In Ambientalismo, Anti & Politica, Economia, Scienza e Tecnologia

CLIMADI REDAZIONE

Finalmente sottotitolato in Italiano il documentario

dell’emittente britannica Channel 4

“The Great Global Warming Swindle” del 2007,

che smonta la teoria del “riscaldamento globale causato dall’uomo”.

Sottotitoli di Aureliano Ferri

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  • Pedante
    Rispondi

    Sulla bufala del riscaldamento antropogenico, ripropongo “The Cloud Mystery” (2007) (versione spagnola):

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    ILLUMINANTE!!!
    Credevo di saperne abbastanza e invece ci sono degli spunti incredibilmente interessanti sia dal punto di vista scientifico che politico.
    In poco più di un’ora si capisce davvero tutto: origini, infondatezza e obbiettivi di una ideologia che potrebbe riuscire là dove gli SS20 di sovietica memoria han fallito.
    Comunque grazie mille alla Redazione per la segnalazione!!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie a te, a chi lo ha prodotto e a chi lo ha sottotitolatp.
      Diffondilo!

  • Pedante
    Rispondi

    Willie Soon sui problemi della misurazione dei livelli dei mari (non ci sono traduzioni):

  • spago
    Rispondi

    Visto ieri sera.. Davvero straordinario! Ormai le persone pensano che tutto sia una questione politica da decidere democraticamente, se gli dici “ma io sarei uno scienziato, avrei delle prove, dei dubbi, delle critiche”, ti linciano! Invece la scienza non è democratica!

    Ma è la solita storia: “gli idealisti” che non sono in grado di dimostrare corretta una teoria, ma non vogliono abbandonarla – vedi il socialismo -, scelgono di continuare a sostenerla in modo sempre più irrazzionale e violento!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      GRAZIE!

  • Giorgio
    Rispondi

    che buffonate!!! ma siete veramente patetici! bastava fare una ricerca veloce su internet per capire chi era Willie Soon, vale a dire un ciarlatano che è a libro paga delle compagnie petrolifere americane per raccontare bugie, che solo beoni come voi si bevono. che poveracci che siete! viceversa, l’ipcc, un’organizzazione non-governativa che coinvolge migliaia di scienziati di tutto il mondo, stila dei rapporti ogni 6/7 anni basandosi su studi peer/review. l’ultimo, il 7, sarebbe opportuno che qualcuno di voi lo leggesse, invece di ascoltare dei ciarlatani. per quanto riguarda il film postato, che magari guarderò, basta andare a leggere qual è stata la reazione della comunità scientifica a riguarda, l’unica titolata a parlare di certe tematica, a meno che non ci inventiamo pure noi esperti di riscaldamento globale. di questo passo che facciamo, mettiamo in discussione pure l’evoluzionismo? voi siete pericolosi!

    • Pedante
      Rispondi

      Che abbia ricevuto soldi dal settore petrolifero non significa che le sue ricerche non siano valide. Contesti piuttosto le sue affermazioni.

    • Pedante
      Rispondi

      Chi paga gli scienziati dell’IPCC?

      • Pedante
        Rispondi

        Chi finanzia le università?

    • Pedante
      Rispondi

      Responda pure Lei alla difficoltà di determinare con precisione i livelli dei mari.

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      l’IPCC quello che negli anni novanta diceva che oggi saremmo tutti morti.
      Stime molto affidabili, quasi quanto quelle del MEF o del FMI.
      A me, più che leggere il 7, interessaleggerel’1 il 2 e il 3, con le varie correzioni.
      Perché è vero, la gente non ricorda le cazzate atomiche dette 1-20 ani fa.
      E della nuova glaciazione degli anni ’70 mi ricordo perfettamente.
      Insomma, non ne imbroccate una nemmeno per sbaglio.

  • Giorgio
    Rispondi

    Pedante
    per quanto riguarda le università private americane presumo fondi privati, per quanto riguarda quelle pubbliche gli stati. fanno parte dell’ipcc scienziati di quelle e di queste. ma fa comodo credere ai ciarlatani da queste parti

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      tu mi fai tornare in mente quel tizio che notava la pagliuzza nell’occhio del prossimo e non vedeva la trave nel suo

  • spago
    Rispondi

    Ogni scienziato è pagato da qualcuno, vuoi dallo Stato, vuoi da un privato, e se si presume che il fatto di essere pagati da qualcuno distorca il lavoro e i risultati degli scienziati, allora dovrebbero essere tutti inattendibili. La verità è che si assume in modo assiomatico che la distorsione valga solo con alcuni finanziatori, in modo corrispondente ai propri pregiudizi e preconcetti. Di modo che l’analisi che parte con Stato buono, privato cattivo, stranamente finisce esattamente là dove inizia. La verità è che gli statalesi applicano sempre pesi e misure diversi. Quando c’è di mezzo lo Stato non valgono più gli stessi principi etici. I dipendenti pubblici non lavorano con le stesse regole di quelli privati. I poliziotti e i magistrati non rispondono alla legge come gli altri. I militari possono compiere azioni che per tutti gli altri sono immorali e criminali. Lo Stato può rubare, rapinare, rapire, sequestrare, spiare, torturare, uccidere e chiamare queste cose in un altro modo, e va tutto bene. Così è evidente che i soldi privati corrompono gli scienziati, mentre quelli statali no, perchè sono imbevuti del magico potere del “pubblico” e della “collettività” e dell’ “interesse generale” e altre fesserie.

