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ANCORA UNA VOLTA, DOPO LA SEMINA DI MAIS BIOTEC AUTORIZZATO, L’UNIONE EUROPEA HA DECISO DI NON DECIDERE SUL CASO DELL’AGRICOLTORE DI PORDENONE. ECCO LA SUA LETTERA INDIRIZZATA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

DI GIORGIO FIDENATO

Egregio Sig. Vryonides,

Prendiamo atto della volontà della Commissione di non intervenire in alcuna maniera nella vicenda da noi segnalata.

Notiamo tuttavia una disparità di atteggiamento della Commissione. Ad esempio ci riferiamo esplicitamente all’azione che la Commissione ha intrapreso, qualora Sarkozy o la legge italiana Bossi-Fini, hanno agito nel merito dell’argomento del contrasto all’immigrazione clandestina. Poiché il comportamento del Presidente Sarkozy e la legge italiana sono in contrasto con le direttive europee, correttamente la Commissione ha fatto sentire la sua autorevole voce.

Nel caso invece dell’OGM, nonostante vi abbiamo sottoposto palesi violazioni della direttiva e dei trattati dell’Unione Europea da parte dello Stato italiano o della Regione Friuli Venezia Giulia, vi trincerate dietro la discrezionalità dell’azione della Commissione e avete deciso di non fare nulla.

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Cogliamo inoltre l’occasione per fare alcune precisazioni:

1. Riteniamo che i principi della libera impresa, della proprietà privata e della libertà siano antecedenti a qualsiasi parlamento e sono incomprimibili;

2. Ribadiamo che la proposta che è stata votata in Parlamento Europeo, tesa a fornire una base giuridica che consenta agli Stati membri di limitare o vietare sul loro territorio per determinati motivi la coltura di OGM autorizzati sia in contrasto non solo con gli argomenti di cui sopra, ma anche con gli stessi trattati europei e li contrasteremo in tutte le maniere legittime possibili (non capiamo perchè ad esempio si rinazionalizzi la questione OGM e la questione delle quote latte venga lasciata ancora all’Europa);

3. La misura è colma e molti agricoltori sono giustamente incavolati oltre misura, anche di fronte al vostro atteggiamento di non intervento di fronte ad una palese violazione della normativa europea. Non è detto che nei prossimi mesi non procederanno a delle semine di mais OGM autorizzato e non garantiamo che, di fronte ad attacchi distruttivi dei no global, non ci scappi il morto. Nel qual caso sapremo a chi dare la colpa: alla discrezione della Commissione che nemmeno di fronte alle palesi violazioni della norma europea, ha inteso prendere posizione lasciando che l’illegalità avesse il sopravvento nelle campagne europee.

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Mostrati 10 commenti
  • aho
    Rispondi

    Perchè non si dà alla coltivazione di carciofi spigati ?
    Se vuole la libertà se ne vada in america dove viene prodotto e non ad inquinare le nostre colture di qualità con la sua merda tecnologica .

    • _Salvatore
      Rispondi

      Vogliamo parlare di formaggi e prosciutti italiani?
      Ma ti sei mai chiesto come sono alimentati i suini italiani? E le vacche italiane?
      La maggior parte dei mangimi adoperati sono prodotti da soia rigorosamente OMG proveniente dall’estero (per quanta superficie ci si sforzi di coltivare, questa non basta a produrre la soia per il fabbisogno interno).

      Un po’ di coerenza no? Bisogna SEMPRE fare gli “italiani” e non smentirsi mai?

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    io non sono favorevole all’uso degli ogm, come non lo sono nei confronti dell’aborto o del divorzio. Tuttavia sono dell’idea di lasciare a tutti la massima liberà di scelta e non entro nel merito delle decisioni che ognuno vuole prendere per sé. L’importante è che sulle confezioni dei prodotti ci siano indicati esattamente gli ingredienti, nel segno della massima trasparenza. Per esempio se un coltivatore è convinto della validità dei suoi prodotti transgenici, perché mai dovrebbe evitare di farsi pubblicità? A me danno fastidio quegli imbroglioni che dicono una cosa e ne fanno un’altra. Quella sarebbe malafede. Forse l’UE ha paura di questi imbroglioni e forse pensa che l’Italia ne sia piena. Pensiamo, per esempio all’uso del cemento depotenziato per la costruzione di edifici pubblici….

