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16 Responses

  1. myself
    myself 5 maggio 2012 at 19:45 | | Reply

    La cosa triste è che chi prende le decisioni è sempre lontanissimo da chi le esegue, quindi Martinelli si è recato all’ufficio delle entrate ma ha trovato solo qualche povero impiegato che dal canto suo avrò detto: “Io sto solo facendo il mio lavoro”.

    Martinelli dichiara che l’agenzia delle entrate gli aveva chiesto di pagare 44.000€ e per questo motivo ha deciso di occupare (senza sequestrare nessuno) gli uffici dell’edificio, in segno di protesta. Adesso l’agenzia delle entrate smentisce e dice che non ha mai parlato di 44.000€, forse è stata solo una incomprensione tra Martinelli e un’impiegato, l’unico pagamento pendente è di 1.400€ per il canone RAI.

    Insomma un impiegato si spiega male e da un giorno all’altro voi dovete pagare 44.000€.

    1. FrancescoPD
      FrancescoPD 5 maggio 2012 at 21:36 | | Reply

      Forse la verità non si saprà,… se lui pensava di avere un debito di 44000, (non penso se li sia inventati),.. mentre ora salta fuori che il debito sarebbe solo 1400 euro,… puzza molto di sgonfiameto della questione per far cadere tutte le colpe sul Martinelli, facendo credere che sia uscito di senno per piccole cifre.
      Ho tutti i miei dubbi sulle versioni ufficiali, soprattutto quando vengono da questi maledetti delinquenti di equitalia, inquadrati a dovere dal regime totalitario che si è recentemente instaurato in questo povero paese.
      Sostegno morale senza se e senza ma al sig. Martinelli.

  2. rodolfo
    rodolfo 5 maggio 2012 at 21:56 | | Reply

    Ciao Leonardo,
    è un po che non scrivo qui e, vedo anche te.
    Volevo se me lo consenti fare un commento sul vostro sito:
    Credo che che siete rimasti troppo indietro con i tempi veloci che avanzano e , purtroppo non mi sembra da te. Credo anche che vi state perdendo troppo in chiacchiere troppo intellettuali.
    Come allora, quando ti conobbi di persona, anche oggi , sono convinto che bisogna essere poco chiacchieroni ed intellettuali e forse un po più INCAZZATI.
    Leggo tante cose scritte oramai da chiunque, che dicono sempre le stesse cose. Cavolo , abbiamo capito!
    Date delle soluzioni concrete, create movimento, INCAZZATEVi e coinvolgete la gente in qualche modo.
    Altrimenti veramente ci si stufa a cliccare sul vostro sito e leggere sempre le stesse cose senza mai avere la sensazione di poter in futuro fare qualche cosa…
    L’uniche cose che leggo volentieri sono proprio le tue lettere in quanto tra tutte sono quelle dicono più pane al pane ……..
    Saluti
    Rodolfo

    1. domenico
      domenico 6 maggio 2012 at 00:15 | | Reply

      Io trovo che le loro battaglie Leonardo Facco e Fidenato le stiano facendo, non possiamo di certo aspettarci la “rivoluzione” solo da loro.

      In ogni caso non per questo si deve smettere di informare, non è vero che gli articoli sono tutti gli stessi, si passa dall’economia all’attualità alla cultura liberale. Trovo inoltre che la semplice creazione e mantenimento di questo sito, o la pubblicazione di certi libri, costituiscano una battaglia. Del resto qui non si tratta solo di fare la guerra ad uno stato, ma di fare una guerra alla cultura statalista.

      Non possiamo poi stare ad aspettare che siano gli altri a fare le cose e noi a cavalcarle, come fanno i “compagni”. E’ invece nello spirito liberale l’autoderminazione, ed ognuno deve portare avanti la sua battaglia personale, e megari farlo basandosi anche sull’aiuto, sulle informazini e sul sostegno fornito dagli altri.

