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ECCO COSA ACCADE NEL PAESE DELLA CACCIA ALLE STREGHE: IMPRENDITORI TRATTATI COME DELINQUENTI, A DIMOSTRAZIONE CHE L’ ITALIA E’ UN PAESE SOTTOSVILUPPATO, GOVERNATO DA LADRI E PARASSITI!

(AGI) – Trieste, 26 ago. – Sequestrate due aziende agricole del Friuli Venezia Giulia, una in provincia di Udine e l’altra in provincia di Pordenone, a seguito dello screening effettuato da parte del Corpo Forestale su alcuni campioni che ha accertato il probabile uso di mais geneticamente modificato ‘Monsanto Mon 810′. Le perquisizioni sono scattate ieri pomeriggio e sono ancora in corso. Il Corpo Forestale regionale e’ stato incaricato delle perquisizioni e di tutti gli altri atti incombenti, su delega del sostituto Procuratore del Tribunale di Udine Raffaele Tito e del sostituto Procuratore del Tribunale di Pordenone Annita Sorti. Le operazioni, seguite anche dal direttore Risorse rurali, agroalimentari e forestali della Regione Fvg, Luca Bulfone, sono state decise e condotte nel minor tempo possibile vista l’imminente trebbiatura del mais. I sequestri che hanno interessato le due aziende comprendono le piante e la granella che a un primo controllo e’ risultata essere mais geneticamente modificato. Le due procure – precisa una nota della regione Fvg – continueranno a lavorare assieme alla Forestale regionale per effettuare tutte le verifiche del caso e eventualmente prendere i necessari provvedimenti.

DI SEGUITO VI PROPONIAMO LE 10 RISPOSTE DI DARIO BRESSANINI  (dal suo blog) A CARLO PETRINI SUGLI OGM

Vorrei rispondere punto per punto (anche se la visibilita’ che ho è diecimila volte inferiore a quella di Carlo Petrini con un articolo su l’Espresso)

1. Contaminazione

Coltivare Ogm in sicurezza, in Italia, è impossibile; le aziende sono di piccole dimensioni e non ci sono barriere naturali sufficienti a proteggere le coltivazioni biologiche e convenzionali. L’agricoltura fa parte di un sistema vivente che comprende la fauna selvatica, il ciclo dell’acqua, il vento e le reazioni dei microrganismi del terreno: una produzione Gm non potrà restare confinata nella superficie del campo in cui viene coltivata.

FALSO: sono disponibili vari studi che dimostrano come la coesistenza sia perfettamente possibile. Le distanze da tenere possono variare da pochi metri (come per il riso) a decine di metri (come il mais) o addirittura non servire, in tutti quei casi dove le piante si autofecondano e non rilasciano polline nell’ambiente. Oppure è il portainnesto (del melo o della vite) ad essere transgenico, per proteggere da alcuni insetti, mentre fiori e frutti sarebbero completamente “ogm free”.

Vedi ad esempio questi documenti tra i tanti disponibili

http://www.gmo-compass.org/eng/regulation/coexistence/201.coexistence_is_possible.html

http://www.gmo-compass.org/eng/regulation/coexistence/134.coexistence_agriculture_minimising_cross_pollination.html

http://www.pgeconomics.co.uk/pdf/Co-existence_maize_10october2006.pdf


2. Sovranità alimentare

Come potrebbero gli agricoltori biologici, biodinamici e convenzionali essere sicuri che i loro prodotti non siano contaminati? Una diffusione, anche limitata, delle coltivazioni Ogm in campo aperto, cambierebbe per sempre la qualità e la situazione attuale della nostra agricoltura, annullando la nostra libertà di scegliere quel che mangiamo.

FALSO: le misure di coesistenza sono fatte apposta per non far perdere la certificazione biologica, rimanendo sotto il livello legale dello 0,9% di commistione. Livello che gia’ si applica ora in italia dove pure non si possono coltivare ogm. I semi che gli agricoltori biologici di mais comprano, ad esempio, possono gia’ contenere tracce di mais ogm, e il prodotto finale può contenerne sino allo 0,9% senza perdere la certificazione. Gia’ oggi nei prodotti biologici si riscontrano tracce di ogm (o di pesticidi) senza che venga persa la certificazione. Vedi ad esempio i risultati del piano nazionale residui 2008 del ministero della salute  http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1074_allegato.pdf

3. Salute

Ci possono essere problemi di salute per animali alimentati a Ogm.

