In Anti & Politica, Economia, Libertarismo, Primo Piano
Recent Posts
Showing 8 comments
  • myself
    Rispondi

    All’inizio ero un pò preoccupato perchè temevo che di Fidenato si sentisse solo dire che non voleva pagare le tasse, senza sentire il perchè. Invece fortunatamente gli hanno dato ancora un pò di spazio ed è riuscito a spiegarsi abbastanza bene. In effetti il problema di qualsiasi messaggio intelligente è che non lo si può enunciare in un breve slogan.

    Gianfranco Polillo: “L’articolo 3 della nostra costituzione […] stabilisce che esistono dei diritti inalienabili e dei doveri inderogabili e tra i doveri inderogabili c’è anche il pagamento delle tasse nelle forme decise dalla legge…”

    Spiacente Polillo ma l’articolo 3 non dice affatto queste cose che lei si è inventato di sana pianta:

    “Art. 3

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

    Probabilmente Polillo si riferiva all’articolo 2, che comunque non parla mai esplicitamente di tasse:

    “Art. 2

    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

  • Nicola
    Rispondi

    Trovo scandaloso che l’ART.75 della Costituzione vieti esplicitamente cose di buon senso.
    Riporto l’articolo:
    “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].”

    Praticamente se viene fissato il 200% di tasse, non è possibile opporvisi….non si possono fare referendum!
    Anche per i trattati di Maastricht, Lisbona, ecc….non è stato possibile fare referendum di approvazione.

  • mario
    Rispondi

    Quando un ordinamento non può essere messo seriamente in discussione, senza violenza, con spirito di servizio ed intento di promuovere la libertà individuale, significa che non mostra interesse ad evolversi.
    Questo stupro del buon senso e della buona amministrazione (sempre che uno stato possa esserne dotato) costituiscono violenza e conflitto di interessi verso i danti causa (popolo sovrano..hahaha).
    Se i funzionari dello stato non si rendono conto di ciò essi si pongono al di fuori dell’ordinamento costituzionale.
    Se l’ordine giudiziario non si rende conto di ciò detto ordine (e non potere dello stato) abdica la propria funzione e perde la ragione di esistere ed il rispetto dell’uomo che in comunità gli ha attribuito quell’alito di vita quale ultima speranza contro gli effetti indesiderati di norme percepite come ingiuste.
    La battaglia persa di Giorgio è tutt’altro che inutile, merita rispetto e sostegno, non sarà questo stato a riconoscere l’importanza di stare dritti in piedi contro il soppruso. La battaglia di Giorgio entra a pieno titolo tra le gesta epiche che gli uomini liberi trasmetteranno quale esempio di cosa si deve fare davanti ad un tiranno.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Chi ascoltava Fidenato se la faceva sotto.
    Capivano che Fidenato ha il buonsenso e la semplicità dalla sua parte.
    Semplicità e buonsenso che sono nemici della casta e del potere che gestisce.
    Ho visto volti di persone che si sentivano minacciati dal bravo Giorgio.
    Ho visto la loro paura.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Guardando il sorriso beffardo di tale Polillo nel filmato, e la sua supponenza di citazione dell’art. 3 della costituzione, come se la costituzione fosse la legge di Dio, giusta ed immutabile, mi chiedo :
    le brigate rosse hanno sbagliato epoca ?

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Le brigate (allora furono rosse) sbagliarono obbiettivi.
      Ma bisogna capire che erano giovani plagiati dal comunismo terrorista.
      Dal comunismo fondato sull’invidia sociale.
      Oggi si potrebbe inventare un brigatismo fiscale non violento.

      • Brillat-Savarin
        Rispondi

        Il principio di non aggressione è la pietra angolare dell’azione umana: l’idea di un “brigatismo fiscale non violento” è molto buona e coerente con i principi.

  • Lorenzo
    Rispondi

    In quale paese europeo non c’è il sostituti d’imposta? in Francia c’è, come sostiene Polillo, o non c’è, come sostiene Fidenato?

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search