  3. Carmelo Miragliotta (genteproduttiva)

    Da molto tempo penso e affermo che di fronte ad un SISTEMA malavitoso, sanguinario e violento (quanti pianti, quanti dolori, quanti morti, suicidi inutilmente …), l’unico modo per opporsi è il metodo Martinelli, praticato nelle loro tane e/o al di fuori: DISSUADERE gli esecutori, i sicari dal continuare ad eseguire gli ordini dei loro mandanti pazzi, invasati e megalomani. Senza gli esecutori sarebbero niente e nessuno.
    In molti, ne sono convinto, vorremmo chiamarci Luigi Martinelli ma in pochissimi ne avremmo o ne avremo il coraggio; ma non vedo altri mezzi !!!!!!!!!!!!!

  4. rik
    rik 6 maggio 2012 at 09:45 | | Reply

    x rodolfo: sono totalmente d’accordo conte,e con grande modestia ho sottolineato varie volte il mio pensiero in merito. Le battaglie singole,sono a mio avviso poco significative,a meno che la sostanza delle stesse non sia di fortemente incisiva ma di grande impatto mediatico.Sono percio’ rattristato ,sperando tuttavia di sbagiarmi totalmente,che di questo passo,probabilmente allargheremo la cerchia dei lettori del sito e del movimento,che sara’ pur tuttavia un piu’ allargato club privee,dove in effetti ci parleremo da noi e solo da noi,pur sapendo che verba volant,facendo in definitiva solo dell’accademia,non dico sterile,ma poco efficace. salutii

  5. Antonino Trunfio
    Antonino Trunfio 6 maggio 2012 at 10:33 | | Reply

    Invito tutti a vedere nella vicenda anche un risvolto meno chiaro e meno positivo, ahimè :
    1. Il Martinelli rischia fino a 8 anni di galera. Questo strombazzano i media omogeinizzati del potere, da giorni.
    2. Tanto basta già al pirla del quirinale per produrre qualche altro dei suoi soliti moniti(ma v’ammurì mazzà)
    3. Tanto basta al Befera e ai suoi sodali, per sentirsi ancora di più, gli eroi di una crociata anzichè gli affiliati a una cosca di estorsori e malaffare e presentarsi in qualche altro Faziouncazio Show a proclamare il VERBO)
    4. Tanto basta ai vari rambo delle forze dell’ordine (di quale ordine non l’ho mai capito con quello che succede alla gente comune e che rimane priva di difesa, tutela e giustizia contro di veri criminali) per sentirsi incaricate di snidare i tanti Martinelli d’Italia e puntare alla medaglia al valore e a qualche stelletta aggiuntiva
    5. Tanto basta ai vari imbecilli della politica locale, proprio oggi che si vota in molti comuni, per raccontare un sacco di balle su Martinelli, le tasse, i servizi publici e la difesa del welfare.

    Tanto basta a me, per dirvi amici cari : uno, dieci, mille, un milioni di Martinelli in ogni angolo d’Italia, ma senza fucile e pallottole. Si rischiano 8 anni, lo avete capito !!!
    Uova marce e stallatico fresco, addosso all’agenzia delle entrate, i suoi esimi rappresentanti, ai politici corrotti e non, e a tutti i cialtroni e parassiti che infestano questa nostro paese. Wiwa la libertà.
    AMEN.

    1. Carmelo Miragliotta (genteproduttiva)

      Antonino Trunfio, 8 anni se non torci un capello ad alcuno e fino ad una trent’ina se osi di più.
      Dall’altra parte c’è un funerale nella parrocchia più vicina alla residenza e la vedova o la mamma in lacrime alle quali lasci da pagare le spese per la funzione !!!
      Beh, in effetti c’è una terza alternativa: una vita di stenti, miseria e crepacuore che non ti portino via anche il furgone con il quale lavori o l,’appartamentino dove alla notte cerci di riposare tra un incubo e l’altro.

  6. alafico
    alafico 6 maggio 2012 at 16:48 | | Reply

    SWi sta diffondcendo una psocosi di tragedia che non giova a nessuno. Perssone in difficoltà possono andare in depressione e compiere gesti inconsulti. Occorre reagire attivamente organizzansdo la resistenza ad una fiuscalità assurda e distruttiva. Siamo caduti nel peggiori dei comunismi reali. Ribbelliamoci!!!!

