In Varie

DI GIORGIO FIDENATO

Enrico Bucci è una grande persona, nonché un grande scienziato. È colui che ha smascherato le bugie del prof. Infascelli dell’Università di Napoli, che sosteneva di avere le prove dei danni provocati dalla soja OGM (che non c’erano, ma era solo una manipolazione delle fotografie). 
Mi onoro di averlo fra i miei amici e fra i miei benefattori come sostenitore delle mie cause contro i magistrati corrotti (ideologicamente) che cercano di fare sentenze politiche, e non basate sul diritto.
Approfittando del suo articolo di ieri sul Foglio, ho predisposto una comunicazione da mandare alle persone in indirizzo per invitarli ad agire per ritornare ad una vita normale e comunicando loro che, in ogni caso, fra 10 giorni io riprenderò una vita normale, con tutte le cautele del caso.
La missiva è da mandare via Pec alle persone indicate.
Chiedo a tutti i libertari di agire in tal senso.

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Roma

Al Presidente della Regione

Sua Sede

 

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e p.c.                           Alla Procura della Repubblica

Sua Sede

 

Al Comandante dei Carabinieri

Sua Sede

Oggetto: Informativa ed invito a mettere in atto misura per permettere la riattivazione di una vita sociale ed economica normale.

Il sottoscritto  , nato a , il  , e residente a .

Considerato che:

  • dall’8 marzo 2020 si trova confinato in casa in ottemperanza ai decreti emanati in seguito all’emergenza determinata dal corona virus;
  • da quella data non sta lavorando, determinando problematiche di non poco conto al proprio bilancio familiare;
  • la fase di quarantena ha avuto il giusto scopo di bloccare un’espansione esponenziale del virus, compromessa perché non si sono bloccati fin dall’inizio, con adeguate misure di natura epidemiologica, i primi focolai accertati di diffusione di questo virus;
  • la fase di quarantena ha finalmente creato nella popolazione la corretta consapevolezza della necessità di adottare adeguati comportamenti nella fase di epidemia-pandemia al fine di cercare di bloccare la diffusione del contagio;
  • la fase di quarantena ha creato anche nelle strutture sanitarie la giusta consapevolezza e la giusta esperienza su come affrontare i momenti di emergenza dovuti alla diffusione di agenti patogeni infettivi;
  • l’eliminazione totale e completa del virus nel breve periodo è impensabile (se non per un colpo di fortuna, che talvolta capita) e che per diverso tempo dovremo accettare una convivenza con detto virus, pur nella consapevolezza di limitare il più possibile il contagio e i suoi effetti negativi;
  • è impensabile che l’attività economica venga ulteriormente congelata senza che tale inattività non provochi danni irreversibili alle aziende e ai lavoratori in esse impegnati con i nefasti scenari che si possono immaginare;
  • è necessario fare tesoro degli errori commessi nella gestione della epidemia-pandemia e, con l’esperienza maturata, ripartire e riprendere, lentamente, e a piccoli passi, l’attività economica e sociale di una vita normale,

la invita

a provvedere, visto i poteri di cui dispone e nel rispetto delle sue prerogative, a mettere in atto una serie di primarie misure che favoriscano la ripresa di una vita normale nel più breve tempo possibile che al contempo evitino, dopo il danno, ancorché giustificato, del confinamento sociale, anche la beffa di un ritorno di fiamma su larga scala del virus.

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La presente lista riguarda una serie di misure minime che sono utili a non vanificare ciò che è stato fatto finora.

Le presenti misure devono essere messe in atto, al massimo, entro 10 giorni, al fine di poter riprendere, dopo questa implementazione, una graduale e normale vita economica e sociale come era prima della comparsa del virus.

Le misure da implementare si dividono in tre parti: Prima della riapertura, Durante la riapertura, Dopo la riapertura.

Prima della riapertura

Il virus non è sparito e non sparirà. Abbiamo assolutamente bisogno che, prima di riaprire, sia in piedi un sistema di sorveglianza e intercettazione efficiente dei nuovi focolai (molto probabili). Serve quindi una vigilanza diffusa sul territorio (pre-ospedaliera), in grado di intercettare i primi sintomi di una ripresa locale, guardando a tutte le sintomatologie respiratorie e parainfluenzali.

