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162 Responses

  1. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 16:34 | | Reply

    L’anarco capitalismo esiste e sta dimostrando di essere una disgrazia per l’umanità.In Usa la classe media vive nelle tende in mezzo ai boschi.Meglio essere un povero cubano che un povero americano.Il povero cubano infatti pur vivendo in povertà mantiene il diritto alla sanità,allo studio e alla pensione……il povero americano oltre a vivere come un miserabile se si ammala viene lasciato morire come un cane.Chi oggi dice che “Marx è morto” lo fa per metterlo a morte, perché sa quanto è ancora vivo e scomodo. “Marx è morto” – questa insopportabile litania – non è allora la presa d’atto di un decesso, ma l’esorcismo volto a mettere a morte un vivo, la cui capacità critica resta, ad oggi, fortissima. Nessuno si sogna di ricordarci ossessivamente che Platone, Hegel o Kant sono mortiMarx ha svelato che la schiavitù nel mondo moderno è una schiavitù economica, non politica: gli operai, chi lavora nei call-centers, ecc, sono “schiavi del salario”, soggetti all’estorsione di “pluslavoro”. La nostra non è l’epoca della libertà – come ripete pomposamente la tradizione liberale, da Smith a Popper – ma è semmai una nuova fase della lunga “preistoria” dell’umanità, all’insegna della schiavitù: se ci si spinge sotto l’epidermide della realtà, si scopre che la libertà formale convive con l’asservimento materiale-economico di chi è costretto, proprio perché formalmente libero, a vendersi quotidianamente per potersi mantenere in vita come schiavo del capitale (dagli operai ai lavoratori dei call-centers, ecc.).

    1. Leonardo Facco
      Leonardo Facco 17 gennaio 2012 at 18:43 | | Reply

      ESISTE NEL TUO CERVELLO, PERCHE’ LA GENTE NEL GUANO C’E’ LA RIFILA LO STATALISMO E IL TUO COLLETTIVISMO TERZOMONDISTA. DATO CHE VOI AMATE COSI’ TANTO I POVERI DA CREARNE OGNI VOLTA CHE ANDATE AL POTERE, O ANCHE SOLO VICINO

      1. troppofreak
        troppofreak 17 gennaio 2012 at 20:04 | | Reply

        Non mi pare che il capitalismo e il liberismo possano recriminare nulla a nessuno in quanto a fabbrica di miseria,povertà,fame,distruzione morte e terrore…o forse vivi su un altro pianeta?
        A proposito….l’argentina è stata usata come esperimento per il fmi e i banchieri e si è visto l’ottimo risultato….ora ripercorrendo al contrario la strada neoliberista,cioè nazionalizzando banche e aziende cresce del 7%….
        mentre noi dopo 20 anni di leberismo berlusconide stiamo facendo la fine dell’argentina ,della grecia e di tutti quei paesi che hanno sperimentato il liberismo…compresa la california e tutti gli USA…..

        1. Riccardo
          Riccardo 17 gennaio 2012 at 20:56 | | Reply

          Liberismo berluscoide? Ma se Berlusconi ha aumentato il peso dello stato a non finire in economia, genio!
          “quello che non capisco di voi asini liberali è come si può essere nazionalisti e antistato…
          per altro siete sempre a chiedere incentivi e contributi statali….”
          Forse perchè chi sta sempre a chiedere incentivi e contributi statali non è un vero liberale?
          Inoltre ti è mai passato per la testa che esistono varie scuole liberali?

          1. troppofreak
            troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:11 |

            tu di quale scuola liberale sei,genio?

          2. Ingmar
            Ingmar 16 marzo 2012 at 19:28 |

            Su queste cose hai assolutamente ragione alcune critiche di freak non sono molto informate, ma in una scuola liberale ci può andare un ingegnere come un agricoltore?
            Questo non dimenticando che se l’agricoltura sta nelle condizioni in cui sta è per via dei cartelli e dei grossisti che fanno i prezzi (e mi chiedo cosa aspettino a dargli un calcio in culo) e di quote latte e altre imposizioni assurde e dittatoriali dell’attuale capitalismo corporativo delle cricche (detto anche comunismo delle perdite e privatismo delle rendite).

        2. Lorenzo
          Lorenzo 19 gennaio 2012 at 19:41 | | Reply

          Fondo Monetario Internazionale, banchieri e in genere tutto il sistema finanziario attuale NON hanno niente a che vedere con l’anarco-capitalismo.
          Anzi, la Scuola austriaca dell’economia (punto di riferimento per gli anarco-capitalisti) è la VERA AVVERSARIA di questo sistema finanziario marcio, l’unica che cerca di spiegare in modo scientifico e con rigore metodologico la truffa della moneta creata dal nulla.
          Dai tuoi amici si sinistra socialisti/comunisti invece ci sono solo chiacchiere e accuse qualunquiste, con totale assenza di idee. Siete capaci solo di sparare a zero contro il mondo della finanza ma non riuscite a spiegare il problema, bravi..
          Ti consiglio di acquista “Che cos’è il denaro” dal sito Usemlab così ti renderai conto di cosa sto parlando. È un libro divulgativo chiare e semplice, si legge d’un fiato. Se hai a cuore la conoscenza prova a dubitare delle tue certezze.

          1. troppofreak
            troppofreak 21 gennaio 2012 at 00:02 |

            ma sul signoreggi e come viene creata la moneta sono più che informato
            quanto alla sinistra,se per seinistra intendi il pd sappi che io lo considero un partito di destra
            mentre invece rifondazione comunista parla da anni di queste cose e si batte contro la globalizazioone,per la nazionalizzazione delle banche ed è fortunatamente anticapitalista.
            comunque il problema è che la creazione del denaro è passata dallo stato ai privati….
            personalmente sono per qualcosa di diverso dal capitalismo e il comunismo
            sogno una società senza il sistema monetario e senza religioni.
            volendo non sarebbe male un patto storico tra le 2 vedute:ognuno riceve come reddito di cittadinanza il minimo indispensabile per sfamarsi ed avere un tetto….chi vuole il lusso va a lavorare e se lo compra…..

          2. Lorenzo
            Lorenzo 21 gennaio 2012 at 01:48 |

            Se confondi il signoraggio con la scuola austriaca allora non puoi dire che sei ben informato. Anzi non hai proprio capito niente.
            Poi mi spieghi come si fa ad avere un reddito di cittadinanza in assenza di un sistema monetario?
            Capisco che stai sognando una società ideale, e sono in molti che la pensano come te, ma purtroppo non avete i piedi per terra. Iniziate con elaborare una teoria economica che sdtia in piedi, almeno logicamente.

          3. troppofreak
            troppofreak 21 gennaio 2012 at 12:13 |

            il reddito di cittadinanza senza sistema monetario vuol dire un tetto,la luce,l’acqua e il gas e un pezzo di terra da coltivare per prodursi il cibo….
            non confondo la scuola austriaca con il signoraggio…
            io dico che oggi abbiamo l’umanità e le risorse del pianeta al servizio dell’economia
            mentre bisognerebbe avere l’economia al servizio dell’umanità e del pianeta

          4. Ingmar
            Ingmar 16 marzo 2012 at 19:35 |

            Comunque un eventuale anarco socialismo per chiamarsi anarchico è basato sulla solidarietà e sulla cooperazione *volontaria* non imposta da nessuno, basata sulla semplice idea che es. l’agricoltore da da mangiare a tutti e altri individui lo riconoscono e lo rispettano, il medico e l’ingegnere curano e progettano quindi l’agricoltore lo riconosce e da da mangiare anche a loro che a loro volta progetteranno e cureranno l’agricoltore. Se l’agricoltore si trova in difficoltà riconosceranno i suoi sforzi e gli saranno vicini. Questo semplificando l’idea, quindi chi vuole utilizzare i soldi è libero di farlo, come chi trova un modo cooperativo e mutualistico di effettuare gli scambi e lo ritiene migliore si comporterà di conseguenza.

    2. Giuseppe D'Andrea
      Giuseppe D'Andrea 17 gennaio 2012 at 22:03 | | Reply

      Teoria affascinante, peccato che tutto l’impianto Marxista si smonti pezzo pezzo con facilità:

      - Secondo Marx il capitalista guadagna sfruttando la manodopera, l’aumento di investimenti in beni capitali riduce il lavoro impiegato e fa svanire il profitto. Dunque in teoria le aziende che hanno un alto impiego di capitali, non stanno guadagnando e i capitalisti stanno riducendo il loro tasso di profitto fino a zero.

      - Marx sostiene che le aziende ingigantiscono e assorbono tutto quello che incontrano. Ma la realtà ha riscontrato che gli accentramenti privati non sono mai definitivi e che nuove aziende più piccole e flessibili riescono a surclassare anche colossi affermati proponendo nuovi paradigmi

      -Il punto focale è l’impoverimento della classe operaia, solo l’impoverimento complessivo può portare all’avvento del ‘comunismo’ e alla dittatura del proletariato. Ma Mises evidenziò l’insensatezza dell’impoverimento nella stessa base del ragionamento di Ricardo-Marx, infatti se i salari sono al livello di sussistenza per via della legge ferrea dei salari, come possono diventare ancora più bassi? Forse i ‘capitalisti proletariatizzati’ potrebbero ribellarsi vista la loro precedente condizione, ma Marx non vuole limitare la ribellione a questi ultimi anche perchè il grosso dei lavoratori rimarrebbe dov’è; ai margini della sussistenza.
      Marx allora sostiene che il capitalista per massimizzare il profitto cercherà di sfruttare di più i lavoratori, facendoli lavorare più duramente e per più tempo. Marx sostiene che ci siano sempre più disoccupati che per fare competizione ai loro colleghi impiegati spingano il livello dei salari più giù. Ma da dove vengono questi disoccupati? Marx sostiene che siano disoccupati tecnologici per via della meccanizzazione. Ma se il lavoro è così economico perchè ricorrere alla meccanizzazione? Cosa genera l’aumento della domanda prodotto dall’innovazione tecnologica? E come mai aumenta la domanda di produzione in altri settori industriali in relazione alle meccanizzazioni nei settori precedenti?

      La disoccupazione tecnologica è un’argomento vecchio e screditato, i settori innovati portano alla riduzione dei prezzi e all’espansione dei settori considerati, che assorbono ancor più lavoro di quanto non facessero nei precedenti stadi produttivi. Parimenti, la lamentala di Marx e Engels che vedrebbe la despecializzazione dei lavoratori a causa della meccanizzazione e che questo fenomeno sarebbe la causa dell’abbassamento del salario, è infondata, tant’è vero che i social-democratici oggi sostengono l’esatto opposto. Quello che emerge con prepotenza 150 anni dopo la nascita della dottrina Marxista è che la classe lavoratrice ha aumentato il proprio standard di vita e il livello dei salari, qualche Marxista sostiene che questa tendenza all’impoverimento sia stata temporaneamente (uno o due secoli) bloccata da fattori anti-ciclici, come l’investimento nei paesi del terzomondo, che avrebbe fatto diventare i proletari occidentali, capitalisti di scala internazionale.

      La fondamentale incoerenza del marxismo risiede nel fatto che se i capitalisti perdono di continuo ‘profitti’ e i proletari diventano sempre più poveri, chi sta beneficiando del ciclo economico? Nel Ricardismo sono i proprietari terrieri. Nel sistema Marxista i proprietari terrieri sono incorportati nella classe capitalista, come è possibile che entrambi stiano perdendo?

      ‘ipoconsumo è la spiegazione Marxista della depressione e l’attacco alla legge di Say. La teoria dice che l’accumulazione capitalista priva il consumatore proletario. Siccome i proletari non possono comprare i prodotti dei capitalisti esiste una sovrapproduzione, e dunque Say sbaglia . La domanda che Rothbard pone è; se le masse non hanno mai abbastanza denaro per acquistare i prodotti che manterrebbero profittevoli le aziende perchè non ci sono depressioni permanenti? Perchè allora esistono le espansioni economiche? Marx dice che esistono momenti pre-crisi quando i lavoratori percepiscono salari più alti e con questi possono acquistare più prodotti. Engels spiegando lo stesso concetto ritorna però al punto che è l’ipoconsumo a generare le crisi, pur asserendo che il concetto non spiega ‘il perchè delle crisi moderne’.
      Engel nella prefazione del capitale nel 1886 spiega che prima del 1867 c’è stato spazio per i boom e burst ma dopo l’economia Inglese era entrata in piena depressione permanente e che questo avrebbe portato alla rivolta proletaria.