FALSO: Tutti gli studi SERI in questo campo hanno smentito questo fatto. Sono stati pubblicati articoli, i piu’ recenti di Seralini, dove rianalizzando con metodi statistici vecchi esperimenti si sostiene che il mais ogm possa causare alterazioni fisiologiche. Varie istituzioni scientifiche hanno piu’ volte smentito queste conclusioni bollando come “sballate” le tecniche statistiche usate da Seralini. Purtroppo gli attivisti continuano a citare questi lavori senza citare le varie bocciature

http://www.efsa.europa.eu/en/events/event/gmo100127-m.pdf

http://www.foodstandards.gov.au/educationalmaterial/factsheets/factsheets2009/fsanzresponsetoseral4647.cfm

http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2010/02/hcbpress.pdf

In più, che non esistano rischi sanitari dagli ogm, oltre che innumerevoli rapporti scientifici e l’EFSA, lo hanno ammesso anche gli oppositori agli OGM, tra cui Slow Food, nel loro rapporto “Le ragioni di chi dice no” http://content.slowfood.it/upload/3E6E345B029d525A10lQj3FD7A86/files/Dossier_OGM-in-Agricoltura_Le-ragioni-di-chi-dice-no.pdf

i rischi delle attuali Piante Geneticamente Modificate sono molto bassi se non assenti

Si puo’ discutere se il mais sia o meno il cibo piu’ adatto ai bovini (cfr. Il Dilemma dell’onnivoro, Michael Pollan, Adelphi) ma questo esula dal fatto che il mais sia geneticamente modificato o meno.

E’ pero’ un fatto, poco noto agli italiani, che il mais Bt resistente agli insetti e’ piu’ sano per l’uomo perche’ contiene meno tossine (fumonisine), che invece sono presenti in misura maggiore nel mais italiano sia convenzionale che biologico e che possono raggiungere livelli preoccupanti, soprattutto per le donne in gravidanza. E da quel mais possono passare  al latte delle vacche e quindi al formaggio, anche DOP come dimostrato da un’inchiesta de “Il Salvagente”.

Sugli OGM sono stati fatti studi per vedere se la composizione del latte o della carne di animali nutriti da OGM era in qualche modo diversa, e non è risultato nulla di anomalo. Una rassegna completa recente in due parti è accessibile su

http://arjournals.annualreviews.org/doi/pdf/10.1146/annurev.arplant.58.032806.103840?cookieSet=1

e http://arjournals.annualreviews.org/doi/pdf/10.1146/annurev.arplant.043008.092013

Perchè il cittadino italiano non ne è a conoscenza? Perchè la stampa preferisce intervistare Carlo Petrini, Mario Capanna, Giulia Maria Crespi o il ministro Luca Zaia piuttosto che uno delle migliaia di scienziati competenti che lavorano in questo campo, anche italiani.

4. Libertà

Le coltivazioni Ogm snaturano il ruolo dell’agricoltore che da sempre migliora e seleziona le proprie sementi. Con le sementi Gm, invece, la multinazionale è la titolare del seme: ad essa l’agricoltore deve rivolgersi ad ogni nuova semina (poiché, come tutti gli ibridi, in seconda generazione gli Ogm non danno buoni risultati) ed è proibito tentare miglioramenti se non si pagano costose royalties.

FATTO: non tutti gli OGM sono ibridi e non tutti sono prodotti da multinazionali

FATTO: la maggior parte degli agricoltori (convenzionali o biologici) acquista semi ogni anno, e mi stupisce che Petrini non lo sappia. Sono ormai finiti i tempi, da quasi un secolo, in cui gli agricoltori miglioravano le proprie sementi, perche’ ora si preferisce acquistare sementi certificate, prive di virosi, e con germinazione e qualita’ molto elevata. Salvare i propri semi per l’anno successivo, a parte casi specifici e su piccola scala, può portare ad una riduzione notevole della qualita’ del raccolto. In piu’ le aziende produttrici di semi (che sono spesso le stesse che producono ogm) svolgono ricerca e sviluppo e lanciano sul mercato sempre nuove colture. Ad esempio i semi dei pomodori di Pachino (quelli famosi a grappolo) sono sviluppati da una azienda biotech israeliana, la Hazera Genetics, non certo dagli agricoltori “che da sempre migliorano il seme”.

