essere forte della propria debolezza affiché il principio della neolingua: “L’ignoranza è forza” si realizzi!
Non parlare in maniera enigmatica, cerca di parlare più chiaro. Che significa che la mafia, senza stato, non sarebbe più mafia? vuoi dire che basta legittimarla, per cambiare la sua sostanza?!
Certo la mafia senza stato non sarebbe più uguale identica a quello che è oggi, non avrebbe più rapporti di connivenza con alcune istituzioni corrotte, ecc…
Ma senza stato, cosa impedirebbe ad altri gruppi armati, di spadroneggiare su un determinato territorio, e controllare l’intera economia del luogo, imponendo tasse, magari imponendo anche una moneta locale, e limitando la libertà individuale, come fa oggi la mafia (o se preferisci, come fa anche lo stato)?
Io non dico che lo stato sia tanto meglio della mafia, ma dove sarebbe il miglioramento nel passaggio da uno stato di diritto, a una società controllata da clan armati?
Che significa? Significa che lo Stato odierno È essenzialmente mafia. Perciò è destinato a capitolare. Leggiti la “Favola del serpente verde e della bella Lilia” (Goethe) e vedi la fine del quarto re: quella è la fine dello Stato odierno in quanto miscuglio di competenze dei primi tre re (simboleggianti l’economia, il diritto, e la cultura).
Non credo che gli stati moderni siano destinati a finire a breve, ma speriamo almeno che vengano sostituiti da un’organizzazione sociale migliore, e non da bande di mafiosi armati!
È ovvio che anch’io ho la stessa speranza. Ma gli Stati moderni non sono gli Stati europei attuali. Quelli sono ancora un retaggio dell’Impero Romano mascherato una volta con falce e martello, e un’altra volta con svastica, Gli Stati moderni devono ancora sorgere. E sarà proprio questo movimento a generarne i pionieri in quanto movimento di libera cultura, di economia scientificamente solidale e di giustizia uguale per tutti.
“La violenza praticata non è erratica, ma serve a far rispettare gli impegni volontariamente contratti, cioè serve a far rispettare l’equivalente della legge, i codici d’onore”
Questo pezzo sarebbe da “incorniciare”, perché significa che a un capitalismo, e ad un “libero mercato” senza autorità, e senza legge, senza “codici d’onore”, e senza la VIOLENZA(necessaria a imporre il rispetto della legge), non ci credeva e non ci ha mai creduto nemmeno Murray Rothbard!
Quindi in definitiva, anche Rothbard era “statalista”(strano che LUCA FUSARI non si scagli anche contro di lui), e pensava grosso modo le stesse cose che ha scritto Uriel.
Probabilmente sono i discepoli-fedeli di Rothbard che hanno interpretato male il messaggio!
Saluti
Chi ha scritto “praticata” non ha scritto “praticanda”. Quindi c’è poco da incorniciare secondo me. Se uno spiega la dinamica di un un errore compiuto non per questo ne fa l’apologia.
Secondo me ammette implicitamente che purtroppo, quella dinamica è molto difficile da eliminare…. ma si tratta di una mia interpretazione, bisognerebbe chiedere al diretto interessato (che purtroppo non c’è più)
comunque vorrei precisare che MNR non sosteneva che uno stato di anarco capitalismo si sarebbe tramutato in un insieme di clan mafiosi.
hehehe ma si dai, un po’ “goliardia provocatoria” di MNR ripresa dal buon Leo (che comunque crea qualche discussione sempre interessante).
BRAVO CABER!
Ovviamente il giudizio di Rothbard non solo è provocatorio ma è in relazione anzitutto ad una recensione del film, Il Padrino che di fatto idealizza la mafia in chiave romantica.
Quindi il discorso di Rothbard va contestualizzato come provocatorio in ragione del riferimento cinematografico e non necessariamente sul modello reale di gestione malavitosa (è chiaro che se fosse sul modello reale Rothbard avrebbe detto una cosa in sè sbagliata).
Non a caso nel film di Francis Ford Coppola non si assiste all’estrosione del pizzo, la mafia di Vito e Michael Corleone di fatto rappresenta a suo modo addirittura in alcune parti del film una forma di “mafia eticamente moderata” (si ricordi l’inizio del primo film dove Don Vito/Brando si lamenta del suo ruolo di utile ripiego a fronte delle invocate richieste di vendetta e ritorsione da esercitare per conto dell’impresario funebre verso colui che ha disonorato la figlia di quest’ultimo), vecchio stile, con un proprio codice d’onore e tradizioni quasi feudali.
E’ chiaro che i cinematografici Corleone sono nel film i protagonisti della narrazione e vengono visti con maggior benevolenza (pur non negando i loro difetti visibili circa la loro distruttiva azione in primo luogo sulla stessa loro stretta famiglia) rispetto alle altre “famiglie” malavitose dedite peraltro ad attività ancor più negative allo spaccio di droghe e stupefacenti (che i Corleone rifiutano in ragione del gioco d’azzardo peraltro reso legale dallo Stato stesso grazie alle loro amicizie con il noto senatore…).
E’ chiaro che in un film che parla solo di mafia e di mafiosi il bene e il male siano alquanto relativi e non rapportabili alla realtà.
I Corleone del film non hanno nulla a che fare con i corleonesi italiani della realtà siano essi quelli di ieri o di oggi.
Forse Rothbard ha peccato di presunzione o ha reso troppo impliciti tali passaggi, nel voler porre invece in evidenza tale ardito paragone cinematografico come specchio (deformato in chiave ideale) della realtà.
Bisogna comunque analizzare determinati elementi non riportati da Rothbard stesso ma tesi a spiegare anche la sua chiara provocazione personale.
Rothbard nel suo articolo commistiona i suoi ricordi personali della NY di primo Novecento con quella guardacaso rappresentata cinematograficamente da Il Padrino nella vita del giovane Vito Corleone.
E’ senz’altro possibile che vi sia una idealizzazione senile nel ruolo della Vecchia Mafia rispetto alla sua funzione ed azione reale in ragione del suo ricordo di una NY sociologicamente ben diversa per vari motivi non pertinenti alla mafia da quella dell’oggi (comunque non esente dalla mafia), è chiaro che in questo caso il ricordo e la senilità hanno chiaramente portato Rothbard fuori strada arrivando di fatto a porre un giudizio complessivo sulla mafia senza neppure contestualizzarlo nel tempo o in ragione del suo chiaro riferimento al film.
E’ chiaro comunque che Rothbard descrivendo la mafia italo-amercana del film tenda a descrivere una mafia neppure esistente presso la tramontante mafia italo-americana contemporanea.
Le nuove mafie (russa, cinese, giapponese, portoricana, cubana, messicana) non hanno nulla a che fare con la visione romantica del cinema o della mafia di primo Novecento posta da Rothbard.
La stessa mafia italo-americana attuale è ben più connessa con il governo e con i poteri forti bancari e finanziari di quanto non lo fosse quella di primo Novecento all’epoca dell’immigrazione degli italiani ad Ellis Island.
Insomma è chiaro che i Corleone di Mario Puzo e Coppola non siano che figure romanzesche o da pellicola, utili solo per porre una provocazione presso i benpensanti (nessuno accuserebbe però Coppola o Puzo di collusione malavitosa solo per tali loro opere artistiche).
Allo stesso modo anche il pensiero di Rothbard e del libertarianismo anche anarcocapitalista non può essere ridotto distopicamente come una apologia della mafia come alternativa accettabile o moralmente sostenibile rispetto allo Stato.
E’ quindi evidente chiaro come Rothbard nel porre un paragone tra Stato e Mafia ponga paradossalmente entro un gradiente di valutazione obbiettiva, la mafia come un pericolo minore rispetto allo Stato in ragione della sua non coercizione inevitabile su tutta la popolazione.
Lo Stato con le tasse impone il pagamento coatto dei propri tributi su tutto il territorio e a tutti quanti, la mafia impone il proprio pizzo come forma di pagamento (parallelo e a volte in competizione con lo Stato per quanto verte la percentuale da pagare) solo sul territorio dove ha influenza e radicata presenza anche in ragione della mistica religiosa o nell’uso delle tradizioni.