      La teoria dell’ipoconsumo è comunque erronea; i risparmi non vengono ‘rubati’ all’economia, sono impiegati in vestimenti in risorse e beni capitali. In questa contrapposizione fra ‘produzione’ e ‘consumo’ il sistema dei prezzi viene spazzato via. Il concetto base è che non esiste un ‘iperproduzione’ esiste una produzione eccessiva in relazione al prezzo che i consumatori sono disposti a pagare, un prezzo che al massimo è inferiore ai costi di produzione. Ma per riportare produzione e consumo in ‘parità’ l’unica cosa che può succedere è che il prezzo cali. Se il prezzo cala domanda e offerta riequilibrano e le perdite aziendali saranno solo temporanee. Una domanda da porsi è il perchè l’imprenditore dovrebbe commettere un errore di previsione tale da sostenere costi così eccessivi in relazione ai guadagni futuri al punto da segnare periodi di crisi economica? Marx non si pone il problema ignorando il sistema dei prezzi. Inoltre come Smith e Ricardo, nemmeno Marx da peso alla funzione imprenditoriale.
      In ultimo, è evidente che le crisi iniziano non nel settore dei beni di consumo, ma in quello dei beni capitali, le aziende più lontane dal consumo finale. Il problema a questo punto diventa l’iperconsumo e non l’ipoconsumo.

      TASSI DI PROFITTO DECRESCENTI

      La seconda teoria della crisi, si concentra sulla caduta del tasso di profitto, causata dall’accumulo. Quando il profitto decresce sotto un certo livello, il capitale non cresce più e iniziano le crisi economiche. La fine degli investimenti capitali porta alla recessione nel settore dei beni capitali che degenera in depressione sistemica.

      Questa teoria però non spiega perche la diminuzione dei tassi di profitto porta a una specifica crisi economica e ancora meno spiega l’esistenza dei boom-burst, anche se il profitto calasse perchè gli uomini d’affari smettere bbero di investire all’improvviso? Marx spiega che possono esserci dei revival, nei quali il capitale ‘decumula’e il tasso di profitto sale di nuovo, ma ancora non si spiega come sia possibile consumare capitale e aumentare il tasso di profitto più della tendenza generale di riduzione contemporaneamente durante la depressione. Anche se fosse un semplice ‘revival’ come farebbero i boom economici ad iniziare?

      LA DISPARITA’

      Il problema delle crisi è secondo Marx endemico dell’economia di mercato e del denaro, dato che il mercato è anarcoide e non coordinato, la produzione e lo scambio avverrebbero in pieno caos. Marx sostiene, giustamente che non esiste l’equilibrio di lungo periodo, ma non va oltre, rimanendo così allo stesso punto dei Ricardiani, ignorando il mondo reale ‘dinamico’ per seguire la favola del pieno equilibrio.
      Marx aveva percepito il ruolo di moneta e credito nelle crisi, ma per non cadere nella contraddizione di rimangiarsi la sua teoria delle crisi come difetto genetico e negare ogni affiliazione con la currency school, Marx afferma che l’espansione e la contrazione del credito sono solo sintomi di cambiamento nel ciclo industriale e sono dunque causate da esso. A questo punto Marx supporta implicitamente la teoria di Mill e Tooke sul ciclo bancario, che da la colpa delle crisi al ‘sovra-’ ‘sotto-’ commercio o alla speculazione e che considera le distorsioni creditizie come un effetto non come la causa.

      1. troppofreak
        troppofreak 17 gennaio 2012 at 22:20 | | Reply

        e dunque cosa avrebbe sbagliato?
        per altro a proposito del marxismo marx dichiarò:”so solo che non sono marxista”
        marx disse che i detentori del capitale avrebbero spinto la classe operaia a indebitarsi per case tecnologia etc. fino a che queta non sarebbe più riuscita a ripagare i debiti,facendo fallire le banche,costringendo cos’ gli stati a nazionalizarle,aprendo così la strada al comunismo…non poteva sapere che i capitalisti avrebbero studiato i suoi scritti e preso il controllo della creazione della moneta facendo indebitare gli stati fino a farli fallire
        a aquisirne le risorse energetiche e umane

        1. Giuseppe D'Andrea
          Giuseppe D'Andrea 17 gennaio 2012 at 22:55 | | Reply

          In cosa non ha sbagliato:

          Intanto non mi risulta che Marx avrebbe previsto la crisi in questi termini, mi sembra libera interpretazione. Per altro un ideologo di una teoria che ‘se ne distanzia’ mi sembra già una cosa poco edificante.

          Comunque, veniamo al primo grave errore:

          L’imprenditore non guadagna dallo ‘sfruttamento del lavoro dell’operaio’ come diceva Adam Smith dal quale Marx ha ispirato la sua originaria teoria quantitativa del lavoro.

          Il profitto non è altro che la differenza fra i costi di produzione ‘anticipati’ e i ricavi realizzati ‘successivamente’. L’imprenditore infatti anticipa il capitale, i salari e le materie al tempo X, poi deve allocare la produzione e venderla al tempo X+1, il ricavato sono i costi più lo sconto del capitale anticipato, senza questo meccanismo non esiste l’impresa. Il tempo è la chiave del ragionamento del profitto, il lavoratore è un prestatore d’opera, l’imprenditore non lo possiede, paga il suo lavoro, e lo fa con cadenza periodica, non alla vendita della produzione. Per Marx invece al pari di Smith, l’imprenditore non esiste, c’è solo il ‘capitalista’ che anticipa il capitale e si limita a controllare la produzione, poi questa produzione dovrebbe essere venduta ‘istantaneamente’ e automaticamente e così voillat ecco che i lavoratori hanno fatto tutto il capitalista non ha fatto nulla e li ha espropriati del frutto del loro lavoro, ecco il plus-valore.

          Ma per farlo funzionare basta che non esista tempo-spazio, che la produzione si piazzi da sola a prezzo costante, basta considerare che il lavoro e solo il lavoro produce, mentre terra e capitale non servono.

          1. troppofreak
            troppofreak 17 gennaio 2012 at 23:21 |

            Eppure, tutta la storia dell’industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione. oppure intendi negare che che si stia facendo di tutto per far lavorare le persone sempre di più con un salario sempre più basso?

          2. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 17 gennaio 2012 at 23:37 |

            Io non nego che il capitalismo sia sprofondato in un momento di assoluta e perversa cronicità; il funzionamento normale è andato in palla, nel momento in cui il denaro è sfuggito dal controllo dei risparmiatori ed è diventato uno strumento politico nelle mani del primo politico di turno, sia esso americano, italiano o argentino. Nessun privato per quanto potente, può creare aumenti generalizzati nel costo della vita e monopolizzare il denaro. L’unica autorità che può eludere, ma non sottrarsi, alle regole economiche è lo stato. La collusione fra potere politico e alto potere economico crea una classe di intoccabili che non ne vogliono sentire parlare di libero mercato, perchè intaccherebbe drasticamente i propri privilegi e il proprio potere. Il modello funzionale di capitalismo non può prescindere dal denaro che fa a finire i consumatori, la maggior parte dei quali sono lavoratori, invece questo ‘pseudo-capitalismo’ può farne a meno utilizzando i poteri dello stato.

            Se quello che io e tu guadagniamo e mettiamo da parte domattina viene ‘svalutato’, chi perde è il meno abbiente, che non potrà mai migliorare la propria condizione di vita. Ai voglia a chiedere aumenti salariali, non basteranno mai in confronto alla massa di moneta che viene creata ‘dal nulla’ da parte delle Banche Centrali come contropartita ai Bond Governativi, che va a finire dritta dritta alle banche.

            Chi come noi crede nella realizzazione umana, pensa che un uomo debba avere più che un ‘generico’ diritto al lavoro, un diritto alla tutela del frutto del proprio lavoro. Il salario, la casa, il terreno, l’eredità che un genitore ti lascia dopo una vita di sacrifici non dovrebbero essere oggetto di imposizione fiscale, ne diretta ne indiretta mezzo inflazione.

          3. troppofreak
            troppofreak 17 gennaio 2012 at 23:47 |

            mi spiace ma devo contraddirti,lo stato non centra proprio nulla in cià che capita oggi,anzi è la privatizzazione della moneta in mano alle banche centrali (private) che ci ha portato qui.tutto è incominciato proprio quando è nata la federal riserve americana che è tutt’oggi in mano ai privati e non allo stato,così insieme a lei sono nate le agenzie di rating…non istituzioni statali ma private…….
            ed io non capisco perché se falliscono le banche deve salvarle lo stato.
            visto che sono private…se falliscono paghino…..di tasca propria….

          4. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 17 gennaio 2012 at 23:55 |

            Capisco l’obiezione ne ho parlato tante volte:

            Le Banche Centrali, come la FED, la BoJ, la Bank of England (che è la prima in ordine cronologico), sono ‘formalmente’ banche private, perchè il legislatore voleva che il potere di emettere moneta non fossa in mano ad un organo statale ‘diretto’ che potesse abusare del potere di emissione.

            Ma tutte e tre queste banche ‘private’ sono in realtà formata a partire da atto normativo, i rappresentati sono insediati con nomina politica dei parlamenti e della loro attività riferiscono ai rispettivi parlamenti, le banche che sarebbero ‘socie’ della Banca Centrale, sono tenute a parteciparvi obbligatoriamente per legge. Da questo si deduce che queste istituzioni hanno solo forma privata ma in realtà sono organi pubblici. Si tratta di un artificio formale che non cambia la sostanza.

          5. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 00:00 |

            non dimenticare la bce…..
            e si è troppo facili liquidare la questione in questo modo
            e non risolve il problema della moneta a debito e non a credito
            inoltre non nee convieni anche tu che se falliscono le banche
            in quanto private non dovrebbero essere salvate con i soldi dei cittadini che
            pelano vessano e schiavizano quotidianamente?
            io sono artigiano e le tasse le pago serenanmete
            trovo molto più ingiusi i tassi d’interesse e le spese bancarie

          6. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 00:05 |

            si chiama privatizzazione delle rendite e socializzazione delle perdite…tutto qui
            e i privati soci della banca centrali si definiscono neoliberisti…..

          7. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 00:06 |

            Ps: Prima della FED le banche erano decentralizzate e non erano comunque pubbliche.

            Le agenzie di rating, teoricamente esprimono solo pareri non vincolanti, sei libero di andare domani allo sportello bancario e comprare 10000 bond greci, l’enfasi verso il loro operato è eccessivo.
            Sono d’accordo, che se le banche sono private e falliscono sia giusto lasciarle fallire, proprio quello che sostiene la teoria austriaca, ma se il potere politico si getta a pesce per salvarle ci sarà un perchè: in teoria ‘per salvare i creditori’ in pratica per salvare chi compra i loro titoli di debito e monetizza i loro bilanci miserandi.

          8. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 00:06 |

            e liberali….

          9. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 00:10 |

            resto dell’idea che il problema non è l’ingerenza dello stato nel privato,ma l’ingerenza del privato nello stato

          10. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 00:13 |

            Toh, un’altro che lavora nel settore artigiano :-D

            Comunque, come si definiscano gli eurocrati e i banchieri non ha rilevanza, anche io posso dire di essere un Bizantino, non cambia il fatto che io non lo sia. La verità è che loro vogliono semplicemente usare il mercato per l’arraffo e schivare ogni responsabilità. Privatizzare i profitti e socializzare le perdite è il processo con il quale, si evadono le leggi di mercato, infatti se il tuo successo dipende solo dal tuo lavoro e dalla capacità che hai di essere competitivo con gli altri, se guadagni è merito tuo, se perdi è colpa tua. In questo modo invece puoi lanciarti in tutte le speculazioni più assurde e andare a battere al portafoglio di stato se le cose vanno male. Lo stato a sua volta batte ai nostri portafogli e noi non possiamo che aprire.

            Ma questo ripeto non è mercato, questa è una truffa.

          11. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 00:20 |

            Non ho intenzione di farti cambiare idea, anche perchè non credo che si possa ‘far cambiare idea’ a qualcuno, si parla semplicemente, possibilmente si cerca di essere costruttivi, pechè finire per stereotipi non è mai ne bello ne utile.

            Per il resto tutti i movimenti anarco-X, rimangono a mio avviso poco realizzabili nella sostanza, prima o poi tutti i movimenti coagulano in una sorta di stato ‘de facto’, al quale affidano certi compiti, che non sarebbero irrealizzabili nel libero mercato, ma che si preferisce gestire in maniera uniforme. L’importante è non esagerare.

          12. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 00:26 |

            ma …intanto ti ringrazio per la compagnia e trovo molto gradevole la conversazione…concordo che l’anarchia sia irrealizzabile,perché c’è sempre qualcuno che vuole comandare…..comunque penso anche che il mercato sia una truffa per definizione…..l’economia è una scienza fondata sul principio del tornaconto,la società si fonda sull’economia e quindi sul tornaconto ed è quindi inevitabile che si giochi a “mettersela inquel posto a vicenda”
            e che la maggiorparte delle persone più che altro nell’arco della vita la prendano volenti o nolenti…in quel posto.

          13. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 00:36 |

            Effettivamente si è fatto tardino, comunque grazie anche a te per la conversazione.

