In Anti & Politica, Libertarismo, Primo Piano

DI ERNESTO CERNEAZ

Piero Ostellino, ieri, sul Corriere del Ticino ha scritto quanto segue a proposito di giornalismo italiano: “A raccontare balle sono proprio i giornalisti. Molto per ignoranza e inadeguatezza al compito, un po’ perché credono di assecondare gli editori nella (errata) convinzione che quelli la pensino come il marxista-leninista attribuisce loro di pensare. In poche parole, per un eccesso di servilismo, prevale il conformismo, l’adeguamento alla corrente – tutti si comportano allo stesso modo per non sembrare la pecora nera e mettersi, così, al riparo da eventuali sorprese (leggi licenziamento, che, in ogni caso, arriverà comunque, e per le ragioni meno prevedibili) – in un’orgia di politicamente corretto che è, poi, un culturalmente catastrofico”.

Il Sole24Ore, organo ufficiale della “Confindustria di Stato”, ergo del mercantilismo italico, non sfugge alla definizione di cui sopra e lo dimostra dando spazio ad un cialtrone, parassita, ignorante, falso e troglodita come Umberto Bossi, del quale ha riportato – con gran clamore – le seguenti parole del leader leghista: “Avrete una bella sorpresa fra poco, una grande sorpresa. Il Tfr in busta paga, prima che scompaia anche quello (e se lo dice lui, vuol dire proprio che lo Stato ci deruba, ndr). Come avere due stipendi. L’ha pensato Tremonti”. Scrive poi il giornalista: “Di più Bossi non dice sul progetto del ministro, evocato nei giorni scorsi anche dal ministro della semplificazione, Roberto Calderoli. Il Senatur annuncia quindi un intervento sul trattamento di fine rapporto che, confessa, sarebbe già allo studio dell’Economia”.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Come al solito si tratta di balle, di fanfaronate in libertà, di asserzioni senza fondamento (in stile la rivoluzione liberale di Berlusconi o l’indipendenza della Padania bossiana) che, però, il Sole24Ore trasforma in idee per la finanziaria.

Peccato che il quotidiano economico più importante d’Italia (tristezza…) non abbia mai scritto una riga sulla battaglia che l’imprenditore libertario Giorgio Fidenato sta portando avanti da due anni, dal 2009, dando tutti i soldi in busta paga ai suoi dipendenti (altro che il solo TFR).

Giorgio Fidenato, friulano, è un piccolo imprenditore agricolo pordenonese. E’, inoltre, presidente di Agricoltori Federati, un’associazione che dirige e per la quale lavorano 6 persone, alle sue dipendenze. Dall’inizio del 2009, Fidenato ha deciso di dare in busta paga ai suoi 6 dipendenti il lordo dello stipendio. “Non voglio più fare il sostituto d’imposta – ha dichiarato – non sono schiavo dello Stato e non voglio lavorare per lui, nemmeno se mi paga”! Si è autodenunciato all’I.N.P.S., all’Agenzia delle Entrate ed al Ministero delle Finanze. Ha, insomma, iniziato una battaglia che rappresenta un mix fra la disubbidienza civile e la resistenza fiscale.

Il 28 gennaio del 2010, il giudice del lavoro di Pordenone ha deciso – con una sentenza ridicola, che manco è entrata nel merito della questione – che Fidenato deve rispettare la legge, trattenendo i contributi e facendo da sostituto d’imposta per conto dei suoi impiegati. Lui non ci sta, ad oggi continua a versare tutti i soldi (il lordo) nella busta paga di quelli che lavorano per la sua impresa. (I dipendenti non hanno avuto nulla da eccepire).

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Fidenato è deciso a portare la sua battaglia sino alle estreme conseguenze sul piano pratico ed arrivando sino alla Corte di Giustizia Europea nella controversia legale.

Mi si permetta un inciso finale, a dimostrazione che le parole dei politici valgono quanto quelle di Giuda. Non esiste schieramento politico che non abbia proposto l’abolizione del sostituto d’imposta. Tra questi, anche la Lega Nord lo fece – per nome di Rosi Mauro (sic!) nel 2007!

PER APPROFONDIRE: https://www.movimentolibertario.com/tutti-i-soldi-in-busta-paga/

Recommended Posts
Comments
  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Che i giornalisti amino contar balle, è risaputo. Ancora una volta ho sentito di cifre mega, relativamente all’evasione fiscale e alla balle sulla necessità (per lo Stato, non di certo per i contribuenti) dell’emissione dello scontrino. E’ risaputo che quando non si riesce a punire adeguatamente un comportamento fuorilegge, forse occorre incentivare il suo opposto. Se tutti avessero la possibilità di detrarre dal proprio reddito, ogni spesa sostenuta, ci sarebbe automaticamente la possibilità per ognuno, di pagare meno tasse. Pagheremmo tutti e ognuno pagherebbe di meno. So che questo discorso può stridere un po’ con le idee libertarie, però metto sull’altro piatto della bilancia, i servizi necessari alla collettività (anche a chi non può, non certo per sua volontà, produrre un reddito). Basti questo esempio per confermare che i giornalisti (sicuramente quelli italiani, ma ci metterei dentro tanti altri) scrivono essenzialmente per lo stipendio e non più per passione. Lasciare in tasca tutto lo stipendio ai propri dipendenti è solamente l’inizio. Peccato che nessuno ne parli, forse perché, come la mia idea, questo sistema metterebbe in crisi taluni tabù intoccabili. Immagino poi, che non tutti siano all’altezza della gestione del proprio stipendio e forse è proprio questo fatto di considerare l’atto in questione, una sorta di rompicapo, a rafforzare l’idea che i datori di lavoro facciano da sostituti di imposta.

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search