  • Giorgio
    Rispondi

    spago
    ma perché generalizzare? stiamo parlando di un caso specifico. le multinazionali petrolifere, tra le maggiori responsabili dell’inquinamento mondiale, pagano un tizio che va in giro a dire che che il riscaldamento globale causato in parte dai combustibili fossili non esiste. veramente, considerate ciò del tutto normale?
    beh, complimenti!

    • Pedante
      Rispondi

      L’argomento è piuttosto l’inaffidabilità delle misurazioni dei livelli dei mari.

    • spago
      Rispondi

      Giorgio Stiamo parlando anche di uno stato che finanzia la ricerca in una direzione specifica, di partiti che chi costruiscono consenso, di trattati internazionali, di burocrazie mantenute per occuparsene, di qualcosa che è diventato ideologia e movimentismo politico. Non è più una teoria du cui discutere come di ogni altra teoria scientifica. Chissà perché i soldi di una compagnia petrolifera distorcono la scienza e la ricerca che finanziano, ma politici, burocrati, soldi pubblici, interessi partitici, giochi geopolitici invece no.. ci sono scienziati serissimi che smontano il global warming con prove e ragionamenti, ma vengono additati come nazisti o liquidati come venduti.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Accidenti, allora io che brucio circa 200 quintali l’anno di legna sono un turpe inquinatore.
    Se se ne accorge qualcuno dell’Ipcc vengono da me mi demoliscono camino e canna fumaria.
    Mi fanno la multa, e mi lasciano al freddo.
    Quando sento tutte queste fregnacce io butto dentro legna e rinfocolo alla brutta.
    Per non parlare poi delle pizze, stinchi, prosciutti, spalle che cuocio nel forno a legna.
    E i barbecues estivi?
    Da paura.

    • winston diaz
      Rispondi

      Tu scherzi ma secondo i rilevatori di inquinamento la maggior fonte attuale e’ proprio la combustione delle stufe.
      Se ne sono accorti anche gli ecologisti, infatti nelle grandi citta’ quasi dappertutto e’ vietato il fuoco a legna, e in qualche altro posto hanno invece pensato di monetizzare mettendo la “tassa sui camini”.

      Guarda qua:
      aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/

      Ps: anch’io mi scaldo solo a legna, autoprodotta, ma 200 quintali mi bastano dieci anni, scaldo una sola stanza, di piu’ non serve.

      • Fabio
        Rispondi

        Più che camini e stufe in generale, si parla di stufe a pellet in particolare:(come denunciato anche su queste pagine)
        E’ questa versione delle stufe ad inquinare moltissimo ed a produrre le famigerate polveri sottili con blocchi del traffico ecc…

  • Giorgio
    Rispondi

    ma guardate, io non ho figli e non voglio farne, quindi se voi o gente come voi mandano a puttane questo mondo a me poco importa. quello che importa è che almeno ne siate coscienti, e non nascondiate la testa sotto la sabbia

    • winston diaz
      Rispondi

      Cio’ che manda a puttane il mondo e’ questo, il resto e’ contorno, e’ irrilevante:

      67.media.tumblr.com/5ca23bb53e4dc62b34c9f35c6d53874e/tumblr_o10eofTBRe1ru8h9so1_500.jpg

      • charlybrown
        Rispondi

        Anche questi a me sembrano dati sparati alla pene di segugio, come quelli sul riscaldamento globale.
        A parte che sarebbe interessante sapere come hanno fatto il calcolo, a giudicare dal grafico si deduce che nel 2000 si stimasse la biomassa di tutte le specie di vertebrati selvatici di tutto il mondo pari a circa 20 milioni di tonnellate.
        Nella sola Germania il carniere venatorio annuale del solo capriolo ammonta a circa 1.100.000 capi. Considerando che il prelievo viene programmato attorno al 15-20% della popolazione totale, si può stimare che nella sola Germania siano presenti almeno 5 milioni di caprioli. Che a una media di 25 kg fanno 125.000 tonnellate di biomassa.
        Negli USA si stima una popolazione di cervi di oltre 30 milioni di capi, che a una media di 50 kg fanno almeno un milione e mezzo di tonnellate. E stiamo parlando solo di un paio di specie e non certo di tutto il mondo.
        E non dimentichiamo che la maggior parte della biomassa è costituita da animali di piccola taglia, come roditori, ecc.

        • winston diaz
          Rispondi

          Ho anch’io dei dubbi sulla verosimiglianza dei dati, tanto sono incredibili, sto cercando conferme, ma ci andrei piano a definirli spazzatura, e’ da decenni che tutti i naturalisti avvertono circa l’esistenza del problema. Nel calcolo tieni conto che ci sono posti tipo la nuova zelanda dove a pochi milioni di uomini corrispondono pero’ decine di milioni di pecore (fra i 30 e i 70), e in generale i posti migliori per la vita sono completamente colonizzati dalla specie umana e dai suoi animali di allevamento/compagnia, o a scopo agricolo. Per il resto resta ben poco spazio, e si deve accontentare delle aree marginali dove la vita e’ scarsa e difficile.

          Del resto lo sanno bene non solo gli animali selvatici ma anche i libertari che non c’e’ piu’ nessun posto dove scappare per stare in pace. Che fra l’altro e’ il motivo per cui tutta la terra e’ stata colonizzata dall’uomo: per scappare dagli altri uomini, e cercare nuove risorse con cui sopravvivere. Solo che e’ un sogno che si consuma in poche generazioni: dopo un po’ si riproduce lo schema da cui si e’ cercato di scappare.

