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Le firme sono già tra le seicento e le settecento, ma l’obiettivo entro la fine del mese è di arrivare a quota mille imprese agricole. Poi la petizione di Confagricoltura Mantova verrà spedita, destinazione Pirellone. L’obbiettivo è quello di ottenere la possibilità di seminare mais Ogm, sementi geneticamemente modificate, come avviene già, ad esempio, in Friuli-Venezia Giulia.

La proposta farà sicuramente discutere, visto il manicheismo che generalmente contraddistingue il tema delle sementi Ogm. In via Fancelli, tuttavia, sono convinti di essere dalla parte del giusto. «Così tante firme raccolte in poco tempo sono un successo – sottolinea il presidente Matteo Lasagna -. La raccolta di sottoscrizioni, e ricordo che possono firmare solo i legali rappresentanti dell’impresa, resterà aperta ancora per tutto febbraio, visto anche il maltempo». Confagri non teme di scatenare la reazione dell’ampio e variegato schieramento che da anni vede gli Ogm come fumo negli occhi? La risposta arriva da una serie di ragionamenti e dati. Si parte dai possibili vantaggi economici: «La coltura di mais Ogm – spiegano all’associazione -, resistente all’insetto chiamato piralide (autentico flagello in pianura Padana), consente rispetto agli ibridi convenzionali di ottenere fondamentali vantaggi: maggiore produzione (almeno un 10%); minori costi di produzione, relativi al mancato intervento con insetticidi, stimati in 110 euro per ettaro; miglioramento dell’ambiente, per la mancata irrorazione di prodotti chimici; miglioramento della sanità del prodotto, in quanto non essendo attaccata dalla piralide, la pianta non sviluppa funghi, con conseguente assenza di aflatossine, particolarmente dannose per l’uomo, perché possono arrivare al consumatore attraverso la catena alimentare».

Le coltivazioni Ogm possono convivere con quelle tradizionali? «Non esistono, in base a esperienze statunitensi, problemi legati alla coesistenza con colture tradizionali o biologiche – sottolinea Confagri -. Negli Usa, ove si coltivano mais, soia e cotone al 100% Ogm, le superfici a biologico sono in continua crescita, come in Brasile e Argentina».

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Dall’associazione fanno notare, infine, che oggi in Italia mangimisti e grandi gruppi di allevatori preferiscono acquistare mais da sementi Ogm, in quanto prive o quasi di aflatossine. «Lo dimostra il fatto – viene evidenziato – che sul mercato di Mantova e sulle principali piazze del nord Italia, il mais nazionale costa da 10 a 15 euro alla tonnellata in meno rispetto a quello di importazione comunitario o non comunitario, principalmente dall’Est Europa. Scenario che mette in difficoltà i produttori mantovani».

Chiedere di piantare sementi Ogm non significa, tuttavia, puntare solo su quelle: «È una possibilità valida anche quella di puntare sulla qualità del mais attualmente prodotto nel Mantovano – afferma Lasagna – con un contenuto di amido in grado di fare la differenza. Ma dobbiamo cercare di venderlo al meglio, cercando magari di aggregarsi in organizzazione di prodotto, come è avvenuto per i suini con l’Opas, con la quale si possono anche trovare sinergie».

TRATTO DA http://gazzettadimantova.gelocal.it/

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Mostrati 2 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    A Fidenato dovranno dire grazie molti agricoltori in italia.

  • omalam
    Rispondi

    A Fidenato ringrazieranno i nostri figli in un mondo distrutto….

    IL MONDO SECONDO MONSANTO

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