  1. Prima del paziente di Codogno in Italia, e prima che il virus fosse identificato in Cina, improvvise esplosioni localizzate di sintomatologie non riconducibili a patogeni noti (polmoniti atipiche) avrebbero dovuto insospettire il sistema sanitario. Ciò non è avvenuto, nonostante queste polmoniti e le corrispondenti richieste di imaging diagnostico siano state registrate dal sistema sanitario regionale. Impariamo da quell’errore: ogni focolaio di sintomatologie coerenti con quel che sappiamo su Covid-19 deve essere interpretato in via primaria come Covid-19. Questo sistema di sorveglianza può vedere anche la partecipazione dei cittadini, se gli si fornisce un modo efficiente e semplice di segnalare sintomatologie compatibili senza perdere tempo; dovrebbe certamente coinvolgere la rete dei medici di base e di famiglia, i quali pure devono essere messi in grado di fare segnalazioni in maniera semplice e uniforme di sintomatologie sospette.
  2. Perché si arrivasse a un tampone PCR per il primo paziente locale in Italia, si è dovuto andare oltre le linee guida del tempo, che restringevano lo screening a casi ben precisi. Impariamo anche da questo errore.Ogni segnalazione sospetta deve scatenare una risposta di secondo livello, coordinata a livello locale, la quale entro poche ore deve dare il responso su eventuale positività di soggetti al virus; ove essa sia verificata, deve scattare un meccanismo di chiusura istantanea dei luoghi frequentati dai positivi e il test entro 24 ore mediante PCR di tutti i contatti e potenziali contatti (familiari, amici, colleghi di lavoro, clienti, eccetera). Il modo in cui i contatti da testare sono rintracciabili è vario, ma a meno di non voler contare solo sulle dichiarazioni dei soggetti positivi (che si sono dimostrate insufficienti), dipende dalla accettazione di tecnologie più o meno intrusive della nostra privacy, su cui è necessario che il garante della privacy ed eventualmente il legislatore si pronuncino: è possibile utilizzare ad esempio i social per rintracciare tutti i potenziali contatti di un soggetto? E cosa dire di app installate su cellulari o movimenti bancari collegati alle carte di credito e ai prelievi bancomat?
  3. In molte regioni italiane, si è presto raggiunta la saturazione delle capacità di screening diagnostico, perché il necessario in termini di reagenti, laboratori e personale era insufficiente rispetto all’esplosione esponenziale. Impariamo da questo errore. Perché si possa attuare quanto scritto al punto precedente, è necessario che la capacità diagnostica di ogni regione sia molto superiore a quella attuale. PCR, reagenti, eventualmente sierologia: devono esistere laboratori ad alta capacità in ogni regione, in grado di procedere a una diagnostica eventualmente incrociata in tempi rapidissimi. Pertanto, è necessario procedere all’individuazione di tali laboratori e alla dotazione del necessario per effettuare decine di migliaia di test in pochi giorni. Vorrei ricordare che il decantato modello coreano ha potuto contare sull’attivazione immediata di 500 laboratori diagnostici certificati, tutti dotati degli stessi standard e tutti ad alta produttività. Dobbiamo realizzare qualcosa di simile, perché siamo un paese ancora più a rischio di quanto non fosse la Corea del sud alla sua prima ondata epidemica, a causa del fatto che in Italia il virus circola in tutto il territorio nazionale in quantità non irrilevante.
  4. In Italia, come altrove, il sorgere di un’epidemia (con il suo classico andamento esponenziale dei pazienti) è stato trascurato, credendo che le risorse disponibili – e in particolare le terapie intensive – sarebbero state sufficienti. Inoltre, non ci si è predisposti all’isolamento di pazienti e personale medico dedicato, come insegnano i numerosi focolai nosocomiali e comunitari che hanno procurato disastri in Lombardia. Impariamo da questi errori. Il sistema sanitario delle varie regioni deve essere lasciato in preallarme per possibili esplosioni di nuovi focolai. Questo significa che i posti in terapia intensiva – che abbiamo portato in poco tempo da 5.000 a 9.000 – devono essere ancora aumentati, soprattutto in quelle regioni in cui il virus ha circolato ancora poco. Significa pure lasciare attivi i protocolli di triage, la separazione dei pazienti sospetti PRIMA del risultato dei tamponi, la capacità diagnostica mediante imaging e soprattutto significa dotare gli operatori sanitari di scorte di dispositivi di protezione individuali sufficienti per mesi.
  5. Inghilterra e Spagna si sono trovate nell’imbarazzante situazione di aver comprato enormi quantità di test rapidi per identificare i cittadini immuni o infetti, acquistati proprio per meglio gestire la graduale riapertura delle attività produttive. Questi test sierologici sono risultati essere affetti da tassi di falsi positivi e negativi troppo alti, al di là delle dichiarazioni di coloro che li commercializzano. Impariamo dagli errori degli altri. Lo strumento della diagnosi sierologica è sicuramente utile, eccetto quando non ne conosciamo i limiti di sensibilità e specificità. Prima di riaprire, è necessario effettuare un’analisi su larga scala di un buon numero di soluzioni commerciali, per identificare sia il miglior prodotto sia il giusto protocollo in grado di evitare che troppi soggetti ritenuti immuni, in realtà non lo siano, e viceversa. L’attuale assalto di piccole, medie e grandi aziende per piazzare il proprio metodo diagnostico va respinto, in assenza di certificazione nazionale o internazionale trasparente (dati disponibili) e unica.
  6. La comunicazione giornaliera dei dati della Protezione civile è stata nella fase 1 fuorviante e malintesa. Si sono scambiati i dati di impegno del sistema sanitario e i dati di positività al campione con dati utili per fare analisi epidemiologica. Impariamo da questo gravissimo errore.È necessario predisporre un campionamento statistico, anche su piccola scala ma ben disegnato, se si vogliono ottenere dati epidemiologici, e la comunicazione istituzionale e sui media deve distinguere tra dati di cronaca e di impegno delle risorse per fronteggiare i nuovi focolai, da una parte, e dati utili a controllare lo sviluppo di eventuali nuove epidemie e a fare predizioni epidemiologiche, dall’altra.

Durante la riapertura

La fase di riapertura è particolarmente critica, perché non sappiamo se entro le prime settimane non si manifesterà un ritorno di fiamma dell’epidemia dovuto alla circolazione del virus e alla scarsa percentuale di immunizzazione della popolazione. Vi sono alcune possibili azioni da considerare.

