In Ambientalismo, Anti & Politica, Scienza e Tecnologia

DI GIORGIO FIDENATO

Vi avevo promesso che avrei scritto un ulteriore intervento per esprimere il mio pensiero su come è stato affrontato il problema della pandemia da corona virus.

Parto innanzitutto dallo spiegare alcune questioni.

La prima: è necessario ribadire il concetto che non siamo di fronte ad un’influenza più forte del solito. Mi spiace, ma non è così. E lo dimostrano i numeri elevati delle terapie intensive intasate. Se è vero, come è vero, che muoiono soprattutto i vecchi con situazioni cliniche già compromesse, è anche vero che molti ammalati di solo corona virus si salvano grazie agli strumenti medicali che vengono utilizzati per salvarli.

Mi è stato detto che però non è la peste, come si vuole far credere. Rispondo che anche ai tempi della peste molti riuscivano a sopravvivere ad essa, ma questo non autorizza a dire che la peste non era un agente patogeno altamente mortale e/o invalidante.

Non si può sostenere, anche se non esplicitamente, che non sono necessarie certe misure per contenere malattie che hanno un tasso di mortalità molto basso o basso. Detto in altre parole non puoi dire, anche se implicitamente, alla gente “non abbiate timore anche se vi ammalate, tanto la malattia ha una bassa mortalità”. Nessun individuo, sano di mente, accetta la rulette russa di ammalarsi per provare l’ebrezza di vedere se poi riesce a superare la malattia.  Se può, se ne sta alla larga il più possibile dalla malattia e quindi accetta di buon grado misure che gli dicono che lo preservano dalla possibilità di essere infettato dalla malattia.

E non si può nemmeno criticare certe pesanti misure di limitazione della libertà di ognuno di noi, contrapponendogli il fatalismo. Non possiamo dire alla gente che un certo tasso di mortalità deve essere serenamente accettato, perché la nostra civiltà ha raggiunto un certo grado di conoscenze e di benessere che non è nelle condizioni di accettare psicologicamente il fato. La maggior parte di noi ha raggiunto un certo grado di benessere; sa che ci sono metodi e mezzi che possono prevenire e curare certe malattie; ha i mezzi economici per affrontare cure e sistemi che gli permettono di difendersi e superare certe malattie. Ha un certo grado di educazione per capire e condividere i sistemi che vengono messi in atto per difendersi dagli agenti patogeni.

La seconda: io ho personalmente, durante la mia fanciullezza, già sperimentato momenti in cui ero sottoposto a restrizioni della mia libertà in nome della sicurezza sanitaria. Vivendo in un paesino di campagna in cui, a quel tempo, ogni famiglia allevava 4-5 capi di vacche da latte, mi è capitato di non essere andato a scuola per un mese perché il mio allevamento era stato colpito dall’afta epizootica. Segnalato il fatto all’autorità sanitaria, il mio allevamento è stato inibito per un mese di portare il latte in latteria; fui inibito ad andare a scuola per non portare il virus dai miei vestiti a quelli degli altri compagni di classe che, a loro volta a casa, avevano un allevamento di vacche da latte. Fu inibito agli altri componenti della famiglia di andare in certi parti del paesino al fine di non trasmettere il virus ad altri soggetti che avevano l’allevamento. Ci fu impedito per un mese di spargere il letame nei nostri campi perché ci poteva essere il rischio che dei volatili trasmettessero i virus agli altri allevamenti.

Detto questo, veniamo ora ad analizzare le modalità con le quali è stata affrontata questa pandemia.

Molti libertari, di fronte al progressivo inasprimento delle misure coercitive di impedimento della libera circolazione degli individui e del blocco delle loro attività produttive, si sono allarmati sostenendo che queste misure rappresentano le prove di un governo mondiale che man mano toglierà le libertà personali agli individui. Il tutto aggravato, sempre secondo loro, dall’accettazione delle misure di coercizione, senza nessuna forma di protesta, da parte della maggioranza della popolazione, segno evidente, sempre secondo loro, che nel tessuto sociale dei paesi occidentali sono ormai stati narcotizzati i sentimenti e i valori della libertà personale. Altri segnali preoccupanti di questa involuzione sono stati i martellanti appelli degli intellettuali, dei personaggi dello spettacolo, dalla stampa che all’unisono si sono prestati a sostenere l’ineluttabilità di queste misure restrittive, condite da una martellante propaganda per la rinascita di un orgoglio nazionale ed unitario, degno dei peggiori regimi totalitari.

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La prova di questa intenzione delle élite politico-culturali che attualmente sono dominanti a livello planetario, è data dal fatto che ci sono zone del mondo dove sono riusciti a combattere questa pandemia senza aver intaccato le libertà personali. Vengono portati come esempio le scelte fatte dai governi degli USA, della Gran Bretagna, di Taiwan, Singapore, Hong Kong e Corea del Sud.

Le diverse scelte fatte in questi paesi dimostrano, secondo questa corrente libertaria, che dietro questa lotta al corona virus, ci sono altri reconditi motivi, cioè l’inconfessabile volontà di creare un unico governo mondiale che porrà dei seri problemi alle libertà personali, attraverso lo sconvolgimento delle economie mondiali. Portando il ragionamento alle estreme conclusioni, talvolta pare ravvisare nelle loro argomentazioni che la pandemia sia stata creata ad arte da queste elites mondiali, per dare il la al loro progetto egemonico.

Da qui le loro invettive contro queste misure di contenimento; il continuo minimizzare la portata della patogenicità di questo virus sostenendo che è poco più pericolosa di una semplice influenza.

Da qui le loro continue denunce che le misure messe in atto sono una manifesta violazione del NAP e la continua messa in guardia tinteggiando scenari apocalittici per il futuro.

Come libertario non nascondo che anch’io sono preoccupato della deriva che, visti gli eventi che stiamo vivendo, nel breve futuro potremmo dover affrontare. Il nostro pensiero politico ci ha insegnato a diffidare dello stato. Sempre. L’occasione che si presenta con la pandemia è un’occasione ghiotta per orientare la situazione politica e sociale verso orientamenti autoritari che, ovviamente, non si manifestano come un tempo con dittature militari o cose del genere, ma con i sofisticati mezzi del controllo, a livello mondiale, della moneta e del credito. Già ci sono segnali inquietanti in questo senso nella lotta al contante, nella sottoscrizione di accordi fra gli stati per lo scambio di informazioni sui depositi bancari e così via. Indubbiamente un libertario sa che, come disse un (mi pare) Presidente degli Stati Uniti del 1800 “il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza”. Questi sono scenari sempre possibili e non dobbiamo mai abbassare la guardia.

Tuttavia, a mio modesto parere, la lettura di quanto sta accadendo da punto di vista sanitario è diversa. Come libertari dobbiamo saper distinguere i fatti reali e le conseguenze, anche non calcolate, che ne potrebbero scaturire.

Proprio gli indicati esempi di paesi come Taiwan, Singapore, Hong Kong e Sud Corea dimostrano, a mio avviso, come il concetto di NAP che ho cercato di spiegare nei miei due interventi precedenti, sia corretto rispetto al modo di intendere del NAP della corrente libertaria dei duri e puri.

Infatti, che cosa è accaduto in questi paesi presi come esempio di rispetto dei diritti individuali e di lotta al Corona virus??

Innanzitutto, questi paesi hanno già sperimentato nel recente passato la lotta contro la diffusione di certi agenti patogeni (SARS). Le autorità di questi paesi quindi, memori di questa esperienza, hanno attivato tutti quei sistemi e strutture per essere pronti ad affrontare altre eventuali pandemie.

In secondo luogo, stiamo parlando di popolazioni che hanno innata una cultura della disciplina e dell’obbedienza agli ordini che provengono dalle autorità.

Ma in terzo luogo quello che hanno imparato dal passato, e che hanno messo subito in pratica, è stato il prontissimo, immediato e brutale intervento non appena ci sono le notizie di un focolaio di un agente patogeno potenzialmente pericoloso. Infatti, in tutti questi paesi presi come modello di rispetto dei diritti individuali, i focolai di infezione sono stati immediatamente aggrediti; è stato subito creato un cordone sanitario intorno a questi focolai con disinfezioni dei luoghi dove si sono verificati questi focolai e messa in quarantena degli infetti e dei possibili infetti. A ben guardare hanno fatto, su scala molto ridotta, proprio quello che in scala maggiore viene, dai libertari duri e puri, considerato un attentato alle libertà personali. Se a queste azioni poi mettiamo vicino il profondo senso civile, il senso della disciplina di questi popoli, ci spieghiamo il successo della loro battaglia di tenere sotto controllo, senza tanto scomodare intere popolazioni, il corona virus.

Il loro successo quindi è dipeso dal fatto che in queste realtà hanno subito affrontato i focolai e, senza alcuna titubanza, hanno “arrestato” in casa le persone, infettate o potenzialmente infettate, senza tanta esitazione. Facendo così hanno immediatamente contenuto la diffusione del patogeno e possono quindi non disturbare la maggioranza della popolazione che continua la sua vita di sempre senza mettere in crisi il sistema economico.

Chiedo: c’è stata violazione del NAP in questo loro intervento fulmineo di “arresto” in casa delle persone che erano coinvolte nei primi focolai???

Come ho cercato di spiegare nei miei due precedenti interventi, secondo me, non c’è stato alcuna violazione del NAP perché un corpo infettato, o potenzialmente infettato, diventa automaticamente un aggressore del mio corpo e quindi c’è tutto il diritto e la giustificazione di porre fine a questa azione di aggressione o palpabile aggressione nei confronti degli altri componenti della comunità. Non è questione che di fronte al corona virus decade la proprietà del proprio corpo. Quello che va capito è che i virus usano il corpo umano come vettore di propagazione di sé stessi; in altre parole diventa una base di lancio di ulteriori agenti patogeni verso altre persone che quindi, a loro volta, vengono aggredite.

