DI GIAN PIERO DE BELLIS
Nel Vangelo di Matteo (21, 15-22), ai Farisei che lo interrogavano con malizia se fosse giusto pagare il tributo a Cesare, Gesù diede una risposta che costituisce ancora, ai giorni nostri, un insegnamento di vita. Fattosi dare una moneta con cui venivano pagati i tributi egli chiese: “Di chi è questa immagine?” Gli risposero “Di Cesare.” Allora, rispose Gesù: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.”
La morale che si ricava da quelle parole, applicabile ai nostri giorni a tutte le persone raziocinanti e amanti della libertà, che siano credenti e non credenti, è che ogni individuo deve essere in grado di separare la propria vita da quelle organizzazioni o istituzioni in cui egli sia incluso o registrato automaticamente ma di cui egli non si sente assolutamente parte. Un inizio vi è stato, nei secoli passati, con la fine dell’obbligo di appartenere ad una Chiesa (la Chiesa del padrone territoriale e poi dello Stato) pena la persecuzione che poteva giungere sino alla perdita non solo dei beni ma anche della vita.
Il prosi
eguo sarà costituito dalla fine dell’obbligo di appartenere ad uno Stato (lo Stato territoriale nazionale) e la possibilità di aderire a libere comunità autonome in maniera volontaria.
Lo strumento indispensabile per operare questo passaggio (dallo stato monopolistico territoriale alle comunità autonome volontarie) consiste nella restituzione a Cesare (cioè allo stato) delle sue monete (sempre meno affidabili in termini di valore) e la messa in esercizio di mezzi e forme alternative (non statali) di pagamento, solidi ed efficaci.
A questo riguardo va chiarito innanzitutto che qui non si fa affatto riferimento alla moneta come strumento di tesaurizzazione. Coloro che vogliono disfarsi di monete a corso legale (forzoso) per passare a monete convertibili in oro o in argento farebbero meglio a comperare direttamente oro ed argento o ad investire i loro soldi in beni di vario tipo (case, diamanti, quadri, azioni, obbligazioni, materie prime, ecc. ecc.) mantenendo a disposizione solo una bassissima liquidità.
Ciò di cui si tratta qui è la moneta nelle sue due funzioni essenziali:
• oleare le ruote del commercio (per riprendere una espressione di David Hume, 1752):
• accendere la scintilla della produzione.
In sostanza, si fa riferimento alla moneta come:
• mezzo di scambio per il commercio;
• mezzo di investimento per l’impresa.
Immaginiamo allora una comunità che voglia introdurre una moneta per facilitare gli scambi tra i membri della comunità stessa. Si può allora pensare a:
• una comunità locale in cui la maggior parte dei membri si conoscono di persona in quanto vivono a poca distanza l’uno dall’altro;
• una comunità virtuale (su Internet) in cui le persone non si conoscono direttamente ma hanno sviluppato tra loro una rete di rapporti di fiducia.
Continuando nella formulazione dello scenario, possiamo concepire tre possibili modi di avvio di un esperimento di monete alternative al corso forzoso dello stato:
• 1. Monete – Prodotti. Nel primo scenario le monete sono emesse a fronte di un ammontare di beni esistenti. Immaginiamo ad esempio un insieme di produttori, commercianti, prestatori di servizi che decidano di utilizzare i loro beni e servizi come moneta e di contabilizzare gli scambi reciproci. Questa contabilizzazione potrebbe avvenire attraverso unità di conto (monete) emesse dagli stessi partecipanti agli scambi.
• 2. Monete – Metalli. In questo secondo scenario alcune persone decidono di acquistare metalli preziosi (oro, argento) e, in stretto rapporto con questi acquisti, emettono una certa quantità di note di registro che vengono accettate dai produttori in cambio di beni e servizi in quanto essi sanno che, in ogni momento, possono, in ultima istanza, cambiare questi pezzi di carta nell’equivalente di metalli preziosi. Chiaramente se questo avvenisse, in pratica, per tutte le note di registro l’esperimento avrebbe, a quel punto, fine.
