Chi siamo

Il Movimento libertario è un soggetto politico che ha come scopo quello di ridurre lo Stato ai suoi minimi termini, al fine di dare spazio alla libera interazione fra individui, o comunità consensuali di individui, che sul mercato cercano soddisfazione dei propri bisogni.
Il Movimento Libertario si contraddistingue per tre tipi di azione:

1-Diffusione culturale. Continuando quanto già fatto negli ultimi dieci anni, il Movimento Libertario dovrà sempre essere il motore della diffusione della cultura libertaria, ovvero del liberismo in economia (laissez faire) e del liberalismo più coerente in politica. Convegni, incontri, dibattiti e altro sono parte della nostra attività. Il motto è: Ciascuno è libero di fare ciò che ritiene per sé giusto, senza aggredire nessuno e senza aggredire i diritti di proprietà altrui;

2-Azione politica. Il Movimento Libertario è un soggetto politico che potrà decidere di partecipare alle competizioni politiche (a diversi livelli), al fine di far sentire la propria voce e diffondere le proprie idee. Insomma, usare la politica per diffondere cultura libertaria e far prendere coscienza alle persone di buona volontà che lo Stato è una finzione che obbliga a vivere tutti alle spalle di tutti gli altri.

3-Movimentismo. E’ la caratteristica peculiare che sta iscritta nel nostro nome, nel nostro dna. Il Movimento Libertario scenderà per le strade e inviterà la società civile a riconquistare i propri diritti naturali alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Ci batteremo contro il fisco, contro la burocrazia, contro la voracità e il parassitismo statale. Il Movimento Libertario vuole coagulare attorno a sé una massa critica di soggetti produttori e affrontare, pacificamente, ma senza timori, i gabellieri e i satrapi che ci stanno riducendo in schiavitù, vivendo alle nostre spalle.

Né di destra, né di sinistra, né di centro. Semplicemente liberi e meglio!

Leonardo Facco

22 Responses

  1. Gianfranco
    Gianfranco 7 settembre 2012 at 15:00 | | Reply

    ciao sono d’accordo con te,cosa devo fare per aderire?ciao

    1. Arsem
      Arsem 10 ottobre 2012 at 12:58 | | Reply

      acquistare da noi dei semi di mais ogm e piantarlo. Come dire, così sarai promosso sul campo!

      1. Brus
        Brus 23 dicembre 2012 at 10:14 | | Reply

        semi di mais ogm ? e che centra, avete scritto scritto senza aggredire, rispettare gli altri ect… perche ovete imporre per motivi eonomici il mais ogm ? non e che pe i soldi siete isposti a tutto ?
        non e mica che i privati si devono sostituire allo stato, altrimenti si,o punto d acapo

  2. franco
    franco 11 ottobre 2012 at 11:26 | | Reply

    Quante belle,giuste,sane….utopie!Nel nostro povero e disgraziato paese la politica è sempre stata intrisa e pervasa dai peggiori inquinamenti d’ogni genere;adesso quasi improvvisamente (perchè solo adesso?) giornalistucoli e gazzette varie scoprono che il sistema politico (tutto) è fatto solo di marciume mentre quotidianamente salta fuori qualche nuovo ladrocinio più o meno locale.Vien da chiedersi il perchè dopo aver abbaiato per anni come cani fedeli dove indicavano i loro padroni: contro l’evasione fiscale indicata come la vera rovina del paese,questi fedeli saltimbanchi stiano,quasi con stupore svegliandosi dal torpore eterno realizzando che il saccheggio del paese deriva da ben altre cause.Patetico appare persino il tentativo di addossare colpe e responsabilità a vari sottopersonaggi politici,tentando puerilmente di far credere ancora intatta la “verginità”della casta dirigente.Di fronte a tutto questo squallore penso che sia assolutamente illusorio pensare di far appelli o richieste a chi da sempre ha rapinato e saccheggiato tutto il possibile,o sperare in qualche (nuovo?)politicante che dall’interno dello stesso sistema possa rottamare il vecchio per prenderne il posto,anche perchè si è finalmente “scoperto” che il tutto è strettamente correlato a mafia,camorra e ndrangheta e da sempre è risaputo che con questi soci l’unica possibilità è….tacere ed ubbidire.