  1. All’inizio dell’epidemia in ogni paese, le fasce più colpite sono state ovviamente quelle professionalmente più esposte, in particolar modo il personale sanitario; ciò ha contribuito al rapido propagarsi dell’infezione. Impariamo da questo errore. Lo screening sierologico e mediante PCR delle fasce professionali maggiormente esposte al pubblico (e dunque a più alto rischio di contrarre o propagare l’infezione) deve essere continuo e avere priorità sul resto della popolazione. Infermieri, medici e ogni altra categoria che ha molti contatti con il pubblico vanno tutelati attraverso l’immediata diagnosi molecolare non appena ne facciano richiesta a causa del manifestarsi di sintomi sospetti. Lo screening deve essere anche sierologico (quando disporremo di test sicuri) e ripetuto nel tempo, per verificare se e quanto duri l’immunità.
  2. In alcuni stati asiatici, la fine del lockdown ha coinciso con un generale rilassamento anche delle restanti misure di sicurezza. Il risultato è stato un ritorno di fiamma (per ora limitato) dell’epidemia. Impariamo anche da questo errore. Ancor più che durante il lockdown (quando in sostanza la protezione è data dalle mura domestiche), durante la fase di riapertura è necessario mantenere quelle misure che servono a evitare di propagare immediatamente l’infezione. Mascherine, distanze fra individui, divieto di assembramento: tutte misure utili, da non abolire improvvisamente come se il virus fosse scomparso.
  3. Tutti i luoghi di incontro professionale sono risultati in Cina e nel mondo origine di cluster infettivi non trascurabili. In Germania, per esempio, si ricorderà che il primo episodio di infezione identificato è originato da una riunione professionale presso un’azienda bavarese. Impariamo da questi errori. Anche in Italia, molti uffici pubblici e molte aziende hanno iniziato ad acquistare barriere di plexiglass da frapporre fra operatori e pubblico o fra gli impiegati che condividono spazi di lavoro. Fra questi, risultano aver iniziato a provvedere Inail, Inps e alcuni uffici regionali per l’impiego. L’acquisto di queste barriere o di altre simili deve essere incrementato al massimo anche per le piccole e piccolissime imprese e attività professionali o commerciali.
  4. Quando si è sparsa la notizia che il governo stava per “chiudere” la Lombardia, decine di migliaia di persone si sono spostate da quella regione in altre, disseminando l’epidemia. Impariamo da questo errore. Almeno nelle fasi iniziali della riapertura, la circolazione dei cittadini su lunga distanza (per esempio tra regioni diverse) deve essere fortemente ridotta, e deve essere comunque immediatamente interrotta appena si scoprono focolai in una certa regione. Per almeno qualche mese, inoltre, gli spostamenti su lunga distanza potrebbero essere subordinati a ragioni stringenti, prestazione di servizi essenziali o all’effettuazione di saggi diagnostici opportuni, per evitare la disseminazione del virus circolante in una regione in altre regioni.

Dopo la riapertura

Alcune misure vanno mantenute per lungo tempo, almeno fin quando non avremo armi terapeutiche efficaci (farmaci o vaccini che siano). Anche qui, gli errori commessi sono una buona guida per identificare alcune cose da fare.

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  1. Alcune aziende, laboratori medici, case di riposo e laboratori di ricerca hanno potuto continuare le attività anche durante il lockdown senza registrare casi se non molto sporadici, grazie a rigidi protocolli di controllo e monitoraggio continuo sia degli ingressi (ove possibile con thermal scanner) sia dei movimenti interni alle strutture aziendali (rigidamente programmati, in modo da poter tracciare all’indietro ogni possibile contatto tra soggetti rivelatisi infetti e gli altri impiegati), sia ancora con altre misure intelligenti di prevenzione. Impariamo da questi protocolli che hanno funzionato finora molto bene nel prevenire focolai aziendali. Queste misure sono da mantenere per evitare la propagazione immediata dell’infezione a partire da pochi casi iniziali.
  2. Quando (con molto ritardo) ci si è accorti di ciò che stava succedendo nel bergamasco, si è voluto evitare la chiusura localizzata e stretta dei territori interessati dall’epidemia, rifiutando l’istituzione di una zona rossa. Impariamo da questo errore. Nel caso un territorio sia interessato dalla scoperta anche di pochi casi, la chiusura deve essere immediata, per consentire il tracciamento completo mediante PCR e lo spegnimento del focolaio. Le ordinanze, i regolamenti e i protocolli per la chiusura rapida di zone infette devono essere pronti e attivabili in ogni momento dai sindaci o, per i casi più gravi, dalle regioni.
  3. Alcuni focolai infettivi si sono avuti a causa di riunioni che potevano essere evitate, in piena epidemia – anche presso istituzioni dedicate al controllo della stessa epidemia.Impariamo da questo errore. Il telelavoro deve sostituire il grosso delle riunioni professionali e deve essere applicato ovunque sia possibile (compreso il settore dell’educazione, ove le università a distanza hanno qualcosa da insegnare).
  4. La ricerca scientifica sul Covid-19, inclusa quella clinica, è in una fase estremamente dispersiva. Molte piccole ricerche stanno producendo evidenze che si potrebbero al più definire preliminari, e in moltissimi altri casi si stanno invece producendo scritti e parole che sono privi di base solida o del tutto privi di fondamento nei dati (pur quando sono interessanti). Ciò ha prodotto già adesso pubblicazioni contrastanti (ma sempre poco basate sui dati) e ritrattazioni istantanee (dopo aver influenzato però l’opinione pubblica). Impariamo dagli errori del passato e da quelli recenti. Concentriamo anche in Italia la ricerca clinica su trial di dimensioni sufficienti a dare risposte, a cominciare dagli approcci terapeutici più promettenti e da quelli che hanno già trovato largo uso pure in assenza di prove formali di efficacia.

Egr. Sig. Presidente, non è più tempo di aspettare!!! BISOGNA AGIRE!!!!

Bisogna ritornare ad una vita normale con la sicurezza sanitaria più alta possibile. Procrastinare ulteriormente queste minime misure, significa, non solo, non aver voluto imparare dai propri errori, ma voler continuare a mantenere uno stato di incertezza sanitaria che nuocerà, non solo alla salute delle persone, ma anche alla loro integrità economica.

La informo fin da ora che il sottoscritto entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento di questa mia massiva, che lei abbia o non abbia dato le direttive per predisporre queste minime misure per permettere un ritorno ad una vita normale, il sottoscritto riprenderà, in ogni caso, una normale vita di relazione, con tutte le precauzioni sopra indicate, senza aspettare un suo eventuale provvedimento legislativo. Non si può più condizionare la vita delle persone perché le strutture pubbliche destinate allo scopo di tutelare la salute delle persone, non mettono in atto gli strumenti minimi necessari a superare queste problematiche.