• 3. Monete – Buoni. In questo terzo scenario, i produttori potrebbero immettere una certa quantità di buoni di acquisto a patto che essi vengano usati presso alcuni specifici produttori consorziati e i clienti siano disposti ad accettare tali buoni (ad esempio come resto) nel corso degli acquisti. Dopo un certo periodo di tempo i buoni diventerebbero moneta corrente presso un certo numero (possibilmente crescente) di produttori di beni e servizi.
Qualsiasi sia il processo attraverso il quale queste monete alternative vengano introdotte e si diffondano, esse dovrebbero avere:
• valore indipendente dal tempo. L’idea che la moneta debba perdere di valore se non usata è una caratteristica tipica delle monete statali a corso forzoso. Una moneta alternativa dovrebbe essere qualcosa di solido che non è sottoposto alle burrasche inflazionistiche (svalutazione) causate dallo stato.
• costo (quasi) zero di emissione. Una moneta alternativa che sorge nel 21° secolo deve essere una unità di conto virtuale a costo di emissione praticamente zero in quanto funzionante attraverso forme di pagamento elettroniche (via cellulare, tavoletta, computer).
• gestione diretta da parte degli emettitori-fruitori. La moneta, o meglio le unità di conto virtuali a cui si fa qui riferimento, sono emesse e utilizzate dai produttori di beni e servizi al fine di facilitare la produzione e la commercializzazione di beni e servizi. Le categorie parassitarie che non producono beni e servizi non devono assolutamente entrare nella gestione dell’esperimento e nella fruizione dei suoi benefici in quanto non hanno nulla da offrire in cambio ai consumatori.
L’adozione e lo sviluppo delle monete alternative potrebbe ricevere una notevole spinta qualora i produttori di beni e servizi premiassero il loro uso con la concessione di sconti (anche minimi) sugli acquisti. Ciò invoglierebbe all’uso di quella moneta da cui si ricavano benefici, in una sorta di fidelizzazione vincente sia per il produttore che per il consumatore. Chiaramente questo ha senso e funziona solo se siamo in presenza di un numero consistente e crescente di produttori che aderiscono allo schema o a produttori che offrono beni e servizi di una certa qualità a prezzi convenienti.
Questo primo intervento sui mezzi e forme dello scambio intende richiamare l’attenzione sulla necessità impellente per il superamento dello stato padronale-criminale di passare dalla cosiddetta “fiat money” (moneta emessa in base alle esigenze dello stato) alla “good money” (moneta buona legata alla produzione). In lingua inglese il termine “good” può essere o un aggettivo (= buono) o un sostantivo (= bene prodotto). In tal senso la qualifica di good money è molto appropriata in quanto significa non solo “moneta buona” ma anche “moneta che serve ad acquistare beni (e servizi) prodotti.”
Nelle settimane e nei mesi a venire si raccoglieranno altri elementi e dati sulle monete alternative in modo da fornire ulteriori materiali per la continuazione del dibattito (iniziato tempo fa sull’esperimento del Nauno – http://www.nauno.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3&Itemid=8) e per la messa in cantiere di possibili progetti.
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In carica...



CARLO BUTTI
Molto bene. Ho sempre pensato che il pensiero libertario sia solidissimo nella “pars” destruens”, ancora piuttosto fragile nella “pars costruens”. E’ quindi opportuno lavorare su progetti intelligenti come quello sopra descritto, passando al più presto dalla speculazione teorica alla sperimentazione pratica. Quanto alla fin troppo celebre frase evangelica, mi piace l’interpretazione che se ne dà, anche se a qualcuno può apparire un po’ forzata. In realtà, se leggiamo bene il testo evangelico, dobbiamo riconoscere che va nel senso opposto a quello dell’nterpretazione tradizionale(è un dovere servire Dio ma è anche un dovere pagare le tasse) La questione sottoposta a Cristo verte non sull’obbligo, ma sulla liceità di pagare i tributi (“Ci è lecito pagare il tributo a Cesare?”). E la risposta è sottile. Pensiamoci bene: tutto è di Dio, a Cesare possiamo riconoscere soltanto la titolarità di un ‘effigie… Pagare le tasse a un uomo (o a uno Stato) che si spaccia per Dio potrebbe essere addirittura illecito sul piano morale. Ci sarà pure un motivo se al tempo di Cristo i TELONAI , cioè i Befera, erano considerati peccatori.