  7. sebastian
    sebastian 7 maggio 2012 at 01:14 | | Reply

    articolo condivisibile in toto

  8. Riccardo
    Riccardo 7 maggio 2012 at 08:38 | | Reply

    Un Martinelli può essere facilmente fatto passare per matto, due Martinelli per una coincidenza, tre per una ribellione, cento, per una sommossa. Se non ci si organizza, il prossimo Martinelli sarà semplicemente un altro matto in più. Solo che i pluriomicidi hanno l’attenuante della pazzia. I Martinelli, sono matti sui telegiornali, ma quando subiranno il processo, i giudici stabiliranno che nel momento in cui ha agito era nel pieno delle facoltà mentali. Chi ammazza è matto. Chi si rifiuta di pagare le tasse è matto sì, ma sempre lucido…per lo stato.

  9. alarico
    alarico 7 maggio 2012 at 15:49 | | Reply

    La rivolta non può fare di Martinelli un simbolo perchè, a quanto pare, non è quel che si dice una vittima del fisco . Il iscorso è serio perchè tassazione e crisi hanno realmente provocato vittime ed altre, purtroppo, ne provocheranno.

  10. Roberto Porcù
    Roberto Porcù 7 maggio 2012 at 18:09 | | Reply

    Calma e sangue freddo. Tanti disperati si sono uccisi lasciando nella disperazione le loro famiglie. Questo Martinelli ha fatto qualcosa di più e lo stato particolarmente buonista, su di lui applicherà il massimo della pena, come con i Serenissimi.
    Se un delinquente stupra ed ammazza tua figlia, passato il clamore, ed in carcere lui si comporta bene, ottiene ogni sconto di pena, ma se qualcuno osa intaccare il diritto del sovrano di tassare, se non addirittura di essere “sovrano” costui va punito con il massimo della pena.
    Ci fu un tempo che chi, se non nobile, si rendeva colpevole di regicidio, era legato tra quattro cavalli e squarciato nella piazza principale a pubblica memoria.
    Adesso serve che qualche disperato vada più avanti e faccia scorrere del sangue, se sarà di gabellieri, in diverse occasioni da parte di diversi disperati, finirà che nessuno vorrà più fare il gabelliere; se il sangue arriverà ai piani alti della associazione a delinquere di stampo politico-burocratico, il segnale sarà avvertito più fortemente.
    Si tratta di aspettare, anche se a Roma non se ne rendono conto, quelli che non mancano sono purtroppo i disperati ed il tempo, la crisi e la tassazione ne produrranno molti altri.

    1. alarico
      alarico 7 maggio 2012 at 23:13 | | Reply

      Martinelli non era, a quanto pare, un disperato. E’ un mentecatto se è vero che non pagava il canone rai da anni ed aveva un debito con l’erario di 1400 euro. Ha commesso una grave illegalità, almeno formalmente, e nessuno lo ha ancora condannato ad 8 anni e non lo sarà. Verrà condannato a 2 o 3 anni in primo grado che poi saranno diminuiti. Li sconterà in regime di semilibertà etc. Quindi non drammatiziamo sul caso perchè la situazione generale è veramente grave e merita attenzione seria da parte di tutti.

  11. Roberto Porcù
    Roberto Porcù 8 maggio 2012 at 08:16 | | Reply

    @ Alarico – Tutta questione di opinioni. Possiamo dire che è mentecatto chiunque per sfuggire ai suoi problemi si uccide lasciando in problemi molto più pesanti la sua famiglia. Il fatto è che probabilmente scatta una molla che manda in tilt il nostro cervello quando è troppo sotto pressione. Quel tale che tu affermi mentecatto, sotto pressione probabilmente lo era, per tanto o per poco, noi non siamo in grado di dirlo.
    In base alla condanna che riceverà, tu pensi che sarà blanda in quanto quel che il tale ha fatto, è stata in fondo solo una dimostrazione, io, che non dimenticherò mai quella ai Serenissimi, penso che sarà massima per aver osato attaccare a mano armata il modo con cui la nostra amata associazione a delinquere di stampo politico-burocratico trae di che vivere bene, anzi, molto bene direi. Sai com’è, ai posteri l’ardua sentenza.

