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C’ERA UNA VOLTA… L’INDIPENDENZA

indipendenzaDI LEONARDO FACCO

Del quotidiano l’Indipendenza sono stato l’ideatore del progetto editoriale e uno dei fondatori. Il Movimento Libertario ne è stato “sponsor”. L’altro ieri, in un corsivo, l’amico e direttore Gianluca Marchi ha scritto: “Qualche settimana fa avevo già messo in allerta chi ci segue che la mia direzione probabilmente non sarebbe proseguita a lungo. Confermo che, a mio modo di vedere, il compito de L’Indipendenza come la concepivo io è arrivato al capolinea. Entro la metà di giugno dovrei lasciare la direzione e con me dovrebbero lasciare anche gli amici Facco, Oneto e Bracalini (gli altri collaboratori decideranno che fare in piena autonomia). L’Indipendenza però continuerà e verrà gestita da altre persone, nessuno è indispensabile… Sono stati due anni e mezzo intensi, per certi versi entusiasmanti ma anche molto difficili, soprattutto perché gestiti con risorse molto limitate. Cosa faremo noi “quattro dell’avemaria?”.

Mi pare doveroso dare qualche spiegazione in merito a questa vicenda, che per il momento sarà breve e concisa, ma che a tempo debito dettaglierò.

Nell’estate del 2011 (erano i tempi di “Umberto Magno”) venni invitato ad un convegno della Lega Padana in quel di Anfo (Bs). In quel contesto, in cui erano presenti diversi componenti dell’Associazione culturale che ha edito l’Indipendenza, mi venne proposto di mettere in piedi un giornale. Alla richiesta dissi subito che un prodotto cartaceo non avrebbe avuto senso e che avevo già l’idea in testa per un quotidiano online, la cui missione sarebbe stata quella di sostenere l’indipendentismo tutto e il liberalismo più coerente. In quel convegno era presente anche Gianluca Marchi (con cui avevo avuto il piacere di lavorare negli Anni Novanta), al quale – durante il pranzo a cui partecipammo – dissi che il progetto sarebbe stato perfetto se lui lo avesse diretto e affinato con me.

Il 7 gennaio del 2012 apparve online il primo numero del quotidiano. Nel gruppo ristretto dell’associazione culturale che faceva capo al giornale c’erano: il sottoscritto, Gianluca Marchi, Gilberto Oneto, Roberto Bernardelli, Giulio Arrighini, Giovanni Ongaro, Francesco Formenti e Roberto Lamagni. Questi ultimi erano tutti parte di una piccola formazione politica ri-denominata Unione Padana. Dopo qualche mese, iniziarono i primi screzi fra i vari componenti di quel partitino (i dettagli, assai gustosi, li racconterò a tempo debito), che portarono ad uno scontro tra Ongaro e gli altri componenti del partito, facendo scaricare le loro “tensioni” sul quotidiano, che con risorse molto esigue era diventato, nel frattempo, un piccolo successo editoriale, letto da 8-10.000 persone al giorno.

Nel 2013, con Ongaro ormai dimissionario, le cose sono peggiorate. La componente restante di quel partito (che nel frattempo decise di cambiare nome in “Indipendenza Lombarda” usando peraltro come simbolo il logo del giornale senza chiedere nulla agli associati!!!), iniziò ad avanzare pesanti (ed inconsistenti) accuse nei confronti sia del direttore che di Gilberto Oneto, per via di alcuni articoli (peraltro assai critici) in cui si parlava di Lega Nord (Anche di questo approfondirò a suo tempo, visti i contatti di certuni accusatori con la Lega dell’allora segretario Maroni). 

Dalla metà del 2013, Bernardelli ed Arrighini pensarono di poter trasformare l’Indipendenza nel loro “organo ufficiale di partito” (cercando anche di bypassarmi nella decisione e tentando di imporre una leghista come vice-direttore). Fu a quel punto che il sottoscritto – che non ha mai deviato dalla missione editoriale originale, ma che soprattutto sin dall’inizio aveva accettato l’idea di far nascere e lavorare in un giornale d’opinione ma mai di partito – oppose subito le proprie motivate riserve. Da allora, la frattura è diventata definitiva (darò contezza ai lettori anche di certi comportamenti), al punto da portare alla conclusione più logica, sintetizzata dalle parole di Marchi riportate sopra. 

