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di REDAZIONE

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Ordinanza di archiviazione nella querela di parte n° 604/14 RGNR.

Si è conclusa con una archiviazione la querela presentata dal dott. Fidenato contro “Task Force per un’Italia libera da OGM” che aveva iniziato e coltivato una campagna di stampa contro l’agricoltore friulano e le semine OGM.

L’imprenditore aveva denunciato il comitato in quanto questi, nonostante che fosse a conoscenza che Fidenato Giorgio era stata assolto per le sue semine di mais OGM nel 2010, in diversi comunicati stampa affermava che l’imprenditore friulano aveva portato a termine delle semine illegali.

Nonostante l’opposizione del dott. Fidenato il GIP del Tribunale di Pordenone – Eugenio Pergola – ha ritenuto che le frasi in questione non fossero riferibili al solo Fidenato (pur essendo egli l’unico agricoltore friulano ad avere seminato OGM) e soprattutto ha applicato la scriminante dall’esercizio del diritto di critica politica essendo questa associazione un gruppo politico che partecipa al dibattito politico.

Il dott. Fidenato intervistato sull’ordinanza del GIP riferisce di non essere “sorpreso” di tanta solerzia nell’archiviare la querela nei confronti delle varie associazioni, fra cui la Coldiretti, che fanno parte del comitato nonostante egli sia stato assolto da tutti i processi penali aperti contro di lui e sia stato costretto a violare la legge per vedere accolte le proprie ragioni dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Infatti il Giudice interessato del caso attuale nel 2011 aveva assunto nei suoi confronti un provvedimento di conferma del sequestro preventivo dei terreni in cui Fidenato era intenzionato a seminare mais OGM. In quell’occasione Fidenato Giorgio era l’imputato e, nonostante la sua difesa avesse chiaramente messo in evidenza la dissonanza della legge italiana nei confronti della direttiva europea 2001/18/CE, il Giudice Pergola emise un provvedimento di conferma del sequestro preventivo, non accogliendo nemmeno la richiesta di inviare subito la questione alla Corte di Giustizia europea. Inutile precisare che detto provvedimento venne successivamente sconfessato in toto dalla Corte di Giustizia europea.

Fidenato continua la sua riflessione manifestando la propria perplessità che un precedente errato convincimento potrebbe avere influenzato l’odierna decisione, anche senza volontarietà. Forse il Giudice Pergole avrebbe dovuto, per chiare ed evidenti ragioni di opportunità, astenersi dal giudicare in detta controversia.

Secondo Fidenato il problema è che per i Giudici, a differenza di altri funzionari pubblici come i Prefetti o gli alti gradi dell’Esercito, non è prevista una rotazione periodica in altri uffici giudiziari ed essi restano anche per molti anni negli stessi Tribunali. È chiaro che questa situazione è potenzialmente carica di maggiori conseguenze quando i Tribunali sono di piccole dimensioni, come quello di Pordenone. Questa situazione può sicuramente condizionare, anche senza mala fede, nel lungo periodo, la loro imparzialità, il loro “distacco emotivo” e il loro necessario equilibrio nel prendere le loro decisioni.

Anche i Giudici sono umani ed una volta fattasi una idea è difficile farla cambiare.

In conclusione il dott. Giorgio Fidenato sostiene che la vicenda che lo ha interessato dovrebbe essere uno spunto per evitare corti circuiti e rendere più efficiente la Giustizia italiana.

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Mostrati 2 commenti
  • Giovanopoulos
    Rispondi

    “Quando la politica entra dalla porta del tempio, la giustizia fugge impaurita dalla finestra per tornarsene al cielo”.
    (Francesco Carrara – Giurista)

  • vetrioloblog
    Rispondi

    Quando il più grave dei problemi dell’amministrazione della giustizia in Italia sarà la “mancata rotazione periodica dei magistrati”, vorrà dire che avremmo fatto passi da gigante!

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