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BRESCIA, TASSE ED EVASIONE: L’ULTIMO CONVEGNO DI LEONARDO FACCO

GIRELLI-FACCO-BRESCIADI REDAZIONE

Di seguito, il video della serata in cui si sono confrontati Gianantonio Girelli (consigliere regionale del PD) e Leonardo Facco (giornalista, editore e fondatore del Movimento Libertario).

Una serata – organizzata l’8 giugno scorso – vivace in cui s’è discusso di tasse e Stato, grazie all’associazione ESSERE LIBERALI. L’ultima uscita in pubblico di Leonardo Facco, ritiratosi Altrove.

Moderatore: Nicola Argeo Mastropietro.

BUON ASCOLTO E BUONA VISIONE

 

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43 Responses

  1. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    La semplicità e la linearità di Leo disarmano il più incallito statalista mondiale.
    Il Girelli arranca, non è malaccio, ma le sue basi sono incerte, inquinate.
    Una bella battaglia, senza storia, tra il buon senso liberale e le sovrastrutture ideologiche di un centrosinistra comunque anacronistico.
    Leo ai suoi massimi.

  2. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Sto diventando sempre più intollerante? Sì. Ma compatitemi. Come reagireste voi quando uno come quello lì se ne esce “consigliando” di non limitarsi a leggere un solo libro? A parte il fatto che l’ignorante non sa che di libri come quello ce ne sono a migliaia ed è lui a non conoscerli. Ma si è accorto che prima Leonardo Facco aveva definito impostori Hegel, Marx e Keynes? Significa che ha confrontato il pensiero dei tre autori citati con altre forme di pensiero. Per attuare questo confronto deve aver letto gli scritti degli impostori. Non si è accorto neanche di quante volte sia stato citato Bastiat, delle citazioni di Milton Friedman, di Ronald Coase, di Ayn Rand e che quindi non si è limitato ad Adams. Che per altro non ha scritto un libro solamente. Continuano a non rendersi conto che sono loro a leggere (le rare volte che leggono) soltanto una tipologia di testi. Il solito modo infantile di affrontare un dibattito, dopo aver propagandato il pensiero unico si mettono loro a giuocare il ruolo dei moralisti “consigliando di leggere “anche” altri libri. Comincino ad alfabetizzarsi loro, noi le loro assurdità le abbiamo già lette. Poi se ne potrà riparlare. Anche se sarà inutile; perché chi è convinto che la scuola non debba istruire ma educare, è un soggetto senza speranza.

    1. Albert Nextein
      Albert Nextein at | | Reply

      I sinistri sono affetti da sindrome di supponenza.

    2. Vito
      Vito at | | Reply

      Certamente Bastiat non può essere inserito nella diatriba anarchici-miniarchici, tipica del mondo libertarian, data la sua morte avvenuta ben prima della nascita di queste distinzioni, ma sicuramente può essere inserito nel filone del classical liberalism.

      1. Vito
        Vito at | | Reply

        Claude-Frédéric Bastiat (French: [klod fʁedeʁik bastja]; 29 June 1801[1] – 24 December 1850)

        https://en.wikipedia.org/wiki/Fr%C3%A9d%C3%A9ric_Bastiat

        1. Vito
          Vito at | | Reply

          [1] Encyclopædia Britannica.

  3. Giovanopoulos
    Giovanopoulos at | | Reply

    Non sa nulla e pensa di sapere tutto.
    Ciò indica inequivocabilmente una propensione per la carriera politica.
    (G. B. Shaw)

  4. Guglielmo Piombini
    Guglielmo Piombini at | | Reply

    Bravo Leonardo. Hai sopravanzato nettamente il tuo avversario per profondità del ragionamento e per convinzione nell’esposizione.

  5. Giovanopoulos
    Giovanopoulos at | | Reply

    Anche questo dibattito mi conferma che l’unica vera, tangibile conseguenza del crollo del comunismo e della sua “Casa Madre”, è che adesso molti comunisti si vergognano di dichiararsi tali.