Questi sono i fatti. Non vi nego che la vicenda mi ha infastidito, ed amareggiato, non poco. Ciononostante, sono orgoglioso del lavoro che ho fatto, insieme ad Oneto, Marchi, Bracalini e tanti altri straordinari (!!!) collaboratori. Mai un quotidiano così marcatamente libertario ha avuto tanti lettori in Italia.

Come ho appreso da mia madre… solo alla morte non c’è rimedio. Di quel che sarà, vi terrò informati. 

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91 Responses

  1. FrancescoPD
    FrancescoPD at | | Reply

    Senza Facco e Marchi l’indipendenza semplicemente non esiste più.
    Dove arriva la lega arriva lo squallore, mai avuto dubbi.

  2. Giovanni Birindelli
    Giovanni Birindelli at | | Reply

    È stato un onore collaborare con te a L’Indipendenza. Senza di te non ho più nessuna ragione per collaborare col giornale. Esperienza bellissima e finita.

  3. niki
    niki at | | Reply

    Si capiva, leggendo gli articoli a volte assurdi che c’erano dei problemi. Adesso vi troviamo qui o avete qualche altro progetto in mente?
    p.s. ho scoperto che è scomparso il suo account fb, mi spiace, era gradevolissimo!

  4. Cristiano Forte
    Cristiano Forte at | | Reply

    Adesso le nebbie iniziano a diradarsi…
    Grazie Leo per averci fatto capire.

    Ciao

  5. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Quando in famiglia si litiga , l’autodistruzione è certa.

    L’idea rimane, però, azzeccata.
    E vale a dire, un giornale libertario innanzitutto, e poi una particolare attenzione all’indipendentismo.
    Ma la base, le fondamenta e il palazzo sono il libertarismo.
    Parte delle finiture sono l’indipendentismo. Ripeto, parte delle finiture.
    IL libertarismo, pur nella mia ignoranza, è un monumento gigantesco composto di tante porzioni, tra cui l’indipendentismo.

    Se i vostri ex soci preferiscono dare un’impronta prevalentemente indipendentista al giornale , dopo esserselo comprato, è legittimo che lo facciano.
    Significa che essi cureranno solo uno degli aspetti del libertarismo che è, sempre nella mia ignoranza, un nuovo mondo.

  6. Guglielmo Piombini
    Guglielmo Piombini at | | Reply

    Riducendosi a giornale di partito, senza Facco, Marchi, Oneto, Bracalini e i migliori collaboratori, L’Indipendenza non andrà da nessuna parte.

    Io almeno sarò tra quelli che cesserà di leggerlo.

  7. Gabriele Termy
    Gabriele Termy at | | Reply

    Mi spiace tantissimo che Leonardo Facco voglia mollare la direzione dell’Indipendenza. Mi candido come suo successore, essendo consapevole dell’arduo compito che mi spetta. Per me è stato un immenso onore conoscere Leonardo Facco e leggere i suoi meravigliosi libri. Grazie di cuore davvero per tutto quello che hai fatto e per quello che ci hai tramesso. Buona fortuna ovunque tu sia.

  8. Francesco Tedeschi
    Francesco Tedeschi at | | Reply

    Dear Leonardo, ricarica le pile e qualsiasi cosa farai si porterà a casa i lettori che aveva l’Indipendenza. Senza l’opera di scrittura prima, e promozione poi, che facevi tu, non sarebbe esistito. Per non parlare delle persone valide che hai portato a collaborare con questo notiziario online…

    Spero proprio che le nostre strade professionali, che già per una piccola parte sono incrociate, si possano ulteriormente incrociare, e a breve :-)

  9. LucaF.
    LucaF. at | | Reply

    Come avrete notato dopo qualche settimana di interruzione sono tornato a scrivere su L’indipendenza- il nuovo Quotidiano online, ebbene il mio articolo pubblicato quest’oggi è con ogni probabilità l’ultimo che pubblicherò per questa testata.
    Come dovreste sapere (se ci leggete!) le ragioni del termine della mia assidua collaborazione con tale quotidiano sono quelle espresse (e da me condivise) dal direttore Marchi in un suo recente editoriale:

    «Confermo che, a mio modo di vedere, il compito de L’Indipendenza come la concepivo io è arrivato al capolinea. (…) Sono stati due anni e mezzo intensi, per certi versi entusiasmanti ma anche molto difficili, soprattutto perché gestiti con risorse molto limitate».