FATTO: gli ibridi esistono da quasi un secolo. I coltivatori di mais italiano comprano ibridi (non ogm) ogni anno. Per molte altre colture sono stati sviluppati gli ibridi. Se gli agricoltori li usano evidentemente gli conviene. Nessuno li obbliga. Lasciamoli liberi di scegliere.

FATTO: gli ogm sviluppati dalla ricerca pubblica, anche italiana, sarebbero disponibili per gli agricoltori come qualsiasi altra coltura sviluppata nel secolo precedente. Ad esempio il grano Senatore Cappelli, tanto decantato ultimamente, non è stato “selezionato dagli agricoltori”, ma è il risultato del lavoro di un genetista agrario italiano, Nazareno Strampelli, che ha selezionato una varieta’ tunisina di grano duro, adattata al clima italiano, e l’ha resa disponibile agli agricoltori.

FATTO: oltre ai maiscoltori, che hanno gia’ manifestato l’interesse a provare in campo gli ogm, esistono anche altri agricoltori interessati. Ad esempio i risicoltori italiani, come dimostra questo loro documento  http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2009/11/090924-Senato-audizione-OGM.pdf

5. Economia e cultura

 I prodotti Gm non hanno legami storici o culturali con un territorio. L’Italia basa buona parte della sua economia agroalimentare sull’identità e sulla varietà dei prodotti locali: introdurre prodotti senza storia indebolirebbe un sistema che ha anche un importante indotto turistico.

FATTO: se questi ragionamenti fossero stati fatti nei secoli scorsi in Italia non si sarebbe potuto importare pomodori, patate, mais, zucchine, melanzane, per non parlare del recente Kiwi, e cosi’ via. Il patrimonio agroalimentare italiano e’ ricco proprio perche’ e’ stato in grado di adattare al proprio territorio prodotti di altri paesi. Il gia’ citato grano Senatore Cappelli è una varieta’ tunisina, senza “legami storici o culturali con un territorio”.

In piu’ esistono molti ogm completamente italiani, sviluppati dalla ricerca pubblica italiana. Pomodoro, melanzana, melo… Lasciamo liberi gli agricoltori di scegliere.

6. Biodiversità

Le colture Gm impoveriscono la biodiversità perché hanno bisogno di grandi superfici e di un sistema monocolturale intensivo. Se si coltiva un solo tipo di mais, si avrà una riduzione anche dei sapori e dei saperi.

FALSO: gli ogm possono arricchire la biodiversita’, riportando in auge varietà vegetali che non si possono piu’ coltivare per via di virosi, attacchi di insetti o altro. Non e’ affatto vero che gli ogm abbiano bisogno di grandi superfici: dipende ovviamente dalle colture. Un esempio di piccola coltura salvata dalle biotecnologie e’ la papaya delle Hawaii dove piccoli agricoltori ora possono continuare a coltivarla http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/07/la-papaya-ogm/

Ed essendo il risultato della ricerca pubblica gli agricoltori non hanno bisogno di pagare royalties o di ricomperare i semi. Per quel che riguarda l’Italia qui potete scaricabile gratuitamente, http://snipurl.com/u89gv un libro intitolato “Biotecnologie per la tutela dei prodotti tipici italiani”. Ci sono esempi concreti, dal pomodoro San Marzano al Melo della Valle d’Aosta, come si dovrebbe sempre fare discutendo di questi temi, e non fare discorsi astratti come purtroppo si sentono, troppo spesso, in Italia.

