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ufficio_giorgio_fideDI REDAZIONE

PORDENONE. Sigilli al campo già coltivato a ogm a Fanna e alla sede di Agricoltori federati, a Pordenone, associazione pro coltivazioni transgeniche presieduta da Giorgio Fidenato. “Area sottoposta a sequestro preventivo”, con tanto di carta intestata della Regione, recitano i cartelli affissi su nastri rossi e bianchi, che circondando appezzamento e stabile.

Non si tratta di una nuova azione della magistratura, bensì di un blitz no ogm “firmato” dal “Coordinamento tutela biodiversità – Pordenone” che, oltre al gesto dimostrativo nei luoghi simbolo delle coltivazioni ogm nella Destra Tagliamento, ha inviato una lettera al procuratore di Pordenone Marco Martani, all’Aggiunto di Udine Raffaele Tito e al vicepresidente della Regione nonché assessore all’Agricoltura Sergio Bolzonello.

Il blitz, di cui è stata informata la Digos, è scattato nella notte tra sabato e domenica. Mani ignote hanno delimitato col nastro bianco e rosso e tanto di cartello di sequestro il campo di Fanna, dove era avvenuta la prima coltivazione di mais transgenico, e la sede pordenonese di Agricoltori federati, per la cui invasione, cinque anni fa, un mese fa 39 ambientalisti sono stati condannati dal tribunale di Pordenone.

Gli «onesti mietitori» scrivono ai vertici della magistratura inquirente di Pordenone e Udine una lunga mail laddove si premette che vi sono «forti pressioni lobbistiche che si oppongono alla volontà popolare e con le spalle ben coperte da generosi finanziatori che pagano avvocati e ricorsi a vario livello» nel tentativo di «introdurre le coltivazioni transgeniche sulla nostra terra». Nel mirino, ovviamente, Giorgio Fidenato, reo di tentare «in tutti i modi di far naufragare la nostra agricoltura nelle secche del Mon 810».

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I manifestanti della notte, però, chiedono alle istituzioni come intendano muoversi, dopo che la procura di Pordenone ha dissequestrato, a fine gennaio, «i campi coltivati ad ogm di Fanna e Vivaro (come ancor prima quella di Udine per quelli di Tomba e Colloredo)», mentre qualche giorno dopo, «si sono visti gli agenti della Forestale regionale ripresentarsi sul campo di Vivaro per ricollocare i “sigilli” di un nuovo sequestro preventivo».

E così loro, i «mietitori onesti» hanno esteso i sigilli al campo di Fanna e alla sede del sodalizio di Fidenato. Il quale, non fa una piega e va avanti: «Fossero onesti, farebbero queste cose alla luce del sole e non di notte. Io, per ciò in cui credo, ci metto sempre la faccia».

Le nuove direttive comunitarie permettono agli Stati di vietare la semina ogm. L’Italia l’ha fatto, la Spagna, ad esempio, no. «Tra gli argomenti, i motivi di ordine pubblico – attacca Giorgio Fidenato – e mi sa che qui qualcuno sta cercando di crearli per giustificare lo Stato. E’ una mossa artificiosa per bloccare la semina. Paziensa, si rassegnino: seminerò lo stesso, all’ora giusta, e ce la vedremo davanti alla Corte europea». (Messaggero Veneto)

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