OGM, ESPOSTO DEI NAZI-COMUNISTI CONTRO GIORGIO FIDENATO

di REDAZIONE

I nazi-comunisti autodenomitisi TASK FORCE PER UN’ITALIA LIBERA DA OGM, ha presentato un esposto alla Procura di Udine contro Giorgio Fidenato.

Siamo all’ennesima aggressione da parte di personaggi che parlano di rispetto della legge, che non solo loro non rispettano, ma che non accettano che garantisca ad un uomo ed imprenditore libero di svolgere la sua ttività.

Pensate che tempo fa, la Procura di Pordenone chiese l’archiviazione di una denuncia di Fidenato nei loro confronti, perché disse che non era rintracciabile inequivocabilmente l’autore.

Ora, con l’allegato qui sotto, eccovi la prova che questa task force esiste ed è viva e vegeta.

Due sentenze, DUE, della Corte di Giustizia Europea che han dato ragione a Fidenato non bastano? Ancora per quanto saremo costretti a subire le aggressioni dei nazi-comunisti ambientali (VEDI FOTO)?

LEGGI QUI: ESPOSTO

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17 Responses

  1. Max
    Max at | | Reply

    Sì, però come ho già detto, ve le andate anche a cercare, quindi estote parati.

    Caxxo, ci sono proprio tutti; ma Luca Sardella & Janira non hanno aderito?

  2. eridanio
    eridanio at | | Reply

    Furbi quei codardi ti fanno l’ esposto e non una denuncia in piena regola.
    Con la denuncia in caso di temerario tentativo scatta la querela di ritorno difficilmente difendibile. Con l’esposto è come all’asilo: si rivogono alla maestra lasciando a quest’ultima ogni valutazione e la responsabilità di agire o meno.
    Sottigliezze che indicano chi ha la coda di paglia e che si difende preventivamente pur rimanendo inutilmente molesta.
    Cercano di far cadere in fallo il diritto contro il diritto stesso.
    Minchia che brave persone!

  3. giorgio
    giorgio at | | Reply

    una domanda: ma gli ogm sono tutti brevettati? se sì, nel caso avvenga una contaminazione da ogm tra due coltivazioni attigue (una ogm e l’altra no), cosa succede?
    poiché le colture ogm sono molto più costose, il mio campo non ogm che per via della contaminazione ogm si ritrova ad avere una coltivazione transgenica non voluta, ciò determina il fatto che io devo pagare per le sementi ogm o essere rimborsato per la contaminazione avvenuta?

    1. luca
      luca at | | Reply

      Se ci sono campi ogm e non ogm attigui bisogna coltivare in periodi diversi (fare in modo che la fiuritura avvenga in momenti diversi). In maniera tale che uno non contamini l’altro (e viceversa)

  4. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Credo che, se un’ape del mio confinante viene a succhiare il nettare dei miei fiori, io non possa pretendere di essere pagato per quel nettare né che debba risarcire il padrone dell’ape se ho piantato fiori particolari che alterano il sapore del miele rispetto alla stagione passata. Forse l’esempio non calza alla perfezione ma la storia umana è tutta una contaminazione, nel bene e nel male.

    1. giorgio
      giorgio at | | Reply

      sì ma capisci bene che se la mia attività e lucro si basa sul fatto che le mie coltivazioni sono ogm free, bio ecc, se mi ritrovo invece ad avere una contaminazione della mia coltura, a chi devo rivolgermi se non riesco più a garantire un prodotto che rispetti certi criteri di “purità”?

  5. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Vale anche per il coltivatore che semina organismi geneticamente modificati. Potrebbe avere delle “contaminazioni” naturali e ritenere di non poter produrre come vorrebbe. Non so se ci sia qualcuno a cui rivolgersi, nell’uno e nell’altro caso. Forse è un problema complesso o forse è più semplice di quanto pensiamo. Non sono esperto in materia, spero che ci siano risposte da chi ha una maggiore competenza scientifica.

