In Ambientalismo, Anti & Politica, Scienza e Tecnologia

Ormai la semina illegale di mais Ogm sembra essere diventata un fatto di stagione. Come le zanzare. Quest’anno non ci sono solo i campi nel Bresciano64 ettari, nientemeno: è tutto confermato – ma anche altri tre ettari e mezzo in un non meglio precisato luogo della Lombardia, come dice un video su Youtube. Più 646 gruppi di sei semi messi a dimora non si sa dove, annuncia il sito internet del Movimento Libertario.

L’agricoltore che, l’anno scorso, ha effettuato semine illegali di mais Ogm in Friuli è ancora alle prese con il tribunale e la sua azienda è sotto sequestro per evitare la ripetizione del reato: aveva infatti annunciato di volere fare il bis quest’anno.

I problemi legati agli Ogm sono l’inquinamento genetico. La contaminazione. I fondati sospetti – checchè se ne dica – relativi agli effetti sulla salute umana. Di solito poi queste colture richiedono una maggiore quantità di pesticidi.

L’intento degli agricoltori che praticano le semine illegali mi sembra chiarissimo: creare una contaminazione Ogm diffusa “di fondo”. Quando il danno sarà fatto, nessuno potrà cercare di bloccare gli Ogm invocando la necessità di evitare contaminazioni.

Trovare il mais Ogm fra tutti gli altri campi di mais della Pianura Padana è come cercare l’ago nel pagliaio. Nulla consente di identificarlo a prima vista: servono analisi di laboratorio.

Il Movimento Libertario sostiene che quando una semente Ogm è approvata dall’Unione Europea essa può essere automaticamente utilizzata anche in Italia.

La giustizia italiana non si è dimostrata dello stesso avviso. Giorgio Fidenato, il contadino delle semine illegali 2010, è stato raggiunto da un decreto penale che lo condannava a pagare 30.000 euro. Ha presentato ricorso ed ora sta affrontando il processo davanti al tribunale di Pordenone.

Lo stesso Fidenato ha confermato al quotidiano Brescia Oggi la semina di 64 ettari di mais Ogm nel Bresciano. “Non so precisamente dove”, ha aggiunto, specificando anche che “non hanno comunque reperito le sementi da me”.

Sul sito del Movimento Libertario compare inoltre un video, pubblicato su Youtube lo scorso 13 maggio, nel quale viene ripreso del mais appena spuntato. Tre ettari e mezzo di mais Ogm Mon 810, dice l’anonima voce narrante, che stano crescendo in Lombardia.

Una voce anonima ma non troppo: afferma infatti di aver già seminato il mais Ogm a Vivaro con Fidenato l’anno scorso. Dice che il mais non sta crescendo nella provincia in cui egli abita. Si intuisce anche che il terreno non è di sua proprietà, ma messo a disposizione da un altro agricoltore.

Sempre il sito Movimento Libertario pubblica foto di mais appena germogliato nei campi dicendo che si tratta di Ogm. Senza specificare se si tratta di quello bresciano, genericamente lombardo o altro ancora. Pubblica anche foto di alcuni delle sei pianticelle Ogm piantate in 646 luoghi diversi.

Centinaia di violazioni della legge in corso, e apertamente dichiarate. Personalmente mi auguro che nessuna di quelle piante arrivi a fiorire e a disseminare polline in giro.

Su Brescia Oggi l’ombra del mais Ogm si allunga sulla pianura

Il video del mais Ogm pubblicato su Youtube che compare sulla vecchia versione del sito del Movimento Libertario (quella nuova, on line da pochi giorni, è qui)

Dal sito del Movimento Libertario germogliano i semi di mais Ogm distribuiti a 646 persone

TRATTO DA: http://blogeko.iljournal.it

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Showing 10 comments
  • Caber
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    ma chi è questa brutta persona che invece di seminare OGM semina terrore ingiustificato?

  • Caber
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    ma chi è questa brutta persona che invece di seminare OGM semina terrore ingiustificato?