La mafia risulta quindi meno pervasiva rispetto allo Stato pur essendo di fatto un prototipo dello Stato seppur in chiave clanica o come nel film, patriarcale-dinastica (peraltro con evidenti richiami oggi riscontrabili presso politici e imprenditori).
Quindi quando Rothbard li descrive come fautori di un ordine contrattuale, egli tende a commistionarli con i feudatari e con una certa visione medievaleggiante, quali detentori giuridici di potere, di fatto tale potere di fare le leggi e di applicarle oggi è in regime di monopolio assoluto (e non relativo come nella mafia) da parte della politica e della giustizia di Stato, anche se come ho già scritto in altri precedenti commenti esso rispecchia analogie storiche con l’ambito baronato-monarca.
Quindi il rapporto e la commistione Mafia-Stato vigente oggigiorno di fatto risente di tali precedenti storici come modello di antagonismo e di concorrenzialità.
Per quanto riguarda l’immorale ruolo imprenditoriale della mafia , Rothbard pone chiaramente un paradosso blockiano (riscontrabile nel libro di Walter Block ‘Difendere l’indifendibile’ http://www.liberilibri.it/opera.php?k=109 sul ruolo del pappone o dell’usuraio) motivato dal fatto che il mafioso offre un servizio (in regime di monopolio) in ragione della probizione di alcuni servizi da parte dello Stato (sia esso l’alcool durante il probizionismo o la prostituzione e la droga o perfino le armi in ambito vigente).
E’ chiaro che dove c’è proibizione statale e controllo politico del mercato vi sia la nascita di forme concorrenziali tese a bypassare tali limitazioni, generalmente nel mercato nero.
Ok, vedo che Luca ha ripreso ed espanso (molto espanso ;-) ) i concetti di “buonismo da recensione cinematografica”, di parallelismo tra stato e mafia e di monopolio legale alla mafia dei beni-servizi vietati dallo stato.
Faccio un appunto sul “pizzo” (anzi due) la mafia non è meglio dello stato perchè si limita a parte del territorio, dal punto di vista della “famiglia” quello è tutto il suo territorio, così come lo stato italiano impone le tasse nel suo territorio e non, ad esempio, in germania (anche se indubbiamente ci prova).
Ma se in certe zone la popolazione preferisce pagare il pizzo mafioso piuttosto che il pizzo di stato (che sono abbastanza in concorrenza tra loro, raramente vengono pagati entrambi -credo-) è solo perchè la mafia ha metodi di riscossione migliori o anche perchè offre servizi proporzionalmente migliori?
Se in certe zone la popolazione preferisce pagare il pizzo mafioso piuttosto che il pizzo di stato è solo perchè la mafia viene percepita come più vicina alla realtà amministrata sia nei suoi componenti che per sua incidenza sul territorio.
Di fatto il decentramento dei poteri (come sanno bene i leghisti) del controllore sul territorio rende più stringenti la sua morsa impositiva sul tessuto locale e quindi essa diventa una minaccia maggiore rispetto al centralismo romano agli occhi di molti cittadini.
C’è anche da dire che la pressione mafiosa è in alcuni casi inferiore e meno onerosa di quella statale come percentuale richiesta.
Inoltre non bisogna dimenticare come nelle realtà meridionali la mafia venga per certi versi preferita come forma di istituzione d’autogoverno del territorio rispetto alle rivendicazioni unitarie di sovranità dello Stato italiano, le quali storicamente da 150 anni, sin dai tempi del brigantaggio, non vengono percepite come amiche delle popolazioni autoctone meridionali.
Presso la società omertosa, la mafia per certi versi assolve al duplice e ambiguo ruolo di competitore-antagonista allo Stato italiano come sua istituzione e monopolio della forza sul territorio (senza però dimenticare come al contempo lo Stato stesso sia molto spesso in stretta collusione in molti affari o per ragioni elettorali con la mafia stessa).
La mafia è quindi abile a destreggiarsi nel ruolo sia di antagonismo che (ove sia nel suo interesse) in quello di organicità al sistema Stato a seconda delle situazioni.
“C’è anche da dire che la pressione mafiosa è in alcuni casi inferiore e meno onerosa di quella statale come percentuale richiesta.”
I mafiosi, non costruiscono, e non finanziano scuole e ospedali, non finanziano la ricerca scientifica, non fanno nessun spesa sociale, non costruiscono strade, ponti, ferrovie, e infrastrutture varie(necessarie anche per il commercio), non gestiscono il sistema pensionistico, non devono finanziare nessun sistema giudiziario-carcerario, ecc..ecc….. ma si limitano a sfruttare e basta, senza fare nulla di costruttivo, quindi in confronto la “pressione fiscale” mafiosa è molto molto più alta di quella dello Stato
se leggi l’articolo de il fatto, alla tua domanda la risposta è sì. E se lo è ad Erba (questa è la notizia che emerge dal mio breve appunto) immaginatevi a Scampia!
Veramente nell’articolo del Fatto, parla un imprenditore “amico” di un Boss. Ti credo che la ‘ndrangheta “gli da tranquillità”!
Secondo te un imprenditore che pratica scambi di favori con la Lega Nord, parlerebbe male di Bossi e Calderoli?
L’inchiesta della magistratura milanese sulle infiltrazioni in Lombardia , della n’drangheta e soprattuttto la scoperta delle reti e delle alleanze con elementi locali non devono stupire piu’ di tanto . Rifacendomi all’espressione ” linea della palma ” utilizzata da Giorgio Bocca , per descrivere la salita verso il Nord d! Italia , di certe pratiche , tipiche del Sud Italia ,( frase poco efficace , dal mio punto di vista) la relta’ e’ , che questa organizzazione ha caratteristiche per certi aspetti , simili alle organizzazioni di origine medievale della nostra storia . La n’drangheta , non ha creato , nulla di nuovo : patto di sangue, matrimoni di alleanza tra famiglie , uso delle armi , protezione dei mercati , uso della faida per la risoluzione dei conflitti tra i clan , l’omaggio ed il giuramento al capoclan o superiore , i traffici di ogni genere con caratteristiche di monopolio , sono aspetti culturali , che ci riportano alla storia culturale ed antropologica , di gran parte della penisola italiana . La nostra cultura politico ed economica , essendo costruita prevalentemente , solo sul vantaggio percepito , nell’immediato , puo’ portare anche a questi patti o accordi , fra parti , anche molto distanti sia geograficamente che culturalmente . Metti poi , che la situazione economica italiana , non e’ proprio delle migliori , e tutto diventa chiaro ! Qualche anno fa , leggendo un libro , sulla storia di Venezia , scoprii , che certi metodi dei veneziani , utilizzati per l’affermazione economica della Serenissima , nel Mediterraneo , non erano poi tanto lontani per caratteristiche , dalle pratiche quotidiane .di certe organizzazioni malavitose che vengono citate dai media odierni : traffico di schiavi , obbligo di trasporto solo su navi veneziane nell’Adriatico Settentrionale , delle merci delle citta’ concorrenti , una classe dirigente almeno dal 1300 , composta piu’ o meno sempre dalle stesse famiglie legate da vincoli indissolubili , in cui l’omerta’ spesso regnava sovrana , una lotta serrata , ad ogni concorrente commerciale , sia in Adriatico e nel Mediterraneo , tanto per citare , la localita’ di Comacchio ( Ferrara ) , che tento ‘ di ritagliarsi , un proprio spazio commerciale nell’Adriatico , la reazione della Serenissima nei suoi confronti fu spietata ! Tornando all’articolo , e’ evidente , che se l’organizzazione , chiamata stato , non riesce piu’ ad espletare , i propri compiti , pretendendo , di essere pagato comunque , e’ evidente , che si faccia sotto , in alternativa , chi puo’ garantire servizi , assistenza e magari anche sicurezza a costi magari piu’ bassi e contrattabili , e anche pur facendo , in alcuni casi pagare prezzi molto pesanti per l’aspetto umano , puo’ comunque garantire , una relativa tranquillita’ ! Insomma siamo alle solite , l’italiano medio o gia’ l’italico dell’epoca romana , ricerca e ricercava sempre qualcuno piu’ potente , a cui delegare la propria vita , la propria fedelta’ in cambio di sicurezza , la figura emblematica del patrono romano , elargitore di protezioni e servizi , nel contesto italiano , si ripresenta sempre ! Da queste mie considerazioni , fanno sorridere , certi termini usati dagli esponenti leghisti , tipo , identita’, territorio, tradizione , barriere , nazione padana , ronde , presidio del territorio ecc . a parte che oggi in 24 ore voli in Australia ,in pochi giorni trasporti containers di merci , da un continente all’altro , in pochi secondi invii e-mail o chatti con ogni angolo del mondo , e quindi il concetto di territorio e come ti relazioni ad esso , e’ tutto da rivedere ,se poi analizziamo il processo produttivo , di un banale prodotto , come un barattolo di fagioli , il concetto di territorio inteso da certe forze politiche ,e’ una favola per bambini dell’asilo ! In conclusione , la presenza o i rapporti scoperti , da quella inchiesta , osservandoli da un’altra prospettiva , indicano che in realta’ cosi’ dinamica e globale , il leviatano italiano , e’ sempre piu’ soppiantato, da organizzazioni piu’ flessibili e piu’ spregiudicate , il mandamento calabrese , presente in Lombardia , e’ semplicemente una “filiale ” come tante , che offre servizi e cerca un suo mercato di riferimento .Certo i loro servizi , sono particolare , ma in un libero mercato , clienti interessati a quei servizi , se ne trovano sempre !!!
