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	<title>Movimento Libertario</title>
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	<description>La proprietà è un diritto naturale e le tasse sono un furto.</description>
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		<title>OGM, L&#8217;EUROPA HA DECISO: FIDENATO HA RAGIONE, L&#8217;ITALIA HA PERSO</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anti & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[corte di giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[DI REDAZIONE Partiamo dalle conclusioni: &#8220;Per questi motivi, la Corte (Nona Sezione) dichiara: Il diritto dell’Unione dev’essere interpretato nel senso che la messa in coltura di organismi geneticamente modificati quali le varietà del mais MON 810 non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati ai sensi dell’articolo 20 del...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/ogm-leuropa-ha-deciso-fidenato-ha-ragione-litalia-ha-perso/" title="OGM, L&#8217;EUROPA HA DECISO: FIDENATO HA RAGIONE, L&#8217;ITALIA HA PERSO">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/09/mais-ultima-foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6676" alt="mais-ultima foto" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/09/mais-ultima-foto-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a>DI REDAZIONE</p>
<p><strong>Partiamo dalle conclusioni:</strong></p>
<p>&#8220;Per questi motivi, la Corte (Nona Sezione) dichiara:</p>
<p><b>Il diritto dell’Unione dev’essere interpretato nel senso che la messa in coltura di organismi geneticamente modificati quali le varietà del mais MON 810 non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, e dette varietà sono state iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole previsto dalla direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, come modificata dal regolamento n. 1829/2003. L’articolo 26 bis della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio, come modificata dalla direttiva 2008/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2008, dev’essere interpretato nel senso che <span style="color: #ff0000;">non consente a uno Stato membro di opporsi alla messa in coltura sul suo territorio di detti organismi geneticamente modificati per il fatto che l’ottenimento di un’autorizzazione nazionale costituirebbe una misura di coesistenza volta a evitare la presenza involontaria di organismi geneticamente modificati in altre colture&#8221;.</span></b></p>
<p><a href="http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&amp;docid=137582&amp;pageIndex=0&amp;doclang=it&amp;mode=lst&amp;dir=&amp;occ=first&amp;part=1&amp;cid=3018589">CLICCATE QUI E POTETE LEGGERE TUTTA L&#8217;ORDINANZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA</a></p>
<p>Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto in questa battaglia, anche quando i nazi-comunisti hanno usato i loro metodi terroristici per fare violenza nei confronti di chi, semplicemente, ha scelto di seminare liberamente senza causare danni ad alcuno. (dir.)</p>
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		<title>PICCOLI DELATORI CRESCONO NELLE SCUOLE ITALIANE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 13:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anti & Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di ARTURO DOILO Piccoli delatori crescono, nipotini della più nota tradizione italiana quella di tradire sempre qualcuno. Piccoli delatori crescono, grazie alla scuola pubblica e al lavaggio del cervello a cui vengono sottoposti. Stamattina ho letto questa notizia, tratta da &#8220;il Gazzettino&#8221;. &#8220;Troppi panini &#8220;irregolari&#8221; e gli studenti chiamano la Guardia di finanza. Lo spiccato senso civico appartiene ai ragazzi dell’istituto...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/piccoli-delatori-crescono-nelle-scuole-italiane/" title="PICCOLI DELATORI CRESCONO NELLE SCUOLE ITALIANE">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/BALILLA.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-9926" alt="BALILLA" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/BALILLA.jpeg" width="228" height="299" /></a>di ARTURO DOILO</p>
<p>Piccoli delatori crescono, nipotini della più nota tradizione italiana quella di tradire sempre qualcuno. Piccoli delatori crescono, grazie alla scuola pubblica e al lavaggio del cervello a cui vengono sottoposti. Stamattina ho letto questa notizia, tratta da &#8220;il Gazzettino&#8221;.</p>
<p>&#8220;Troppi panini &#8220;irregolari&#8221; e gli studenti chiamano la Guardia di finanza. Lo spiccato senso civico appartiene ai ragazzi dell’istituto tecnico industriale Statale &#8220;Severi&#8221;<strong> </strong>di via Pettinari 46 a Padova. Gli studenti, durante l’intervallo, si sono accorti che il punto ristoro che si trova all’interno della scuola non rilasciava gli scontrini fiscali per la vendita dei panini e delle pizzette. La loro attenzione sul tema dell’evasione fiscale<strong> </strong>è stata catturata, un paio di mesi fa, proprio dalle fiamme gialle che all’istituto &#8220;Severi&#8221;, con la piena approvazione del dirigente scolastico, hanno organizzato una lezione sulla legalità. E molti ragazzi hanno seguito con attenzione quanto gli è stato raccontato dai militari.</p>
