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DI MARCO DE’ FRANCESCO*

CAPODISTRIA (Slovenia) – È partita alle 8,30 di lunedì dal casello di Mira-Oriago la «gita fiscale » in Slovenia, seconda avventura mediatica di Veneto Stato, dopo l’inaugurazione del «monumento all’imprenditore» di qualche tempo fa ad Arzignano. Il tempo di riunire sul pullmino tutti i partecipanti (una trentina) sotto l’occhio attento delle telecamere. Una umanità varia, unita sotto il bandierone del partito venetista da questioni fiscali e politiche. D’altra parte, fisco e politica, combinazione irresistibile, sono stati il propellente per tutte le esperienze autonomiste nostrane: dalla prima Liga Veneta a Progetto Nord Est di Giorgio Panto. A ben vedere, ora una differenza c’è: in gioco, qui, non c’è solo la «rivoluzione della pancia », quella dei leghisti della prima ora; per i membri di Veneto Stato la fine del sistema Italia è inevitabile.

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E non è mica una iattura; piuttosto, una grande occasione per togliersi il resto del Paese dai piedi. «Passione e collasso vanno a braccetto – chiarisce l’ideologo Alessio Morosin, avvocato e autonomista storico – perché le rivoluzioni scoppiano quando la pancia è vuota». La crisi, cioè, fa da detonatore. Ed è sempre meglio prendersi per tempo: di qui la trasferta a Capodistria, in Slovenia, per mettere i risparmi al sicuro in un paese che vive i propri anni Sessanta. Per la cronaca, sono una decina i partecipanti alla «gita fiscale» che hanno aperto conti correnti in Istria. Tanto con l’Italia è comunque finita. Non solo per gli slogan o per le carte di identità con il Leone appiccicato, ma perché qui il portafoglio è sotto scacco. «Non ho più fiducia nel nostro sistema – afferma Walter Torresan di Preganziol (Treviso) – può accadere di tutto: il crollo è dietro l’angolo, con il debito pubblico al 120% sul Pil». L’Italia? «Sempre quella di Gelli, Sindona, Calvi – spiega Claudio Rigo di Casier (Treviso) – non mi fido: chi lo sa, magari da un giorno all’altro ci tolgono i soldi dal conto corrente ». E c’è chi al sistema si oppone di persona. Come Angelo De Marchi di Treviso, che le tasse non le paga più «da quando, nel 1996, la Finanza se l’è presa con me. Mi mandino Equitalia, che gli offro un caffè».

E come Giorgio Fidenato di Pordenone, presidente dell’associazione «Agricoltori federati», che ha stabilito, dal 2009, che la figura del sostituto d’imposta va abolita: «Non spetta a noi – spiega – fare gli esattori ». Fra i venetisti accorsi ad aprire un conto corrente in Slovenia anche Stefano di Albignasego (Padova), che di mestiere fa il bancario: «Il rischio di una patrimoniale – afferma – c’è, eccome: tanto vale diversificare». Cioè mettere il capitale un po’ qui e un po’ lì. Unisce tutti la cocente delusione per i partiti di provenienza, Carroccio e Pdl: due volte traditori, per avere ingannato il popolo su federalismo e liberalismo. «Non trovo parole – afferma Gianfranco Favero di Quinto (Treviso), ex pidiellino – per descrivere la mia delusione». Ma perché Veneto Stato dovrebbe riuscire lì dove ha fallito la Lega? «Perché il nostro percorso è diverso – chiosa il segretario Lodovico Pizzati -: allo Stato italiano non chiediamo niente. Come è accaduto nel Sudan del Sud e nel Montenegro, una volta al potere in Regione organizzeremo una consultazione popolare sotto l’egida della comunità internazionale. Certo, servono i numeri: ma in un anno ci siamo moltiplicati».

