In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI REDAZIONE

Continua la nostra battaglia, intrapresa con Giorgio Fidenato, contro il SOSTITUTO D’IMPOSTA. Di seguito, postiamo il ricorso presentato questa mattina da Fidenato per opporsi alle richieste avanzate dall’Inps. Ci auguriamo che anche la stampa liberale torni ad occuparsi di questo caso, perchè esso rappresenta il tentativo di un libero imprenditore di opporsi a leggi liberticide. Ahinoi, è il silenzio dei buoni il vero problema, ed ancor peggio è il silenzio assordante di troppi liberali-liberisti, che anziché raccontare questa storia se ne stanno zitti. (L.F.)

C.A. Direzione Regionale del Lavoro

Via G. Carducci 20-34125 TRIESTE

IL RICORSO

Ordinanza n° 30/12 della Direzione Territoriale del Lavoro di Pordenone.

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Il sottoscritto dott. Giorgio Fidenato, nella sua veste di Presidente legale rappresentante  dell’associazione  Agricoltori Federati di Pordenone,

ñ vista l’ordinanza n° 30/12 di cui al protocollo 1968 della Direzione Territoriale del Lavoro di Pordenone (allegato 1);

ñ premesso che con lettera raccomandata n° 13582863996-0 del 09/06/2009 (allegato 2) si era già provveduto ad informare l’INPS di Pordenone che dal mese di giugno 2009 (relativi alle retribuzioni del mese di maggio 2009 dei propri dipendenti e dei propri collaboratori a progetto) l’associazione non avrebbe più provveduto ad inviare agli uffici INPS i DM10 contenenti l’importo della retribuzione pagata ad ogni singolo dipendente o collaboratore;

ñ visto l’art. 23 della nostra Costituzione;

ñ considerato che (vedi Commentario breve alla Costituzione a cura di Bartole-Bin, Padova 2008, pag. 197) c’è chi in dottrina sostiene che:”… la collocazione della norma nella topografia costituzionale lascia intendere che tale disposizione vada letta come clausola finale di garanzia, tesa a completare per le prestazioni personali le libertà negative fissate dagli art. 13 e seguenti, mentre per le libertà economiche, fissate dall’art. 41 Cost., si tratterebbe di un espresso riconoscimento della sfera di relativa intangibilità della libertà medesime che proprio nell’art. 23 compaiono chiaramente ed espressamente nella parte della Costituzione dedicata alle garanzie fondamentali. L’art. 23 della Cost. sarebbe quindi non una norma sopraordinata, ma una norma coessenziale al sistema delle garanzie personali ed economiche e manterrebbe la primaria funzione di garanzia dei diritti individuali”;

ñ considerato che in giurisprudenza è degna di menzione Corte Cost. n° 4/1957 ove la norma in questione è ritenuta “.. intesa alla tutela della libertà e della proprietà individuale”;

ñ considerato che ne consegue che tale disposizione pone dei limiti invalicabili oltre i quali neppure la legge può imporre prestazioni personali tali da vanificare l’effettivo godimento dei diritti di libertà e proprietà individuale;

ñ visti l’art. 4, commi 2 e 3, della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4.11.1950, attuata con Legge 4.8.1955 n° 848;

ñ considerato che l’art. 4, commi 2 e 3 delle norme CEDU, prevede che:”..2. Nessuno può essere obbligato a compiere un lavoro forzato od obbligatorio; 3. non è considerato lavoro forzato o obbligatorio ai sensi del presente articolo: a) il lavoro normalmente richiesto ad una persona detenuta alle condizioni previste dall’art. 5 della presente Convenzione o durante il periodo di libertà condizionale; b) il servizio  militare o, nel caso degli obiettori di coscienza nei paesi dove l’obiezione di coscienza è considerata legittima, qualunque altro servizio sostitutivo di quello militare obbligatorio; c) qualunque servizio richiesto in caso di crisi o di calamità che minacciano la vita o il benessere delle comunità; d) qualunque lavoro o servizio facente parte dei normali doveri civici”;

ñ considerato che come insegna la giurisprudenza della Corte Costituzionale (si vedano le note sentenze della Corte Cost. 24.10.2007, n. 348 e 349) le norme della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (cosiddette norme CEDU) assurgono alla funzione di integrare in concreto gli obblighi internazionali dello Stato, nel rispetto dei quali la potestà legislativa va esercitata secondo il novellato art. 117, comma 1. Cost;