<p>Così, ieri mattina, hanno avvisato la Guardia di Finanza. I finanzieri della compagnia di Padova, coordinati dal capitano Luca Gelormino, in abiti borghesi, sono entrati nell’istituto, ancora con il permesso del preside, e hanno aspettato l’intervallo. Si sono mischiati tra gli studenti e i docenti, e hanno osservato con attenzione l’attività del bar. Il barista, nel giro di un paio di minuti, ha venduto panini e pizzette non rilasciando 7 scontrini fiscali. A quel punto i militari sono intervenuti e hanno verbalizzato. Da quel momento il barista, dipendente della &#8220;Bistrò snc&#8221; e gestore unico del punto ristoro all’interno dell’istituto Severi, ha continuato a vendere i prodotti agli studenti, ma questa volta emettendo sempre gli scontrini fiscali.</p>
<p>Intanto le Fiamme Gialle gli hanno notificato una multa per la mancata emissione dei sette scontrini. L’ammenda va 250 a 1.030 euro per ogni scontrino non emesso. In settimana un responsabile della &#8220;Bistrò&#8221; dovrà presentarsi negli uffici della Guardia di Finanza. Dovrà mostrare ai militari l’intera documentazione relativa al punto di ristoro all’interno dell’istituto &#8220;Severi&#8221;. In questo modo le Fiamme Gialle potranno capire se e quante volte c’è stata la mancata emissione di scontrini. Nel caso riscontrassero un’ulteriore evasione fiscale la posizione dell&#8217;azienda si aggraverebbe&#8221;.</p>
<p>Tutte le dittature si contraddistinguono per due cose: mancanza di libertà ed eccesso di spie del regime. All&#8217;Italia manca poco per essere annoverata tra i veri paesi canaglia.</p>
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		<title>BANALITA&#8217; MAINSTREAM PAGATE A PESO D&#8217;ORO</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 10:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anti & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>

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		<description><![CDATA[DI MATTEO CORSINI &#8220;Dopo la crisi, una nuova visione condivisa del modello di crescita ancora non si è affermata. Ma alcuni elementi di una lettura diversa sono già visibili e acquisiti. In primo luogo è ritornata con forza l&#8217;idea che i mercati finanziari, se lasciati senza controlli, possono condurre a squilibri crescenti, bolle e attività speculative, alimentare investimenti che non...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/banalita-mainstream-pagate-a-peso-doro/" title="BANALITA&#8217; MAINSTREAM PAGATE A PESO D&#8217;ORO">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/02/europa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9151" alt="europa" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/02/europa.jpg" width="225" height="225" /></a>DI MATTEO CORSINI</p>
<p>&#8220;Dopo la crisi, una nuova visione condivisa del modello di crescita ancora non si è affermata. Ma alcuni elementi di una lettura diversa sono già visibili e acquisiti. In primo luogo è ritornata con forza l&#8217;idea che i mercati finanziari, se lasciati senza controlli, possono condurre a squilibri crescenti, bolle e attività speculative, alimentare investimenti che non si ripagano, produrre squilibri “cattivi” anziché “buoni” e quindi generare instabilità. Anzi, come dimostra la rilettura della cosiddetta “grande moderazione”, periodi di prolungata stabilità possono nascondere il formarsi endogeno di squilibri. Si ripropone cioè l&#8217;idea di un ciclo di crescita-euforia-panico-crisi che il pensiero economico ortodosso aveva lasciato al margine del dibattito. Non è un caso che oggi si riscoprono autori come Minsky, giustamente riabilitato dopo essere stato a lungo ghettizzato&#8221;. (P. C. Padoan)</p>
<p><span style="font-size: 1em; line-height: 1.5em;">Pier Carlo Padoan, capo economista dell&#8217;OCSE, non brilla certo per originalità. D&#8217;altra parte, nessun economista che voglia arrivare al vertice di un&#8217;organizzazione multilaterale deve discostarsi dal mainstream. </span>Quando leggo gli studi prodotti da OCSE, FMI e affini, la principale conclusione a cui arrivo è che, dietro dissertazioni a volte anche molto complesse, con immancabili box e appendici piene zeppe di matematica tanto elegante quanto fuorviante, non ci sia altro che l&#8217;utilizzo di argomentazioni tecniche per corroborare la visione politica prevalente in quel momento a livello internazionale. Credo peraltro che non potrebbe essere altrimenti, dato che quegli economisti hanno lavori sicuri e ben pagati proprio per quel motivo.</p>
<p>Non mi stupisce, pertanto, che le considerazioni espresse da Padoan in un articolo sulle politiche economiche da seguire per uscire dalla crisi si risolvano nella consueta rifrittura della medesima aria fritta. In sostanza, i mercati finanziari “se lasciati senza controlli, possono condurre a squilibri crescenti, bolle e attività speculative, alimentare investimenti che non si ripagano, produrre squilibri “cattivi” anziché “buoni” e quindi generare instabilità”. A seguire, la (non nuova anch&#8217;essa) rivalutazione della teoria dell&#8217;instabilità finanziaria di Hyman Minsky.</p>
<p>C&#8217;è un problema di fondo, a mio parere, nelle argomentazioni di Padoan, e anche in quelle di Minsky: viene del tutto trascurato il ruolo dei sistemi bancari a riserva frazionaria; soprattutto, non si fa alcun riferimento al ruolo di chi è al vertice di quei sistemi e vigila sull&#8217;operato delle banche, ossia le banche centrali.</p>