  • Koso
    Rispondi

    Non capisco il perché la questione degli ogm debba essere prioiritaria, comunque adesso farò tre esempi stupidi. Se una donna o un uomo si vogliono prostituire, o qualcuno vuole coltivare per se o per vendere marijuana, o coltivare e vendere ogm, perché non dovrebbe avere il diritto di farlo? È semplicemente assurdo, è il mercato a decretare quello che non serve, mi sembra che la domanda per il sesso a pagamento ci sia, lo stesso è per le droghe, e presumibilmente ce ne sarà anche per i prodotti ogm. Il punto è che se una cosa non la vuoi non la compri, come io non comprerei nessuno di questi tre prodotti/servizi, ma ognuno è libero di fare quello che gli pare purché lo faccia nella sua proprietà (la sua casa per prostituirsi e la sua terra per coltivare marijuana e ogm).

  • Koso
    Rispondi

    Non capisco il perché la questione degli ogm debba essere prioiritaria, comunque adesso farò tre esempi stupidi. Se una donna o un uomo si vogliono prostituire, o qualcuno vuole coltivare per se o per vendere marijuana, o coltivare e vendere ogm, perché non dovrebbe avere il diritto di farlo? È semplicemente assurdo, è il mercato a decretare quello che non serve, mi sembra che la domanda per il sesso a pagamento ci sia, lo stesso è per le droghe, e presumibilmente ce ne sarà anche per i prodotti ogm. Il punto è che se una cosa non la vuoi non la compri, come io non comprerei nessuno di questi tre prodotti/servizi, ma ognuno è libero di fare quello che gli pare purché lo faccia nella sua proprietà (la sua casa per prostituirsi e la sua terra per coltivare marijuana e ogm).

  • mauro meneghini
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    Cittadini italiani, compagni, amici ambientalisti! La schiacciante vittoria al referendum sul nucleare ci indica la strada per cacciare le fabbriche di morte dall’Italia, una strada che abbiamo il dovere di percorrere nell’interesse dell’ambiente e della salute delle future generazioni.

    Oggi, alla luce di quanto accaduto in Germania, chiediamo a gran voce una moratoria dell’agricoltura biologica su tutto il territorio nazionale!

    L’agricoltura biologica uccide! La riduzione dell’uso dei prodotti di sintesi nelle fasi di produzione, stoccaggio, conservazione e trasporto dei prodotti aumenta, in maniera proporzionale, le probabilità di contaminazione degli stessi prodotti da parte di muffe, microbi e batteri: una sola piccola azienda biologica della Bassa Sassonia ha provocato più vittime degli incidenti alla centrale nucleare di Fukushima e alla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico messi insieme.

    L’agricoltura biologica affama l’umanità! Convertire al biologico, come pretenderebbero alcuni irresponsabili, l’intera filiera agricola mondiale, significherebbe tornare a produrre una quantità di cibo enormemente inferiore a quella di cui l’umanità ha bisogno. Significherebbe produrre quantità inferiori a costi superiori, allontanando sempre di più i poveri dal cibo.

    L’agricoltura biologica devasta l’ambiente! Produrre la quantità di cibo di cui l’umanità ha bisogno con tecniche poco produttive come l’agricoltura biologica ci obbligherebbe ad abbattere l’intera superficie forestale del pianeta per destinarla all’agricoltura, e probabilmente non sarebbe neanche sufficiente. Un processo ineluttabile che segnerebbe la fine della biodiversità e che avrebbe esiti catastrofici per il clima del la Terra.

    Per questo chiediamo, ispirandoci ad analoghe iniziative in Francia e negli Stati Uniti:

    1.Che il governo vieti l’apertura di nuove aziende agricole biologiche e la conversione al biologico delle aziende agricole esistenti fino a che gli esperti non si siano definitivamente pronunciati sui rischi per la salute umana e per l’ambiente e fino a che il legislatore non abbia imposto regole chiare ispirate al principio di precauzione.
    2.Che la moratoria non venga revocata prima che le aziende agricole biologiche non abbiano inequivocabilmente dimostrato che ignorare le moderne tecnologie non comporti maggiori rischi per la salute umana o per l’ambiente.
    3.Che ogni azienda agricola biologica contribuisca ad un fondo nazionale costituito per coprire i costi sociali e le esternalità negative che l’agricoltura biologica scarica sull’intera collettività.
    D’altronde, restereste indifferenti se le compagnie aeree cominciassero ad acquistare velivoli realizzati secondo progetti e tecnologie risalenti a prima della Seconda Guerra Mondiale senza aver prima dimostrato che quegli aerei, quei progetti e quelle tecnologie sono più sicuri ed efficienti di quelli all’avanguardia? E il cibo è un bene comune, una risorsa universale, che non può essere sottratta all’umanità in nome degli interessi e dei profitti di pochi.