ñ considerato che appare evidente che la normativa nazionale che obbliga il datore di lavoro a facere cioè a comunicare l’importo della retribuzione mensile data ai propri dipendenti o collaboratori, in sostituzione degli stessi, per il calcolo dell’importo dei contributi che dovranno essere versati all’INPS per alimentare il loro fondo previdenziale, contrasti con quella di fonte costituzionale e di fonte CEDU, recepita peraltro con legge ordinaria, che invece nega la legittimità di ogni forma di lavoro obbligatorio al di fuori delle eccezioni sopra menzionate,

ricorre

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a codesta Direzione Direzione Regionale del Lavoro affinché voglia accogliere le seguenti

conclusioni

in via preliminare: sospendersi l’esecutività dell’ordinanza di ingiunzione, per le ragioni indicate in narrativa;

nel merito: attesane la rilevanza e la non manifesta infondatezza ex. art. 23 e 117, comma 1 (in relazione quale parametro interposto, all’art. 4, commi 2 e 3, norme CEDU) sospendersi il giudizio per ottenere dalla Corte Costituzionale la declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 42 del T.U. 30/5/1955 n° 797 per la ragioni indicate in atti e per le ulteriori che dovessero ravvisarsi d’ufficio; annullarsi di conseguenza l’ordinanza ingiunzione; dichiararsi non dovute e, quindi, annullarsi le sanzioni amministrative e gli interessi di mora e tutte le voce voci accessorie dell’ordinanza- ingiunzione.

Pordenone, 5 marzo 2012

Il Presidente

( dott. Giorgio Fidenato)

QUI IL RICORSO: Ricorso contro ordinanza 30-12

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Showing 15 comments
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Ci sarà un giudice a Berlino…

  • enrico
    Rispondi

    potete fare un pdf, che così si riesce a farlo girare meglio?

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      lo faremo, grazie

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Ecco! Giusto! Ché su quello italiano non ci faccio affidamento. L’ultima mia causa fu contro la CCIAA che fa pagare fior di tangente solo per tenere un nominativo in anagrafe, giacché poi tutto il resto lo fa pagare a parte. Eravamo in sette ed io fui cassato perché la mia firma non era perfettamente leggibile, ma avreste dovuto vedere quella della controparte. Ho rimosso per schifo il ricordo dei particolari, ma per gli altri sei le motivazioni furono analoghe nel merito. Cane non mangia cane.
    Auguri Giorgio!

  • Massimo74
    Rispondi

    Non capisco una cosa.In questo ricorso mi pare di capire che si faccia solo riferimento alla violazione dell’art.23 della costituzione e non anche alla violazione degli altri articoli (ad esempio l’art.3) a cui ci si era appellati nel ricorso contro l’INPS nel procedimento di primo grado.Qual’è la motivazione di ciò?

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      Ho fatto una cosa veloce e in casa, perché tanto il comitato regionale ci darà torto. Non sono stato li tanto a dissertare. Ci condanneranno lo stesso a pagare 22.000€ di multa. Ahahaha

      • Cristian Merlo
        Rispondi

        A parte gli ovvi e naturali scongiuri, così come la ovvia e scontata ammirazione che un vero amante della libertà non può che nutrire nei confronti di Giorgio Fidenato, “butto via la testa”, ma non riesco proprio a comprendere i motivi, richiamati da Leonardo in premessa, per cui “troppi liberali-liberisti, … anziché raccontare questa storia se ne stanno zitti” . Per quale motivo? Perchè un tale comportamento? Perchè non fare fronte comune? Perchè non sposare, tutti assieme, una battaglia simbolica che merita di essere combattuta a prescindere, ma il cui sostegno potrebbero anche sortire, in relazione ai principi ed alle idee sostenute, esiti imprevisti ed impredicibili, dalla portata devastante per la tenuta di un sistema marcio e corrotto? Insomma, perchè questo silenzio assordante?

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          sono d’accordo Cristian, questo silenzio è assordante. Non sarebbe meglio “rinsordire” qualche giornalista d’avanguardia di qualche Tg anche locale, che poi faccia da cassa da risonanza a livello nazionale ?

  • mario
    Rispondi

    grandissimo !
    In bocca al lupo.
    Mario

  • marcoper
    Rispondi

    Grande Giorgio, coerenza ad oltranza

  • enrico
    Rispondi

    dimenticavo, come si fa a dare un contributo per la spese legali?

    • luca
      Rispondi

      nel sito del movimento libertario in basso a sx “Donazioni”

  • Brillat-Savarin
    Rispondi

    Rivolto a Leo: prova a sentire nuovamente Ostellino, che sarebbe ora che rifacesse un nuovo articolo del tipo di quello del 24.9.2009: ORA è IL MOMENTO GIUSTO!

  • Deciomeridio
    Rispondi

    Caro Leonardo Facco.

    Noto che sono diverse settimane che non scrivi le tue scemenze sulla Lega Nord.

    Cosa è successo ?

    Ah ! Capisco !

    Per anni hai descritto Bossi come il cane da compagnia di Berlusconi, avendo venduto il simbolo del Carroccio al cavaliere , mai supportate da documenti se non qualche pezzo di carta straccia da te recuperato in qualche cestino di Via Bellerio.

    Oggi invece Bossi ha mandato a fare in culo il cavaliere facendogli sapere che glifa pena : come si concilia questa arroganza di Bossi nei confronti di Berlusconi col fatto che quest’ultimo sarebbe proprietario del simbolo del Carroccio ???

    Infatti non si concilia e rappresenta la prova del nove che nei tuoi libri hai scritto solo falsità.

    ” Bossi non lascerà mai Berlusconi! Perchè Berlusconi ha comprato la Lega ed il suo simbolo ! ”

    ” Bossi è il cane da compagnia di Berlusconi e non morderà mai più ! ”

    Queste sono le stronzate scritte per anni da giornalisti epolitici di mezza tacca.

    L’ anticomunismo di facciata del Cavaliere è andato a farsi fottere ed ora esso vota COI COMUNISTI da lui tanto odiati, tra una leccata di culo e l’ altra a Mario Monti ed a Bersani.

    Stanno addirittura pensando di fondersi in un Partito Unico che potrebbe chiamarsi INSIEME PER L’ ITALIA !Una ammucchiata con dentro tutti:cani e porci ma soprattutto troie.

    Aveva proprio ragione quel tale che scrisse tanti anni fa : IL PATRIOTTISMO E’ L’ ULTIMO RIFUGIO DEI FARABUTTI.

    Oggi la Lega Nord è la sola forza che si oppone al governo dei Banchieri e della finanza internazionale che il vostro sito contrasta, e giustamente , aggiungo io.

    Nemmeno una parola su Davide Boni.

    Questo ti fa onore in quanto anche tu hai capito che i poteri forti hanno attivato l’ Ufficio Porcate e Colpi Bassi del Tribonale di Milano al solo scopo di cercare di far cadere la Regione Lombardia ed avere così , dopo il colpo di Stato di Monti a Roma ,il pieno controllo del Paese , potendo gestire in tal modo sia la Capitale Politica che quella Economica della Nazione.

    Le recenti accuse a Romano La Russa sono ancora più indicative di questo tentativo di replicare il golpe romano anche in Padania.

    Nel frattempo il governo Monti ha smontato la Riforma federale messa in piedi solo e grazie alla Lega e sta eliminando tutti i provvedimenti di Maroni , dal contrasto all’ immigrazione clandestina alle norme contro il teppismo negli stadi.

    Se i provvedimenti leghisti fossero stati così innocui per il potere centralista romano, non pensi che li avrebbero lasciati stare ?

    Ora l’ unica nota dissonante alla piena affermazione di un governo eterodiretto grazie alla complicità di Giorgio Napolitano ( che andrebbe processato per alto tradimento ) resta soltanto la Lega Nord ed un uomo in precarie condizioni di salute ( come l’ Italia ) di nome Umberto Bossi.

    E in molti lo stanno capendo : soprattutto in quella enorme massa di coglioni che in Padania hanno creduto per anni alle promesse farlocche del piazzista Silvio Berlusconi.

    Ma anche numerosi elettori della sinistra, rovinati dai provvedimenti di Monti e dall’ Euro di Prodi, stanno passando alla Lega.

  • marcoper
    Rispondi

    “Deciomeridio” le consiglio di esplorare in lungo e in largo http://www.lindipendenza.com/

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