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FACCO AL FREE MARKET ROAD SHOW: LA LIBERTA’ DEVE TOCCARE IL CUORE DELLA GENTE

LEOSIVIGLIAdi REDAZIONE

L’amministratore delegato del Movimento Libertario è stato ospite, il 7 ed il 10 marzo, a Santa Cruz de Tenerife  e a Siviglia, dove si sono tenute due tappe del “Free Market Road Show”, che quest’anno riunirà imprenditori, studiosi, opinion leader, esperti di politica, politici e diplomatici, provenienti da tutta Europa, per discutere della crisi europea e parlare di quale Europa per il futuro.

Il “Free Market Road Show”, giunto all’ottava edizione, è organizzato grazie all’AEC (Austrian Economic Center), in collaborazione con oltre 100 importanti think-tank e università di tutta Europa e del Caucaso e in collaborazione con partner internazionali, quali Atlas Institute, Liberty Fund, Global Philanthropic Trust, European Students for Liberty, Ruefa and the F.A. v. Hayek Institut, Ayn Rand Institute, America for Tax Reform.

Di seguito l’intervento del fondatore del Movimento Libertario.

QUI IL DISCORSO DI LEONARDO FACCO

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25 Responses

  1. myself
    myself at | | Reply

    @Leonardo Facco quando hai imparato lo spagnolo?

  2. christian
    christian at | | Reply

    Non conosco lo spagnolo, ho ascoltato l’intero intervento ed ho comunque compreso tutto.
    Libertà linguaggio universale.

    Bellissimo intervento complimenti a Facco.

  3. eridanio
    eridanio at | | Reply

    Che amabile accento, che impressione sentire il canto del latino america, ma ancor più piacere gustare contenuti tanto sentiti

  4. faniarte
    faniarte at | | Reply

    La sintonia di pensiero mi ha fatto da traduttore su quasi tutto il parlato e l’anima ha percepito il sentimento nell’intonazione delle parole…e come diamo sentimento e musicalità alle parole noi italiani …nessuno….
    Se sulla terra esisteva un popolo da proteggere…era proprio il nostro..e non a caso ho detto “esisteva”
    Complimenti per tutto, la seguo da sempre e spero un giorno di avere l’occasione di stringerle la mano

  5. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Vamos. Hacia la libertad.

  6. Pedante
    Pedante at | | Reply

    http://www.theguardian.com/world/2007/feb/08/usa.iraq1

    L’ipocrisia non conosce limiti.

  7. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Citare MLK, agitatore comunista, non mi sembra in sintonia con il resto del (bel) discorso.
    http://www.martinlutherking.org/thebeast.html

    1. LucaF.
      LucaF. at | | Reply

      @Pedante
      Quindi niente citazioni neppure di George Orwell dato che era pur sempre socialista (benché non uno stalinista)? E magari proibiamo pure la lettura di 1984 e de La fattoria degli animali, non sia mai che si diventi troppo “marxisti culturali” e che ci si abbassi il QI nel leggere le conseguenze inevitabili dei totalitarismi.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        Orwell non era un bugiardo, e il suo racconto non dipende dal suo buon carattere. Non era un attivista (a differenza di MLK). Non lavorava attivamente e clandestinamente per diffondere la sua ideologia sbagliata. E la sua vita – a differenza di MLK – non viene tuttora strumentalizzata al fine di imporre un regime di totalitarismo soft.

        MLK è stato beatificato non per liberare la gente (neanche la sua) ma per schiavizzarla e perciò i suoi aformismi sulla libertà stonano con il messaggio.

      2. Pedante
        Pedante at | | Reply

        Ovviamente il QI non ha nulla che vedere con le questione morali a meno che non si creda che anima e cervello siano sinonimi.

  8. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Dai discorsi e dagli scritti di Martin Luther King non mi sembra di aver trovato proposte di collettivizzazione forzata dell’economia e della proprietà. Altrimenti diventano agitatori comunisti pure Lyndon Johnson e Mc Govern. In fondo premette su Kennedy per la missione militare contro il governo comunista del Vietnam del Nord. E’ vero che ci si può fare la guerra anche tra comunisti, vedi Cina – URSS e Vietnam – Cambogia; ma il contesto storico dei partiti U.S.A. era ed è diverso. Comunista no, interventista sì; come lo è Mario Draghi che ha certificato che l’euro non vale niente. Diciamo che King era un Callaghan, un Mitterrand o un Rosy Bindi in chiave afroamericana.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Giusto. Ma pure i politici di oggi dicono delle cose bellissime, inoppugnabili.

    2. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Il fatto che LBJ sia un criminale di guerra non significa che MLK sia un personaggio lodevole. E poi, come fa notare l’articolo, i media hanno fatto di tutto per nascondere i suoi legami con vari gruppi comunisti, nonché i suoi sostenitori e strateghi comunisti.

    3. Pedante
      Pedante at | | Reply

      La Bindi non è stata beatizzata. Non c’è un Rosy Bindi Day, festa nazionale. Nessuno presta attenzione ai suoi giudizi morali.

  9. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Non tutti i politici affermano che due più due totalizzi quattro. Quando ci si definisce Keynesiani o marxisti, si smentisce l’affermazione aritmetica. Ridurre a zero il tasso di interesse significa sostenere che il risultato di due più due sia uno.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      2 + 2 = 4 non ha nessun valore morale. Non dimentichiamo che MLK era pastore.

  10. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Cialtroni, indubbiamente. Solo che uno di loro governa la Banca Centrale Europea. E con l’assurdità del tasso a zero continuerà a svilire il denaro in ogni sua forma. E sostenere il keynesianesimo o l’interventismo statale nell’economia non è affatto affermare cose bellissime, tanto meno inoppugnabili. Inoltre non è vero che un risultato aritmetico non possa produrre valore morale. La verità, ci insegna Popper, è ciò che corrisponde ai fatti. L’affermazione della verità è dunque un’azione possedente un valore morale.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Esprimono delle cose bellissime su libertà, dignità, pace, tolleranza ecc. Proprio come MLK: “Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti.” Quello che fanno invece è tutta un’altra storia.

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