  6. eridanio
    eridanio at | | Reply

    La vita è contaminazione volontaria ed involontaria. Non mi sembra, fino ad oggi, che la nostra specie abbia visto pregiudicate le sue aspettative di vita. Chi non ha retto le contaminazioni di ogni generazione da sempre ha avuto la vita mozza e pregiudicata, geneticamente o meno parlando. Pesti, infezioni e piaghe, ma pure semplici abitudini igieniche o tradizionali varie hanno decimato l’umanità da millenni e nessun polline ape o fiore o comportamento stupido locali o forestieri sono mai stati confinabili, tanto meno per legge. La vita è una provvisoria sistemazione che nessuno è in grado di garantirsi immune da rischi. Anche perché un rischio individuale potrebbe corrispondere ad una occasione di migliorativa generale e viceversa. Tutti hanno “verità” parziali inutili al fine positivo dichiarato.
    Discuterne fa sempre bene se onestamente ci si tempera con tutte le idee la capocchia.
    IMHO

    1. giorgio
      giorgio at | | Reply

      non sono stato chiaro forse. che la vita sia contaminazione non conta assolutamente nulla. qui sto dicendo che un coltivatore ha la sua attività basata sulla produzione di prodotti ogm-free, bio ecc. a prescindere dalla question che gli ogm siano migliori o peggiori dei prodotti bio, questo coltivatore può contare su un’importante fetta di mercato che crede che il bio sia migliore dell’ogm, e questa fetta gli garantisce una rendita cospicua.
      a un certo punto un altro coltivatore contiguo si mette a coltivare ogm. gli ogm contaminano il raccolto bio (vedo difficile il contrario, poiché gli ogm sono fatti anche per essere più resistenti a parassiti, calamità, ecc.) e il produttore bio non riesce a vendere più i suoi prodotti. cosa succede? il coltivatore ogm va da quello bio a dirgli “mettitela via amico, la vita è contaminazione”???

      1. eridanio
        eridanio at | | Reply

        bio 99% legittimo marketing 1% fai tu
        ogm 99,99999999% legittimo marketing negativo 0,000000001% Giorgio Fidenato….per ora. Ma il ragazzo del 61 è piuttosto tenace, un infestante dell’ipocrisia direi.
        Le sentenze dicono proprio questo in punta di diritto: (anche se non sono un fan del diritto comunitario recepito o imposto)
        “mettitela via amico, la vita è contaminazione”
        A tutt’oggi non vi è evidenza scientifica di elementi che possano essere ritenuti definitivamente contrari o come per converso magari possa essere rilevante la verità contraria ed antagonista per la quale i pesticidi volatili o le micotossine direttamente o indirettamente da millenni, aggiunte o meno a pratiche criminali in senso stretto, fan sempre stragi mute.
        Viste le sentenze, e visto che le sentenze per se non bastano a nessuna delle due parti in causa, nessuno potrà comunque impedire che ogni pregiudizio appaia indistinguibile e degno di formare liberamente il proprio mercato.
        Ognuno avrà la cospicua rendita che saprà elicitare.

  7. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    La maggior parte degli scienziati, compresa Rita Levi Montalcini, ha sempre negato la possibilità che le coltivazioni geneticamente modificate possano contaminare i raccolti dei confinanti. In ogni caso, confinare le api non solo sarebbe impossibile ma anche ingiusto.

    1. giorgio
      giorgio at | | Reply

      non so chi siano questi scienziati e se possiamo chiamarli tali… in verità di studi che dimostrano questa contaminazione ce ne sono a iosa, e di fatto, non credo esista un solo scienziato in grado di dimostrare il contrario!!! e del resto, sarebbe assurdo. voglio dire, se un melo ogm non può contaminare un melo bio, vuol dire che il melo ogm non è un melo, ma un’altra cosa, e quindi sarebbe falso dire che si tratti di un melo. Rita Levi Montalcini sicuramente una grande scienziata, ma non credo ne sapesse molto di ogm.
      ” In ogni caso, confinare le api non solo sarebbe impossibile ma anche ingiusto.” questo mi sembra giustificare una corsa all’ogm più aggressivo e in grado di contaminare senza essere contaminato. dato che poi gli ogm sono coperti da brevetto, credo sia evidente l’interesse da parte dei produttori di certe sementi affinché queste si espandono il più possibile.