FATTO: il gene desiderato si può inserire in ogni coltura. Non c’è “un solo tipo di mais”. Una volta costruito un “evento” (questo è il termine tecnico) si può trasferire il gene con degli incroci tradizionali ad altre varieta’. In Argentina ad esempio esistono centinaia di diverse’ varieta’ di soia ogm, cosi’ come esistono molte varieta’ di mais, molte varieta’ di cotone. Quando si parla di “mais ogm” non si intende che ne esista una sola varieta’. Come altro esempio si può prendere la patata resistente alla dorifora, al virus dell’accartocciamento delle foglie e al virus Y. Queste resistenze sono state inserite in alcune varieta’ di patata http://www.naturemark.com/ e nulla vieta che si possano inserire in altre varieta’, come e’ stato fatto recentemente in russia con una varieta’ locale. Avrebbero esattamente lo stesso sapore, le stesse proprieta’ organolettiche, ma sarebbero resistenti ad insetti e virus, e quindi sarebbero più sane e di miglior qualita’ perché necessiterebbero di meno agrofarmaci.

7. Ecocompatibilità

Le ricerche su Ogm indicano due “vantaggi”: la resistenza ad un parassita del mais (la piralide) e a un diserbante (il glifosate). Quindi, essi consentirebbero un minore impiego di chimica di sintesi; ma la piralide del mais può essere combattuta seriamente solo con la rotazione colturale, e la resistenza a un diserbante porta ad un uso più disinvolto del medesimo nei campi, dato che non danneggia le piante coltivate ma solo le erbe indesiderate.

FATTO: esistono colture che resistono a vari erbicidi (non solo il glifosate), tra cui la soia, il mais, la colza e la barbabietola da zucchero. Gli erbicidi, a meno di voler tornare ai tempi delle mondine, sono largamente utilizzati in tutta l’agricoltura convenzionale. Gli erbicidi associati agli ogm sono spesso meno tossici di quelli che vanno a sostituire.

FATTO: esistono colture resistenti ai virus (patata, papaya, zucchina) per i quali non esistono soluzioni efficaci convenzionali.

FATTO: le colture ogm hanno gia’ portato ad una riduzione del consumo di insetticidi, nei paesi dove le colture Bt, come il mais che si vorrebbe seminare in Italia, sono coltivabili.

In particolare in Asia le riduzioni di pesticidi utilizzati sono state spettacolari con grande miglioramento della situazione sanitaria degli agricoltori e dell’ambiente

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/02/un-ogm-buono-pulito-e-giusto/

Impedire che questa tecnologia (che combatte non solo la piralide ma anche altri insetti, come la diabrotica) venga utilizzata in Italia significa preferire che ogni anno vengano riversati nel nostro territorio tonnellate e tonnellate di pesticidi che avremmo potuto tranquillamente evitare.

La rotazione non è un sistema applicabile in pratica nel nostro territorio (ci spieghi Petrini come mai in pianura padana gli agricoltori sono cosi’ poco accorti da non usarla e invece preferiscono spargere tonnellate di insetticidi ogni anno per combattere piralide e diabrotica)

8. Precauzione

A circa trent’anni dall’inizio dello studio sugli Ogm, i risultati in ambito agroalimentare riguardano solo tre prodotti (mais, colza e soia). Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche e questa scienza è ancora rudimentale e in parte affidata al caso. Vorremmo ci si attenesse ad atteggiamenti di cautela e precauzione, come hanno fatto Germania e Francia, che hanno vietato alcune coltivazioni di Ogm.

FALSO: che “Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche” è una stupidaggine colossale che qualunque studente di biologia può smentire. Un gene e‘ un gene! Mi può Petrini citare un lavoro serio dove si documenta che “Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche” ?

FATTO:Che sia falso lo dimostra il fatto che sono stati sviluppati ormai centinaia di ogm diversi, per rispondere a vari problemi agricoli. Dalla vite al pomodoro al riso al frumento. Solo che questi ogm sono ancora nei cassetti delle universita’ dove sono stati sviluppati per via dell’avversione a queste tecnologie. È intellettualmente disonesto quindi, dopo essersi opposti all’introduzione di altri ogm, sostenere che ci sono solo pochi prodotti sul mercato. Anche in italia, nelle serre di molte  universita’, ci sono ogm pronti di vari tipi, dalla mela della valle d’aosta alla melanzana resistente al pomodoro san marzano.

