Proponiamo in ANTEPRIMA per L’Indipendenza e il “Movimento Libertario la traduzione integrale in italiano dell’articolo Conspiracy-Theory Socialism sul rapporto tra le teorie cospirative d’ambito economico (quali narrazioni teoretiche basate sull’efficace operato della pianificazione centralizzata quale forma di controllo più o meno occulto da parte di alcuni soggetti o istituzioni dell’economia) e il socialismo (quale soluzione apologetica derivante o giustificata quale sua affermazione). L’autore, Steven Horwitz, oltre ad essere editorialista per il magazine libertario The Freeman edito dalla Foundation for Economic Education è professore di economia austriaca alla St. Lawrence University a Canton (New York), Affiliated Senior Scholar del Mercatus Center alla George Mason University ad Arlington (Virginia) e membro della Mont Pelerin Society dal 1996. (Traduzione di Luca Fusari)
Un elemento particolarmente sfortunato ai margini del movimento per la libertà è la fede in una varietà di teorie del complotto a proposito del governo e l’economia. Alcune teorie sono meno dannose di altre, ma alcune sono molto più perverse e suggeriscono, ad esempio, che i banchieri ebrei internazionali abbiano creato e sostenuto la Fed quale tentativo di manipolazione del sistema monetario e del credito per il loro personale arricchimento.
Le teorie della cospirazione sono vecchie come il pensiero umano e soddisfano un profondo desiderio di credere che una persona o un gruppo sia grado di controllare tutto quanto e che il modo apparentemente caotico nel quale la vita sociale si evolve abbia in realtà una unità di fondo. In questo modo, gli osservatori hanno sostenuto, le teorie cospirative sostituiscono la religione, dando il senso a ciò che altrimenti sarebbe un mondo privo di senso sociale.
E come la religione, le teorie della cospirazione, in ultima analisi, fanno affidamento sulla fede. Le ”migliori” teorie sono quelle che sono impenetrabili da prove contraddittorie. Esse sono, nel linguaggio della filosofia, “non falsificabili”. I sostenitori di queste teorie ricorreranno alle tesi secondo cui ogni contro-prova è davvero la prova per la teoria, in quanto mostrerebbe come furbescamente i cospiratori siano in grado di distrarre la nostra attenzione dal loro reale potere.
Questo non è quello per cui i liberali classici (e i libertari, n.d.t) devono impegnarsi. La nostra causa per la libertà deve riposare in ultima analisi, sulla ragione e la logica, e dobbiamo essere aperti a prove che contraddicano realmente la nostra comprensione del mondo.
Le teorie della cospirazione sono invece dei sistemi chiusi di pensiero, l’esatto opposto di una dinamica aperta, in evoluzione quale visione del mondo, sulla quale si fonda il nostro liberalismo classico. Ma c’è un problema ancor più fondamentale per un liberale classico (o libertario n.d.t) che abbracci la maggior parte delle teorie del complotto.
In definitiva, ritenendo che un piccolo gruppo di persone malvagie stia manipolando i processi economici e sociali per i propri fini si concede ai difensori della programmazione economica del governo che il controllo e la manipolazione dell’economia sia infatti possibile! In altre parole, le teorie cospirative sono una forma di socialismo. Se i banchieri internazionali, in realtà utilizzando la Fed manipolano l’economia per arricchire se stessi, o se i politici e burocrati utilizzano il sistema di welfare per minare la famiglia o per impoverire gli afro-americani, allora con il controllo del governo si possono raggiungere anche altri obiettivi molto specifici, e tutto diviene apparentemente possibile.
Si noti che non sto negando che il governo possa causare tutti i tipi di problemi, o che istituzioni come la Fed non minino il benessere economico. (Ho avuto una carriera lunga quale critico della Fed, in particolare circa il suo ruolo nel causare l’attuale recessione.) Quello che sto qua sostenendo è che la fonte dei problemi che causano non sono le cattive intenzioni di coloro che occupano i posti di potere, ma i problemi strutturali che devono affrontare tutti i governi quando tentano di svolgere i compiti loro assegnati. Non è la malvagità della Fed o l’incompetenza che porta a questi problemi, ma piuttosto la loro ignoranza degli stessi.
Perché non cospirazioni nobili?
Se si ricorre alla teoria del complotto quale spiegazione della realtà, lasciamo aperta una ovvia risposta da parte dei nostri critici: se un piccolo gruppo di persone è davvero in grado di manipolare l’economia per fini malvagi, perché non è possibile che un piccolo (o anche un grande gruppo) possa manipolare l’economia per obiettivi più nobili, diciamo, per una qualche forma di giustizia sociale? Quando cadiamo nel pensiero cospirazionista in realtà stiamo accettando la premessa fondamentale al centro di ogni forma di socialismo: ovvero che sia possibile per gli esseri umani controllare coscientemente l’economia o la società più in generale. In questo modo non facciamo altro che, come ho sostenuto la scorsa settimana, rafforzare coloro i quali pensano che il governo possa migliorare o essere migliore del mercato.
A livello fondamentale, le teorie cospirative si oppongono al concetto di ordine spontaneo, che è al centro del pensiero liberale classico dalla fine del XVIII secolo, se non prima. Da Smith a Menger ad Hayek, il mercato e l’evoluzione sociale più in generale, è stato inteso come un processo di scoperta che nessuno progetta o controlla. Il miracolo del mercato, che noi celebriamo tutto il tempo, dimostra che l’azione umana con le istituzioni giuste produce coordinamento, la cooperazione, la prosperità e la pace senza la necessità di una direzione consapevole. Questa prospettiva illustra la complessità del mondo sociale. Una conseguenza è che la scelta compiuta dalla gente, per una marca di un prodotto, per un attore del mercato o della politica, rischia di avere conseguenze impreviste, come interazione con le istituzioni e le scelte degli altri. Le teorie del complotto suggeriscono invece che i cospiratori possono in qualche modo evitare conseguenze indesiderate. Sono stranamente in grado di modificare il mondo secondo la loro immagine, senza sforzo tagliando attraverso i modelli complessi della società.
La capacità di costruire il mondo così come ci piace – senza conseguenze indesiderate – era al centro del futuro socialista idealizzato da Engels e Marx. Quando i liberali classici (o i libertari n.d.t) ricorrono a teorie della cospirazione, le quali ammettono la possibilità di un qualche controllo sulla realtà, rendono troppo facile ai loro critici chiedere perché la gente non possa esercitarlo a fin di bene.
Le teorie della cospirazione sono tra i più deboli modi per difendere la libertà. I difensori della libertà dovrebbero evitare tali credenze, riaffermando l’impegno alla ragione, alla logica e ad una spiegazione basata sull’ordine spontaneo.





Articolo geniale.
e come tutti gli articoli geniali passerà totalmente inosservato dal mondo…
Il rabbino Israel Kirzner ordinò a Hans Sennholz di licenziare Hoppe da The Freeman, dopo che quest’ultimo aveva fatto un paragone tra la relativa brutalità del regime nazista e quella sovietica prima della guerra (pur condannando tutti e due).