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DI GIORGIO FIDENATO

Stiamo vivendo noi tutti un momento storico-sociale che induce, soprattutto per chi si definisce libertario, a mettere a dura prova le nostre concezioni filosofiche libertarie con la valutazione che ognuno di noi da delle misure attuate dal governo in carica.

In particolare, stiamo vedendo in questi giorni una divisione fra libertari sulla valutazione da dare alle misure messe in atto dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus. La situazione che si è venuta a creare offre anche la possibilità di una più ampia riflessione se l’obbligatorietà dei vaccini sia una misura compatibile con i principi libertari.

Dopo essere intervenuto qua e la in vari post, sento la necessità di dare organicità alle mie riflessioni per stimolare il dibattito anche nella nostra comunità libertaria per dare modo a tutti di esprimersi su un tema così delicato.

Ritengo essenziale, per discutere compiutamente della questione, mettere in evidenza gli elementi della biologia che sono strettamente coinvolti in questa vicenda, senza i quali, a mio avviso, ogni discussione diventa solo teoria senza nessuna connessione con la realtà.

LE MALATTIE CHE COLPISCONO GLI ESSERI UMANI

Come prima distinzione mi preme far capire che le malattie che colpiscono l’uomo sono raggruppabili in due sottogruppi:

  1. Ci sono le malattie endogene;
  2. Ci sono le malattie esogene.

Nella prima categoria possiamo raggruppare le malattie che derivano da un mal funzionamento dei nostri organi. Penso, a titolo di esempio, al diabete, alla cecità, a moltissimi tipi di cancro, ecc… La gamma di malattie è amplissima e la loro insorgenza dipende essenzialmente dal proprio patrimonio genetico a cui, talvolta, si unisce il proprio stile di vita. Su queste l’uomo può intervenire a posteriori sperando di avere un buon patrimonio genetico che impedisca l’insorgenza di un numero più basso di malattie.

Nella seconda categoria di malattie abbiamo invece quelle malattie che vengono scatenate da fattori esogeni al nostro patrimonio genetico ma che derivano da entità che attaccano il nostro organismo in tutti o in determinati organi. Questi elementi sono principalmente i batteri, virus, prioni, vermi, ecc….

Questa seconda categoria di malattie che colpiscono gli esseri umani rappresenta una categoria di patogeni che, ancorché sia di origine naturale, nella loro diffusione hanno una forte componente antropica da quando l’umanità ha imparato concetti quali infettività, contagiosità. Detto in altre parole la diffusività di queste malattie dal suo sorgere in poi è legata principalmente all’azione umana e per questo motivo può essere analizzata in relazione alla violazione del Principio di Non Aggressione tanto caro a noi libertari.

MECCANISMO DI AZIONE DEI PATOGENI CELLULARI

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Come accennato più sopra, l’argomento che mi sono proposto di discutere sotto un’ottica libertaria necessita a mio avviso che vengano compresi i meccanismi che stanno alla base della patogenicità dei virus, batteri e quant’altro.

Orbene, questi organismi, nell’attaccare il suo ospite, cerca di impadronirsi di esso attraverso l’invasione delle cellule affinché si mettano a lavorare per esso e a trascurare le funzioni vitali dell’organismo che li ospita.

Nel caso del corona virus, ad esempio, il virus attacca le cellule dei polmoni (perché hanno dei recettori specifici) le quali si mettono a riprodurre altre unità di virus che a loro volta vengono espulsi dall’organismo per andare ad infettare altre persone e continuare il loro ciclo vitale.

L’organismo ospite infettato, di fronte a questo attacco esterno, mette in moto il suo sistema immunitario per cercare di arginare e sconfiggere l’entità che ha invaso le proprie cellule. La risposta è assai variabile perché dipende da organismo ed organismo, dallo stato del proprio sistema immunitario e da una serie di altri fattori che in questa discussione non conferiscono. Basti pensare che la risposta dell’organismo di solito è più lenta della capacità dell’entità estranea di riprodursi e di danneggiare seriamente l’ospite stesso. Talvolta l’invasore è talmente potente da portare alla morte l’individuo. Talvolta l’individuo, con molta fatica, riesce a sconfiggere l’entità estranea da riuscire a guarire. In questo modo l’ospite avrà anche creato una memoria immunitaria e, se in futuro venisse attaccato di nuovo da questa entità malefica, l’organismo non subirebbe più alcun danno perché gli anticorpi (od antigeni) che contiene sono in grado immediatamente di disattivare l’ospite non gradito.