  3. Andrea Casalegno
    Andrea Casalegno 16 ottobre 2012 at 09:05 | | Reply

    Come diceva Benjamin Franklin “Ben fatto è meglio di ben detto”, tutto sta nel iniziare a fare le cose… invece di semplicemente sedersi e continuare a lamentarsi della situazione insostenibile!

  4. Gianfranco
    Gianfranco 27 ottobre 2012 at 21:21 | | Reply

    Ciao Facco sono Gianfranco appena ritornato da Uk,cosa devo fare per aderire tuo movimento,grazie,ciao. 348 7930534

  5. lorenza
    lorenza 7 novembre 2012 at 17:23 | | Reply

    Sogno uno Stato italiano con pochi dipendenti statali, eccetto che nella sanità, istruzione e polizia. So che questo non avverrà mai, se non con una rivoluzione, o un crollo dello Stato. Che forse avverrà presto

    1. Giorgio Fidenato
      Giorgio Fidenato 7 novembre 2012 at 18:51 | | Reply

      Perché non pensare ad uno stato dove tutto è privato? Privato non significa solo che è di Berlusconi, ma che può essere anche di un’impresa di mutuo soccorso che gestisce i soldi di coloro che vogliono comprare il servizio sanitario in maniera privatistica, efficiente ed efficace. Perché bisogna pensare sempre a una sanità pubblica dove le corporazioni dei medici e dei farmacisti vanno a trattare con una sola entità e si fanno pagare quello che vogliono loro. Se ci fossero entità in concorrenza fra loro le corporazioni dei medici e dei farmacisti non avrebbero tutto quel potere che hanno oggi. E così per tutte le altre corporazioni.

      1. Alfonso Tomè
        Alfonso Tomè 14 gennaio 2013 at 13:37 | | Reply

        Caro Giorgio se riesci mandami un tuo recapito per telefonarti
        grazie
        Alfonso

  6. Brus
    Brus 23 dicembre 2012 at 10:21 | | Reply

    ma lo stato dovrebbe semplicemente essere un apparato per dare servizi essenziali ai cittadini, ovvero sanita, giustizia, acqua, e garantire che altri servizi siano accessibili a tutti, trasporti.
    I cittadini dovrebbero essere coloro che scelgono chi viene assunto per essere loro dipendente.

  7. giacomo freddo
    giacomo freddo 2 febbraio 2013 at 10:49 | | Reply

    “Ciascuno è libero di fare ciò che ritiene per sé giusto, senza aggredire nessuno e senza aggredire i diritti di proprietà altrui”

    Mi permetto di farvi notare che in un sistema chiuso come è il nostro, questo è praticamente impossibile…..se voglio andare in auto ci sarà qualcuno, magari in Nigeria, che vivrà da schifo oppure, se per assurdo( mica tanto ) tutte le lobby dei palazzinari del pianeta continuassero a mangiare suolo, da qui a poco tempo ci si porrebbe il problema di dove coltivare il cibo…..eppure entrambe le categorie di “consumatori” obbediscono alla filosofia sopra espressa.
    Mi sa che dovete ripassarvi Gaber….libertà è partecipazione.

  8. Cosimo
    Cosimo 23 febbraio 2013 at 16:03 | | Reply

    La proprietà è futto di un’epropriazione della forza lavoro.. la proprietà privata è prodotta socialmente.. l’uomo può essere libero solo se vive in un mondo comune dove tutto è dono e non merce, dove la fonte a cui si abbevera è comune e il cibo di cui si nutre è frutto del lavoro comune.. libertà è comunità, partecipazione, asena di proprietà… che non vuol dire Stato o burocrazia, anzi il contrario, assena di stato, fine del dominio dell’uomo sull’uomo.. il vero comunismo è l’anarchia, intesa coe autogestione generalizzata.. la Spagne del 1936 ad esempio.. o le comunità zapatiste in messico.. quello che proponete è il neoliberismo, che ha portato l’1% della popolaione mondiale ad appropriarsi del 99% della ricchezza e ha causato l’attuale crisi economica… e si è imposto per la prima volta nel mondo in Cile nel 1973, con Pinochet, sotto una dittatura