<p>La formazione di bolle è considerato un fenomeno endogeno al mercato, ma ciò equivale a considerare il doping un elemento endogeno al corpo di un atleta. Gli squilibri che si formano nei periodi di “grande moderazione” (leggi: espansione monetaria) non sono endogeni, perché la creazione di denaro dal nulla non è un&#8217;attività spontanea del mercato, bensì il frutto di una regolamentazione che ha trasformato in legale, regolamentandola, un&#8217;attività che nel libero mercato sarebbe considerata fraudolenta.</p>
<p>E&#8217; proprio per questo motivo che il lavoro di Minsky deve essere considerato, a mio parere, incompleto al principio e discutibile alla fine.</p>
<p>Al principio è incompleto perché la descrizione del ciclo crescita-euforia-panico-crisi non prende in considerazione il fattore monetario, ma senza un&#8217;espansione monetaria ben difficilmente il ciclo arriverebbe a ricorrenti fenomeni di euforia e bolle come quelli a cui si è assistito anche in anni recenti. Senza la benzina monetaria, ben difficilmente ci sarebbe uno sviluppo diffuso di quelle che Minsky definiva “Ponzi-unit”. Alla fine, poi, trovo discutibile la soluzione tipicamente keynesiana di dare sostegno alla domanda aggregata mediante politiche fiscali in deficit, magari assistite da nuove espansioni monetarie.</p>
<p>Credo che una (ri)lettura dei lavori degli economisti della scuola austriaca sarebbe utile a chi cerca di analizzare le cause delle crisi come quella in corso. Ma togliere dal ghetto quegli economisti (Minsky, in fin dei conti, apparteneva pur sempre alla grande famiglia keynesiana) significherebbe, per molti di coloro che sono ben pagati per fornire analisi ai governi, tagliare il ramo sul quale sono comodamente accovacciati. Qualcosa mi dice che non succederà.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>VIETATO FARE I VOLONTARI PER DAVVERO, LO STATO TI MULTA</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 10:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[DI PAOLO FEDERICI Ci sono cose che non capisco e provo a raccontarle per vedere se qualcuno è in grado di illuminarmi. Qualche anno fa, un gruppo di persone che condividono la stessa malattia rara, insieme con alcuni medici, hanno costituito una associazione “senza scopo di lucro” per far conoscere la patologia (fornire informazioni ai pazienti), promuovere scambi di informazioni...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/vietato-fare-i-volontari-per-davvero-lo-stato-ti-multa/" title="VIETATO FARE I VOLONTARI PER DAVVERO, LO STATO TI MULTA">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/12/democrazia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8027" alt="democrazia" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/12/democrazia-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>DI PAOLO FEDERICI</p>
<p>Ci sono cose che non capisco e provo a raccontarle per vedere se qualcuno è in grado di illuminarmi.<br />
Qualche anno fa, un gruppo di persone che condividono la stessa malattia rara, insieme con alcuni medici, hanno costituito una associazione “senza scopo di lucro” per far conoscere la patologia (fornire informazioni ai pazienti), promuovere scambi di informazioni su diagnosi e trattamenti (fra pazienti, medici, ricercatori, consulenti genetici, organizzazioni umanitarie, agenzie governative e sociali, industrie, istituzioni accademiche e, in generale, istituzioni pubbliche), fornire assistenza sociale e socio sanitaria, sostenere le ricerche cliniche e genetiche finalizzate a promuovere la cura ed il trattamento dei pazienti.<br />
Vi sembrano scopi nobili?<br />
A me pare proprio di sì!<br />
Una volta l’anno, poi, viene organizzata una riunione dei pazienti grazie all’ospitalità di un prestigioso ospedale (quello di Crema) che non solo mette a disposizione (gratuitamente) le sale per la riunione, ma chiama come relatori i massimi esperti nazionali della patologia.<br />
Quest’anno, ad ottobre, terremo la 13ma riunione dei pazienti alla quale parteciperanno circa 200/250 persone.<br />
Nel corso degli anni i soci sono aumentati (oggigiorno siamo oltre gli 800) e grazie alle quote associative incassate sono state finanziate borse di studio, ricerche specifiche (tutte poi pubblicate anche sulle riviste mediche), campagne informative, il PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) approvato dalla Regione …<br />
La gestione prevede un Consiglio direttivo che si riunisce un paio di volte l’anno e poi relaziona l’Assemblea dei soci (durante la riunione annuale) per l’approvazione del bilancio e per ottemperare a tutte le regole in vigore.<br />
Naturalmente NESSUNO (Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere, Consiglieri .. etc) ha mai preso una lira per il lavoro svolto: tutto viene fatto nell’ambito del volontariato!<br />
Per accrescere la presenza sul territorio nazionale, qualche anno fa è stato deciso di attivare delle “sedi” regionali: alcuni associati si sono messi a disposizione per contribuire alla diffusione dell’informazione riguardante la patologia e per fini di solidarietà verso le persone portatrici della mutazione genetica che ci riguarda.<br />
Naturalmente queste “operazioni” le fanno da casa loro: non esistono uffici (che avrebbero un costo) o linee telefoniche dedicate (ogni responsabile di sede usa il proprio telefono!). Eventuali incontri informativi, riunioni tra pazienti e loro familiari, etc si tengono nell’abitazione del referente.<br />