            Il mercato è meno ‘perverso’ di quanto non si possa credere, alla fine è tutta una questione umana e molto individuale, non è sempre detto che gli uomini agendo per soddisfare un proprio interesse non facciano anche l’interesse di molti altri e non migliorino le condizioni di vita degli altri insieme alle proprie. Ma come detto c’è molto di ‘umano’ è tutti noi abbiamo difetti e pregi, la disonestà, l’invidia, l’odio e la prevaricazione sono nel cuore degli uomini così come l’onesta, l’altruismo, l’amore e la comunione, non esistono uomini perfetti, figuriamoci classi di uomini perfette o società perfette. Dal mio punto di vista cerco di avere fiducia negli altri uomini con un po di cautela, se tutti fossimo un po più inclini all’ascolto degli altri e meno alle nostre ragioni forse molti problemi si potrebbero superare. Magari un giorno, chissà.

            Saluti e buona notte.

          14. Ingmar
            Ingmar 16 marzo 2012 at 19:42 |

            Però c’è poco da fare, in questo c’è la fregatura ;-). Ed è quella di cui si è sempre parlato. Non dico che non abbia ragione per quanto riguarda alcune piccole imprese, ma c’è la gabola e questo genera disparità e conflitto. Magari è cmq solo dovuto al sistema attuale, non lo escludo.

    3. Giovanni Moretti
      Giovanni Moretti 18 gennaio 2012 at 01:27 | | Reply

      Hai perfettamente ragione!

      Infatti e’ proprio per i motivi da te esposti che anche l’ultimo baluardo dell’hasta de chi e hasta de la, la famigerata coppia dei Castro…ni cubani sta aprendo piano piano le porte al capitalismo e il Raul ha chiaramente detto ai suoi conterranei che e’ ora di finirla di aspettarsi tutto dallo stato. Perfino piu’ di un miliardo di Cinesi sta mandando a quel paese il comunismo. Tu puoi continuare a pensarla come vuoi comunque, il capitalismo ti sta garantendo perfino quella liberta’. Poi parliamoci chiaro, uno come te serve in ogni villaggio.

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:17 | | Reply

        grazie per lo scemo del villaggio
        chi ha letto marx è diventato comunista,chi l’ha capito è diventato liberale(silvio berlusconi)
        chi l’ha capito è diventato liberale se era ricco(fausto bertinotti……
        il problema è che troppi sono coloro che si definiscono imprenditori solo perché hanno avuto un prestito da una banca…si ritengono liberi ma in realtà sono schiavi del direttore della banca
        sono gli stessi che credono di appartenere alla stessa classe di berlusconi
        ma sono solo lavoratori senza diritti e senza mutua.

        1. Pedante
          Pedante 19 gennaio 2012 at 23:04 | | Reply

          Se si abolissero le leggi particolari che tutelano le banche, se fossero solo soggette alle stesse regole delle normali società, addio il cartello bancario. Sicuramente ci saranno più fallimenti, ma di entità più limitata, e emergerà finalmente un po’ di concorrenza, unica vera amica del povero.

          1. Ingmar
            Ingmar 16 marzo 2012 at 19:44 |

            Vorrei poterti credere e in questa misura sarei d’accordo con te.

      2. Ingmar
        Ingmar 16 marzo 2012 at 19:42 | | Reply

        Potevi risparmiartela.

    4. Pedante
      Pedante 18 gennaio 2012 at 03:29 | | Reply

      http://www.therealcuba.com/Page10.htm

      Delle belle immagini del servizio sanitario cubano.

      1. antonio
        antonio 18 gennaio 2012 at 08:34 | | Reply

        perchè non pubblichi quelle della fascistella colombia?
        o dei libertari guatemala e burundi?
        non ho mai capito perchè, se un paese è povero, se è socialista è colpa del socialismo, se è capitalista è colpa dei MARZIANI… ahah!

        1. troppofreak
          troppofreak 18 gennaio 2012 at 11:13 | | Reply

          hahahahahaha

        2. Pedante
          Pedante 19 gennaio 2012 at 11:31 | | Reply

          Non me la sento di difendere i regimi fascisti. Gli stati di polizia sia di sinistra sia di destra mi fanno orrore, infatti tutti gli stati mi fanno un po’ schifo. Però visto che qualcuno aveva osannato Castro & Castro…

        3. Ingmar
          Ingmar 16 marzo 2012 at 19:50 | | Reply

          Esattamente e ovviamente anche vice versa. Ne deduco che tu come me dovresti essere oltre i due schieramenti comunisti vs capitalisti, per un alternativa e possibilmente per capire.
          Va detto che posso confermare che questo capitalismo autoritario poco ha a che fare con l’anarco capitalismo di cui si parla qui, ma d’altronde si potrebbe dire che poco il socialismo reale di Cuba, Russia, Venezuela e un tempo la Russia, ha a che fare col vero comunismo che sarebbe dovuto sfociare secondo marx in una forma di anarchismo, se non ricordo male. Entrambi quindi finora sono ideali, non dico utopici perchè è tipico dell’immobilismo ;).

    5. Lorenzo
      Lorenzo 19 gennaio 2012 at 19:49 | | Reply

      Ragioni esattamente come Rizzo che recentemente ha detto di preferire di vivere in Corea del Nord che in quella del Sud. Contenti voi..
      In verità, al di fuori delle seghe mentali che ti fai tu e tutti i sinistroidi come te, ci sono tantissimi Cubani che ogni anno pur di non vivere nel proprio paese preferiscono scappare (rischiando il carcere) e fare il lavoro come dici tu da schiavo nelle aziende americane pur di non vivere nel loro paese comunista.
      Quindi prova ad immaginare come vivono le persone realmente a Cuba…
      Invece dall’altra parte non c’è notizia di un solo americano povero che ha voluto espatriare per vivere a Cuba.
      Quindi prova a svuotare la testa dalle cazzate che ti sono state messe dentro dagli ambienti marxisti e a ragionare con la tua testa.

      1. troppofreak
        troppofreak 21 gennaio 2012 at 00:14 | | Reply

        1° cosa rizzo non ha detto quello
        2° sono anni che vado a cuba una volta l’anno e ti assicuro che molti di quelli che sono scappati rimpiangono di averlo fatto,inoltre ormai i cubani possono uscire da cuba…ma indovina un po’…se ne sono andati in pochissimiQuindi prova a svuotare la testa dalle cazzate che ti sono state messe dentro dagli ambienti liberisti e a ragionare con la tua testa.
        qui ci tolgono lo stato sociale e i diritti,ci mandano in pensione a 70 anni con la scusa che la vita media si è allungata e poi ti tagliano la sanità così se va bene muori a 50 anni senza denti perché non avevi i soldi per il dentista……se non hai i soldi non puoi sfamare i figli…..gli imprenditori che hanno creduto nel capitalismo si stanno suicidando insieme agli operai…..
        già ci avete imposto,con la violenza e l’inganno una società odiosa e orrenda in cui noi e i nostri figli non abbiamo un futuro…
        lasciateci almeno sognare di stare nel paese che più ci garba….
        tu preferisci sentirti ricco inmezzo a una massa di poveri che soffre e muore di fame,con un sacco di calzate inutili che inquinano il pianeta?
        buon per te…
        io preferisco vivere in un paese dove tutti possono mandare i figli a scuola e curarli se si ammalano….
        auguri….

        1. Lorenzo
          Lorenzo 21 gennaio 2012 at 01:57 | | Reply

          Sì che l’ha detto:

          http://www.movimentolibertario.com/2011/12/22/rizzo-loperaio-coreano/

          E se adesso le cose non vanno è per colpa del debito pubblico, abbiamo vissuto in passato al di sopra delle nostre possibilità e le generazioni successive stanno pagando il conto.
          Poi mi parli di diritti, ma secondo te una persona deve vivere senza fare niente? Sveglia, non ci sono pasti gratis, i diritti di cui parli prima o poi vanno pagati da qualcuno!
          Quanto a Cuba è probabile che qualcuno si sia pentito, ma la media resta come dico io.

          1. troppofreak
            troppofreak 21 gennaio 2012 at 11:12 |

            infatti,risso ha detto che se fosse un operaio preferirebbe essere nella corea comunista,perchè gli operai vengono trattati con un altro rispetto….e i coreani hanno pianto il loro leader….
            poi al limete avete vissuto al di sopra delle nostre possibilità…quello è un discorso che hai letto sul giornale di sallusti……
            come puà esserci libertà senza ugualianza?
            se io sono operaio e non posso far studiare mio figlio all’università,mio figlio ècondannato a essere un futuro schiavo.Ti faccio un esempio,si dice che i musicisti non fanno niete,bhe è una bugia i musicisti suonano 8 ore al giorno,ma se uno lavora 10 ore in fabbrica difficilmente potrà fare il musicista,quindi lo potranno fare solo i figli di papà….
            il debito pubblico non è colpa dello stato sociale,la sanità,la scuola e la pensione sonon cose che pahiamo con le tasse….il debito pubblico e frutto di 200,miliardi di corruzione e altri 200 di evasione fiscale all’anno…
            poi se vuoi aver ragione caro mio ok…hai ragione,ma sappi che la ragione si sa….è degli asini.

          2. troppofreak
            troppofreak 21 gennaio 2012 at 11:19 |

            basterebbe legalizare la canapa e tassare la prostituzione per fare soldi a palate,ma noi siamo cattolici e conservatori e preferiamo lacrime,sangue,manganelli e campi di concentramento…..

          3. Ingmar
            Ingmar 16 marzo 2012 at 19:55 |

            Non abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità questo è un leitmotif ben noto, le dimensioni dell’economia finanziaria e dei derivati sono 10 volte quella reale quindi chi è vissuto al di sopra, noi o gli speculatori?

      2. iano
        iano 13 febbraio 2012 at 10:21 | | Reply

        Io ho avuto per due anni una donna Cubana,emi ha raccontato qualcosa.In realtà il popolo Cubano è prigioniero della famiglia Castro,la gente viene mantenuta povera e debole sottomessa dal regime,chiunque parla male del regime viene arrestato,e mai più liberato,la gente per scappare attraversa il mare con barche precarie per raggiungere le coste americane(spesso vanno in pasto agli squali!!!)Da quando Fidel ha conquistato Cuba (grazie alla protezione dei Russi)si è semplicemente impossessato dell,isola.Conquistare L,isola è sempre stato il sogno dei BOSS mafiosi della Sicilia (direte che centra la mafia ?)Si centra’,per me comunismo è ugule Mafia !!!!!

  2. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 16:38 | | Reply

    Marx non fu affatto il fondatore del Marxismo, che fu invece fondato da Engels e da Kautsky nella forma di una dogmatizzazione catechistica del pensiero di Marx, pensatore della critica e, per ciò stesso, incompatibile a ogni dogmatizzazione.
    Marx prese le distanze dal marxismo: “tutto quel che so è che io non sono marxista”, disse una volta. e criticò punto per punto il nuovo movimento marxista (“Critica del programma di Gotha”, che si chiude con l’espressione sintomatica: “dixi et salvavi animam meam”).
    Marx fu un teorico delle individualità libere, non della collettività livellata. La costante preoccupazione di Marx è l’individuo e la sua liberazione dai meccanismi repressivi, schiavistici e alienanti della società capitalistica. Marx mira a realizzare le promesse inevase del liberalismo, prima tra tutte la realizzazione effettiva della libertà del singolo. La quale è possibile solo nella forma di un “libero sviluppo delle individualità” solidali tra loro e titolari di eguale libertà.

  3. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 16:43 | | Reply

    il livello di civiltà di un paese si vede da come stanno in quel paese i poveri…non da come stanno i ricchi!Chi o cos’è questo collettivo? Come mai esso dovrebbe risultare “più anarchico” rispetto alla decisione individuale?
    il collettivo è il bene comune e risulterebbe più anarchico perché non inginocchiato e vessato da un padrone
    e una ristretta cerchia di lecca lecca che stanno bene parassitando le masse.

    1. Pino
      Pino 17 gennaio 2012 at 19:37 | | Reply

      “il livello di civiltà di un paese si vede da come stanno in quel paese i poveri”

      E infatti si vede come stanno i poveri in Argentina a causa dell’ ultra statalista peronismo che domina il panorama politico argentino da ormai più di 60 anni, nella miseria più assoluta nelle villas miserias (le favelas argentine). Tutto questo in un paese che nella prima metà del XX secolo era uno dei più ricchi del mondo. Per quanto riguarda gli USA, i poveri americani non raggiungono manco lontanamente il livello di MISERIA QUASI ASSOLUTA dei poveri dell’ ultra statalista Argentina. E le varie crisi e disfunzioni degli USA non sono certo conseguenze del libero mercato…

      1. troppofreak
        troppofreak 17 gennaio 2012 at 20:07 | | Reply

        Pino mica ho detto che l’argentina è un paese simbolo di civiltà….
        comunque dopo il default causato dalle poitiche neoliberiste…..ne è uscito nazionalizzando e non privatizzando…vogliamo poi parlare del brasile di lula?
        in 8 anni nazionalizzando 4 banche lula ha tolto dalle strade 20milioni di poveri,pregato 50mliardi di dollari al FMI ed è la terza superpotenza economica…mentre noi ci stiamo argentinizando sempre più…..