      1. christian
        christian at | | Reply

        L’OGM “aggressivo” te lo sei inventato in questo momento a meno che tu non abbia qualcosa per dimostrarne l’esistenza, esattamente come tu pretendi dagli scienziati di cui sopra. Per dovere di logica non è possibile dimostrare un’affermazione negativa in termini assoluti. Si può dimostrare statisticamente che la contaminazione risulta inferiore a determinate tolleranze, tali da renderla irrilevante (ed è quello a cui ci si riferisci).
        Se poi vuoi sostenere la tesi del complotto di Monsanto e co. di infestare il mondo di OGM contro il volere dei proprietari di terreni al fine di chiedere a questi ultimi di pagare, porta qualche prova a sostegno (ma sarebbe comunque una cosa insensata dal punto di vista del diritto in quanto, in questo caso sì, i proprietari potrebbero chiedere risarcimenti per essere stati colpiti da specie infestanti prodotte dalle menzionate compagnie).

  8. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Sono contrario ai brevetti ma un conto è auspicare l’espansione di un certo tipo di coltivazione, un altro è la vera o presunta contaminazione. Nessun coltivatore potrà pretendere un “diritto d’autore” da un confinante eventualmente contaminato. Non credo che Rita Levi Montalcini avesse scarse conoscenze in merito alle modificazioni genetiche. In passato, Giorgio Fidenato ha citato studi e scienziati che escludono la contaminazione. Potrà senz’altro rinfrescarci la memoria. Personalmente non ho timore degli organismi geneticamente modificati ma non sono in grado, sul piano scientifico, di fornire descrizioni e motivazioni sufficientemente adeguate.

  9. christian
    christian at | | Reply

    Tra fondi finitimi non si possono impedir le emissioni e le propagazioni tra fondi se sono entro la normale tollerabilità. L’eventuale contaminazione tra coltivazioni confinanti rientra nella normale tollerabilità, in considerazione dei luoghi dell’utilizzo delle proprietà (coltivazione agricola). Se uno di essi ha esigenze particolari (tipo contaminazione entro una soglia strettissima al fine di rispondere ad un determinato disciplinare) è quest’ultimo ha doversi operare per rispettare ciò che di sua volontà ha deciso di mettere in atto e non può per questo pretendere di limitare il diritto di proprietà dell’altra parte per queste scelte particolari che vanno oltre i normali standard.
    Ma questo ben lo sai perché sono anni che ripeti le stesse cose e Fidenato in anni passati ti ha già risposto con lo stesso argomento.Quindi le questioni sono due: o hai la memoria corta o non riesci ad elaborare, con la mente offuscata dalla dottrina collettivista, quello che ti viene detto. In ambo i casi sei ripetitivo e noioso (questa volta stai solo cercando un diverso approccio visto che non ti può più nemmeno appellare alla legge, per quanto questo fatto sia, per me, ininfluente sulla legittimità dell’operato di Fidenato, fosse anche stato soccombente).

  10. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Tra l’altro non vedo perché se un melo geneticamente modificato non possa contaminare un melo “biologico”, vorrebbe dire che il primo melo non sarebbe un melo ma un’altra cosa. Se io non contagio nessuno, perché non sono un portatore sano, vuol dire che non sono un vero essere umano? La realtà è che ogni contaminazione umanamente gestita finisce per essere ininfluente. E molto più influenti lo sono quelle causate da effetti naturali. Lo sostengono Roberto Fieschi, Giulio Libertini, Salvatore Ceccarelli, Roberto Defez, Umberto Veronesi, Stefano Bertacchi, Lidia Baratta, Elena Cattaneo (senatore della Repubblica Italiana), Davide Giacalone, Inger Anderson (direttrice dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Tranne Giacalone, credo siano tutti scienziati. Nessuno di loro è competente? Come la presunta “incompetente” Rita Levi Montalcini? Di certo ne sanno, o sapevano più di me. Di qualcun altro non lo so. In ogni caso, se applicassimo alla lettera il principio di non contaminazione dovremmo vietare anche gli innesti o il mulo. Se coltivo mandaranci non può il mio confinante accusarmi di contaminazione indebita perché lui coltiva aranci e mandarini separatamente. E ogni ape “contamina” ogni terreno. Aboliamo cera e miele per decreto legge? E io la tosse come la curo visto che l’erba cipollina non mi basta?

  11. Max
    Max at | | Reply

    Il melo è proprio il peggior esempio da fare, in quanto pianta non autofertile, ovvero necessita impollinazione incrociata già di suo.

    Mi sa che andrà a finire che ci saranno laboratori pro ogm e laboratori per la preservazione del naturale. In effetti già esistono da sempre enti con appezzamenti dove si occupano di preservare vecchie cultivar di specie non più in uso perchè non redditizie.

    Insomma, ci aspetta proprio un bel mondo,

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