Gian Piero de Bellis
Carlo, se sei interessato ad essere informato o a partecipare ad eventuali progetti di monete alternative/complementari mandami un messaggio (il mio indirizzo e-mail è gpdebellis@hispeed.ch) così ti inserisco nella lista delle persone che riceveranno uteriori materiali al riguardo. L’invito è rivolto a tutte le persone interessate al tema: monete alternative e complementari.
Pedante
Tengo a precisare che la risposta di Gesù non risponde alla titolarità di questa singola moneta, solo alla coniatura. La questione se a Cesare vanno pagato tributi o meno è lasciata aperta. Gesù schiva la trappola che i Farisei gli avevano teso, tant’è vero che se ve vanno confusi:
“22 A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.”
Per chi ha una certa padronanza dell’inglese, qui un esegesi molto interessante sul questo episodio tanto strumentalizzato (anche dalla Chiesa, purtroppo, dai tempi antichi):
http://www.scribd.com/doc/2421538/Jesus-Tax-Protestor
Pedante
Non riesco a conciliare l’immagine di un Gesù che collabora con l’Impero e i suoi obiettivi temporali e discutibili. In più, credo sia più probabile sia stato crocefisso non come blasfemo ma come oppositore fiscale (ma questa riflessione la devo a Jesus of Nazareth, Illegal Tax Protester sopra)
Pedante
Non riesco a conciliare l’immagine di un Gesù che collabora con l’Impero e i suoi obiettivi temporali e discutibili con il personaggio coraggioso e categorico in questioni morali che mi piace immaginare. Scusate l’omissione.
michele lombardi
primo di tutto Gesu’ non e’ mai esistito, quell’infame personaggio e’ il mito addossato a Giovanni da Gamala come tutte le ricerche scientifiche indipendenti hanno affermato.
Gesu’ e’ un mito fotocopia di:
Horus
Attis
Dyonisus
Mythras
Krishna
detto questo, gli spunti monetari vanno bene, nella direzione del superamento delle monete legate alla scarsita’ metallica o di qualsiasi altra puttanata, verso una vera e propria liberazione del mondo dalla scarsita’
Nicola
E come pensi che si possa liberare il mondo dalla scarsità?
Vuoi metterti tu a moltiplicare i pani e pesci?
Libera nos a penuria, michelino!
Nicola Albano
Infame sei tu.
iano
Se porti l,auto in riparazione dal meccanico,al momento di pagare,devi sapere cosa ha fatto,e cosa stai pagando….Se ti rilascia la fattura puoi controllare.Lo stato invece ti fa pagare le tasse,chiede sempre di più,e tu non sai perchè ne cosa stai pagando!!!Ma sai soltanto che devi pagare.Se ci permettete io ho il diritto di contestare visto che i soldi li ho guadagnati col sudore della mia pelle,vorrei sapere cosa sto pagando,e se è poco o troppo.(ringrazio movimentolibertario,che ci da la possibilità di sfogare la nostra rabbia)!!!
michele lombardi
Infame e’ chi segue la follia del dio creatore che non esiste e di gesu’ mai esistito.
200 milioni di morti per questa follia.
per fortuna state scomparendo.
nell’indifferenza del mondo.
siete solo una setta di pazzi.
CARLO BUTTI
Mi dimostri, per favore, che Dio non esiste e che anche la figura di Cristo è pura invenzione. Quanto alla responsabilità delle Chiese in tanti episodi di criminalità, chi la mette in dubbio? Ma è forse scritto nel Vangelo che le Chiese debbano “puttaneggiar coi regi”, per dirla on Dante? E’ forse scritto nei Vangeli che gli eretici debbano essere messi al rogo? Distinguiamo, per favore il messaggio di Cristo dal comportamento dei suoi sedicenti intermediari. Faremo risalire al messaggio evangelico ance la sconcezza dei preti pedofili?”Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare”(Mt, 18,6).
michele lombardi
dammi tu le prove che qualcuno esiste, visto che rompete il cazzo e uccidete milioni di persone e struprate bambini da oltre mille anni con queste stupidaggini.
dammi tu le prove che Gesu’ non e’ la fotocopia di:
Mythras
Dyonisus
Krishna
Attis
guarda caso tutti nati il 25 dicembre da una vergine, con 12 apostoli
Dio non esiste, yahve’ era un’invenzione sumera per tentare di imporre il monoteismo, che falli e’ riuschi’ al faraone Akenhaton (detto Moses) che -cacciato dall’egitto dal suo popolo- truffo’ gli yksos facendo vedere loro le tecnologie che erano segrete dalla popolazione cosiddetta degli Dei Sole, in realta’ annunaki.
