In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI REDAZIONE

Leggo sul sito ecosostenibile.org, le 10 proposte a firma Guido Bissanti, in merito a quale riforma per l’agricoltura italiana. Le postiamo qui di seguito e, in chiusura, la risposta che Giorgio Fidenato ha inviato loro via mail:

CARATA COSTITUENTE DELLA RIFORMA RURALE

1. Alle attività dell’Agricoltura devono essere destinate le più alte e dignitose attenzioni da parte dello Stato in quanto, attraverso esse, l’Agricoltore garantisce i bisogni di base dello Sviluppo dei Popoli.
2. Per questo motivo gli agricoltori, nell’espletamento della loro attività produttiva, devono essere garantiti e tutelati dalle leggi dello Stato al di sopra delle dinamiche della finanza e del mercato. A tal fine non solo l’agricoltore ma l’intero nucleo familiare dovranno essere oggetto di migliori norme legislative e fiscali che ne garantiscano una soddisfacente presenza nei luoghi.
3. Le attività agricole devono essere improntate al rispetto della Salute dei Popoli e dell’Ambiente, garantendo la fertilità dei terreni e la salubrità dei prodotti alimentari agevolando, a tal fine, l’uso di tecniche idonee.
4. I patrimoni ambientali e genetici sono beni di diritto pubblico; ci impegneremo pertanto a promuovere ogni azione finalizzata all’adozione di provvedimenti che tutelino e garantiscano le varietà, le produzioni e le tipicità locali e la loro tracciabilità.
5. Chiediamo il recupero dei saperi della Tradizione, della Ricerca e della Tecnica al fine di promuovere una nuova cultura della produzione e della sostenibilità sociale ed ambientale; a tal fine sosterremo ogni atto finalizzato alla crescita delle nuove generazioni agricole e dell’assistenza alla produzione agricola.
6. Adotteremo ogni iniziativa utile alla tutela dei Territori Rurali – Patrimonio dell’Umanità – al di sopra degli interessi delle amministrazioni pubbliche e private locali. Dovrà altresì essere rivisto il diritto e le norme che regolano l’istituto ereditario e la costituzione delle unità aziendali.
7. L’uso della Finanza e del Credito Agrario, per le attività agricole, non possono essere considerati alla stregua delle altre attività produttive essendo l’agricoltura fondamento e salvaguardia sociale ed ambientale.
8. La formazione dei prezzi agricoli va sottoposta al controllo dello Stato che ne regolamenterà i valori aggiunti e gli incrementi al fine di contenere le sperequazioni e le speculazioni.
9. Agli agricoltori, per la loro particolare caratteristica, nell’adempimento delle leggi e delle norme dello stato, deve essere garantita la massima presenza in azienda e nei luoghi di lavoro, derogando ai sistemi amministrativi le soluzioni, le responsabilità e gli atti autorizzativi opportuni.
10. Gli scambi commerciali, soprattutto nel settore agroalimentare, devono essere sottoposti ad un sistema di norme che ne regolino i flussi, in presenza di reali deficit locali, e comunque sempre e solo in funzione di comprovate rispondenze ad alti standard qualitativi: etici, ecologici e sanitari.

LA RISPOSTA DI FIDENATO:

La sua carta costituente delle riforma rurale è intrisa di comunismo e statalismo. Come agricoltrore mi vergogno che esistano delle persone che pensano cose come lei le ha scritte. Il suo esercizio letterario è comunque teso a mantenere immoralmente in capo agli agricoltori tutta una serie di privilegi indegni. Il frutto del mio lavoro agricolo è mio e lo vendo a chi voglio io. E’ ora che vada a lavorare e a rischiare come tutti gli altri imprenditori.

E’ ora di porre fine al parassitismo agricolo!

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  • Renzo Riva
    Rispondi

    Ben detto Giorgio.