          • winston diaz

            Da “australian cargo” di alex roggero, feltrinelli, diario del viaggio che ripercorre le orme di un nonno emigrato in australia:

            Sembrava proprio di attraversare un eden, un giardino celeste miracolosamente scampato all’aggressione degli uomini. Questa era l’Australia che aveva dato il benvenuto al nonno e a tanti altri uomini che, come lui, erano venuti qui a cacciare, a respirare e guardare orizzonti liberi.

            In questi immensi silenzi avevano ritrovato la loro voce, capito che l’Australia era un paese dove si poteva ancora essere uomini.

            Tornare a esserlo, forse.

            E’ il grande paradosso del rapporto irreale che l’uomo occidentale ha con la natura: solo quando è circondato dalla wilderness (credo sia la più bella parola del vocabolario inglese) egli recupera la propria identità. Ma la sua e’ una conquista fugace, che si consuma in una generazione.

            Anni fa avevo letto un articolo, pubblicato da una nota rivista di antropologia americana, dove si ipotizzava la presenza di due diverse figure umane: il fuorilegge e lo sceriffo. Il primo era l’esploratore, l’uomo libero che apriva nuove frontiere e senza volerlo spianava la strada al secondo, che lo inseguiva trasformando ogni cosa con le sue regole, i suoi divieti, la sua infinita mania di controllo.
            L’articolo si concludeva con una riflessione semplicissima, ma piuttosto acuta: forse le leggi dello sceriffo erano, semplicemente, leggi sbagliate.

            Affacciato al finestrino della mia cabina, mi sono immaginato questi due personaggi che si contendevano il mondo, e mi sono chiesto a quale squadra potessi appartenere.
            A nessuna delle due, ovviamente.

            Perché oggi il mondo è dominato da un’altra tribù: la nostra. Osservatori passivi, turisti, cittadini alienati e confusi che di fronte alla wilderness non sanno bene cosa fare.

            La guardiamo imbambolati, la fotografiamo e poi, tristemente, ce ne torniamo nei nostri appartamenti.

            Per questo mi sarebbe piaciuto vedere l’Australia con gli occhi del nonno: da attore, piuttosto che da semplice spettatore.

            Dopo cena, in cabina, ho pensato al treno come a un’astronave piena di alieni che attraversavano un pianeta, bellissimo, che non era il loro. Ho letto un po’. Poi ho spento la luce, mi sono raggomitolato in quella cuccetta larga poco più delle mie spalle e mi sono addormentato.

            Di botto.

          • charlybrown

            Che non ci sia piu’ nessun posto dove scappare per stare in pace è una balla, almeno se ci riferiamo a posti selvaggi e non all’invadenza degli stati sovrani, ma quella è altra questione.
            Tutta la Siberia a est del Bajkal è pressochè disabitata, e parliamo di una zona più grande dell’Europa. Lo stesso dicasi per l’Amazzonia e per vaste aree dell’Africa, dove non c’è anima viva. Tutta l’Australia centrale è ancora semidisabitata, e si potrebbe continuare a lungo.
            Se non siete convinti basta farsi un giro con google earth.
            Il vero problema è che tutti amano la natura selvaggia, ma stando al calduccio vicino al termosifone, con il frigorifero sempre ben fornito, il suv parcheggiato nel garage e tutto il resto.
            Per chi vuole fare la vita del pioniere spazio ce n’è a iosa.

          • winston diaz

            La siberia e’ inabitabile, la temperatura media annuale e’ sottozero, vuol dire suolo perennemente congelato fino in profondita’, condizioni di vita poco diverse da quelle che si potrebbero avere su marte. L’australia centrale e’ completamente desertica, sta sulla latitudine che e’ propria della fascia dei deserti dell’emisfero sud. Le vaste zone dell’africa che sembrano disabitate lo sono o perche’ sono inabitabili, oppure perche’ sono gia’ abitate con densita’ compatibili con l’equilibrio naturale, e ancora per poco. L’amazzonia sta sparendo, fatti un giro nel mato grosso del sud su google earth, e’ gia’ tutto disboscato e coltivato, e probabilmente se ti avvicini ti sparano a vista anche se non sei un animale, sai com’e’ adesso e’ proprieta’ privata di coloro che lo sfruttano, magari per produrre biodiesel per i suv, o gli autobus, dei fighetti ecologisti occidentali.

          • winston diaz

            Comunque, cio’ che a me da’ un po’ fastidio, e’ che quello che sta succedendo adesso, cioe’ migrazioni bibliche per mancanza di spazio ormai dappertutto, era stato ampiamente previsto gia’ 40 anni fa (il tempo passa in fretta!), se non si fosse fatta qualche opera di informazione sul problema (se la gente sa, fa la cosa giusta senza bisogno di costrizione, secondo me).

            Non so se hai un’eta’ sufficiente, ma eventualmente puoi rivolgerti alla storia, una storia che e’ poco piu’ che cronaca dato il suo essere recente: a suo tempo ad opporsi ad ogni forma di controllo delle nascite nel mondo, appoggiando politicamente i movimenti piu’ conservatori e reazionari, furono esattamente quei conservatori che oggi si abbeverano su Libero e sul Giornale e che sono piu’ infastiditi delle conseguenze migratorie di quell’opposizione e dell’esplosione demografica conseguente.
            Memoria corta, e molta ipocrisia e opportunismo, poca intelligenza e preveggeza, tantissima ybris anche detta arroganza.

            Al tasso di crescita attuale (6 figli per donna!) l’africa e’ prevista moltiplicare ulteriormente la sua popolazione nel giro dei prossimi decenni, dai 300 milioni di allora ai tre miliardi del prossimo futuro, passando attraverso il miliardo di oggi.