Insomma, anche a livello “periferico” il volontariato è totale ed assoluto.<br />
Da qualche anno la nostra associazione riceve i contributi del 5 per mille (basta solo che gli 800 associati “scelgano” la loro stessa associazione e magari facciano un po’ di “passaparola” con amici e parenti ed è facile ragggiungere i 10.000 euro all’anno).<br />
Ovviamente queste somme, andando a sommarsi con i contributi associativi e le donazioni che alcuni soci fanno, ci permettono di aumentare i finanziamenti per le borse di studio, per le ricerche scientifiche, per le campagne informative (anche perché le somme ricevute come contributo del 5 per mille vanno tassativamente spese entro un anno).<br />
Tutto bene, dunque?<br />
Macché! Nell’ultima settimana ben cinque dei nostri rappresentanti regionali sono stati “visitati” dall’Ispettorato del Lavoro.<br />
E cosa voleva l’ispettorato del lavoro?<br />
Verificare che non ci fossero lavoratori in nero … o persone sfruttate!<br />
Arrivando a contestare il fatto che il rappresentante locale non fosse in “sede” (sapete com’è, la gente nelle ore di lavoro … lavora!) durante la visita ispettiva.<br />
Stilando verbali, minacciando multe, e richiedendo tutta una serie di documentazioni ad evitare procedure anche penali nei confronti sia del rappresentante locale che del rappresentante legale (che, guardacaso, visto che rivesto il ruolo di Presidente nazionale di quell’Associazione … sono io!).<br />
Ma adesso è un reato anche fare volontariato?<br />
Dire che sono depresso è poco.</p>
<p>TRATTO DA <a href="http://lanavedeisogni.wordpress.com/2013/05/21/volontariato/">http://lanavedeisogni.wordpress.com/2013/05/21/volontariato/</a></p>
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		<title>DA TOKIO A BERLINO, UN PIACEVOLE VIAGGIO VERSO IL BURRONE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>

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		<description><![CDATA[DI MATTEO CORSINI &#8220;La cosa migliore per l&#8217;Europa è vedere l&#8217;economia tedesca rotolare. E sembra che che i giapponesi siano adatti a fare questo lavoro.&#8221; (D. Zervos) Nel 2009 si sentiva da ogni parte ripetere più o meno tutti i giorni questo mantra: “No al protezionismo e no alle svalutazioni competitive. Non ripeteremo gli errori degli anni Trenta”. Il mantra partiva dal...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/da-tokio-a-berlino-un-piacevole-viaggio-verso-il-burrone/" title="DA TOKIO A BERLINO, UN PIACEVOLE VIAGGIO VERSO IL BURRONE">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/03/informazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9618" alt="informazione" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/03/informazione.jpg" width="259" height="195" /></a>DI MATTEO CORSINI</p>
<p>&#8220;La cosa migliore per l&#8217;Europa è vedere l&#8217;economia tedesca rotolare. E sembra che che i giapponesi siano adatti a fare questo lavoro.&#8221; (D. Zervos)</p>
<p>Nel 2009 si sentiva da ogni parte ripetere più o meno tutti i giorni questo mantra: “No al protezionismo e no alle svalutazioni competitive. Non ripeteremo gli errori degli anni Trenta”. Il mantra partiva dal G20 ed era propagato poi da economisti e giornalisti. In realtà fin da allora c&#8217;era chi era più avanti di tutti – se così si vuole dire – ossia il Tesoro e la banca centrale degli Stati Uniti, che da un lato mantenevano la retorica del dollaro forte, mentre dall&#8217;altro avevano la Fed con la stampante a pieni giri e in funzione 24 ore al giorno.</p>
<p>Da allora sono passati poco più di tre anni, ma sembra un&#8217;eternità. Adesso il mantra non viene più sostenuto con tanta convinzione, anzi, non se ne sente proprio più parlare. Al massimo c&#8217;è qualche timido avvertimento al Giappone di non esagerare, ma in realtà è chiaro che ognuno fa quello che vuole e cerca proprio di uscire dalla crisi svalutando la propria moneta.</p>
<p>Dato che non è possibile che tutte le monete si svalutino allo stesso modo contemporaneamente, l&#8217;unico esito della nuova frenesia monetaria sarà quello di creare inflazione (non solo nel senso limitativo di crescita dei prezzi al consumo). Ovviamente, poi, chi rimane indietro nella corsa alla svalutazione avrà una momentanea perdita di competitività, a parità di altre condizioni.</p>
<p>E&#8217; proprio questo che, tra gli altri, David Zervos considera un fatto positivo per l&#8217;Europa. La svalutazione competitiva giapponese inizia ad avere effetti sulla competitività internazionale dei prodotti tedeschi, e questo potrebbe ammorbidire la posizione teutonica sulle politiche monetarie da adottare nell&#8217;Area Euro.</p>
<p>Si guarda al Giappone, dove i prezzi degli asset finanziari stanno crescendo a dismisura (questo è il primo rilevante effetto dell&#8217;inflazione prodotta dalla BoJ), si vede lo yen perdere valore nei confronti delle altre monete e si conclude che le loro esportazioni cresceranno, aumentando gli utili delle imprese.</p>
<p>E allora perché non fare altrettanto? Come dicevo, è impossibile che la stessa politica di svalutazione porti benefici, peraltro temporanei, a tutti coloro che la praticano. Molto più probabilmente porteranno bolle finanziarie in giro per il mondo e, presto o tardi, una nuova crisi. Ma un sacco di gente (soprattutto nel settore finanziario) è contenta perché il viaggio verso il burrone pare a loro molto piacevole.</p>