    Solo il “Liberalismo” permette il progresso dell’umanità.
    Lo statalismo garantisce solo la cricca comunista e come ben sai ha prodotto l’Holodomor ed altri 60 milioni di morti.
    In tempi recenti Pol Pot con soli 2 o 3 milioni di morti.
    In Italiozia i morti arriveranno presto se non si cambia decisamente direzione.

    Cito la chiusura di un mio documento e chiunque può leggerlo al seguente collegamento:
    http://renzoslabar.blogspot.com/2011_04_01_archive.html

    Attenzione!
    Quella che oggi si riconosce come democrazia nel campo occidentale potrebbe diventare un ricordo, a fronte dei problemi sociali che, inevitabilmente, una carenza negli approvvigionamenti energetici trascinerà, ovvero, una preoccupante e larga disoccupazione, per non parlare poi dell’approvvigionamento alimentare.
    Senza energia si mangerà poco e male e si vivrà ancora peggio.

    Mandi,
    Renzo Riva
    C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare
    e
    P.L.I. F-VG – Energia e Ambiente
    renzoslabar@yahoo.it
    http://renzoslabar.blogspot.com/
    +39.349.3464656

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Caro Giorgio
      gli agricoltori devono essere tenuti con mani e piedi legati altrimenti come farebbero le associazioni agricole a sopravvivere, e direi incidere pesantemente e negativamente sulla vita delle aziende agricole e creare una sorta di voto di scambio in virtù di ipotetiche agevolazioni al mondo agricolo.
      Leggasi vedere quanti dei famigerati rappresentanti del mondo agricolo eletti, sono in realtà solo dei fuoriusciti dalle associazioni di categoria, ma non dai rappresentanti degli agricoltori, ma bensi dalla greve rappresentanza dei burocrati che rappresenta le associazioni stesse.
      Più cercano di gevolare (dicono loro) l’agricoltura promuovendo normative ad-hoc, e più gli agricoltori sono condannati a rivolgersi ai patronati agricoli a farsi assistere e quindi a farsi condizionare ancor di più.
      Neanche le leggi cardine del mondo agricllo sono chiare ed uniformi sul territorio nazionale (basti vedere alcune discrepanze tra le regioni autonome ed il resto del paese) neanche un normale avvocato ci capisce niente di diritto agrario, ci vuole un avvocato specializzato, e poi questo lo chiamano semplificazione e agevolazione al mondo agricolo.
      Non parliamo poi della devastazione che il sistema unito soprattutto al delirio di onnipotenza ed omnipresenza di coldiretti, sta causando al sistema agricolo italia con questa crociata che stanno portando avanti contro gli OGM. L’Italia ERA all’avanguardia nella ricerca basti pensare l’illuminato Nazareno Strampelli che ha fatto dell’Italia un paese leader mondiale nella selezione delle sementi. Oggi in nome di una idiota, faziosa e irresponsabile avversione alla scienza applicata al mondo agricolo, stanno condannando l’Italia all’oblio nella ricerca e nello sviluppo di quete tecnologie che sono considerate a livello planetario come tecnologie salvavita.
      Sapessero almeno cosa sono gli OGM, ma questi burocrati parassiti non hanno neanche lo scupolo di studiare la materia, evidentemente l’igniranza paga quando c’è da spargere ignoranza e fobia collettiva a piene mani, salvo poi vedere sul tabellone delle borse merci più importanti in italia la quotazione quindi l’importazione a navi intere di soia OGM. Bene se io potessi coltivare al pari di un agricoltore argentino, americano, cinese, farei volentieri a meno dell’elemosina PAC che costringe gli agricoltori ad essere perseguitati in burocrazia e controlli, e sarei sicuro che quanto prodotto con queste nuove tecnologie sarebbe molto più sano e biologico! Si proprio biologico, studiate cosa è l’OGM (lo dico al mondo dei profani) e portando un esempio banale, capirete perchè gli Hamish americani, nucleo autogestito di agricoltori strettamente osservanti del rispetto della natura hanno adottato gli OGM fin dal loro esordio.