            Durante il necessario esodo di massa, organizzandosi col telefonino in tasca, per dove passeranno? Per l’Italia!

            Quindi se sei giovane preparati al peggio. E sappi di chi e’, almeno in parte, la colpa. Di quelli che oggi si lamentano di piu’, delle conseguenze del loro ottuso conservatorismo di allora.

            Adesso pare che, con troppo ritardo, si stiano rivedendo, con grande fatica, le posizioni, ma e’ tardi, troppo tardi. E’ cronaca di questi giorni della lotta fra il cardinale ultra-reazionario Burke dell’ordine di Malta e il papa, perche’ il primo ha quasi espulso dall’ordine il cardinale Boeselager per non essersi abbastanza opposto alla distribuzione di preservativi in Africa!
            Nell’unico continente col tasso demografico da tragedia finale di 6 figli per donna! (la media del mondo adesso e’ poco piu’ di 2) (Boeselager e’ il figlio di uno dei militari e nobili prussiani che tentarono di giustiziare hiltler prima che distruggesse completamente la germania, ha scritto un bellissimo libretto di memorie che raccomando di leggere e si trova anche in rete, e da cui e’ stato ricavato un pessimo film se non ricordo male).

            Insomma, siamo ben messi: da una parte i cosiddetti “liberal-conservatori” che hanno creato i presupposti per l’illiberalismo (sfruttamento capillare del territorio, esplosione demografica), dall’altra i “liberal-socialisti” che, col tecno-meccanicismo scientista (detto anche costruttivismo) politico che li contraddistingue, pensano di risolvere tutto con leggi norme e tasse. L’alteranza di queste due correnti politiche al potere e’ stata esiziale, ognuna ha rinforzato gli errori dell’altra, moltiplicandone i presupposti.

            Auguri!

          • winston diaz

            Su google si trova di tutto, qui uno dei link:

            huffingtonpost.it/2016/12/22/papa-ordine-malta_n_13787876.html

          • winston diaz

            “Tutta la Siberia a est del Bajkal è pressochè disabitata”

            Recentemente ho letto/riletto qualche bellissimo libri sulla siberia, ancora piu’ belli da leggere adesso che i puo’ accompagnare la lettura “visitando” i luoghi con google maps/earth:

            – Siberia, di Colin Tubron, che avevo gia’ letto appena era uscito una quindicina di anni fa, primo libro che parlasse dell’argomento, grazie alla recente “caduta del muro”.
            – Nelle foreste siberiane, di Sylvain Tesson, che parla proprio di un inverno trascorso in una capanna sulle rive del Baikal.
            – Tunguska, di Nanni Riccobono, che parla della spedizione scientifica italiana nella zona della siberia centrale dove cadde il meteorite omonimo nel mi pare 1907 (rase al suolo tutti gli alberi in un’area uguale alla zona di Roma, ma solo 20 anni dopo ci si accorse di cosa e dove era successo tanto era remota e difficilmente raggiungibile l’area! – ci sono problemi anche oggi a far atterrre gli elicotteri perche’ quasi tutto il territorio col disgelo superficiale estivo si trasforma in un immenso pantano).

            Bellissimi, te li raccomando, la siberia e’ rimasta un po’ l’ultima frontiera: “grazie” al comunismo era off-limits, nessuno ne ha mai saputo nulla, era come se non esistesse neppure. Comunque pare che dopo il primo periodo di apertura con la caduta del muro, si stia richiudendo, i russi sono cosi’.

          • charlybrown

            La Siberia è inabitabile? Chukchi e Goldi ci abitano da millenni. Gli Inuit abitano da sempre l’Artico in condizioni ambientali ben peggiori. I Tuareg se la sono sfangata benone per millenni in un deserto peggiore di quello australiano.
            A parte Rondonia l’Amazzonia è ancora l’Amazzonia per migliaia di chilometri. Vuoi andartene via dalla pazza folla? Prendi un aereo per Manaus, dopo atterrato compri una barchetta a motore, risali un qualunque corso secondario per un paio di centinaia di km, attracchi, ti costruisci la tua capanna di frasche e vivi di caccia, di pesca e di agricoltura, se ne sei capace. Chi te lo impedisce? Pensi che qualcuno venga a sfrattarti? Impara a sopravvivere come hanno fatto le popolazioni aborigene in tutto il modo e vedrai che lo spazio non ti mancherà.
            Se il mondo civilizzato ci sembra tanto ospitale è solo perchè decine di generazioni, prima di noi, hanno lavorato sodo per trasformarlo appunto in un luogo abitabile. Pensi che l’America fosse ospitale quando sono arrivati i pionieri? Pensi che lo sarebbe l’Italia? La verità è che noi vorremmo avere il mondo bello comodo ma senza il disturbo della compagnia di altra gente. Sono buoni tutti così.
            Le migrazioni bibliche avvengono causa miseria, non per mancanza di spazio, e la miseria non c’entra nulla con la densità di popolazione. Il Giappone è uno dei Paesi più ricchi e più densamente popolati, in Africa la maggior parte dei Paesi hanno un decimo della densità e sono poverissimi. Se il problema fosse lo spazio dovremmo essere invasi da orde di giapponesi migranti.
            L’idea che se la popolazione aumenta ci sarà automaticamente più miseria per tutti è dimostrabilmente fallace, a livello teorico ed empirico.
            Inoltre, con quale autorità morale tu decidi chi deve nascere e chi no? Se uno vuole avere 6 figli perchè non dovrebbe avere diritto?