    Ormai più di 10 anni fa, crearono scompiglio le cartelle pazze (se la va la gà i gamb, si dice in Lombardia) e noi della Life facemmo a Mestre una dimostrazione assolutamente non violenta. Poi a me capitò qualcos’altro ed io uscii sul giornale della Life con l’articolo che ora ti giro. Tu medita sui rapporti tra lo stato ed i “mentecatti” dei Cittadini che tutto sopportano finché scatta quella molla che manda in tilt.

    2001 ODISSEA NELLO STATO

    Già da un po’ mucche pazze e cartelle pazze riempivano le pagine dei quotidiani, poi al socio Carlo Trevisan recapitarono la prima cartella, ed alla Life di Venezia, che forse un po’ pazzi siamo anche noi, ritenemmo nostro dovere metterci il naso.
    Ci alternammo anonimamente nell’ispezionare gli uffici delle Imposte Dirette in via Ca’ Marcello e notammo che il personale allo sportello era per abitudine senza quel tesserino che gli impiegati pubblici hanno l’obbligo per Legge di tenere ben in vista, che quelli alle informazioni affermavano di non conoscere l’esistenza del “modulo di disservizio” con il quale il Cittadino ha modo di mettersi in comunicazione diretta con lo Stato, che al pubblicizzato numero verde non era data risposta, che l’affluenza di Cittadini in paziente coda era tale che non poteva essere smaltita dagli addetti e che quindi molti avrebbero certamente pagato tasse non dovute almeno ogni qualvolta il costo di una lunghissima attesa sarebbe stato superiore alla cartella pazza ricevuta ….
    Quella mattina poi che facemmo la manifestazione che portò alla cancellazione immediata della cartella pazza di Trevisan, ricordo che io, per ripulsa, rimasi sempre fuori del palazzaccio dal quale ad un certo punto ne uscì una donna, visibilmente alterata, che tra l’inviperito ed il piangente affermò che anziché renderle 480.000 lire le intimavano di pagarne 500.000 e voleva da noi il nominativo di un avvocato fiscalista, ma non era in condizioni psichiche di capire che errava a chiederlo a noi.

    Poi, come Dio volle, le cartelle pazze arrivarono anche a me, o meglio, non erano cartelle, ma semplici avvisi bonari, dove in uno a me indirizzato chiedevano 9.699.000 lire ed in un altro alla mia azienda, bontà loro, solo 941.000.
    Premetto che quello fiscale è l’argomento per me più ostico in assoluto; ritengo che le tasse allo Stato sia doveroso pagarle, ma trovo talmente grande la differenza tra quanto un Cittadino dà in innumerevoli forme ed i servizi che gli sono resi, che ho la consapevolezza di essere derubato e non potendo ai gabellieri sparare con cartucce caricate a sale come usavano i vecchi contadini con i ladri dei polli, provo per la materia una forte avversione che me ne impedisce la stessa comprensione.
    Chiesi al mio ragioniere di controllare di cosa si trattasse ed egli appurò che i quattrini, in base alla Legge, non erano dovuti e me ne spiegò il motivo, che immediatamente rimossi dalla memoria per quella tale avversione appena detta.
    Gli chiesi allora di prendere lui contatto con l’ufficio di competenza e di fare le pratiche d’uso.
    Una settimana dopo, mi disse che aveva inviato la documentazione in suo possesso e si era recato al Ministero delle Finanze di Mestre dove il funzionario aveva verificato a video che effettivamente nulla era dovuto.
    Ancora un mese e ricevetti dall’esattoria le cartelle della messa a ruolo delle due somme: la storia si faceva lunga e fui costretto a prendere in mano la situazione.
    Rifiutai l’offerta di aiuto degli amici della Life ed una mattina verso le 10 mi recai a Mestre, sceso dalla macchina, mi annodai attorno al collo il fazzoletto giallo che tengo sempre pronto nel cruscotto e varcai il portone del palazzaccio. Iniziai dal secondo piano, lentamente passai in rivista tutti gli sportelli notando che quasi tutti gli impiegati erano ora muniti del cartellino per l’identificazione personale, ma che comunque esorbitante era sempre il numero dei Cittadini in attesa.
    Poi, varcai le porte “riservato” ed andai dritto al 4° piano dal Dr. Vittorio Oracolo.
    Signore e signorine premurose si meravigliarono che io mi presentassi senza un appuntamento e mi spiegarono che purtroppo il Direttore Generale non era nel suo ufficio in quanto chiamato in Regione e si offersero di accompagnarmi dal Direttore del 2° piano.
    A malincuore fui fatto accomodare nel grande ufficio del Dr. Giuseppe Russo.
    Questi nei miei confronti fu molto gentile e fece subito controllare, trovando conferma del non dovuto per le 941.000 dalla mia azienda, ma trovando un po’ più di difficoltà con i 9.699.000 personali.
    Avendo già spedito per posta copia delle pezze giustificative, non avevo ritenuto portarne altre al seguito, ma forse lì, affermò, non erano arrivate perché io non le avevo inviate come raccomandata.
    “Sa, l’avviso bonario io l’ho ricevuto come lettera semplice e con lettera semplice ho risposto. Certamente se lo avessi ricevuto come raccomandata avrei risposto con una raccomandata. Tra gente civile, di solito si fa così.”
    Lui mi chiese qualche giorno per sistemare tutto ed io mi offersi, la prossima volta che avessi avuto occasione di venire a Mestre, di portargli altre copie delle pezze giustificative.
    Dopo un paio di settimane, ancora con il mio fazzoletto giallo, mi ripresentai diritto davanti al suo ufficio.
    Era impegnato, mentre attendevo fuori, nel corridoio interno vidi su un mobile un pacco alto una spanna di “moduli di disservizio” e ne approfittai per prendermene qualcuno da lasciare nella sede Life provinciale.
    Gli consegnai le carte che avevo portato e lui mi assicurò di aver già operato lo sgravio e volle presentarmi, nella stanza accanto, l’impiegato che se ne era occupato.
    Mentre uscivamo dal suo ufficio, due uomini si presentarono per lamentarsi con lui che era dalla mattina che attendevano ad uno sportello, ma la pratica in esame non andava avanti e la coda non diminuiva.
    “Sono carteggi complicati, non possiamo fare miracoli, abbia pazienza, attenda il suo turno e vedrà che non ci vorrà ancora molto”.
    Sul tavolo dell’impiegato addetto riconoscevo le buste delle mie “non raccomandate”, poi presi le documentazioni degli avvenuti sgravi e salutai.