    Ps: Sentiti complimenti a Leonardo Facco. In genere, confesso, mi piace più leggerlo che ascoltarlo, ma stavolta è stato particolarmente chiaro, conciso ed efficace. Bravo!!!

    1. Vito
      Vito at | | Reply

      Tranne la compagna Selvaggia Lucarelli.

      1. Vito
        Vito at | | Reply

        Selvaggia Lucarelli, militante del Partito di Alternativa Comunista,
        sezione italiana della Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta Internazionale.

      2. Vito
        Vito at | | Reply

        Delle due l’una: o Selvaggia Lucarelli è pagata dai fondamentalisti (com’è pagata da tutti quei brand che pubblicizza nell’etere) o è un’idiota utile.

        1. Vito
          Vito at | | Reply

  6. Max
    Max at | | Reply

    Ma ha senso quel che dice Girelli al minuto 58 ?

    (vorrebbe un esercito europeo per evitare che “qualcuno” andasse a vendere armi all’arabia etc.)

    Gli Usa – che ormai sono solo più armi e silicon valley – perderebbero forse il loro business primario se ci fosse un esercito europeo?

  7. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Gli Stati Uniti, più che altro, le armi le comprano; compresa la nostra Beretta. L’esercito europeo potrebbe servire proprio a proteggere chi deve vendere le armi agli arabi. E magari si proporrà la leva obbligatoria europea perché come dice Romano Mussoprodi “si devono avere obblighi verso la società”. Concetto molto pagano quello della deificazione della società. Non mi meraviglio che sia espresso dalla stessa persona che sostiene che le tasse sulla prima casa siano un principio di equità. Pagare dopo innumerevoli sacrifici per un bisogno primario come l’abitazione, è misura equa per l’erede di Beneduce (i fascisti sono tali anche nel cognome). La stessa equità con chi ha avuto l’alloggio pubblico con l’unico sacrificio di portare voti al candidato della sinistra nel suo quartiere. La stessa equità con l’associazionismo che gode di comodati gratuiti per capannoni dove in nome della cultura si somministrano pietanze e bevande a prezzi non sempre popolari. Un consiglio per il prossimo nome della lista dei coscrizionisti: Forza Cialtroni. Il programma? Pinotti Capo di Stato Maggiore Interforze Europee. E il Ministro dell’Istruzione, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nei secoli… Fedeli.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      “le tasse sulla prima casa siano un principio di equità”

      Non ho ancora ascoltato la conferenza, mi riprometto di farlo presto, ma l’IMU sulla prima casa sarebbe un “principio di equita’” solo nei confronti di chi la paga triplicata e oltre su tutti gli altri immobili che non siano prima casa compresi i suoli resi edificabili apposta dai comuni per cominciare a riscuotere la tassa (e’ dovuta anche su quelli, a seconda dei mc edificabili e dei vari altri parametri).

      I bastardi per vincere le elezioni nonostante la tassa, hanno pensato bene di caricarne l’onere tutto su chi non vota (l’importo sugli immobili non prima casa, quindo compresi industriali e commerciali, e’ del 11.6 per mille contro il 4 massimo che era della prima casa meno le varie detrazioni di cui solo quest’ultima godeva). E’ stata la genialata di berlusconi, a cui tutti i successsori si sono dovuti adeguare per aver qualche speranza di vincere.

      In questo modo hanno ottenuto il risultato di vincere le elezioni bastonando ancora di piu’ la minoranza che paga, e le perde.

      Inoltre, se si trattasse di tassa in cambio diu servizi comunali, non si capisce perche’ chi tale servizio usa davvero, cioe’ l’abitante della casa, non la debba pagare, e altri debbano pagare per lui.