Dio non puo’ esistere poiche’ nell’universo infinito non puo’ esserci nulla “oltre” all’infinito, non puo’ esserci nessuno piu in la.
non c’e’ nessuno che ha creato il tutto.
per di piu il bugiardo, criminale, cristiano non sapeva nemmeno che la terra era tonda, che il mondo esisteva da piu di 8000 anni, che la terra non e’ al centro dell’universo.
e’ finito il vostro tempo cristiani, vi state squagliando.
per voi e’ finita.
Nicola
Per cortesia sig. Lombardi, veda di confrontarsi con un linguaggio un po’ più educato (anche senza bestemmie magari). Non credo che farà cambiare opinione a molta gente altrimenti.
michele lombardi
offendere una cosa che non esiste (il dio cristiano) non e’ una bestemmia, poiche’ lui appunto non esiste
Luca Venturini
La moneta di cui si parla già esiste. Si chiama bitcoin e viene usata da poco più di un anno nei settori più disparati. C’è anche un cambio liberamente fluttuante.
Roberto Porcù
Provo ad avventurarmi in un argomento che esula dalla concretezza e dalle mia preparazione culturale rigorosamente illuminista.
Io credo nella vita, forse non eterna, ma che continua dopo la morte.
Penso che qualche cosa di noi rimanga sulla Terra, i nostri tratti del naso, la nostra curiosità … e la nostra indole amabile od irascibile , qualcosa che con i cromosomi passiamo alla nostra discendenza, e qualcos’altro di noi stessi che passiamo a tutti coloro che in vita ci hanno conosciuti e frequentati.
Il nostro stesso carattere lo abbiamo formato un po’ alla volta rubando a quelli che ci sono stati vicino quei tratti della loro personalità che più ci affascinavano.
Penso che in vita, ci si debba comportare bene secondo un naturale senso della giustizia, bene in tutti i sensi, in modo che gli altri che hanno modo di frequentarci ci apprezzino e siano stimolati a fare altrettanto, a prolungare nel tempo la vita della nostra personalità ed un mondo dove tanta gente sia portata a comportarsi bene è sicuramente un mondo migliore di quello di uomini non “giusti” che puntino a prevaricare l’uno sull’altro.
Al comportarsi bene o comportarsi male, non c’è, secondo me, alcun premio od alcun castigo: sono solo invenzioni che aiutano il controllo degli uomini dove le leggi umane non potrebbero arrivare.
Sono favorevole a che vi sia una religione che guidi i comportamenti umani e questa è sicuramente di grande conforto in momenti di profondo scoramento.
Essere “giusti” non è la stessa cosa che essere “santi”, il giusto è tale per se stesso e per propria convinzione, il santo è un invasato portato a costringere altri ad essere invasati secondo la sua metrica ed i santi, nella vita e negli altari, a me stanno sulle balle.
Il Cardinale Roberto Bellarmino (proclamato dottore della Chiesa nel 1931) che processò Galileo fu nominato santo, e così doveva essere, era un invasato che mandava altri in carcere, come San Francesco era un invasato che si vestiva di sacco, andava scalzo a parlare con un lupo (sarà vero?) e voleva che gli altri fossero tutti poverelli come lui aveva scelto di essere.
Premesso questo, confino le vicende passate alla storia, e ti faccio notare Michele che tu sei altrettanto invasato, ti avvali di testi e ricerche fatte da altri senza una tua testimonianza diretta e vorresti sul rogo chi non accetta le tue “non prove” accampate e le tue bestemmie.
Ti invito ad agire pacatamente senza farti condizionare da chicchessia che pretenda di insegnarti, senza possibilità di provarlo, quel che è vero e quel che è falso, quel che è bene e quel che è male, ma a giudicare ed operare secondo una tua di filosofia, quella che vorresti rimanesse tra gli uomini dopo la tua morte.