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*Corriere della Sera / Veneto

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Mostrati 16 commenti
  • Borderline Keroro
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    Qui stiamo studiando il modo di trasferire la ditta in Romania. Oppure nella Repubblica Slovacca.
    Così Tremonti il distratto (quando deve pagare l’affitto distrattamente si dimentica di chiedere ricevuta) che insiste nello spremere la gente si troverà sempre meno limoni.
    Appena avrò inquadrato penso di postare, in modo tale che chi vuole possa togliere la sua parte all’ingordo valtellinese.
    Per la serie: “chi troppo vuole, nulla stringe”

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Slovacchia ottima scelta, ottimi fondamentali, e altrettanto ottimo business climate, e cosa non da poco, hanno vietato per legge l’ingresso ai magrebini!
      Li ti aspettano a braccia aperte, .. qui invece ci cacciano tutti (ti invitano ad andare) a suon di calci in …. con l’esattore a cottimo…..
      Tempo 12 mesi, qui ci sarà una purga economica che rimarrà nella storia,.. rimarrà solo lo stato con il suo apparato intatto perchè nulla si fà, avremo il piacere di sperimentare l’economia da soviet!

      • Borderline Keroro
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        Penso anch’io.
        Il nostro Stato è bollito. Sono alla canna del gas.
        E secondo me siamo messi molto peggio di quanto non ci dicano, con l’aggravante che le forze residue per riuscire a restare aggrappati agli arbusti e non finire nel baratro le stanno usando per salvare il culo ai dominatori della repubblica. Quelli che nel baratro ci hanno spinti per dirla chiaramente.
        Le uniche cose che mi aspetto qui sono fame, violenza, privazioni. Con l’AdE che addita questo e poi quello come nemici del popolo.
        Quando una parte della gente si renderà conto sarà guerra civile. Perché ci stanno mettendo gli uni contro gli altri.
        Brutti figli di puttana.

  • Massimo74
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    @Borderline Keroro

    Della Svizzera cosa ne pensi?

    • Borderline Keroro
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      La Svizzera? La Svizzera è il massimo.
      A parte che è un bel posticino, sicuramente è meglio che qui dal punto di vista economico.
      L’unico “difetto” è che si trova fuori UE.
      E io ho bisogno di un paese UE per fare quello che ho in mente.

  • Nome
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    scusate, ma… chi avete votato voi? Il centrosinistra? non fatemi ridere…ahahh…. rispetto al Veneto stato vorrei capire… se poi si comportasse come lo stato Italia, nei confronti dei propri cittadini? Chi mi assicura che non sarà così? Altro punto: non dimentichiamoci che molti veneti sono emigrati nel secondo dopoguerra, in Lombardia (tra di essi i miei genitori). Se si arrivasse al Veneto stato, cosa penserebbero i rappresentanti delle altre regioni? Come si comporterebbero gli abitanti di queste nei confronti degli immigrati dal Veneto e dei loro discendenti? Io faccio fatica a sentirmi europeo (mi ritengo cittadino del mondo), figuriamoci se si restringesse il discorso, ancor più dell’ambito nazionale! A quel punto mi vedrei costretto a cambiare…. vi immaginate che razza di caccia alle streghe sarebbe in ogni regione? “Sei veneto? i tuoi sono veneti? andatevene a casa e lasciate qui tutto”: questo sarebbe uno scenario possibile e non auspicabile. Stiamo attenti quindi, che poi non si rivolti tutto come un boomerang.

    • Nome
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      scusate, ma… oggi non so che cosa stia capitando… quel Nome, sono io.