A questo proposito della memoria immunitaria va detto però che talvolta, questa memoria immunitaria può subire degli alti e bassi per vari motivi dovuti ad individuali condizioni di salute (cure per altre malattie, situazioni di stress, eccc…) che ne possono compromettere l’efficienza e l’efficacia.

Altro fattore che deve essere tenuto in considerazione è il fatto che un individuo che viene infettato, fintantoché non è guarito, cioè fintantoché il suo organismo non ha vinto la sua battaglia contro l’ospite indesiderato, diventa un fattore di diffusione del patogeno ad altri individui che ne vengano in qualche maniera in contatto con lui. Questa funzione di diffusione inoltre è particolarmente più efficace quando l’ospite che è stato infettato non mostra segni evidenti della malattia. Infatti ci sono individui che, per proprie particolari condizioni genetiche, pur essendo invasi da un agente patogeno non mostrano segni evidenti della malattia e, continuando la loro normale vita di relazione, continuano ad avere numerosi contatti con altre persone infettandone a loro volta, implementando quindi la catena del contagio.

CONTAGIO ED AZIONE UMANA

Delineato brevemente il comportamento degli agenti infettivi, vediamo ora cosa può fare l’azione umana di fronte a questi organismi aggressivi.

Abbiamo chiarito inequivocabilmente che questi organismi patogeni, per potersi riprodurre e propagarsi, hanno bisogno di un passaggio intermedio nell’organismo umano da cui traggono le sostanze per vivere e per riprodursi.

Risulta chiaro che ogni organismo patogeno ha sue peculiari caratteristiche di diffusività. Infatti, se pensiamo, ad esempio, al virus dell’HIV, abbiamo bisogno che il contatto ospite-patogeno deve essere molto intimo (sangue con sangue) perché il virus, fuori dall’ambiente sangue, non è in grado di sopravvivere (infatti potete baciare un soggetto colpito da HIV senza essere colpito). Altra cosa invece è, ad esempio, l’infettività del corona virus. Basta respirare una gocciolina proveniente da un individuo infetto, oppure toccare una superficie sulla quale una persona infetta ha posato la propria mano infetta e poi vi portate la vostra mano in bocca, nel naso o negli occhi che sarete automaticamente infettati.

Di fronte a questi inequivocabili fattori di contagio, l’essere umano, da oltre 100 anni ha cominciato a capire quali sono i modi per sfuggire ad alcuni patogeni particolarmente invasivi e pericolosi per la propria salute.

La prima azione è legata all’igiene del proprio corpo e del proprio habitat di vita. Dobbiamo creare tutte le condizioni che sfavoriscono la diffusione dell’agente patogeno.

La seconda azione è legata all’introduzione di vaccinazioni, cioè all’induzione di memorie immunitarie che non creano danni all’individuo, in modo da essere sempre immunitariamente pronti ad affrontare qualsiasi nuova aggressione dei patogeni.

La terza azione è quella di tenersi lontano da altri individui qualora si venga aggrediti da un agente patogeno nuovo in modo da spezzare la catena del contagio ed impedire che il nuovo patogeno entri in contatto con nuovi individui e venga propagata all’infinito la catena dei contagi.

Va sottolineato che la conoscenza dell’inizio della catena della propagazione delle malattie infettive non è semplice né facilmente identificabile. Lo vediamo con il corona virus in questi giorni. Solo a contatto infettivo avvenuto, abbiamo avuto modo di conoscere che l’infezione è partita di un pipistrello (così ho letto) che si è propagata ad un individuo che poi, con i suoi contatti, ha propagato la infezione. Solo a posteriori abbiamo capito che questa polmonite era dovuta ad un nuovo virus sconosciuto che ha certe caratteristiche di diffusività e di morbilità. Per tale virus non c’è alcuna memoria immunitaria da parte degli individui e non c’è nemmeno un vaccino (se mai ce ne sarà uno) pronto per preservare gli altri individui da un possibile e casuale contatto con esso.

PRINCIPIO DI NON AGGRESSIONE E LOTTA AGLI AGENTI PATOGENI

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Nelle righe sopra ho cercato di delineare a grandi linee come si comportano gli agenti patogeni viventi e come l’azione dell’uomo sia coinvolta in questa lotta per non essere aggredito da questi.