  • alfonso
    Rispondi

    si può essere d ‘accordo con fidenato ma va anche riconosciuto che l’agricoltura italiana per molti motivi non è in grado di competere con agricolture di altri paesi

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      VERISSIMO!!! Ma il motivo è che è totalmente sussidiata!

      • Samuel Adams
        Rispondi

        In Italia il reddito degli agricoltori deriva (in media) per metà da sussidi statali. Quindi già oggi l’agricoltore è per metà imprenditore e per metà impiegato statale (horribile dictu!!).
        E’ possibile pensare ad una agricoltura eliminando i dazi protezionistici e i sussidi???

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Vari motivi. Molti dei quali si possono pure far risalire allo Stato: eccesso di tassazione, regole ad minchiam, protezionismo stupido, burocrazia eccessiva, ecc.
      E sussidi alla cazzo. Se un’azienda fallisce, smetterà di produrre e venderà i mezzi produttivi a chi sa fare.
      Quando i politici mettono il naso in qualsiasi cosa, la trasformano in merda.
      Ma noi siamo troppo abituati a delegare le nostre responsabilità e a discorsi del tipo “ci vorrebbe una legge” “il governo dovrebbe fare” per capire che senza Stato e senza politici, vivremmo tutti molto meglio.
      Ma molto meglio veramente.

  • zenzero
    Rispondi

    Ma davvero han proposto quella roba lì?

  • Renzo Riva
    Rispondi

    Il pane che trovate in certi supermercati proviene dalla Romania.
    Spero abbiano almeno superato i test CE.
    Oltre al frumento l’elemento di costo preponderante è quello energetico per la sua produzione e cottura.
    Ora s’aggiunge un altro importante elemento di costo energetico: il trasporto.
    .
    Come fanno pertanto ad essere competitivi con i panificatori italiani?
    .
    Non è per caso che ci fanno mangiare merda?

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Era evidente che l’italia era andata in mona, già da quando hanno iniziato a commercializzare la Dacia, fu un brutto presagio, assimilandoci alla romania. Ora nelle statistiche ufficiali che analizzano il cosidetto “Business climate” quindi la facilità di fare impresa, livello di corruzione tassazione etc. etc. che vede Hong Kong ed il Canada in testa alla classifica, vede l’itaglia arrivare molto, ma molto dopo la Rep.Ceca, la Slovakia e l’Ungheria. Non dico altro.

  • Lorenzo
    Rispondi

    Invece di fantasticare e imporci un’agricoltura arcadica che esiste solo nelle poesie – e infatti tra i principali sostenitori di questo sviluppo rurale ci sono gli intellettuali umanisti – perché questi dottori non si chiedono come mai non c’è nessun giovane che vuole fare l’agricoltore?

  • Maximus Deciomeridio
    Rispondi

    Che coincidenza !

    Anche questo signore viene dalla Magna Grecia !

    Guido Bissanti è nato a Cinisi (PA) nel 1955. Si è laureato presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Palermo. Successivamente alla laurea e fino al 1989 svolge l’attività di ricercatore, con fondi finanziati dal CNR, su programmi di lotta biologica ed integrata. Dal 2005 svolge le attivita’ integrative del corso di “controllo biologico e integrato degli organismi animali” presso la Facoltà di Agraria di Palermo

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Quà sono d’accordo, questo signore continuasse e si limitasse a portare avanti le sue ricerche visto che i denari li ha già avuti, farebbe cosa utile per tutti.

  • Maximus Deciomeridio
    Rispondi

    Altre notizie sul mitico Bissanti.

    Come vedete è un parassita a tutto tondo , dato che gravita attorno a ORDINI PROFESSIONALI , UNIVERSITA’ E CONSORTERIE VARIE.

