In Anti & Politica

DI REDAZIONE

Domattina, Giorgio Fidenato sarà ospite di Radio 24 – la versione di Oscar –

per parlare della battaglia del

Movimento Libertario contro il SOSTITUTO D’IMPOSTA.

Stasera, inizieremo a pubblicare – su questo sito – i moduli per sostenere la battaglia in

tribunale.

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di SANDRO SCOPPA*

Già nel 2000 i radicali avevano raccolto le firme per indire dei referendum abrogativi, tra i quali uno per abolizione del sostituto d’imposta. Senonché, la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla loro ammissibilità, decise di ammettere solo sette tra i referendum proposti e di escludere, tra gli altri, quello riguardante il sostituto d’imposta. Nonostante ciò, il dibattito sulla sua abolizione è continuato, ed è ora diventato ancor più attuale con l’iniziativa intrapresa da qualche tempo da Giorgio Fidenato, l’imprenditore di Pordenone che ha deciso di dismettere il ruolo di sostituto d’imposta e di versare direttamente ai suoi dipendenti l’importo lordo delle retribuzioni, comprensivo cioè delle quote per ritenute fiscali e previdenziali.

Il sostituto d’imposta, come riporta la manualistica, è il soggetto obbligato al pagamento di imposte per una capacità contributiva realizzata da altri. Tra gli esempi più comuni si ricordano le imprese e le agenzie di credito che sono tenute a eseguire le ritenute fiscali sui compensi pagati ai dipendenti o sugli interessi corrisposti ai correntisti, i committenti di lavoratori autonomi, i condomini, ecc. È una figura peculiare del diritto tributario, eminentemente strumentale in quanto tende a rendere immediati l’accertamento e la riscossione dei tributi da parte dell’erario. Il suo ambito è tuttavia più vasto rispetto alla nozione di sostituzione tributaria che si desume dal tenore dell’art. 64, 1° comma, del d.p.r. 29 settembre 1973 n. 600. In essa infatti si ricomprendono quelle ipotesi di ritenuta di acconto che non costituiscono il prelievo definitivo di una quota del tributo, bensì rappresentano l’anticipazione del pagamento non definitivo del tributo stesso che in uno secondo momento sarà liquidato nuovamente, con l’eventuale restituzione dell’eccedenza al sostituito.

Continua qui: http://www.lindipendenza.com/sotituto-imposta-abolizione/

 

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Showing 3 comments
  • Drago78
    Rispondi

    Bene non mancherò!! Grande Fidenato siamo con te!!

  • Rispondi

    Giorgio, per favore, metti bene in evidenza che i lavoratori dipendenti sono TARTASSATI, senza saperlo, al pari dei loro datori di lavoro e dei lavoratori autonomi e potrebbero guadagnare il 50% in più se lo STATO, nel costo del lavoro, non ci inzuppasse pane e brioche.
    E’ vero che tecnicamente il problema verte sul fatto che lo STATO impone al datore di lavoro di fare da esattore (sostituto d’imposta) ma questo non è molto avvertito. Politicamente la battaglia è sulla non percezione di quanto l’APPARATO estorce prima della busta netta facendo ricadere la colpa sul datore di lavoro “CHE PAGA POCO”.
    E’ dalla messa in chiaro di questa cosa che potremo sperare di ottenere un seguito e qualche possibilità di battere e abbattere l’ESTORSORE.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Carmelo hai ragione, ma io sono in un tribunale e in un tribunale si parla di diritto e non di politica. Se il giudice capirebbe che la causa ha un’altro scopo, sicuramente rigetterebbe la nostra istanza. Poi lo sappiamo tutti: le conseguenze inintenzionali della mia causa sono dirompenti, ma a me non può interessare, anzi non deve interessare, pena il sicuro fallimento della causa!!!!

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