Chi siamo

Il Movimento libertario è un soggetto politico che ha come scopo quello di ridurre lo Stato ai suoi minimi termini, al fine di dare spazio alla libera interazione fra individui, o comunità consensuali di individui, che sul mercato cercano soddisfazione dei propri bisogni.
Il Movimento Libertario si contraddistingue per tre tipi di azione:

1-Diffusione culturale. Continuando quanto già fatto negli ultimi dieci anni, il Movimento Libertario dovrà sempre essere il motore della diffusione della cultura libertaria, ovvero del liberismo in economia (laissez faire) e del liberalismo più coerente in politica. Convegni, incontri, dibattiti e altro sono parte della nostra attività. Il motto è: Ciascuno è libero di fare ciò che ritiene per sé giusto, senza aggredire nessuno e senza aggredire i diritti di proprietà altrui;

2-Azione politica. Il Movimento Libertario è un soggetto politico che potrà decidere di partecipare alle competizioni politiche (a diversi livelli), al fine di far sentire la propria voce e diffondere le proprie idee. Insomma, usare la politica per diffondere cultura libertaria e far prendere coscienza alle persone di buona volontà che lo Stato è una finzione che obbliga a vivere tutti alle spalle di tutti gli altri.

3-Movimentismo. E’ la caratteristica peculiare che sta iscritta nel nostro nome, nel nostro dna. Il Movimento Libertario scenderà per le strade e inviterà la società civile a riconquistare i propri diritti naturali alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Ci batteremo contro il fisco, contro la burocrazia, contro la voracità e il parassitismo statale. Il Movimento Libertario vuole coagulare attorno a sé una massa critica di soggetti produttori e affrontare, pacificamente, ma senza timori, i gabellieri e i satrapi che ci stanno riducendo in schiavitù, vivendo alle nostre spalle.

Né di destra, né di sinistra, né di centro. Semplicemente liberi e meglio!

Leonardo Facco

68 Responses

  1. Gianfranco
    Gianfranco 7 settembre 2012 at 15:00 | | Reply

    ciao sono d’accordo con te,cosa devo fare per aderire?ciao

    1. Arsem
      Arsem 10 ottobre 2012 at 12:58 | | Reply

      acquistare da noi dei semi di mais ogm e piantarlo. Come dire, così sarai promosso sul campo!

      1. Brus
        Brus 23 dicembre 2012 at 10:14 | | Reply

        semi di mais ogm ? e che centra, avete scritto scritto senza aggredire, rispettare gli altri ect… perche ovete imporre per motivi eonomici il mais ogm ? non e che pe i soldi siete isposti a tutto ?
        non e mica che i privati si devono sostituire allo stato, altrimenti si,o punto d acapo

  2. franco
    franco 11 ottobre 2012 at 11:26 | | Reply

    Quante belle,giuste,sane….utopie!Nel nostro povero e disgraziato paese la politica è sempre stata intrisa e pervasa dai peggiori inquinamenti d’ogni genere;adesso quasi improvvisamente (perchè solo adesso?) giornalistucoli e gazzette varie scoprono che il sistema politico (tutto) è fatto solo di marciume mentre quotidianamente salta fuori qualche nuovo ladrocinio più o meno locale.Vien da chiedersi il perchè dopo aver abbaiato per anni come cani fedeli dove indicavano i loro padroni: contro l’evasione fiscale indicata come la vera rovina del paese,questi fedeli saltimbanchi stiano,quasi con stupore svegliandosi dal torpore eterno realizzando che il saccheggio del paese deriva da ben altre cause.Patetico appare persino il tentativo di addossare colpe e responsabilità a vari sottopersonaggi politici,tentando puerilmente di far credere ancora intatta la “verginità”della casta dirigente.Di fronte a tutto questo squallore penso che sia assolutamente illusorio pensare di far appelli o richieste a chi da sempre ha rapinato e saccheggiato tutto il possibile,o sperare in qualche (nuovo?)politicante che dall’interno dello stesso sistema possa rottamare il vecchio per prenderne il posto,anche perchè si è finalmente “scoperto” che il tutto è strettamente correlato a mafia,camorra e ndrangheta e da sempre è risaputo che con questi soci l’unica possibilità è….tacere ed ubbidire.

  3. Andrea Casalegno
    Andrea Casalegno 16 ottobre 2012 at 09:05 | | Reply

    Come diceva Benjamin Franklin “Ben fatto è meglio di ben detto”, tutto sta nel iniziare a fare le cose… invece di semplicemente sedersi e continuare a lamentarsi della situazione insostenibile!