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Ed è sbagliato sostenere, per salvaguardare la libertà di movimento in termini assoluti degli individui, che se non vuoi essere aggredito dai miei patogeni, puoi utilizzare dei sistemi esistenti per proteggerti dai patogeni che provengono da me.

Questa affermazione è sbagliata oltre che illegittima. Innanzitutto, il tuo stato di malattia reale o potenziale, costringe me ad adottare certi comportamenti che in una situazione ordinaria non avrei adottato, limitando la mia libertà, quindi subendo un’aggressione. In secondo luogo, la teoria del NAP ammette la legittima difesa per porre fine ad una minaccia reale, palpabile o altamente potenziale. Detto in altre parole, quello che deve cessare è la tua azione dannosa, reale o potenziale che sia.

Analizziamo ora come siamo arrivati ad “arrestare” in casa milioni di persone, con la relativa sospensione dell’attività economica, con tutti i problemi e i rischi che ne conseguono.

A mio avviso, all’origine di questi provvedimenti sta proprio un atteggiamento omissivo delle autorità cinesi nel tacere le prime segnalazioni provenienti di questo nuovo agente patogeno. Invece di affrontare immediatamente e brutalmente questi nuovi focolai nella maniera tecnicamente corretta, si è lasciato che la contaminazione si espandesse fino ad arrivare a numerosissimi focolai ormai incontrollabili. Quando ormai i focolai erano molti e impossibili da tenere sotto controllo, l’unica misura a disposizione è quella di considerare focolaio un numero più elevato di persone, fino ad interessare, in base alla dispersione territoriale dei focolai, intere città od intere regioni e di applicare a questo “superfocolaio” le stesse misure che si applicano ai mini focolai e cioè: immediata messa in quarantena delle persone ammalate; impedimento dei contatti sociali per impedire la propagazione del virus a nuovi soggetti; se del caso cessazione di ogni attività economica perché anche dette attività possono potenzialmente favorire la trasmissione del contagio.

Lo scopo di queste misure è: 1) quella di impedire la catena dei contagi; 2) fare in modo che quelli che sono infettati, siano essi sintomatici o asintomatici, riescano a sopraffare, con il loro sistema immunitario, la malattia e cessino di essere propagatori del virus verso altre persone.

Se le autorità cinesi avessero attuato le stesse misure prese dai paesi indicati come esempio, avrebbero subito sterilizzato i primi e pochi focolai, disattivando immediatamente la potenzialità patogena dell’agente infettivo e non sarebbe stato necessario “arrestare” in casa un’intera città o un’intera provincia.

Stesso atteggiamento è stato tenuto dalle autorità italiane. Quando hanno saputo dell’esistenza di questi focolai, avrebbero dovuto immediatamente “arrestare” in casa le persone coinvolte nella catena del contagio. Bloccare senza se e senza ma, tutto ciò che era necessario al fine di limitare il contagio. Invece, forse per ignoranza, forse per superficialità, forse per timore della reazione della gente che doveva subire le drastiche misure di limitazione della propria libertà, per più di un mese e mezzo si è andati avanti con tentennamenti e mezze misure, trovandosi alla fine in una situazione come quella che si è creata in Cina. E come in Cina, il 22 marzo si è presa, con troppo ritardo, la drastica misura in cui siamo immersi.

È chiaro quindi che la situazione in cui ci troviamo si è creata per la nostra mancanza di decisione nell’affrontare i primi focolai dell’infezione. Il non avere messo in quarantena stretta subito poche migliaia di persona, ora costringe milioni di persone ad essere “arrestate” in casa.

Giunti a questa situazione, si potevano prendere altre misure??? Ad avviso di chi scrive, no. I focolai erano ormai troppi e troppo estesi da poter pensare di prendere altre soluzioni di minore impatto.

Quindi bisogna gridare ai quattro venti che non c’è nessun modello cinese nell’affrontare un agente patogeno come il corona virus. Il metodo più valido e meno invasivo è il metodo di Taiwan, Singapore, Hong Kong e Corea del Sud. La soluzione che stiamo adottando è un ripiego perché non siamo stati abili ad utilizzare le soluzioni giuste, nel momento giusto. Il modello cinese non è proprio da imitare e bisogna gridare ai quattro venti l’errore di questo modello, senza dimenticare che esiste sempre il problema della pandemia da affrontare.

Di chi è la colpa di questa situazione?? Dei nostri governanti? Si, certo. Ma non è senza colpa tutta la nostra classe politica. Se da una parte abbiamo che il governo che ha fatto quello che ha fatto, dall’altra parte abbiamo un Salvini che fa queste affermazioni https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/coronavirus-la-linea-mutevole-di-salvini-chiudiamo-l-europa-ma-prima-diceva-riapriamo-tutto/355579/356145.