    Guido Bissanti è nato a Cinisi (PA) nel 1955. Si è laureato presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Palermo. Successivamente alla laurea e fino al 1989 svolge l’attività di ricercatore, con fondi finanziati dal CNR, su programmi di lotta biologica ed integrata. Dal 2005 svolge le attivita’ integrative del corso di “controllo biologico e integrato degli organismi animali” presso la Facoltà di Agraria di Palermo.
    Dal 1991 al 1998 ricopre la carica di presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Agrigento; dal 1995 al 1998 quella di presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia.
    Dal 2000 al 2004 è stato componente del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali per il quale è stato delegato in materia ambientale. Dal 2007 AL 2008 è stato ancora componente del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali.
    Dal 2001 al 2005 è stato componente, in rappresentanza del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, del Comitato degli Ingegneri Agronomi Europei (CEDIA) con sede a Bruxelles e del Comitato delle Associazioni degli Ingegneri Laureati Europei (CLAIU) con sede a Bruxelles.
    Dal 1995 è stato coredatore dell’Organo ufficiale del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali – Agroambiente.
    E’ stato coredattore di AF, organo di stampa ufficiale del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.
    Oltre ad alcune pubblicazioni scientifiche ha pubblicato parecchi articoli su periodici, specializzati in materia Ambientale e di Pianificazione del Territorio.
    Nel 1999 ha pubblicato il volume: “Sviluppo Rurale e Rinascimento Politico” edito dalla Nuova Ipsa di Palermo.
    Nel 2003 ha pubblicato il volume: “Dalla Materia al Padre” edito da Mario Grispo Editore di Palermo.
    Negli anni si è interessato alla promozione di Convegni e Dibattiti su questioni Ambientali, su Sviluppo Sostenibile, Termodinamica Ambientale ed Etica Socioeconomica. In questo ruolo è stato coordinatore o relatore di convegni in materia.
    Nel 2001 ha fondato l’Associazione di volontariato per l’applicazione dello Sviluppo Sostenibile – Terredelsud di cui è attualmente il Presidente.
    Svolge la professione di Dottore Agronomo, nel settore della Pianificazione Territoriale e della Progettazione Ambientale.
    Si occupa in particolar modo di Sistemi Ambientali, Termodinamica Ambientale, Sviluppo Sostenibile e Analisi di Politiche Ambientali e Rurali. Dal 2008 è Presidente della Sicilia del Partito Politico Alleanza Cristiana di cui è il responsabile nazionale per l’Ambiente.

    Copyright © 2004-2011 Guido Bissanti
    gubissa@tin.it

    • macioz
      Rispondi

      Me cojoni!

  • Guido Bissanti
    Rispondi

    Che brutta cosa la strumentalizzazione el’incapacità a leggere una proposta che tende a liberare l’agricoltore dai legacci di coloro che mangiano sull’agricoltura (Multinazionali, sindacati, detentori di copyright sulle sementi, ecc. ecc.
    Quando non si comprende che morendo il sistema agricolo morirà il territorio, esonderanno i fiumi, verrà persa la biodiversità (che non è opera dell’Uomo) e la ricchezza dei saperi dell’agricoltore allora capiremo.
    Nessuno ha scritto che l’agricoltura va sostentata monetariamente (non l’ho scritto) da nessuna parte. Andate a vedere perchè qualcuno sta strumentalizzando queste porposte e poi capirete.
    Tutte le attività più piccole (artigianato, agricoltura, piccolo commercio, ecc.) vanno difese ma nessuno meno che il sottoscritto (anzi è una battaglia che porto avanti da anni) intende dire in termini monetari. Esistono le politiche strutturali che in Italia non si fanno più da decenni. Poi sul fatto che io sia un parassita, la cosa mi fa ridere visto che vivo (da oltre venti anni) di professione libera e di (guarda caso) agricoltura (non sovvenzionata).
    Volevo aggiungere poi, chi ha orecchi intenda, che non sono servo di multinazionali, di detentori di bervetti (cosa che è scellerata per la Vita) sul DNA, ne di altre cose del genere. Non sono un comunista (ma che significa oggi?). Ma veramente vi fate prendere per i fondelli da chi vuol fare poltica sulle nostre spalle. Battaglia sia e battaglia sarà, innanzitutto per la libertà di pensiero di questo Paese!