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 23 febbraio 2013 at 16:39 | | Reply

      ‘Sticazzi, che idee innovative, mumble mumble… Un tale Marx, mi pare, raccontò cose simili. Gente di buona volontà come lei, pensò che quelle idee fossero la via per la libertà. Nel Novecento abbiamo infatti consociuto: URSS, CINA MAOISTA, CAMBOGIA, KOREA DEL NORD, BIRMANIA… Ops, la via della libertà si trasfromò in quella della schiavitù. Ma perchè perdo del tempo a spiegarglielo?

    2. toto
      toto 9 aprile 2013 at 02:10 | | Reply

      Per Cosimo.

      … l’uomo può essere libero solo se vive in un mondo comune dove tutto è dono e non merce, dove la fonte a cui si abbevera è comune e il cibo di cui si nutre è frutto del lavoro comune.. libertà è comunità, partecipazione,…

      Un mondo dove tutto è comune sarebbe un mondo dove tutti spererebbero di vivere alle spalle di tutti (come direbbe Bastiat), ci sarebbe una continua guerra per le risorse scarse e l’unica legge possibile sarebbe la legge del più forte.

      Inoltre, per quanti non volessero far parte della vostra meravigliosa comunità collettivizzata, la pena prevista quale sarebbe, la deportazione in un gulag?

  9. Alessandro Noto
    Alessandro Noto 2 marzo 2013 at 19:20 | | Reply

    Caro Facco, meglio dell’anarco-capitalismo che produce altra schiavitù e distruzione, c’è l’anarco-cristianesimo di cui Tolstoj fu un esponente. Utopia per utopia, preferisco il Cristianesimo, che predica pace, fratellanza, comunità e aiuto reciproco! Anche in questo caso, dello Stato non ci sarebbe bisogno!

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 2 marzo 2013 at 21:01 | | Reply

      Nessuno ti obbliga ad aderire alle mie idee, basta che tu mi permetta di fare come voglio. Tolstoj, beh… interessante per alcuni aspetti. La religione la lascio a chi ha più fede di me.

    2. toto
      toto 9 aprile 2013 at 02:22 | | Reply

      ….. il Cristianesimo, che predica pace, fratellanza, comunità e aiuto reciproco….

      Forse lei dimentica: distruzione delle civiltà precolombiane (aztechi, maia, ecc..), santa inquisizione, Torquemada, alleanza trono altare nel medio evo, Giordano Bruno sul rogo, ecc….

      Il capitalismo poi, confrontato con tutti gli altri sistemi, regni imperi, socialismi, ecc, compreso lo stato pontificio ai tempi del Papa-Principe, direi che non è andato proprio malaccio.