    Come peraltro sottolineato da Leonardo:

    «Ciononostante, sono orgoglioso del lavoro che ho fatto, insieme ad Oneto, Marchi, Bracalini e tanti altri straordinari (!!!) collaboratori. Mai un quotidiano così marcatamente libertario ha avuto tanti lettori in Italia».

    Anch’io sono orgoglioso di aver collaborato con la redazione de Lindipendenza.com, la quale ha dimostrato come, con il lavoro e l’onestà intellettuale di un gruppo affiatato di persone, si possa realizzare una testata giornalistica d’informazione autorevole libera ed indipendente senza necessità di richiedere finanziamenti pubblici all’editoria dallo Stato italiano e senza servilismi di maniera nei confronti di niente e di nessuno.

    Ringrazio il direttore Marchi, per avermi sempre consentito la massima e libera espressione dei contenuti (sia per quanto riguarda la loro trattazione, sia per quanto riguarda la loro impaginazione e pubblicazione) sul quotidiano.
    Dal 14 Gennaio 2012 sino ad oggi ho tradotto e scritto oltre 450 articoli (presto saranno nuovamente disponibili alla loro rilettura in altro sito) di varia trattazione e tematiche, in ogni caso spero siano stati interessanti come lo sono stati per il sottoscritto redarli.
    Ringrazio tutta la redazione, i vari collaboratori e in particolare il caporedattore Leonardo Facco, per avermi dato l’opportunità di far parte di questa iniziativa culturale.
    Tale esperienza è stata per me comunque formativa ed interessante in quanto mi ha dato modo di affinare la mia conoscenza su vari argomenti e di approfondire taluni temi.
    Il termine della mia presenza su LIndipendenza.com non è la fine della mia attività divulgativa online, come avrete notato continuerò a scrivere e a tradurre sul sito del ML, e molto probabilmente farò parte anche della nuova avventura che Marchi, Facco Oneto e Bracalini stanno preparando.
    Dunque non è un addio ma semmai è solo la puntualizzazione della mia interruzione del rapporto di collaborazione con la testata, e di un mio proseguimento con gli stessi amici in altri lidi telematici, continuando a trattare i temi di riflessione e approfondimento che reputo possano essere d’interesse anche per i nostri lettori.
    In particolare sottoscrivo la seguente frase di Gianluca Marchi:

    «ma senza l’impegno di ore e ore al giorno profuse in questo giornale per tenerlo continuamente aggiornato, avendo avuto la pretesa iniziale, condivisa da tutti, di farne un quotidiano».

    Lindipendenza.com, a cui ho contribuito e dato un apporto non irrilevante del mio tempo e delle mie energie, è divenuta in poco tempo un punto d’osservazione e di riferimento non solo per il mondo indipendentista ma anche per tutti coloro i quali, in Italia e fuori da essa, hanno voluto capire e comprendere il mondo e la realtà contemporanea aldilà della propaganda e delle menzogne dei media di regime e dei loro sedicenti intellettuali di corte.

    Come disse George Orwell:

    «Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario».

    Senza voler peccare di superbia e presunzione, lascio a voi giudicare se siamo riusciti a cogliere la verità (o quantomeno se siamo riusciti a prefigurarla), certamente io e gli altri collaboratori ed amici in questi due anni e mezzo abbiamo umanamente dato il massimo per cercare di raccontarvela.

  10. Mauro Gargaglione
    Mauro Gargaglione at | | Reply

    Ma sì, caro Leo, contano le persone con cui stiamo bene.
    Ci vedremo e ci sentiremo ancora sometimes somewhere. Niente va sprecato.