Come detto, la partenza della catena di infezione è impossibile da controllare sia per non conoscenza del suo punto di partenza, sia per non conoscenza dell’agente eziologico da cui si scatena il contagio.

Tuttavia, una volta che si è compreso il punto di partenza, l’azione umana può mettere in atto dei comportamenti che impediscano che questi agenti patogeni si propaghino ad altre persone, ovvero, detto in termini libertari, possiamo mettere in atto dei comportamenti che impediscano a questo agente patogeno di aggredire la salute di altre persone.

Da un punto di vista libertario pertanto un individuo che è cosciente di essere infettato, e quindi portatore potenziale di una malattia ad un altro essere umano qualora questi venisse in contatto anche in maniera fortuita, è direttamente responsabile di aggressione nei confronti degli altri individui che venissero contagiati da esso. Questo perché un individuo responsabile delle proprie azioni, appena viene a conoscenza che è colpito da un agente patogeno che provoca certi disturbi e che è più o meno contagioso, deve mettere in atto tutta una serie di proprie azioni responsabili atte a non infettare altre persone.

Ci troveremmo di fronte quindi a dolo se questa persona, consapevolmente, pur sapendo di essere colpito da un patogeno, volontariamente cerca di infettare un’altra persona (pensiamo al malato di Aids che consapevolmente intrattiene rapporti erotico-sessuali con altro partner).

Ma ci sarebbe anche colpa qualora il soggetto, pur sapendo di essere infettato, non ha preso tutte le precauzioni per evitare di infettare altri individui (x leggerezza, sottostima del pericolo, ecc…).

Ovviamente il grado di dolo e colpevolezza non è un valore fisso, ma è in funzione della gravità dell’agente patogeno. Un conto è infettare un individuo con un virus che ti determina al massimo una diarrea. Un conto è infettare un individuo con un patogeno che ti può provocare una polmonite che ti può portare alla morte.

È AMMISSIBILE, IN UN MONDO LIBERTARIO, UN’AZIONE COERCITIVA GENERALE?

Nelle righe sopra ho introdotto il concetto di contagio colposo e doloso.

In un ipotetico mondo libertario questi principi sarebbero sufficienti a salvaguardare la salute degli individui dagli attacchi degli agenti patogeni esterni. Tuttavia, non dobbiamo essere così ingenui dal pensare che in una società umana questa situazione si potrebbe avverare sempre.

Per mille e diverse ragioni che ora non possiamo stare qui ad analizzare, può accadere che dall’inizio della catena del contagio, qualcosa non funzioni e la catena del contagio si è talmente espansa che i nessi di causa-effetto dei contagi non sia più ripercorribile all’indietro e non si sappia più dove si possa essere contagiati. Questa situazione di assoluta incertezza porta ad avere un’esistenza totalmente precaria, in balia degli eventi non più controllabili e con il pericolo che si nasconde dietro ogni persona, dietro ogni contatto, dietro ogni rapporto interpersonale. Si viene cioè a verificare un cortocircuito incontrollabile di contagio-diffusione dell’agente patogeno che mette a rischio la vita di tutti senza se si conosca il modo per uscire. Siamo cioè in una situazione di epidemia che può sfociare in un fenomeno ancora più grave di pandemia.

In una situazione del genere è ancora possibile mettere in discussione la forza di un agente patogeno. Bisogna risolutamente e senza tentennamenti, porre fine alla catena del contagio, cioè bloccare il contagio e l’unica forma a disposizione che ha un gruppo umano di farlo è limitare in tutte le maniere i contatti tra persone contagiate (più o meno consapevoli di esserlo) e persone sane.

Ovviamente il blocco dei contagi ha senso per agenti patogeni che mettono a repentaglio la vita delle persone. Per un agente patogeno che provoca al massimo un po’ di nausea, mal di testa o una diarrea non ha senso prendere misure drastiche di confino.

Altro è il caso quando l’agente patogeno mette a repentaglio, anche potenzialmente, la vita delle persone.

Quando la situazione è sfuggita di mano, e quando non è più possibile ricostruire la catena contagio-diffusione e l’agente patogeno mette a repentaglio la vita delle persone, ogni azione coercitiva nei confronti degli individui non rappresenta una violazione del NAP. Di più: se una persona non si sottopone alla misura di interrompere i contatti per porre fine alla catena del contagio e, di conseguenza, per porre fine alla morbilità dell’agente patogeno, è corretto che venga chiamato a rispondere di contaminazione volontaria e per questo perseguibile penalmente e civilmente.