          • Fabrizio Fv

            In realtà il mondo bello comodo ma senza il disturbo della compagnia di altra gente sarebbe disponibile a 20 o 30 minuti di auto da qualsiasi città italiana o europea, se non ci fossero piani regolatori, regolamenti edilizi, destinazione dei terreni etc…. insomma, tanto per cambiare, lo stato obbliga tutti a vivere scomodi uno attaccato all’altro.

        • winston diaz
          Rispondi

          “Se il problema fosse lo spazio dovremmo essere invasi da orde di giapponesi migranti.”

          Tipica retorica da centrodestra clerico-fascista, non da libertari, se permetti, che e’ la deriva tipica dei commenti su questo sito, gia’ sperimentata.

          Il mondo e’ stato gia’ a suo tempo completamente invaso da orde di europei migranti, proprio per mancanza di spazio e di risorse. Durante l’800 l’intero mondo era asservito alle voglie di dominio europee, il che non mi sembra sia stato molto libertario, direi.

          Giappone, Germania, Italia, quando tentarono a loro volta di asservire il mondo credendo che fosse il loro turno, a cosa credi che fosse dovuto? Altruismo? No, avevano bisogno di spazio vitale, di lebensraum esplicitamente teorizzato nella geopolitica che nasce allora, del “posto al sole” per sistemare la popolazione eccessiva per i loro territori, povera e trabordante.

          E’ che siamo stati (come italia) ricacciati indietro.

          Per il resto, la teoria (liberale, deriva da Locke) per cui chi lavora la terra, e chi sa sfruttare le risorse, ha il diritto su di esse, non mi trova piu’ tanto d’accordo, neanche un po’, su questa base si e’ giustificato il colonialismo e il “talebanismo del fare”, cioe’ la soppressione del diritto di altri di vivere come cazzo volevano sulla loro terra, diritto conculcato con l’ingordigia insaziabile dell’uomo occidentale, che non contento di non essere mai soddisfatto della sua situazione, si sente in dovere di far vivere anche gli altri allo stesso sciamannato modo.

          Per finire no, uno non ha il diritto di fare sei figli, e’ una forma di violenza sugli altri, se tutti facessero 6 figli quei figli poi dovrebbero uccidersi a vicenda, o uccidere altri, nella competizione per le risorse insufficienti. Se nel dopoguerra l’italia avesse continuato a fare sei figli, ora saremmo 200 milioni, e credo che nessuna persona con un minimo di intelligenza fatichi a capire che non sarebbe possibile.

          Ma questo e’ un argomento delicato, in quanto, dopo il quasi obbligo di fare almeno 7 figli dei tempi del fascismo (c’era il premio per chi faceva il 7mo figlio, che veniva pagato con la tassa sul celibato degli altri), ci mancherebbe che ora si volesse introdurre l’obbligo contrario, pero’ la liberta’ di tutti prevede l’autocontrollo, senza autocontrollo va a finire tutto in merda, e a quel punto della liberta’ non importa piu’ niente a nessuno.

          • charlybrown

            Hai le idee molto confuse.
            Sei tu che sostieni che la gente se ne va dall’Africa per mancanza di spazio, ti ho semplicemente dimostrato che non è così, cosa c’entri la retorica clerico-fascista lo sai solo tu. Peraltro, che il problema non sia la densità di popolazione lo confermi involontariamente quando affermi che il mondo durante l’800 e’ gia’ stato completamente invaso da orde di europei migranti per mancanza di spazio e di risorse. Nell’800 la popolazione europea era forse un quarto di quella odierna, ergo la mancanza di spazio e risorse dovrebbe essere un problema molto più grave oggi, ma non vedo orde di migranti dall’Europa in cerca di lebensraum, concetto nato nella mente malata del dittatore megalomane di turno, e che era appunto l’elegante pretesto per giustificare aggressioni e asservimenti, che non ho mai detto di approvare e che non c’entrano nulla con l’ecologia umana di cui sto parlando. Materia che evidentemente non hai mai studiato, altrimenti avresti scoperto che spazio e risorse sono cose molto diverse, che le risorse le crea l’uomo con il suo lavoro, nonché, last but not least, che in media ogni uomo produce più risorse di quante ne consumi, cosa che spiega perchè risorse e ricchezza siano in crescita nonostante aumenti anche la popolazione. Il che, per logica deduttiva come direbbe Mises, smentisce la tua opinione secondo cui l’aumento della popolazione, di per sé, porta la gente a uccidersi a vicenda, o uccidere altri, nella competizione per le risorse insufficienti. Se si analizza la correlazione tra densità di popolazione e ricchezza media si scopre anzi, al contrario, che spesso ad alte densità corrisponde elevata ricchezza, e viceversa. E smentisce anche l’opinione secondo cui fare figli sarebbe una violenza sugli altri, se per violenza si intende la presunta diminuzione delle risorse.
            Così come opinione non supportata da alcun dato oggettivo è quella secondo cui il pianeta sarebbe sovrapopolato, visto che il concetto, per avere senso, richiede a monte la definizione di un qualche criterio di valutazione di quale dovrebbe essere il valore corretto.