    • macioz
      Rispondi

      Se vuol sapere cosa significa oggi essere comunisti, si rilegga la sua carta costituente. E’ un distillato di comunismo, quasi privo di impurità.
      Lei provi a spiegarmi come metterà in pratica i suoi punti senza ricorrere alla coercizione attraverso le tasse, cioè rubando i soldi degli altri. O pensa che protezionismo, fissazione dei prezzi, incentivi di ogni tipo, non siano “aiuti monetari”, come li chiama lei?
      Se il suo scopo, invece, è solo quello di cantare le lodi dell’agricoltore e tentare di convincere qualcuno a donare qualcosa a favore della causa, liberissimo, ma allora perchè chiamare in causa lo stato?
      Forse perchè così pagheranno anche quelli come me che non sono rimasti estasiati dal suo panegirico?
      Convincere la gente a sganciare i quattrini è sempre stato difficile, ecco perchè è stata inventata la politica.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Dott. Bissanti, mi fa specie che da un collega venga indicata come problema dell’agricoltura la biodiversità. L’agricoltura, come attività antropica, da millenni non ha mai avuto il problema della biodiversità, perchè il suo scopo è di coltivare varietà e specie il più uniforme possibile. L’agricoltura non pratica per niente la biodiversità, anzi fa tutt’altro. La tutela della biodiversità invece si ottiene aumentando la produttivitàm ad ettaro per sfamare tutto il mondo e permettendo di lasciare più terreni possibile allo stato naturale. Questo scopo certamente non si ottiene con l’agricoltura biologica e cn sistemi simili. Un agronomo queste cose le dovrebbe conoscere!!!!! Chi è preoccupato della biodiversità dovrebbe di conseguenza sostenere l’agricoltura biotecnologica e l’intensificazione della stessa e introdurre finalmente il libero mercato e l’eliminazione di tutti i sussidi all’agricoltura per far si che la produzione si avvicini il più possibile alla richiesta.

      • Guido Bissanti
        Rispondi

        Ma chi ha mai affermato che per me è un problema la biodiversità, anzi da anni mi batto contro la omogeneizzazione dell’agricoltura (monospecifità, monovarietà, ecc.). Sono stato in Italia uno dei primi a proporre le Carte Vocazionali dell’Agricoltura dove veniva correlato Ecosistema e potenzialità agricola (Carta dell’agricoltura potenziale).
        Sapete quante specie oramai si coltivano nel mondo? Ebbene, dal punto di vista della termodinamica ecosistemica abbiamo perso il 90 % della potenzialità produttiva (anche attraverso la perdità di fertilità dovuta all’utilizzo insensato del suolo). Abbiamo perso per sempre delle varietà di semi e piante che rappresentavano in certe situazioni un valore produttivo ed economico interessante. Tutto questo perchè abbiamo dovuto specializzare al massimo gli indirizzi produttivi (sotto la speinta del mercato). Poi per es. (uno dei tanti) i grani moderni (molti ottenuti con raggi gamma provenienti da scorie di reattori nucleari) sono i maggiori responsabili (tra le altre) di una malattia che va sotto il nome oramai noto di celiachia. Lo sa che le frane (cosa che nessuno vuole dire) sono dovute al 70 % ai fertillizzanti chimici, che stanno demolendo, attraverso un processo che tanto complesso non è, la sostanza organica e salinizzando il terreno (perdita di struttura). E’ come se stiamo facendo andare il motore di una 500 alla velocità di una Ferrari.
        Non sono io che ho inventato le regole, l’ecosistema non può andare alla velocità che gli stiamo dando noi, e non posso mai considerare l’attività agricola disgiunta dalla termodinamica ecosistemica. Non è una catena di montaggio. E’ una macchina termodinamica molto complessa che se non conosco bene danneggio per migliaia di anni.
        Poi chi ha parlato mai di sussidi all’agricoltura. Io parlo di attenzione che è una cosa molto diversa. Sono tra i principali sostenitori che l’uso della finanza in agricoltura la demolita (demolendo la capacità imprenditoriale dei suoi operatori).
        Comunque sia per qualunque chiarimento sono sempre disponibile.
        Un cordiale saluto
        Guido Bissanti