  11. Jordan
    Jordan at | | Reply

    Leo, sei il mio miglior amico mai conosciuto di persona, quello che mi ha fatto ridere, che mi ha fatto riflettere, che mi ha illuminato su aspetti della vita politica ed economica che non conoscevo, che mi ha istruito su molte cose.
    Non sapevo del libertarismo prima di trovarti in rete, non conoscevo la scuola austriaca, non votavo da molti anni perché nauseato da ciò che vedevo, ma non sapevo chi ero o cosa ero, politicamente.
    Sapevo ciò che NON ero, statalista nelle sue varie ramificazioni, includendo FI, Lega e cialtroname di cdx.
    E’ grazie a te, al tuo lavoro, che ora posso definirmi fieramente libertario, anarcocapitalista, di scuola austriaca, e proseguire con la conoscenza, con l’informazione e con l’educazione.
    Mi ha fatto crescere come uomo.
    Grazie, papà!! ;)

  12. Migotto Sandro
    Migotto Sandro at | | Reply

    Mi avevi gia’ anticipato la notizia pertanto non fingo sorpresa…
    La verita’ e’ che “spiriti liberi” ce ne sono sempre meno e tu, sei uno di quelli.
    Buona fortuna, e’ stato un piacere conoscerti, litigare e ragionare con te.

  13. Alberto Lusiani
    Alberto Lusiani at | | Reply

    Ringrazio chi ha diretto l’Indipendenza finora perche’ ha prodotto ottima informazione e riflessioni, con un taglio che mi ha trovato quasi sempre d’accordo. Se questi sono i retroscena temo che questa bella esperienza stia per finire, sono veramente dispiaciuto.

  14. Federico Simeoni
    Federico Simeoni at | | Reply

    Mi dispiace che sia l’ ennesima opportunità persa e che vada disperso il contributo di Leo Facco, che personalmente stimo e apprezzo e da cui, devo dire ho ogni giorno da imparare.
    Un vero peccato, xkè l’ Indipendenza è stata anche l’ occasione per mettere in contatto “de visu” molti protagonisti dell’ indipendentismo nelle varie realtà regionali.
    Poteva avere buoni sviluppi se non fosse stata boicottata (come leggo) dall’ interno.
    Mi auguro che non si finisca all’ “ognun per se”

    1. Vonde monadis
      Vonde monadis at | | Reply

      Si, si, sig.Simeoni:lei dovrà rispondere al suo elettorato per la sua amicizia con questo brav’uomo, perché lei ha precluso ogni dialogo con altri movimenti autonomisti e/o secessionisti friulani, la sua fretta di imbucare qualcuno del suo movimento in qualsiasi seggio comunale o provinciale. ma lei crede davvero di essere un novello Tessitori? Lei crede di rappresentare l’anima autentica dei Friulani?
      Come dice lei: vonde monadis.

  15. Roberto
    Roberto at | | Reply

    Forza Leonardo anche se non ti vedo ti stimo sempre e hai la mia solidarietà

  16. Luca Bertagnolio
    Luca Bertagnolio at | | Reply

    Vorrei esprimere tutto il mio supporto a Leonardo Facco e a tutti coloro che mi hanno dato modo di crescere intellettualmente, grazie ai tanti ottimi articoli che ho letto su L’Indipendenza da quando mi sono interessato a questi temi.

    Bisogna sempre reinventarsi, e avendo avuto il piacere di incontrare Leonardo Facco, Giovanni Birindelli, Luca Fusari e tanti altri a Lugano per Interlibertarians 2013, sono certo che lo spirito verra’ convogliato in altre iniziative ancora piu’ interessanti.

    Un cordiale saluto di liberta’ a tutti.

    LB

  17. Albert1
    Albert1 at | | Reply

    Sono sinceramente dispiaciuto. A ogni modo, penso che la faccenda vada ben al di là degli screzi interni alla redazione – penso che abbracci l’indipendentismo padano in genere. Come spesso scrivo, più passa il tempo e più mi rendo conto che quello che la maggioranza dei polentoni vuole è – ahinoi! – un paese ancor più distopico dell’italia! Una Padania dove il 100% della popolazione paga le tante tasse necessarie a garantire il famigerato uelfer scandinavo; dove è tutta una cooperativa; tutta una spesa “sociale”…
    Io non voglio niente di tutto ciò – io voglio libertà, anche di sbagliare, e di pagare le conseguenze dei miei errori, senza pretendere di “socializzarle”. Al tempo stesso voglio poter goder dei frutti del mio impegno per intero – fanculo alla flat tax, l’unica imposta accettabile è quella allo 0%! Voglio poter decidere chi aiutare e come esprimergli la mia solidarietà, non farmi estorcere fior di contributi, con una pistola alla tempia! Ecco, ormai è lampante che tutto questo il polentone medio non lo vuole. Come detto, vuole il uelfer scandinavo: “ah, se non ci fossero gli evasori lo avremmo già!”.