  10. virgilio
    virgilio 3 aprile 2013 at 22:57 | | Reply

    Inutile discutere di quel che è giusto o meno che tanto a decidere chi dev’essere punito, a prescindere da qualsiasi valutazione oggettiva, è sempre una “Suprema Corte”, che in virtù dell’onnipotenza riconosciutale da uno Stato imposto poliziescamente agli ivi abitanti, può in qualsiasi momento decidere Essa del destino d’ogni individuo e d’ogni sua azione, anche aldilà del buon senso e degli universali criteri di libertà di scelta e d’accordo fra uomini (termine che io intendo nel senso di specie: maschi e femmine). Non passa giorno che non mi debba, che non ci si debba, sentir minacciato/i dagli spregiatori del libero arbitrio individuale, libertà dataci da chi ci ha creati: che fosse qualche Dio o il gran meccanismo della Natura. Infatti sempre si trova notizia di qualcuno condannato per accordi stabiliti liberamente da egli con altri individui, o addirittura promossi da quest’ultimi. Si può fare o pretendere solo quello che stabilisce come giusto da qualche Suprema Corte, e ciò pure retroattivamente! Così se tu osi costringere qualcuno a far quello che egli liberamente ha acconsentito e anche se dal suo rifiuto ti deriva un danno immediato, se tal S.C. non è d’accordo tu sei perseguito duramente. Cioè la violenza dell’azione d’un individuo sull’altro non è inerente all’atto stesso ma alla moda di pensiero della relativa Inquisizione operante. E’ ovvio che se si può far del male agli altri costringendoli ad un qualche impegno si fa anche del male rifiutando d’ottemperare a qualche impegno preso o accettato: se è violenza l’una è pure violenza l’altra. Io posso far del male rifiutando una prestazione dichiarata solennemente con libero accordo se essa è di fondamentale importanza o necessità immediata per chi dovrebbe usufruirne: ma quello non puoi difendersi obbligandomi ad onorarla pur se a me costa un tempo limitato, se ciò è deciso da LorSignori…Così l’accordo libero e personale: che è il fondamento storico d’ogni comunità e civiltà umana, e soprattutto della nascita dell’idea democratica, ormai non conta più niente! Quel che è “violenza” lo sentenzia chi in quel momento detiene il potere politico/giudiziario. A che serve ai semplici individui: pensare, decidere, contrattare, programmare…procurarsi dei beni vitali, tanto tutto questo può esser vanificato in un attimo; puoi venir derubato d’un bene per te vitale senza che tu possa usare la necessaria forza per impedirlo: se Lor SignoriSupremi così stabiliscono. E le pene da Loro comminate nemmeno hanno nulla della bilancia della giustiza, il cui limite è: “occhio per occhio e dente per dente”, infatti le sanzioni pecuniarie/penali sono comminate così…secondo quello che gira per la testa ad Essi, e tali imposizioni, per quanto costrittive o dolorose, la cultura dominante non le chiamano “violenza”, bensì “giustizia” !?! T’ho tolto dei soldi a te? No, ma non importa devo risarcirti, pur a costo della mia miseria, per qualche c… morale di danno che Essi giudicano, e da te richiesto per tuo meschino interesse, che t’avrei fatto; t’ho tolto la libertà di scegliere: no, ho solo preteso d’avere quel che s’era concordato insieme, per me importante, e che tu comunque con un pò d’impegno e per circoscritto tempo eri in grado di dare! Ma io vengo sbattuto in galera per lunghi e luridi anni se Essi decidono così, ché in tal caso non dovevo pretendere niente e dovevo solo supinamente subire il tuo insolente rinnegamento! Ormai libertà e dignità e natura personale e criteri di valutazione conseguenti valgono com’uno sputo, per i lor Supremi Signori Del Bene E Del Male che presiedono gli Stati contemporanei (e per di più definiti “democratici”!)…
    Allora che si sta a perder tempo con blog e siti di questo tipo…e che si perde tempo a pensare…!

  11. Paolo
    Paolo 27 aprile 2013 at 11:23 | | Reply

    È evidente che il liberismo assoluto da voi predicato porti a delle distorsioni del mercato e della società. Ricchi sempre più ricchi ed il resto della popolazione ridotta in schiavitù. In un sistema del genere come si può garantire ad ogni nuovo nato stessi diritti e opportunità?

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 27 aprile 2013 at 15:11 | | Reply

      Comprendo le sue preoccupazioni, ma mi creda, le sue conoscenze sul libero mercato.

    2. nico
      nico 28 aprile 2013 at 11:14 | | Reply

      Le distorsione nel mercato le fanno i legislatori. Ed “i ricchi sempre più ricchi” lo sono per via di appoggi politici. I salvataggi ad ogni costo (che i politici eseguono) sono una distorsione del mercato. Chi deve fallire fallisca. Significa che il suo business non importa più a nessuno, non ha clienti. Ed invece no, vanno dagli amici politici a chiedere salvataggi, e lei paga il conto. Sveglia!

    3. toto
      toto 14 maggio 2013 at 23:29 | | Reply

      Le società dove i ricchi sono sempre più sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri sono sempre esistite, In queste società i ricchi si chiamavano ‘nobili’, ‘principi’, ‘re’, ‘imperatori’, ‘feudatari’, ‘aristocratici’ in altre parole ‘lo stato’. In queste società i diritti di un nuovo nato dipendevano esclusivamente dalla casta nella quale nasceva. Se tutto ciò è passato è grazie alla rivoluzione industriale e conseguente nascita della libera impresa.

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