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GIORGIO-FIDENATODI REDAZIONE

UDINE. Giorgio Fidenato ha incassato, ieri, un’assoluzione a Pordenone «perché il fatto non costituisce reato». Stavolta la battaglia non riguarda gli ogm, ma la rinuncia a fare il sostituto d’imposta. Il caso, all’epoca, fece scalpore anche sui media nazionali.

L’imprenditore di Arba, in veste di presidente dell’Associazione agricoltori federati, insieme ad altri tre dipendenti, aveva consegnato direttamente all’Agenzia delle entrate i libretti al portatore con le somme dovute all’Inps per sé e per gli altri tre lavoratori, sollevando una questione di illegittimità costituzionale del datore di lavoro come sostituto di imposta.

Una battaglia di principio, per Fidenato, che aveva prodotto, però, conseguenze penali e in sede civile. L’imprenditore era stato rinviato a giudizio, con l’accusa di aver omesso la denuncia obbligatoria delle retribuzioni dei lavoratori, per i mesi di dicembre 2009 e dicembre 2010 (rispettivamente 5.103 euro e 4.822 euro). Gli si contestava anche di aver omesso di versare le quote contributive trattenute ai lavoratori dipendenti dal giugno 2009 al febbraio 2011, per un importo complessivo di 12.497,71 euro.

Da queste accuse, ieri, dianzi al giudice monocratico Rodolfo Piccin, è stato assolto in primo grado. «Emerge – spiega il suo legale di fiducia, avvocato Francesco Longo – la buonafede di colui il quale non si tiene il denaro per sé, ma lo dà direttamente al dipendente e gli dice: paga tu.

Fidenato è stato assolto perché si è comportato bene. Ha fatto tutto nella piena convinzione del rispetto delle regole. Il suo desiderio era quello di pagare l’Inps, senza togliere nulla all’istituto. Semplicemente, contestava il sistema, che attribuisce un obbligo al datore di lavoro. Obbligo che, in base al principio di sussidiarità, non dovrebbe avere: l’onere contributivo dovrebbe essere in capo al dipendente».

Una sentenza foriera di sviluppi futuri? «È stata aperta una breccia – sottolinea l’avvocato Longo – sul problema della legittimità costituzionale del sostituto di imposta». Intanto Fidenato, lancia in resta, si prepara a scendere nuovamente in campo.

Nel mirino, stavolta, il sistema pensionistico a due velocità.«Mi autodenuncerò – annuncia – all’Agenzia delle entrate e non verserò l’Irpef della mia dichiarazione dei redditi perché non accetto che le mie tasse paghino la pensione di chi gode del sistema retributivo». (Articolo tratto da Il Messaggero Veneto)

ECCO LA SENTENZA: SENTENZA PENALE DEFINITIVA SU SOSTITUTO D’IMPOSTA

RICORDIAMO CHE GIORGIO FIDENATO, SOSTENUTO DAL MOVIMENTO LIBERTARIO, HA INIZIATO LA BATTAGLIA DI DISOBBEDIENZA CIVILE E FISCALE CONTRO IL SOSTITUTO D’IMPOSTA NEL 2009

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Mostrati 12 commenti
  • Sandro Scoppa
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    Grande Fidenato: finalmente la prima crepa nel muro dello statalismo!

  • Giulio
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    Che bella notizia, ancor più bella perché inaspettata !
    Se vale per Fidenato deve valere anche per tutti gli altri imprenditori, speriamo di essere all’inizio di una rivoluzione.

  • spago
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    Grande Giorgio! Sei un esempio per ogni persona degna!

  • Giorgio Fidenato
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    Ti sbagli Leo. E’ cominciata nel 2009!!!

    • leonardofaccoeditore
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      Hai ragione, 2010 la semina

  • Rivo
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    GRANDE NOTIZIA! GRANDISSIMO GIORGIO!!!

  • eridanio
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    Incredibile, se Giorgio vince poi che fa?… alza la posta!

    Grande, Sei Un Mito

  • Fabio
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    complimenti vivissimi Giorgio! bravo, bravo, bravo !!

  • FrancescoPD
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    Giorgio, meriti un monumento… pensando a quell’imprenditore che per 3.000 (tremila) euro si è fatto la galera quella vera,… non come i boiardi di stato (ladri incalliti) a panza all’aria sullo yacht

  • Alessandro COLLA
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    Mi sembra strano, la magistratura che dà ragione alla logica e alla Giustizia con la “gi” maiuscola… Un miracolo? E’ incredibile come un’istituzione parassitaria possa emettere una sentenza antiparassitaria, cioè contro anche sé stessa. Ci sarà qualcosa sotto? Del tipo “ti accontentiamo qui, ora vedrai su tutto il resto!”? Sono portato a diffidare dei greci anche quando portano doni. “Vi concedo le riforme ma prima datemi altri sette miliardi”, dice l’ultimo dei colonnelli greci. Magistratura italiana e Tsipras “per me pari son” parafrasando “Le roi” di Victor Hugo.

  • marco cencetti, firenze
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    Seguo la vicenda da sempre e sono molto contento. Le motivazioni della sentenza però odorano un po’ di paternalismo, o no? Ma vabbé, resta comunque un grandissimo risultato sulla linea dei principi di libertà e responsabilità. Felicitazioni.

    • leonardofaccoeditore
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      Grazie. Sì, lei non ha tutti i torti. Del resto Fidenato stesso l’ha definita una “vittoria di Pirro”, essendo lui determinato ad andare davanti alla Corte Costituzionale.

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