In Ambientalismo, Scienza e Tecnologia

DA LA STAMPA

Mentre a livello globale le superfici delle coltivazioni agricole Ogm sono in crescita del tre per cento rispetto al 2016, il ministero delle Politiche agricole ha inviato il corpo forestale della regione Friuli Venezia Giulia a distruggere 6 ettari di mais seminati dall’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato, irriducibile sostenitore delle coltivazioni transgeniche, in provincia di Pordenone e Udine. La distruzione del campo si è resa necessaria perché Fidenato ha deciso di non dare seguito al decreto del ministero che il 3 luglio aveva ordinato allo stesso imprenditore di abbattere entro cinque giorni le piante transgeniche.

Il plauso di Coldiretti

Una scelta condivisa da Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti: «Per l’Italia gli Ogm in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo alleato dell’omologazione e grande nemico del Made in Italy».

Fidenato non la pensa così e la scelta di seminare mais Ogm aveva come obiettivo di «dimostrare come la direttiva europea che concede flessibilità agli Stati membri sulla possibilità di coltivare Ogm non sia conforme ai trattati europei». E ancora: «Non riesco a capire perché il mio collega spagnolo possa seminare Ogm e io no, visto che facciamo tutti parte delle Comunità europea». Dal suo punto di vista «non c’è una condizione di parità» e non ci «sono gli elementi per parlare di un mercato comune e quindi sosteniamo che questa direttiva non sia legittima dal punto di vista della Comunità Europea».

L’Europa

Quel che è certo, però, è che nell’Unione Europea si riduce il numero di Stati e anche le superfici, che coltivano prodotti Ogm. Lo mette in luce Coldiretti che ha elaborato il rapporto annuale dell’Isaaa (International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications). Ancora Moncalvo: «La repubblica Ceca e la Slovacchia hanno deciso di rinunciare a quelle coltivazioni aggregandosi agli altri 24 Paesi Ogm Free». All’interno dell’Unione Europea, così, solo la Spagna e il Portogallo continuano ad autorizzare le coltivazioni transgeniche anche se rispetto al 2016 si sono ridotti del quattro per cento gli ettari dedicati, in tutto poco più 131 mila per la stragrande maggioranza in terra spagnola. Per Moncalvo «le scelte degli agricoltori europei sono la dimostrazione concreta della mancanza di convenienza nella coltivazione geneticamente modificate nonostante le proprietà miracolistiche propagandate dalle multinazionali che ne detengono i diritti».

Usa, Brasile e Argentina  – Soia, mais e cotone

Lo stesso rapporto, però, mette in evidenza come a livello globale crescono gli ettari di terra dedicati. Nel 2017, secondo l’Isaaa, la superficie globale è cresciuta di ben 4,7 milioni di ettari, cioè del 3% rispetto al 2016, raggiungendo complessivamente quasi 190 milioni di ettari. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti con 75 milioni di ettari seguiti da Brasile (50,2) e Argentina (23,6). La soia è ancora la coltura più diffusa, in quanto da sola rappresenta quasi il 50 per cento delle coltivazioni Ogm, poi mais (31,4%) e cotone (12,8%).

di Maurizio Tropeano

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  • Arch Stanton
    Rispondi

    1) Quasi tutti i prodotti tipici italiani sono a base OGM perché gli animali da carne e da latte mangiano mais o soia OGM. In Italia ogni anno importiamo milioni di tonnellate di mangimi OGM.

    2) Le modifiche genetiche, OGM o altre tecniche, sono la salvezza dell’agricoltura italiana perché sono in grado di rendere le colture “tradizionali” resistenti a insetti, funghi, virus e dunque potrebbero essere coltivate anche in futuro e non abbandonate.
    Ogni varietà “tradizionale” italiana può essere resa immune da parassiti se modificata geneticamente, dunque gli OGM potenzialmente mantengono la biodiversità e non portano a omologazione. La soluzione è: più OGM, più diversità.

    3) I prodotti “tradizionali” in realtà non esistono, sono il frutto di modifiche genetiche perpetrate nei secoli o nuove recenti invenzioni come il riso Arborio e Carnaroli.

    4) Scientificamente parlando, chi ancora parla di OGM Free e problemi di salute o sicurezza ambientale, si pone su un piano decisamente peggiore rispetto ai NoVax.

    5) Perché la Coldiretti ha la presunzione di voler parlare a nome di tutti gli agricoltori ? Perché non lasciano SCEGLIERE gli agricoltori ?

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