Note : Storia di Venezia di Frederic C. Lane – Einaudi
Ottimo commento!
Solo su una cosa non concordo:
“Certo i loro servizi , sono particolare , ma in un libero mercato , clienti interessati a quei servizi , se ne trovano sempre !!!”
I capitalismo di tipo mafioso, con l’ideale del libero mercato(ideale perché probabilmente nella realtà umana non è mai esistito un capitalismo davvero libero, e quello che dici sulle Repubbliche Marinare non fa che confermare!) non c’entra assolutamente nulla.
La SOGGEZIONE(su cui si basa la mafia), non è proprio un sentimento da uomini liberi!
[“Quindi linee di credito per Crivaro nonostante non offrisse alcuna garanzia e prestiti a Varca”. Tutto gratis? Affatto. Perché il funzionario chiede a Crivaro di riscuotere del denaro da una certa Laura. “Mi sono rivolto a lui – racconta – conoscendo le sue prerogative e confidando nelle sue capacità dialettiche di convincimento”. E cosa risponde Crivaro? Che del caso se ne occuperà il capo mafia. A questo punto s’impone la domanda: perché tanta disponibilità del funzionario di banca (incensurato e non coinvolto nell’inchiesta) verso Crivaro? “Nei suoi confronti – risponde V.R. – nutro un senso di soggezione. L’essergli amico mi dà tranquillità”]
Chissà che bel senso di tranquillità avrà la “certa Laura”….
E poi prima che “tranquillità”, prova “SOGGEZIONE”!
Secondo me quelli de IL FATTO QUOTIDIANO, hanno usato un titolo “a effetto”, che con la vicenda non c’entra assolutamente nulla.
Chissà che bel senso di tranquillità avrà provato la “certa Laura”….
E poi anche “VR” prima che “tranquillità”, prova “SOGGEZIONE”!
Secondo me quelli de IL FATTO QUOTIDIANO, hanno usato un titolo “a effetto”, che con la vicenda non c’entra assolutamente nulla.
X NEREO VILLA:
“E sarà proprio questo movimento a generarne i pionieri in quanto movimento di libera cultura, di economia scientificamente solidale e di giustizia uguale per tutti.”
Secondo me molti ideali libertari sono anche condivisibile, e pure la diagnosi dei problemi(ad es. troppa pressione fiscale, troppi sprechi, welfare in parte degenerato in carrozzoni clientelari ecc….) a volte è giusta. Il problema è che le soluzioni che propongono, spesso non stanno né in cielo, né in terra, e non tengono affatto conto della realtà!
Ad esempio vorrebbero abbattere lo stato, ma non sono disposti a muovere un dito(gli anarco-comunisti,con le lotte armate, e il terrorismo, erano a loro modo quasi più realisti e concreti dei libertari).
Vorrebbero abbattere il welfare, senza nemmeno riflettere sui suoi pregi(insomma butterebbero via il bambino con l’acqua sporca) , e non hanno nemmeno la più pallida idea di come una società potrebbe funzionare senza sovrastrutture giuridiche-statali, e senza nessun welfare…insomma non sanno ragionare coi piedi per terra, hanno imparato a memoria le loro formulette, scritte da economisti di qualche secolo fa(le cui teorie sono in parte anche superate), e le ripetono come un atto di fede, ma non mi pare che riescano a ragionare in maniera un po’ più ampia….
Ovviamente sto generalizzando, magari molti libertari hanno idee più chiare e concrete di quelle che ho letto su questo sito, però in linea di massima credo che nel libertarismo c’è troppa UTOPIA per i miei gusti.
E le utopie fanno solo danni!
SE C’E’ TROPPA UTOPIA PER I TUOI GUSTI… CAMBIA SITO!!!
La tua logorrea comincia a diventare insopportabile.
Io seguo il sito soprattutto per leggere le repliche di LUCA f., che non mi pare sia tanto sintetico
soprattutto non dice le castronerie che racconti tu! E chiudo!
e non le leggere le mie castronerie….
andrea, ammesso e non concesso che in uno stato di anarchia vi sia un puluylare di mafie che compiono crimini qua e la, non è il monopolio di una sola cosca (ovvero lo stato) sia automaticamente una cosa buona e giusta.
nel frattempo abbiamo una cosca mafiosa enorme che chiede un pizzo senza vergogna, l’equivalente di “Tony della mano negra” del padrino parte seconda (che venne infatti ucciso da Don Corleone proprio perchè chiedeva il pizzo) più altre cosche che vivono parassitando questa enorme cosca più grande.
se un giorno lo stato non ci sarà più ci saremo almeno liberati della mafia più grande e sarà il caso allora di combattere le mafie rimaste, se si riesce ad abbattare un moloch come lo stato figurati che ci vuole a liquidare i padrini.
Cercherò di spiegarmi meglio.
Prima di tutto, come afferma anche Rothbard( “La violenza praticata non è erratica, ma serve a far rispettare gli impegni volontariamente contratti, cioè serve a far rispettare l’equivalente della legge, i codici d’onore”), in uno stato di anarchia non esiste economia di mercato. Affinché ci sia capitalismo, serve qualcuno che faccia rispettare la legge, e “gli impegni volontariamente contratti”, anche con la forza (“La violenza praticata non è erratica”). Su questo si regge l’economia di mercato!
Quindi o si rinuncia al capitalismo, per uno stato d’anarchia, oppure se si preferisce un’economia capitalista, bisogna rinunciare all’anarchia. Semplice logica!
In definitiva bisogna scegliere tra l’autorità dello stato, o di qualche clan mafioso, milizie armate ecc… il mercato senza legge, non può esistere. E io tra il comando dei clan armati, e lo stato, preferisco il secondo, che almeno i soldi della spesa pubblica li utilizza anche per finalità costruttive( sanità, scuola, ricerca, tribunali, carceri, infrastrutture ecc…), che in fin dei conti sono utili per tutti (anche voi libertari scommetto che usate o avete utilizzato, il sistema sanitario, la scuola pubblica, le strade, le ferrovie, i ponti, i tunnel ecc…ecc..)
Se ci pensi, la mafia, tramite il pizzo, in proporzione ruba moltissimo più di quello che può rubare la politica attraverso il malcostume del clientelismo(che andrebbe combattuto), e non fa assolutamente nulla di costruttivo e socialmente utile. Se a uno che paga il pizzo gli viene un cancro, mica viene curato a spese del clan camorristico!
Credo ci sia un fraintendimento riguardo l’uso del termine anarchia, i libertari con anarchia intendono assenza di governo, non di legge, quella che tu chiami anarchia sarebbe più corretto chiamarla anomia.
quello che dici sul fatto che il capitalismo è impossibile senza delle nomre stabili è corretto, ma quello che un libertario contesta è che sia necessario lo stato per avere le leggi, in realtà non è così, molte norme semplicemente “emergono” dall’interazione tra i vari agenti. Purtroppo non è semplice da spiegare in poche righe in che modo esattamente le norme vengono prodotte senza stato. Empiricamente per come metti te la questione non dovrebbe esistere il mercato globale, dal momento che non esiste uno stato mondiale che comanda su tutto e impone le sue leggi su tutto, e invece esiste.
anche io mi ponevo gli stessi problemi tuoi, ma vedrai che se approfondisci trovi risposte praticamente a tutto, per esempio nel libro di friedman o in “chaos theory” di Murphy che però tradotto in italiano non esiste, sicuramente l’anarcocapitalismo è un concetto assai difficile da digerire, visto come siamo abituati a pensare alle funzioni dello stato, ma più approfondisci e più ti accorgi di come sia terribilmente logico e coerente.