Nella speranza di non averle fatto perdere suo tempo prezioso, le porgo cordiali saluti.

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Showing 29 comments
  • Mike
    Rispondi

    Ma puttana la miseria ladra, ci mancava solo l’appello libertario allo stato e ai carabinieri.
    La ciliegina sulla torta:
    “Nella speranza di non averle fatto perdere suo tempo prezioso, le porgo cordiali saluti.”
    Il grande rispetto per le istituzioni che lavorano alacremente per il nostro bene e interesse…
    Il Chinavirus ha già fatto danni irreversibili al cervello di tanti libertari.

    • natascia finotto
      Rispondi

      a parte che può essere una presa per il culo ironica, resta che comunque ognuno può mettere infondo il tipo di commiato che preferisce. Io, ad esempio, così scriverò “Nella speranza che prevalga il buon senso e il rispetto per le libertà fondamentali delle persone, confido in azioni tempestive che, la cui omissione determinerà responsabilità evidenti nella diffusione del virus”

    • Alessandro Colla
      Rispondi

      @Mike. Il problema non è l’ultima riga perché si può anche essere cortesi con l’avversario; il guaio è tutto il resto se si esclude il punto quattro della sezione “Dopo la Riapertura”. I danni del terrorismo di massa sono una costante della politica, mi auguro che non siano davvero irreversibili.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Invece di inveire, signor Mike, abbia il coraggio delle sue azioni e glie lo dica in faccia ai governanti che lei critica tanto. E abbia il coraggio di disubbidire civilmente a delle norme che lei crede demenziali. Poi se lei ha inteso che questo è un appello allo stato ed ai carabinieri, non so che dirle. La realtà in cui si vive è questa e queste entità hanno il potere di fare quello che hanno fatto. Lei non condivide, abbia il coraggio delle sue azioni e lo dica in faccia, qualificandosi e subendo le eventuali sanzioni.

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        Io non solo lo ho detto in varie occasioni ai governanti, ma dal primo giorno non rispetto il lockdown e cammino, giro in auto, vado in ufficio da amici. E quelli come te, leggendo i tuoi precedenti interventi, mi avrebbero denunciato, o “sparato”. Comunque tranquillo, si stanno già attrezzando per mettere in pratica le “regole di sicurezza”
        LA STAMPA: Fase 2 anche nei controlli, i prefetti manderanno Finanza, Asl e ispettori del lavoro nelle aziende.
        Nuova circolare del ministero dell’Interno. Le aziende che intendono riaprire, se collegate alle filiere autorizzate, sono tenute a presentare un’autocertificazione. Sarà verificata dal personale della Guardia di Finanza. Per una corretta organizzazione del lavoro devono vigilare Asl e ispettori del Lavoro.
        NE SARAI FELICE.
        P.S. Personalmente, invito i libertari a non mandare un cazzo alle autorità e ai carabinieri, ma di essere responsabili e mandare affanculo lo Stato, che ha lavato il cervello a un sacco di persone con questa “pandemia” dei miei cojoni.

        • Giorgio Fidenato
          Rispondi

          Mi pare che nelle proposte che ho fatto non ci sia indicata nessuna misura di quello che tu hai detto. Quindi non ne sono assolutamente felice. E per questo, a questi coglioni, di governanti gli suggerisco cosa fare.
          Se non gli fai sapere quello che pensi e continui a fare il portoghese, loro sono autorizzati, dal tuo silenzio, a continuare a fare quello che vogliono.
          Per questo vanno stanati e messi davanti ai loro misfatti.
          Avrei potuto seminare il mio mais OGM stando zitto e nessuno mi avrebbe rotto i coglioni. Invece glie l’ho detto in faccio e, forse, la situazione cambierà.
          Il virus comunque non è una cazzata. Continuare a ridicolizzare la situazione, ance se fosse vera, non porta nessun beneficio alla causa libertaria.
          Va capita la psicologia della gente e va insegnato a loro, pian piano, a dubitare. Io sono responsabile, con il mio comportamento, della vita di 2 anziani. Anche se hanno 96 e 86 anni sono sempre persone a cui voglio bene!!!

          • natascia finotto

            concordo in Pieno con Giorgio. E poi Leo, per favore, non metterci in bocca cose che non solo non abbiamo mai detto, ma che neppure pensiamo e che detestiamo. L’idea di Giorgio è una proposta per chi, tra i libertari (ma anche tra chi non lo è, ma condivide), oltre a farsi i cazzi suoi (giustamente), vuole attaccare lo stato in modo diretto. E Giorgio ha dimostrato di farlo e di saperlo fare, rischiando in proprio. Il suo è solo un suggerimento per quelli che questa volta, di fronte a questa ignobile e devastante situazione posta in essere da questi banditi, vuole provare anche a fare una denuncia, attraverso una dichiarazione di disobbedienza civile che “attiri” le attenzioni di quei banditi, che saranno tutti con la bava alla bocca per portarci alla sbarra. Lo facciano, è quello che voglio (parlo per me), con tutte le conseguenze del caso per l’una e per l’altra parte.

          • leonardofaccoeditore

            Io non metto in bocca cose a nessuno Natascia. Le conseguenze che stiamo pagando in termini di libertà individuale, ed economici, per scelte scriteriate che voi avete appoggiato senza se e senza ma sin dai primi giorni (allorquando non c’era alcuna critica da parte vostra nei confronti del governo, benché il mondo ci racconti casi virtuosi in diversi paesi civili), additando chiunque facesse una passeggiata come fosse un untore sono palpabili. Come molti autorevoli persone hanno scritto, le conseguenze economiche della cura faranno più morti della cura stessa. E io, che non ho mai scritto sino ad oggi per evitare di polemizzare, ho preferito verificare cosa stesse accadendo nel mondo e ascoltare anche altre campane, sia di addetti ai lavori che di persone impegnate sul campo. Una cosa è agire come Taiwan o la Svezia, un’altra come l’Italia. Per non dire della causa di questo virus, trasformatosi in pandemia per le porcherie della Cina e dell’OMS.
            Abbiamo punti di vista diversi, questo virus ce lo ha fatto semplicemente scoprire.