      Non credo che il contradditore di Facco intendesse questo per equita’ (lui sicuramente intende tassa massima per tutti, anzi “per pagare meno tutti ahahah), ma di fatto e’ quello che succede di norma nella nostra democrazia, in questo caso eclatante: vincere le elezioni dando alla maggioranza che fa vincere, la possibilita’ di spogliare con la forza le minoranze. Succede non solo per i “ricchi” proprietari di case (che a volte hanno reddito zero) ma anche per gli incapienti.

      Al di la’ della retorica di Stato, funziona cosi’.

      Fra l’altro, in questo modo, esonerando i piu’, la “maggioranza” che fa vincere le elezioni, la tassa non verra’ mai abolita, anzi si parla di riforma del catasto per moltiplicarla ulteriormente senza opposizione della cittadinanza.

    2. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      “La stessa equità con chi ha avuto l’alloggio pubblico con l’unico sacrificio di portare voti al candidato della sinistra nel suo quartiere. La stessa equità con l’associazionismo che gode di comodati gratuiti per capannoni dove in nome della cultura si somministrano pietanze e bevande a prezzi non sempre popolari.”

      Per soprammercato, in questi casi, L’IMU la paga l’ente pubblico stesso che ne e’ il proprietario, se non altro in termini di mancato introito se il bene fosse invece di privati.

  8. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Quali sono i servizi che usiamo davvero? La raccolta dei rifiuti ha la sua bolletta, le polizie locali si pagano con l’imposta sul reddito, l’illuminazione pubblica la forniscono società spesso a carattere nazionale. Anche se non ho una casa ma solo un terreno agricolo sul quale non ci lavoro, mi si chiede comunque di tenere puliti i confini. Se non lo faccio io, c’è una tariffa. La stessa cosa avverrebbe se invece degli enti locali o dello stato ci fossero i consorzi dei proprietari, ognuno con la sua quota. Del resto, se una strada è comunale la sua manutenzione rimane a carico del comune indipendentemente da quanti ci abitano o che hanno la casa senza abitarci. Un consorzio, quando esegue i lavori, chiede il contributo dei consorziati. Residenti o meno. E i lavori consortili sono sempre migliori di quelli appaltati per le strade pubbliche. Il contributo di chi si è sacrificato per il proprio alloggio dovrebbe essere detraibile al cento per cento, perché con la sua scelta non pesa socialmente suglii altri. Chi ha l’abitazione assegnata, giustamente o no, invece pesa. Se il comparto pubblico paga l’IMU a se stesso, doppia beffa per il contribuente. Un motivo in più per privatizzare il territorio assegnandolo a proprietari e frontisti.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Resta il fatto che sta IMU o la pagano tutti o nessuno, la strategia invece e’ identica a quella dei comuni di villeggiatura che tendono a far pagare la tassa per le immondizie carissima ai villeggianti che non votano, e quasi zero ai residenti (adesso fra l’altro scopro che la tassa ha cambiato nome di nuovo ed e’ incorporata nell’IUC = imu+tari+tasi…… robe da casa dei matti).

      Con questi giochetti dei tre bussolotti non si va da nessuna parte, il paese di alice delle meraviglie crollera’ sotto il suo stesso peso, anzi meno si fa opposizione, piu’ gli si da’ via libera, piu’ li si incoraggia, prima manderanno tutto al cesso compresi loro stessi.

      Basta lasciarli fare.

      Ormai siamo alla barzelletta, cercare di dar un senso alle cose in questo contesto, anche solo per criticarle, e’ un compito impossibile, ovvero e’ da cretini.

      1. Michelangelo Marangi
        Michelangelo Marangi at | | Reply

        “Con questi giochetti dei tre bussolotti non si va da nessuna parte, il paese di alice delle meraviglie crollera’ sotto il suo stesso peso, anzi meno si fa opposizione, piu’ gli si da’ via libera, piu’ li si incoraggia, prima manderanno tutto al cesso compresi loro stessi.
        Basta lasciarli fare.”

        Mah, oggi sei un pò ottimista: sai meglio di me che c’è ancora tanto risparmio privato (mobile ed immobile) da spolpare, e si potrebbe andare avanti per decenni, tassando e strozzando come adesso e peggio di adesso.