Mah, sinceramente non ho capito come farebbero le norme e le leggi a farsi da sole. Uno può voler cambiare ad esempio la forma di governo, ma le leggi non si farebbero comunque da sole.
Per esempio forse l’ideale per un libertario, potrebbe essere un governo basato su principi immutabili(il cosiddetto “diritto naturale”), in cui tutte le leggi devono essere coerenti con la “costituzione del diritto naturale”. Ma il mondo cambia, si evolve, e l’economia anche, e quindi non si può fare a meno di qualche organismo che faccia nuove regolamentazioni, e nuove leggi al passo coi tempi!
“Empiricamente per come metti te la questione non dovrebbe esistere il mercato globale, dal momento che non esiste uno stato mondiale che comanda su tutto e impone le sue leggi su tutto, e invece esiste.”
Ti sbagli, la globalizzazione è guidata dai governi, dagli stati. Sono le leggi dei singoli stati a regolamentare il commercio, le importazioni e le esportazioni, gli investimenti, le delocalizzazioni ecc….
Insomma le regole della globalizzazione, vengono decise in istituzioni governative internazionali,tipo il WTO, g8, g20, parlamento europeo (vedi x es il trattato di Schengen, trattato di Lisbona ecc….)….non è vero che si fanno da sole, e non è nemmeno vero che la globalizzazione sia un fenomeno spontaneo, fatto dai “privati”
Lo Stato è talmente ridicolo come soggetto che continuo a non vedere neppure il suo realizzato costruttivismo keynesiano propinato al fine di giustificare la sua imposizione fiscale nonostante l’enorme debito pubblico accumulatosi.
I servizi ricevuti sono di qualità inferiore a quelli disponibili in un libero mercato e sovente sono anche più cari (si pensi ad acqua, luce ed energia) rispetto a quelli privati.
Non vedo una sanità, una scuola, una ricerca scientifica e opere infrastrutturali tali da reputare lo Stato come necessario e migliore della mafia.
Anzi, come dimostrano gli appalti e lo scandalo dell’Aquila o della P3, le gare d’appalto pubbliche sono date in mano a clientele e ad amici degli amici (perlopiù mafiosi).
Quindi non vedo differenza tra Stato e mafia se non che la mafia grazie allo Stato può parassitare anche i soldi dei contribuenti, evitando in alcuni casi anche di chiedere il pizzo o di controllare un territorio.
Le differenze tra parassitismo mafioso e quello statale sta solo nella pura partigianeria dei sostenitori dei rispettivi clan rivali, appare evidente come i libertari a questo giochino non prendono parte.
Consiglio ad Andrea di rileggere il mio precedente commento in merito a Rothbard per evitare di strumentalizzare e di distorcere volutamente le sue parole in ragione dell’antistatalismo e avversione all’anarcocapitalismo ampiamente dimostrata nei suoi vari interventi.
E’ chiaro che le sfumature rothbardiane possono non essere colte laddove le di idee personali su Stato e funzionamento dell’economia siano di fatto intrisecamente stataliste e pregiudizialmente contro il libero mercato dato che risulta evidente una impropria commistione tra anarcocapitalismo e mafia che non sussiste in ragione della volontarietà e libertà di scelta soggettiva che corrisponde il primo e non la seconda (proprio come nello Stato).
Ti consiglio anche di rileggere le ultime due parti della mia risposta ad Uriel (5° e 6° parte) per comprendere come mai lo Stato sia solo una mafia istituzionalizzatasi.
Ripeto infine come il gradiente della pericolosità comporti che lo Stato controllando un territorio più vasto della mafia sia di fatto maggiormente più invadente interamente su tutta la popolazione, la mafia è opprimente solo dove si è radicata (anche a causa dello Stato) ma di fatto la sua invadenza e incisività estorsiva è circoscritta ai luoghi ove è forte.
Laddove la mafia non è forte realizza solitamente investimenti al fine di riciclare il denaro, si pensi alla ndrangheta che investe in Germania, alla mafia che investe in Scozia o alla mafia italo-americana che investì nel secondo dopoguerra (come peraltro mostra Il Padrino) soldi nel Nevada per creare Las Vegas.
“I servizi ricevuti sono di qualità inferiore a quelli disponibili in un libero mercato e sovente sono anche più cari (si pensi ad acqua, luce ed energia) rispetto a quelli privati”
Mai detto che tutto quello che fa lo stato è perfetto, ma la mafia non costruisce proprio un cazzo, si limita distruggere e sfruttare(infatti il pil-procapite prodotto dalle regioni a forte presenza mafiosa, è scarso).
Quindi anche se la pressione del pizzo, fosse al 20-30%, sarebbe in realtà infinitamente maggiore rispetto al 50% e passa della pressione fiscale.
O vorresti negare anche il fatto che il grosso della spesa pubblica viene investito nella scuola, negli ospedali, in ricerche medico-scientifiche che hanno una grossa utilità sociale(vedi x esempio malattie rare ecc..) ma che non sono appetibili per il mercato, infrastrutture, grandi opere, magistratura, polizia ecc….ecc…
Anche se non te ne rendi conto, di tutte queste cose usufruisci e hai usufruito sicuramente in parte anche tu, e il commercio non esisterebbe nemmeno senza infrastrutture.
E sinceramente non mi risulta che il clan camorristico, in cambio del pizzo, ti paga le spese mediche se ti ammali, paga la retta scolastica ai ragazzi, costruisce strade, e infrastrutture, fa ricerca scientifica in campi che non rientrano negli interessi dei privati, ma hanno un’utilità sociale ecc…LA MAFIA INCASSA E BASTA, non fa nulla, nemmeno servizi inefficienti, e imperfetti
“o alla mafia italo-americana che investì nel secondo dopoguerra (come peraltro mostra Il Padrino) soldi nel Nevada per creare Las Vegas.”
Creare Las Vegas, e creare un ospedale, non è esattamente la stessa cosa. Las Vegas non ha nessuna utilità, serve solo a spennare polli,e far arricchire ancora di più le mafie. La sanità pubblica invece cura gratuitamente anche tante persone con malattie croniche gravi, e invalidanti, che altrimenti non potrebbero mai curarsi in un “regime di libero mercato”.
Andrea ma ci fai o ci sei?
Io la differenza tra Stato e mafia ancora non riesco a vederla dato che lo Stato non costruisce proprio un cazzo (ti sfido a dirmi qualcosa che ha combinato negli ultimi 35-40 anni di rilevante), anch’esso si limita a distruggere e sfruttare.
Se il PIL del Sud è scarso questo lo si deve non solo alla mafia ma anche all’assistenzialismo indotto dallo Stato italiano che di fatto ha disincentivato la nascita di imprese private.
Mica lo devi dire a me, vai al Sud e convinci i meridionali che preferiscono pagare il pizzo alla mafia a non farglielo più pagare, poi vediamo che ti dicono loro….
Il grosso della spesa va in pubblica amministrazione, in statali che di fatto perlopiù costano e producono poco o nulla.
Lo Stato è un ammortizzatore sociale non un produttore di ricchezza.
Ma chi lo dice che i servizi oggi in mano pubblica non sarebbero appetibili al mercato?.
Oggi lo Stato non permette la crescita dei privati e una loro concorrenza in tali settori!!!.
Dove sono liberalizzazioni e privatizzazioni?.
Andrea non me ne importa nulla di quel che ho usufruito in minore età, il punto non è la pappina pronta di Stato il punto è poter scegliere se avvalersi o meno di tale pappina welfaristica.
Oggi lo Stato italiano ti fa una offerta che non puoi rifiutare (di pagare e di usufruire) in ragione del suo regime di monopolio.
Le infrastrutture le possono costruire anche i privati, ti consiglio sempre Block il saggio Sulla privatizzazione delle autostrade.