  4. Gianfranco
    Gianfranco 27 ottobre 2012 at 21:21 | | Reply

    Ciao Facco sono Gianfranco appena ritornato da Uk,cosa devo fare per aderire tuo movimento,grazie,ciao. 348 7930534

  5. lorenza
    lorenza 7 novembre 2012 at 17:23 | | Reply

    Sogno uno Stato italiano con pochi dipendenti statali, eccetto che nella sanità, istruzione e polizia. So che questo non avverrà mai, se non con una rivoluzione, o un crollo dello Stato. Che forse avverrà presto

    1. Giorgio Fidenato
      Giorgio Fidenato 7 novembre 2012 at 18:51 | | Reply

      Perché non pensare ad uno stato dove tutto è privato? Privato non significa solo che è di Berlusconi, ma che può essere anche di un’impresa di mutuo soccorso che gestisce i soldi di coloro che vogliono comprare il servizio sanitario in maniera privatistica, efficiente ed efficace. Perché bisogna pensare sempre a una sanità pubblica dove le corporazioni dei medici e dei farmacisti vanno a trattare con una sola entità e si fanno pagare quello che vogliono loro. Se ci fossero entità in concorrenza fra loro le corporazioni dei medici e dei farmacisti non avrebbero tutto quel potere che hanno oggi. E così per tutte le altre corporazioni.

      1. Alfonso Tomè
        Alfonso Tomè 14 gennaio 2013 at 13:37 | | Reply

        Caro Giorgio se riesci mandami un tuo recapito per telefonarti
        grazie
        Alfonso

  6. Brus
    Brus 23 dicembre 2012 at 10:21 | | Reply

    ma lo stato dovrebbe semplicemente essere un apparato per dare servizi essenziali ai cittadini, ovvero sanita, giustizia, acqua, e garantire che altri servizi siano accessibili a tutti, trasporti.
    I cittadini dovrebbero essere coloro che scelgono chi viene assunto per essere loro dipendente.

  7. giacomo freddo
    giacomo freddo 2 febbraio 2013 at 10:49 | | Reply

    “Ciascuno è libero di fare ciò che ritiene per sé giusto, senza aggredire nessuno e senza aggredire i diritti di proprietà altrui”

    Mi permetto di farvi notare che in un sistema chiuso come è il nostro, questo è praticamente impossibile…..se voglio andare in auto ci sarà qualcuno, magari in Nigeria, che vivrà da schifo oppure, se per assurdo( mica tanto ) tutte le lobby dei palazzinari del pianeta continuassero a mangiare suolo, da qui a poco tempo ci si porrebbe il problema di dove coltivare il cibo…..eppure entrambe le categorie di “consumatori” obbediscono alla filosofia sopra espressa.
    Mi sa che dovete ripassarvi Gaber….libertà è partecipazione.

  8. Cosimo
    Cosimo 23 febbraio 2013 at 16:03 | | Reply

    La proprietà è futto di un’epropriazione della forza lavoro.. la proprietà privata è prodotta socialmente.. l’uomo può essere libero solo se vive in un mondo comune dove tutto è dono e non merce, dove la fonte a cui si abbevera è comune e il cibo di cui si nutre è frutto del lavoro comune.. libertà è comunità, partecipazione, asena di proprietà… che non vuol dire Stato o burocrazia, anzi il contrario, assena di stato, fine del dominio dell’uomo sull’uomo.. il vero comunismo è l’anarchia, intesa coe autogestione generalizzata.. la Spagne del 1936 ad esempio.. o le comunità zapatiste in messico.. quello che proponete è il neoliberismo, che ha portato l’1% della popolaione mondiale ad appropriarsi del 99% della ricchezza e ha causato l’attuale crisi economica… e si è imposto per la prima volta nel mondo in Cile nel 1973, con Pinochet, sotto una dittatura

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 23 febbraio 2013 at 16:39 | | Reply

      ‘Sticazzi, che idee innovative, mumble mumble… Un tale Marx, mi pare, raccontò cose simili. Gente di buona volontà come lei, pensò che quelle idee fossero la via per la libertà. Nel Novecento abbiamo infatti consociuto: URSS, CINA MAOISTA, CAMBOGIA, KOREA DEL NORD, BIRMANIA… Ops, la via della libertà si trasfromò in quella della schiavitù. Ma perchè perdo del tempo a spiegarglielo?

    2. toto
      toto 9 aprile 2013 at 02:10 | | Reply

      Per Cosimo.

      … l’uomo può essere libero solo se vive in un mondo comune dove tutto è dono e non merce, dove la fonte a cui si abbevera è comune e il cibo di cui si nutre è frutto del lavoro comune.. libertà è comunità, partecipazione,…

      Un mondo dove tutto è comune sarebbe un mondo dove tutti spererebbero di vivere alle spalle di tutti (come direbbe Bastiat), ci sarebbe una continua guerra per le risorse scarse e l’unica legge possibile sarebbe la legge del più forte.

      Inoltre, per quanti non volessero far parte della vostra meravigliosa comunità collettivizzata, la pena prevista quale sarebbe, la deportazione in un gulag?