          • christian

            A me sembri solo un neomalthusiano che di libertà ne capisce quasi meno di Giorgio.
            La libertà è assenza di coercizione e tuo vorresti costringere gli altri a fare il numero di figli che TU reputi più adatto per difendere la libertà stessa (di chi poi?). Mi sembra evidente che “ce l’hai” con gli occidentali e più in generale con tutto il genere umano anche per il solo fatto che esista. Giorgio è solo un TROLL statalista è mi fa spesso sorridere ma tu pensi addirittura di essere più libertario degli altri. Dei tuoi commenti non ne sentivo la mancanza. Quello che dici mi spaventa profondamente e se ci credi veramente sei un PAZZO furioso che Stalin ed Hitler al confronto erano solo dei furfanti comuni.

          • Pedante

            Clerico-fascisti come Rothbard, Morgenstern e Barnes hanno scritto a lungo sulle macchinazioni di FDR atte a provocare un attacco giapponese, disperato com’era di entrare in guerra contro la Germania (che allora faceva di tutto per evitare una simile eventualità).
            https://mises.org/library/pearl-harbor-story-secret-war

          • Pedante

            http://www.stephankinsella.com/2009/06/hoppe-from-the-malthusian-trap-to-the-industrial-revolution-reflections-on-social-evolution/

            Con le condizioni estremamente disgeniche che prevalgono in tutti i paesi occidentali non escluderei un ritorno di Malthus.

          • Pedante

            Detto altrimenti:

          • Pedante

          • Pedante

            Dulcis in fundo:

            12598387

          • Pedante

          • winston diaz

            Pedante:
            Si’ e’ vero che la germania paventava l’ingresso degli Usa nella guerra, per ovvi motivi (perche’ sapeva che in tal caso, con l’apertura dell’ennesimo fronte come nella prima guerra mondiale, avrebbe sicuramente perso).
            E anche verso l’inghilterra, l’atteggiamento iniziale era di spartizione: continente europeo a dominanza tedesca, resto del mondo all’impero inglese.
            Il giappone, che come la germania era dominato da una classe dirigente militarista e imperialistica al massimo (altro che principio di non aggressione, Pedante), d’altra parte era gia’ in conflitto con gli Usa per il dominio, commerciale/militare del pacifico. Purtroppo le guerre si sa dove cominciano ma non si sa dove finiscono :)

            Christian:
            Non mettermi in bocca parole a uso e consumo della tua voglia di attaccare briga, ho scritto esplicitamente, proprio per evitare ambiguita’: “ci mancherebbe che ora si volesse introdurre l’obbligo contrario, pero’ la liberta’ di tutti prevede l’autocontrollo”. E confermo che fare 6 figli e’ una violenza, lo cofermo sulla lezione di kant “comportati come se il tuo comportamento potesse assurgere a regola universale”. “Comportati tu”, non “Imponi agli altri di comportarsi come vuoi tu”. Autocontrollo, ho detto e lo ripeto. 6 figli per tutti pero’, credo sia ovvio che non e’ possibile. Per non parlare del fatto che chi li fa, poi si aspetta il diritto di qualcuno che glieli mantenga, specie nel nostro paese.

            Charlybrown:
            La popolazione in europa e’ da tempo immemorabile che ha sempre raggiunto e mantenuto il massimo compatibile di popolazione con le tecnologie e le risorse dell’epoca (vedi carlo maria cipolla – uomini tecniche economie, e mille altre fonti). L’espansione dell’europa post-rinascimentale nel mondo era senza dubbio dovuta alle capacita’ militar-tecnologiche acquisite, che rendevano il resto del mondo facilissima preda, e al bisogno di nuove terre e “ricchezze”. La popolazione, anche se era una frazione di quella di oggi, era TROPPA: dall’italia a cavallo del ‘900 emigrarono 10 milioni di persone, in america e in australia, in dieci anni, un milione all’anno, un numero enorme per l’epoca, IN CERCA DI PANE, cioe’ di terre da sottoporre al tipo di sfruttamento intensivo, ma non piu’ sufficiente, che gia’ in europa la necessita’ aveva ottenuto aguzzando l’ingegno, in una guerra continua contro la miseria e le pestilenze. In altre parole, tranne nel recentissimo periodo in cui siamo vissuti noi, cioe’ del secondo dopoguerra, l’europa e’ sempre stata sovrappopolata e in lotta per l’accapparramento di risorse insufficienti PER LA TECNOLOGIA DELL’EPOCA.
            La tecnologia non piove dal cielo, e’ difficile da raggiungere, e peraltro la stroria dimostra, purtroppo, che ogni suo progresso e’ subito azzerato dalle maggiori necessita’ che sorgono in conseguenza del suo sviluppo. Una fatica di sisifo, insomma, purtroppo, senza un minimo di autocontrollo. Speriamo che nel futuro non sia piu’ cosi’, ma e’ difficile da sperare.

            Facco come sempre tace e se ne sta nel suo paradiso, fuori dall’italia, delle canarie. :)

          • winston diaz

            Christian:
            Adesso si comincia a studiare su dati certi l’andamento della popolazione durante il medioevo: dal 1347, l’anno della grande peste, e’ stato un continuo oscillare fra crescita demografica malthusiana, scarsita’ di cibo, pestilenza, morte di un terzo della popolazione, abbondanza di risorse, ripresa del ciclo dall’inizio.

            Barbero, LE CRISI DEL TRECENTO E DEL DUEMILA:

            youtube.com/watch?v=m9HxeKY39BU

            Il ciclo ha cominciato a rompersi proprio con la scoperta di nuovi continenti e nuove tecnologie sia agricole che di sfruttamente dell’energia, ma il risultato alla lunga non cambia: all’abbondanza di risorse, segue subito un aumento delle necessita’ che rendono vano ogni progresso.

