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8 Responses

  1. LucaF.
    LucaF. 14 agosto 2011 at 02:24 | | Reply

    AGGIORNAMENTO ALL’ARTICOLO:

    Nella serata di sabato si è svolta la votazione straw poll in Iowa tra i delegati partecipanti al caucus, le nostre previsioni ottimistiche della vigilia si sono rivelate puntualmente corrette, confermando quanto da noi anticipato nel titolo del nostro articolo qua pubblicato: l’Iowa lancia Ron Paul e le sue prospettive per la nomination all’interno del Partito Repubblicano per le elezioni presidenziali del 2012.
    Si veda qua: http://www.ronpaul.com/2011-08-13/ron-paul-2nd-place-at-ames-straw-poll/
    e questo sito: http://caucuses.desmoinesregister.com/
    Ron Paul si è rivelato il vero vincitore non soltanto morale dell’Ames Straw Poll, benchè questi sia arrivato per stretto margine di voti secondo dietro alla vincitrice Michele Bachmann.
    Il suo risultato è ampiamente superiore per molte ragioni alle più rosee aspettative della vigilia; lo stesso Ron Paul ha sempre predicato prudenza puntando per modestia sua personale alla pedana del podio più bassa, ma i numeri dicono altro, Ron Paul ha sfiorato addirittura la vittoria numerica e di certo anche con il suo secondo posto ha colto una vittoria pesante per vari motivi.
    Anzitutto il corto distacco con la vincitrice: Ron Paul ha ricevuto 4671 voti di gradimento (pari a 27,65%) contro i 4823 (pari al 28,75%) della Bachmann.
    La differenza tra la prima e il secondo è quindi molto stretta: soli 152 voti pari allo 0,9%; un margine di distacco ampiamente recuperabile nei mesi che intercorrono con la primaria vera propria all’interno di questo Stato.
    Quindi la Bachmann pur vincendo la simulazione di primaria non ha distanziato il Dottore con valanghe di voti, tutt’altro è semmai Ron Paul ad aver dato ampio margine a Pawlenty (arrivato terzo con circa metà dei suoi voti) e a tutti gli altri sfidanti GOP, marcando da vicino la vincitrice.
    Gli esponenti maschili dell’establishment del partito dell’elefante: Perry e Romney guadagnano rispettivamente solo il 3,62% e 3,36% venendo superati anche da gente come Santorum e Cain (il che è tutto dire come avevamo preannunciato…).
    A fronte di ciò bisogna ricordare che la Bachmann pur essendo da lungo tempo residente nel Minnesota è nativa proprio dell’Iowa con la sua famiglia e clan, quindi la vincitrice giocava in casa in questo sondaggio.
    Benchè sia una vittoria, per come si è conseguita e per i suoi numeri, la Bachmann non può certo gioire, necessitava di ampio margine al fine di risultare realmente competitiva rispetto al secondo arrivato sfruttando proprio il fattore casalingo; invece non ha distanziato Paul, questi ha rischiato di fare il colpo grosso vincendo in casa della prima agevolmente.
    Il vero vincitore è quindi Ron Paul proprio in ragione del campanilismo che ha notevolmente favorito e avvantaggiato la risicata vittoria della Bachmann, il suo giocare in trasferta a fronte di chi ha potuto invece ampiamente farsi conoscere puntando sull’empatia del suo nativismo biografico presso i suoi concittadini (più che reali contenuti politici), è un fattore da non sottovalutare nell’analisi dei voti.
    Nella politica al pari del calcio, chi segna punti e consensi pesanti in trasferta negli Stati-stadi dei propri avversari ha certamente maggior rilevanza e peso di chi ha gioco facile nella rendita di consenso sul luogo; a maggior ragione se analizziamo questo straw poll rammentando come di fatto esso mostri un pareggio tra i due primi classificati: se i numeri danno formalmente ragione alla vincitrice, i numerosi fattori a suo favore la indeboliscono rivalutando l’impresa di Ron Paul e implicitamente addirittura la sua affermazione al di là del suo essere arrivato secondo.
    La quasi vittoria numerica di Paul dimostra come la candidatura della Bachmann sia debole non solo sul piano nazionale (si pensi ai sondaggi online citati nell’articolo che la vedono nettamente ai margini) ma anche sul terreno, in uno Stato come l’Iowa che conosce bene e sul quale avrebbe dovuto costruire la sua immagine per aspirare alla nomination e ad un proseguo di campagna elettorale in discesa.
    Invece, anche il terzo posto di Pawlenty risulta certamente un punto a sfavore della Bachmann, in quanto questi potrebbe metterla in difficoltà (viste le forti similarità di programma politico) come è già avvenuto nel dibattito televisivo, e certo anche in Minnesota potrebbe rubare a lei consensi pesanti a tutto favore del suo principale rivale: Ron Paul.
    Il congressista libertario ha invece dimostrato sia nei sondaggi online che nello straw poll dell’Iowa come la sua candidatura sia concreta e solida e certamente in pole position per la nomination nazionale.
    Neppure il frettoloso ingresso in pompa magna (esaltato subito dalla stampa italiota e statunitense) del texano Rick Perry, è riuscito quest’oggi a rubare voti e consensi a Paul, anzi lo scarso impatto nello straw poll (paragonabile a quello di Romney, il che la dice lunga anche sulle chance del miliardario mormone da sempre in cerca della nomination) da parte del governatore del Texas, ben inquadra la candidatura d’apparato di questo personaggio, non riuscendo minimamente ad impensierire ed impressionare il Dottore.
    C’è da scommettere che neppure in un derby texano Perry riuscirebbe a battere Paul, viste le cifre assai misere con il quale si presenta sulla scena nazionale con ambizioni presidenziali, fin dall’inizio delle primarie anche presso l’elettorato del Lone Star State.
    Storicamente chi parte debole all’interno di una primaria di partito (in special luogo in una Repubblicana a sistema maggioritario uninominale nel computo dei grandi elettori conquistati in ogni Stato) difficilmente riesce a recuperare e ad essere considerato un avversario credibile presso l’elettorato e sicuramente pur mancando alcuni mesi all’inizio delle vere primarie, questi test sono degli ottimi indicatori per testare fattivamente le ambizioni dei candidati e per definire una cernita ridotta a pochi candidati potenziali.
    Tra questi certamente spicca Ron Paul e non alcuni strafavoriti della vigilia.
    In conclusione, la giornata di ieri non solo ha confermato il trend della settimana in Iowa per quanto riguarda gli ottimi segnali immediatamente successivi al dibattito televisivo, ma anche in relazione al futuro voto di primaria in quello Stato ad inizio 2012.
    I sondaggi online su base nazionale si sono rivelati corretti ed affidabili su Ron Paul e proprio la cartina tornasole dell’indicativo risultato dello straw poll dell’Iowa li conferma.
    La candidatura di Ron Paul è empiricamente rilevante e solida non solo nei principi ma anche nei numeri presso l’opinione pubblica elettrice americana, rafforzando le già ottimistiche aspettative per quanto riguarda il proseguo della sua campagna elettorale presidenziale a livello nazionale.