Ma siamo sicuri che non c’entrino niente i magistrati e gli italiani stessi??? Richiamo alla vostra attenzione il problema della Xylella nel Salento. Anche in quel caso abbiamo un attacco agli uliveti da parte di un batterio da quarantena, come si dice in gergo. Il che significava eradicare i pochi focolai che si erano scoperti, per salvaguardare i tanti altri uliveti. Invece siamo in una situazione devastante, con la malattia che avanza perché giudici e comitati di cittadini ed agricoltori si sono opposti alle misure di contenimento.

Quindi, chi è senza peccato, scagli la prima pietra.

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Ritengo che un errato modo di intendere il NAP abbia portato molti libertari a sragionare sulla situazione reale che si è venuta a creare, assai pericolosa per la salute umana e che esige, proprio nel rispetto del NAP, che vengano prese certe decisioni e misure, anche drastiche, a salvaguardia dei diritti di libertà di ognuno di noi. Non ci sono scorciatoie; non ci sono vie di mezzo. I patogeni altamente contagiosi e potenzialmente mortali si devono affrontare solo in questa maniera e non c’è spazio per puntigliose precisazioni filosofiche su principi erroneamente interpretati. Invito i libertari che non la pensano come me, a fare proprio il motto di Hoppe che nel suo intervento (https://www.miglioverde.eu/hans-h-hoppe-il-libertarismo-deve-essere-populista-e-secessionista/) scrisse quanto segue “…oltre alla teoria, è necessaria anche una certa conoscenza della psicologia umana e della sociologia o almeno un minimo di buon senso…”. Trovo che i miei critici, di fronte a questi agenti patogeni potenzialmente mortali, siano troppo legati alla teoria e hanno smarrito questo minimo di buon senso.

 

Su una cosa sono d’accordo con i miei amici libertari che non la pensano come me.

Anch’io vedo un tentativo, da parte dello stato italiano, di approfittare di questa situazione, per crearsi una verginità, una empatia che non ha ragione di esistere. Basterebbe pensare all’affermazione fatta dal Ministro Speranza il 2 febbraio u.s. durante la trasmissione Che Tempo Che Fa, all’indomani dell’approvazione del decreto del 31-1-2020 che dichiarava lo stato di emergenza: “noi abbiamo la sanità migliore del mondo”.

Ebbene, abbiamo visto questa sanità: migliaia di medici ed infermieri sono stati mandati a combattere contro il virus quasi a mani nude. Senza dpi, con poche strutture di terapia intensiva e pochi ventilatori.

Per dirla in altre parole, siamo nella stessa situazione in cui si è trovata l’Italia ai tempi del Fascismo. Abbiamo avuto un duce che, pavoneggiandosi alla sua maniera, parlava del meraviglioso esercito italiano e mandò gli alpini della Julia in Russia con le scarpe di cartone. Sono passati tanti anni e abbiamo persone appartenenti, apparentemente, a partiti politici antitetici, che si pronunciano ancora con altisonanti affermazioni retoriche stile duce, ma che nascondono sempre la solita cialtroneria italiana che cerca sempre di addossare la colpa a qualcun altro.

E di cialtroni in cialtroni, dopo anni e anni di risorse scialacquate, dopo anni e anni di spese inutili, di malversazioni, di anni in cui non si è mai voluto mettere la testa a posto, oggi cerchiamo di approfittare di questa situazione per chiedere la condivisione del debito e l’emissione europea di corona bond.

Non so voi, ma io non mi sento per niente italiano. Questa cultura non mi appartiene ed è una cultura che riguarda tutti gli schieramenti politici oggi esistenti nel parlamento italiano, nessuno escluso.

Tanta retorica e tanta cialtroneria. Altro che cantare l’inno di Mameli dai balconi di casa!!! C’è da vergognarsi di quello che sta succedendo nel nostro paese e nei nostri ospedali. Sarebbe ora che le persone di buona volontà ne prendessero atto e facessero abortire questo paese che non ha nessun senso di esistere.

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  • Serpe
    Rispondi

    Traduzione : siamo tanti polli i un pollaio e se noi, la Maggioranza dei polli del pollaio, abbiamo paura della volpe, abbiamo il diritto di imporre la nostra visione del mondo a tutti gli altri polli.

    • Davide
      Rispondi

      Grazie Serpe per il riassunto.
      Ho cominciato a leggere ma mi sono fermato all’ennesima ripetizione della parola “potenzialmente” per giustificare il tutto.