L’unico problema che si pone è questo: chi decide che è giunto il momento di imporre bruscamente l’interruzione della libertà di movimento e quant’altro?  Non ho una risposta e qui è aperta la discussione. Ma non si può mettere in discussione la possibilità di una comunità, in una situazione di emergenza conclamata, di porre in essere dei vincoli stringenti alla libertà degli individui di quella comunità. E questa azione non può essere annoverata fra misure che si contrappongano al principio di aggressione. Anzi, è vero proprio il contrario!!!

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OBBLIGATORIETÀ DELLA VACCINAZIONE E PRINCIPIO DI NON AGGRESSIONE

Un altro ragionamento va fatto a mio avviso sull’obbligatorietà delle vaccinazioni. Molti libertari sono insorti anche contro questo pratica ritenendola non degna di una società libertaria.

Nelle righe più sopra ho descritto quale è la funzione delle vaccinazioni. Essenzialmente con le vaccinazioni cerchiamo di creare una memoria immunologica senza dovere ammalarsi.

La memoria immunologica indotta porta a far si che l’individuo vaccinato:

  1. Se viene raggiunto dal patogeno dopo essere stato vaccinato, affronterà il patogeno aggredendolo immediatamente e non venendo aggredito;
  2. Essendo immunizzato e non ammalandosi non diventa a sua volta un soggetto che propaga l’agente patogeno ad altre persone.

Di fronte a queste conseguenze molti libertari continuano a sostenere la loro libertà di scegliere se vaccinarsi o meno sostenendo, soprattutto, che chi è vaccinato non ha nulla da temere proprio perché è vaccinato e che se lui dovesse ammalarsi sono cavoli suoi e che il vaccinato non ha nulla da temere da un eventuale contagio.

Ma la storia non è proprio così.

Innanzitutto, il non vaccinato è un free-rider che gode di uno stato di benessere proprio perché la maggior parte degli altri individui si sono vaccinati e non gli trasmettono nessun patogeno per cui sono stati vaccinati.

In secondo luogo, come ho descritto sopra, la memoria immunitaria non è stabile nel tempo ma è soggetta a molte fluttuazioni per le più diverse ragioni. Potrebbe accadere, quindi, che il non vaccinato si ammali di una patologia in un momento in cui le difese immunitarie di un individuo vaccinato siano compromesse per le più diverse ragioni.

In questa situazione si verrebbe a verificare che il soggetto non vaccinato infetti l’individuo vaccinato per un suo comportamento omissivo. In questo caso il non vaccinato aggredirebbe l’individuo vaccinato. Al contrario di quello che si pensa è quindi il soggetto che non si vaccina che viola il principio di non aggressione perché mette a repentaglio la vita di un altro soggetto.

La situazione, a mio avviso, potrebbe essere sanata solamente se, come per i lebbrosi che nel passato portavano a conoscenza degli altri della loro condizione con un campanello che segnalava la loro presenza, i non vaccinati si dotino di uno strumento che avvisi gli altri componenti della comunità che loro sono soggetti non vaccinati. Chiarezza per chiarezza, se uno non vuole sottoporsi a nessun vaccino, devono segnalare lo loro situazione!!!! Io mi terrei sicuramente alla larga di loro!!!

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  • Don Floriano Fan Club
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    In un vero sistema libertario e/o anarcocapitalista basterebbe che ognuno pensasse a se stesso; chi ha i soldi prende le adeguate misure igieniche che più ritiene opportune e si paga controlli periodici sul suo stato di salute, chi non ne ha s’attacca e si affida alla carità e/o filantropia altrui. Se si decima un po’ di popolazione io questa la chiamo “igiene del mondo”, specie (ma non solo) di gente sopra i 50 come me. Ho un concetto molto eroico-wagneriano, oltrechè credente-cattolico dell’esistenza per esserne eccessivamente abbarbicato.

    E chi viene contagiato si metta bene in testa che è principalmente colpa sua, così come per chi viene truffato. Al mondo non ci deve essere spazio altri coglioni, oltre a quelli che stanno un paio di spanne sotto gli ombelichi. Se sto cazzo di virus non spedisse la gente in rianimazione dove i posti sono limitati e costosi, non sarebbe un problema per gli stati; la paura dei governi è che collassino i vari SSN dimostrandone tutta la loro inadeguatezza. Volesse invece il cielo che sparissero tutti domani evitandoci le ruberie che comportano: io brinderei già da subito.