  • mauro meneghini
    Rispondi

    Cittadini italiani, compagni, amici ambientalisti! La schiacciante vittoria al referendum sul nucleare ci indica la strada per cacciare le fabbriche di morte dall’Italia, una strada che abbiamo il dovere di percorrere nell’interesse dell’ambiente e della salute delle future generazioni.

    Oggi, alla luce di quanto accaduto in Germania, chiediamo a gran voce una moratoria dell’agricoltura biologica su tutto il territorio nazionale!

    L’agricoltura biologica uccide! La riduzione dell’uso dei prodotti di sintesi nelle fasi di produzione, stoccaggio, conservazione e trasporto dei prodotti aumenta, in maniera proporzionale, le probabilità di contaminazione degli stessi prodotti da parte di muffe, microbi e batteri: una sola piccola azienda biologica della Bassa Sassonia ha provocato più vittime degli incidenti alla centrale nucleare di Fukushima e alla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico messi insieme.

    L’agricoltura biologica affama l’umanità! Convertire al biologico, come pretenderebbero alcuni irresponsabili, l’intera filiera agricola mondiale, significherebbe tornare a produrre una quantità di cibo enormemente inferiore a quella di cui l’umanità ha bisogno. Significherebbe produrre quantità inferiori a costi superiori, allontanando sempre di più i poveri dal cibo.

    L’agricoltura biologica devasta l’ambiente! Produrre la quantità di cibo di cui l’umanità ha bisogno con tecniche poco produttive come l’agricoltura biologica ci obbligherebbe ad abbattere l’intera superficie forestale del pianeta per destinarla all’agricoltura, e probabilmente non sarebbe neanche sufficiente. Un processo ineluttabile che segnerebbe la fine della biodiversità e che avrebbe esiti catastrofici per il clima del la Terra.

    Per questo chiediamo, ispirandoci ad analoghe iniziative in Francia e negli Stati Uniti:

    1.Che il governo vieti l’apertura di nuove aziende agricole biologiche e la conversione al biologico delle aziende agricole esistenti fino a che gli esperti non si siano definitivamente pronunciati sui rischi per la salute umana e per l’ambiente e fino a che il legislatore non abbia imposto regole chiare ispirate al principio di precauzione.
    2.Che la moratoria non venga revocata prima che le aziende agricole biologiche non abbiano inequivocabilmente dimostrato che ignorare le moderne tecnologie non comporti maggiori rischi per la salute umana o per l’ambiente.
    3.Che ogni azienda agricola biologica contribuisca ad un fondo nazionale costituito per coprire i costi sociali e le esternalità negative che l’agricoltura biologica scarica sull’intera collettività.
    D’altronde, restereste indifferenti se le compagnie aeree cominciassero ad acquistare velivoli realizzati secondo progetti e tecnologie risalenti a prima della Seconda Guerra Mondiale senza aver prima dimostrato che quegli aerei, quei progetti e quelle tecnologie sono più sicuri ed efficienti di quelli all’avanguardia? E il cibo è un bene comune, una risorsa universale, che non può essere sottratta all’umanità in nome degli interessi e dei profitti di pochi.

  • Roberto
    Rispondi

    Ma chi è sto IGNORANTE che ha scritto sta cosa? L’ogm richiede più pesticidi. Faccio i miei complimenti per l’elevato grado di ignoranza.

    PRIMA DI PARLARE PER NIENTE INFORMATI ALMENO SULLE INFORMAZIONI BASE!!!!

  • Roberto
    Rispondi

    Ma chi è sto IGNORANTE che ha scritto sta cosa? L’ogm richiede più pesticidi. Faccio i miei complimenti per l’elevato grado di ignoranza.

    PRIMA DI PARLARE PER NIENTE INFORMATI ALMENO SULLE INFORMAZIONI BASE!!!!

  • Roberto
    Rispondi

    E aggiungo che il signor Fidenato ha vinto la causa vista l’INFONDATEZZA DELLE ACCUSE.

  • Roberto
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    E aggiungo che il signor Fidenato ha vinto la causa vista l’INFONDATEZZA DELLE ACCUSE.

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