      • Serpe
        Rispondi

        Prego.
        Ma si capisce dove vuole andare Fidenato. Lo dice pure in una risposta a un commento più avanti. Vuole dialogare col popolo che, secondo lui, vuole sicurezze.
        In effetti il popolo vuole sicurezze.
        Forse Fidenato vuole presentarsi alle elezioni?
        Boh, non mi interessa.
        Saluti

  • Negro giorgio
    Rispondi

    Sono d’accordo con l’ultima parte dell’interessante intervento sopra postato.
    Trovo stucchevole la macchina propagandistica azionata in questi giorni per questa vicenda. E sottolineo come il punto focale del problema sia proprio nella gestione della sanità pubblica. Io non sono uno scienziato, faccio solo il muratore, ma cerco di usare un pò di buon senso ( forse sbagliando per carità) nel leggere questa situazione: in Italia abbiamo più di 80000 contagiati con un tasso di mortalità del 10%circa , tasso sproporzionato rispetto al resto del mondo, cosa può aver causato questa sproporzione?
    1 I medici, gli infermieri ed altri operatori sanitari che dipendono dal ”pubblico” ,stato e sue emanazione ( non si salvano certo le regioni) non avevano a disposizione ne un protocollo preciso da seguire , ne strumenti adatti alla protezione individuale dal virus, divenendo ben presto primo mezzo di trasmissione dei contagi. Morale:il virus viaggia negli ospedali e nelle case di riposo, ambienti di per se chiusi,dove la presenza dei medici è ovviamente alta come quella di anziani con patologie plurime e qui si spiega l’alta mortalità, gli stessi medici ed infermieri lasciati senza mezzi lo hanno trasmesso inesorabilmente.
    Punto 2 ,è brutto da dire ma la penso così: oggi se sei malato terminale oncologico o per via di altra patologia e prendi il covid19 ( perché come scritto sopra gira negli ospedali) e purtroppo muori, nella causa del decesso viene messo Covid19. Sembra che si muoia non per un quadro clinico fortemente compromesso ma per l’insorgere del covid, SEMPRE. Atteggiamento che trovo assurdo e che paesi come Germania e Stati Uniti ( ma direi quasi tutti ) non hanno, perché tra un infarto ed il covid 19 è molto più letale il primo, quindi in condizioni di coesistenza di varie patologie( più del 95%dei casi)non vedo perché indicare come causa di decesso quella che in realtà è una concausa.
    Detto questo da libertario quale mi reputo che vive in un mondo non libertario ma fatto di stati nazionali a sfondo sociale mi sento di affermare che: lo stato prima di pensare di aggredire focolai pandemici piccoli o grossi che siano dovrebbe pensare a fornire le protezioni agli operatori sanitari, perché questo piagnisteo coordinato di stato e regioni mi fà letteralmente cagare. Ma chi poteva impedire a Fontana, De Luca, Zaia ,zingaretti o chiunque altro di procedere cn l’acquisto di milioni di mascherine ADATTE ad affrontare l’emergenza a Gennaio?
    Questa gente che dovrebbe prendersi pubblicamente a schiaffi da sola preferisce puntare il dito nei confronti di chi porta a pisciare il cane o di chi va a correre per I cazzi propri, è questo atteggiamento che rende queste misure che reputo comunque sproporzionate ideate e fomentate da inetti ancora più odiose.
    Perché oggi lo stato mette agli arresti milioni di persone costringedole a danni economici permanenti per totale inettitudine, questa è la realtà. Si è curato il mal di testa tagliando la testa, questa è un evidenza cristallina , non serve evocare ordini mondiali coercitivi o varie tesi complottiste mai viste in questo blog negli scorsi giorni. È più che sufficiente la solita inettitudine pubblica, che di fronte al fallimento dei settori da essa manipolati reagisce con il massimo della forza contro il libero arbitrio.
    Nessuno nega il principio di non aggressione, ma se esso diventa un pretesto per aggredire preventivamente ritorniamo di fronte al sopruso. Murray Rothbard
    Nel suo grande libro The Ethics of Liberty dice: “È importante insistere sul fatto che la minaccia di aggressione debba essere palpabile, immediata e diretta; in breve, che si traduca in un atto palese. Qualsiasi criterio remoto o indiretto, qualsiasi “rischio” o “minaccia”, è semplicemente una scusa per un’azione aggressiva da parte del presunto “difensore” contro la presunta “minaccia”.” Murray precisa questo punto più avanti nel libro: “Una volta che uno può usare la forza contro un altro a causa delle sue attività “rischiose “, solo il cielo è il limite, e non c’è praticamente nessuna barriera contro l’aggressione nei confronti dei diritti degli altri

    • Turi u muraturi
      Rispondi

      Applausi cumpa’. Facisti puru na bedda cuppuledda pa pittari ca carta du Rotbadde?

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Giorgio,
    Le tue sono parole di buonsenso, ma il buonsenso è uno sconosciuto nei nostri governanti.
    Non è un mese di quarantena che mi spaventa, non lo è stato il fatto di essere stato abbandonato dallo Stato che mi ruba il 70% del mio reddito a 13 000 km di distanza con confini chiusi e nessun volo speciale per tornare a casa, non mi spaventa non poter uscire legalmente di casa mentre lo Stato non ha organizzato un servizio di consegna del cibo e ha anzi messo i bastoni tra le ruote ai privati che lo facevano.