        Perché gli italiani che si lasciano tosare, non è che siano tanto meglio di quelli che li tosano, non credi?

        In quanti la pensiamo (e la applichiamo) alla libertaria maniera? Siamo solo in 15.000 che abbiamo firmato per Contante Libero, ti ricordi?

        E poi, cosa facciamo tu ed io, per rendere popolari e praticabili le ricette libertarie derivate da Mises, Hayeck e Rothbard?

    2. andrea
      andrea at | | Reply

      e chi non produce rifiuti ??? perchè è obbligato a pagarla ugualmente ?? E chi non guarda la Rai perchè deve pagare il canone ?

      1. winston diaz
        winston diaz at | | Reply

        Tutte queste imposte, canone rai compreso che e’ una tassa sul possesso del televisore, sono patrimoniali, dato che non dipendono assolutamente dall’uso che si fa del servizio. Si deve pagare e basta. Lo stesso per il bollo auto, che fino a quelche decennio fa era una tassa di circolazione che si doiveva pagare solo quando si circolava sulle strade pubbliche, e non certo se si teneva ad esempio il mezzo fermo in garage.
        E’ ben noto che la cosiddetta privatizzazione dei servizi pubblici degli anni ’90 e’ consistita semplicemente nel trasformare quelle che erano societa’ di diritto pubblico, e quindi non a scopo di lucro, in aziende di diritto privato seppure di proprieta’ pubblica quindi obbligate a tenere i bilanci almeno in pareggio: cosa estremamente semplice dato che agiscono in monopolio e le cosiddette tariffe sono imposte di tipo patrimoniale, fissate per legge dall’azienda in modo da coprire sempre e comunque i costi, qualunque importo essi raggiungano!
        Una bestemmia incommensurabile, dal punto di vista liberale, e infatti queste schifezze vennero fatte negli anni ’90 quando “il liberismo era di sinistra”, e avallate comunque da tutti i governi successivi: l’affare era troppo grosso, anche perche’ in queste municipalizzate spesso ci sono dentro in quota parte di minoranza ma in compartecipazione degli utili anche grossi investitori privati, sicuri al 100 per cento di guadagnarci sempre senza alcun rischio d’impresa. Vedi Roma con la sua Acea di cui sono comproprietari i potenti Calatagirone: il bello e’ che i politici che le gestiscono hanno pure il coraggio di dire che sono in attivo e danno utili!!!!!!!!!!!! E come potrebbe essere diversamente? E’ un verminaio di imbecilli, perche’ vaben tutto, ma come si puo’ prendere in giro la gente cosi’, considerandola stupida fino a questo punto?.

        1. winston diaz
          winston diaz at | | Reply

          “sono patrimoniali, dato che non dipendono assolutamente dall’uso che si fa del servizio”

          Scusate nella foga ho saltato un passaggio, sono tasse non tariffe in quanto non dipendono dall’uso che si fa del servizio (le immondizie si pagano in mq e a persona, anche se si produce zero immondizia), e sono patrimoniali e non sul reddito in quanto per doverle pagare basta possedere qualcosa, e anche se si ha reddito ZERO al riscossore non gliene frega nulla. Come per l’IMU del resto.

  9. charlybrown
    charlybrown at | | Reply

    Tutte le patrimoniali, in qualunque forma, sono una tassa sul risparmio.
    Non c’è nulla che i keynesiani abbiano in odio più del risparmio.

  10. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Che vuol dire, Leonardo; “era la mia ultima uscita”?

  11. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Ci si chiede cosa facciamo, tutti, per rendere popolari e praticabili le ricette libertarie. E cosa dovremmo, o meglio potremmo fare? In termini di esempi pratici?

  12. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Sì, ma come? Lo stato continua a non ignorare noi. Come fare per impedirglielo?

  13. Vito
    Vito at | | Reply

    Per dirla con Caputo… IGNORARE SELVAGGIA!

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