Andrea a me della mafia non me ne importa nulla!!!
Ti rendi conto che tu stai distopicamente propinando su questo sito l’idea che tutto ciò che non è di Stato è mafia??????!!!!!!
A fronte di tale tua chiara malafede risulta evidente e inutile ogni altra discussione dato che tu volutamente non vuoi capire quel che scrivo e francamente a me poco importa che tu lo capisca (altri 300 lo avranno senza dubbio capito quanto ho scritto e abbiamo anche nei commenti puntualizzato) dopo essermi speso nel spiegarti come stanno le cose.
La mafia è lo Stato e non il libero mercato, quindi tu continui a costruire un paragone dialettico che non si regge in piedi come sua differenza.
Lo Stato italiano parassita e ridistribuisce risorse creando debito pubblico, assistenzialismo e clientelismo, lo vogliamo negare oppure riconoscere???
Lo Stato non fa nulla senza il denaro che estorce ai contribuenti coercitivamente, e questo tu lo ritieni onesto e moralmente giusto?!!!
Tu pensi che serva un soviet supremo per realizzare attività scolastiche, mediche e infrastrutturali o per fare ricerca scientifica (ti rammento come le principali innovazioni tecnologiche e di ingegneria genetica non derivino da soldi e ricerca pubblica)????
Dove lo stato italiano fa ricerca su staminali e OGM????????
Lo Stato incassa e basta e crea debiti che ci stanno portando al fallimento, non fa nulla nemmeno servizi efficienti come la raccolta dei rifiuti a Napoli (in mano al comune non certo ai privati!!!)
Andrea se tu non capisci che la mafia è Stato e che i veri privati sul libero mercato non sono dei mafiosi eviteresti di farmi delle savianate patetiche circa l’immoralità della mafia del Nevada rispetto alla bontà di uno Stato bancarottiere….
Se non comprendi i differenti contesti di discussione e degli esempi citati significa che non vale la pena proseguire simili discussioni.
La sanità pubblica va abolita perchè non esistono oltre ai pasti gratis neppure i cerotti e le pinze gratis!!!!!
Le idiozie di Moore sulla sanità pubblica valle a dire in qualche sito comunista, là ti credono qua no!!!!….
Ci è, purtroppo ci è!!!!!!!!!!! S’è fatto troppe canne di statalismo però!!! ahahaha
comunque non è vero che la mafia incassa e basta. offre anche numerosi servizi
protezione
gioco d’azzardo
droga
prostituzione
armi
comunque si sta un po’ degenerando parlando di nulla…
diciamo che a nessuno qui dentro dispiacerebbe vivere in uno stato minimo che offra solo servizio di “monopolio” della violenza e base della risoluzione delle controversie legali
cominciamo a remare in quella direzione tutti assieme, una volta arrivati, se ci arriveremo, ne discuteremo…
un commento tecnico
Andrea non osare dire più che questo movimento non fa nulla solo perchè non mette bombe e non tira sassi che è una sonora CAZZATA!
Per la medesima affermazione oltretutto dovresti chiedere scusa almeno a Fidenato…
Caro Caber, evitiamo di dargli corda! Non sprechiamo il nostro prezioso tempo.
Se non vuoi sprecare tempo prezioso, NON LEGGERMI, la maggior parte dei messaggi non sono rivolti a te!
“comunque non è vero che la mafia incassa e basta. offre anche numerosi servizi
protezione
gioco d’azzardo
droga
prostituzione
armi”
Più che servizi, si tratta di business, che non è la stessa cosa!
Poi la mafia questi “servizi” spesso li impone(protezione), e li fa pagare in proporzione più dello Stato. Quindi se non ti stanno bene i servizi di stato, non vedo come fanno a piacerti tanto i servizi mafiosi. Solite contraddizioni libertarie!
“diciamo che a nessuno qui dentro dispiacerebbe vivere in uno stato minimo che offra solo servizio di “monopolio” della violenza e base della risoluzione delle controversie legali
cominciamo a remare in quella direzione tutti assieme, una volta arrivati, se ci arriveremo, ne discuteremo…”
Ok, questo è già più coerente e sensato. In pratica vorresti uno stato senza nessun welfare!
“un commento tecnico
Andrea non osare dire più che questo movimento non fa nulla solo perchè non mette bombe e non tira sassi che è una sonora CAZZATA!
Per la medesima affermazione oltretutto dovresti chiedere scusa almeno a Fidenato…”
Non ho detto questo, ho solo detto che gli anarchici comunisti, a livello ideologico, sembrano quasi più coerenti dei libertari.(vogliono abbattere lo stato per abbattere il capitalismo)
Mente non credo che i libertari vogliono davvero abbattere lo stato( anche se a volte lo negano, si rendono conto anche loro che senza legge non ci sarebbe capitalismo!), ma visto che a parole ce l’hanno sempre a morte con lo stato, uno si aspetterebbe che si comportassero come gli anarco-comunisti bombaroli!
Poi se non fate i bombaroli, meglio, ci mancherebbe…
“Mah, sinceramente non ho capito come farebbero le norme e le leggi a farsi da sole. Uno può voler cambiare ad esempio la forma di governo, ma le leggi non si farebbero comunque da sole.”
se non vuoi studiarti il libertarismo studiati almeno i processi emergenti: http://en.wikipedia.org/wiki/Emergence
il formicaio non ha un parlamento e nessun insetto del formicaio comanda, ogni insetto svolge alcune semplici mansioni e il risultato è una struttura particolarmente complessa; ancora più affascinante è la costruzione dei termitai, architettonicamente molto complessi ma non esiste nessuna termite architetto, per non parlare dell’evoluzione darwiniana.
se vuoi un esempio di come venga prodotta la legge in modo emergente prego leggi qua:
http://mises.org/books/chaostheory.pdf
GRANDE!
E quindi secondo te tra gli esseri umani e le formiche non c’è proprio nessuna differenza ??
la differenza è che gli esseri umani sono pure intelligenti, pensa funziona pure con le formiche anche se sono stupide, figurati con gli esseri umani che hanno anche un cervello.
Mai sentito il detto HOMO HOMINI LUPUS?
Se gli uomini potessero essere come le formiche, andrebbero sempre d’accordo pacificamente, invece nella realtà ci si scanna pure per le cazzate!
e tu hai mai sentito parlare di dilemma del prigioniero reiterato, teoria dei giochi, tit for tat, strategie di cooperazione, immagino di no, prova un po’ a googlare.
X Luca F:
La distinzione che fai tra pubblico e privato, non è poi tanto diversa da quella dei socialisti-comunisti, è solo il contrario. Mentre i socialisti appena sentono la parola “privatizzazione” hanno una crisi isterica, così tu appena senti pubblico o statale, lo associ automaticamente a merda!
Secondo me la distinzione tra privato(che secondo i libertari sarebbe sempre il meglio possibile, e secondo i socialisti sarebbe il demonio) e pubblico è artificiosa. Non è automaticamente vero che il privato è sempre meglio, e il pubblico è sempre peggio, a fare la differenza è soprattutto una questione di regolamentazione.
In italia il welfare spesso è pieno di sprechi e inefficiente, soprattutto perché è regolamentato male e gestito peggio, ma non è impossibile costruire un sistema più efficiente (vedi per esempio i paesi Scandinavi)
“Ma chi lo dice che i servizi oggi in mano pubblica non sarebbero appetibili al mercato?”
Alcuni sarebbero pure appetibili, ma non tutti. Il privato investe solo dove c’è un’alta probabilità profitto, in un arco temporale limitato. Insomma il privato di solito investe per avere un ritorno in tempi molto brevi!
Per questo semplice motivo, i privati, non potrebbero mai andare incontro a tante esigenze e problemi che sono perfettamente alla portata dello stato.
Per esempio se nasci con una malattia-malformazione genetica, nessuna assicurazione sanitaria si farebbe carico della tua salute, visto che le probabilità di rimetterci sono molto più elevate di quelle di guadagnarci.
Oppure nessuna casa farmaceutica privata, investirebbe milioni di euro per la ricerca su malattie molto rare, visto che la probabilità di rientrare dall’investimento sarebbe troppo bassa. Il mercato lavora bene sui grandi numeri, ma delle esigenze e dei problemi estremamente di nicchia(come può essere una malattia rara) SE NE FREGA!