        • Samuel Adams
          Rispondi

          Sono incuriosito da quanto lei ha scritto: “… i grani moderni (molti ottenuti con raggi gamma provenienti da scorie di reattori nucleari) sono i maggiori responsabili (tra le altre) di una malattia che va sotto il nome oramai noto di celiachia.”
          E’ un’ipotesi (tra le altre) o un fatto scientificamente dimostrato?
          Vorrei approfondire…. in cosa consiste questo processo con i raggi gamma? Quali effetti può avere oltre alla celiachia? Gli italiani sono forti consumatori di pasta (fatta con grano duro). Mi viene un dubbio atroce. Questo frumento “gammato” potrebbe essere una spiegazione del declino fisico-economico-politico-morale dell’italia e della sua resa alle idee socialiste??
          La cura sarebbe semplice:eliminare la pastasciutta per sostituirla con fiorentine alla brace, capretti, abbacchi, ostriche e Valpolicella “a buso” (patate al forno al posto del pane). E vediamo se si abbassa lo “spread” (e se si alza il colesterolo)!!

          • Guido Bissanti

            Sulla metodologia di trattamento ai raggi gamma c’è una enorme bibliografia, sia cartacea che in internet.
            Basta inserire i termini celiachia, raggi gamma, grano che esce un’abbondantissima documentazione.
            Negli utlimi tempi si stanno reintroducendo alcune varietà “antiche”, quindi non provenienti da queste manipolazioni (non sono OGM nel senso più stretto dele termine) come la timilia con un lavoro di selezione interessante. Tra i grani “bombardati” c’è il Creso (di cui c’è molta documentazione in merito) ed altre varietà.
            Ci sono poi moltissimi lavori scientifici in materia ed altri di natura statistica. Si sta tentando oggi di coniugare i due modelli di ricerca per arrivare ad una verità plausibile.
            L’uso di geni modificati è quindi una categoria tecnico-scientifica molto delicata, come quella degli OGM. E’ noto che, per es., alcuni OGM vengono ottenuti immettendo al loro interno dei retrovirus (Retroviridae), cioè muniti di trascriptasi inversa per modificare il DNA della pianta stessa (o per indurre la produzione dell’ormone della crescita o di altri ormoni in animali da allevamento), (rispondo a chi volela la libertà di coltivazione di OGM); questo meccansimo è simile a quello dei virus tumorali ed è quindi molto discutibile l’uso di questa tecnica (come di altre) per ottenere OGM. Ora io non sono ne a favore ne contro gli OGM, come concetto generale. Ma per il controllo della tecnica che si utilizza e degli effetti termodinamici (rapporto energetico suolo/ogm e fertilità di lungo periodo) dell’Uso degli OGM. Di quest’ultima ricerca non c’è quasi traccia nel mondo.
            Grazie per l’attenzione e sempre Buona Libertà dell’Uomo nel rispetto di tutti!

        • macioz
          Rispondi

          “Poi chi ha parlato mai di sussidi all’agricoltura.”

          Egr. Dr. Bissanti, copio e incollo dalla sua carta costituente:

          “Alle attività dell’Agricoltura devono essere destinate le più alte e dignitose attenzioni da parte dello Stato.”

          “Per questo motivo gli agricoltori, nell’espletamento della loro attività produttiva, devono essere garantiti e tutelati dalle leggi dello Stato al di sopra delle dinamiche della finanza e del mercato.”