Da parte mia, approvo il Cristianesimo come filosofia di amore, non come legge, e guardo ai ministri del culto come ad uomini, con le loro qualità ed i loro difetti come deve essere e non certo ad infallibili probi come talvolta vogliono apparire.
Loro tirano a passare per santi ed i politici per uomini onesti al servizio dei cittadini.
Fa parte del gioco. “C’hanno ‘a fa pe’ campà”
michele lombardi
ma fammi il piacere.
i libri che leggo sono dei traduttori dell’ebraico antico che hanno svelato la menzogna colossale che e’ l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam.
studia prima di parlare.
invasato sei tu come cristiano.
invasato sei tu che per vivere hai bisogno di un amico invisibile che e’ dio.
invasato sei tu che hai bisogno di inginocchiarti a chi ti insinua il senso di colpa per un gesu’ mai esistito che e’ la fotocopia di Mythras, Dyonisus, Attis, Horus esistiti millenni prima
invasato sei tu che non leggi la storia da cui il cristianesimo ha copiato tutto
invasato sei tu che non leggi cosa la chiesa abbia insegnato:
schiavitu’
milioni di morti uccisi perche’ non volevano convertirsi
distruzione di intere civilta’ come quelle pagane, maya, azteche, incas, slave, arabe, etc
ma quale amore….
i cristiani hanno portato 200 milioni di morti, poverta’, miseria, ignoranza.
hanno messo al rogo gente come Giordano Bruno.
volevano fare lo stesso con Galileo Galilei.
e tu parli di amore.
vaffanculo invasato, stete morendo e lo sapete.
siete la esigua minoranza del popolo ovunque, in Italia siete meno del 10% (senza contare i battezzati come me che sputano sulla croce e se ne fregano di avere avuto qualche goccia sulla fronte. comunque mi sbattezzero’ perche’ non voglio essere sporcato dalla criminalita’ organizzata cristiana)
e
Pedante
@ R.P.: Bel commento.
Luca Venturini
Ho capito, non per insistere, ma neanche una parola sul fatto che la moneta alternativa gia’ esiste e viene scambiata regolarmente? Si chiama Bitcoin e gia’ la usano decine (forse centinaia) di migliaia di persone (compreso me).
Gian Piero de Bellis
Luca, invece di ripetere che la moneta alternativa già esiste e si chiama Bitcoin non sarebbe più sensato fare capire a tutti noi come e quando la usi, che cosa riesci a comperare con i bitcoin (il pane, la frutta, la benzina, ecc.) e come possono fare altre persone interessate a passare ai bitcoin. Attendo un tuo messaggio chiaro e preciso. A risentirci. (Ps. Abbiamo parlato di bitcoin in un incontro sulle Comunità Volontarie tenutosi a Novembre; adesso si vuole approfondire il tema delle monete alternative/complementari e un tuo intervento molto concreto sarebbe benevenuto).
Roberto Porcù
@ Luca – ho provato a cercare in Google questo bitcoin, ma mi sembrano come i punti che mi danno al distributore di benzina, io posso passarli ad altri, posso usarli per premiare a mia volta qualche cosa di interessante o di lodevole in internet, … , ma chiedo concretamente: posso io cambiare in bitcoin i miei schifosi euro ? E forse si. Ma posso poi cambiare i bitcoin in euro o altra valuta ? Se mi gira acquistare una casa, posso usare i bitcoin ? E se non una casa, un’auto, posso acquistarla ? Questo nel senso che il valore del denaro cartaceo, o dell’oro, non è intrinseco, ma funzionale a quanti e quali beni posso acquistare con essi.
Bada che non faccio polemica e ci tengo molto a capire quel che in Google non mi è riuscito.
Ciao e grazie per la risposta.
Stemby
@Roberto:
Puoi cambiare Euro in BTC e viceversa? Sì, e anche piuttosto facilmente. Più facilmente dello scambio con un’altra valuta a corso legale, per intendersi.
Puoi comprare una casa o un’auto? Tecnicamente sì; poi non ho idea se scambi di questo tipo siano già avvenuti nella realtà, ma non c’è alcun impedimento tecnico in tal senso. Basta che il venditore sia disposto ad accettare BTC.