  • Spago
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    Per come la vedo io in un contesto libertario io sistema sanitario, affidato al libero mercato, sarebbe molto più in grado di affrontare emergenze. La burocrazia non ostacolerebbe i privati, per es. nel fare test e studiare, collaborare a trovare un vaccino, o ad approntare kit di test a domicilio, come è accaduto in America. La libera circolazione delle merci permetterebbe una riallocazione delle risorse molto più tempestiva, non impedita da misure che pensate per altro si rivelano regolarmente dannose in modi impensati in situazioni impensate. La libertà permetterebbe una risposta molto più rapida dell’offerta alla domanda.
    Ribaltando il luogo comune sono i tagli al privato, cioè la spesa pubblica, che hanno scassato il sistema sanitario.
    Un sistema libertario inoltre prevede il diritto di discriminare da parte di tutti ad ogni livello, in un gioco di discriminazioni e contro discriminazioni. Premesso che non possiamo prevedere esattamente i risultati specifici del mercato e della libertà, singole persone, aziende, compagnie di trasporto, negozi, hotel, etc.. Sarebbero liberi di discriminare fissando norme di ingresso, che potrebbero naturalmente prevedere 0 accessi, accessi condizionati al rispetto di una serie di norme, accessi liberi. Potresti avere chi si chiude nel bunker, chi esce con precauzioni, e i coglione. Ma i coglioni sarebbero limitati dalla libertà di tutti gli altri non coglioni, e spinti ad adeguarsi da una miriade di incentivi ulteriori rispetto alla propria idea sul coronavirus e il contagio. In primis incentivi economici.
    Chiaramente non è possibile assolutizzare l’idea dell’isolamento e del non contagio, perché oltre a non contagiati dobbiamo comunque mangiare, curarci altre patologie, far sopravvivere i nostri animali domestici, spegnere gli incendi, sventare le rapine, stare dietro ai nostri investimenti, essere informati etc.. Isolamento assoluto vorrebbe dire niente cibo, niente media, niente trasporti, niente personale nelle aziende che si occupano di acqua, elettricità, gas, e così via. Quindi l’esigenza della salute pubblica deve contemperarsi con altre esigenze.
    Essendo anarchici questa contemperazione la affidiamo al gioco del mercato, alla libertà e alla responsabilità di ognuno.
    Concludo con due altre osservazioni: in un contesto libertario non esistono reati senza vittime e non esistono colpe collettive, devi provare quello che ho fatto e che c’è stata una vittima, e l’ultima parola sulla mia punizione dovrebbe spettare alla vittima. Cioè non posso istituire il reato di libera circolazione in via preventiva.
    Il principio di non aggressione, richiede la definizione di aggressione, che se anche può sembrare chiara in alcuni casi, in altri non lo è. Strettamente parlando anche la più piccola particella prodotta da me che invade la tua proprietà è una violazione, ma chiaramente esiste un minimo sotto cui non si procede. Sono la giurisprudenza e la cultura a fare l’ultimo tocco, gioco forza.

    • Adelindo
      Rispondi

      La situazione attuale resta di fatto un sequestro di massa al fine
      di salvaguardare e non stressare un ssn pubblico sprecone e inefficiente per dargli una parvenza di insostituibilità. Il ragionamento di Giorgio è corretto e ci porta a meditare , grazie . Io ritengo che una persona presumibilmente contagiata che non si protegge e colpisce altri viola il patto di non aggressione e deve attendersi le reazioni conseguenti