  18. Alberto Veneziano
    Alberto Veneziano at | | Reply

    Caro Leonardo
    Ti ringrazio per aver pubblicato qualche mio scritto. Sinceramente non pensavo che sarebbe successo e la cosa, finchè è durata, mi ha dato molta soddisfazione.
    Alberto Veneziano

  19. Jordan
    Jordan at | | Reply

    Tu mettimi da parte il caffè, in Italia o alle Canarie, e io ti tengo i posto in spiaggia in Sri Lanka ;-)

  20. silvano polo
    silvano polo at | | Reply

    Caro Leonardo,
    apprendo solo adesso questa tua decisione. E’ da un po’ che non ci vediamo, ma ci siamo conosciuti e anche, simpaticamente, capiti. Siccome sono convinto che, alla fine, ci sarà chiesto come abbiamo impiegato i “talenti ricevuti” e “come abbiamo seminato”, sono ancora più convinto che “chi ha divulgato sani valori ideali” (come te) e “chi si è occupato del prossimo senza alcun interesse personale di sorta” (come me) saranno senz’altro annoverati fra gli eletti, perciò, stanne certo, che ci ritroveremo ancora.
    Ti auguro ogni bene.
    Ciao
    Silvano

  21. lorenzo s.
    lorenzo s. at | | Reply

    Grazie Leonardo!

  22. Massimiliano
    Massimiliano at | | Reply

    Che dirti Leo, grazie di avermi svegliato fuori! Buona fortuna

  23. Alessandro Ciuti
    Alessandro Ciuti at | | Reply

    Mi spiace Leo. Come sempre è meglio con coerenza prendere atto che un’ avventura è finita, o è stata fatta finire, per rivolgere le proprie energie a nuove sfide. Grazie a te a Marchi e a tutti quei collaboratori, molti dei quali sono intervenuti qui sopra, che ci hanno regalato un prodotto di alta qualità.
    Rifletti e ritorna….:-)
    A prestissimo!!!

  24. Simone
    Simone at | | Reply

    Mi spiace apprendere ciò ma capisco e condivido le motivazioni.L’indipendenza come giornale a senso unico, non ha senso!
    Leggendo L’indipendenza ho trovato “il mio posto nell’universo”
    Ho trovato,e confrontato tante idee e pensieri che in me ritengo essere naturali
    ma poco condivise e capite nel mio “piccolo mondo”.Era un piacere leggervi.
    Ho imparato tante cose dai vostri articoli e mi auguro di impararne tante altre in futuro,qualsiasi cosa nasca dopo.
    Quindi non posso che dirvi: GRAZIE di Cuore.

    1. Leo
      Leo at | | Reply

      Grazie Simone! Le tue parole riempiono di soddisfazione.

  25. Diego Tagliabue
    Diego Tagliabue at | | Reply

    Mi dispiace per le

  26. Paolo Amighetti
    Paolo Amighetti at | | Reply

    Caro Leonardo,
    una volta “L’Indipendenza” era il giornale on-line più… indipendente di tutti.
    Tra non molto avremo un foglio di partito, voce di qualche politicante. Un vero peccato. Vi sono grato per tutto il lavoro di questi anni, fiero di aver potuto collaborare in qualche occasione.
    Rimango in attesa della prossima follia on-line :)

    Paolo

  27. Diego Tagliabue
    Diego Tagliabue at | | Reply

    Spiace che la Sega Nodde (statalista, cialtrona, terrona-PIGS e scazzona) sia arrivata lì.

    La Sega Nodde è una congrega statalista e fascista. Altro che indipendenza!

  28. Claudio H. G.
    Claudio H. G. at | | Reply

    Ok, Leo, se sera na porta se verze un porton.
    Go ahead.