    Quello che mi spaventa, che mi terrorizza anzi, è l’aver dato ai governanti la scusa perfetta per fare qualsiasi cosa essi vogliano fare.
    Ero in estremo oriente quando è scoppiato sto casino e so benissimo come funziona lì. Come so che nessuno ha mai insegnato da queste parti cosa fare in caso di epidemia, mentre lì sì.

    Ma in occidente la libertà è una preda troppo ghiotta e i predatori sono troppi e troppo affamati per darla loro in pasto così indifesa.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Se veramente abbiamo ottantamila contagiati, la mortalità non è del dieci per cento ma dell’uno per cento scarso; questo dal momento che siamo ancora sotto i mille deceduti, ammesso che tutti siano da ascrivere alla patologia della vulgata ufficiale. La cosiddetta “spagnola” di cento anni or sono contava decine di milioni di morti e centinaia di milioni di contagiati. Su Codogno, con esibizioni di regime che utilizzano riprese televisive di movimenti di bare affidati all’esercito, mi piacerebbe conoscere il numero dei defunti dello scorso anno a causa dell’influenza stagionale. L’unico punto “a favore” dei catastrofisti è forse il numero più alto degli operatori sanitari deceduti rispetto ad altri periodi. Ma questo dimostra solo la menzogna del nostro sistema sanitario “migliore del mondo” e che si risolleverà “più forte che pria”. Un sistema che vive solo sulla propaganda e sulle clientele, non sull’autentica prevenzione sanitaria in termini di materiale apposito e di strutture reali efficaci. Quando Saddam Hussein fu sbugiardato dall’ONU perché aveva nascosto le armi, in tanti lamentarono il ricorso alla cosiddetta guerra preventiva; anche se l’azione sottoposta a quello sbugiardamento rientrava nelle dimostrazioni di minaccia palpabile, immediata e diretta. Oggi i grancassieri sostengono la necessità di una risposta preventiva a una minaccia presunta. La solita sinistra coerenza.

    • Enzo
      Rispondi

      Ineccepibile il punto 2. È proprio così.
      Basta analizzare i dati paese per paese, per notare la netta differenza nel rapporto contagi/decessi in italia.
      È una percentuale in molti casi doppia tripla quadrupla rispetto alla media.
      Dire che ci sia una manipolazione dei dati non ha nessun fondamento, ma sapere che in Italia qualsiasi decesso è ufficialmente dichiarato come causa coronavirus.. be’ ha poco di credibile ormai.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Alessandro, ad Albino l’anno scorso morivano circa 20 persone al mese. Quest’ultimo mese sono morti 120.
    Lungi da me sostenere che questo governo sta facendo le cose migliori. Nel mio intervento ho espresso il mio pensiero. La polmonite da covi 19 è una rottura di coglioni. Se si fossero mossi prima, subito, non avremmo arrestato un paese intero. Noi dobbiamo gridare a questo scandalo, non minimizzare il pericolo di questa polmonite!!!

    • Negro giorgio
      Rispondi

      Noi dobbiamo denunciare chi accende I riflettori sulla scaglia di legno per farci ignorare la trave.
      Lo stato monopolizza forza e sanità , usa la prima per nascondere il fallimento della seconda. Nessuna prevenzione agli operatori sanitari, nessun piano, solo parole di dottori esperti in virologia, spocchiosi da far schifo che fanno la morale al runner mentre loro a gennaio si grattavano il culo pensando a poltrire come da costume.
      Noi non dobbiamo scendere a compromessi contro chi esercita la forza in modo arbitrario e coercitivo. Perché questo succede, la quarantena generalizzata non ha alcun senso. Mi metto nei panni di un guarito, uno dei 12000 ufficiali, che secondo lor signori che ipotizzano 10 casi in più di quelli certificati (complimentoni) , sarebbero 120000 , guarito ma impossibilitato in tutto, uscire, lavorare, correre, camminare , andare dove cazzo mi pare in quanto guarito; motivo??? Rispetto nei confronti di chi è morto? ( di cosa poi sarebbe da appurare) di chi combatte??? Ma vaffanculo va…. perché per rispetto verso la dignità umana questo branco di cialtroni arroganti non inizia a fare un lavoro VERO.

  • Serpe
    Rispondi

    Lo dicevo io che Fidenato è del PD. Ora il prossimo post ci spiegherà dove troverà i soldi per combattere la sua pericolosissima polmonite. Sicuramente facendo debito pubblico o chiedendo “all’Europa”.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    No, Fidenato non è del Partito Democratico. Però continuo a dissentire sull’interpretazione dell cifre. Venti morti al mese sono una media spalmata durante tutto l’anno o per un periodo superiore. Centoventi sono una massima registrata in un’occasione particolare. Si continuano a ignorare i dati dei decessi degli anni passati, magari sono stati comunque un centinaio nel periodo influenzale per ridursi a due in agosto. Centoventi morti su diciottomila abitanti sono meno dello zero virgola cinque per cento. Si continuano a contare i defunti nella loro totalità, senza distinguerli da coloro che muoiono di vecchiaia, di altre patologie o di presenza del virus il quale associato ad altre patologie può provocare dell complicanze. I prossimi suicidi causati dalle conseguenze economiche e psicologiche provocate dal forzato isolamento saranno trenta volte di più dei decessi veri e presunti di queste settimane. Sarò minimizzatore ma all’interno dell’area libertaria (e anche altre aree con Sgarbi e Nicola Porro) credo di essere in buona compagnia con Birindelli, Fusillo e tanti altri (immagino anche Facco) che giudicano demenziale la reazione e le scelte attuate di fronte all’attuale problema.