            E’ la storia che e’ cosi’, non la mia opinione.

            Ad esempio, nei paesi arabi dai 6 figli per donna (siria compresa) la popolazione si e’ letteralmente quintuplicata nel giro di poche decine d’anni grazie alle rimesse del petrolio (leggi dollari con cui acquistare cibo e tutto il resto, all’estero), e quando il petrolio o scarseggia, o diminuisce di prezzo, e’ il disastro e la migrazione epocale.

          • charlybrown

            Winston
            due domande:
            dal medioevo a oggi, pestilenze o non pestilenze, la popolazione mondiale è aumentata o diminuita?
            dal medioevo a oggi, pestilenze o non pestilenze, il benessere della popolazione mondiale è aumentato o diminuito?

            Se la risposta è sì a entrambe le domande si danno queste possibili deduzioni:
            – la popolazione è aumentata grazie al fatto che il benessere è aumentato (per sua tendenza naturale o per ragioni che ora tralasciamo)
            – l’aumento della popolazione non impedisce l’aumento del benessere
            – l’aumento della popolazione è la causa dell’aumentato benessere

            Indipendentemente da quale spiegazione uno preferisca, da dove o da cosa si dovrebbe invece dedurre che l’aumento della popolazione è un fenomeno negativo, o allarmante, o da combattere?

          • charlybrown

            e.c.
            Se la risposta è la prima a entrambe le domande

          • winston diaz

            In queste cose il problema e’ sempre di misura.

            Se ti, o vi puo’ rassicurare, io sono contrarissimo alle disposizioni dall’alto, ma ritengo altresi’ che dovremmo cercare in tutti i modi di evitare la creazione di condizioni che possano fungere da pretesto perche’ queste siano da troppi ritenute necessarie.

            Un atteggiamento che mi pare equilibrato riguardo a questi problemi e che credo possiamo condividere entrambi mi pare questo:

            https://www.gapminder.org/videos/dont-panic-the-facts-about-population/

            Non farti ingannare dall’inizio, e’ retorico, in realta’ e’ contro il catastrofismo apocalittico tanto di moda oggi, e tanto utilizzato dai legislatori per imporre sempre peggiori vessazioni.

            E’ una fotografia dello stato del mondo di oggi, molto diversa nella realta’ dal pregiudizio negativo apocalittic-catastrofista occidentale, contro la quale giustamente ti scagli (seppure estrapolando erroneamente ad un passato che non era cosi’ idilliaco, la norma, fino a pochi decenni fa, era mezza umanita’ che piu’ o meno moriva di fame).

            E’ un bel documentario, che a me un po’ commuove, pure.
            Ha i sottotitoli, anche in italiano, basta selezionarli.

          • winston diaz

            L’ho riguardato, bello, verso la fine pero’ non manca l’immancabile tirata contro il riscaldamento globale provocata dalle emissioni antropiche di co2, di cui pero’ dice di non essere competente.
            Senno’ probabimente non gli avrebbero affittato la sala, e il pubblico in ogni caso sarebbe rimasto deluso ;)

          • Pedante

            @ winston diaz:

            La questione dell’aggressione tedesca va contestualizzata. I movimenti reazionari nacquero in risposta a diversi tentativi (falliti) di instaurare governi comunisti in tutto il Continente. Ungheria, Bavaria e Germania, assieme gli orrori della rivoluzione bolscevica e le sue decine di milioni di vittime molto prima dell’ascesa al potere dei fascisti.

            Ad ogni modo, che i fascisti fossero cattivi o meno, l’intervento degli USA sia nella prima sia nella seconda guerra mondiale non era voluto dalla maggioranza degli americani.

          • Pedante

            Il principio di non aggressione non va tradotto in intervenzionismi ai fini umanitari. (Cosa c’entrava il conflitto sino-giapponese con gli americani?)

          • winston diaz

            @pedante

            non c’e’ dubbio che senza la rivoluzione di ottobre non ci sarebbero stati alcun comunismo, ne’ fascismo e quindi nazismo.
            Hanno cominciato loro! :)
            Ma d’altra parte non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione d’ottobre senza la prima guerra mondiale, che nessuno ancora capisce davvero bene perche’ sia precipitata in tal modo distruttivo. La fine dell’europa come indiscussa potenza egemone mondiale per mezzo millennio comincia li’.

            Una bella esposizione di Barbero basata su una storiografia molto aggiornata qui:
            youtube.com/watch?v=QUzc-6qeqUA
            (che fra l’altro non ricordo bene, l’ho ascoltata tempo fa)

            Per quanto riguarda l’imperialismo giapponese, non credo che gli Usa siano intervenuti per fini umanitari: si trattava di interessi economici, e di contenimento di una potenza estremamente aggressiva che in pochi decenni, partendo da zero, era diventata una temibile rivale a oriente. A proposito, e’ possibile/probabile che senza l’imperialismo giapponese verso la cina e il lontano oriente in genere (il giappone pretendeva di diventare egemone, per motivi non solo economici ma pure di superiorita’ razziale, allora era normale pensarla cosi’), non avremmo avuto neppure la rivoluzione maoista.

        • Pedante
          Rispondi

          Faccio ancora fatica a capire come l’imperialismo giapponese – occupazione della Manciuria – minacciasse il territorio degli Stati Uniti.

          • winston diaz

            Pian pianino va a finire che sono stati gli Usa a dichiarare guerra al giappone, e che Pearl Harbor fu organizzato dalla cia.

