In Esteri, Libertarismo

DI MICHAEL ROZEFF*

Alcuni individui e certi gruppi, in California, vogliono vietare la circoncisione maschile, e stanno ottenendo le misure poste sulle schede locali per votare. In Louisiana, vi è un tipo di legge che prevede l’insegnamento della creazione dell’uomo,nelle scuole pubbliche, che vede mobilitarsi contro, nel tentativo di abrogarla, tutti coloro che non la approvano e ne sono irritati.

Le donne egiziane sono aspramente divise tra quelle che sono favorevoli all’adozione della sharia, anche in Egitto, e quelle che invece propendono per la legge secolare.

Lo Stato dell’Arizona ha una legge che legalizza l’impiego della marijuana per scopi medici. Il Governatore ha citato in giudizio lo Stato dell’Arizona contro questa legge, perché questa risulta essere  in conflitto con il diritto federale.

Il presidente Bush “ha lanciato missili e bombe su obiettivi sensibili in Iraq” nel marzo del 2003, e si è trattata di un’azione che il 25 per cento degli americani disapprovava in quel momento. Dopo 8 mesi, quella percentuale era salita al 53 per cento.

Che cosa hanno in comune tutti questi episodi?

Che implicano, tutti, delle leggi approvate da alcuni e disapprovate da altri. In tutti i casi, ci sono dei vincitori e  ci sono dei vinti. I vincitori vedranno le leggi, che riscontrano il loro favore, promulgate; i vinti devono solo obbedire. In tutti i casi, questi ultimi non hanno scelta.

Non si può fumare in un bar. è necessario utilizzare il casco protettivo. Non è possibile far uso di una lampadina della luce ad incandescenza. Non è possibile inserire i fosfati nei saponi. È necessario utilizzare una lavatrice con il carico frontale. La doccia non riesce a erogare acqua al di sopra di una pressione stabilita. Il serbatoio del tuo WC non può superare un determinato numero di galloni. Devi pagare le tasse per i tutti i programmi del governo. È necessario accettare nei pagamenti banconote emesse della Federal Reserve. Una banca deve segnalare le operazioni in contanti al di sopra di una certa soglia. Non si può comprare marijuana. Non si può acquistare, senza troppe formalità, una pistola.

Se la circoncisione è vietata a San Francisco, coloro che desiderano circoncidere i loro bambini dovranno andare altrove. In Louisiana, le scuole pubbliche, e forse anche le scuole private che non possono beneficiare, per qualsivoglia motivo, di una deroga, saranno obbligate ad  insegnare ciò che il legislatore imporrà loro di insegnare. In Egitto, la sharia sarà adottata o per tutti, o non sarà adottata per nessuno. Nei singoli stati, o si potrà permettere la legalizzazione della marijuana per scopi medici, oppure si applicherà indistintamente, come regola, la legge federale. Clinton, Bush, Obama e il Congresso continueranno a lanciare ovunque vorranno i loro missili, non importa se un gran numero di americani disapproverà, ed estrarranno le risorse per compiere questa azione per mezzo delle tasse, che vi piaccia o meno.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Questi esempi coinvolgono invariabilmente il voto e la democrazia, ma la stessa contrapposizione tra vincitori e vinti si registra anche sotto altre forme di governo, come le monarchie e le dittature.

Tutti questi esempi sono accomunati dal fatto che ci sono sempre gruppi di persone che vogliono imporre le loro idee e la loro visione del mondo al resto degli individui. Tutti, indistintamente, sono accomunati dal fatto che ogni gruppo ha in animo di utilizzare lo Stato come grimaldello per soddisfare i propri più ardenti desideri.

Mi dispiace per il genere umano. Il pensiero e il temperamento emotivo della maggior parte degli individui sono così impoveriti che non riescono nemmeno a concepire un modo diverso per vivere, senza imporre le loro opinioni a quante più persone possono. Non è sufficiente, per questi individui, sostenere le proprie opinioni. No; essi sentono di dover approvare una legge o, in qualche modo, di utilizzare lo Stato per imporre a tutti gli altri di conformarsi ai loro desideri.

Mi è sopraggiunta la tristezza quando ho letto della donna che aveva intenzione di battersi per far approvare una legge sulla circoncisione. Non importa quali fossero le sue ragioni. Ognuno, del resto, concepisce sempre le proprie ragioni. Bush aveva le sue ragioni. Obama ha le sue ragioni. I legislatori della Louisiana avevano le loro ragioni. Non sto discutendo le ragioni o i contenuti di sostanza di uno di questi numerosi dibattiti. Non mi interessa nemmeno scegliere da che parte stare.