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		<title>ANCHE NEL VERMONT E&#8217; LEGALE L&#8217;EUTANASIA</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 06:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DI REDAZIONE Il Vermont e&#8217; diventato il terzo stato americano in cui si puo&#8217; ricorrere al suicidio assistito. Il governatore democratico, Peter Shumlin, ha infatti firmato ieri il disegno di legge &#8221;Morire con dignità&#8221;, approvato la settimana scorsa dalla Camera dello stato piu&#8217; piccolo del nordest degli Usa che si unisce cosi&#8217; all&#8217;Oregon e allo stato di Washington (nord-ovest) nel...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/anche-nel-vermont-e-legale-leutanasia/" title="ANCHE NEL VERMONT E&#8217; LEGALE L&#8217;EUTANASIA">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/eutanasia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9920" alt="eutanasia" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/eutanasia.jpg" width="250" height="230" /></a>DI REDAZIONE</p>
<p>Il Vermont e&#8217; diventato il terzo stato americano in cui si puo&#8217; ricorrere al suicidio assistito. Il governatore democratico, Peter Shumlin, ha infatti firmato ieri il disegno di legge &#8221;Morire con dignità&#8221;, approvato la settimana scorsa dalla Camera dello stato piu&#8217; piccolo del nordest degli Usa che si unisce cosi&#8217; all&#8217;Oregon e allo stato di Washington (nord-ovest) nel consentire la possibilità di scelta sul fine vita.</p>
<p>&#8221;Gli abitanti popolo del Vermont nella fase terminale della malattia possono ora decidere il proprio destino&#8221; ha spiegato il governatore in occasione della firma del disegno di legge . La legge consente ai malati terminali, con un aspettativa di vita inferiore ai sei mesi, di avvalersi di un supporto medico per morire, con una procedura che prevede un doppio parere medico e un periodo di 17 giorni di attesa prima di ottenere la prescrizione del farmaco utilizzato per l&#8217;eutanasia.</p>
<p>Il Vermont, stato progressista spesso apripista a misure e leggi innovative, e&#8217; stato il primo nel 2009 a legalizzare il matrimonio per tutti, ormai accettato in 12 dei 50 stati americani. Il suicidio assistito in Oregon e nello stato di Washington e&#8217; stato invece adottato con referendum mentre in altri stati, come ad esempio il Massachusetts, il Connecticut e il Maine, non e&#8217; passato.</p>
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		<title>BRESSANINI E LE BUGIE NEL CARRELLO DELLA SPESA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di REDAZIONE Cos&#8217;è esattamente il Kamut? Perché è meglio non mangiare troppo tonno? Le patate al selenio fanno bene alla salute? La mortadella 100 per cento naturale esiste davvero? Dopo il successo di &#8220;Pane e bugie&#8221; (Chiarelettere 2010), il libro sulla disinformazione in campo alimentare, Dario Bressanini ci accompagna tra gli scaffali di un supermercato immaginario e ci aiuta a...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/bressanini-e-le-bugie-nel-carrello-della-spesa/" title="BRESSANINI E LE BUGIE NEL CARRELLO DELLA SPESA">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/BRESSANINI.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9918" alt="BRESSANINI" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/BRESSANINI.png" width="270" height="250" /></a>di REDAZIONE</p>
<p>Cos&#8217;è esattamente il Kamut? Perché è meglio non mangiare troppo tonno? Le patate al selenio fanno bene alla salute? La mortadella 100 per cento naturale esiste davvero?</p>
<p>Dopo il successo di &#8220;Pane e bugie&#8221; (Chiarelettere 2010), il libro sulla disinformazione in campo alimentare, Dario Bressanini ci accompagna tra gli scaffali di un supermercato immaginario e ci aiuta a capire cosa raccontano, e cosa nascondono, le etichette dei prodotti che acquistiamo. Scopriremo, tra l&#8217;altro, che l&#8217;equazione &#8220;naturale = buono&#8221; è uno dei pregiudizi più radicati e più usati dalla pubblicità, che un prodotto che l&#8217;etichetta descrive come a &#8220;chimica zero&#8221; i conservanti li contiene, che il prezzo di una bottiglia di vino ne influenza l&#8217;apprezzamento e che il tonno più buono non si taglia con un grissino.</p>
<p>Come ha scritto l&#8217;autore su &#8220;Il Fatto quotidiano&#8221;: &#8221;</p>
<p>Certi scaffali del supermercato espongono prodotti con etichette più adatte a un bancone di farmacia che a un negozio di alimentari. Intendiamoci, ciò che mangiamo è importantissimo per mantenere in funzione e in buona salute il nostro corpo, oppure per causarci malattie anche gravi. Con ogni boccone ingeriamo un numero incredibile di sostanze chimiche diverse, in varie quantità. Ciascuna molecola che assumiamo può avere un effetto <strong>positivo</strong> o <strong>negativo</strong> sul nostro organismo, a volte contemporaneamente, ed è per questa ragione che gli studi sugli effetti del cibo sulla salute sono così numerosi. Tuttavia non esiste un singolo cibo miracoloso, anche se addizionato di tutti gli integratori conosciuti, che da solo possa rimettere in funzione il <strong>fegato</strong>, eliminare il gonfiore o garantire qualsiasi altro effetto pubblicizzato sulla confezione&#8221;.</p>
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		<title>ALTRO CHE PRESTITI, LE BANCHE COMPRANO TITOLI DI STATO</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 05:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anti & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[DI REDAZIONE Le aziende sane sono poche e il Pil e&#8217; crollato o le banche non vogliono correre rischi. O forse entrambe le cose. Sulle ragioni ci si interroga ma la statistica dice che fra marzo 2012 e marzo 2013 gli istituti di credito italiani hanno puntato decisamente sui titoli di stato comprandone circa 72 miliardi in più; con un&#8217;accelerazione...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/altro-che-prestiti-le-banche-comprano-titoli-di-stato/" title="ALTRO CHE PRESTITI, LE BANCHE COMPRANO TITOLI DI STATO">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/12/BANCOMAT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8429" alt="BANCOMAT" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/12/BANCOMAT-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>DI REDAZIONE</p>
<p>Le aziende sane sono poche e il Pil e&#8217; crollato o le banche non vogliono correre rischi. O forse entrambe le cose. Sulle ragioni ci si interroga ma la statistica dice che fra marzo 2012 e marzo 2013 gli istituti di credito italiani hanno puntato decisamente sui titoli di stato comprandone circa 72 miliardi in più; con un&#8217;accelerazione a inizio anno (30 miliardi solo da dicembre) mentre i prestiti alle imprese non finanziarie sono scesi di circa 29 miliardi di euro e quelli alle famiglie di 9 miliardi a 855 e 606 miliardi(1461 miliardi -2,55%) Nei portafogli delle banche, secondo i dati della Banca d&#8217;Italia, ci sono cosi&amp; 8217; circa 362 miliardi di euro contro i 290 di un anno prima.</p>
<p>Un livello importante ma che, secondo Via Nazionale, è ancora ben lontana dai massimi degli anni 90. La scelta delle banche ha sostenuto le aste del Tesoro e le quotazioni sul secondario in questi mesi sempre difficili per la crisi del debito sovrano. Un impegno che le banche hanno assunto assieme a fondi e assicurazioni nazionali e retail (che secondo stime per febbraio detengano altri 347 e 188 miliardi di euro di bot, btp e ctz) mentre gli investitori esteri si sono tornati ad affacciare più di recente. Per chi ha comprato sul secondario quando lo spread era più elevato dei 260 punti di ora si è trattato anche di un buon affare: il calo del differenziale è stato un duplice sollievo per le banche: ne ha ridotto l&#8217;haircut che impatta sul patrimonio calcolato dall&#8217;Eba e, come effetto di questo, ne ha risollevato di molto le quotazioni azionarie. Il rovescio della medaglia, segnalano gli operatori, è che la pausa concessa dai mercati potrebbe non durare.</p>
<p>L&#8217;effetto maxi liquidità dal Giappone potrebbe esaurirsi anche perche&amp; 8217; i rendimenti sono scesi molto. E poi c&#8217;è l&#8217;effetto sull&#8217;economia reale di credit crunch. Gli osservatori dicono che questa volta, rispetto alla prima fase della crisi, il calo della domanda è la causa principale ma associazioni imprenditoriali e consumatori insistono che le banche abbiano operato una scelta precisa: prendere soldi dalla Bce grazie agli Ltro (circa 260 miliardi sono stati presi dalle banche italiane e ancora non restituiti a maggio) e investirli in titoli di stato senza alcun rischio e pericolo. La difesa dei banchieri è che prestare a imprese e famiglie è il loro mestiere (peraltro sarebbe anche più redditizio) ma va dato a chi possa ripagarlo e a chi lo chiede. Non cè; domanda per investimenti ma per ristrutturare il debito e magari ripagare le tasse, spiega un banchiere che cita i dati della Lending Survey e il calo del Pil. Le famiglie poi sono alle prese con un calo del reddito e la paura del futuro e le compravendite di immobili sono crollate. Certo i tassi sono un&#8217;altra barriera: a Roma e Milano un mutuo si paga il 3,9 contro il 2,8 di Berlino e addirittura le nostre aziende pagano quasi il doppio (3,5%) di quelle in Austria. Una differenza che risiede nel fatto che le banche stesse pagano il denaro molto di più; delle loro rivali (quello Bce infatti è massimo a tre anni mentre un mutuo è molto più lungo) quando riescono a trovare un canale di finanziamento sui mercati internazionali. Un muro della sfiducia sull&#8217;intero sistema Italia contro il quale i tassi bassi della Bce si infrangono. Solo una ripresa del Pil e della performance delle aziende, una tenuta dei conti pubblici che mantenga tranquillo lo spread può far invertire la tendenza. Il pagamento dei debiti della Pa aiuta ma non risolve. Il fuoco di fila della Germania delle ultime settimane, che paventa un finanziamento occulto agli stati, fa apparire difficile infatti un intervento della Bce per far affluiire il credito alle pmi direttamente. Dalle banche inizia comunque ad arrivare qualche volontà; di riprendere la crescita degli impieghi nel 2013. La pulizia dei bilanci è; stata fatta svalutando o azzerando i portafogli sotto spinta della Banca d&#8217;Italia. Un&#8217;azione che ora verrà estesa a livello europeo sotto l&#8217;egida della Bce per rassicurare i mercati che non ci sono perdite occulte nei bilanci degli istituti del Vecchio Continente.</p>
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		<title>L&#8217;ANARCO-PRIMITIVISMO E LA LIBERTA&#8217; DI SCEGLIERE</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libertarismo]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[DI DOMENICO LETIZIA Non sempre il progresso e lo sviluppo tecnologico della società sono guardati con gioia e spirito di speranza per il futuro, vi è chi di questi traguardi ne ha fatto una profonda critica. L’anarco-primitivismo è tra quelle correnti di contestazione dell’esistente presente, sconosciuta ai più, da essere contestualmente completamente contro “questo presente” invocando un ritorno alla società...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/lanarco-primitivismo-e-la-liberta-di-scegliere/" title="L&#8217;ANARCO-PRIMITIVISMO E LA LIBERTA&#8217; DI SCEGLIERE">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/PRIMITIVI.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9914" alt="PRIMITIVI" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/05/PRIMITIVI-300x206.jpeg" width="300" height="206" /></a>DI DOMENICO LETIZIA</p>
<p>Non sempre il progresso e lo sviluppo tecnologico della società sono guardati con gioia e spirito di speranza per il futuro, vi è chi di questi traguardi ne ha fatto una profonda critica. L’anarco-primitivismo è tra quelle correnti di contestazione dell’esistente presente, sconosciuta ai più, da essere contestualmente completamente contro “questo presente” invocando un ritorno alla società deindustrializzata. Nel suo profondo aspetto politico l’anarco-primitivismo, analizza e strutturalizza studi etnografici cercando di mettere su, un tipo di cultura valida per vivere senza tecnologie. Ma la dimensione filosofica di tale teoria parte da un presupposto base: quello del malessere sociale, attuale, dovuto al progresso della civiltà umana.</p>
<p>Italo Svevo nel trasmetterci il suo pensiero, ben fruibile al lettore de <i>La Coscienza di Zeno</i>, ripercorre il progresso e l’evoluzione che sfuggono ai limiti del corpo e si rovesciano negli oggetti di cui indispensabilmente abbiamo bisogno. Zeno, nella conclusione del romanzo, annota che l’uomo ha cominciato a sfruttare ogni forma esistente e cancellato ogni naturalezza. La critica di Ettore Smith (vero nome di Svevo) che nel romanzo parla con il nome di <i>Zeno</i> è una critica radicale al progresso che ha fatto cadere l’umanità in una inguaribile “<i>malattia</i>”. Non vi è cura, né soluzione, anzi la cura sarebbe la morte della vita stessa. Tale senso di marcia è ormai inevitabile secondo lo scrittore. Zeno dice: <i>“Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo.” </i>Quello che Italo Svevo vuole trasmettere al lettore è la inevitabilità della “malattia” a cui l’umanità è condannata dato il progresso industriale, scientifico e tecnologico così crudele ma essenziale. Qualcuno ha sostenuto che l’anarco-primitivismo potrebbe essere la struttura analitica più coerente per capire e combattere l’attuale tendenza della società dalla “malattia” come scriveva, appunto, Italo Svevo. Ma se di malattia inguaribile si tratta e se dal progresso “attuale” non si può guarire, l’anarco-primitivismo non è che il prodotto di una società malata che cerca di trovare una cura, ma nella malattia, perché ragiona secondo quelle linee di prospettiva imposte agli individui, imposte senza spontaneità e libertà individuale come gerarchicamente e indiscriminatamente oltre che classisticamente si è diffuso il progresso. Una cura che una piccola percentuale dell’umanità accetterebbe. Ma anche questa piccola percentuale deve vedere affermata la propria individualità, anche “l’anarco-primitivista” deve essere libero di vivere come vuole.</p>
<p>Se scaviamo, la “malattia” risulta essere molto più capillare e con varie sfumature più dolci, soprattutto se pensiamo ai critici dell’attuale progresso con un passato ideologico vicino ad idee che avevano posto il progresso umano, sociale e di classe al centro e al di sopra di tutto, soprattutto dell’individuo, come il marxismo. Tra i più attivi primitivisti anarchici vi è il filosofo statunitense  John  Zerzan che differisce dai pensatori anarchici della seconda metà dell’Ottocento e da Marx, nonostante l’analisi sul capitalismo sia condivisa, ritenendo che essi si limitino a sostituire un modello di società con un altro, per quanto alternativo, che non scardina le strutture portanti della civiltà. Serge Latouche ha contribuito alla maturazione di concetti new global, ha maturato una svolta del suo pensiero che dalle posizioni marxiste tradizionali lo ha portato a una critica radicale delle “ideologie del progresso”, il marxismo tra queste. Questa maturazione lo ha portato, nel 1981, con Alain Caillè a fondare il Movimento Antiutilitarista nelle Scienze Sociali (MAUSS). Latouche conduce da anni una polemica contro il pensiero utilitarista, per liberare la società occidentale dalla dimensione economicista, dalla tecnocrazia, per “decolonizzare l’immaginario”<i>,</i> sfuggire alla catastrofe verso cui porta lo “sviluppo”. Latouche in un intervista dichiarò: “Molte ONG dipendono fondamentalmente dai finanziamenti pubblici e privati, per cui la loro pretesa di rappresentare la società civile mondiale va presa con cautela… molte ONG sono fasulle, sono di fatto delle organizzazioni governative o dipendenti dalle aziende, quindi di fatto sono schierate”. La problematica è nello stato e nel prodotto della sua autorità e gerarchia, nella sua funzione accentratrice politica, economica e culturale. Svevo parlava della contemporaneità come di un problema, una contemporaneità anche ai tempi di Svevo frutto dello statalismo, quindi, perché non potrei dire a Svevo e Latouche che svanito lo stato e i suoi modi di crear collettività, svanisce anche la malattia? Le teorie dell’economista antropologo, Latouche, non sono altro che una critica allo statalismo come prodotto anche e soprattutto dell’economia, lo stato e la sua famiglia: i monopoli. Per la libertà di scegliere come vivere dell’anarco-primitivista e del restante 99% dell’umanità che deve scegliere senza alcuna imposizione i propri valori e modelli sociali dell’esistenza. La malattia è nella coercizione, nella non libertà di scelta, nel dogmatismo, che spesso ha radici anche nelle più radicali formulazioni anarchiche che producono <i>fascino</i> poiché non vogliono solo cambiare la società attuale, ma radicalmente travolgerla.</p>
<p>TRATTO DA <a href="igilander.libero.it/biblioego/AnPrimZenoLet.htm">La biblioteca dell&#8217;egoista</a></p>
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		<title>ALZI LA MANO CHI HA VISTO IL LIBERISMO SELVAGGIO</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardofaccoeditore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anti & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[DI CLAUDIO ROMITI Nell’area culturale della sinistra, in cui il quotidiano La Repubblica occupa un posto di rilievo, gira da tempo una balla colossale sull’attuale crisi economico-finanziaria. Proprio Ezio Mauro, direttore del giornale fondato da Eugenio Scalfari, l’ha ripetuta con grande faccia di bronzo nel corso del salotto televisivo della spigolosa Lilli Gruber. In estrema sintesi, lo stesso Mauro avrebbe lanciato l’ennesima invettiva...<span class="path-read-more"><a class="more-link" href="http://www.movimentolibertario.com/2013/05/alzi-la-mano-chi-ha-visto-il-liberismo-selvaggio/" title="ALZI LA MANO CHI HA VISTO IL LIBERISMO SELVAGGIO">  Read more &#8594; </a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/04/pinocchio4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9811" alt="pinocchio4" src="http://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2013/04/pinocchio4-286x300.jpg" width="286" height="300" /></a>DI CLAUDIO ROMITI</p>
<p>Nell’area culturale della sinistra, in cui il quotidiano <em>La Repubblica </em>occupa un posto di rilievo,<span style="font-size: 1em; line-height: 1.5em;"> gira da tempo una balla colossale sull’attuale crisi economico-finanziaria. Proprio Ezio Mauro, direttore del giornale fondato da Eugenio Scalfari, l’ha ripetuta con grande faccia di bronzo nel corso del salotto televisivo della spigolosa Lilli Gruber. In estrema sintesi, lo stesso Mauro avrebbe lanciato l’ennesima invettiva contro la presunta tentazione di risollevare l’Italia attraverso le ricette del liberismo economico. Essendo a suo parere il medesimo liberismo la causa principale della crisi mondiale, egli lo ritiene fondamentalmente inadatto a fornire risposte adeguate ai nostri problemi.</span></p>
<p>Ora, tralasciamo di affrontare le gravi ed inequivocabili responsabilità della politica, a tutti i livelli, nella crisi che è cominciata alla fine del 2008 con i cosiddetti subprime, per sfociare nella devastante caduta di fiducia su molti debiti sovrani, tra cui quello del nostro Paese di Pulcinella. Ma parlare di liberismo in Italia, in cui intere regioni vivono sostanzialmente di spesa pubblica, può al massimo far ridere i polli. Ci vuole, infatti, molta fantasia a scagliarsi contro il fantasma del liberismo -sempre selvaggio per antonomasia – quando lo Stato controlla oramai il 55% del reddito nazionale, essendo esso divenuto il socio di maggioranza di ogni forma di impresa, attraverso una ferocissima tirannia fiscale e burocratica.</p>
<p>Spero vivamente che il buon Mauro non faccia uso regolare di sostanze alcooliche, però mi riesce difficile credere che una persona che scrive ed osserva per professione il sistema italiota non si sia accorto che la tendenza in atto da molti decenni è quella di aumentare costantemente l’influenza della mano pubblica nell’ambito della società, inseguendo i bisogni dei cittadini dalla culla alla tomba. Tanto è vero che  non solo gli affezionati e politicamente corretti lettori di <em>Repubblica</em> , ma pure molti appartenenti al fronte liberista da burletta del centro-destra continuano ad invocare ancora più Stato e più politica per risolvere il gravi problemi dell’Italia. Tanto è vero che siamo diventati così liberisti che non esiste praticamente iniziativa umana in cui non si senta la sinistra influenza della lunga mano della politica.</p>
<p>A questo proposito mi piacerebbe che un illustre pensatore come Ezio Mauro ci indicasse almeno un settore della collettività e dell’economia nel quale il bieco egoismo sociale del famigerato liberismo selvaggio abbia prodotto i suoi effetti. Per quanto io mi stia spremendo le meningi, francamente non ne trovo alcuno. Mi dovrò rivolgere ad un bravo terapista poiché, contrariamente alla lucida consapevolezza del direttore di <em>Repubblica, </em>da tempo nutro l’ossessione di vivere in un sistema afflitto da collettivismo strisciante. Ma forse la cura migliore è quella di lasciare per sempre una valle di lacrime dominata dai vaneggiamenti di certi intellettuali.</p>
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