          • Pedante

            Gli USA misero un embargo sull’esportazione di petrolio verso il Giappone proprio per provocare l’attacco a Pearl Harbor. FDR sapeva in anticipo di Pearl Harbor e non fece nulla. Desiderava l’attacco perché cercava disperatamente una scusa per dichiarare guerra contro la Germania.

            La CIA e il suo predecessore l’OSS non esistevano neanche prima della guerra.

          • Pedante

            Gli USA misero un embargo sull’esportazione di petrolio verso il Giappone proprio per provocare l’attacco a Pearl Harbor. FDR sapeva in anticipo di Pearl Harbor e non fece nulla. Desiderava l’attacco perché cercava disperatamente una scusa per dichiarare guerra contro la Germania.

            La CIA e il suo predecessore l’OSS non esistevano neanche prima della guerra.

          • Pedante

            Sempre sulla provocazione americana mirata a creare un casus belli. L’attacco a Pearl Harbor era voluto e aspettato da FDR:

            https://nomoregames.net/2016/12/14/why-corporate-media-are-dying-a-humble-example/

    • Pedante
      Rispondi

      L’inquinamento, quello vero, è invece un grave problema. Molta della “crescita” di cui si parla è fasulla e artificiale. Un enorme spreco di risorse.

      • winston diaz
        Rispondi

        E’ la crescita che puo’ avere un tumore.

        Immagino che da queste bande non sia popolare dirlo, trattandosi di un tipico tema dell’ecologia di sinistra, ma d’altra parte il male e’ da entrambe le parti: tanta parte del supposto liberalismo, specie quello su base economicistica, e’ solo bieco conservatorismo reazionario, che si traveste da liberalismo o libertarismo per soli motivi di “portafoglio” e di faziosita’ tribale, vedere ad esempio RC (e non manca mai chi a questo punto interviene dicendo cos’altro mai dovrebbe essere importante per la liberta’ oltre al “portafoglio”… sig).

        Lo si evice se non direttamente dai blog, dai relativi commenti.

        Come ebbi a dirvi gia’ un paio d’anni fa, quando il clima dei commenti anche qui dentro era diventato irrespirabile, l’errore dei verdi e’ stato di perdere la parte di anima libertaria che indubbiamente avevano in origine (vedi messner), per darsi al costruttivismo tassatorio, ma lo stesso si puo’ dire del liberalismo/libertarismo di destra: e’ diventato spesso solo un modo travestito di difendere il “portafoglio”. Fra l’altro molti dei suoi attuali aderenti, per “portafoglio” intendono quello d’investimento: si tratta di trader, commercialisti, esperti di investimenti finanziari: ditemi voi cosa puo’ avere di libertario quella gente li’, il cui mestiere e’ fare soldi coi soldi, accumulare oro, speculare, incassare percentuali da persone costrette a rivolgersi a loro “esperti” col cappello in mano per sopravvivere, e’ gente “dall’unico libro”, culturalmente figlia del decennio della finanza rampante degli anni ’80/’90.

        Facciamocele queste domande, cos’hanno in comune ad esempio con un Fidenato che, magari ingenuamente, sul suo trattorino si gioca allegramente tutto quello che ha (o non ha) per una questione di principio? Nulla, ma e’ quella la gente che in caso di vittoria andrebbe al potere e, secondo me, solo allora mostrerebbe apertamente la sua vera faccia, quella sotto la maschera.

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      con tutto l’impegno che dimostri per salvare il pianeta, mi chiedo per quale motivo tu insista a consumare ossigeno e ad emettere gas serra.

  • Giorgio
    Rispondi

    winston diaz
    quindi, cosa proponi per risolvere il problema?

    • winston diaz
      Rispondi

      Questo non e’ un problema che possa essere risolto, il danno e’ gia’ stato fatto.
      Inoltre, di gente che ha la soluzione in tasca per i problemi del mondo, e ne crea di sempre peggiori, ce n’e’ gia’ a sufficienza, non e’ il caso che aggiunga anche me alla lista.

    • Pedante
      Rispondi

      L’Agenda 21! ☺

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non riesco a scaricare il video.
    Ha qualche blocco?

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Mi spiego meglio.
      Lo vedo su questa pagina, ma non riesco a scaricarlo nella memoria del mio desktop.

  • Fabrizio Fv
    Rispondi

    Copia l’URL originale di youtube qui http://www.clipconverter.cc/it/ e poi scegli il formato di conversione.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Le paure sono comprensibili. Si comincia con i Sudeti, poi Vienna e infine Danzica. Per gli Stati Uniti la paura poteva essere che il Giappone cominciasse con la Manciuria per poi proseguire con l’estensione territoriale. Rimane cderto, comunque, che la guerra sia stata la salvezza dell’economia keynesiana. Detto questo, continuo invece a condividere il principio dell’avere diritto sulla propria terra. Ho detto propria. Il colonialismo non c’entra perché è invasione di terra altrui.

    • winston diaz
      Rispondi

      Colla, e’ stato il giappone ad attaccare briga con pearl harbor, dichiarando contestualmente guerra agli Usa.
      Ed e’ stata pure l’italia a dichiarare guerra agli Usa, sbagliando la scommessa, giusto 4 giorni dopo.

      Il colonialismo c’entra nel senso che e’ la spoliazione del diritto di fare cio’ che si vuole sulla propria terra, quindi anche niente, spoliazione in nome del principio cristiano che e’ “dovere di ciascuno far fruttare al massimo i suoi talenti”.

      • Pedante
        Rispondi

        Il colonialismo non giustifica l’intervenzionismo. Questa è una logica neocon.

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