Mi sento triste perché il desiderio di promulgare una legge e di imporre il proprio punto di vista agli altri è, a mio modo di vedere, così stupido, così ignorante, così limitato e miope, così immorale, così inumano, così privo di giudizio, così insensibile, così distorto, così liberticida, così anti-volontaristico, così anti-individuale, così irragionevole, così intollerante, così pregiudizievole per l’individualità!

Lo Stato, nella sua condizione attuale, è una fabbrica che produce costantemente nuovi tipi di corde, di ceppi, di bavagli, e di manette con le quali esso avvince tutti. Tutto ciò viene tranquillamente accettato dalla maggior parte delle persone.

Sono basito, letteralmente basito, che la gente non veda o non ammetta la palese contraddizione che sussiste tra la retorica della libertà americana e ciò che realmente succede, nonché tra la retorica e i tentativi personali di votare i candidati di propria scelta e  di imporre i propri programmi a tutti gli altri!

Attraverso lo strumento dello Stato, proliferano innumerevoli gruppi e partiti politici organizzati che hanno il solo scopo di rendere schiavi il resto delle persone. Non è questa, per caso, una verità auto-evidente? No, non lo è, perché ogni gruppo, così come ogni partito, tenta di fornire motivazioni valide, in base alle quali il proprio programma sia, per definizione, una buona cosa. Essi contesterebbero aspramente il mio assunto, inteso a dimostrare che il loro obiettivo è quello di imporre la schiavitù a tutti.

Uno Stato per tutti è irriducibilmente contrario alla libertà. Questi due concetti si escludono a vicenda.

Coloro che desiderano costruire missili e lanciarli su Tripoli lo facciano a proprio rischio e pericolo, ed esclusivamente a nome loro. Coloro che vogliono formare e pagare un esercito, al fine di addestrare ogni nazione sulla terra a contrastare il traffico di droga, lo facciano  a proprio rischio e pericolo, ed esclusivamente a nome loro. Coloro che desiderano formare un’assemblea legislativa per approvare la loro versione della religione, lo facciano  a proprio rischio e pericolo, ed esclusivamente a nome loro. Coloro che desiderano promulgare una legge che vieti l’uso di droghe lo facciano solo per sé stessi. Coloro che desiderano promulgare una legge che vieti la circoncisione lo facciano solo per sé stessi. Coloro che desiderano tassarsi e devolvere il ricavato ai bisognosi lo facciano, ma non coinvolgano gli altri. Ancora, coloro che vogliono garantire cure mediche universali e gratuite lo facciano a proprio rischio e pericolo ed esclusivamente a nome loro.

Se aneliamo davvero la libertà e non la schiavitù, non possiamo avere uno Stato che vada bene a tutti. La libertà e uno Stato confacente a tutti sono due termini antitetici, in contrasto l’uno con l’altro. Si contraddicono a vicenda. Avere uno Stato e avere al contempo la libertà è una cosa impossibile, per definizione.

Per arrivare ad ottenere una maggiore libertà, un individuo deve avere la possibilità di rimuovere le catene impostegli da uno Stato, che pretende di essere lo Stato di tutti. Un individuo deve avere la possibilità di optare per le leggi cui intende conformarsi. Un individuo deve poter esercitare il diritto di secedere personalmente dallo Stato.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

La secessione personale esprime niente meno che la propria libertà individuale di scegliere quello Stato (o al limite nessuno Stato) che più ci aggrada, da soli o in associazione con altre persone.

Per approfondire il concetto di secessione personale e di secessione di gruppo, si può utilizzare un motore di ricerca.

Dopo aver formulato questi pensieri, ho digitato la stringa “movimenti secessionisti”. Tra gli altri, un sito che è mi è stato indicato è secession.net. Vale sicuramente la pena di leggere la loro dichiarazione di principi. Essi rivendicano qualcosa di molto simile alla secessione personale, ovvero, una secessione fondata sulla comunità. La differenza tra le due nozioni è impercettibile.
Ad esempio, questo sito descrive:

Primato del diritto di secessione

Il diritto politico primario dell’individuo e delle comunità politiche deve essere quello di secedere da qualsiasi soggetto politico più ampio, non importa se essi siano nati nel loro ambito, siano stati costretti a farne parte, o vi abbiano volontariamente aderito. Se qualcuno negasse o rinunciasse a tale diritto, allora egli sarebbe poco più che uno schiavo: e nessun accordo per diventare uno schiavo può essere considerato giuridicamente e moralmente vincolante.