Quindi ad esempio passare da una sanità pubblica, a una totalmente privata, significherebbe condannare a morte tutti quei malati, che non sono appetibili per una assicurazioni private, e che non sono abbastanza ricchi da riuscire a pagarsi le cure in contanti.
Migliaia di persone condannate a morte!
Questa sarebbe il meravigliosa privatizzazione della sanità, che sognano tanto i libertari.
Adesso mi replicherai, che negli Usa , non succede, prima della riforma Obama erano solo in pochi a rimanere senza cure, oggi nessuno. Ma anche prima della riforma Obama il sistema americano non è mai stato totalmente privato, la spesa pubblica Usa per la sanità e per la ricerca scientifica era (ed è) enorme!
Andrea in un libero mercato esisterebbe a maggior ragione il volontariato e forme di ricerca associata senza scopo di lucro con fondi versati dai singoli volontari donatori per far ricerca e curare le 5 persone con la malattia rara.
Non è necessario lo Stato e il suo CNR per fare ricerca sulle biotecnologie e la malattie genetiche, ti ricordo che Craig Venter e il suo laboratorio/azienda privata è riuscito con soldi propri e prima dei progetti pubblici transnazionali finanziati dai governi a sequenziare l’intero genoma umano, quindi non è neppure vero che solo lo Stato possa fare ricerca complessa in ambito scientifico.
Sul problema pubblico-privato ti rammento che prima dell’avvento del socialismo la questione del welfare neppure veniva concepita.
Ergo il welfare è intrisecamente socialista e non di libero mercato.
Il welfare è coercitivo e impositivo perchè si basa su tasse e sul monopolio dei servizi.
Laddove c’è un monopolio se il servizio non funziona non ci sono alternative disponibili in ragione del monopolio dello Stato stesso esercitato su di esse, in un libero mercato se una azienda non offre un servizio ragionevole è ragionevole pensare che vi possa essere una concorrenza e una pluralità di altri operatori tali da favorire il soddisfacimento di tali bisogni.
Quindi l’avversione dei libertari allo Stato e il loro essere favorevoli al libero mercato non è una mera inversione ideologica dell’avversione socialista al privato e al mercato (in ragione del loro essere favorevoli allo Stato), dato che risulta evidente come il verticismo decisionale dei socialisti affidato interamente allo Stato implichi la negazione sostanziale di libere scelte e la concorrenza nei servizi, quindi anche un loro miglioramento.
I libertari essendo contrari lo Stato ritengono che il mercato possa sopperire meglio dello Stato anche alle sue stesse fallibilità offrendo e permettendo la comparsa di nuove soluzioni disponibili ai vari bisogni con una ampia possibilità di miglioramento di questi (si pensi ai servizi personalizzati).
Ti ripeto come negli Usa il sistema sanitario pre-Obama era corporativo e non di libero mercato, esso presentava già Medicare e MedicAid ovvero programmi federali pubblici dall’epoca di LBJ sino a quella di Bush jr che si sono rivelati inefficienti in ragione dei loro alti costi e sprechi pubblici, dopo la riforma di Obama lo è ancora di più corporativa e costosa con peraltro una coattiva imposizione a stipulare l’assicurazione sanitaria che prima non vi era da parte degli individui (a tutto vantaggio delle compagnie assicurative).
La riforma di Obama non è all’europea, è solo un accordo di cartello tra Governo e compagnie assicurative, (non è più un oligopolio tra compagnie assicurative), questo aumenterà i costi dei bonus assicurativi da pagare per l’assicurazione stessa oltre che i vari costi burocratici al fine di piazzare personale pubblico dei sindacati nel sistema sanitario.
“Alcuni sarebbero pure appetibili, ma non tutti. Il privato investe solo dove c’è un’alta probabilità profitto, in un arco temporale limitato. Insomma il privato di solito investe per avere un ritorno in tempi molto brevi!
Per questo semplice motivo, i privati, non potrebbero mai andare incontro a tante esigenze e problemi che sono perfettamente alla portata dello stato.
Per esempio se nasci con una malattia-malformazione genetica, nessuna assicurazione sanitaria si farebbe carico della tua salute, visto che le probabilità di rimetterci sono molto più elevate di quelle di guadagnarci.
Oppure nessuna casa farmaceutica privata, investirebbe milioni di euro per la ricerca su malattie molto rare, visto che la probabilità di rientrare dall’investimento sarebbe troppo bassa. Il mercato lavora bene sui grandi numeri, ma delle esigenze e dei problemi estremamente di nicchia(come può essere una malattia rara) SE NE FREGA!”
mmmh… c’è un po’ di roba da dire qui…
ad esempio tutte le associazioni non a scopo di lucro sostenute da fondi privati già scardinano in buona parte tutto…
prendiamo l’ultimo esempio…
supponiamo che per una malattia x (mortale ovviamente) ci siano 5 ammalati, per curarli viene lanciato un programma di ricerca (rigorosamente statale finanziato dal ministero della salute del principato di Andrea).
tale programma giunge a conclusione dopo 5 anni. in media hanno lavorato al progetto 700 persone.
basta fare due conti e sono serviti per questo programma (supponendo 250 giorni lavorativi annui) circa 7.000.000 di ore/uomo (tra l’altro altamente qualificate).
quindi per salvare 5 persone è appena stato sprecato il tempo pari alla vita di 10 persone (ipotizzando una rispettabilissima vita media di 80 anni)
ma nel principato nessuno si rende conto di questo nonsense perchè al di fuori da ogni logica di mercato…
(giusto per far riflettere eh)
“quindi per salvare 5 persone è appena stato sprecato il tempo pari alla vita di 10 persone (ipotizzando una rispettabilissima vita media di 80 anni)”
E allora? quelle 700 persone hanno lavorato, volontariamente e ben pagate. Quindi il “principato di Andrea” avrebbe salvato e migliorato la vita a 5 persone(in realtà le malattie rare riguardano spesso numeri molto più elevati, e una volta trovata una cura, dura per sempre), e dato un posto di lavoro per 5 anni a 700 ricercatori!
E non è detto che i soldi che sono stati tolti agli altri cittadini, sarebbero stati spesi meglio
Certo se i 700 ricercatori, nello stesso arco di tempo, potessero occuparsi di una ricerca più “produttiva”, che sia utile a più persone, ben venga, in quel caso avresti ragione. Ma non è detto che il “privato” avrebbe usato quei ricercatori in maniera più utile, quindi è anche giusto valutare a seconda della situazione.
Non è che tutto si può misurare in termini di efficienza economica, per me la salute di una persona cara vale più dell’efficienza del sistema economico!
O_o
sul primo punto non commento neanche
“(in realtà le malattie rare riguardano spesso numeri molto più elevati, e una volta trovata una cura, dura per sempre)”
che ne sai… e se x mutasse??
“e dato un posto di lavoro per 5 anni a 700 ricercatori!”
bhè anche quando si rompe una finestra questa da lavoro ai vetrai… perchè non paghi la gente per rompere le finestre? (WOW DOPPIO SUCCESSO IN ECONOMIA!!)
o perchè non invadere uno stato vicino? così piazzi metà della popolazione nell’esercito e l’altra metà nell’industria bellica! ma pensa… PURE LA PIENA OCCUPAZIONE
(in effetti dato che ci sei potresti pure resuscitare JMK che ti darebbe del grande statista, chissene di quante persone ci lavorano a questo progetto, lo fanno volontariamente e ben pagate!)
@leo, in effetti avevi ragione riguardo al rispondergli…
Insomma, per te tra fare una guerra, rompere i vetri, o curare dei malati che il “libero mercato”(che non esiste) avrebbe condannato a morte, non c’è nessuna differenza.
A questo punto anche io non ho più nulla da aggiungere, di fatto non puoi dimostrare che i 700 ricercatori, nel mercato, avrebbero fatto di meglio che salvare 5 persone. Se per assurdo(ma nemmeno troppo) la domanda del mercato, fosse l’allungamento del pene, quei 700 ricercatori avrebbero lavorato gli stessi anni, bruciando le stesse risorse economiche, per allungare uccelli!