    • Libero sempre
      Rispondi

      Ho letto in questi giorni il commento di uno scenziato laureato in farmacologia che diceva, ad esempio sul Coronavirus, il vaccino sarebbe come ingessare la gamba a un cieco…
      Ho letto anche di esami delle cartelle cliniche de decessi da coronavirus e, a ieri, solo 2 persone risultavano (forse) decedute per colpa del virus…
      La scienza non è sicuramente verità di un soggetto o di una categoria.
      Io, da persona civile (non so se sono libertario perché tendo ad essere troppo selettivo, ad esempio non ascolto Burioni in quanto troppo apprezzato dal sistema mediatico e politico… e non amerei più nemmeno i miei genitori se all’improvviso divenissero ingranaggi del sistema politico/mediatico) semplicemente mi sono distaccato. Mentre il mio sindaco, che post decreto e diventato paladino dell’antivirus, se ne andava a far festa di carnevale on mezzo alla gente, io mi isolavo in montagna e chiudevo lo studio agli anziani e buona parte del pubblico…
      In precedenza, quando c e stato un picco di influenza e moltissime polmoniti, un medico di famiglia ha dichiarato che ogni 100 vaccinati 5 hanno sviluppato polmoniti… il covid 19 pare essere stato modificato in laboratorio: sono un pazzo visionario verosimilmente (e dovrò darmi una regolata) ma collegando i puzzle mi viene da pensare, e a pensar male si fa peccato, ad un disegno per sgravare i sistemi sanitari di anziani e patologici gravi…
      La teoria e forse sballata e assurda ma ripeto non mi fido. Di tutto quanto la politica sostorne propone e propina (fosse anche a mio favore!).
      Ora un libertario vero spero che accetti io mio pensiero e lo discuta seriamente. O lo ignori. Ho visto invece troppo libertari attaccare il pensiero diverso semplicemente sulla base del diritto della non aggressione (che interpreto nella maniera più pura possibile) e so che quanto scritto potrebbe suscitare ilarità in alcuni. Auspico non derisione.
      Dal sistema attuale (mediatico, politico, sociale) non mi aspetto nulla di buono. Sopratutto laddove viene fortemente passato un messaggio positivo…
      Forse, per me, libertario è anarchico, individuale ed eremita.. e il terzo passaggio manca..

  • Diego
    Rispondi

    Articolo molto lucido, mi complimento molto col sig. Fidenato.

  • eridanio
    Rispondi

    Il comportamento ed il ragionamento non è libero se le cure sono pubbliche o pressoché tali ed imposte, cioè se alla mia salute è preferibile la salute di un altro perché ha più possibilità di sopravvivere.
    La scarsità dei mezzi e delle risorse nei momenti di epidemia è fatto noto in letteratura e prassi, pertanto, in regime di controllo delle risorse disponibili mediante confisca della maggior parte delle stesse, si fa liberamente ciò che di buon senso sanitario è possibile per non infettare o essere infettati. Non c’è regola funzionale che quella di salvarsi la buccia e la propria attività in quanto di libertario si può fare ben poco. La regola della non aggressione funziona tra le persone solo se queste si lasciano organizzare dall’aver compreso l’esistenza dell’incentivo che rende conveniente rispettarla. Senza garanzie speciali. Senza confondere il piano delle azioni con il piano delle variabili dei fenomeni naturali che per cause endogene o esogene incocciamo vivendo. Per esempio in un caso reale e non potendo chiedere l’impresa, ho adottato, tra le contumelie delle stesse, la divisione delle truppe sane. Ho mandato a casa dei dipendenti per fungere da riserva e ricambio a tempo dato col fine di continuità di servizio a chi in fondo paga lo stipendio di tutti. Il cliente. Quando i clienti stanno ad oceani di distanza ci mettono 1 secondo a dimenticare che esisti.

    • Negro giorgio
      Rispondi

      Sarà, ma non posso che provare rispetto per la reazione inglese di oggi.

      • Serpe
        Rispondi

        Bravo!
        Mamma mia che vergogna Fidenato! Ha fatto meglio di te anche Boris Johnson!
        Comunque appena posso scrivo qualcosa di più sostanzioso per controbattere punto per punto all’articolo di Fidenato.

        • eridanio
          Rispondi

          Fidenato ha proposto una riflessione ed una discussione. Boris ha alzato le mani ed ha detto la verità , in sostanza : ” faremo quel che potremo, non sperate di salvarvi tutti”.
          Da lombardo ex alievo salesiano benedirei il suo contributo.

      • Umberto
        Rispondi

        Se tutto il mondo si trova nella caverna di Platone, questa è percepita come l’unico mondo di relazione possibile … e le ombre vengono considerate come soggetti autonomi.

        La problematica può valere se le vittime fossero migliaia di giovani morenti per un’unica causa scatenante, non debilitati da vecchiezza piu pregresse gravi malattie.

