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DI REDAZIONE

“Non faccio le cose per il bene dell’umanità e non sono un idealista illuso. Sarà l’educazione dei miei genitori, che mi hanno insegnato a non abbassare mai la testa di fronte agli arroganti, ma più una persona è arrogante, più stimola la mia reazione, sono fatto così. E’ questa fermezza mi sostiene ad affrontare tutte queste rotture di cazzo”.

L’87 per cento di tutti i mangimi venduti in Italia contiene Ogm, tra cui il mais, oltre alla soia Ogm. L’Italia ogn…i giorno, 365 giorni l’anno, importa e consuma diecimila tonnellate al giorno di soia Ogm. Si domanda Fidenato: ma se gli Ogm fatti all’estero sono il pane quotidiano con cui alimentiamo l’intero parco zootecnico nazionale, incluse le produzioni Doc e Igp, perché non posso coltivarmeli nel mio campo? Essendo lo stesso identico mais Ogm (tra l’altro fuori brevetto dal 2015) perché io non saprei fare la stessa cosa che fanno i miei concorrenti esteri? Buffa storia questa degli Ogm. In questo caso, gli Ogm “migranti” sono buoni e quelli fatti in Italia no. E comunque, per stare sicuri che non si coltivino Ogm in Italia, abbiamo alzato un nuovo muro (un muro solo anti-Ogm nazionali) adottando la direttiva europea 412 del 2015.

Questa vieta la coltivazione di Ogm senza spiegarne il motivo. Perché sono antipatici. Ma la Corte di Giustizia europea è andata oltre. Con la sentenza appena emessa ha spiegato che il sedicente “principio di precauzione” non si applica agli Ogm. Questi sono regolati così bene, in maniera così accurata e con così tanti controlli che non li si può considerare degli sconosciuti. Difatti li mangiamo indirettamente da 21 anni. Siamo vestiti e tamponiamo le nostre ferite con cotone che per il 70 per cento è Ogm, senza che ci sia mai stato alcun problema.

«La sentenza della Corte è sicuramente una vittoria personale, ma non solo» commenta a tempi.it Fidenato. «Finalmente è stato chiarito come va utilizzato il principio di precauzione sulla limitazione della libera circolazione delle merci e delle coltivazioni ogm». È stato infatti stabilito che il principio di precauzione deve basarsi sulla certezza dell’esistenza del rischio. «I prodotti ogm sono tra i più studiati nella storia umana e prima di essere messi in commercio sono sottoposti a un’analisi molto approfondita, dovendo superare una serie infinita di esami e controlli. Pertanto, per poter invocare le misure di emergenza come il loro divieto, è necessario dimostrare che questi prodotti, nonostante tutti questi controlli, hanno un elevato rischio di provocare un danno a uomini, animali o ambiente». La Corte non ha dunque annullato il principio di precauzione, che invece «è sempre valido e tutelato dall’Unione Europea, ma per poterlo mettere in atto in materia ogm servono prove scientifiche che confutino le numerosi analisi già effettuate».

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Commenti
  • Dino Sgura
    Rispondi

    Complimenti Sig. Fidenato, un abbraccio forte!! Non deve essere stato facile lottare con quei fascisti della coldiretti! Una bella storia comunque da insegnare ai più giovani, di non smettere mai di lottare per la libertà!

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