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Ed invece io agli organi geneticamente modificati sono favorevole.
    Ho avuto modo di leggere Umberto Veronesi che spiegava che tutte le sostanze conosciute sono esaminate al riguardo del cancro, ve ne sono di ininfluenti, di bubbie, di possibili cancerogene e di sicuramente cancerogene. Nella ventina di sostanze sicuramente cancerogene ce n’è una che non ricordo se batteri, insetti od altro parassita, trasmettono al grano. Pane, pasta e panettone e torta fatta in casa, contengono qualcosa di sicuramente cancerogeno e lui che ha i figli all’estero raccomanda loro di non usare prodotti fatti in Italia.
    Per eliminare questi parassiti del grano non si possono usare anticrittogamici, nè altro ed il metodo che si è trovato è un grano ogm inattaccabile da essi. Anticipato tutto ciò, in Italia convivono e si sommano due culture.
    La prima prende forza da una profonda ignoranza tecnologica ed usa e disprezza tutto ciò che è nuovo.
    Nel caso dei telefonini ne hanno spesso due o tre, ma non vogliono le antenne, nel caso dell’energia elettrica riempiono la casa di utenze, ma non vogliono le linee ad alta tensione e credono alle fiabe delle energie alternative.
    La seconda pretende che le aziende agricole usino i mezzi di coltivazione di quando loro erano bambini, ma al supermercato palpano tutto per scartare ciò che non appare come perfetto e pongono molta attenzione al prezzo.
    Io non sono agricoltore, ma so che ogm permettono una resa molto maggiore e chi coltiva questi conti deve farseli.
    Forse ho il vezzo della storia, dell’ignoranza umana e dei corsi e ricorsi, ma non posso non pensare a Stalin che sterminò e deportò tutti i mugiki, colpevoli di voler coltivare nella loro terra quello che loro ritenevano più adatto, inventò le grandi fattorie collettive e finì che quello che era il granaio d’Europa divenne, per fame, il destinatario di tutti i surplus della produzione europea e statunitense.
    Io, che Stalin non sono e men che meno vorrei essere, penso che gli agricoltori debbano poter coltivare sulla loro terra quel che loro aggrada, prevedendo quello chiederà loro il mercato il giorno del raccolto.
    Forse ho il dente avvelenato con i nostri eletti al Parlamento Europeo e finisce che penso male.
    Sono assenteisti e supini nelle contrattazioni, si presentano impreparati ed accettano quel che vogliono gli altri.
    L’interno dell’Unione è un gran calderone nel quale viaggiano le merci e meno riescono a far produrre a noi, tanto di guadagnato è per le imprese del loro paese: casi non mancano.
    Nel caso degli ogm, già me li vedo, pensano che gli italiani siano cretini ed avvallano la scelta dell’Italia come un dono ai loro agricoltori.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Roberto, scusa ma… essere libertari che significa per te? Perché dal tuo scritto traspare la volontà di imporre il tuo pensiero ad altri. A me, di quello che suggerisce Veronesi ai suoi figli, non mi importa nulla. Il discorso secondo cui l’Unione Sovietica, senza Stalin sarebbe stata diversa nei termini da te descritti, è un’ipotesi, ma non abbiamo la certezza che fosse migliore o peggiore. I se e i ma non fanno la storia. Io non sono contrario alle moderne tecnologie (utilizzo pc e telefonino abbastanza di frequente), tuttavia non mi lascio incantare da chi propone certe soluzioni agli attuali problemi. E’ un po’ come il discorso delle malattie: appena si scopre la cura per una di esse, subito ne affiorano altre. Prima di puntare il dito accusatore contro qualcuno o qualcosa, pensiamoci. Io non discuto di ciò che non conosco, però voglio poter essere libero di pensarla come meglio credo, e per il momento sono favorevole alle colture biologiche e contrario a quelle transgeniche. Sbaglio? Forse, però non impongo il mio pensiero ad alcuno e, anzi, mi sembra di aver suggerito a chi la pensa diversamente da me, uno spunto di riflessione. Se qualcuno è convinto della bontà delle colture transgeniche, dovrebbe tenerne conto.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Caro Fabrizio, hai ragione al 100 per 100. Io voglio mettere sulla confezione che il mio prodotto è OGM: non voglio dire bugie, lasciatemi coltivare ed esercitare il mio diritto di proprietà. Se poi il mercato mi punirà, saranno solo cavoli miei.
    Il guaio è che non mi lasciano esercitare il mio diritto. Quelli che non sono d’accordo con gli OGM, come Aho, non vogliono solo limitarsi a non comprare i miei prodotti, ma vogliono a tutti i costi impedirmi di coltivarli.
    E’ come se la maggioranza degli italiani a cui piace la carne volesse impedire a coloro che piace il pesce di pescarlo.
    E’ questo che questi signori non capiscono, perchè sono totalitaristi, sono dei dittatori in culla. … E in più affermano di farlo in nome della salute e dell’ambiente: sono dei fanatici all’ennesima potenza. Sono epigoni di Breivik!!!!! Basta vedere cosa ha detto sopra Aho.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Io sono favorevole affinché un agricoltore nen terreno suo possa coltivare quello che vuole lui. Starà poi a me consumatore decidere se comprare il suo prodotto od altri. Non è essere libertari questo ? Che poi io sia prevenuto (e chi non lo è) e di fronte a pagare di più per prodotti sui quali c’è un’etichetta che ne vanta essere biologici, io penso che il biologico è sicuramente sull’etichetta e compro quel che mi aggrada nel rapporto qualità prezzo. Nello scaffale della farina per polenta, mi comporterei nello stesso modo tra farina ogm e farina non ogm. Mi urta che ci sia qualcuno che sceglie per me. Tutto lì.