  • andrea
    Rispondi

    sarebbe interessante capire fidenato llora cosa avrebbe pensato di fare in una situazione come noi la desideriamo da sempre: senza uno stato. E perchè non avremmo potuto applicarla individualmente già oggi. Infatti la volontà individuale già oggi esiste e poteva esprimersi, non è necessario aspettare il realizzarsi di ancapistan.

    • Negro giorgio
      Rispondi

      1/3 dei morti a livello mondiale per covid 19 sarebbe in Italia. Questo spiega 2 cose lp ripeterò sempre, il virus circola negli ospedali tra gente già malata e oggi se hai 3 patologie e un apettativa di vita di 2 mesi e contrai il covid 19 la causa di morte diventa il covid in automatico. Non c’è criterio più idiota . Propaganda a parte che ci sprona a cantare dal balcone perché l’Italia è nel giusto, diventa evidente di fronte ai dati che gli altri paesi adottano altri criteri.
      Germania indice mortalità 0.6 %.
      Corea idem,
      Svizzera 2%circa
      Usa 2%circa
      Gran Bretagna meno del 2%.
      Dobbiamo andare avanti?

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Bravo Giorgio,

    finalmente una posizione espressa da un libertario le cui credenziali non possono essere messe minimamente in discussione.

    Cionondimeno vorrei rilevare che secondo me c’è un altra cosa che desta una comprensibile paura come quella che attanaglia miliardi di persone ma che ne colpisce molte di meno, in modo così violento, la paura di perdere la libertà.

    Probabilmente c’è del vero, del sensato e del giusto nella tua posizione che comprendo ma non condivido, non la condivido perchè la paura di perdere la libertà è più forte di quella di ammalarmi.

    Qui non si tratta di avere a che fare con una minaccia di cui si conoscono effetti e dinamiche come l’afta epizootica. Di questo virus si sa ancora poco, si sa che è una grandissima carogna, molto più delle influenze stagionali tradizionali, e non sto certo minimizzando, ma non è la peste nè l’ebola, in termini di mortalità.

    Siamo carcerati con una data di fine pena in bianco. E’ una situazione che mi terrorizza. Davvero ho un paura fottuta, e per questo gli arresti domiciliari non li posso accettare e giustificare.

    Un abbraccio amico caro.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Mauro, non sottovaluto affatto le tue preoccupazioni che sono anche le mie. Ma è che che noi libertari dovremmo fare la differenza; dovremmo mettere in guardia dalle derive che questa vicenda potrebbe avere.
      Non minimizziamo il problema della malattia, ma concentriamo il problema su come viene gestita l’emergenza e denunciamo prontamente e profondamente le derive. Non so se avete capito la situazione. La gente ha paura di ammalarsi e sta a casa. Quando si fanno le battaglie per la libertà, bisogna anche capire un po’ la psicologia delle persone e con andare platealmente contro di essa. Nei paesi occidentali non siamo come in Africa dove la morte è accettata senza tanti patemi d’animo (come d’altronde, lo era da noi fino a 100-150 anni fa). Quindi bisogna, a mio avviso, fare di necessità virtù!!

  • Spago
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    Giorgio, facciamo l’esperimento mentale che duri per sempre: se il tuo pensiero è che in presenza di una pandemia bisogna vivere così, allora coerentemente dovresti dire che vivresti così per sempre.

    Mettiamo che esista e si diffonda una malattia che si può portare addosso da asintomatici come questa, e che non passi, resti con noi definitivamente.. quindi trasformeresti definitivamente la nostra società in un regime totalitario a economia pianificata con le multe per chi non ha la mascherina e non rispetta la distanza e il modulo di autocertificazione per circolare?

    Se mantenuto questo stato di cose secondo me è infinitamente più letale del covid19. Se durasse mesi o anni causerebbe il collasso totale e la morte di milioni di persone. Il fatto che tutto il tuo ragionamento si basi sul fatto che si applichi per poco tempo, perché se applicato a lungo ci manderebbe a gambe all’aria, lo rende sospetto…

    • Giorgio Fidenato
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      Spago, come ho cercato di far capire, le pandemie non possono durare a lungo perché:
      1)le la curi drasticamente, hai vinto sul virus e non viene propagato ad altre persone;
      2) se non la curi e la lasci che si espanda avrai una selezione naturale. Il virus prenderà quasi tutta la popolazione. Chi resiste vive, e a questo punto è immunizzato e non sparge più l malattia. Chi non resiste muore e non sparge più la malattia.