          • leonardofaccoeditore

            Io sono “responsabile” di 3 anziani ultraottantenni e li ho tenuti in casa, senza minacciare nessuno. Ho perso due cugini e 4 amici PER COLPA DELLO STATO E LE SUE MISURE, non per colpa del virus probabilmente. E comunque, ridurre le libertà individuali ed economiche come fatto sino ad oggi è molto più immorale di ogni tua ragione. Infine, i numeri sul virus: Il 95% dei morti tra gli infetti da Coronavirus ha più di 60 anni. In pratica questi criminali, e tutte le teste di cazzo che con le loro paure li hanno legittimati, hanno fermato il mondo, con annessi e connessi che avranno effetti devastanti, per salvare uno 0,0000 qualcosa dell’umanità. Se non è un esperimento socioeconomico questo, non so cosa lo sia. Purtroppo, dalle tue prese di posizione ho capito che anche tu sei libertario quando riguarda i tuoi interessi e valori e non quando riguarda quelli degli altri. A me pare che sia tu che stai ridicolizzando il libertarismo.

          • Giorgio Fidenato

            Io avrò ridicolizzato il libertarismo, voi lo avete settarizzato. Quello che è successo è uno scenario plausibile di cosa può succedere, con la grande libertà di movimento che abbiamo raggiunto (per fortuna), in caso di emersione di un qualsiasi tipo di agente patogeno potenzialmente mortale. Probabilmente a te piacciono gli scenari da influenza spagnola, dove si possono raggiungere anche milioni di morti. Io di fronte a questi pericoli, concreti e/o altamente potenziali, preferisco essere più prudente. L’azione umana d’altronde ci ha già insegnato come ci si comporta durante una pandemia (avrai letto anche tu i promessi sposi). Si facevano le stesse cose che hanno fatto ora i governi e allora non c’era lo stato. Se qualche sconosciuto si permetteva di entrare in un territorio, lo bastonavano perché lo consideravano un untore, anche se magari era sano. Ma nei tempi di emergenza si fa così. L’ho già spiegato, ma non lo vuoi capire.
            Vi mancano le conoscenze di biologia, ma volete anteporre la teoria alla realtà, che però è diversa.
            Come ha scritto Rothbard, state li a discutere per vedere chi è più libertario, perdendo di vista la realtà. Questo non è libertarismo, ma massimalismo allo stato puro.
            Non c’è nessun esperimento socio economico; cose già viste. Se ora c’è lo stato bisogna concentrare l’attenzione sulle sue derive, non sulle misure in sé che sono elementari misure epidemiologiche.

            Infine, volevo farti notare che il mio interesse a fare la battaglia del sostituto d’imposta è zero, visto che non ho un’impresa mia con dipendenti, e tu lo sai bene. Solo che, grazie a queste mie battaglie, ora ho sul groppone oltre 150.000,00€ di sanzioni dell’agenzia delle Entrate e dell’INPS, non tu. Io ho avuto la decurtazione del quinto dello stipendio, sempre per fare la battaglia del sostituto d’imposta, non tu!!
            Anche a fare la battaglia per l’OGM libero. il mio interesse è quasi zero, visto che ho solo 4 ettari di terreno in proprietà. La differenza di guadagno che avrei, se l’OGM fosse libero, sarebbe di 500,00€ all’anno in più. Sai che grande interesse a fronte di spese di avvocati, rotture di coglioni con giudici, no global, e iniziali sanzioni di migliaia e migliaia di €!!! E tutte queste sanzioni sono sul mio groppone. Non sul tuo!!!

            Comunque, appena puoi, ti chiedo di cambiare la sede sociale del Movimento Libertario. Io, con i massimalisti, non voglio avere niente a che fare. Domani ti mando il codice fiscale e provvedi a cambiare la sede legale.

          • leonardofaccoeditore

            Non citare Rothbard senza cognizione di causa! Rothbard ha scritto questo:
            Come ha scritto Murray in “War, Peace and the State“: “Nessuno può minacciare o commettere violenza (“aggressione”) contro la persona o la proprietà di un altro uomo. La violenza può essere usata solo contro l’uomo che la commette, solo per difendersi dalla sua aggressione. In breve, nessuna violenza può essere usata contro un non aggressore”.

            All’inizio si potrebbe pensare di poter usare il NAP per giustificare le quarantene forzate contro il coronavirus. Supponiamo che qualcuno avesse una malattia mortale che si potrebbe diffondere se si venisse a contatto. Probabilmente la persona vorrebbe isolarsi e non infettare gli altri, ma se si rifiutasse, non sarebbe giustificato isolare la persona e le persone in pericolo? È una minaccia per gli altri, anche se non ha intenzione di far loro del