        1. Pino
          Pino 17 gennaio 2012 at 20:21 | | Reply

          “comunque dopo il default causato dalle poitiche neoliberiste…..ne è uscito nazionalizzando e non privatizzando”

          Ma veramente sei convinto che il PERONISTA Menem abbia fatto politiche veramente “neoliberiste”? Nel Cile ciò è accaduto veramente , infatti un paese che fino a 40 anni fa era poverissimo, oggi gode di ottima salute ed è un esempio per tutto il mondo per quanto riguarda il suo sistema pensionistico ideato da Pinera e introdotto nel 1981. Ritornando all’ Argentina, dove sarebbe la ripresa economica? Ma l’ hai vista l’ inflazione che c’ è? Di questo passo un nuovo default non glielo toglie nessuno all’ Argentina.

          1. troppofreak
            troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:15 |

            lascia perdere amico…sono stato in chile quest’estate e te lo raccomando…..

      2. Ingmar
        Ingmar 16 marzo 2012 at 19:58 | | Reply

        Si ma basta rispondere rigirando la frittata come un Berluscoide, da un libertario mi aspetto di più. Detesto anch’io ogni regime autoritario, ma anche la corruzione della schiavitù dai soldi (presente anche in questi paesti socialisti autoritari) quindi rispondete nel merito su come stanno i poveri con questo sistema.

  4. antonio
    antonio 17 gennaio 2012 at 18:09 | | Reply

    1) la “libera” azione umana individuale NON ESISTE. e, aggiungo, manco la “libera” opinione individuale. e perfino sentimenti e sensazioni sono spesso condizionati da forze sulle quali l’individuo non ha controllo: la “libertà” è una chimera… o demagogia politica.
    2) i diritti naturali NON ESISTONO. manco quello alla proprietà e manco quello alla vita. ogni “diritto” è il risultato del confronto tra interessi diversi di diversi “gruppi” umani, arbitrato in una sede “comune”, cioè l’esistenza di un qualche diritto presuppone l’esistenza di una qualche forma di “stato”.

    1. Pedante
      Pedante 18 gennaio 2012 at 04:15 | | Reply

      Per chi fosse interessato…
      http://download.luogocomune.net/download/Libri/AzioneUmana.pdf

      Per una copia gratis, la qualità è passabile.

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:58 | | Reply

        ottimo,molto interessante…grazie per il link

    2. Ingmar
      Ingmar 16 marzo 2012 at 20:03 | | Reply

      Il punto 1 non te lo passo, ha implicazioni fascio-comunistoidi, e chi dovrebbe controllare questa libertà che secondo te non esiste. Te lo dico io, la libertà non c’è quando una organizzazione di potere ti impedisce di esercitarla non appena non fa loro comodo o urta le loro paranoie.

  5. serpe
    serpe 17 gennaio 2012 at 18:28 | | Reply

    Nessun “anarco” andrà mai da nessuna parte. Nè anarco-comunista, nè anarco-libertario. E’ tutta gente che si illude che il bene più prezioso dell’uomo sia la libertà. Errore. Il bene più prezioso è l’ordine.

    1. Leonardo Facco
      Leonardo Facco 17 gennaio 2012 at 18:44 | | Reply

      IL BENE PIU’ PREZIOSO E’ LA LIBERTA’: TARATO FASCISTA DEL CAZZO!

      1. serpe
        serpe 17 gennaio 2012 at 19:13 | | Reply

        Povero Leonardino…la libertà nel disordine, nel caos…..come puoi usarla?

        1. troppofreak
          troppofreak 17 gennaio 2012 at 19:57 | | Reply

          la libertà non si usa,la libertà si gode

      2. bloodycat
        bloodycat 2 febbraio 2012 at 16:18 | | Reply

        “Tarato fascista del cazzo”. Mi piace quest’espressione. Poetica e suggestiva. Ho un paio di amici a cui si applica alla perfezione! ;) grazie per avermela suggerita!

    2. troppofreak
      troppofreak 17 gennaio 2012 at 19:58 | | Reply

      infatti di solito i carceri sono molto ordinati eppure non sono propriamente simbolo di libertà

    3. troppofreak
      troppofreak 17 gennaio 2012 at 20:00 | | Reply

      forse non sapete cosa vuole dire anarchia
      anarchia non vuole dire assenza di regole,ma assenza di governanti

    4. andrea
      andrea 18 gennaio 2012 at 00:46 | | Reply

      Non sono totalmente d’accordo sul fatto dell’ordine(sicuramente è importante, ma non la cosa più importante in assoluto), ma sul fatto che né anarco-capitalisti, né anarco-comunisti andranno mai da nessuna parte hai ragione da vendere, NON E’ NEMMENO UN’OPINIONE, MA UN FATTO!
      Ma almeno gli anarco-comunisti hanno una teoria coerente, cioè hanno capito che per abbattere il capitalismo, è sufficiente distruggere tutte quelle sovrastrutture sociali che formano quello che chiamiamo stato. SENZA LEGGE NON CI PUO’ ESSERE ECONOMIA CAPITALISTA.
      Mentre gli anarco-capitalisti sono ancora più ridicoli, perché non si rendono conto che lo stato moderno è nato proprio per soddisfare le esigenze della società e dell’economia capitalista, e senza si potrebbe al massimo praticare il baratto!

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 01:14 | | Reply

        quoto andrea…infatti il capitalismo per sopravvivere necessita di soldati e schiavi
        e nulla è meglio di mettere le persone nella condizion e di vedere i propri figli cercare cibo nella spazzatura per convincerle a fare i soldati e gli schiavi.

        1. Fidenato Giorgio
          Fidenato Giorgio 18 gennaio 2012 at 21:45 | | Reply

          Infatti in Urss e in cambogia, per far rispettare il comunismo c’erano le donne pon- pon!!!! Siete ridicoli!!!!

          1. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 22:36 |

            tu citi l’urss e la cambogia che sono stati sanguinari regimi comunisti per nulla differenti dai regimi nazifascisti
            il comunismo…quello vero di marx purtroppo non lo abbiamo ancora visto….ma ora col fallimento del capitalismo c’è speranza….

      2. Ingmar
        Ingmar 16 marzo 2012 at 20:09 | | Reply

        “NON E’ NEMMENO UN’OPINIONE, MA UN FATTO!” Oibò, una previsione per il futuro sarebbe adesso un fatto?
        L’anarchia è una pratica ed una mentalità tu non puoi sapere come cambieranno in questa o in altre direzioni le pratiche sociali e la mentalità o la consapevolezza individuale.

  6. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 20:10 | | Reply

    quello che non capisco di voi asini liberali è come si può essere nazionalisti e antistato…
    per altro siete sempre a chiedere incentivi e contributi statali…..
    il capitalismo è una piaga dell’umanità

    1. Riccardo
      Riccardo 17 gennaio 2012 at 20:57 | | Reply

      Ci sono varie scuole liberali e piano con gli insulti, idiota!

      1. troppofreak
        troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:05 | | Reply

        tu di quale scuola 6?

  7. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:06 | | Reply

    resto dell’idea che il liberismo ci vuole poveri e schiavi senza darci niente in cambio e il comunismo in cambio almeno ci da la sanità la scuola e la pensione….piano con gli insulti babbeo….

    1. Riccardo
      Riccardo 18 gennaio 2012 at 09:21 | | Reply

      Comunque rimangono certe differenza tra i vari tipi di “liberismo” e non possono essere accomunati tutti sotto una stessa classificazione, cretino!
      Il “liberismo” non ci vuole più poveri, perchè la politica della Fed non è liberismo!

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:20 | | Reply

        allora il liberismo di qual si voglia scuola resta un utopia come il comunismo di marx?

  8. Pino
    Pino 17 gennaio 2012 at 21:13 | | Reply

    troppofreak stai parlando di cose che neanche conosci

    Ecco una bella e lunga intervista a un grande economista della scuola austriaca, Hoppe. Forse imparerai qualcosa e dirai meno scemenze.

    http://johnnycloaca.blogspot.com/2011/05/hans-hermann-hoppe-sullimpraticabilita.html

    1. troppofreak
      troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:22 | | Reply

      ok pino….io me lo leggo volentieri e poi ti dico
      tu però per cortesia cerca guarda questo:
      http://www.youtube.com/watch?v=olBU01q7MxU

      1. troppofreak
        troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:23 | | Reply

        curioso però parlare della scuola austriaca con l’austria declassata e con i nostri stessi problemi…..

        1. Pino
          Pino 17 gennaio 2012 at 23:43 | | Reply

          Che c’ entra l’ attuale Austria ?!?!

          http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_austriaca

          1. troppofreak
            troppofreak 17 gennaio 2012 at 23:50 |

            era una battuta….

      2. Pino
        Pino 17 gennaio 2012 at 23:46 | | Reply

        Nonostante ci siano anche cose sensate di critica dell’ attuale sistema che fanno anche gli economisti della scuola austriaca, la quasi totalità del contenuto di questo video mi sembra un completo delirio.

        1. troppofreak
          troppofreak 17 gennaio 2012 at 23:51 | | Reply

          il delirio è la società in cui ci costringono a vivere

          1. troppofreak
            troppofreak 17 gennaio 2012 at 23:54 |

            grazieper avergli dato un occhiata

          2. Pino
            Pino 17 gennaio 2012 at 23:58 |

            Ma lo sai che sono proprio i tuoi idoli più degli altri, tipo Chavez , che hanno il vizio della stampante facile? In confronto quelli della Fed sono dei dilettanti allo sbaraglio.

          3. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 00:13 |

            idoli?chavez?….chavez non è un mio idolo…non lo è nemmeno castro,però se è lo stato che stampa in nome del popolo e per il popolo….non c’è nulla di male…..anzi…..

          4. Borderline Keroro
            Borderline Keroro 18 gennaio 2012 at 08:56 |

            scusa se mi intrometto, ma stampare in nome del popolo non esiste.
            Chi governa stampa per se stesso. Magari sostiene di farlo “in nome del popolo”, ma in realtà lo spoglia facendo perdere potere d’acquisto alla valuta.
            E’ come la dittatura in URSS, per il bene del popolo al popolo hanno fatto patire di tutto, e qualcuno nel 1989 ancora credeva che là ci fosse il paradiso dei lavoratori…
            Ovvio che la nomenklatura, che deteneva le leve del potere, stava benone.
            Orca vacca, mi viene in mente un’altra operazione sovietica fatta per il bene del popolo, l’holodomor!
            Come dimenticarsene.

          5. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:22 |

            Marx non è responsabile delle tragedie compiute in nome di Marx, esattamente come Cristo per quelle compiute in nome di Cristo. Marx sta al comunismo novecentesco come Cristo sta alle crociate. O anche: Marx sta al marxismo come Cristo sta al cristianesimo; Engels sta al marxismo come Paolo di Tarso sta al cristianesimo.

  9. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 21:34 | | Reply

    mmm ok l’ho letto e l’ho trovato molto interessante,soprattutto la parte del copyright,però
    mi da l’impressione di voler fondare tutto su una sola legge che io chiamo articolo quinto:”chi ha più soldi ha vinto”
    e perciò non vedo molte differenze dal sistema attuale.

    1. Pino
      Pino 17 gennaio 2012 at 23:38 | | Reply

      Hai mai sentito parlare della Teoria austriaca del ciclo economico?

      Se la risposta è no, leggi qua

      http://pinofrau.blogspot.com/2011/12/teoria-del-ciclo-economico.html

      1. troppofreak
        troppofreak 17 gennaio 2012 at 23:55 | | Reply

        be sai ò..direi che è roba vecchia…..

  10. troppofreak
    troppofreak 17 gennaio 2012 at 22:40 | | Reply

    « Il socialismo continuerà. Il popolo ecuadoriano ha votato per quello. Rimarcheremo la nostra battaglia per la giustizia sociale, per la giustizia regionale. Continueremo a combattere la battaglia per combattere ogni forma di sfruttamento della manodopera in accordo con le nostre idee socialiste: la supremazia del lavoro umano sul capitale. Nessuno dubiti della nostra opzione preferenziale per i poveri: siamo qui per quello. Hasta la victoria siempre! »
    (Rafael Correa, 30 aprile 2009(1))

  11. maschile individuale
    maschile individuale 17 gennaio 2012 at 22:47 | | Reply

    il “calcolo economico” in realtà si può applicare ad una società capitalistica allo stesso modo di una con intervento statale semplicemente considerando lo Stato come un soggetto del mercato, rendendolo nulla la critica. Sono passati un bel po’ di decenni da quel libro di Mises (che invito a leggere, così magari leggendo le tante puttanate che dice su vari argomenti lo si rende meno profeta) e le teorie economiche sono andate avanti…sentito mai parlare ad esempio di “asimmetrie informative” ?

    1. troppofreak
      troppofreak 17 gennaio 2012 at 22:52 | | Reply

      no…cosa sono…si mangiano?
      xchè qui a forza di geni non sapremo più come sfamarci….

    2. Giuseppe D'Andrea
      Giuseppe D'Andrea 17 gennaio 2012 at 23:01 | | Reply

      Quale libro?