  29. Claudio Romiti
    Claudio Romiti at | | Reply

    Avevo intuito che stesse accadendo qualcosa di poco piacevole. Rinnovo la massima stima e considerazione all’amico Leonardo e spero di mantenere in altre sedi il medesimo rapporto di collaborazione. Claudio Romiti

  30. Antonio Ballette
    Antonio Ballette at | | Reply

    Ciao Leonardo, volevo ringraziarti, ho iniziato a leggere l’Indipendenza che ero un semplice indipendentista e soprattutto grazie a te ho conosciuto il libertarismo. Proprio l’altro giorno dicevo “Cavolo, un po’ mi mancano Facco e il suo “Buonanotte e vaffanculo allo Stato!”
    Sono sicuro che nel frattempo non starai con le mani in mano e riprenderai con la tua solita grinta, intanto grazie di tutto!

  31. Cristian Merlo
    Cristian Merlo at | | Reply

    Caro Leo, un caloroso abbraccio e un grandissimo “in bocca al lupo”, ovunque tu sia!
    Nessuno potrà comunque togliermi la soddisfazione per aver avuto l’opportunità di collaborare con te nel promuovere le idee ed i progetti che tanto ci stanno a cuore.
    Con stima, Cristian.

    1. Leo
      Leo at | | Reply

      Caro Cristian, per me vale altrettanto. Grazie.

  32. Alberto Veneziano
    Alberto Veneziano at | | Reply

    Qui, comunque ci resti no?

    1. Leo
      Leo at | | Reply

      Qui c’è l’ortodossia! Ma spero di inventare qualcosa di nuovo e stimolante.

  33. Alessandro Zerbinato
    Alessandro Zerbinato at | | Reply

    Grazie per il lavoro svolto: per l’informazione puntuale, attenta, vasta e caleidoscopica sul variegato mondo indipendentista e libertario, e che ha giovato molto ai veneti.

    Sembra che ciò che si avvicina troppo alla verità debba essere sempre oscurato da forze contrarie purtroppo e che questo mondo stia correndo, tanto più velocemente quanta menzogna abbia accumulato, verso la propria rovina, inesorabilmente.

    1. Leo
      Leo at | | Reply

      Grazie Alessandro e… INDIPENDENZA SUBITO PER LE NOSTRE TERRE,,,

  34. Fabio
    Fabio at | | Reply

    cavolo Leo che brutta notizia! mi dispiace d’avvero, non per ultimo anche perché avevo dato un -piccolo- contributo economico all’Indipendenza.

    però il ML è ineguagliabile grazie alle tue inarrivabili capacità, spero lo manterrai in vita.

    Auguri per ogni nuovo progetto.

  35. Andrea Zucchi
    Andrea Zucchi at | | Reply

    Caro Leo,
    l’esperienza che descrivi mi addolora per la stima e l’affetto che ho per te.
    Mi addolora ma non mi meraviglia. Si tratta di italiani, amico mio, i quali sono specializzati nel saper distruggere qualsiasi cosa intelligente trovino sul loro cammino: addirittura aggrediscono le cose che hanno contribuito a creare.
    Non sanno focalizzarsi sull’obiettivo, preferiscono comandare una nave che affonda pittosto di essere orgogliosamente equipaggio di un’astronave interstellare.
    Nessuno ti potrà togliere il talento, la limpidezza e il coraggio che hai. Essi lo hanno tolto a se stessi.
    Il Paese Fantastico è lo specchio di questo genere di comportamenti.
    Più cerchi di spiegare loro l’intelligenza delle cose e più la rozza visione della loro esistenza ti si rivolta contro per demolirti.

    Fanculo. Vai per la tua strada, mon ami.

  36. Paolo Marini
    Paolo Marini at | | Reply

    Da quello che leggo desumo che perderemo una voce libera e irriverente. Me ne dispiaccio. Nelle testate tradizionali, piene di ‘buone maniere’ se non di aperte sviolinate al potere, non è rimasto che leggere le notizie di borsa e gli oroscopi.
    “L’Indipendenza”, fino ad oggi, è stata un autentico ‘controcanto’. Mi onoro di avervi lasciato qualche modesta eppur sentita riflessione.

  37. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Vorrei ringraziare Luca Fusari per il suo assiduo e prolifico lavoro di traduzione. Pur non avendo sempre condiviso il suo punto di visto su certi argomenti (ah ah), devo riconoscere la sua correttezza e il suo autentico impegno per la causa della libertà.

