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La lettera è arrivata in Regione venerdì sera alle 19. Poche righe con cui la Commissione Europea comunica di aver avviato una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per la questione Ogm.

A darne notizia è il vicepresidente della giunta regionale Sergio Bolzonello, ospite dell’assemblea della Cia, la Confederazione italiana agricoltori. A finire sotto la lente dell’Ue sarebbe il divieto di coltivare, sul territorio nazionale, mais geneticamente modificato “Mon810”, imposto dal governo con il decreto firmato nel luglio 2013 dai ministri alle Politiche agricole, alla Salute e all’Ambiente.

La lettera con l’avviso della procedura di infrazione, non a caso, è stata inviata ai tre dicasteri (retti rispettivamente da Enrico Letta dopo le dimissioni di Nunzia De Girolamo, da Beatrice Lorenzin e da Andrea Orlando) e per conoscenza anche alla Regione Fvg. «Vedremo cosa accadrà – afferma Bolzonello – in quanto il governo dovrà prendere dei provvedimenti rispetto a questo tema».

Il vicepresidente non ha ancora avuto modo di approfondire i contenuti della lettera, visto che è giunta nel palazzo della Regione quando gli uffici, oramai, erano chiusi. Domani però prenderà in mano la cosa per capirne di più e valutare eventuali azioni da compiere.

La procedura di infrazione, avviata ufficialmente il 4 febbraio, farebbe riferimento al decreto del luglio scorso e sarebbe conseguente alla denuncia presentata dal presidente di Agricoltori federati Giorgio Fidenato alla Direzione generale per la salute e i consumatori dell’Ue.

La Commissione Europa, in pratica, riprendebbe lo Stato per aver imposto un divieto di coltivare mais geneticamente modificato sul territorio nazionale senza aver approvato un regolamento di coesistenza. Strumento su cui, invece, la Regione Fvg sta lavorando da mesi, anticipando, di fatto, un provvedimento che doveva essere varato dal governo nazionale. «L’abbiamo detto più volte – commenta Bolzonello – noi non vogliamo coltivazioni Ogm in Fvg. Unica possibilità per dare seguito a questo nostro intendimento è approvare un regolamento di coesistenza talmente restrittivo da impedirne la coltivazione.

Ai primi di aprile sarà esaminato il ricorso al Tar di Fidenato – precisa il vicepresidente – se il ricorso fosse accolto, il giorno successivo tutti seminerebbero mais Ogm in regione. Con questo regolamento, invece, contiamo di contenere proprio tale possibilità». Chi accoglie con favore l’avvio della procedura di infrazione è Futuragra, pronta a rivolgersi alla Corte dei conti per far pagare l’eventuale sanzione non ai cittadini ma alla classe politica. Per Serena Pellegrino, deputata di Sel, l’infrazione «non dovrà distogliere i nostri esponenti regionali dal proseguire la battaglia contro gli Ogm in agricoltura, visto che è anche su questo che abbiamo chiesto i voti ai nostri cittadini».

TRATTO DA: http://messaggeroveneto.gelocal.it/

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Mostrati 9 commenti
  • Dexter
    Rispondi

    “se il ricorso fosse accolto, il giorno successivo tutti seminerebbero mais Ogm in regione”

    Questo dovrebbe far riflettere molto il signor Bolzonello e tutti i proibizionisti.

    • ivano
      Rispondi

      Potrei capire perchè siete contenti sull’ogm che passa?

      non penso sia una cosa che va bene anche in prospettiva.

      Se invece è una constatazione che sono delle lotte a cui accostarne altre per averne un effetto è un altro discorso.

      Penso che lo stato o una multinazionale se ha più potere di uno stato è sempre un
      padrone oppure hai delle obiezioni in merito ?

      Se sei molto ricco il discorso cambia come sarebbe cambiato in un sistema statalista se fossi stato amico di qualcuno importante.

      Se poi voui salire di livello : Oggi il problema è che le scelte sono vincolate dall’economia e dal pensiero dominante instillato nelle persone.

      Quindi le decisioni che vengono prese sono le migliori in questo contesto ma non sono le più giuste . Poi ognuno valuta ed è libero di scegliere .

      Un saluto .

  • Albert Nextein
    Rispondi

    E’ nei fatti e nella storia.
    Lotte come quelle dei proibizionisti anti Ogm sono destinate a una totale sconfitta.
    Ci provano, ma sanno che perderanno su ogni fronte.

    • FrancescoPD
      Rispondi

      esatto, sta succedendo in russia. Come noto la Russia gli anni scorsi si era schierata tra i paesi contrari, quest’anno senza tanto clamore ovviamente, ha aperto agli ogm proprio perchè gli agricoltori già li seminavano regolarmente (semi importati e non dichiarati).
      Succederà anche quà, …tardi ma ci arriviamo anche noi

  • Ale
    Rispondi

    Gli ipocriti ne vietano la coltivazione ma non l’importazione e l’uso di derivati (ad esempio i prodotti di animali alimentati ad ogm, come il grana padano, o il cotone di vestiti e banconote).

  • lorenzo s.
    Rispondi

    Giovedì 13 a Basiliano il dibattito sugli Ogm in cui interverrà Fidenato sarà ripreso e messo su youtube?
    Si può avere una lista col programma di quisti incontri?

  • Fabio
    Rispondi

    grande Fidenato !
    e grande e validaanche Futuragra !
    Complimenti ed i miei migliori auguri di ogni successo.

  • Angelo Olivieri
    Rispondi

    Il dr. Giorgio Fidenato è un uomo di larghe vedute che cerca di portare l’agricoltura italiana ai livelli più alti, competitivi con quella che già si realizza fuori d’Italia. Vuole continuare la nostra grande tradizione fin dei tempi dei Romani, implementata da San Benedetto, da Lorenzo il Magnifico e dai Georgofili e portata avanti fino a metà del ‘900 con Todaro e Strampelli per il frumento.
    Abitavo fino a pochi anni fa ad Udine e Giorgio Fidenato mi prelevava a casa per portarmi ad illustrare a riunioni di cittadini le differenze tra le varietà ogm e quelle ottenute con i metodi convenzionali. Quale docente di Genetica e Miglioramento genetico delle Piante all’Università fui sorpreso e amareggiato anni prima quando il Governo Amato (2000) rifiutò di recepire le direttive CEE a favore delle varietà ottenute con i metodi più innovativi. Il Ministro Pecoraro Scanio si oppose al Ministro della Salute Umberto Veronese e l’Italia, nonostante successive condanne del TAR, è rimasta ferma con le idee che gli ogm fanno male. La dizione “Piante geneticamente modificate” era l’orgoglio di noi Genetisti addetti ai lavori. Significava essere in grado di modificare le piante intervenendo solo su un gene, solamente su quello che provoca il difetto o la minora efficienza della pianta. Fino a prima della scoperta della tecnologia del DNA ricombinante il miglioramento genetico si realizzava con la selezione delle piante in natura (mutanti) o ricombinanti di incroci o dai mutanti indotti dal lavoro di mutagenesi mettendo in gioco decine di migliaia di geni di cui è composto un organismo superiore com’è una pianta.
    Realizzando un ogm si mantiene una pianta o una varietà inalterata in tutte le caratteristiche. Non cambiano le qualità per cui esse sono conosciute e semmai apprezzate dal mercato se non per la resistenza ad una avversità o ad una molecola ben precisa di un diserbante. Contrariamente alla vulgata comune la biodiversità rimane massima.

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