          “a tal fine sosterremo ogni atto finalizzato alla crescita delle nuove generazioni agricole e dell’assistenza alla produzione agricola.”

          “L’uso della Finanza e del Credito Agrario, per le attività agricole, non possono essere considerati alla stregua delle altre attività produttive”

          “La formazione dei prezzi agricoli va sottoposta al controllo dello Stato che ne regolamenterà i valori aggiunti e gli incrementi al fine di contenere le sperequazioni e le speculazioni.”

          “Gli scambi commerciali, soprattutto nel settore agroalimentare, devono essere sottoposti ad un sistema di norme che ne regolino i flussi, in presenza di reali deficit locali.”

          Approfittando della sua disponibilità a chiarimenti, potrebbe gentilmente spiegarmi, se questi non sono sussidi, cosa sono?
          O pensa che basti definirli “attenzioni” per cambiare la sostanza?

          • Guido Bissanti

            Ma state disconoscendo che tutto questo è già frutto della Dichiarazione di Cork del 1996 (da cui discendono tutti i PSR e la PAC) della Politica Europea? Non l’ho inventata io; possibile che si disconosca tale Norma costituente della Politica Rurale Europea. Proprio per questo io parlo di garanzie … , e dopo affermo “L’uso della Finanza e del Credito Agrario, per le attività agricole, non possono essere considerati alla stregua delle altre attività produttive”; proprio perchè riconosco la pericolosità a questo uso scellerato di questa (con le regole odierne) in agricoltura. Per quanto ri gli scambi commerciali poi, ancor di più non posso mettere sul mercato l’ecotipicità delle aziende (questi sono concetti che l’estimo e l’ecologia affermano senza possibilità di discussione. Invece noi abbiamo stravolto le leggi, ripeto Leggi delle economie aziendali, interferendo con metodiche finanziarie, pericolose ed inadeguate alla tutela dei sistemi produttivi ecologici.
            Per quanto riguarda la formazione dei prezzi lei saprà che, soprattutto nel settore agricolo esistono i famosi “Cartelli” che tutto sono tranne un sistema di libera concorrenza e che sono proprio quelli che non faranno mai entrare gli agricoltori (soprattutto quelli più piccoli) nel libero mercato. Mi meraviglio che cose così note (e tristemente reali e concrete) vengano strumentalizzate al contrario. Questa famosa carta dei principi è stata lodata in mezza Europa per il suo contenuto svincolistico dai “Sistemi di Controllo” dei Grandi Monopolisti Mondiali e per la sua apertura verso la tutela di quella delicata macchina termodinamica che è l’ecosistema agricolo, di cui (e lo dice la conferenza di Cork) l’agricoltore (sentinella come lo definisce la predetta conferenza) diventa tutelatore di equilibri che non sono solo economici ma prima ancora ecologici.
            D’altrone il termine Economia viene dal Greco οἴκος e nomos, cioe norme dentro la casa: cioè regole interne da rispettare in un sistema. Oggi invece abbiamo scatenato la finanza che distrugge proprio l’economia patrimoniale (che nasce proprio nel settore primario (quale l’agrioltura). Spero di essere stato utile e di aver dato un contributo anche ad una migliore costruzione di questo Paese!

        • _Salvatore
          Rispondi

          Sig. Guido Bissanti,
          Lei afferma:
          “Poi per es. (uno dei tanti) i grani moderni (molti ottenuti con raggi gamma provenienti da scorie di reattori nucleari) sono i maggiori responsabili (tra le altre) di una malattia che va sotto il nome oramai noto di celiachia.”

          Gentilmente, mi può segnalare 1 (uno) studio che parla di quanto Lei afferma? (non mi dica che ce ne sono tanti, mi faccia il riferimento ad uno, uno solo di questi – magari, visto che ce ne sono tanti, il più autorevole dal punto di vista scientifico)

          Lei afferma:
          “Lo sa che le frane (cosa che nessuno vuole dire) sono dovute al 70 % ai fertillizzanti chimici, che stanno demolendo, attraverso un processo che tanto complesso non è, la sostanza organica e salinizzando il terreno (perdita di struttura).”