FATTO: sono in arrivo, nei prossimi cinque anni, centinaia di nuovi OGM, per la maggior parte frutto della ricerca pubblica. Vedi questo documento del cento studi JRC della Commissione Europea

http://ipts.jrc.ec.europa.eu/publications/pub.cfm?id=2420

FATTO: Francia e Germania hanno vietato il mais Ogm con motivazioni politiche, non scientifiche. Nessuna delle passate decisioni di vietare le coltivazioni nella UE è stata poi supportata da un parere scientifico favorevole e sono quindi da considerarsi decisioni dettate dalle esigenze politiche interne ai due paesi dove l’opposizione agli OGM non è meno forte che da noi in Italia. In Spagna invece se ne coltivano circa 80.000 ettari con grande soddisfazione degli agricoltori che lo utilizzano che hanno rese piu’ elevate e utilizzano meno pesticidi.

L’EFSA ha ribadito che il divieto applicato in Francia non è fondato scientificamente e alle stesse conclusioni è arrivata la commissione centrale tedesca per la biosicurezza.

http://www.efsa.europa.eu/en/scdocs/doc/gmo_op_ej850_French_safeguard_clause_on_MON810_maize_en.pdf

http://www.gmo-compass.org/eng/news/455.no_new_evidence_environmental_risks_through_maize_mon810.html
FATTO:  come ho detto oltre a mais, soia e colza esiste in commercio la papaya ogm, esiste la Patata ogm (in Russia), esiste la barbabietola da zucchero (Canada e USA), e il riso sara’ sul mercato in asia entro due anni. In Sud Africa esiste il mais ogm bianco, coltivato per consumo umano.

9. Progresso

Gli Ogm sono figli di un modo miope e superficiale di intendere il progresso. È sempre più chiaro per consumatori, governi e ricercatori, il ruolo dell’agricoltura di piccola scala nella protezione dei territori, nella difesa del paesaggio e nel contrasto al riscaldamento globale. Invece di seguire le sirene dei mercati, la ricerca dovrebbe affiancare l’agricoltura sostenibile e mettersi a disposizione delle sue esigenze.

FATTO: per nutrire e soddisfare i bisogni di milioni di persone (in Italia) e miliardi (in tutto il mondo) è ridicolo pensare di ritornare all’agricoltora su piccola scala. Adoro il Lardo di Colonnata, mi piacciono le cipolle di Tropea, cucino le lenticchie di Castelluccio, ma quando cucino la pasta so che questa è prodotta in italia usando Frumento in larga parte importato dall’estero e coltivato su larga scala. Quando mangio il parmigiano so che questo è prodotto con latte di vacche alimentate con soia (in larga parte OGM) coltivata su larga scala. La retorica della piccola produzione è, appunto, solo retorica. Va benissimo per alcune nicchie, che tutti possiamo apprezzare, ma generalizzarla è senza senso.

10. Fame

I relatori Onu dicono che l’agricoltura familiare difende le fasce di popolazione a rischio di malnutrizione. Le multinazionali invece promettono che gli Ogm salveranno il mondo dalla fame: eppure da quando è iniziata la commercializzazione (circa 15 anni fa) il numero degli affamati non ha fatto che crescere, proprio come i fatturati delle aziende che li producono. In paesi come l’Argentina o il Brasile la soia Gm ha spazzato via produzioni come patate, mais, grano e miglio su cui si basa l’alimentazione.

FATTO: È ben documentato dalle agenzie internazionali come la FAO, l’ONU e la Banca Mondiale come le biotecnologie siano gia’ state utili per combattere la poverta’, soprattutto attraverso l’unico OGM per ora diffuso nei paesi poveri: il cotone Bt. Non si mangia, ma e’ Buono, Pulito e Giusto.