      1. maschile individuale
        maschile individuale 18 gennaio 2012 at 01:05 | | Reply

        quello curato da Antiseri

        1. Giuseppe D'Andrea
          Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 01:20 | | Reply

          No dicevo quale libro di Mises ha letto che non è più attuale?

          Capisco che il pensiero di Mises possa sembrare poco ‘scientifico’ per via della non formalizzazione sintetica o magari poco conforme alla propria ‘forma mentis’, non per forza bisogna essere tutti d’accordo. Così come il fatto di classificare l’economia in teorie vecchie e nuove è del tutto soggettivo, premettendo che la ricerca non finisce mai e che ogni economista può essere definito in termini di ‘influenza’ e di certo non ha spiegato tutto in tutto e per tutto, se consideriamo l’economia come una serie di leggi ‘a priori’, come quella del vantaggio comparativo, degli sbocchi decrescenti o del saggio di interesse, dobbiamo supporre che abbiano valore in ogni tempo. Se invece abbiamo un punto di vista storicista, allora diremmo che ogni tempo aveva delle leggi economiche proprie da analizzare ‘a posteriori’.

          Comunque il tema delle asimmetrie informative era stato già sollevato, non ricordo se su questo sito o altrove, e non è una novità nella teoria Austriaca del ciclo economico. Sia Von Mises che Von Hayek ne avevano trattato l’essenza e se non erro anche Murray Rothbard o Murphy.

          1. maschile individuale
            maschile individuale 18 gennaio 2012 at 21:12 |

            Die Gemeinwirtschaft: Untersuchungen über den Sozialismus .

            più che “non piuù attuale” direi Mises è diventato un classico, come Marx , e quindi non dovrebbe essere più fonte di scuole come non lo sono Aristotele e Platone.

            l’anarcocapitalismo non può essere più del comunismo utopico, quando gli anarcocapitalisti parlano dell’attuale sistema come di socialismo per via delle presenze statali non fanno altro che fare la stessa operazioen dei comunisti quando definivano il socialismo reale come “capitalismo di stato”

          2. Ingmar
            Ingmar 16 marzo 2012 at 20:17 |

            @Maschile plurale
            Hai detto bene. Per questo l’anarchismo mutualistico non è nè comunista nè capitalista.
            In ogni caso vale il detto, “non si accusi Cristo per quel che è stato fatto a suo nome.”

  12. troppofreak
    troppofreak 18 gennaio 2012 at 01:26 | | Reply

    Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza.

    1. Riccardo
      Riccardo 18 gennaio 2012 at 09:26 | | Reply

      Questa è un’autentica cavolata, poichè conosco personalmente figli di ricchi che sono ultra-comunisti e figli di operai che sono molto liberali!

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:24 | | Reply

        e cosa centra con quello che ho scritto io?voglio dire se tu vivessi in una tribù indiana prima della scoperta dell’America del mercato non te ne potrebbe fregar di meno.

        1. troppofreak
          troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:37 | | Reply

          Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni.

        2. Ingmar
          Ingmar 16 marzo 2012 at 20:19 | | Reply

          Le circostanze influenzano l’individualità e la libertà è intesa come la piena espressione dell’individualità.

  13. Pedante
    Pedante 18 gennaio 2012 at 07:05 | | Reply

    @troppofreak:
    “Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza.”

    E la mobilità sociale?

    1. Giuseppe D'Andrea
      Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 09:21 | | Reply

      Questa idea è vecchia come il cucco e inconsistente;

      Adam Smith; il supposto padre del liberismo diceva che gli uomini erano tutti uguali e che il proprio sviluppo era determinato dalle condizioni ‘esterne’, dunque l’essere umano è una ‘tabula rasa’ che viene riempita dall’ambiente esterno . Dunque a rigor di logica Einstain è un genio perchè è andato a scuola, Hitler un mostro perchè è stato abbandonato dal padre, il mio idraulico è idraulico perchè suo padre era idraulico. Questa è la visione egalitario-ambientalista che mai è stata eradicata.

      E’ vero che l’ambiente non è ininfluente, ma l’uomo non è un pupazzo amorfo che risponde agli stimoli, un uomo che va a scuola non diventa un genio, uno che è stato abbandonato dal padre non necessariamente un mostro, un idraulico non rimane un idraulico, un operaio non rimane operaio, un figlio di un imprenditore non rimane imprenditore.

      E’ vero esattamente l’opposto ‘ La coscienza dell’uomo è abbastanza forte per mutare anche la sua condizione di vita’

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:34 | | Reply

        La storia di ogni società sinora esistita è la storia di lotte di classi.[...] in una parola oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto un lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta.

      2. Ingmar
        Ingmar 16 marzo 2012 at 20:27 | | Reply

        Mettiamola così, paragoniamoci ad un codice criptato che risponda individualmente a stimoli e influenze esterne, ovviamente ognuno risponderà in modo diverso anche a stesse identiche influenze, non più però di quando risponderanno due individui mettiamo altrimenti molto simili, ad influenza completamente diverse, come un Vatusso allevato in una famiglia americana sarà più simile a Bush (oddio spero solo in parte!) e un Bush allevato in una famiglia di Vatussi sarà più simile ad un vatusso, per intenderci :D. Se ci mettiamo che per quando simili, le influenze ambientali a cui si viene sottoposti sono comunque diverse e a loro volta avranno effetti a lungo raggio che influenzeranno come si reagirà ad altre situazioni in futuro. Per arrivare ai due gemelli che hanno un innegabile imprinting a comportarsi quasi stereofonicamente, ma prova a farna adottare uno da una famiglia all’altro capo del mondo da appena nato.

  14. antonio
    antonio 18 gennaio 2012 at 09:18 | | Reply

    avete parlato di sudamerica, di argentina… l’argentina attualmente se la passa bene, pil, produzione industriale, bilancia commerciale e occupazione sono in fase di boom. di contro l’inflazione è alta, ma non a causa di iperattivismo tipografico, bensì del fatto che storicamente in sudamerica, quando i poveri cominciano a stare stare benino, i ricchi portano via i soldi e ciò causa svalutazione e importazione di inflazione.
    in 10 anni in argentina si è dimezzato (da 32 a 17) il rapporto tra i redditi del 5% dei più ricchi e il 5% dei più poveri. questo per il ricco sudamericano (MALATO MENTALE che prova piacere a essere considerato un semidio dalla moltitudine morta di fame) è INTOLLERABILE!
    conosco personalmente ricchi brasiliani INORRIDITI che perfino i neri delle favelas ormai hanno la macchina, interpretano il fatto come una prossima apocalisse e portano i soldi a miami.
    bisogna conoscere le particolarità culturali dei popoli diversi da noi… il bianco-ricco latinoamericano discende dalla “casta divina” dei colonizzatori, si sente di appartenere a una specie superumana assolutamente differente…

    1. Giuseppe D'Andrea
      Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 09:46 | | Reply

      Scusa, se i ricchi portano via dei milioni di Real o di Pesos dal ciclo economico, e questi dunque si sottraggono dallo stock di Real e Pesos esistenti, la moneta restante non si svaluta, si apprezza perchè ora a concorrere per meno unità di moneta ci sono più beni e servizi. L’inflazione è l’esatto opposto, quanda ad una quantità di moneta se ne aggiunge un altra il valore delle singole unità di moneta diminuisce. Se lo stock è costante, l’inflazione è zero, i prezzi calano solo per effetto dell’aumento della produttività (ci sono più beni e servizi in circolo) il potere d’acquisto rimane invariato e il risparmio diventa il motore fondamentale dello sviluppo economico.

      Purtroppo i governi Argentini e Brasiliani, a dispetto di qualsiasi ‘ideologica’ giustificazione, stanno soltanto generando un falso sviluppo alimentato a suon di tassi di interesse bassissimi e di quantità di aggregati monetari in aumento, il tutto condito da politiche protezioniste già vecchie di tre secoli. Questo nel breve periodo, causerà un benessere generalizzato e palpabile, ma porterà anche ad un indebitamento generalizzato e all’aumento dei prezzi delle materie prime (e questo sta già avvenendo in entrambi i paesi), in poco termine lo sviluppo si convertirà in una nuova crisi, che metterà in ginocchio sempre il popolo e la classe media neonata. E permettimi di dire che tutto questo è veramente un peccato, perchè Argentina e Brasile sono due nazioni con del potenziale immenso che potrebbero veramente fare prosperare i propri popoli in pace, ma un po l’influenza Americana, un po i populismi sociali, un po il retaggio coloniale, hanno ritardato il progresso di queste due grandi nazioni, lasciando milioni di persone sulla soglia di povertà.

      E’ vero che bisogna conoscere le realtà locali, trovo probabile che i ricchi brasiliani e argentini che hanno un approccio ‘nobiliare’ alla ricchezza, come se loro fossero gli unici capaci di gestirla e degni di possederla si sentano inorriditi e questi sono i primi che non vogliono il libero mercato perché metterebbe in crisi il nobiliarismo d’annata che oggi possono perpetrare grazie al fedele sostegno di tutti i governi e governicchi pseudo-fascisti o pseudo-comunisti. Questi non faranno molto diversamente, il bluff dell’amore per il ‘pueblo’ è vecchio, alla fine al pueblo restano le pietre ai leaders maximos i miliardi depositati in svizzera.

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:30 | | Reply

        intantoo è innegabile che lula in 8 anni nazionalizzando 4 banche ha tolto 20milioni di poveri dalle favelas,prestato 50 miliardi di dollari al FMI ed è passato da paese del terzo mondo a terza potenza economica mondiale……

        1. Giuseppe D'Andrea
          Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 10:39 | | Reply

          E’ innegabile. (a parte la storia della terza potenza)

          Io non contesto il breve termine, nel breve temine puoi fare tante belle cose, ma nel medio-lungo? Se i poveri mangiano per 5-6 anni e poi tornano nella miseria, la portata del tuo intervento non ha creato sviluppo, solo assistenza. Lula è amato per il suo impegno sociale, ma economicamente non ha fatto niente di impressionante, ti ricordo che era seduto su una nazione grande quanto gli Stati Uniti, con più risorse economiche e un costo della vita molto basso, il potenziale è mooolto più grande.

          1. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:46 |

            intanto ha dimostrato che nazionalizzando le banche si può innescare un circolo virtuoso che altrimenti sarebbe stato impensabile per il brasile…..

          2. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 10:58 |

            Lula ha dimostrato che si può innescare un circolo. Ma questo lo sto sostenendo anche io da un giorno :-D. Nazionalizzando le banche, immettendo denaro e abbassando i tassi di interesse si può innescare un circolo, anzi io ho aggiunto che si può innescare un Boom economico e una prosperità palpabile.

            Il punto è la parola ‘virtuoso’, da cosa evinci che il circolo è virtuoso?

          3. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 11:03 |

            dal netto miglioramento degli indicatori economici,dal pil e dalle migliorate condizioni di vita della popolazione.
            tu da cosa evinci che non lo è?

          4. Giuseppe D'Andrea
            Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 11:31 |

            Supponevo.
            Il mio pensiero è che il ciclo non solo è stato innescato, è anche sostenuto attivamente dalle politiche governative. Purtroppo per loro non durerà a lungo, il Brasile è già in fase di ‘countdown’, insieme all’Argentina.

            Parlando di dati economici, che L’indice dei prezzi al consumo (IPCA) Brasiliano è in continua ascesa dalla fine dell’iperinflazione nel 1994 ad oggi, siamo arrivati al 500%. Il deflatore del PIL ufficiale (lo strumento per depurare l’aumento del PIL dall’incremento dei prezzi) è arrivato oltre il 500% e il salario minimo che è aumentato del 6% nel 20011 al 14% nel 2014. Non tracciano un bel quadro della crescita brasiliana, tu potrai pensare che questo è solo un abracadabra per confonderti le idee, ma in realtà l’abracadabra è solo nella retorica sociale che vuole creare la prosperità dal nulla. I governi sud-americani ci sono cascati più di una volta, ci ricascheranno di nuovo.

            Il tempo è galantuomo e corregge le discrasie, mi dispiace solamente per il fatto che saranno sempre i meno abbienti a rimetterci le penne.

      2. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:51 | | Reply

        la rivista Forbes accusò Castro di avere conti in svizzera….Castro disse che se lo avessero dimostrato avrebbe rinunciato a tutti i suoi incarichi e poteri e la rivista ammise di aver mentito e porse le sue scuse….

        1. Giuseppe D'Andrea
          Giuseppe D'Andrea 18 gennaio 2012 at 10:59 | | Reply

          Non ero al corrente dell’episodio, il mio era un riferimento puramente generico. Era per dire ‘in un paradiso fiscale’

          1. troppofreak
            troppofreak 18 gennaio 2012 at 11:06 |

            Lo sviluppo di un individuo è condizionato dallo sviluppo di tutti gli altri.