          Nuovamente e sempre gentilmente, mi può segnalare 1 (uno) studio che parla di quanto Lei afferma? (non mi dica che ce ne sono tanti, mi faccia il riferimento ad uno, uno solo di questi – magari, visto che ce ne sono tanti, il più autorevole dal punto di vista scientifico)

          La ringrazio dell’attenzione. Sono molto interessato a quanto Lei sostiene ed attenderò con ansia la Sua risposta.

    • _Salvatore
      Rispondi

      Dott. Bissanti,
      sono un agricoltore biologico (ebbene si, in questo sito ci giro pure io… e ben volentieri) ed in teoria la “biodiversità” dovrebbe essere il mio pane quotidiano, eppure…
      Lei parla di diritti sulle sementi e ne parla in maniera negativa; io ogni anno acquisto le sementi da produttori professionali, che fanno del “produrre sementi” il loro lavoro: perché mai dovrei negare loro il giusto compenso? Se mi occupassi anche delle sementi dovrei investire risorse finanziarie e di tempo eccessive, per selezionarle; a me conviene – sotto ogni punto di vista – acquistare le sementi che mi occorrono. O forse si pensa che un produttore bio non sia attento alla quantità oltre che alla qualità di ciò che produce? Se non fossi attento alla semente produrrei – se va bene – metà di quanto produco con semente sana, selezionata e ben conservata. Dove sta il male in tutto questo?
      La biodiversità mi può interessare per avviare coltivazioni “di nicchia”, come sto facendo con il grano saraceno, ma a me non interessa avere un campo di piante moribonde – ma ricche di biodiversità – a me interessa produrre qualcosa da offrire a chi ne è interessato, il più bello possibile, in quantità maggiore possibile, utilizzando determinate tecniche che il legislatore chiama biologiche e che a me danno soddisfazione nell’applicarle.
      Ma quante volte mi sono chiesto se mi tornano i conti quando utilizzo il bacillus turingensis, o il piretro per far strage di insetti… quando ci potrebbe essere una via – la biotecnologia – che mi lascerebbe vive tutte quelle bestiole!
      Ed io sarei ben felice di pagare il lavoro a questi biotecnologi sottoforma di diritti sulle sementi.

  • Guido Bissanti
    Rispondi

    Gli slogan sono belli da fare ma aprite gli occhi …. sperando che questo mio contributo non venga ….. censurato!
    Emettere giudizi senza conoscere le persone è già un atto di presunzione e di scarsa libertà, quella libertà che tanto difendiamo!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Non so quali siti frequenti, ma qui la censura è bandita. Noi le idee che professiamo le pratichiamo!

    • F.G
      Rispondi

      Dott. Bissanti trovo il suo discorso molto sensato.Come apicoltore e agricoltore mi trova dalla stessa sua idea!

  • FrancescoPD
    Rispondi

    Lei sig, Bissanti ha tutto il diritto di coltivare le sue biodiversità, nulla da eccepire, come io dovrei essere tutelato nella scelta di poter coltivare OGM. E’ questo quello che non entra nella testa di molti, e per soffocare il mio sacrosanto diritto i contrari per partito preso fanno ingiustificato arrogante e non so come altro definirlo terrorismo psicologico diffondendo falsità a profusione. Mi corregga se sbaglio in materia
    Con rispetto

  • Ruggero
    Rispondi

    Concordo invece pienamente con Bissanti, sono proprio i sistemi libertari che stanno distruggendo il mondo facendolo entare in un caos senza precedenti. Poi leggendo attentamente i principi di Bissanti non si parla affatto di sovvenzioni all’agricoltura ma di attenzione verso un settore che invece è sotto le grinfie di multinazionali e grandi potenti! Mi sa che molti di voi sono molto ma molto fuori strada!

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