    Forse il titolo di “2001 ODISSEA NELLO STATO” nel mio caso è un po’ forzato, tutto il personale è stato dopotutto di una gentilezza squisita, ma se io sono tornato dalla mia Penelope, quanti altri sono affogati nel mare magnum della burocrazia fiscale ? Certamente quella signora che attendeva il rimborso di 480.000 lire e si è trovata a doverne pagare 500.000, quei due in coda, chissà se si sono poi arresi ed hanno scelto di andarsene, …
    Da noi in Life vengono in molti a bussare con ogni sorta di problemi e vorrebbero che questa macchina meravigliosa li risolvesse per loro, ma in fondo, meditate, cos’è la Life se non una scuola per educare dei sudditi ad essere dei Cittadini ? Una volta imparato, non bisogna attendersi alcunché dalla Life, ma essere Life noi stessi.

    1. alarico
      alarico 11 maggio 2012 at 15:48 | | Reply

      In definitiva mi dai ragione perchè ritieni che a martinelli è scattata la molla che lo ha mandato in tilt. Quindi non ha agito per disperazione ma perchè è andato fuori di testa.
      Purtroppo il nostro sistema tributario è molto complicato ed farraginoso, basato sulla mancanza sdi fiducia sul contribuente, cosa questa che, insieme alle inefficienze ed errori dei singoli, crea molte complicazioni. Io passo un terzo del mio tempo lavorativo a difendermi dalle richieste di tassazione e penso che chi non ha alcuna competenza in materia stanta ad uscirne fuori. Non è colpa degli impegati dell’agenzia delle entrate se tutto ciò avviene. Io ho sempre trovato in questi uffici, strano che sembri, gentilezza e comprensione e spesso ho risolto. In caSO CONTRARIO IL RICOSO ALLE COMMISSIONI GTRIBUTAIE mi ha dato ragiome al 99% dei casi. Ciò contro cui dobbiamo lopttare è il sistema di tassazione, non i suoi esecutori, Equitalia compresa..

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