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10 Responses

  1. Albert Nextein
    Albert Nextein 16 maggio 2012 at 17:24 | | Reply

    Ammettiamo che ci sia il default italiano.
    Ammettiamo che l’eurozona ne riceva un colpo distruttivo.
    Ammettiamo che anche l’euro prima si sgonfi e poi sparisca.
    Chi è libertario come penso di esser io e come tanti di voi, in che modo può agire per far sì che le idee che ci piacciono siano ascoltate e recepite da chi si avvierà a risanare e ricostruire.
    Qui si parla tutti bene e si vede più lontano degli altri.
    Qui c’è buonsenso e onestà.
    Capisco anche che organizzarsi in partito per chi è antipartito è un controsenso.
    Ma come si fa a diffondere meglio le idee?
    Ce ne sarà bisogno,perchè se tutti gli ignoranti e mammoni e papponi che popolano la penisola si buttano a sinistra come pare che succederà in grecia ,c’è da tremare.
    Si cade dalla padella alla brace.
    Qui da noi di liberale non c’è neanche la carta igienica.

    1. Drago78
      Drago78 16 maggio 2012 at 18:02 | | Reply

      Albert ha ragione, anch’io da libertario sono stufo… è ora e sarebbe ora di passare ai fatti. Organizziamoci, facciamo tappe nelle città, mettiamo gazebo e volantini informiamo la gente, facciamo convegni. Sennò qua il tempo passa e noi continuiamo a parlare e gli altri a far danni. La Grecia ne è soltanto un esempio come ricorda Albert… le derive populistiche anche in campo politico, sono un serio pericolo pressoché imminente. Le Nuove Br in Italia si stanno organizzando (il loro capo in gabbia ha appena detto loro che è arrivato il momento di sguainare le spade… mica di andare a pranzo insieme ecco per capirci XD), la Federazione Anarchica Informale si sta muovendo da tempo tramite attentati e minacce di morte qua e là (pare pure a Monti stesso…) e noi che siamo i più moderati come pensiero, ma sempre contro lo stato odierno come i due che ho citato sopra… che facciamo?? Dormiamo sonni tranquilli mi pare. Eppure io ci credo in uno stato più libero ed una società più giusta. Diamoci da fare… sarebbe ora, per noi ed il nostro futuro. Saluti.

  2. CARLO BUTTI
    CARLO BUTTI 16 maggio 2012 at 19:26 | | Reply

    Il nostro errore è proprio quello di essere moderati. Invece dobbiamo essere estremisti, ma in modo diametralmente opposto a quello dei nostri avversari che usurpano il nome di “anarchia”(in greco=mancanza di governo). Dobbiamo essere, oltre che estremisti della libertà(per riecheggiare il titolo di un bel saggio giovanile di Alberto Mingardi), estremisti di una rivoluzione non violenta(sulle orme di Gandhi e Thoreau) e di un lucido pensiero teorico che sappia tradursi in concretezza per un futuro diverso e migliore. Continuo a pensare che il punto più delicato sia proprio quest’ultimo, relativo a quella che io chiamo PARS COSTRUENS. A proposito della quale, ribadisco di non aver nulla, proprio nulla, contro le secessioni in sé (se lo Stato è illegittimo, come può dirsi illegittima una secessione?), ma di nutrire molte perplessità sull’idea di distruggere lo Stato -Nazione – nato da una forse generosa, ma certamente aberrante fantasticheria romantica- costruendo tanti staterelli-nazioncina che si abbarbicano alla medesima fantasticheria(il “popolo” non come aggregato di individui irriducibili “a priori”a un denominatore comune, ma come un organismo indivisibile, vivente, pensante, senziente, dotato di volontà,forse anche di un’anima, ecc. ecc.) Basta con l’apologo di Menenio Agrippa, l’astuto aristocratico che seppe indurre la plebe romana a desistere dalla sua sacrosanta rivolta propinandole un’interpretazione “organicistica” della “res publica”per giustificare il predominio del patriziato. Smaghiamoci, e torniamo alla ragione(possibilmente con la erre minuscola, altrimenti cadiamo in un altro sogno romantico, questa volta di stampo robespierrista e giacobino).

    1. Lorenzo
      Lorenzo 16 maggio 2012 at 22:59 | | Reply

      Un nuovo bipolarismo: Movimento 5 stelle vs. Movimento libertario.
      Movimenti al posto dei partiti: uno che attinge dall’ex elettorato di sinistra, l’altro dall’ex elettorato di destra.

  3. antonio
    antonio 17 maggio 2012 at 01:08 | | Reply

    beh, se fosse così allora nei paesi comunisti il pil sarebbe stato zero… magari era basso ma non era zero, quindi qualcosa non va in questi calcoli…

    1. Caber
      Caber 17 maggio 2012 at 21:18 | | Reply

      Argomento complesso, soprattutto perchè stiamo parlando di capitalismo di stato.

      Senz’altro un’azienda di proprietà pubblica ma lasciata al mercato (per esempio ENI ed ENEL) dovrebbero essere fatte rientrare (come profitti e come stipendi) in R. D’altro canto non stiamo parlando di spesa pubblica propriamente detta, ma per l’appunto di capitalismo di stato.

      Quanto al pil di un paese comunista di fatto è una contraddizione in termini, se non c’è mercato non ci sono prezzi (se non totalmente arbitrari e quindi privi di senso economico), e se non ci sono prezzi non si può calcolare il pil.

    2. Caber
      Caber 18 maggio 2012 at 09:04 | | Reply

      Una ulteriore precisazione,

      il modellino (perchè proprio di -ino si tratta, ben lungi dall’autodefinire una mia teoria come “generale”) mira ad analizzare il ruolo della spesa pubblica come volano-moltiplicatore dell’economia.

      Per intenderci gli effetti positivi o negativi di scava la buca- riempi la buca.

      Per quanto riguarda gli effetti del capitalismo di stato lascio ad altri articoli descriverne i vantaggi-svantaggi
      (anche se, a memoria, neanche Keynes li ha mai suggeriti come utili… ma non vorrei fare la pipì fuori dal vaso con questa affermazione ^__^ )

      spero di aver fugato un po’ i dubbi

      1. antonio
        antonio 18 maggio 2012 at 15:15 | | Reply

        beh, tu assumi come assodato che spesa pubblica = scava e riempi buca.
        non è così. solo la quota di spreco e ruberie è così.
        ma di sprechi e ruberie si beneficiano anche imprenditori privati…

        1. Caber
          Caber 18 maggio 2012 at 15:48 | | Reply

          Bhè , ma per Keynes anche lo spreco pubblico è volano per l’economia (il famoso moltiplicatore).
          E quello che s’intendeva dimostrare era l’errore in ciò.

          Comunque se vuoi integrare il modellino con gli effetti dello stato imprenditore libero di farlo.
          Ma come già dicevo lo stesso Keynes non mi risulta aver auspicato lo stato imprenditore, ma solo lo stato dei trasferimenti e della spesa.

          1. antonio
            antonio 18 maggio 2012 at 19:39 |

            io non sono proprio keynesiano.
            ad esempio sono contro tav e infrastrutture varie come ricetta per far ripartire l’economia italiota. tutta robaccia inopportuna e antieconomica fatta solo per rubarci i soldi.
            lo stato imprenditore? l’uomo può essere stupido e disonesto a prescindere se statale o privato.

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