La secessione degli individui e delle comunità non deve certo tradursi in guerra e in violenza. Dovrebbe configurasi come una caratteristica naturale ed evolutiva di tutte le entità politiche. Le comunità possono formare tra di loro reti o confederazioni, dal momento che la secessione è accettata da entrambi le parti quale principio fondante. Tuttavia, le comunità non formeranno della “federazioni”, che per definizione non consentono la secessione. Suggeriremo  modalità pratiche e mezzi non-violenti attraverso i quali la secessione possa essere raggiunta, e la tipologia di reti e di confederazioni che potrebbero essere create per rimpiazzare gli attuali Stati-nazione oppressori.

Secessione basata sulla comunità

In nome del nazionalismo, della religione, dell’ideologia,  della tradizione o del “bene comune”,  gli Stati di tutto il mondo sopprimono la libertà individuale e il controllo, da parte degli individui, delle proprie comunità. I gruppi di interesse –corporazioni, poteri forti statali, élite burocratico -militari di tutto il mondo- tassano, regolamentano, opprimono, colpiscono, perseguono, incarcerano e inducono i cittadini alla sottomissione. Essi pongono in atto delle discriminazioni, saccheggiano, esercitano la pulizia etnica e il genocidio contro i membri di oppresse minoranze razziali, etniche, religiose,territoriali. Se non controllassero lo Stato, queste élite deterrebbero ben poco potere effettivo sugli individui e sulle loro comunità.

Il concetto di libertà individuale è semplice: gli individui dovrebbero essere liberi di fare ciò che desiderano, purché non danneggino gli altri con la forza o con la frode. Questo è il principio etico fondamentale o la “regola aurea” di tutte le religioni, poi corrotto dallo stratificarsi  delle interpretazioni teologiche e dei rituali, e da secoli di totale soccombenza alla autorità politica. Il consenso individuale – e non certo qualche costrutto  nazionalista, razziale, religioso, tribale, ideologico, o qualche sedicente “contratto sociale”- costituisce l’unica base legittima di qualsivoglia organizzazione sociale, economica e politica. Tuttavia, sostenere l’idea e il valore della libertà individuale non basta per ottenere la libertà. Dobbiamo promuovere tutte quelle strutture istituzionali che rendono impossibile per gli enti pubblici o privati conculcare la libertà individuale.

Osteggiare la secessione individuale ricorrendo alle nozioni, forgiate dallo Stato americano, di  “sicurezza”, di “democrazia” e  di “welfare” universale per tutti i cittadini: la visione degli Stati Uniti è in realtà una visione molto limitata, che pretende però di imporsi come una visione universale: ambisce ad essere comune e generale. È certamente una visione monopolistica. In definitiva, si tratta di una visione statica e unilateralmente totalitaria. Una visione totalitaria che,  in seno agli Stati Uniti, viene continuamente messa in atto e concretizzata. E non è quella di Orwell o di Huxley, anche se alcuni dei loro elementi sono senz’altro presenti. Attualmente è una visione asfissiante ed assorbente, in cui regna il politicamente corretto ed in cui lo Stato sforna innumerevoli regole volte a controllare molteplici aspetti della nostra vita, consentendo delle deliberate aperture in certe direzioni, in modo tale da dar sfogo alle pressioni. La visione dello Stato è quella dell’univocità, dell’uniformità, della monotonia, della regolarità, della sicurezza e della protezione perfetta, della irreggimentazione e  della noia. Essa annienta la personalità e l’individualità.

Lo Stato americano si sta prodigando, con notevoli sforzi, per promuovere questa visione delle cose anche all’estero.

La democrazia non è libertà. È, al contrario, la soppressione della libertà. Essa può assumere fogge differenti nei differenti paesi. In America, le ossessioni attuali sono la protezione e la sicurezza, in ogni aspetto dell’esistenza. Lo Stato si intromette ovunque, accampando queste giustificazioni logiche. In ciò consiste il totalitarismo americano.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

La secessione individuale invece propende per una molteplicità di concezioni di vita e del vivere. Ammette il dinamismo, la creatività, lo sviluppo personale lungo nuove direzioni, l’invenzione, la scoperta e l’esplorazione. Ammette le variazioni e le novità. Ammette il progresso lungo strade inedite ed impredicibili.  Ammette gli errori e ammette l’apprendimento dagli errori. Ammette nuove ed inviolate imprese, nuovi percorsi,  nuovi costumi e nuove idee. Ammette l’assunzione personale dei rischi. Esalta la personalità e l’individualità. È pluralistica. Ed è volontaristica.

