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Fidenato_maisogmDI REDAZIONE

Questa mattina (IERI, 19 AGOSTO, ndr) , su ordine del Gip Emanuele Lazzaro del tribunale di Udine, in base alla richiesta avanzata dal sostituto procuratore Viviana Del Tedesco, il personale del Corpo forestale regionale ha effettuato la distruzione delle coltivazioni di mais Ogm Mon 810, seminate lo scorso giugno a Colloredo di Monte Albano nel campo di proprietà di Leandro Taboga da Giorgio Fidenato.

Alla presenza di un nutrito schieramento di poliziotti – alle operazioni hanno assistito anche agenti della Digos – e guardie forestali regionali, che hanno provveduto anche al sequestro di alcune piante e alle indagini sul campo, i trattori hanno prima trinciato i seminativi e poi effettuata l’aratura.

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Si tratta dell’ennesimo episodio che vede in prima fila Fidenato nella difesa delle coltivazioni Ogm, battaglia che conduce da tempo sfidando divieti e provvedimenti della magistratura, con la quale per altro pare avere un conto aperto: “Ho denunciato al Consiglio superiore della magistratura i pubblici ministeri Del Tedesco di Udine e Monica Carraturo di Pordenone perché hanno richiesto provvedimenti di distruzione dei seminativi sulla base del decreto ministeriale italiano che li vieta e senza aver interpellato la Commissione europea, competente a pronunciarsi in materia. Abbiamo chiesto anche alla Corte di cassazione di trasmettere gli atti del processo che ci riguarda alla Corte di giustizia europea che nel 2011 aveva già chiarito quali dovessero essere le procedure in materia di Ogm, senza tuttavia ottenere alcuna risposta. Continueremo a contestare la legittimità del decreto che vieta la coltivazione del mais Ogm in aperto contrasto con quanto prevede la normativa europea che pure dovrebbe essere prevalente”.

TRATTO DA ILFRIULI

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Showing 3 comments
  • Fabio
    Rispondi

    Bravo Giorgio, sei un grande!
    Antonella ha fatto una crostata con la tua farina del tuo mais, pera e mandorle…strepitosa :-))

    grazie per la tua lotta ed i tuoi sacrifici.

  • Ari
    Rispondi

    Ogni volta che leggo di Fidenato mi sorge una domanda.
    Passi che non tutti gli imprenditori debbano avere le “palle” di Fidenato, ma c’è almeno qualcuno o qualche organizzazione che si accoda o lo spalleggia?! Oppure è completamente solo nella lotta contro il Leviatano statale? Se dietro di lui c’è davvero il vuoto come sembra, questo combattente solitario farebbe bene a non sacrificare la sua vita e lasciare questo Paese che merita tutta la palta in cui sta definitivamente sprofondando.

  • Alessandro COLLA
    Rispondi

    Beato il paese che non ha bisogno di eroi. Per questo rischiamo di non essere mai beati, perché oggi ne abbiamo veramente bisogno. Per alcuni imprenditori non sarebbe neanche un atto di eroismo ma troppi di loro hanno le mani in pasta con sussidi, pubblici finanziamenti e assunzioni nella mano pubblica di loro parenti incapaci a gestire il patrimonio di famiglia. E poi è faticoso sfidare l’opinione pubblica che è convinta che le malattie avvengano a causa degli untori. Troppo impegnati a leggere “le sfumature di idiota” per pensare di rileggere, o per alcuni di loro leggere per la prima volta, Manzoni.

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