      3. Francesco
        Francesco 18 gennaio 2012 at 11:07 | | Reply

        Non sono d’accordo con D’Andrea 18/1 9:46 , la situazione va vista globalmente.
        Da parte dei ricchi non c’e’ solo la sottrazione della ricchezza dallo stok che giustamente potrebbe far aumentare i valori dei beni ed AFFAMARE LA GENTE , ma d’altra parte c’e’ anche la speculazione finanziaria fatta dai ricchi che e’ in generale il 75% della massa monetaria che crea denaro dal niente (non corrispondente a nessun beneo servizio reale ) che fa aumentare notevolmente l’inflazione ed ecco perche’ esiste quel maledetto interesse che succhia sangue alla gente come Stato e come privato.

    2. troppofreak
      troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:26 | | Reply

      quoto

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 10:32 | | Reply

        ) Marx è il più grande critico della società capitalistica (che è ancora la nostra società): chi pretende di spiegare l’attualità usando le sole lenti interpretative marxiane, è certo votato alla miopia; ma chi rinuncia del tutto a indossare le lenti interpretative di Marx, è destinato alla totale cecità. La critica dell’oggi non può non ereditare il codice originario marxiano. Alienazione, feticismo delle merci, produzione fine a se stessa, svalorizzazione del mondo umano: sono tutte categorie che restano valide ancora oggi e che permettono di sottoporre a critica il paesaggio capitalistico odierno.

        1. Pedante
          Pedante 19 gennaio 2012 at 01:52 | | Reply

          @ troppofreak:
          “Alienazione, feticismo delle merci, produzione fine a se stessa, svalorizzazione del mondo umano: sono tutte categorie che restano valide ancora oggi e che permettono di sottoporre a critica il paesaggio capitalistico odierno.”

          Sono d’accordo su questi sintomi, ma non sono da confondere con la causa, ovvero la moneta creata ex nihilo. Non solo scombussola tutti calcoli economici (incentivando una produzione diversa da ciò che avrebbe prevalso nella sua assenza) ma cambia pure la distribuzione delle ricchezze. Il primo a mettere le mani sui soldi nuovamente creati gode di maggior potere d’acquisto rispetto a chi li intasca per ultimo.

          1. troppofreak
            troppofreak 19 gennaio 2012 at 11:02 |

            vero

    3. Pedante
      Pedante 18 gennaio 2012 at 23:47 | | Reply

      http://www.city-journal.org/2010/eon0514hm.html

      Se i dati sui reati di aggressione a mano armata sono simili a NYC, dove ispanici e neri contano per il 98%, allora una certa diffidenza è comprensibile.

      1. troppofreak
        troppofreak 19 gennaio 2012 at 11:03 | | Reply

        ?

  15. antonio
    antonio 18 gennaio 2012 at 12:18 | | Reply

    freak,
    lula non ha nazionalizzato le banche… ha evitato di privatizzarle.
    il brasile ebbe l’intelligenza di svalutare il real già nel 98 (non perseverò come l’argentina). questo gli garantì un forte flusso di investimento diretto e grande crescita di produzione VERA, che ha consentito di non fare default, mantenere il debito pubblico basso, azzerare il debito esterno (questa sì un’idea di lula), avere la disoccupazione ai minimi storici.

    d’andrea,
    1) ma che dici??? quando i sudamericani “portano via i soldi” comprano dollari e vendono moneta nazionale, quindi il dollaro di rivaluta e la moneta nazionale svaluta.
    2) ma che dici bis??? tassi bassi? in brasile il tasso di sconto è all’11%, tasso reale 4.5% (ipca 6.5%) il più alto al mondo. e per fortuna.
    3) ma che dici tris??? il numero indice dell’ipca da fine 94 (entrata del real) è 316… alla stessa data il salario minimo (io ero lì) era 70reais… oggi è 622reais: numero indice 888…
    fatevi due conti su quant’è migliorata la vita della popolazione più povera.
    4) ma che dici quadris??? le multinazionali delocalizzano dall’europa al brasile, la crescita è stata VERA.
    con questo non voglio certo escludere crisi future… ma per adesso mi godo la crisi dell’europa… ahah!

    1. troppofreak
      troppofreak 18 gennaio 2012 at 13:10 | | Reply

      ottimo

      1. troppofreak
        troppofreak 18 gennaio 2012 at 13:38 | | Reply

        a mem risulta che abbia nazionalzato le 4 banche più grandi e tutte le industrie energetiche cave etc…mi risulta inoltre che abbia introdotto forti dazi doganali del tipo:vuoi vendere i tuoi prodotti in brasile….allora crei uno stabilimento industriale in brasile e dai lavoro ai brasiliano oppure mi paghi il 120% per vendere qui i tuoi prodotti…..

  16. Riccardo
    Riccardo 18 gennaio 2012 at 12:41 | | Reply

    Non capisco perchè qualcuno qui si è appropriato del mio nickname?

  17. troppofreak
    troppofreak 18 gennaio 2012 at 13:38 | | Reply

    Voi siete spaventati perché vogliamo abolire la proprietà privata. Ma nella vostra società attuale, la proprietà privata è abolita per nove decimi dei suoi membri. Ed è precisamente perché essa non esiste per nove decimi, che esiste per voi.

  18. troppofreak
    troppofreak 18 gennaio 2012 at 13:47 | | Reply

    Se il denaro, secondo Augier, viene al mondo con una macchia di sangue sulla guancia, il capitale nasce grondante sangue e fango dalla testa ai piedi.

  19. antonio
    antonio 18 gennaio 2012 at 18:40 | | Reply

    freak,
    “a mem risulta che abbia nazionalzato le 4 banche più grandi e tutte le industrie energetiche cave etc…mi risulta inoltre che abbia introdotto forti dazi doganali”
    non è così.
    1) le imprese in questione sono nate nazionalizzate o sono state nazionalizzate decenni fa (anche sotto governi di dx). negli anni 90 sotto fernando enrique (socialdemocratico) sono state fatte delle privatizzazioni (soprattutto per sostenere la dollarizzazione del real), ma (emblematico il caso della CVRD) ancora prima dell’avvento di lula sono state rinazionalizzate. comunque trattasi di imprese-gioiello, altamente lucrative anche per gli azionisti, non carrozzoni stile IRI

    http://it.wikipedia.org/wiki/Vale_(azienda)

    2) il brasile ha dazi, sussidi, ecc. ma sempre molto meno dei “liberisti” USA. infatti in sede di OMC ha sempre vinto tutte le dispute. proprio recentemente gli usa sono stati condannati a cancellare i sussidi che impedivano l’entrata dell’etanolo brasiliano. 2 anni fa l’europa denunciò la CVRD all’omc di praticare prezzi monopolistici… l’europa lo prese in culo e dovette pagare il ferro come voleva la cvrd, zitti e mosca, ahah!

    1. troppofreak
      troppofreak 18 gennaio 2012 at 22:38 | | Reply

      quindi secondo te lula non ha fatto nulla?

  20. antonio
    antonio 19 gennaio 2012 at 09:58 | | Reply

    non ho detto che non ha fatto nulla. non ha nazionalizzato nulla, ma in un mondo che spinge verso le privatizzazioni, già evitarle è fare molto! e secondo me ha fatto BENISSIMO a non privatizzare petrolio, minerazione e alcune banche.
    inoltre ha portato avanti una politica economica e monetaria sensata: ha azzerato il debito esterno, ha avviato delle politiche di assistenza ai più poveri (comunque parliamo di briciole, qualche decina di euro a famiglia), ha aumentato le tasse in epoca di vacche grasse e le stanno tagliando ora che arrivano le vacche magre (il contrario di quello che si fa in occidente), ha sussidiato pesante l’edilizia popolare (se vuoi farti casa lo stato ti regala 10.000 euro fissi, significa che nelle periferie o nelle zone rurali, dati i prezzi irrisori delle case, per un povero la casa esce GRATIS, per uno di classe media corrisponde a un bello sconto).
    di contro va d’amore e d’accordo con le multinazionali che infatti investono alla grande in brasile. va d’accordissimo coi latifondisti ai quali dà prestiti sussidiati al 2% (mentre il tasso di sconto è al 10.50%, da ieri sera) e ai quali ha permesso di raddoppiare il disboscamento e ha perdonato i disboscamenti illegali precedenti. i latifondisti votano in massa per i “comunisti” lula e dilma!
    purtroppo non ha fatto nulla per la sanità e la scuola pubblica, settori dominati da intoccabili LADRONI PRIVATI che pagano i dirigenti pubblici per sabotare i servizi pubblici, così si può dire che il servizio pubblico fa schifo e la gente si rivolge al privato.
    inoltre (così fan tutti) il suo partito non è esente da corruzione e magheggi con soldi pubblici e privati per finanziare campagne elettorali e in alcuni casi proprio per rubare.
    insomma, lula è un abile realista, lo amano tutti, ricchi e poveri, è “DI CENTRO”… in occidente siete ubriacati dalla demagogia della destra liberista isterica che dipinge chiunque non sia di destra liberista come un pericoloso comunista/populista/protezionista/statalista… cioè, i giudizi variano a seconda della tua posizione da dove guardi le cose.

    1. troppofreak
      troppofreak 19 gennaio 2012 at 11:07 | | Reply

      già….per la scuola mi risulta che dia un sussidio alle madri dei figli che frequentano regolarmente la scuola
      sussidio che possono incasare solo e madri per evitare che i padri li spendano in puttane e coca….

      1. antonio
        antonio 19 gennaio 2012 at 11:51 | | Reply

        la seconda frase è falsa… ne girano in europa di leggende sul sudamerica… in questo caso leggenda sinistro-femminista. in brasile comandano le donne e sono talmente abili da far credere il contrario. le donne RUBANO sistematicamente agli uomini, l’uomo brasiliano è il cagnolino chihuahua della sua troia-moglie-fidanzata. in caso di separazione gli uomini vengono sventrati peggio che in italia… ecco perchè spesso scappano o non si occupano della famiglia o va a finire a pistolettate.
        criminalità, omicidi, traffico di droga… tutto per avere i soldi da dare alle donne… e non parlo delle “professioniste”. le donne sono ciniche, ladre, consumiste (preferibilmente con soldi altrui), futili, parassite, cuori di pietra… gli uomini si difendono, a volte con la violenza, come ci si difenderebbe da un rapinatore.

        1. troppofreak
          troppofreak 19 gennaio 2012 at 13:03 | | Reply

          hahahaha ma allora hanno ragione gli islamici…..

          1. antonio
            antonio 19 gennaio 2012 at 17:45 |

            se non fosse la pena di morte per lapidazione (in caso di sesso pre o extramatrimoniale) l’islam sarebbe il paradiso!
            purtroppo ogni cultura, religione, ideologia politica ha sempre un cetriolo pronto per il tuo… ahah!

  21. Nicola
    Nicola 19 gennaio 2012 at 13:40 | | Reply

    Cavolo una delle migliori discussioni che ho trovato in rete su liberismi e socialismi. Bravi a tutti! Anche un dogmatico come troppofreak si va a leggere link sulla scuola austriaca postati da suoi “nemici”. Mi ripeto: cavolo! Che apertura mentale!! Continuate a mantenere viva la cosa!

    1. antonio
      antonio 19 gennaio 2012 at 17:48 | | Reply

      beh, è un sito libertario, no?
      non condivido molte loro idee ma mi stanno simpatici.
      sono stato bannato da siti economici, politici, di cinema, vegetariani, cristiani, femministi… questi qui ancora non mi hanno bannato…

      1. Pedante
        Pedante 19 gennaio 2012 at 22:43 | | Reply

        @ Antonio:
        Idem per me, ma da siti “libertari”. (Per commenti politicamente scorretti sulle razze, questione su cui divergenze d’opinione non sono accettabili di questi tempi).

        1. Francesco
          Francesco 20 gennaio 2012 at 05:26 | | Reply

          Le religioni organizzate sono nate per il controllo della massa ( TUTTE) ,ma cio’ non ci deve distogliere dalla nostra ricerca personale di spiritualita’,perche’ al di fuori del mondo materiale c’e’ dell’altro.

          1. troppofreak
            troppofreak 20 gennaio 2012 at 12:45 |

            la religione è l’oppio dei popoli….

  22. Riccardo
    Riccardo 20 gennaio 2012 at 13:48 | | Reply

    Infatti il comunismo è una religione…la religione dei falliti.

    1. troppofreak
      troppofreak 21 gennaio 2012 at 00:20 | | Reply

      il liberismo è una religione…la religione dei parassiti delle masse,gli sfruttatori dei più deboli e degli evasori fiscali…Sono i fascisti di sempre, che hanno approfittato per decenni e ancora oggi, di tutti quei diritti sociali e civili conquistati sul campo di battaglia da coloro che un tempo hanno sacrificato la loro vita per la libertà e la giustizia.
      Siete i nuovi fascisti, che oggi si scagliano contro le misure di Monti ma lisciavano il pelo a Berlusconi – sono i liberisti ad personam che si organizzano in corporazioni e consorterie – che inneggiano alla libertà ma sguazzano nella licenza – che parlano di diritti senza mai avere ottemperato ai loro doveri.

      Ben venga dunque la mannaia sulle pensioni, sulle liberalizzazioni e tanto altro, visto che in questo cazzo di paese c’é sono ancora troppa gente che tira per il padrone, anche quando la loro condizione culturale, di emarginazione sociale e lo sfruttamento sistematico, imporrebbe una dovuta e cruenta lotta di classe.

      1. troppofreak
        troppofreak 21 gennaio 2012 at 00:23 | | Reply

        ok…allora io sono comunista e sono un fallito…
        mi sono comprato la casa a 24 anni con i soldi fruttati dalla mia attività professionale
        ho una moglie 3 figli e un cane……viaggio spesso all’estero,a volte per lavoro,a volte con la famiglia per vacanza…..
        dimmi tu cosa hai concluso per essere un vincente?

      2. Nicola
        Nicola 21 gennaio 2012 at 16:53 | | Reply

        Aspetta.
        1. l’equiparazione fascisti-liberali è folle, ti basti vedere quanto i fascisti vogliono bene a dei liberali “froci, drogati, mangiapreti, ecc”.. come i Radicali.

        2. Quando mai un liberale lisciava il pelo a Berlusconi? Forse qualche vana speranza all’inizio, ma dopo poco si è visto di che pasta era fatto il “liberalismo berlusconiano”. Giannino da anni gli tira merda, chiediti perché.

        3. Monti poverino pensa che la grande rivoluzione liberale sia il mercato dei tassisti….va beh…Quando parli di corporazioni sbagli perché i liberali sono i primi a contestare le corporazioni (un tristo lascito fascista non toccato dai costituenti cattolici e comunisti).

        4. Quando parli di liberalismo sembra che metti nello stesso calderone da Einaudi a Croce, da Rossi agli anarcocapitalisti di questo sito. E’ un po’ come se io ogni volta che tu mi parli di Marx lo equiparassi a Stalin(scorretto e demagogico non trovi?).

        5. Il comunismo è una religione se non sa porsi in autocritica e spesse volte è così, il comunismo purtroppo a causa del suo “ipse dixit” fa molta fatica ad evolversi. Se leggi l’antifascista Carlo Rosselli (“Socialismo liberale”) v’è il resoconto storico delle difficoltà del comunismo a recepire critiche comuniste(bada bene, non anticomuniste!): questo avvenne perché mentre nelle università certi discorsi andavano avanti e si arricchivano nelle campagne e tra i poveri era impossibile riprodurre la stessa complessità del dibattito così si affermava una evangelizzazione marxista non autocritica che di fatto fino al ’68 è rimasta ma anche dopo è tornata ecc.. soprattutto in Italia, ove c’era il Gran Partito.

        Se non intendevi parlare di liberali ma di liberisti(cioè se accuratamente avevi distinto le due posizioni)…beh sappi che tutte le “donazioni” fatte dallo stato berlusconiano alla FIAT ad un liberista stanno moooolto sui coglioni. Un liberista non può essere berlusconiano poiché Berlusconi non vorrebbe minimamente l’assenza dello stato. I furbetti del quartierino, la mafia, la “casta” (oddio ho usato questo termine), sono felicissimi dell’esistenza di uno stato da rapinare, di montagne di denaro pubblico da destinare ad amici, mignotte ecc… senza l’appello di chi quel denaro l’ha pagato col sudore ma che su esso non ha alcun potere decisionale poiché i manganelli dello stato sono sempre pronti a prelevare.
        Siccome non è questo il mio pensiero politico spero di aver fatto bene l’avvocato del diavolo, se no correggetemi.

        1. troppofreak
          troppofreak 22 gennaio 2012 at 00:42 | | Reply

          hai fatto benel’avvocato del diavolo….
          ma coloro che si spacciano per liberali
          di solito finiscono per rivelarsi fascisti o nazzisti,o meglio nazifascisti…..
          c’è tutto il discorso poi della proprietà privata come diritto naturale che è assurdo e folle…
          poteva valere per gli indiani….ma abbiamo visto cosa ne hanno fatto i capitalisti
          inoltre mi spaventa il discorso delle milizie private….
          immagina di avere la tua casetta e il tuo orto e dover affrontare la milizia privata
          del miliardario che vuole raderla al suolo per farci un parcheggio…..che fine fa il diritto naturale della tua proprietà privata?
          e poi parliamoci chiaro ok per il discorso delle banche e del signoraggio…ma parliamo un po’ della borsa?
          qui hanno privatizzato la protezione civile,vi siete accorti di che danno ne è scaturito per la collettività?
          volevano addirittura fare l’esercito spa……
          ma io dico se facciamo lo stato spa finisce che chi ha i soldi se lo compra che sia cinese,nero,islamico o ebreo….
          In usa hanno privatizzato le carceri …..i capitalisti corrompevano i giudici per riempirli…..i ragazzini finivano 15 giorni in riformatorio perché avevano detto stronza alla maestra o masticavano il cicles in classe…
          pensiamo alla sanità privata,anche qui casi dove si operavano persone sane…in usa si asportano organi sani da persone sane,magari per trapiantarli a ricchi ebrei,o mussulmani o neri o ispanici….
          voi liberali vi definite tali ma non lo siete affatto,o meglio lo siete perché vi arricchite parassitando le masse
          e certto se dovete schierarvi vi schierate con i liberisti (volendo distiguere)e non con i comunisti…
          qualcuno qui mi ha postato statistiche di delinquenza secondo la razza…
          me che sciocchezza è?io se mi ritrovo a non avere nulla per sfamare i miei figli
          giuro vado a rubare nelle ville e sono italiano e del nord.
          e poi cos’è un furto,o uno scippo,rispetto a una bancarotta fraudolenta che
          condanna alla miseria milioni di famiglie?
          quanto ai manganelli dello stato…quelli li odio anche io,ne ho assaggiati un po’ a genova,
          ma se fossero stati privati sarebbero stati ancora più odiosi e ingiusti
          essendo dello stato puà sorgere il dubbio che si siano mossi per l’ordine pubblico e il bene comune
          se fossero stati privati ci sarebbe stata la certezza che si sarebbero mossi per interessi privati….come del resto è stato.

          1. troppofreak
            troppofreak 22 gennaio 2012 at 00:57 |

            “E’ il neoliberismo, bellezza!” E’ il denaro senza volto che cavalca i continenti, seminando miseria, privazione di beni e di diritti, schiacciando le persone, rendendone il respiro corto, umiliandone la dignità. E’ l’anticristo che l’Occidente ha cullato in seno e che adesso lo sta distruggendo.

          2. troppofreak
            troppofreak 22 gennaio 2012 at 02:40 |

            «Il nostro pil (…) include l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette e le corse delle ambulanze che raccolgono i feriti sulle strade. Include la distruzione delle nostre foreste e la scomparsa della natura. Include il napalm e il costo dello stoccaggio dei rifiuti radioattivi. In compenso, il pil non conteggia la salute dei nostri bambini, la qualità della loro istruzione, l’allegria dei loro giochi, la bellezza della nostra poesia o la saldezza dei nostri matrimoni. Non prende in considerazione il nostro coraggio, la nostra integrità, la nostra intelligenza, la nostra saggezza. Misura qualsiasi cosa, ma non ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta».

          3. troppofreak
            troppofreak 22 gennaio 2012 at 03:00 |

            La società economica della crescita e del benessere non realizza l’obiettivo proclamato dalla modernità, cioè: la felicità più grande per il maggior numero di persone. Lo constatiamo chiaramente. «Nel XIX secolo, nota Jacques Ellul, la felicità è legata essenzialmente al benessere, ottenuto grazie a mezzi meccanici, industriali, e grazie alla produzione. (…) Una tale immagine della felicità ci ha condotti alla società del consumo. Adesso che sappiamo per esperienza che il consumo non fa la felicità, conosciamo una crisi di valori». Il fatto è che nella riduzione economicista , come osserva Arnaud Berthoud, «tutto ciò che fa la gioia di vivere insieme e tutti i piaceri dello spettacolo sociale dove ognuno si mostra agli altri in tutti i luoghi del mondo – mercati, laboratori, scuole, amministrazioni, vie o piazze pubbliche, vita domestica, luoghi di svago… sono rimossi dalla sfera economica e collocati nella sfera della morale, della psicologia o della politica. La sola felicità che ci si aspetta ancora dal consumo è separata dalla felicità degli altri e dalla gioia comune». (…)
            Il progetto di una «economia» civile o della felicità sviluppato soprattutto da un gruppo di economisti italiani (rappresentato principalmente da Stefano Zamagli, Luigino Bruni, Benedetto Gui, Stefano Bartolini e Leonardo Becchetti) si ricollega alla tradizione aristotelica e trae origine da una critica dell’individualismo. La costruzione di una tale economia resuscita la «publica felicità» di Antonio Genovesi e della scuola napoletana del XVIII secolo che il trionfo dell’economia politica scozzese ha respinto. La felicità terrestre, in attesa della beatitudine promessa ai giusti nell’aldilà, generata da un governo retto (buon governo) che persegue la ricerca del bene comune era, in effetti, l’oggetto di riflessione degli Illuministi napoletani. Integrando il mercato, la concorrenza e la ricerca da parte del soggetto commerciale di un proprio interesse personale, essi non ripudiavano l’eredità del tomismo. Questi teorici dell’economia civile sono perfettamente coscienti del «paradosso della felicità» riscopertodall’economista americano Richard Easterlin. «È legge dell’universo – scriveva Genovesi – che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri». Ci sono voluti due secoli di distruzione frenetica del pianeta grazie al «buon governo» della mano invisibile e dell’interesse individuale eretto a divinità per riscoprire queste verità elementari. (…)
            Merci fittizie
            Come aveva visto bene Baudrillard a suo tempo, «una delle contraddizioni della crescita è che produce beni e bisogni allo stesso tempo, ma non li produce allo stesso ritmo». Ne risulta ciò che egli chiama «una pauperizzazione psicologica», uno stato di insoddisfazione generalizzata, che, dice, «definisce la società di crescita come l’opposto di una società di abbondanza». La frugalità ritrovata permette di ricostruire una società di abbondanza sulla base di quello che Ivan Illich chiamava la «sussistenza moderna». Vale a dire, «il modo di vita in un’economia postindustriale all’interno della quale le persone sono riuscite a ridurre la propria dipendenza nei confronti del mercato, e l’hanno fatto proteggendo – con mezzi politici – un’infrastruttura in cui tecniche e strumenti servono, essenzialmente, a creare valori di uso non quantificato e non quantificabile dai fabbricanti professionali di bisogni». Si tratta di uscire dall’immaginario dello sviluppo e della crescita, e di re-incastonare il dominio dell’economia nel sociale attraverso una Aufhebung (toglimento/superamento).
            Tuttavia, uscire dall’immaginario economico implica rotture molto concrete. Sarà necessario fissare regole che inquadrino e limitino l’esplosione dell’avidità degli agenti (ricerca del profitto, del sempre più): protezionismo ecologico e sociale, legislazione del lavoro, limitazione della dimensione delle imprese e così via. E in primo luogo la «demercificazione» di quelle tre merci fittizie che sono il lavoro, la terra e la moneta. Si sa che Karl Polanyi vedeva nellatrasformazione forzata di questi pilastri della vita sociale in merci il momento fondante del mercato autoregolatore. Il loro ritiro dal mercato mondializzato segnerebbe il punto di partenza di una reincorporazione/reinnesto dell’economia nel sociale. Parallelamente a una lotta contro lo spirito del capitalismo, sarà opportuno dunque favorire le imprese miste in cui lo spirito del dono e la ricerca della giustizia mitighino l’asprezza del mercato. Certo, per partire dallo stato attuale e raggiungere «l’abbondanza frugale», la transizione implica nuove regole e ibridazioni e in questo senso le proposte concrete degli altermondialisti, dei sostenitori dell’economia solidale fino alle esortazioni alla semplicità volontaria, possono ricevere l’appoggio incondizionato dei partigiani della decrescita. Se il rigore teorico (l’etica della convinzione di Max Weber) esclude i compromessi del pensiero, il realismo politico (l’etica della responsabilità) presuppone il compromesso per l’azione. La concezione dell’utopia concreta della costruzione di una società di decrescita è rivoluzionaria, ma il programma di transizione per giungervi è necessariamente riformista. Molte proposte «alternative» che non rivendicano esplicitamente la decrescita possono dunque felicemente trovare posto all’interno del programma.
            Lo spirito del dono
            Un elemento importante per uscire dalle aporie del superamento della modernità è la convivialità. Oltre ad affrontare il riciclaggio dei rifiuti materiali, la decrescita si deve interessare alla riabilitazione degli emarginati. Se lo scarto migliore è quello che non è prodotto, l’emarginato migliore è quello che la società non genera. Una società decente o conviviale non produce esclusi.