            Pensare a questo caso può portarci fuori strada, ed è qui che Murray può aiutarci di più. Nel suo grande libro The Ethics of Liberty dice: “È importante insistere sul fatto che la minaccia di aggressione debba essere palpabile, immediata e diretta; in breve, che si traduca in un atto palese. Qualsiasi criterio remoto o indiretto, qualsiasi “rischio” o “minaccia”, è semplicemente una scusa per un’azione aggressiva da parte del presunto “difensore” contro la presunta “minaccia”.” Murray precisa questo punto più avanti nel libro: “Una volta che uno può usare la forza contro un altro a causa delle sue attività “rischiose “, solo il cielo è il limite, e non c’è praticamente nessuna barriera contro l’aggressione nei confronti dei diritti degli altri. Una volta che si permette alla ‘paura’ di qualcuno di trasformarsi in azioni coercitive, allora la tirannia diventa giustificata”.
            Detto ciò, non voglio polemizzare oltre, ti ho scritto dai primi giorni che sulle tue prese di posizione non la pensavo come te. Evito, invece, di risponderti su quanto hai scritto in merito alle battaglie su OGM e SOSTITUTO D’IMPOSTA, trovo le tue affermazioni davvero offensive e inverosimili, da te ammetto che non me l’aspettavo.
            Sì, sono un ignorante in biologia, è vero, ma penso di avere la capacità di informarmi e valutare altri esperti che la pensano diversamente da te. Non ho mai scritto pubblicamente nulla in questo mese e mezzo, pubblicamente, perché benché non condividessi il tuo punto di vista, ti ho sempre stimato come persona. Il modo in cui sei scaduto nella tua risposta qui sopra, mi lascia davvero basito. Ma, come ho sempre dovuto fare anche in passato, vedrò di farmene una ragione. Mi spiace davvero, pensavo che l’amicizia si fondasse su valori ben diversi. Non smetto mai di sbagliare.
            P.S. Massimalista forse è chi vuol rinchiudere tutti, non chi prova a ragionare – senza avere la verità in tasca – di fronte ad un esperimento socio-economico di stampo nazionalsocialista.

          • Fabrizio Fv

            Un libertario che suggerisce ai governanti come restringere la libertà di movimento e come invadere la privacy è il punto più basso mai raggiunto dalla logica umana più elementare.

            P.S. per quanto si possa essere favorevoli alla libera coltivazione, gli ogm non sono il cardine della libertà universale

        • Giorgio Fidenato
          Rispondi

          Leo, non rispondo più. Ormai è chiaro che questo tipo di persone, questo modo di ragionare non mi appartengono più. Sarà un mio limite, ma buttarla in politica di fronte ad un virus altamente infettivo e potenzialmente mortale…. no, io non ci sto. Quello che vedo nei libertari duri e puri è la stessa cosa che ho notato nei comitati sorti in Puglia che si sono opposti all’eradicazione degli ulivi per eliminare il batterio Xylella Fastidiosa. Stesse parole d’ordine, stesso complottismo, stessa voglia di affermare il principio della libertà assoluta al di la di ogni buon senso dettato dalla biologia. Ed intanto la malattia avanza!!
          Hai detto che da me non te la saresti mai aspettato.
          Rileggi quello che mi hai scritto … io ci sono rimasto più male di te.

          • leonardofaccoeditore

            Ho letto e riletto, sei tu che hai mal interpretato (quando parlo di interessi, intendo ARGOMENTI PER CUI TU CREDI VALGA LA LIBERTA’ PER TE MA NON PER GLI ALTRI, ma tu hai pensato a chissà cosa), perché dal primo giorno sei accecato dalle tue convinzioni “biologiche”. Infine, non si tratta di buttarla in politica, ogni scelta è politica, ogni azione ha conseguenze: politiche ed economiche.
            Comunque Giorgio, ci sta, mettiamola così: abbiamo idee diverse, ma non hai certamente il diritto di definire massimalisti persone che ragionano bel oltre le tue convinzioni biologiche. Io non serbo rancore (nemmeno per quelle persone che me ne hanno fatte di tutti i colori e che tu conosci, quelle le disprezzo). Ad ogni buon conto, non è più mia intenzione risponderti in pubblico, se vorrai continuaiamo in privato. E se il destino vorrà che un giorno ci si dovrà reincontrare, ci si reincontrerà. Quando questo esperimento socio-economico nazionalsocialista sarà finito.

            COMUNICATO
            Oggi, 16 settembre 2020, Giorgio Fidenato ha ufficializzato la sua uscita dal Movimento Libertario. Colgo con piacere la sua decisione (annunciata illo tempore tra questi commenti). Mi scuso con tutte le persone che mi stimano ed apprezzano per avere, negli anni, sostenuto e difeso una persona che alla prima occasione importante (un evento che ha permesso di separare finalmente il grano dal loglio) è apparso in tutta evidenza come un qualsiasi nazicomunista salutista anti-ogm.
            Fidenato, insieme ad un insignificante gruppetto di “nazistoidi per il controllo della salute pubblica”, si è arrogato la pretesa di mettere in lockdown l’universo mondo (invitando le autorità a farlo, come si evidenzia da questo suo ultimo scritto), in virtù del parere scientifico di “esperti di Stato”. Cioè la stessa cosa che hanno fatto i criminali al governo.
            E’ apparsa in tutta evidenza l’arroganza in stile “noi che abbiamo la conoscenza del metodo scientifico, ordiniamo a te che secondo noi non conosci il metodo scientifico, di stare a casa e comunque non per la via, perché tu “potresti essere portatore di virus e aggressore”.
            Come hanno scritto giustamente altri, “Questo è stato il punto primordiale, il bigbang della frammentazione tra uomini liberi e la maggioranza di psicopatici al servizio dello Stato.

      • Mike
        Rispondi

        Ci conosciamo e ci diamo del tu Giorgio :-D, ad ogni modo non ho bisogno di fare comunicazioni a istituzioni per giustificare il rispetto dei miei diritti fondamentali, li esercito e basta. Questa comunicazione ha lo stesso valore dei modelli di autocertificazione per “giustificare” l’esercizio dei propri diritti fondamentali.

  • natascia finotto
    Rispondi

    chiedo se sia possibile mettere un link di questo testo in word in modo da poterlo scaricare agevolmente e così inviarlo. Grazie

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Fatto

      • natascia finotto
        Rispondi

        grazie

  • M. Rothbard
    Rispondi

    Guys please, I’m rolling in my grave

  • Flavio Tibaldi
    Rispondi

    Alla Procura della Repubblica

    Sua Sede

    Al Comandante dei Carabinieri

    Sua Sede

    Sinceramente io mi sono fermato qui.

  • Flavio Tibaldi
    Rispondi

    purtroppo ho letto la frase di chiusura: Nella speranza di non averle fatto perdere suo tempo prezioso, le porgo cordiali saluti.

    Pietra tombale. Saluti massimalisti.

  • Fabrizio Fv
    Rispondi

    Vorrei farti presente che miliardi persone vivono felicemente e LIBERAMENTE senza alcuna conoscenza di biologia, i cui principi servono a regolare e studiare l’esistenza di organismi monocellulari.
    Dovremmo avere ben presente che l’azione umana si svolge secondo percorsi individuali infinitamente più complessi.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ritengo che vero settario sia chi difende l’aggressione a un presunto untore, magari anche sano, perché “nei tempi di emergenza si fa così”. Il settarismo della superstizione e dei fautori nonché creatori dell’emergenza i quali condannano anche chi non commette un atto palese di aggressione. Non si può imporre la dittatura agli altri perché si ha una conoscenza in più riguardo a una struttura chimica. Nessuno si è messo a discutere per mostrarsi più libertario degli altri, si è solo chiesto un comportamento coerente con il libertarismo e un confronto razionale delle cifre. La vera preoccupazione degli oppositori alle misure prese è per la deriva ancor più totalitaria del passato che sta prendendo la situazione istituzionale. Nessuno auspica lo scenario del 1920, si vorrebbe anzi evitare che diventi quello del 1922 con marce su Roma da parte di Benito Mussoconte. Se ogni segnale biologico non pienamente conosciuto deve bloccare economia e libertà individuale, allora aboliamole tutte, subito e per sempre perché tutti i virus sono un potenziale pericolo. E sempre con le cifre autentiche, non quelle di regime peraltro assenti, un giorno si scoprirà la verità su una polmonite che ha colpito meno di altre volte: sotto i tre milioni di contagiati su più di sette miliardi di umani, ammesso che ogni influenza non sia stata spacciata per questo tipo di virus costituisce lo 0,4 per mille della popolazione. Se poi (come dice Zingaretti) questo è il risultato delle misure prese, allora torniamo ad aggredire gli untori in nome di quel suo contrario che è il principio di non aggressione. Come dicevano i sacerdoti maya: avete visto che i sacrifici umani servono? l’eclissi solare è terminata. A William Pitt, non so se padre o figlio, è stata attribuita il seguente aforisma: La necessità è il pretesto invocato per ogni violazione della libertà umana, l’argomento dei tiranni e il credo degli schiavi. Veridicità dell’attribuzione a parte, mai espressione risulta così tristemente attuale. Sulla diaspora interna, i miei timori non erano dunque infondati. Ma lo scissionista non è Leonardo Facco. Al quale oso chiedere, tralasciando per un po’ la comprensibile stanchezza annunciata in passato, di riprendere in mano la situazione del Movimento anche sotto il profilo giuridico. In passato abbiamo avuto persone che poi si sono messe a collaborare con i governi tecnici in posizioni apicali per obiettivi minimali. Ora questa situazione interna, la quarantena senza fine non bastava. L’amarezza è forte, la speranza sempre più flebile. E la sensazione di impotenza rischia di portare alla disperazione. Personalmente non so che fare.

  • natascia finotto
    Rispondi

    Leo, capisco che, avendo sbroccato, hai totalemnte perso lucidità, ma arrivarea scrivere questa grandissima puttanata è inescusabile “Le conseguenze che stiamo pagando in termini di libertà individuale, ed economici, per scelte scriteriate che voi avete appoggiato senza se e senza ma sin dai primi giorni (allorquando non c’era alcuna critica da parte vostra nei confronti del governo, benché il mondo ci racconti casi virtuosi in diversi paesi civili), additando chiunque facesse una passeggiata come fosse un untore sono palpabili”. Hai scritto una vergognosa bugia. Probabilmente sei a corto di argomenti per replicare nel merit a quanto io ho scritto e come un grillino qualunque scrivi a cazzo di cane cose CHE IO NON HO MAI DETTO O FATTO O PENSATO, AVAENDO SEMPRE SOSTENUTO L’ESATTO CONTRARIO!. Te ne ricordo una: sono io che ho parlato molto prima di te delle soluzioni di Tawan e South Korea, tanto è vero che quando hai iniziato, POI; a parlarne tu, sono intevenuta e ho scritto “avete visto il video lanciato dal governo di SK per informare i cittadini su come comportarsi”? Tu lo ignoravi e mi hai chiesto di postarlo da te. Ma piantala di fare la vittima e soprattutto di mettere in bocca alle persone cose che non hanno mai detto: evita di scaricare sugli altri i tuoi limiti, che sono ormai evidenti, fattene una ragione.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Pensala come vuoi, io non ho ignorato nulla e il 28 febbraio ho scritto questo: “Siamo di fronte ad un esperimento socio-economico mai visto prima”. E da allora cito i paesi orientali di cui ho tradotto e pubblicato articoli sul Miglioverde, ma anche altro. Non ho mai additato nessuno come untore che si chiude in casa e il mio riferimento a cui tu accenni, rispondendo a te che ti sei inserita nella discussione tra noi due, pensando giustamente di prenderne le difese, fa comunque riferimento a Giorgio (come gli ho scritto nella mia risposta), col quale discutevo dell’ultimo articolo sul post-virus che ha postato e del quale tu hai preso le difese nel tuo post precedente, riferendoti a me.
      Guarda, non ho mai fatto la vittima in vita mia; anzi, ho sempre pagato in prima persona pur di non dover piegare la mia libertà di pensiero ad altri. Detto ciò, pensala come vuoi. Mi dispiace che tu sia ricorsa ad insulti gratuiti, ma tant’è, non mi aspettavo diversamente.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Che amarezza. “Buttarla in politica…” Come se l’ulteriore limitazione della libertà individuale non costituisca un aspetto politico della nostra vita; come se le decisioni in merito non siano assunte a livello politico – istituzionale. Sembra di sentir parlare un Bersani qualsiasi. “Intanto la malattia avanza”. Non è vero: il numero di infettati sta scendendo e come ben ci illustrano gli scienziati israeliani (ma si sa: sono massogiudaici) non poteva essere diversamente. Il picco si raggiunge dopo quaranta giorni, poi comincia a scendere e il settantunesimo giorno non ci sono più contagiati. e ciò indipendentemente dalle scelte limitative o meno dei governi. I virus sono tutti altamente infettivi e potenzialmente mortali. I malati di AIDS rischiano di morire anche per un semplice raffreddore. Per motivi “potenzialmente” pericolosi l’umanità dovrebbe fermarsi sempre e per sempre. Ma quale complottismo, chi ha parlato mai di complotto? Sono state esposte delle considerazioni, si sono mostrate cifre che nessuno vuole discutere, sono state confrontate posizioni diverse e discordanti anche in campo statistico – scientifico, ci sono stati raffronti con le decisioni delle altre nazioni. Non ricordo le reazioni sugli ulivi pugliesi ma se mischiamo tutto si arriva a sostenere che il mais transgenico potrebbe essere “potenzialmente” infettante e quindi giustificarne la distruzione come per gli uliveti. Anche con gli ulivi malati di xylella il diritto di proprietà dovrebbe essere privilegiato e non solo per questioni di principio ma anche per ragioni più pratiche, finanche utilitaristiche. Vedo, però, che non ci potrà più essere civile dibattito in merito perché sul farsi del male gli antistatalisti sono specializzati. Ci mancava anche la scissione interna con grande soddisfazione degli avversari storici. Il traguardo della libertà si allontana con grande scoramento di coltivava un barlume di speranza.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Caro Colla, non c’è alcuna scissione interna. Il Movimento Libertario non è mai stato un movimento politico in lotta per un qualche posto di potere, ma un movimento che ha fatto politica (perché come giustamente scrivi, ogni azione ha conseguenze anche politiche) contro il potere. Oggi, si consuma semplicemente una rottura ideologica fra me e l’amico con cui ho fondato il movimento, con il quale – del resto – ci sono anche altre idee che mi dividono, ma che non sono mai state dibattute pubblicamente prima perché non avevano chissà quale importanza, ma soprattutto perché mai hanno portato il governo (lo Stato) a precludere le libertà fondamentali come accade oggi.