  • Fabrizio Dalla Villa
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    aridaiie! Se non funziona nemmeno questa volta: Nome = Fabrizio Dalla Villa

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    no, scusate…. allora, prima che il sito impazzisse… avevo scritto:
    ma voi per chi avete votato? Per il centrosinistra?
    Ora, alcune considerazioni: perché no all’Italia come Stato e sì al Veneto come Stato? Forse vi dimenticate che molti veneti nel secondo dopoguerra sono emigrati, per esempio in Lombardia. Quindi, se si arrivasse ad una situazione di Veneto Stato, io credo che vi sarebbe una sorta di caccia alle streghe nelle altre regioni, riguardo ai veneti ivi immigrati. Insomma, io mi sento cittadino del mondo e faccio fatica a sentirmi europeo, ancor più italiano, figuriamoci lombardo (anche perché i miei genitori sono originari del Veneto). Questa presa di posizione mi sembra pericolosa. E’ un po’ come quella di Bossi alle origini. Ora, dopo che Bossi a capito che a Roma se magna, anziché digiunare in nome delle sue idee, ha cambiato idea per abbuffarsi.

    • Claudio G. Hütte
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      “cittadino del mondo” significa non capire nulla di come funziona il mondo. Il mondo nasce con persone aggressive che con la loro arrogante presunzione hanno imposto la loro volontà su un *territorio* e stabilito la loro sovranità, ai sudditi veniva offerta protezione (anche perché opporsi significava sfidare il signore e rischiare la pelle). Tutto ciò si è determinato su una territorialità, perché l’essere umano, come tutti gli animali, necessita di uno spazio per le sue risorse. Spazio che viene difeso con i denti e con le armi. Questo è il mondo.
      Chi si dice cittadino del mondo dovrebbe viaggarlo un po’ questo mondo ma non da turista.
      Cosa significa “cittadino del mondo”? Significa che devi pagare le tasse a tutti gli stati del mondo? Devi fare la tua rata di schiavo militare in ogni angolo del mondo? …è abbastanza idiota, no?
      E’ effettivamente una affermazione idiota quella di dirsi “cittadini del mondo”, sarebe come dire che la tua casa è di tutti, che il tuo conto in banca può essere usato da tutti …mi fermo qui.
      Il problema è che quando si sente parlare di indipendenza di un territorio, in Italia, subito si pensa alla secessione di Bossi. Il mentecatto e i suoi accoliti acerbi come l’acido muriatico, ragionano in termini di chiusura delle frontiere e di protezionismi in stile ottocentesco. Così si crede che Veneto Stato dica la stessa cosa, lo si crede perché i bravi italiani prima sparano cazzate, e poi solo vanno a verificare e a leggere come stanno le cose …no, anzi, non ci vanno proprio: si ammuffiscono con le loro presunzioni e li muoiono.
      Veneto Stato vuole la chiusura? Vuole istituire passaporti ai confini delle Venezie? Vuole cacciare i non-veneti? NO, nulla di tutto questo. Veneto Stato vuole semplicemente affermare una cosa molto semplice: a casa propria comanda il suo pardone, non i foresti.

  • Antonio
    Rispondi

    Se tu hai nelle mani tanti granelli di sabbia e stringi il pugno, più stringi, più la sabbia scappa dalla mano che stringe. Alla fine, quando avrai stretto la mano al massimo non ti resterà più niente, perchè la sabbia sarà tutta sfuggita alla stetta del pugno.

    Allo stesso modo è con le tasse e con l’oppressione socialista che c’è in Italia.

    Antonio

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Claudio, perché affermi che “cittadino del mondo” significa non capire nulla di come funziona il mondo? Allora tu che cittadino sei? Le persone non nascono aggressive. Ognuno nasce come un foglio bianco, su cui la società scrive, e scrive, e scrive…. come crescerà il bambino, è una conseguenza degli insegnamenti ricevuti. Quindi sei completamente fuori pista. Per me essere cittadino del mondo significa che mi stanno stretti i confini creati dagli uomini. Non posso fare a meno di essere italiano e mi adeguo; però non chiedetemi di sentirmi padano o lombardo, perché sarebbe troppo! Antonio, conosco l’esempio che tu fai, però non capisco cosa c’entri con le mie affermazioni….

    • Claudio G. H.
      Rispondi

      Mi dispiace per te Fabrizio, ma hai una visione sdolcinata e distorta del mondo. Questo forse perché vivi in un contesto in cui hai creduto che le protezioni che ti sono state fornite dalla società sono garantite, e magari sei convinto dei diritti positivi, per esempio il diritto al lavoro. Buon divertimento, ma sappi che il mondo non è questo.