      Quindi la tua preoccupazione è fuori luogo.

      • Davide
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        3) Facciamo come vorrebbero fare molti politici, e come suggerisce l’Imperial College, adottando provvedimenti di forte contenimento alternati a brevi periodi di libertà.
        Così si può andare avanti anni. L’Imperial College parla di 2 anni, ma solo perchè poi ipotizza a quel punto arrivi un vaccino (e qui forse le piace l’idea di un vaccino obbligatorio, a me ovviamente no).
        D’altronde che la soppressione attuale “vinca” realmente, ponendo al riparo da successive ripartenze dell’epidemia, è un’ipotesi che tutti ci auguriamo ma tutta da verificare.
        In tanti infatti prevedono altre ondate.

  • Aurelio Mustacciuoli
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    Caro giorgio sono ottime considerazioni. Tuttavia io penso che il NAP non sia stiracchiabile a piacimento e chi esce (anche infetto) e sta a distanza e con tutte le precauzioni del caso non sta aggredendo nessuno. In un mondo dove vige il NAP, quindi in una società di diritto privato, NON PUÒ essere imprigionato in casa aggredendo la sua libertà. Ma io ritengo, e l’ho teorizzato nei miei scritti, che è sbagliato ragionare in termini di giusto e sbagliato in relazione al NAP nel mondo reale (statuale) dove non vige il NAP per definizione. Nel mondo reale il libertario non ha cittadinanza, perché altrimenti sarebbe un disadattato. Caso mai esiste un liberale che ha come riferimento etico i valori libertari (NAP incluso) ma accetta compromessi politici perché vive in uno stato che rappresenta un male (perché viola il NAP) ma è accettato. Questo liberale può esprimere giudizi di valore per azioni svolte dallo stato in termini di “più o meno sbagliato” non in termini di “giusto o sbagliato” . Ecco quindi che la quarantena generalizzata a tutti è supersbagliata perché è all’estremo opposto dei suoi valori. Una quarantena limitata a un focolaio invece, dove ad esempio la gente non è prigioniera in casa propria ma libera di circolare entro i confini del focolaio, è una limitazione di libertà molto più contenuta, accettabile se i benefici per i cittadini dello stato in cui si vive sono evidenti. Inoltre essa può essere intesa più in senso di “tu infetto o potenziale infetto stai fuori da spazi non contaminati” , piuttosto che “tu infetto o potenziale infetto stai imprigionato a casa tua”. È si una limitazione di libertà, ma di grado diverso e accettabile nell’ambito delle violazioni del nap normalmente accettate in uno stato.

  • Fabrizio de Paoli
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    Le attuali razze di polli d’allevamento sono in grado di produrre risultati eccezionali, incrementano in poche settimane il loro peso a gran velocità ed il periodo necessario per passare da pulcino a prodotto finito da buttare sul mercato è di molto inferiore rispetto al passato, garantendo più polli per tutti e guadagni per chi li alleva.
    Questo è stato possibile grazie alla SELEZIONE.
    La selezione ha via via scartato i polli che non si omologavano alle esigenze dell’allevatore.
    L’individualità e la specificità di ciascun pollo è stata uniformata per renderne prevedibili performance, comportamenti e reazioni agli interventi dell’allevatore.
    Il pollo è diventato una macchina altamente performante ma molto fragile, debole, indifesa e delicata che va allevato mantenendo parametri ben precisi, temperature, alimentazioni, antibiotici, medicinali, cicli veglia/sonno, ecc.
    Se per qualche ragione viene modificato anche un solo parametro o interviene un fattore esterno imprevisto, tutti i polli della batteria muoiono perché sono praticamente identici.
    È stata la selezione a renderli identici, i polli purtroppo non hanno avuto scelta, hanno dovuto subire le volontà dell’allevatore, del resto non hanno coscienza e non avrebbero potuto fare altrimenti.
    Il risultato pratico però è che è venuta a mancare quella diversità, anche biologica, tra polli che avrebbe reso il pollaio meno vulnerabile a qualsiasi imprevisto o modificazione esterna, ma non solo, i polli sono diventati da autonomi ed indipendenti a DIPENDENTI dall’allevatore.
    Prima nascevano, vivevano, razzollavano e morivano anche SENZA un allevatore, il pollo esisteva comunque.
    Ora no, il pollo esiste SOLO grazie all’allevatore, l’allevatore decide se deve nascere, quanto deve vivere e quanto produrre. Di fatto nasce morto.
    Eeehh…, quando si dice “sei proprio un pollo…”.

  • Negro giorgio
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    Il discorso può valere per qualsiasi cosa.
    Le armi sono subdole, basta un errore, un raptus e qualcuno ci rimette le ghette.
    Idem per le auto, idem per l’economia, l’ambiente ecc.
    Se accettiamo l’uso della forza coercitiva preventiva non siamo libertari. Tanti saluti libertarismo.

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