          4. troppofreak
            troppofreak 22 gennaio 2012 at 03:05 |

            La «vera» ricchezza è fatta di beni relazionali, quelli fondati appunto sulla reciprocità e la non rivalità, il sapere, l’amore, l’amicizia. Al contrario, la miseria è soprattutto psichica e deriva dall’abbandono nella «folla solitaria», con cui la modernità ha sostituito la comunità solidale. (…)
            È imperativo ridurre il peso del nostro modo di vita sulla biosfera, ridurre l’impronta ecologica i cui eccessi si traducono in prestiti richiesti alle generazioni future e all’insieme del cosmo, ma anche al Sud del mondo. Abbiamo dunque l’obbligo di dare in cambio ciò che si trova al centro della maggior parte delle altre R: ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Ridistribuire rimanda all’etica della spartizione, ridurre (la propria impronta ecologica) al rifiuto della predazione e dell’accaparramento, riutilizzare, al rispetto per il dono ricevuto e riciclare, alla necessità di restituire alla natura e a Gaia ciò che è stato preso in prestito da loro.

  23. troppofreak
    troppofreak 22 gennaio 2012 at 02:15 | | Reply

    Il social-liberismo in cui ci vogliono far credere è in realtà un ossimoro: il liberismo non è per niente sociale. La crisi potrebbe segnare la fine del capitalismo per come lo conosciamo, a vantaggio di una forma di fascismo che consenta ai ceti alti di mantenere il loro tenore di vita.

  24. troppofreak
    troppofreak 22 gennaio 2012 at 02:17 | | Reply

    Sono anni che mia madre lo dice: la soluzione è lavorare meno e lavorare tutti…e invece di privatizare rendere pubbliche , cioè di tutti noi, le aziende!!! Diventando così noi stessi padroni del nostro destino!!!  Ma mi sa che é troppo democratico!

    1. Nicola
      Nicola 23 gennaio 2012 at 10:02 | | Reply

      La proprietà privata come dici tu non è un diritto naturale ma è garantita dallo stato. Secondo me è questo che sfugge all’anarcocapitalismo, che senza polizia la proprietà privata sarebbe il feudo di qualche signore e basta. Sui carceri privati: sono interessato a capire come andrà a finire, se la spartizione del denaro è fondata sulla recidività dei detenuti, o fai “rieducazione” o i soldi te li sogni, non mi sembra male, se penso alle nostre carceri pubbliche c’è ben poco da sorridere, vedremo. Il problema è troppofreak che nemmeno lo statalismo sfrenato funziona, istituzionalizzare il padronato non è meglio della separazione di tali poteri, anzi: la selezione dei gruppi dirigenti di un partito, di uno stato comunista, si basa essenzialmente sulla fedeltà: un criterio che più fascista e servilista non esiste. Su molte tue critiche concordo in pieno, ti dirò di più, credo che una persona colta con la prospettiva di tutta una vita in fabbrica debba sparare, mettere bombe, ecc.. per forza! Chi non la pensa così, o non è colto, o non ha mai lavorato in fabbrica(non negli uffici). Vedi si può essere liberali ma pensare che la manodopera sia sfruttata, che più regole giuste, favoriscano un mercato giusto. Se sei liberale, secondo me, non vuoi solo la tua libertà, ma la libertà di tutti, perché in essa vedi un tuo vantaggio(il crescere della cultura, dell’arte, del benessere,…se un operaio ha il tempo di elaborare cultura ne potrò usufruire anche io, se non lo ha invece avrò meno cultura nel mondo anche per ME) e la libertà, come diceva Pertini, non esiste senza una sussistenza economica dignitosa. E’ che molti liberali credono che la libertà debba appartenere solo a loro, non capiscono il vantaggio di un mondo di uomini liberi rispetto a questo, forse perché loro non sono così liberi, e sono posseduti dalla brama di ricchezze e di potere( la porto sulla filosofia, ma un liberale che non ha capito che libertà è libertà anche dalle possessioni è solo un imprenditore, non un liberale). Stesso discorso può valere per il comunismo: il comunismo, se fatto bene, conviene a te come individuo (perché uomini non servi del lavoro vuol dire crescita della cultura, dell’arte, del benessere,…come sopra). Sia capitalismo che comunismo, se contengono in sé i loro germi opposti (libertà-uguaglianza), sono ideologie fortemente individualiste, nel senso che apportano dei vantaggi all’individuo (infatti Marx rimase molto influenzato da Stirner). Purtroppo ogni ideologia ha la sua morale, se le due cose si slegano la realtà finisce a rotoli (con la differenza che nel capitalismo possono mediare diverse morali, nel comunismo ciò è difficile, solitamente muori). E’ per questo che i libertari di questo sito credono nell’anarcocapitalismo, perché legano ad esso una precisa morale, ma questo binomio si chiama “utopia”, forse come il comunismo, come l’anarchia, come il liberalismo.
      L’unica soluzione a mio parere non è trovare “il sistema perfetto” da imporre, ma liberare socraticamente gli individui, promuovere cultura e pensiero critico/autocritico a più non posso, e poi vedere quello che accade.

      Ultima cosa sul solito discorso PIL, ambiente, affetti, ecc…Ma un imprenditore che inquina l’aria che respira, che produce cibo di merda e dunque ammette a se stesso che ciò che gli arriva nel piatto può essere cibo di merda quanto il suo, cos’ha capito dell’egoismo e dell’individualismo? Nulla, è un “egotista” impazzito, affetto da possessioni come la ricchezza, la fama, ecc…è un pazzo non un liberale.

      Che prolisso che sono…

      1. Borderline Keroro
        Borderline Keroro 23 gennaio 2012 at 10:16 | | Reply

        “La proprietà privata come dici tu non è un diritto naturale ma è garantita dallo stato. Secondo me è questo che sfugge all’anarcocapitalismo, che senza polizia la proprietà privata sarebbe il feudo di qualche signore e basta.”
        E il feudo non è una forma di Stato? Con il signore che è tiranno da un a parte e i suoi sudditi a subire.
        MI rendo conto che sia difficile, visto come siamo abituati a vivere, pensare ad una vita senza Stato.
        E infatti uno Stato che faccia qualcosa magari può essere anche utile, ma deve fare poche cose, non intromettersi in ogni aspetto della vita umana.
        Lo Stato in effetti non garantisce la proprietà, anzi, può negare il diritto di proprietà in modo legale: vedi URSS.
        Uno Stato come quello italiano è ormai in preda all’arbitrio, visto che esso per primo non rispetta le leggi che si dà (Statuto del Contribuente). Siccome è impossibile da riformare con le buone, l’unica è che crepi.

    2. Borderline Keroro
      Borderline Keroro 23 gennaio 2012 at 10:19 | | Reply

      @troppofreak
      rendendo tutto pubblico ti metti solamente nelle mani del burocrate di turno: l’esperimento è già stato tentato con esiti estremamente fallimentari.
      Il resto sono fregnacce. Anche se te le dice la mamma.

      1. troppofreak
        troppofreak 23 gennaio 2012 at 12:42 | | Reply

        mia mamma non c’è piùda tanto tempo purtroppo,magari ci fossero ancora donne come lei……comunque caro amico anche il contrario applicato in USA
        non sembra un gran che…..

  25. troppofreak
    troppofreak 23 gennaio 2012 at 10:25 | | Reply

    prolisso?forse,ma almeno dici cose sensate e non parli per luoghi comuni…poi hai visto il poema che ho scritto io sopra….
    spero per te e per i nostri figli che l’umanità sappia liberarsi
    il comunismo,come lo intendo io non ha nulla a che vedere con l’urrs,la corea,la cina e nemmeno con cuba
    il comunismo è una cosa del popolo,non dei governi
    penso alla solidarietà che si innesta in caso di terremoti o cose del genere
    quello è comunismo,spendere se stessi per aiutare gli altri
    basterebbe riuscire ad applicarlo anche senza stragi o eventi drammatici come un terremoto
    il sistema economico attuale è più drammatico di un terremoto
    prima o poi lo capiremo
    grazie per le tue risposte
    e non offenderti se ti chiamo “compagno”
    infondo vuol dire colui che mangia lo stesso pane
    devi ammettere che è molto meglio di “camerata”che sa di orgia omosessuale in caserma…
    buona giornata Nicola

  26. Nicola
    Nicola 23 gennaio 2012 at 14:06 | | Reply

    Keroro la differenza tra uno stato e un feudo è che nel feudo il potere economico e il potere politico stanno nelle mani di una sola persona. Per quello storgo il naso al comunismo(anche se apprezzo molto l’appellativo compagno), esso rischia di riaccentrare questi due poteri(economico e politico). Poi volendo i metodi di distribuzione del potere nel comunismo sono molti dunque se ne puo’ discutere.
    Secondo me ciò che sta alla base del problema è questo: come vediamo una federazione o uno stato.
    1. Come un bilanciamento di poteri.
    2. Come un’unione libera di individui.
    Sebbene col cuore ognuno di noi protenda per la “libera unione di individui” che poiché libera può essere sciolta, e secondo me, su quella base giustamente declina molte sue idee e proposte, empiricamente la cosa stona: appena una associazione libera complessa preesiste a un individuo (anche la famiglia se vogliamo, una religione, un costume, una azienda,…) la sua libera unione non sarà libera se non libera di essere sciolta (ma anche qui ne siamo sicuri? ci sarebbe bisogno di un organismo che impedisca alle libere unioni di “cittadinizzare” i figli degli aderenti, questo organismo sarebbe uno stato; oltre questo, senza garanzie di sussistenza io subirò ricatti per sopravvivere, dovrò entrare in unioni, anche il contratto è una unione, che nulla hanno a che fare con una libera unione, non sarà libera).
    Di fatto, purtroppo, lo stato è un bilanciamento hegeliano di poteri (che nell’anarcocapitalismo è uno spirito e non una entità concreta, una morale necessaria).

    Capisco che se tutti fossero anarcocapitalisti la cosa potrebbe funzionare, ma non saremo mai tutti anarcocapitalisti, e allora dobbiamo prevedere strumenti di mediazione, per esempio alla solita critica che vi viene fatta sugli eserciti privati , e lo strumento di mediazione per eccellenza è lo stato.

    Non nego tuttavia l’importanza al fatto che le persone conoscano (che non è per forza approvare) il vostro verbo poiché mette in discussione alcune certezze politiche e ciò è sempre buono. Penso ad esempio all’endemico problema italiano dell’assistenzialismo, che crea una forma mentis in realtà per nulla partecipativa(dunque democratica). Gli spunti sono molti.

    Troppofreak è un piacere discutere con un compagno raro.

  27. Tony
    Tony 24 marzo 2012 at 23:46 | | Reply

    “Il problema del socialismo e del collettivismo è un problema di negazione dell’azione umana individuale difesa e riconosciuta invece dai libertari individualisti.”

    E questo dove l’hai letto???

    Ma per favore…

  28. Fabers
    Fabers 25 maggio 2012 at 16:32 | | Reply

    Tony! ben detto!
    e dovunque l’abbia letto.. perché dovrebbe essere vero.. provalo?
    Tony, ma specialmente troppofreak, sono contento di vedere la tua determinazione, nell’esplicitare la verità,
    è fantastico.. (se puoi contattami su face , solo per sfizio, è raro trovare persone di tanta qualità)
    PERCHE’ SEPARARE POTERE ECONOMICO E POTERE?
    In realtà sono la stessa cosa.. senza potere economico non si può esercitare potere politico …
    il potere politico è la sotto-categoria del potere economico…
    Come fa una persona ad esercitare potere politico? Come fa senza avere un potere economico?

    Frik sono d’accordo anche sulla valutazione dell’urss,cuba ecc.. anche se c’era più del 60% di comunismo,
    ma il comunismo è una farfalla che oggettivamente non ha mai superato la fase di Pupa …
    Nessuno tiene mai conto che l’Urss era una nazione che aveva meno di 100anni, era giovane, ha subito delle guerre, e aveva come avversario gli Usa, più di mezza europa, dunque le nazioni più esperte e più ricche.. (ricche perché provviste di colonie)

    Per il resto Frik si è espresso abbastanza bene.. per ora non aggiungo altro..
    Non esiste la perfezione, ma esiste un qualcosa più sensato di altre cose..
    questo è il comunismo.. il comunismo non è la perfezione.. ma sicuramente un qualcosa di più evoluto del
    liberismo economico, capitalismo…

  29. giovanni
    giovanni 4 giugno 2012 at 02:26 | | Reply

    io non sono un economista ma ho un po’ di vita pratica alle spalle. Tutto va a cicli. c’è un momento in cui un maggior intervento dello stato è auspicabile e un altro (come quello in cui ora viviamo) in cui merita di essere falciato e limitato al massimo!
    per quanto riguarda il resto, ce la fa chi è più preparato, chi fa ciò che non fanno gli altri e chi, in ultima analisi, ha anche un po’ di culo!
    L’intelligenza (e la competizione che non è altro che la sublimazione della prima) il vero elemento di novità della globalizzazione. I mediocri se la prenderanno sempre nel culo, per il semplice fatto che valgono meno per la comunità umana (di cui il mercato riflette il carattere).
    Il culo non si può controllare, quindi non ci sarà mai proporzionalità piena tra sforzi impiegati e risultati attesi (anche perché la legge di murphy pende a favore del pessimismo)

    La globalizzazione favorirà chi ha palle e chi è più preparato.

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