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5 Responses

  1. Liberty Defined
    Liberty Defined at | | Reply

    Da sempre ci hanno detto: “Va bene le tasse alte ma almeno avessimo i servizi… Come in nord europa.”
    Personalmente ho provato un’infinità di volte a replicare che i famosi servizi uno potrebbe non volerli, non ritenerli necessari e soprattutto cercarli e pagarli offerti dal mercato e non pagarli forzosamente. Ogni volta sembra che arrivi da Marte, un po’ come quando contesti la spesa pubblica nella Kultura attraverso il finanziamento di cinema ed editoria

  2. Marco Tizzi
    Marco Tizzi at | | Reply

    “(…) agli incentivi forniti dai governanti a sostegno dei progetti politicamente più utili da catturare, con la precipua finalità di costruire/alimentare i circuiti del consenso e di affermare le logiche di potere, garantendo benefici, favori e privilegi effettivi alle sole clientele politicamente e territorialmente rilevanti allo scopo.”

    La chiave è tutta qui: la spesa pubblica compra voti.
    Per questo lo Stato avrà sempre successo.

    E’ triste, ma è così.

  3. Pedante
    Pedante at | | Reply

    [10]The Mith Myth of Neutral Taxation. ☺

    “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”: Goethe

  4. Enrico Sanna
    Enrico Sanna at | | Reply

    Il costo dei servizi pubblici non è la tassa. È la schiavitù perpetua. Se anche lo stato riuscisse ad aumentare la propria efficienza al punto che può offrire servizi senza il pagamento di alcuna tassa, il prezzo sarebbe comunque la schiavitù, e dunque moralmente infinito. Lo stato moderno tende a questo: l’asservimento totale dell’individuo al volere di pochi psicopatici. Le tasse sono un sottoprodotto. Ci sono casi che non possono essere spiegati con la teoria del trasferimento della ricchezza. Ad esempio, tutti quelli che spingono per norme di finta sicurezza da cui non traggono altro se non una soddisfazione psicologica. Come i medici che spingono per mettere al bando le bevande gasate. Questi sono i più pericolosi. Perché? Perché sono armati dalla convinzione di fare del bene.
    Alla fine, però, saranno proprio i costi dello stato a fare esplodere il sistema. Molti, forse la maggioranza della popolazione, non saranno contenti. Come non lo erano in Unione Sovietica. Almeno tre quarti della popolazione ha la mentalità dello schiavo. Per loro sarà dura. Moriranno nel rimpianto, come gli ebrei nel deserto. Per gli altri sarà liberazione. Non liberazione dalle tasse. Non solo, almeno. In un mondo senza lo stato abbiamo sempre bisogno di pagare per ottenere qualcosa. Sarà la liberazione del proprio io. Questo è ciò che molti temono.

    Enrico
    ——————————————
    http://pulgarias.wordpress.com

  5. gastone
    gastone at | | Reply

    ben detto enrico.
    la gran pate degli individui moderni in poco più di una generazione, sono stati accompagnati pian piano dalla propaganda statale e la sua istruzione gratuita, a dare via le proprie caratteristiche individuali per abbracciare con convinzione una serie di comportamenti omologati che lo stato criminale e chi ne fà uso, ha promosso, e sapientemente “consigliato” per togliersi dalla difficoltà di dover governare milioni di singoli individui. dunque nulla di strano se oggi la gran parte delle persone vive nella convinzione che sia giusto pagare le tasse e criminale evaderle senza neanche questionare la dissonanza implicita nel concetto di “evasione”.
    peggio, la loro cieca fiducia nelle autorità e nella falsa morale dello stato li porta
    (costoro) a negare perfino la possibilità che un individuo possa dissentire e dissociarsi dalle loro convinzioni e dalla ferrea morsa coercitiva dello stato per potersi procurare tutto quanto serve loro al di fuori del sistema coercitivo,
    dunque per calcare la tua conclusione, non vedo purtroppo come tutto il sistema possa andare in collasso se non automaticamente attraverso la lenta e inesorabile diminuzione degli imponenti mezzi di cui abbisogna per sopravvivere, dovuti alla naturale estinzione della libera impresa individuale.

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