  • Al
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    Benvengano campi recintati e protetti da uomini armati sulle torrette. Se fosse necessario si arrivi anche a questi estremi.

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    05-08-11
    CIBO: CORBELLINI, NON ESISTONO PROVE CHE OGM SIANO PERICOLOSI

    (ASCA) – Roma, 5 ago – ”Non esiste una sola prova scientifica che gli organismi geneticamente modificati siano piu’ pericolosi per la salute di qualunque organismo ottenuto con procedure tradizionali”. Ad affermarlo e’ Gilberto Corbellini, ordinario di Storia della medicina e docente di Bioetica a ”La Sapienza” Universita’ di Roma. Che spiega che nell’agricoltura, ”in generale, non c’e’ niente di naturale e sicuro. L’agricoltura e’ un’invenzione umana di circa 10 mila anni fa, e fino a quando la scienza non ha fornito le conoscenze genetiche e chimiche utili le coltivazioni non fornivano alcuna garanzia ne’ di resa ne’, tanto meno, di qualita’. E non e’ paradossale dire che quanto piu’ e’ innaturale tanto piu’ e’ sicura, perche’ contiene piu’ conoscenze e quindi piu’ controlli”. noe/cam/bra

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    «Non esiste una sola prova scientifica che gli organismi geneticamente modificati siano più pericolosi per la salute di qualunque organismo ottenuto con procedure tradizionali». Ad affermarlo è Gilberto Corbellini, ordinario di Storia della medicina e docente di Bioetica a «La Sapienza» Università di Roma. Che spiega: «Nell’agricoltura, in generale, non c’è niente di naturale e sicuro. L’agricoltura è un’invenzione umana di circa 10 mila anni fa, e fino a quando la scienza non ha fornito le conoscenza genetiche e chimiche utili le coltivazioni agricole non fornivano alcuna garanzia né di resa né, tanto meno, di qualità. E non è paradossale dire che quanto più è innaturale tanto più è sicura, perché contiene più conoscenze e quindi più controlli».

    Partiamo dall’inizio. Cosa significa «organismo geneticamente modificato»? «’Ogm’ sta per organismo geneticamente modificato. È un’espressione talmente generica da essere quasi priva di significato: tutti gli organismi sono geneticamente modificati (dall’evoluzione) e tutti quelli allevati/coltivati dall’uomo, dopo la scoperta dei meccanismi dell’ereditarietà, lo sono per definizione. Il termine viene comunque usato per riferirsi a un organismo il cui materiale genetico è stato alterato mediante tecniche di ingegneria genetica: da questo punto di vista gli Ogm sono organismi “geneticamente migliorati” più che “geneticamente modificati”, in quanto l’ingegneria genetica consente di inserire in un organismo geni specifici che ne possano migliorare le caratteristiche senza dover ricombinare interi genomi (cosa che accade con le tradizionali procedure di incrocio, con la conseguenza che gli organismi ottenuti tradizionalmente subiscono modificazioni imprevedibili o non controllate)».

    Gli organismi geneticamente modificati sono pericolosi per la salute? «Non esiste una sola prova scientifica che gli Ogm siano più pericolosi per la salute di qualunque organismo ottenuto con procedure tradizionali, cioè diverse dall’ingegneria genetica. Del resto gli Ogm passano attraverso approfonditi controlli di tossicità non diversi da quelli previsti per la commercializzazione dei farmaci. Controlli che non vengono effettuati, invece, sugli organismi vegetali ottenuti mediante le tecniche di incrocio tradizionali, nonostante si possa constatare attraverso l’analisi cromosomica che gli incroci tradizionali provocano profonde disorganizzazioni del materiale genetico».

    «Le tecniche di incrocio tradizionali sono considerate più naturali, e quindi più sicure.

    Questo non è vero perché nell’agricoltura, in generale, non c’è niente di naturale e sicuro. L’agricoltura è un’invenzione umana di circa 10 mila anni fa, e fino a quando la scienza non ha fornito le conoscenze genetiche e chimiche utili le coltivazioni agricole non fornivano alcuna garanzia né di resa né, tanto meno, di qualità. L’agricoltura è tutta innaturale, e non è paradossale dire che quanto più è innaturale tanto più è sicura, perché contiene più conoscenze e quindi più controlli. Eppure i consumatori cercano i prodotti biologici credendo, per ignoranza, che siano più sicuri perché sarebbero più naturali. Mentre non è vero». (ASCA)

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