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codice_fiscaleDI MAURO GARGAGLIONE

Le tasse si pagano sul reddito o sugli utili di impresa. Nella peggiore delle ipotesi le tasse più alte che si possono concepire si hanno quando tutto ciò che guadagni ti viene confiscato. Purtroppo non è così, è peggio.

Ci sono sempre più aziende, e cominciano anche i privati, che contraggono prestiti per pagare le tasse. Cioè non hanno reddito, o utili, e devono lo stesso soldi allo stato. Ne segue che se devi farti prestare soldi per pagarle, le tasse non sono collegate solo al reddito. E a che cosa, allora?

Se sei vivo e hai la fortuna di avere un lavoro, ma anche no, dovrai spostarti, dovrai comprare del cibo, qualche svago, la casa, un pc, dei libri, dei mobili, dovrai pagare il ristorante per le tue nozze, dovrai curarti se stai male, comprare i libri di scuola ai tuoi figli, avrai risparmiato qualche soldino, avrai ereditato qualcosa su cui già furono pagate fior di tasse, ecco, le tasse sono collegate a tutto questo, sono collegate alla vita!

Lo stato ti tassa non per il reddito che produci, ma per il fatto che esisti, e il limite alla quantità delle tasse che ti vengono inflitte risiede esclusivamente sulla quantità di denaro di cui la macchina statale necessita per autosostenersi.

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Quando i libertari affermano che le tasse sono immorali, vogliono proprio significare questo, non sono soldi di cui le persone si privano per pagare i beni e i servizi di cui hanno bisogno, sono un prelievo di un organizzazione esterna, lo stato appunto, che non ha alcun limite. Neanche il reddito che riesci a produrre è un limite per le tasse visto appunto che ti devi indebitare per pagarle. Ecco perchè ci sono forze di polizia in armi preposte ad assicurarsi il prelievo di cui l’organizzazione necessita.

Il senso dell’esistenza nell’era degli stati moderni è pagare tasse, tant’è che insieme al nome di battesimo ti viene assegnato un codice fiscale che dovrai esibire sempre nel corso della tua vita. Fino a non molto tempo fa c’era anche il destino di essere carne da cannone per combattere in trincea per la gloria della patria. Non è spaventoso tutto ciò?

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P.S. Condivido appieno questa riflessione di Mauro e aggiungo un dettaglio: non a caso lo Stato, oggi, ha unificato il codice fiscale dentro la tessera sanitaria. Emblematico!

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Showing 4 comments
  • Gian Piero de Bellis
    Rispondi

    Ma quando hanno introdotto il codice fiscale, nessuno ha detto una parola. E soprattutto quelli che facevano impresa. Tutti ad applicarlo. Questo è stato uno dei motivi per cui ho tagliato la corda. Il buongiorno (si fa per dire) lo si vede dallo scontrino!

    • Fabio Colasanti
      Rispondi

      il trucco sta nell’aprire la porta poco alla volta. Col fatto che si fa l’abitudine a tutto, se evitano di spalancare una porta ma la aprono un grado alla volta, in novanta volte l’hanno bella che spalancata.

      Mettere il codice fiscale che rappresenta un riferimento unico per qualsiasi pratica si debba fare col ‘pubblico’ potrebbe anche essere una buona idea, se il costo del pubblico restasse assolutamente basso, sia in termini di soldi sia per gli obblighi che comporta.

      Ma il servo si è fatto padrone grazie alla violenza delle forze armate di cui dispone unita al potere dei media controllati in monopolio di fatto, riuscendo a prendere in ostaggio la società civile ed alzando le tasse al massimo possibile, sequestrando e appropriandosi di ogni fonte ricchezza direttamente nazionalizzando o indirettamente nascondendosi dietro società di diritto pubblico (dai porti agli aeroporti, frontiere, industrie, energia, trasporti, servizi, monumenti, banche, ecc..) , saccheggiando e depredando i produttori ‘privati’ nonostante compromessi e concessioni, nolenti o volenti, fatti allo Stato.

      Come si può contestare i cittadini dell’epoca che subirono una piccola vessazione? Gli si direbbe ‘avresti dovuto aspettartelo che poi avrebbero abusato’?
      purtroppo il problema è, secondo me, nella stessa carta costituzionale fatta apposta per truffare e controllare il ‘popolo’.

  • fabrizio
    Rispondi

    Un vero libertario deve avere il coraggio di non pagare le tasse se vuole vivere dignitosamente e libero.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    L’ho condiviso su Facebook.
    E’ scritto con chiarezza ed efficacia.
    Sono cose vere che interessano tutti.
    E’ la realtà in cui viviamo.

    La gente dovrebbe capire e praticare un motto degli antichi romani : prima vivere e poi far filosofia.
    Smetterebbero immediatamente di pagar tasse.

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