La coltivazione convenzionale del cotone fa largo uso di pesticidi, con effetti spesso deleteri per l’ambiente e per gli agricoltori. Il cotone Bt è usato ormai da più di 9 milioni di agricoltori, soprattutto in India e in Cina, e il rapporto della Banca mondiale lo definisce «un OGM win-win-win», ossia di successo su tre fronti:” Ha ridotto le perdite dei raccolti, ha aumentato i profitti dei contadini e ha fortemente ridotto l’uso di pesticidi per milioni di piccoli agricoltori”

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/02/un-ogm-buono-pulito-e-giusto/

FAO: Rapporto FAO del 2004 sull’agricoltura biotech

Banca Mondiale: World Development Report 2008

JRC-IPTS: Economic Impact of Dominant GM Crops Worldwide: A Review

 

IFPRI: Measuring the Economic Impacts of Transgenic Crops in Developing Agriculture during the First Decade

L’etica della scienza impone agli scienziati la ricerca della verità, attraverso l’indagine scientifica rigorosa. Mal si adatta all’attivismo. Se i risultati della ricerca collidono con la propria visione del mondo, con le proprie ideologie, con le proprie filosofie, lo scienziato vero rigetta queste ultime e le cambia. L’attivista invece rigetta i fatti, non li vuole vedere e, anzi, si mette affannosamente a ricercare solamente quelle osservazioni che collimano con il proprio punto di vista. Così si spiegano, nella variegata galassia anti-ogm, le citazioni a tutti quei lavori, come quelli di Seralini, che vorrebbero documentare presunti problemi associati agli ogm, ma mai una citazione alle smentite successive. Così si comportano i creazionisti quando sono alla disperata ricerca di prove di una idea che non ammette possibilità di smentita, nella loro fede, ma solo conferme.

C’è un diffuso disagio in molti nell’accettare le risposte della scienza, pur sempre temporanee, se queste non collimano con le idee preconcette che ci si è costruiti.

Ma esiste un preciso dovere di uno scienziato nel continuare a seguire l’etica della ricerca della verità, anche se questa non è condivisa dalla maggioranza delle persone.

In fondo non è da molto che la maggioranza si è convinta che la terra non è affatto piatta.

INTERVISTA CON FIDENATO A CUI HANNO SEQUESTRATO L’AZIENDA NELL’ APRILE SCORSO

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Mostrati 4 commenti
  • mauro
    Rispondi

    Anche in Provinciadi Brescia stanno cercando. Abbiamo scoperto un nuovo corpo di Polizia: Polizia sanitaria zoofila e culture agricole. Giarano su autovetture binche a striscie verdi e beje. La trebbiatura è prossima e stanno diventando matti a cercare. Ieri un ispettore ASL è stato invitato a pranzo e dopo averlo fatto debitamente bere è stato accompagnato ad Asti in un allevamento di cani…….. per regalargli un cucciolo.

  • Citizen Kane
    Rispondi

    In tempo di crisi, sarebbe interessante calcolare qual e’ il costo economico di questa inutile e dannosa caccia alle streghe:

    stipendi degli inquisitori del corpo forestale e dei burocrati che li comandano,
    carburante utilizzato per girarsi tutto il Friuli per raccogliere campioni di mais,
    spese per analisi di laboratorio,
    valore del mais distrutto, nonostante sia consentito commercializzarlo in gran parte del mondo,
    tasse non incassate vista la perdita economica causata ai coltivatori,
    posti di lavoro persi.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Kane, se Dio vorrà, pagheranno tutto. Non gli perdoneremo niente a questi farabutti che non rispettano nemmeno le leggi europee

  • mauro
    Rispondi

    Il mais meglio dell’oro

    A dispetto di diabrotica e dintorni, la produzione di mais, come si apprende da “Brescia Oggi” del 2 agosto, sta dando buoni risultati e i prezzi sono sostenuti, per la gioia dei maiscoltori, ma non degli allevatori che dovranno pagare i mangimi sempre più cari. Curioso il confronto fra mais e oro in termini di rendimenti che si legge su “Il Sole 24 Ore” del 4 agosto. A dispetto di quanto si potrebbe immaginare, il mais riesce a battere l’oro. Un segno dei tempi. A proposito di mercati, c’è da segnalare l’accordo per la campagna bieticola (“Voce di Rovigo”, 2 agosto) e anche per le patate (“Il Resto del Carlino”, 31 luglio) si è arrivati a stabilire il prezzo in 21 centesimi al chilo. Problemi in vista invece per il pomodoro, ma questa volta non è il mercato ad esserne responsabile, ma le proteste degli addetti alla raccolta.

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