La secessione individuale significa semplicemente libertà e tutto ciò che ad essa consegue.

Articolo di Michael Rozeff su lewrockwell.com

 

*Link all’originale: http://vonmises.it/2012/07/10/secessione-individuale-la-via-della-liberta/

Traduzione di Cristian Merlo

 

 

Articoli recenti
Mostrati 21 commenti
  • Riccardo
    Rispondi

    Sono pienamente daccordo. Il punto è che se la secessione individuale diventasse una realtà seria, lo ‘Stato Democratico’ la osteggerebbe facendo credere alla gente che è ‘antidemocratica’ e la maggior parte di quella gente ci crederebbe.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Questa è la più bella risposta ai fautori della democrazia diretta , dei referendum , delle micro-nazioni organicamente intese, figlioletti di Herder e Rousseau e dei loro epigoni romantici e post-romantici:quelli che magari sputano(con qualche ragione) sul Risorgimento, per proporrere la stessa salsa, cambiando referente.

  • myself
    Rispondi

    L’articolo non è male se non fosse per la stonatura notevole riguardo la circoncisione:

    “Coloro che desiderano promulgare una legge che vieti la circoncisione lo facciano solo per sé stessi.”

    Una legge contro la circoncisione non necessaria dei neonati andrebbe fatta proprio per tutelare la libertà e il diritto di scelta individuale. Permettere che i genitori scelgano, ripeto senza reale necessità medica, ad esempio per motivi religiosi, di ledere l’integrità fisica dei propri figli è assolutamente non libertario.

    • luca
      Rispondi

      la tutela dei figli spetta ai genitori……
      Mi sembra non libertario non riconoscerlo

      • myself
        Rispondi

        E appunto i genitori dovrebbero tutelare la libertà dei propri figli. Se i miei mi avessero circonciso da neonato perchè sono ebrei oggi io mi sentirei privato della mia libertà di scegliere di tenermi il prepuzio, notare che l’operazione è irreversibile. Poi da adulto ognuno può farsi circoncidere quando gli pare e piace, è una scelta che spetta a lui.

      • Carlo
        Rispondi

        Cioè, facciamo un esempio. Io credo che per educare mio figlio sia meglio tenerlo segregato in cantina fino ai 18 anni e dargli due calci in faccia ogni giorno, in modo che capisca che la realtà è dura. Stando a quanto sopra sarei un libertario. O meglio, secondo un vero libertario io sarei nel giusto.

      • Giorgio Fidenato
        Rispondi

        … che però non può sconfinare, come giustamente sostiene il nostro amico, nella mutilazione fisica che è dimostrato non essere medicalmente necessaria!!!!

  • Gian Piero de Bellis
    Rispondi

    Quello che mi sembra voglia dire Rozeff è che pratiche come la circoncisione che sono legate alla cultura di un gruppo non dovrebbero essere oggetto di legge e comunque non di una legge che si impone a tutti. Perché se lo sono il rischio è che si possa imporre per legge la circoncisione a tutti. Quindi, con le migliori intenzioni si pongono le basi per uno stato che interviene dappertutto, in sostanza il moderno stato totalitario.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      … Questo è vero Gian Piero.. Ma io diffido anche della supremazia delle tradizioni tribali. Ad esempio non si può giustificare il rispetto delle tradizioni in contrasto con lo stato e giustificare l’asportazione dei genitali femminili (non mi viene il nome). Anche se ciò è una tradizione per certe tribù, è pur sempre un’aggressione al corpo di un individuo e ciò non va ammesso da un libertario. Poi si sa che in certi contesti sociali è difficile estirpare certe tradizioni perché le consuetudini sono accettate da tutti, ma ciò non significa giustificare quello scempio.

  • antonio
    Rispondi

    ma perchè mai non si dovrebbe liberalizzare anche la violenza? ovvero, voi libertari avete deciso PER TUTTI che la violenza è male e quindi vorreste limitarla e quindi siete totalitari pure voi. invece magari per me spesso la violenza è un bene, guarda un po’!
    questo è un paradosso logico… per dire che st’articolo è una buffonata.