      Dire che per te “essere cittadino del mondo” significa che ti stanno stretti i confini creati dagli uomini, è usare una frase scorretta per esprimere un sentimento. La cittadinanza ha un valore semantico preciso ed indica l’appartenenza di una persona ad una certa giurisdizione. Nel bene e nel male di cosa significhi questo.
      I cittadini della Korea del nord sono certamente costretti dai loro confini, è così anche per i cittadini islandesi?

      Nel mio precedente commento tentavo di riassumere in una estrema sintesi le ragioni della cosidetta “cittadinanza”, che altro non è che una gabbia che ti può difendere ma ti può anche imprigionare. Ti difende se è liberamente scelta e può essere dismessa altrettanto liberamente, e lo stato che la garantisce ti tutela realmente e garantisce la tua libertà. Ti imprigiona se con quel pretesto pretende di renderti schiavo dei voleri di chi controlla quello stato.

      Ma il punto cruciale al fine della replica che volevo dare circa la tua “cittadinanza del mondo” è che quella frase è un non-sense, poiché la cittadinanza è sempre delimitata da una giurisdizione che si applica ad un territorio definito, e su quello viene determinato chi comanda.
      Di conseguenza l’osservazione: è accettabile che foresti comandino a casa tua?
      A te stanno stretti i confini, dici. Se non vi fossero confini Gheddafi potrebbe avere comandato a casa tua, oppure Hugo Chavez, o anche Angela Merkel. Assurdo, no?
      Ci sono quelli che aspirano ad un mondo senza confini, anarchico. Ma questa è una pia illusione che si scontra con la realtà del mondo fatta di persone molto arroganti, feroci, potenti, che sono pronte ad aggredire chiunque per allargare il loro potere e il loro dominio sulle risorse. Restano calmi e a casa loro solo perchè sanno che se ci provassero dall’altra parte troverebbero una reazione affatto indolore. Questo è il realismo in cui vive il mondo. Il resto sono fanfaluche di grassi filosofi da salotto.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Claudio, abbiamo due visioni diverse rispetto al mondo. Questo è evidente. Quale sia quella giusta non sta ne a me ne a te stabilirlo, quindi, se sei convinto delle tue idee e pensi che siano le uniche valide, fai pure. Non ho voglia di litigare per delle insulsaggini. Solamente non vorrei che questa storia del venetismo (manco il mio pc sa cosa sia, dal momento che me lo sottolinea in rosso) non credo possa portare ad alcun risultato positivo.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    E’ sparito un pezzo…. non vorrei che questa storia portasse a delle liti tra regioni… secondo me sarebbe una logica conseguenza. Non credo che il venetismo possa portare ad alcun risultato positivo.

  • Claudio G. H.
    Rispondi

    Fabrizio Della Villa, ma scusa, che razza di risposta è “quale sia quella giusta non sta ne a me ne a te stabilirlo”?
    Ti offro degli argomenti, cose concrete. Se hai obiezioni le esponi sugli argomenti citati, e le argomenti adeguatamente. Stabilire se una cosa è giusta o meno è possibile, ragionando con razionalità sugli argomenti portati, che ovviamente si scontrano. Non è questione di litigi, perché litigare su una discussione? Mica stavo litigando io.

    E’ incredibile perché quando mi trovo a discutere con italiani è sempre la stessa storia: quando si arriva a un punto di collisione su una opinione si salta dalla discussione argomentativa a quella personale, si confonde la schiettezza per aggressività (e litigio), e puntualmente viene aggirato l’oggetto della discussione.
    E’ per questo che voi in Italia non arrivate mai a conclusioni: discutete all’infinito senza che nessuno si muova perché ogni uno invece di ragionare sugli argomenti si sofferma alla sua fede personale. Allucinante.

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