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DI REDAZIONE

INTERVISTA CON GIORGIO FIDENATO, L’AGRICOLTORE CHE NEL 2010 HA SEMINATO MON 810 IN FRIULI. CLICCA SOTTO PER ASCOLTARE L’INTERVISTA:

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Roma, 8 set. (Adnkronos) – La Francia non poteva vietare la commercializzazione del mais ogm Mon 810 appellandosi alla clausola di salvaguardia. Lo ha stabilito oggi una sentenza della Corte di Giustizia Ue che si è espressa in merito alle condizioni con le quali le autorità francesi hanno agito nel 2007 e nel 2008 per porre il divieto provvisorio al mais prodotto dalla Monsanto.

“Uno Stato membro non puà utilizzare la clausola di salvaguardia prevista dalla direttiva 2001/18/CE al fine di adottare misure che sospendano e, in un secondo momento, vietino provvisoriamente l’utilizzo o l’immissione in commercio di un ogm come il mais Mon 810”. Questa in sintesi la posizione della Corte di Giustizia Ue. Infatti, a titolo di misure urgenti, la Francia ha adottato, nel 2007, un decreto ministeriale volto a sospendere sul territorio nazionale la cessione e l’utilizzo di sementi di mais MON 810, e successivamente, nel 2008, due decreti ministeriali diretti a vietare la coltivazione delle sementi di mais MON 810. Contro questi provvedimenti la Monsanto e varie società produttrici di sementi hanno presentato ricorsi di annullamento dinanzi al Conseil d’E’tat (Francia).

In tale contesto, il Conseil d’E’tat ha deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia riguardo alle norme applicabili alle misure urgenti relative alle autorizzazioni di immissione in commercio di cui beneficiano i prodotti Ogm. Il mais Mon 810 è stato notificato quale “prodotto esistente”, in conformità al regolamento n. 1829 del 2003, e, successivamente, ha formato oggetto di una domanda di rinnovo di autorizzazione in corso di esame, ai sensi dello stesso regolamento. Di qui la sentenza della Corte Ue in base al principio che “impone agli Stati membri di dimostrare, oltre all’urgenza, l’esistenza di una situazione in grado di comportare un rischio che ponga a repentaglio in modo manifesto la salute umana, la salute degli animali o l’ambiente. Nonostante il loro carattere provvisorio e preventivo, tali misure possono essere adottate solamente se fondate su una valutazione dei rischi quanto più possibile completa tenuto conto delle circostanze specifiche del caso di specie, che dimostrino che tali misure sono necessarie”.

”L’interpretazione giuridica della Corte di giustizia non sorprende affatto. Il problema è invece più a monte, nell’inadeguatezza sostanziale della clausola di salvaguardia prevista dalla direttiva 2001/18 e delle misure urgenti previste dal regolamento 1829/2003 come strumenti messi a disposizione degli stati membri per vietare gli Ogm sui propri territori”. Così Fabrizio Fabbri, direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici, commenta la sentenza.

”Tanto è vero – continua Fabbri – che la Commissione europea ha annunciato la conclusione della riforma completa di tutta la normativa riguardante gli Ogm entro la fine dell’anno. Sarebbe necessario – spiega il direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici – rivedere il concetto stesso di una clausola di salvaguardia in cui l’onere della prova spetta a chi decide di invocarla anzichè al produttore, come accaduto per decenni nel campo della chimica. Con l’aggravante che, nel caso degli Ogm, la ricerca indipendente che dovrebbe occuparsi di provare ed analizzare eventuali rischi, è complicata dalla presenza dei brevetti sui semi detenuti dalle multinazionali, che rendono estremamente difficile lo svolgimento di studi indipendenti che possano eventualmente confutare le analisi fatte dalle aziende”.

”Ora staremo a vedere – conclude Fabbri – cosa deciderà la Commissione europea sulla base della sentenza, se mettere la Francia in stato di mora oppure no. Anche perché questo aprirebbe un caso politico molto più ampio, visto che sono tanti gli stati membri che hanno invocato la clausola di salvaguardia, compresa l’Italia”.

La messa in discussione del bando francese al mais transegenico Mon810, da parte della Corte di Giustizia europea che oggi ha emesso una sentenza, si basa sul fatto che “la Francia ha adottato il divieto prendendo come base le norma sbagliata” dunque secondo Greenpeace si è di fronte a motivazioni “formali”. E’ quanto osserva l’associazione ambientalista in una nota.

“Le valutazioni della Corte si basano su obiezioni formali che non modificano il fatto che la Francia e gli altri sei Stati europei che stanno vietando la coltivazione del MON810 – scrive Greenpeace in un comunicato – hanno il diritto legale di farlo, sulla base delle preoccupazioni di carattere scientifico in merito alla sicurezza di questo Ogm. Per questo invitiamo la Francia a perfezionare i tecnicismi del bando il prima possibile” afferma Federica Ferrario, responsabile campagna ogm di Greenpeace.

“Molti altri Stati europei – Germania, Austria, Ungheria, Grecia, Lussemburgo e Bulgaria – vietano infatti la coltivazione del MON810 con argomentazioni analoghe al bando francese, a tutela della sicurezza di cittadini e ambiente”.

 

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Showing 3 comments
  • Leonardo Facco
    Rispondi

    E’ VERGOGNOSO IL SILENZIO DELLA STAMPA DI REGIME!
    Per notizie false e cazzate, tipo pollini inesistenti o contaminazioni false, fanno un chiasso senza eguali. Di fronte alla sentenza DEL MASSIMO TRIBUNALE DI GIUSTIZIA EUROPEA, un silenzio assordante.
    MERDE ANCHE QUEI LIBERALI CHE TACCIONO!

  • FrancescoPD
    Rispondi

    Mi associo allo grido di dolore lanciato dal sig. Leonardo.
    Infatti se andiamo a vedere chi stà facendo chiasso contro gli OGM sono gli stessi cultori statalisti del diritto acquisito che fanno chiasso dicendo no ad un sacco di altre iniziative, no Ederle, no Tav, no tutto… in nome di ideologie e in nome del sentito dire, e con l’arroganza di pochi condizionano il pensiero e la ragione di molti.
    Finalmente ed ufficialmente sbugiardati anche dall EU, ancora non si arrendono, vedasi Greenpeace.
    La pecca da rimproverare alla EU è che dal 2007 siamo arrivati al 2011 per sancire un’ovvietà tanto semplice!
    Mi auguro pertanto che le paventate sanzioni siano sonoramente applicate alla Francia ed estese a tutte quelle nazioni che hanno invocato la stessa clausola di salvaguardia. Speriamo con questo che una volta toccato il portafoglio,. torni la ragione… e si prenda in seria considerazione il linciaggio di politici che per una manciata di voti estorti con l’inganno (leggasi Zaia, ed il successore Romano) stanno devastando il patrimonio di conoscenze genetiche che “un tempo” l’Italia poteva vantare e stanno devastando le economie di tutti quegli agricoltori che devono combattere con mani e piedi legati con le economie agricole dei paesi meno ottusi!
    Mi appello ai colleghi agricoltori perchè non siamo minimamente rappresentati dai vari “nominati” nelle categorie sindacali agricole, … usiamo quanto di buono abbiamo, la ragione ed il forcone!!
    Anche se con molto ritardo, grazie Europa!

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