Come vedi il mercato segue le esigenze di massa, o di minoranze ampie, si occupa soprattutto di grandi numeri…..ma le masse possono richiedere anche cose stupide e inutili, come l’allungamento del pene.
Saluti
Wow… complesso di Dio… superiorità morale e onniscienza…
Ne deduco che il principato sia una teocrazia….
In effetti se esistesse un uomo onnisciente, anche uno solo, la libera iniziativa e il libero arbitrio non servirebbero, basterebbe far gestire tutto all’Uno.
Speriamo non nasca mai, ci bastano già quelli che dicono di esserlo….
(il “libero mercato che non esiste” non sprecherebbe 10 vite per salvarne 5 e non darebbe giustificazioni “della finestra rotta” a simili fandonie)
“Wow… complesso di Dio… superiorità morale e onniscienza…”
Ma quale complesso di Dio, quello ce l’avrai tu(che dici che sono stati sprecati 10 anni di vita. Perché non dire invece INVESTITI? che sono uno spreco è un tuo giudizio del tutto arbitrario!), io dico che bisogna distinguere caso per caso.
“il “libero mercato che non esiste” non sprecherebbe 10 vite per salvarne 5 e non darebbe giustificazioni “della finestra rotta” a simili fandonie”
Il “libero mercato”(che non esiste) invece ne spreca molte di più, visto che non è che tutto cioè che offre il mercato è sempre così tanto utile!
Per esempio, se volessi usare il maniera arbitraria il verbo “sprecare” potrei dire che le multinazionali del tabacco, “sprecano” migliaia di vite in ore di lavoro, per far ammalare milioni di persone. Ovviamente se a uno piace fumare, che sprechi pure i suoi soldi, e il suo tempo, liberissimo di farlo. Nella realtà il tabacco, nonostante sia inutile e dannoso, da lavoro a migliaia (forse milioni) di persone, e essendo una libera scelta, non ha senso vietarlo.
Secondo quale logica, invece, investire denaro per salvare vite che non interessano al mercato, sarebbe uno “spreco”?
“e non darebbe giustificazioni “della finestra rotta” a simili fandonie”
Ah dimenticavo, quella della finestra rotta l’hai tirata fuori TU!
Il gran sostenitore della favola del “libero mercato”…
A proposito di uomini lupo:
http://www.nereovilla.it/favola_del_lupo_pino.htm
Ahahahaha aha aha ah! Te lo raccomando questo!
se leggi solo parte di quello che scrivo (o capisci solo parte di quello che scrivo) che rispondo a fare?
“Ma mi faccia il piacere!” sei tu che hai tirato fuori esempi stupidi(tipo 10 vite sprecate, come se facendo lavorare degli scienziati nella ricerca, si ammazzasse qualcuno….al massimo lo “spreco”, o investimento, è di risorse economiche), sei tu che hai provato a mettere sullo stesso piano la guerra, con la ricerca scientifica, sei tu che parli di stato teocratico, dimostrando di essere un grandissimo ignorante(casomai uno stato che mette la ricerca scientifica, e la vita-salute delle persone prima della “libertà economica” è uno stato con delle priorità etiche, il teocratico non c’entra un cazzo!)
PS. Ti consiglio di smettere subito di utilizzare internet, visto che anche il web deriva dalla ricerca tecnologica in campo militare, fatta dal “malvagio” stato, e poi le tecnologie nate a livello militare, sono state implementate a livello civile grazie al CERN(istituto di ricerca creato dai governi e finanziato coi soldi pubblici).
I privati nel web sono arrivati dopo, ma tanto che te frega, probabilmente per te il libertarismo sarà solo un alibi per evadere il fisco!
@Andrea La distinzione che fai tra pubblico e privato, non è poi tanto diversa da quella dei socialisti-comunisti, è solo il contrario. Mentre i socialisti appena sentono la parola “privatizzazione” hanno una crisi isterica, così tu appena senti pubblico o statale, lo associ automaticamente a merda!
Secondo me la distinzione tra privato(che secondo i libertari sarebbe sempre il meglio possibile, e secondo i socialisti sarebbe il demonio) e pubblico è artificiosa. Non è automaticamente vero che il privato è sempre meglio, e il pubblico è sempre peggio, a fare la differenza è soprattutto una questione di regolamentazione.
———
La differenza tra pubblico e privato, sta partendo dal privato, nel poter scegliere sia il servizio sia il prezzo o non scegliere (il servizio non ti serve).Nel pubblico invece paghi anche per servizi che non usi, i servizi stessi sono scadenti (non esiste concorrenza).
Ripeti spesso che il capitalismo non può esistere nel libero mercato, sbagliatissimo, come è sbagliato il pensare che tutti si scannerebbero nel caso non ci fosse lo stato, a parte alcune eccezioni, le persone per natura tendono a vivere in pace, e sti sicuro che se devo scambiare con una persona violenta (diciamo che può capitare) sicuramente quel commerciante ha tutto da rimetterci, nessuno sarà disposto a fare affari con lui (vale anche per il discorso dei prezzi). Ultima cosa, nel vivere, tu, come ti comporti?
Mi spiego meglio, agisci in modo naturale!? Oppure qualsiasi azione tu compia, consulti prima il codice civile?
Ultimo pezzo è ironico ma neanche tanto!
“La differenza tra pubblico e privato, sta partendo dal privato, nel poter scegliere sia il servizio sia il prezzo o non scegliere (il servizio non ti serve).Nel pubblico invece paghi anche per servizi che non usi, i servizi stessi sono scadenti (non esiste concorrenza).”
D’accordo, ma questo è già un discorso diverso. Un conto è dire che preferisci la privatizzazione perché vorresti scegliere quali servizi finanziare ed utilizzare, e quali no(e questo non è sempre possibile, perché ad esempio la rete stradale e autostradale la usano più o meno tutti), altro è dire che il pubblico è SEMPRE MERDA.
Il che non è sempre vero, visto che molte ricerche scientifiche all’avanguardia le fanno i “malvagi” stati(i privati hanno un’ottica orientata al profitto a medio-breve termine, e quindi non possono permettersi di investire in alcuni campi della ricerca, che non hanno sbocchi commerciali immediati, ma che possono rivelarsi utilissime, in alcuni casi vitali, come la ricerca medica). E anche la sanità e la scuola pubblica, non è sempre inferiore a quella privata, anche in italia la situazione varia moltissimo a seconda delle zone.
Insomma io credo che si potrebbe anche ridurre il welfare, ma che non vada abbattuto totalmente( anche i privati hanno dei limiti!), e potrebbe essere reso efficiente semplicemente cambiando le regole(l’inefficienza italiana in tanti campi, non è una fatalità inevitabile del welfare, ma il frutto di precise scelte politiche, che potrebbero anche essere modificate)
“Ripeti spesso che il capitalismo non può esistere nel libero mercato, sbagliatissimo, come è sbagliato il pensare che tutti si scannerebbero nel caso non ci fosse lo stato, a parte alcune eccezioni, le persone per natura tendono a vivere in pace, e sti sicuro che se devo scambiare con una persona violenta (diciamo che può capitare) sicuramente quel commerciante ha tutto da rimetterci, nessuno sarà disposto a fare affari con lui (vale anche per il discorso dei prezzi)”
Ti faccio un esempio, se non ci fosse nessuna possibilità di fare causa, e recuperare i soldi rubati in caso di truffa, faresti mai acquisti a distanza(per esempio su negozi online)? non credo!
E anche i negozi online, se non dovessero rispondere alla legge, mi sa che si comporterebbero molto diversamente rispetto ad oggi…
Senza stato l’unica forma di commercio possibile sarebbe lo scambio “manuale” al mercato, o in negozio. E anche in quel caso dovresti stare molto attento a non prendere fregature, perché poi sarebbe praticamente impossibile(a meno che non ti fai giustizia da solo) far valere i tuoi diritti!
“Mi spiego meglio, agisci in modo naturale!? Oppure qualsiasi azione tu compia, consulti prima il codice civile?”
Eheh ma non c’è bisogno, più o meno lo sanno tutti quello che si può, o non si può fare, anche senza andare a leggere codice penale e codice civile, e nessuno si comporta in modo totalmente naturale. Per farti un esempio, non è che puoi mettere le mani addosso a qualsiasi bella ragazza sconosciuta che vedi per strada…..