    • myself
      Rispondi

      L’articolo non è una buffonata, sei tu che sei chiaramente ignorante dei principi libertariani. Ti dice niente il principio di non aggressione? Chi ha mai detto che i libertari vogliono “liberalizzare tutto”, compresa la violenza?

  • antonio
    Rispondi

    appunto! è qui che voglio arrivare: se voi avete deciso arbitrariamente di non liberalizzare qualcosa (la violenza), altri possono parimenti decidere di non liberalizzare altre cose, secondo i loro principi. che poi è quello che avviene da sempre e dappertutto. ogni cultura stabilisce regole, che sono necessariamente totalitarie.
    quindi l’articolo, che non sta nè in cielo nè in terra, è una boiata galattica.

    • myself
      Rispondi

      Nessun libertario ha deciso arbitrariamente di non liberalizzare la violenza, dietro al principio di non aggressione ci sono tutta una serie di ragionamenti che sono fondati sul concetto di diritto di proprietà e libertà individuale. Uno non può decidere parimenti di vietare la prostituzione perchè dietro ad una scelta del genere non c’è lo stesso grado di fondatezza del principio di non aggressione.

      Poi il fatto che si sia sempre fatto in uno modo non giustifica un bel niente ed è uno dei modi più bassi e primitivi di (non) argomentare la propria posizione.

      • antonio
        Rispondi

        la mia posizione l’ho argomentata tante volte su sto sito, ed è che qualsiasi regola è RELATIVA, essendo legata a scelte e quindi giudizi MORALI circa il bene e il male. diritto alla proprietà compreso, diritto alla vita compreso.
        da ciò discende che il vostro diritto di proprietà, ad esempio, non ha più valore del diritto di altri di imporre tasse.
        tu nasci sulla terra… e sulla terra ci sono oggetti che ti servono per vivere, STOP. i modi per accaparrarteli, se sono “leciti o illeciti” è frutto di REGOLE, ovvero accordi arbitrari tra individui o gruppi che hanno FORZA (contrattuale… che spesso è supportata dall’aggressione o dalla minaccia dell’aggressione).
        la mia mi pare una posizione molto chiara, supportata da storia e scienza, attinente alla realtà e non solo umana.
        il resto è demagogia spicciola fatta per accaparrarsi facili simpatie qualunquiste o voti.

        • myself
          Rispondi

          Non mi pare che qui si faccia filosofia e il tuo relativismo mi sembra fuori luogo. Certo che ogni regola è relativa, nessuno qui sostiene che esista una morale assoluta, ma questo non vuol dire che ogni regola ha lo stesso peso. Cosa vorresti dire? Che dovremmo stare zitti? Scusa tanto ma a me il discorso sta a cuore e quando posso esprimo il mio parere su come le persone dovrebbero organizzare la società, perchè per me essere libero o uno schiavo non è relativo.

          Piuttosto sentiamo la tua ricetta magica a base di nichilismo.

  • antonio
    Rispondi

    nichilismo è una parolina magica piena di giudizio (negativo). la mia è una verità teorica che non toglie che io, come tutti, abbia la mia morale. ad esempio, secondo me tagliare prepuzi e cucire fighe causa gravissimi traumi psicosessuali, chi lo fa è un criminale e se vado al potere lo mando a spalare manganese nelle miniere in siberia. solo che io se ho la FORZA lo faccio e basta, senza appellarmi a inesistenti “diritti naturali all’integrità di prepuzi e fighe”,
    voi siete ipocriti, perchè dite di aborrire il ricorso alla forza, ma poi inventate dal nulla sti diritti naturali al fine di aumentare la forza delle vostre posizioni.

    • myself
      Rispondi

      Sei proprio disinformato, nessun libertario dice di aborrire il ricorso alla forza, anzi in linea di massima c’è proprio una netta opposizione al pacifismo tra i libertari, il principio di non aggressione dice che l’uso della forza è legittimo nel caso si venga aggrediti. Poi i libertari non si appellano ai “diritti naturali” per dare forza alle proprie posizioni, il libertarismo ha ideato i concetti di diritti di proprietà per costruire un discorso, per evitare di dover spiegare di nuovo dalla base tutto quanto, perchè i libertari pensano che il mondo sarebbe migliore con l’applicazione di questi diritti e principi.

      Non si capisce proprio dove tu voglia andare a parare. Se mi dici che se tu ne avessi la forza ti opporresti alla circoncisione e alla infibulazione allora tu sei un sostenitore di alcuni diritti riguardo l’integrità fisica degli individui, puoi dire che non ritieni siano diritti universali ma allo stato attuale li stai sostenendo, è solo la lingua italiana, non c’è nulla di ipocrita.

      • antonio
        Rispondi

        bisogna vedere cosa significa “essere aggrediti”… ad esempio secondo alcuni licenziare lavoratori solo perchè il padrone vuole fare 15 milioni invece di 14 è un atto di aggressione e quindi meritevole di repressione.
        oppure, recintare arbitrariamente un terreno che prima era di tutti e di nessuno (è così che nasce la proprietà privata originaria), magari abbellendo la cosa con qualche genocidio di popolazioni preesistenti, è un’aggressione.
        questa è l’idea “libertaria”: io con la FORZA mi accaparro i beni, POI stabilisco la sacra regola della proprietà privata, gli dò anche una specie di beneplacito divino definendola “diritto naturale”, a partire da questo momento nessuno più può usare la forza che io ho usato prima (poi la mia aggressione originaria la lavo tramite l’eredità, riciclaggio di denaro sporco)… troppo comodo!

    • Cristian Merlo
      Rispondi

      Possiamo sostenere, inferendole da quelli che H.L. Hart chiama “principi di condotta universalmente riconosciuti e fondati su delle verità elementari relative agli essere umani, al loro ambiente naturale, ai loro fini”, che, senza tema di smentite, esistano alcune condizioni che si profilano come premesse ineliminabili ed indefettibili, a partire dalle quali si dipana “il bandolo dell’agire umano”?
      Certamente sì: e costituiscono quel “nocciolo di buon senso” cui si riferiva il grande filosofo del diritto, Alessandro Passerin d’Entrèves. Esse possono così essere condensate: a) necessità del rispetto e della salvaguardia della vita umana; b) esigenza di una convivenza pacifica, per lo meno entro certi limiti, tra gli individui che partecipano ad una qualunque forma di aggregazione sociale; c) esigenza di una regolamentazione nell’acquisizione e nell’impiego delle risorse necessariamente scarse e limitate (ergo, rispetto assoluto dei diritti di proprietà, della libertà di contratto e della libertà di scambio) ; d) esigenza di previsione e di affidamento sul risultato delle azioni di interazione tra i vari soggetti, nel rispetto delle altre condizioni già elencate; e) necessità di promuovere la cooperazione volontaria in una cornice di sanzioni eventuali e predeterminate.
      Il buon senso, la logica e l’esperienza ci dicono che queste condizioni esistono e delineano l’orizzonte esistenziale degli individui e delle loro comunità: con buona pace di tutti gli storicisti e di tutti i relativisti che intendano sostenere il contrario.

      • antonio
        Rispondi

        rubare e uccidere sono “verità elementari relative agli esseri umani”. sempre esistite al punto che qualcuno potrebbe inventare un “diritto naturale al furto e all’omicidio”. ci sono state culture dove furto e omicidio non erano sanzionati. studiate un po’ di etnologia…
        io voglio solo arrivare a dimostrarvi che siete CONTRADDITTORI, ovvero, proprio come tutti gli altri, volete imporre a TUTTI (totalitarismo) regole figlie della vostra convenienza. ma allora con quale faccia poi vi autodefinite “libertari” e tuonate contro gli altri che fanno la stessa cosa???

  • bloodycat
    Rispondi

    Dovremmo avere le idee più chiare intorno al significato della parola “imposizione”. A rigor di logica, si può imporre esclusivamente un comportamento positivo, obbligando qualcuno a fare qualcosa. Questo è il genere di imposizione (coercizione) che i libertari vorrebbero bandire in quanto lesivo del legittimo diritto individuale a scegliere come comportarsi. Al contrario, “imporre un comportamento negativo” significa obbligare qualcuno a non fare qualcosa. Mi par di capire che Antonio obietti: anche questo sarebbe un atto di coercizione, e volerlo IMPORRE A TUTTI sarebbe parimento totalitario che imporre un comportamento positivo. Il tutto sta nel capire se limitare la libertà altrui, rubare, usare violenza e costringere qualcuno a fare qualcosa siano diritti autentici dell’uomo. Poiché non lo sono in alcun modo (violano infatti i più basilari presupposti della sopravvivenza dell’uomo come singolo e come agente sociale), richiedere che gli altri non violino la mia sfera individuale non è compiere un atto coercitivo. Non è totalitario richiedere agli altri di non interferire con la propria sfera individuale a riserva di quanto da me volontariamente consentito. Spero di essermi spiegato…

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca