IN IRLANDA CONTINUA LO SCIOPERO FISCALE

DI SALVATORE ANTONACI*

Cieli turbolenti ed acque agitate tutt’intorno all’isola di smeraldo.

Non propriamente una novità, almeno meteorologicamente, viste le note bizzarrie del clima atlantico padrone assoluto della natura irlandese. Ma, spostandoci agli accadimenti umani, assai più soggetti ad una serie di costrizioni imposte dal ruolo vieppiù invasivo di stati e governi, dobbiamo dire che il laboratorio dublinese offre ogni giorno nuovi spunti di interesse non tanto per gli analisti politici, piuttosto silenti a dire il vero, quanto per gli abitanti-sudditi del continente alle prese con la morsa sempre più asfissiante del potere brussellese.

Come scritto in un precedente articolo, nell’isola è in corso un vero e proprio sciopero fiscale, composto quanto efficace, scatenato dalla sciagurata decisione del nuovo esecutivo di introdurre una nuova imposta sugli immobili per ottemperare agli obblighi imposti dall’UE. Obblighi capestro, è bene rammentarlo, vista la quasi totale abdicazione di sovranità da parte dei governanti locali scattata all’indomani del “salvataggio” finanziario messo in atto per rimediare all’implosione del sistema creditizio. Non che il controllo della propria economia sia una garanzia di oculata amministrazione, tutt’altro, ma è chiaro che la stretta sorveglianza internazionale non fa che acuire gli effetti nefasti di politiche spendaccione autoctone.

Lo scorso 30 marzo, dunque, è scaduta la deadline per l’adeguamento alle condizioni del balzello e, con grande sorpresa e preoccupazione dei tassatori con licenza (europea) di spennare, quasi la metà degli interessati si è rifiutata di pagare, sia non recandosi fisicamente agli sportelli delle esattorie sia boicottando il sito web approntato per la bisogna. Su 1.600.000 sono solo in 900.000 ad avere alla fine accettato di chinare il capo versando i circa 100 Euro richiesti. Numero che può sembrare tutto sommato accettabile per i pubblicani contemporanei non fosse per lo straordinario apparato di intimidazioni messo in opera dal ridicolo e buffonesco leviatano d’Eire. Testimonianza ulteriore di questa caccia alle streghe che accomuna l’ex tigre celtica alle derelitte Italia e Spagna è venuta in queste ore dal messaggio in stile padrino del Ministro dell’Ambiente Hogan. Costui ha avuto l’impudenza di minacciare i reprobi promettendo loro una quasi dannazione civica ovvero il ritiro del certificato di conformità fiscale. Quali le conseguenze per coloro che incorrono nell’anatema? Tra le altre l’impossibilità di ottenere una caterva di licenze pubbliche, ad esempio per aprire un pub o un’azienda di trasporti, o di recuperare crediti ancora inesatti dalla pubblica amministrazione.

In tempi di magra come questi, si capisce, una condanna alla miseria o un invito pressante all’emigrazione. Ma per tanti anche un motivo in più per lottare contro la perdita di quei residui margini di libertà che i padroni del vapore intendono confiscare. E chissà che giocando con troppa sicumera ad alimentare la fiamma qualcuno non finisca per bruciarsi.

 

* Link all’originale: http://www.lindipendenza.com/irlanda-rivolta/

 

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6 Responses

  1. CARLO BUTTI
    CARLO BUTTI 15 aprile 2012 at 17:49 | | Reply

    Gli irlandesi ci stanno impartendo una grande lezione di disubbidienza civile. La via è quella, solo quella. Che cosa può fare il potere politico quando metà della popolazione si ribella? Sbattere tutti in galera?Mandare tutti alla fucilazione?Altro che improbabili secessioni!Tutti gli oppressi dall’Alpe a Capo Passero si ribellino! Ammesso che una metà di questo

    1. Roberto
      Roberto 17 aprile 2012 at 03:22 | | Reply

      “una grande lezione di disubbidienza civile. La via è quella, solo quella. Che cosa può fare il potere politico quando metà della popolazione si ribella? Sbattere tutti in galera?”

      No, semplicemente vende all’asta le prime case.

  2. CARLO BUTTI
    CARLO BUTTI 15 aprile 2012 at 17:51 | | Reply

    di questo Paese viva alle spalle degli altri, che potrà fare contro l’alra metà, se questa si ribella?

    1. Deciomeridio
      Deciomeridio 16 aprile 2012 at 07:37 | | Reply

      Scommetto che tu paghi anche il canone Rai …

  3. _Salvatore
    _Salvatore 16 aprile 2012 at 17:56 | | Reply

    …parole
    fatti…
    Per esempio io non pago il canone RAI (a dire il vero penso di non averlo mai pagato).

  4. CARLO BUTTI
    CARLO BUTTI 17 aprile 2012 at 15:18 | | Reply

    Voglio proprio vederlo un governo che vende all’asta metà del patrimonio edilizio privato! A chi? Ai proprietari dell’altra metà? A speculatori nazionali? A investitori stranieri? In un momento di crisi mondiale nera? Con quali tempi? E se ciascun proprietario fa scudo ai propri beni con il proprio corpo? Lo sollevano, lo torturano, lo sbattono nelle segrete? E se le forze di polizia a un certo punto fanno causa comune coi disobbedienti? E se l’esercito si rifiuta di sparare? Se chi dovrebbe tutelare i governanti volta le canne dei fucili dalla parte di quelli, anziché dalla parte degli oppressi, come successe in Iran contro l’onnipotente Rehza Pahlevi?

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