Ovviamente se cambiassero le “regole del gioco” ,e mettiamo non fosse più reato lo stupro, o il furto, qualcuno si comporterebbe in maniera un po’ diversa da oggi….magari non tutti, ma qualcuno(e forse anche più di qualcuno) si!
“Senza stato l’unica forma di commercio possibile sarebbe lo scambio “manuale” al mercato, o in negozio…..”
Volevo scrivere senza LEGGE, se trovi un modo diverso da quello attuale di far rispettare la legge, potresti anche fare a meno dello stato…
Lei dice: “i privati hanno un’ottica orientata al profitto a medio-breve termine, e quindi non possono permettersi di investire in alcuni campi della ricerca, che non hanno sbocchi commerciali immediati”
Mi dispiace contraddirla… anzi no, non mi dispiace affatto, ne sono fiero:
- Gli ospedali sono nati grazie all’intrapresa privata. Poi lo Stato se li ha fatti propi intravedendo un UTILE strumento per fare in modo che qualcuno come lei potesse pensare che lo stato è necessario.
- Gli asili (scule materne) sono nati grazie all’intrapresa privata. Poi lo stato ha pensato che occuparsi dei bambini fosse UTILE per lo stesso motivo di cui sopra.
- Le università sono nate dall’intrapresa privata. Poi lo stato ha pensato bene di occuparsi anche di quelle per la stessa UTILITA’ e perché forse è meglio controllare cosa viene insegnato alle giovani menti: non sia mai che qualcuno un giorno si convinca che si possa vivere senza stato.
- Il mutuo soccorso, le assicurazioni, la previdenza sono nate dall’intrapresa privata. Poi lo stato ha pensato bene di occuparsene per la stessa UTITLITA’ cui sopra.
Lei confonde o si lascia confondere dagli specchietti che lo stato fa luccicare oggi. Vada a visitare qualche storico ospedale o ateneo o asilo ecc. e legga le targhe, le lapidi, le dediche: sono scritte a lettere grandi che non servono occhiali, non si preoccupi.
Lei confonde l’animo umano con l’UTILITA’ statale. L’uomo è naturalmente propenso ad accuparsi del proprio simile, l’uomo è un costruttore. Lo stato è naturalmente propenso ad occuparsi di se stesso sulla pelle dell’uomo, lo stato è distruttore.
La legge… oggi si parla tanto di legalità. Non si faccia condurre al macello seguendo le pecore: i più grandi stermini della storia erano perfettamente legali!
… Ma dai ragazzi non scherziamo… un po’ di stato di vuole!. Diciamo uno “stato minimo”.
Senza uno stato come sarebbe possibile difendere la proprietà di una povera vedova dall’avidità di un gruppo di potenti? O far studiare un bambino povero dandogli le stesse opportunità dei suoi coetanei? Come sarebbe possibile curare un povero neonato cardiopatico ? Come evitare che si formino degli oligopoli o dei monopoli? Oppure semplicemente come garantire il diritto di proprietà? Ricordiamoci che l’obiettivo finale è la felicità dell’INDIVIDUO.
Studierò i testi che avete consigliato, ma sono molto perplesso ………
Io penso che il Professor Rothbard (in generale mente eccelsa) in questo caso abbia sparato solo una sonora “cavolata”, perchè lui la mafia non l’ha mai vista ne vissuta realmente (al cinema è tutta un’altra cosa rispetto alla realtà. Tra l’altro ritengo si ravvisi in certi discorsi il solito razzismo atropologico deli anglosassoni nei confronti degli italiani). Secondo me Rotbard “provoca” perchè non ha mai visto i mafiosi far saltare in aria avversari (non sono poliziotti e magistrati ma anche imprenditori che vi si opponevano e rifiutavano aiuti di stato; andate a vedere chi era Tano Grasso) o sciogliere i bambini nell’acido. Capisco i cittadini esasperati che possono dire “meglio Mafia che Stato” ma non gli intellettuali seduti nei loro salotti (anche a fare le provocazioni ci vuole serietà intellettuale). Tra l’altro la sua analisi parte da un’assunto totalmente sbagliato ovvero “l’alternatività tra micro e macro criminalità”. La criminalità organizzata è costituita solo da banditi di strada che si organizzano per delinquere meglio; ma la testa ed i modi di pensare sono sempre gli stessi. In caso dovessimo sposare le tesi del professore avrebbe ragione Saviano che considera il capitalismo “in sistema economico criminale legalizzato”
Noi abbiamo un’opinione negativa delle associazioni malavitose, ma esaminandole obiettivamente, proviamo a chiedercene il motivo.
Esse non hanno un’investitura preventiva dai Cittadini, e picciotti o capi che siano, lo sono per diritto di militanza e di nomina interna: ma anche i sindacati, i partiti, le associazioni di categoria, … lo Stato.
Esse non operano per il bene comune, ma per tornaconti propri o per coloro che fanno parte della loro organizzazione: ma anche i sindacati, i partiti, le associazioni di categoria, … lo Stato.
Esse non pubblicano bilanci ed i loro guadagni sono esenti da controlli: anche i sindacati, i partiti, le associazioni di categoria, … e lo Stato che ai suoi bilanci non crede nessuno.
Nelle controversie tra Cittadini, esse ignorano il Diritto, si schiera da una parte e decidono a priori chi debba soccombere: ma anche i sindacati, i partiti, le associazioni di categoria, … lo Stato (vedi i recenti fatti Mondatori).
Nei confronti dell’ambiente, se ne infischiano e pensano solamente ad un proprio utile, sia al riguardo degli smaltimenti che dei finanziamenti a pioggia dello stato per le fonti alternative (Sorgenia) o per le più varie motivazioni.
Si dice che le associazioni malavitose uccidano, ma questo non è vero: tutte esse vogliono vivere tranquille, tranquillamente fare i loro affari ed ogni omicidio è per loro da evitare perché provoca scalpore.
Per fermare chi le contrasta, le associazioni malavitose ricorrono al sicario meno costoso: lo stato.
Chi le contrasta si trova ad avere verifiche a ripetizione della GdF, a non vincere alcun appalto, e se poi ha investito in una costruzione, questa viene dichiarata ecomostro e demolita, pur se in regola con ogni autorizzazione, mentre poco lontano ad altri ecomostri non fa caso nessuno ee essi sono intoccabili, o, se docente, sono altri docenti asserviti a chiederne la morte civile (Franco Battaglia a Tor Vergata).
I Libero Grassi sono un’eccezione, sono l’ultima risorsa quando le altre non hanno ottenuto il risultato auspicato, e sempre, a posteriore si scopre che “lo stato li aveva abbandonati”
La malavita organizzata prospera con la prostituzione “volutamente non regolarizzata dallo stato” e con il “tollerato” commercio della droga: chiara complicità che il programma delle Iene sui parlamentari asserviti alla droga, mai andato in onda, dimostra oltre ogni dubbio.
A vantaggio delle organizzazioni malavitose c’è, a mio avviso, che queste riciclano i loro utili in vere attività economiche, mentre lo stato incrementa la burocrazia parassitaria e chi si atteggia da “statista”, usa il cognato per aprire conti nei paradisi fiscali ed immobili a Montecarlo.
Ad una conferenza che organizzai diversi anni fa, il giudice Saverio Pavone disse che a Catania dove al tempo non c’era mafia, c’era una diffusa delinquenza di strada, mentre a Palermo, dove la mafia era ben presente, una donna poteva girare tranquilla di sera senza essere scippata. La mafia, dove è presente, non tollera la delinquenza che attira sempre l’attenzione dei media e della Polizia. Ne deduco che pagando la mafia, sul territorio si viva tranquilli, pagando lo stato sappiamo bene di no. Tra stato e Mafia, io preferisco la Mafia.
Ho sempre pensato che libertà non significhi prepotenza e assenza di regole. Che un sistema politico basato sul sopruso e la prepotenza venga considerato allegramente un sistema politico da preferire o pari alla democrazia che il pizzo o lo sfruttamento della prostituzione che il potere di vita o di morte su chi non vuole sottomettersi al soppruso sia meglio della tassazione iniqua (che è un furto) mi fa pensare di essere capitato tra malati di mente.
Dopo il successo di “AddioPizzo”, non si potrebbe creare qualcosa tipo “AddioEquitalia”?