Per ulteriori domande consiglio di postarle sul forum semi-ufficiale, dove c’è anche una sezione in italiano: https://bitcointalk.org/index.php
Ciao!
Luca Venturini
Ciao,
scusa, non volevo sembrare uno spammer. Avevo letto l’invito di quell’incontro e sapevo che qualcuno se ne era gia’ occupato.
Cerco di essere sintetico visto lo spazio di un commento che non sembri un papiro. Secondo me sarebbe meglio occuparsene piu’ diffusamente in un post.
I bitcoin sono delle monete elettroniche che vengono mantenute in un file sul pc. E’ possibile spenderle dal proprio pc e la cosa e’ completamente sicura, nel senso che una volta effettuata una spesa, colui che ha ricevuto la moneta e’ sicuro che non sia un falso. Proprio come se si trattasse di contante, non e’ possibile annullare una transazione gia’ avvenuta. E’ solo possibile restituire i bitcoin con un’altra transazione. Questo garantisce i negozianti dal fatto che dopo il pagamento, io decida di annullarlo in qualche modo.
C’e’ un programma che permette di gestire il proprio portafoglio sul pc ed e’ assolutamente semplicissimo da usare. Il programma e’ open source (cioe’ libero e gratuito, leggibile e scaricabile da tutti). E’ possibile tenere bitcoin anche in un portafoglio sul proprio cellulare.
Yepa (http://yepa.com) accetta pagamenti in bitcoin per tutti i propri servizi (hosting web, posta elettronica certificata, dedicated server). I nostri collaboratori e fornitori possono scegliere di essere pagati, anche parzialmente, in Bitcoin.
I bitcoin non sono emessi da una banca centrale, ma vengono generati automaticamente da un algoritmo fino al 2020. A quel punto i bitcoin in circolazione saranno finiti.
E’ possibile cambiare dollari, euro o qualunque altra valuta in bitcoin e viceversa. Al momento un bitocin vale circa 5 dollari. In passato e’ arrivato a valere 35 dollari. Il cambio dipende, come e’ naturale che sia, dalla domanda ed offerta di bitcoin sul mercato.
Il bitcoin sono stati definiti “il progetto open source piu’ pericoloso di sempre”. Questo perche’ gli scambi in bitcoin non sono tracciabili da nessun ente, a differenza di quello che accade a carte di debito, bancomat, carte di credito.
Gian Piero de Bellis
Luca, sta emergendo l’idea di creare un gruppetto di lavoro per il prossimo seminario (tra qualche mese) sulle monete alternative/complementari. Se tu sei interessato ed eventualmente disponibile a parteciparvi, mandami un messaggio (gpdebellis@hispeed.ch) così creiamo una lista di persone tra cui far circolare le informazioni e i materiali al riguardo.
Stemby
Segnalo qualche imprecisione: sul PC non ci stanno le monete, ma soltanto le chiavi per poterle spendere. I Bitcoin stanno costantemente su Internet, in una rete P2P (la rete Bitcoin).
Il prezzo del BTC è molto volatile: in questo momento siamo in una fase discendente (siamo attorno ai 4$). Qui si possono monitorare costantemente i prezzi di mercato:
http://bitcoincharts.com/markets/
I BTC saranno estratti (quasi) tutti attorno al 2035: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Total_bitcoins_over_time.png
Nel 2020 saranno estratti meno di 18 milioni di BTC (sui 21 milioni totali). In ogni caso, come si può vedere dalla “curva” (che in realtà è una spezzata), in ogni momento anche futuro è possibile conoscere con buona precisione il numero di BTC già estratti.
Il resto è tutto perfetto
Ciao!
Roberto Porcù
@ Luca – Penso mi sia riuscita l’iscrizione a , ma non riesco a trovare la sezione in italiano e/o la possibilità di chiedere loro istruzioni in merito. Puoi aiutarmi ? Grazie
Stemby
Intendi l’iscrizione al forum?
Questa è la sezione italiana:
https://bitcointalk.org/index.php?PHPSESSID=871cebc8858a345f98dab3213a3f46ea&board=28.0
Ciao!