    1. LucaF.
      LucaF. at | | Reply

      Un grazie sincero Pedante. :-)

  38. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Complimenti a Leo Facco per L’Indipendenza, testata sempre stimolante e finora non pervasa dalla soffocante correttezza politica che caratterizza tanti altri siti (in futuro si vedrà).

    Capisco e rispetto la sua decisione di non parteciparvi più. La coerenza è tutto.

  39. Pedante
    Pedante at | | Reply

    P.S.:
    E grazie dei chiarimenti, sempre graditi al lettore fedele e affezionato, non al corrente di ciò che succede dietro le quinte.

  40. Giovanni Cappellini
    Giovanni Cappellini at | | Reply

    Come si dice, chiuso un portale, si apre un portalone :D

  41. marco
    marco at | | Reply

    mi dispiace perchè seppur saltuariamente ho letto in passato qualche articolo trovandolo interessante.
    una cosa mi è lampante, già questo pensiero libertario è in minoranza strassoluta, e se diventasse un partito e arrivasse allo 0,5% dei consensi sarebbe un successo. ora mi dite come pretendete di aspettarvi di cambiare qualsiasi cosa se riuscite a baruffare anche in 4 gatti? naturalmente la colpa è sempre degli altri, ripeto non conosco e non sono interessato ai singoli fatti, ai torti e alle ragioni. lo dico proprio come una constatazione.

  42. Andrea Goldin
    Andrea Goldin at | | Reply

    Caro Leo,
    grazie per tutto quello che hai fatto finora. Basta che non evadi del tutto e che si possa ancora leggerti.
    Sarai sempre ospite gradito all’Alchimia di Padova finché non evaderò anch’io.
    Ciao

    1. Leo
      Leo at | | Reply

      Grazie Andrea, quella serata è stata davvero piacevole. Ci rivedremo.

  43. Giacomo Consalez
    Giacomo Consalez at | | Reply

    Caro Leo, hai tutto il mio rispetto, la mia stima e la mia amicizia. Conta sempre su di me per quel poco d’aiuto che ti posso dare.
    Un abbraccio

  44. Leo
    Leo at | | Reply

    Grazie mille Giacomo.

  45. Enrico Tabanelli
    Enrico Tabanelli at | | Reply

    Caro Leo purtroppo non mi conosci ma sono un tuo grande ammiratore. Volevo ringraziare in primis tutta la redazione dell’indipendenza per l’immenso apporto che avete dato all’area liberale/libertaria (tutti i giorni appena avevo un attimo vi leggevo), ma soprattutto ringrazio te Leo che con i tuoi articoli, video e libri ( tutti fantastici, sopratutto il micropensiero libertario ) hai cambiato completamente la mia vita e il mio modo di pensare aprendomi un mondo tutto nuovo. Se in futuro deciderai di dedicarti a qualche altro progetto sarò più che felice di sostenerti. Ciao e grazie ancora Leo!

  46. A.d.G
    A.d.G at | | Reply

    Un vero peccato sig. Facco.
    L’indipendenza è stato uno spazio simbolo di libertà e autonomia, il sistema non ama questo eccesso di libertà, ecco perché vi hanno messo nella situazione odierna.
    I quotidiani possono anche chiudere o cambiare direttore ma le idee non scompaiono.
    Sono ansioso di rileggervi da qualche altra parte.
    Un sentito ringraziamento, per ora.
    A.d.G.

  47. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Noto con rammarico ma non sorpresa che i miei commenti, privi di turpiloquio e sostanziati da fonti che io reputo affidabili non passano la moderazione del nuovo L’Indipendenza. Fino a prova contraria lo giudicherò un altro organo della stampa controllata.

  48. anthony
    anthony at | | Reply

    Leo con ritardo leggo questo tuo articolo che spiega molto, avevo letto sull’indipendenza a suo tempo riguardo alla frattura e sentito alcune voci su forum indipendentisti. Mi viene solo da pensare che nel mondo politico autonomista e indipendetista, piu’ o meno dichiarato, il numero dei cialtroni sia piuttosto consistente. Faro’ l’abbonamente al miglio verde che gia ho potuto vedere e’ strutturato bene. Peccato perche’ il domain indipendenza era piu azzeccato ma immagino che marchi avra’ il diritto di usarlo, il domain e’ suo.

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