    1. Leonardo Facco
      Leonardo Facco 15 agosto 2011 at 07:50 | | Reply

      perchè tutti i quotidiani italiani stamane titolano: nell’IOWA le primarie le ha vinte la Bachmann?

      1. LucaF.
        LucaF. 15 agosto 2011 at 13:46 | | Reply

        Perchè la stampa italiota si è prontamente accodata a quella statunitense d’apparato al fine di negare l’importante affermazione di Ron Paul nelle urne, esaltando utilitariamente ed unicamente solo Michele Bachmann (candidata che non dispiace all’establishment ), senza porre alcuna seria analisi dei numeri usciti dal sondaggio (da loro in precedenza snobbato e sminuito fino a quando non si è definita con certezza numerica la vittoria della Bachmann).
        Se i numeri da soli non dicono tutto, i giornali addirittura non li analizzano proprio in maniera obbiettiva!!.
        Il distacco tra Ron e la Bachmann è meno di un punto percentuale, se gli incartapesce analizzassero la vicenda al di là di una certa visione semplicistica plebiscitario-democratica, racconterebbero ben altre cose sui loro giornali, una situazione completamente opposta alle tante vuote retoriche propinate col palese fine di anestetizzare le coscienze a seguito dello straw poll favorevole al Dottore.

  2. Leonardo Facco
    Leonardo Facco 14 agosto 2011 at 07:39 | | Reply

    GRAZIE LUCA!

  3. Il Rompiballe « La sentinella della libertà

    [...] Nella serata di sabato si è svolta la votazione dello straw poll in Iowa tra i delegati partecipanti al caucus organizzato nella fiera della cittadina di Ames, le previsioni ottimistiche della vigilia dei libertari si sono rivelate puntualmente corrette, confermando quanto già anticipato in questo articolo: http://www.movimentolibertario.com/2011/08/13/2012-liowa-lancia-ron-paul/ [...]

  4. Eduardo Rovira
    Eduardo Rovira 16 agosto 2011 at 08:44 | | Reply

    Wow! Pensavo ero l’unico italiano a seguire Ron Paul. Grazie Luca e complimenti per l’articolo.

    1. LucaF.
      LucaF. 16 agosto 2011 at 13:19 | | Reply

      Grazie mille a te Eduardo per i complimenti. :-)
      Ron Paul è da sempre un punto di riferimento del Movimento Libertario (vedi anche questo articolo recentemente pubblicato in italiano su questo sito: http://www.movimentolibertario.com/2011/08/15/capitalismo-fallito/ ) ti segnalo comunque che su Facebook abbiamo creato ad hoc una pagina fb seguitissma dedicata a lui e alla sua campagna presidenziale 2012 con tutte le notizie a lui dedicate: http://www.facebook.com/pages/Italy-for-Ron-Paul-2012/244533265572557
      Un saluto

  5. Rocketto
    Rocketto 16 agosto 2011 at 11:39 | | Reply

    A prescindere dalla faccenda in esame la grande maggioranza dei media italiani, che anche sul resto non brillano di certo, quando si tratta di cose americane sono del tutto inattendibili.
    Paul penso sarebbe un candidato di valore anche dal punto di vista dell’integrità e dell’etica personale, da quel che ho potuto capire pare non abbia scheletri nell’armadio anche se, dovesse davvero essere lui lo sfidante, sicuramente cercherebbero non solo di trovarglieli, e questo sarebbe giusto farlo con lui come con qualsiasi altro esponente politico, ma anche di fabbricarne di falsi o comunque strumentali visto che potrebbe dar molto fastidio a certi poteri.
    Tra l’altro sembra possa presentare credenziali di tutto rispetto nei vari campi in cui si è cimentato (studi, professione, carriera politica, servizio militare, famiglia, sport…) anche se lui al contrario di altri non pare il tipo che stia a sbandierarli ogni 5 minuti.

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