In Ambientalismo, Anti & Politica, Scienza e Tecnologia

DI MESSAGGERO VENETO

Dietro le maschere che gli attivisti usarono per nascondersi, il 30 marzo 2014 a Vivaro, non ci sono ancora volti, per la giustizia, quattro anni dopo il blitz delle tute bianche, che seminarono canapa biologica in un campo Ogm di Giorgio Fidenato e irruppero nel cortile della villa di Silvano Dalla Libera, allora presidente di Futuragra, lanciando fumogeni in casa, imbrattando con lo spray di scritte “No Ogm” i muri e rovesciandogli un cassone di sterco davanti al cancello d’ingresso.

Il gip Eugenio Pergola ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pm Federico Baldo. Il caso è chiuso per 46 indagati su 47. L’ultima posizione è stata stralciata per un difetto di notifica. Per tutti, comunque, il pm Federico Baldo, che ha ereditato l’indagine, ha chiesto l’archiviazione, riqualificando peraltro l’ipotesi di reato da devastazione e saccheggio a danneggiamento e violazione di domicilio e rilevando l’insussistenza delle altre ipotesi (esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, invasione di terreni e edifici e ingresso abusivo nel fondo altrui).

Per nessuno degli indagati – secondo pm e gip – sussistono elementi certi che permettano di individuarlo come autore o coautore di un singolo reato. Il giudice Pergola ha sottolineato nella sua ordinanza come risulti dimostrato che ciascuno degli indagati fosse presente alla manifestazione di protesta il 30 marzo a Vivaro, ma questo non basta per attribuire una specifica responsabilità perché dalle indagini di polizia giudiziaria è emerso che alcuni manifestanti si sono dissociati e allontanati quando la manifestazione ha assunto connotati violenti. Il fatto che fossero tutti mascherati e coperti dalle tute bianche dalla testa ai piedi, non ha consentito l’identificazione.

Il giudice non ha ravvisato un’ammissione di responsabilità nelle rivendicazioni a suo dire generiche pubblicate online. Uno dei 47 attivisti è stato indagato anche per istigazione a delinquere, per i comunicati diffusi su Twitter, Facebook e sul sito web. «Non si può escludere che altri abbiano usato il suo nome per rivendicare gli eventi», ha obiettato il pm Baldo.

Le parti offese si erano opposte all’archiviazione (la famiglia Dalla Libera con lo studio legale dell’avvocato Gianluca Liut). «Il fatto che si siano allontanati e non abbiano denunciato alle autorità i responsabili di questa che non esito a definire un’azione da squadristi li rende correi, non innocenti – ha tuonato Giorgio Fidenato –. Sono veramente indignato e arrabbiato. A Dalla Libera sono entrati in casa, hanno rischiato di fare del male a un bimbo dormiva all’interno. Alcuni di loro hanno pubblicato comunicati su Facebook e in altri siti: come è possibile che non possano essere inquisiti? Un’azione del genere non si può liquidare così, senza nemmeno un processo».

Gli inquirenti sono arrivati ai 47 indagati attraverso l’analisi delle celle telefoniche o delle telecamere al casello di Portogruaro, o in certi casi attraverso le impronte papillari lasciate su oggetti rinvenuti a Vivaro. In nessun caso, però, per il pm sono stati raccolti indizi convergenti e per 27 ci sono solo sospetti. Qualsiasi ulteriore attività di indagine, secondo il pm, non sarebbe oggi di alcuna utilità. «Contributo causale e dolo concorsuale (…) – osserva il pm – non possono essere presunti, ma devono essere provati oltre ogni ragionevole dubbio». Se il pm ha certificato una prognosi infausta sotto il profilo penale, ha ravvisato invece «margini per un’azione risarcitoria in ambito civilistico».

Ecco, suddivise per provincia, le 46 posizioni archiviate. Ancona: Stefano Re, 32 anni, Guglielmo Maria Vespignani, 27 anni. Belluno: Valentina Nessenzia, 33 anni, di Ponte nelle Alpi. Padova: Lorenzo Bardelle, 50 anni; Ermanno Brancaccio, 34 anni, Valentina Corsini, 33 anni, Mattias Fascina, 24 anni, Sebastian Kohlscheen, 32 anni, Luciano Mioni, 66 anni, Enrico Zulian, 34 anni. Taranto: Biagio Nigro, 34 anni. Trieste: Emiliano Bastiani, 30 anni; Elena Gentile, 30 anni, Gabriele Greco, 39 anni, Francesco Holjar, 26 anni, Alessandro Metz, 50 anni, Mattia Metz, 25 anni, Angela Quinto, 25 anni, Luca Tornatore, 43 anni, Marco Visintin, 35 anni, nato a Monfalcone, Andrea Zacchigna, 26 anni, nato a Udine, Moreno Zuzich, 26 anni. Treviso: Lorenzo Brigida 33 anni, Marta Carrara, 35 anni, Paride Danieli, 48 anni, Alessandro Mattiuzzo, 28 anni, Jacopo Povelato, 26 anni, Nicola Vendraminetto, 35 anni. Venezia: Gaia Alberti, 34 anni, Chiara Buratti, 30 anni, Giovanni Maria Campagnaro, 27 anni, Francesco Carnevale, 33 anni, Marco Maschietto, 33 anni, Davide Mozzato, 51 anni, Jacopo Povelato, 26 anni, Vittoria Scarpa, 44 anni, Alessandro Simion, 35 anni, Adrian Suliap, 32 anni, Michele Valentini, 42 anni. Vicenza: Jacopo Borga, 27 anni; Davide Mioli, 39 anni, Teo Molini Fop, 35 anni, Francesco Pavin, 39 anni, Lorenzo Thiella, 32 anni, Nicola Vaccari, 30 anni, Federico Varsi, 38 anni, Martina Veronica Vultaggio, 39 anni. —

Articoli recenti
Mostrati 9 commenti
  • Ciccio Addamurì
    Rispondi

    Una volta si chiamavano contadini, erano ignoranti, sparavano il sale con lo schioppo nelle chiappe agli importuni e i manigoldi facevano molta attenzione a rompere loro le balle.

    Oggi sono istruiti, si chiamano imprenditori agricoli, blaterano di pseudoanarchie e libere armi e i manigoldi la fanno da padrone.

    Chiedetevi perchè.

  • Fabio
    Rispondi

    in effetti se gli si fosse sparato lasciandoli per terra non ci sarebbe stata difficoltà a determinarne l’identità.
    Ma allo Stato fascistoide pare proprio faccia comodo avere tali cagnacci da lanciare contro chi non si allinea a quanto deciso dal potere centrale.
    E visto che tra cani non si mozzicano, è più che naturale che vogliano lasciare andare ‘st’infami.

  • Arch
    Rispondi

    Andavano identificati in quel momento, quando erano in campo a devastare.
    Ecco a cosa servono le tasse: a niente.

  • Luca
    Rispondi

    Hanno fatto solo bene. altro che prosciolti dovevano dargli una medaglia NO OGM.

  • Luca
    Rispondi

    dovevano dargli un premio, altro che processo. NO OGM

  • Gregor
    Rispondi

    non dovevano nemmeno essere processati, dovrebbero dargli una medaglia. NO OGM

  • Fidenato Giorgio
    Rispondi

    Questi signori che commentano sopra, oltre a condividere un gesto violento ed illegittimo, esaltano persone così coraggiose che per fare quello che hanno fatto, hanno nascosto il loro viso per non essere riconosciuti.

    Persone con grande coraggio e che sanno assumersi la responsabilità per le proprie azioni!!!

    Bravi, non c’è che dire!!!

  • Gregorio
    Rispondi

    Giorgio, il tuo amico Silvano stava anche lui violando la legge.

  • Gregorio
    Rispondi

    Perché ti ostini in questa lotta?

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca