In Ambientalismo, Scienza e Tecnologia

fidenato6CORRIERE DELLA SERA

«Sono pronto a candidare la prima provincia agricola d’Italia, la nostra, alla sperimentazione di colture Ogm. Bisogna però che le leggi ce lo consentano». A parlare è Francesco Martinoni, presidente di Confagricoltura Brescia, sindacato agricolo che – a differenza della Coldiretti – da anni si batte affinché anche in Italia si possa coltivare mais o soia geneticamente modificati. Quegli stessi cereali che già oggi vengono importati da Sud America e Spagna per nutrire suini, vacche, polli (che poi finiscono sulle nostre tavole. Se venissero coltivati anche in pianura padana (e nel Bresciano) permetterebbero di avere mais più sano, «non attaccato dall’insetto della piralide» e di conseguenza «si utilizzerebbero meno pesticidi» ha ricordato la scienziata-senatrice Elena Cattaneo, invitata d’onore al convegno sulla Sicurezza Alimentare organizzato dalla Confagricoltura all’auditorium del liceo Leonardo, che ha visto la partecipazione di quattrocento studenti delle scuole superiori.

«Perchè importare Ogm e non seminarli?»
Cattaneo ha invitato i giovani a fidarsi della Scienza (grazie alla quale negli ultimi 150 anni la vita media è passata da 30 ad 80 anni) e a diffidare dalle false credenze frutto di ciarlatani (scie chimiche, metodo Stamina, correlazione tra vaccini e autismo). «Il problema è che il nostro cervello è più emotivo che razionale: se la sigla Ogm significasse “organismi geneticamente migliorati” non creerebbe tutta questa paura» aggiunge la biologa, che snocciola esempi ficcanti, bolla come una limitazione alla libertà d’impresa l’impossibilità di coltivare Ogm, e ricorda la frase di un agricoltore riportata nella trasmissione Presa Diretta di Riccardo Iacona, il 28 febbraio scorso: «Se gli Ogm fanno male perché li importiamo? E se non fanno male perché non li seminiamo?». Poi in modo divulgativo spiega ai ragazzi come funzionano le moderne biotecnologie: si tratta di modificare i geni di certe piante per far sì che resistano a certe malattie o parassiti.

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«Dagli Ogm nessun danno per la salute»

E smonta i principali luoghi comuni intorno agli organismi geneticamente modificati: fanno male? «Sono vent’anni che mangiamo carni e formaggi di animali nutriti anche con mangimi Ogm e non c’è nessuna ricerca che abbia dimostrato danni per la salute». Si arricchirebbero le multinazionali? «Dalle multinazionali i nostri agricoltori comprano comunque tutti i semi convenzionali». Poi magari i detrattori delle multinazionali sono i primi ad avere in tasca un IPhone. E così, «mentre in Spagna da 18 anni coltivano solo mais ogm qui in Italia non possiamo nemmeno fare ricerca pubblica in campo aperto ma solo in serra. Eppure ci sarebbe la possibilità di realizzare cordoni di sicurezza e fasce di rispetto per evitare la contaminazione delle colture convenzionali». Si potrebbe anche evitare l’uso massiccio dei pesticidi (ritrovati abbondantemente dall’Ispra nelle falde della pianura). Ce n’è anche per il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina: « non mi va bene che nel piano nazionale abbia dato sovvenzioni all’agricoltura biodinamica, che predica una sorta di esoterismo, e nulla alla ricerca Ogm».

pgorlani@rcs.it

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