  • Flavio Tibaldi
    Rispondi

    ma Natascia Finotto lei chi cazzo è che si permette di parlare così a una persona come Leonardo Facco? Signora si dia una calmata, si chiuda in casa con la benedizione del governo e ci lasci in balia di noi stessi, non abbiamo bisogno di lei come non abbiamo bisogno di questa nuova versione transgenica di Fidenato, quella bio era meglio, ammettiamolo. Pensavo che gli OGM fossro innocui ma evidentemente danneggiano irrimediabilmente il cervello! E se possibile non pronunciate mai più il nome di Rothbard invano. Saluti e pannocchie!

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    @Leonardo. Ti ringrazio della risposta. avendo letto la richiesta di cambio della sede sociale e legale (con tanto di invito alla trasmissione del codice fiscale) mi è venuta in mente la parola scissione. Tu la chiami rottura ideologica, non so se sia la stessa cosa o qualcosa di diverso. I motivi non sono sicuramente dettati dalla ricerca di posti di potere, non ho pensato nulla di simile, ma è evidente che contro il potere si esce indeboliti se avvengono fratture interne. O forse no, il tutto potrebbe essere utile alla causa della chiarezza se non a quella della libertà. Rimane l’amarezza di leggere frasi come “volete anteporre la teoria alla realtà”. A parte il fatto che le teorie o le idee in generale vengono sempre temporalmente prima delle azioni (Popper docet). Ma è triste dover constatare con quanta disinvoltura si scindano teoria e prassi all’interno di una forma di pensiero. Dovremmo essere tutti obbligati da un virologo a essere non conseguenziali? In più, se si chiede coerenza e se si prendono le distanze da chi aggrediva gli stranieri all’epoca della peste milanese, si viene tacciati di massimalismo o di essere potenziali untori. Dalla stessa area che ha abbracciato il massimalismo, l’integralismo e l’estremismo scientista. E sappiamo bene che lo scientismo sta alla vera scienza come il fideismo sta alla teologia. Gli stregoni spacciati per scienziati, ecco la folle realtà in cui ci siamo ingabbiati; la realtà, cioè, della superstizione mascherata da scienza. Sul quotidiano romano IL TEMPO di oggi, in sesta pagina, trovo una significativa dichiarazione del filosofo Giorgio Agamben. Non un libertario o un liberista, dunque. Estrapolo una frase a mio avviso significativa: “Ciò che la gente riceve dalla scienza è ancora più vago e approssimativo di quello che i bambini ricevono dal catechismo. Chiunque abbia qualche nozione di epistemologia non può non essere sorpreso dal modo in cui vengono fornite le cifre dei decessi, non soltanto senza metterle in rapporto con la mortalità annua nello stesso periodo, ma senza nemmeno precisare le cause effettive della morte”. Non era una mania solo mia, allora, quella del raffronto statistico. O non era una bizzarria personale di Vittorio Sgarbi. L’unica personale contestazione che mi sento di dover rivolgere ad Agamben è in quel “ricevere dalla scienza”. In realtà riceviamo pseudoinformazioni da scienziati veri o presunti che spesso abbandonano la scienza autentica per abbracciare la strategia del terrore. Concludo ridando la parola al filosofo: “Devo ricordare che scienziati considerati all’epoca assolutamente seri hanno approfittato dei lager nazisti per poter eseguire esperimenti letali che non era possibile eseguire altrimenti su esseri umani e che essi ritenevano di dover compiere nell’interesse della scienza”. Non aggiungo altro.

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