        In quest’ultimo caso la limitazione della libertà creerà un nuovo antro che s’implementera’ alla precedente grotta rendendolo labirinto più insidioso, dove minotauro e sfinge saranno la giuria del processo kafkiano nel quale saremo tutti imputati.

  • Serpe
    Rispondi

    Controbattere a questo articolo è qualcosa di lunghissimo, troppo lungo.
    Per farla breve diremo che Fidenato è un cattolico che crede nella lotta tra il bene e il male, ha paura che i virus (il male) lo aggrediscono… Vede nemici invisibili dappertutto e Vuole difendersi È raccapricciante…
    Conclusione: un veneto allevato dai preti diventa egli stesso un prete. Un veneto non ha dei caratteri libertari. Dateci un toscano o un napoletano…

  • Davide
    Rispondi

    Quindi è giusto impedirle di seminare, sui suoi terreni, qualsiasi cosa possa non piacere agli altri, perchè i semi, le piante, e quant’altro potrebbero diffondersi ed infettare i terreni vicini.
    E non perda tempo a dire che è poco probabile, o che è colpa delle api, perchè evidentemente non le interessa.
    Mi spiace, ma sulla storia delle vaccinazioni avete detto cose che ritengo drammaticamente errate, ed i nodi
    verranno al pettine.
    Magari proprio con la questione del coronavirus.

    Chi si trova a sposare la posizione del regime cinese credo dovrebbe farsi molte domande.
    E capire che, ragionando in questo modo, la propria stessa esistenza può essere considerata un’aggressione, dato che azioni considerate appartenenti alla sfera personale possono essere comunque “dannose” per altri.
    Per quale motivo non dovrei considerare aprire un’impresa, in regime concorrenziale, in grado di farne fallire altre, un’aggressione nei confronti delle stesse, e quindi da vietare?

  • Beppe Vicari
    Rispondi

    Lucida e chiara analisi di Fidenato. Condivido totalmente le tesi sia sul NAP che sulla vaccinazione. I free-rider devono assumere un atteggiamento più che responsabile, ovvero, io posso non accettare la vaccinazione ma devo assumere comportamenti coerenti con il NAP al contrario.

    • Serpe
      Rispondi

      Ecco bravo. Intanto la vaccinazione Obbligatoria non me la fai. Io sto a casa mia e tu a casa tua. E a casa mia non ci vieni se non invitato. Figuriamoci poi se vieni a casa mia con una siringa.
      In ogni caso, la legge che vuole Fidenato è la legge che c’è già. Quindi c’è l’avete già quello che volete, l’ha già realizzata il PD. infatti potreste iscrivervi al PD. È la vostra collocazione.

  • Serpe
    Rispondi

    Mi scuso, avevo letto male l’articolo. Avevo capito che Fidenato voleva le vaccinazioni obbligatorie. Ho letto che non è così.
    Di conseguenza ho scritto un sacco di stupidaggini.
    Scusate.

  • Roberto Bolzan
    Rispondi

    Sulla prima parte sono ovviamente d’accordo. Una comunità che non ha gli strumenti per proteggersi dalle situazioni eccezionali è destinata alla sparizione.

    Sulla seconda parte sono in disaccordo. Non riesco a immaginare una violenza maggiore dell’iniettare un agente patogeno nel corpo di un’altra persona. E’ una cosa che si può concepire solo in caso di estrema catastrofe, in presenza di un pericolo reale e immediato, una situazione che non si riesce nemmeno a immaginare.
    Prima di arrivare a questa violazione radicale del NAP bisogna cercare tutte le strade per permettere a chi non vuole vaccinarsi di farlo. Si può segnalare, come dici tu, si possono separare, segregando le due comunità, e via dicendo.
    Si può studiare assieme il sistema, senza presupporre di essere nel giusto. Poi, a ciascuno il suo.

  • Serpe
    Rispondi

    In ogni caso, la gestione della “salute” è qualcosa che è di mia competenza e basta. Non esiste nessuna “salute pubblica”. Se sembrano esistere dei fenomeni di salute collettiva, si tratta di abbagli, miraggi, fantasmi. Servono solo ad agitare i polli nel pollaio sociale.

  • Fabiola
    Rispondi

    Sei solo un povero pazzo ipocondriaco e allucinato, vai ad abitare in un un luogo disabitato e sperduto dove non incontrerai nessuno e nessuno ti infetterà, ma soprattutto da dove nessuno potrà mai più avere notizia di te!….

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