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DI REDAZIONE

Intervista a Giorgio Fidenato, di Luciano Capone

Il sostituto di imposta è “chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri”. È il meccanismo per cui il datore di lavoro diviene esattore: versa al dipendente solo una parte della retribuzione e gira il resto allo Stato. Già nel 2000 i Radicali, con la consulenza dell’allora liberale Giulio Tremonti (sì, esisteva un Tremonti liberale, quello che ha scritto “Lo Stato criminogeno”), avevano raccolto le firme per un referendum abrogativo contro la norma, ma il quesito venne bocciato dalla Consulta. Dopo diversi anni un combattivo imprenditore agricolo di Pordenone, Giorgio Fidenato, ha iniziato una battaglia solitaria contro il “sostituto d’imposta”. Dal gennaio 2009 il presidente degli Agricoltori Federati, dopo aver auto-denunciato all’Agenzia delle Entrate e all’Inps il rifiuto di sostituirsi ai propri dipendenti nel pagamento delle imposte, versa agli stessi la busta paga lorda.

Fidenato, perché si rifiuta di adempiere al “sostituto d’imposta”?

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Lo Stato ci obbliga a fare un lavoro, quello di trattenere dalla busta paga dei nostri dipendenti quanto essi devono pagare per tasse e contributi Inps. Quest’obbligo lo ritengo lesivo dell’art.23 della Costituzione secondo cui non si può imporre alcuna prestazione personale o patrimoniale; inoltre anchela ConvenzioneEuropeadei diritti dell’uomo sancisce che “nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio” ad eccezione della leva militare. Il sostituto d’imposta poi non si limita allo Stato: se avessimo avuto iscritti al sindacato saremmo stati costretti a lavorare anche per loro, a prendere i soldi ai dipendenti e versarli al sindacato. Sono cose che gridano vendetta!

Quindi, un po’ come avviene per la leva militare, la sua è un’obiezione di coscienza?

Non invio più nemmeno il modello dm10, la dichiarazione che si fa all’Inps sulle retribuzioni lorde ai dipendenti. Non faccio né il gabelliere, né la spia: se vuoi sapere quanti soldi ha avuto chiedilo al dipendente. Io non solo mi rifiuto di lavorare gratis, ma mi rifiuterei anche se mi pagassero 100.000 euro a cedolino paga, è un lavoro che non accetto di fare. Per me è un po’ come pulire i cessi, io a pulire i cessi non ci vado nemmeno se mi pagano.

I dipendenti sono d’accordo? Rischiano qualcosa dal punto di vista legale?

Non c’è astio, non c’è conflitto, perché non gli tolgo nulla. A me costano 2000 o 3000 euro e gli do tutta la cifra in busta paga. Li ho aiutati e continuo a farlo per il calcolo delle tasse sulla busta paga; inoltre, a copertura di ogni loro possibile responsabilità ,li ho invitati a spedire una raccomandata alla Agenzia delle Entrate in cui chiedono come devono comportarsi di fronte a un datore di lavoro un po’ “matto” che gli da la busta paga lorda.

I sindacati sono tra i suoi critici peggiori, dicono che la sue è una “cretinata di carattere eversivo” e che lei non è altro che un evasore…

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I detrattori ovviamente la buttano in caciara, non sanno nemmeno di cosa parlano. Io sulle tasse ho una certa idea, ma questa mia battaglia non c’entra niente né con l’evasione, né con lo sciopero fiscale perché io pago la busta paga integrale. Sono i lavoratori che devono pagare le loro tasse, non io. I miei dipendenti hanno cercato di pagare le tasse attraverso un libretto al portatore, mala Agenziadelle Entrate si è rifiutata di accettare il pagamento perché vuole che sia io a versare. Un debitore va a pagare i propri debiti e loro non lo accettano, vogliono che sia un altro a pagarli. Assurdo.

Anche in ottica marxista si potrebbe dire che il sostituto d’imposta è un’alienazione del lavoro del proletariato da parte del padrone.

Penso proprio di sì, ma questi qua non sono marxisti, ormai sono solo statalisti. Se lo rileggessero forse scoprirebbero che nemmeno Marx era così statalista. La realtà è che il sostituto di imposta sta bene a loro e non ai lavoratori, vorrei vedere se dovessero chiedere ogni volta la tessera o la trattenuta sindacale…

TRATTA DA fareitaliamag.it

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Showing 4 comments
  • Brillat-Savarin
    Rispondi

    “Non invio più nemmeno il modello dm10, la dichiarazione che si fa all’Inps sulle retribuzioni lorde ai dipendenti. Non faccio né il gabelliere, né la spia: se vuoi sapere quanti soldi ha avuto chiedilo al dipendente. Io non solo mi rifiuto di lavorare gratis, ma mi rifiuterei anche se mi pagassero 100.000 euro a cedolino paga, è un lavoro che non accetto di fare. Per me è un po’ come pulire i cessi, io a pulire i cessi non ci vado nemmeno se mi pagano.”

    FAN-TAS-TI-CO!
    Questo significa parlar CHIARO.
    GIORGIO SEI IL MIGLIORE.

  • Dino
    Rispondi

    Ho davvero tantissimo rispetto per questa battaglia.

  • Piero
    Rispondi

    Bravo Giorgio, continua la tua battaglia, siamo tutti con te, girero’ la tua storia
    ad altri artigiani come me che la pensano ugualmente. Stai lontano da tutti i politici. Hai tutta la mia solidarieta’. Mandiamoli a faticare veramente questi
    pezzi di MM……. dei nostri “onorevoli ” .

  • libertyfighter
    Rispondi

    GRANDE GIORGIO.
    Ti voglio bene!!

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