  9. Alessandro Noto
    Alessandro Noto 2 marzo 2013 at 19:20 | | Reply

    Caro Facco, meglio dell’anarco-capitalismo che produce altra schiavitù e distruzione, c’è l’anarco-cristianesimo di cui Tolstoj fu un esponente. Utopia per utopia, preferisco il Cristianesimo, che predica pace, fratellanza, comunità e aiuto reciproco! Anche in questo caso, dello Stato non ci sarebbe bisogno!

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 2 marzo 2013 at 21:01 | | Reply

      Nessuno ti obbliga ad aderire alle mie idee, basta che tu mi permetta di fare come voglio. Tolstoj, beh… interessante per alcuni aspetti. La religione la lascio a chi ha più fede di me.

    2. toto
      toto 9 aprile 2013 at 02:22 | | Reply

      ….. il Cristianesimo, che predica pace, fratellanza, comunità e aiuto reciproco….

      Forse lei dimentica: distruzione delle civiltà precolombiane (aztechi, maia, ecc..), santa inquisizione, Torquemada, alleanza trono altare nel medio evo, Giordano Bruno sul rogo, ecc….

      Il capitalismo poi, confrontato con tutti gli altri sistemi, regni imperi, socialismi, ecc, compreso lo stato pontificio ai tempi del Papa-Principe, direi che non è andato proprio malaccio.

  10. virgilio
    virgilio 3 aprile 2013 at 22:57 | | Reply

    Inutile discutere di quel che è giusto o meno che tanto a decidere chi dev’essere punito, a prescindere da qualsiasi valutazione oggettiva, è sempre una “Suprema Corte”, che in virtù dell’onnipotenza riconosciutale da uno Stato imposto poliziescamente agli ivi abitanti, può in qualsiasi momento decidere Essa del destino d’ogni individuo e d’ogni sua azione, anche aldilà del buon senso e degli universali criteri di libertà di scelta e d’accordo fra uomini (termine che io intendo nel senso di specie: maschi e femmine). Non passa giorno che non mi debba, che non ci si debba, sentir minacciato/i dagli spregiatori del libero arbitrio individuale, libertà dataci da chi ci ha creati: che fosse qualche Dio o il gran meccanismo della Natura. Infatti sempre si trova notizia di qualcuno condannato per accordi stabiliti liberamente da egli con altri individui, o addirittura promossi da quest’ultimi. Si può fare o pretendere solo quello che stabilisce come giusto da qualche Suprema Corte, e ciò pure retroattivamente! Così se tu osi costringere qualcuno a far quello che egli liberamente ha acconsentito e anche se dal suo rifiuto ti deriva un danno immediato, se tal S.C. non è d’accordo tu sei perseguito duramente. Cioè la violenza dell’azione d’un individuo sull’altro non è inerente all’atto stesso ma alla moda di pensiero della relativa Inquisizione operante. E’ ovvio che se si può far del male agli altri costringendoli ad un qualche impegno si fa anche del male rifiutando d’ottemperare a qualche impegno preso o accettato: se è violenza l’una è pure violenza l’altra. Io posso far del male rifiutando una prestazione dichiarata solennemente con libero accordo se essa è di fondamentale importanza o necessità immediata per chi dovrebbe usufruirne: ma quello non puoi difendersi obbligandomi ad onorarla pur se a me costa un tempo limitato, se ciò è deciso da LorSignori…Così l’accordo libero e personale: che è il fondamento storico d’ogni comunità e civiltà umana, e soprattutto della nascita dell’idea democratica, ormai non conta più niente! Quel che è “violenza” lo sentenzia chi in quel momento detiene il potere politico/giudiziario. A che serve ai semplici individui: pensare, decidere, contrattare, programmare…procurarsi dei beni vitali, tanto tutto questo può esser vanificato in un attimo; puoi venir derubato d’un bene per te vitale senza che tu possa usare la necessaria forza per impedirlo: se Lor SignoriSupremi così stabiliscono. E le pene da Loro comminate nemmeno hanno nulla della bilancia della giustiza, il cui limite è: “occhio per occhio e dente per dente”, infatti le sanzioni pecuniarie/penali sono comminate così…secondo quello che gira per la testa ad Essi, e tali imposizioni, per quanto costrittive o dolorose, la cultura dominante non le chiamano “violenza”, bensì “giustizia” !?! T’ho tolto dei soldi a te? No, ma non importa devo risarcirti, pur a costo della mia miseria, per qualche c… morale di danno che Essi giudicano, e da te richiesto per tuo meschino interesse, che t’avrei fatto; t’ho tolto la libertà di scegliere: no, ho solo preteso d’avere quel che s’era concordato insieme, per me importante, e che tu comunque con un pò d’impegno e per circoscritto tempo eri in grado di dare! Ma io vengo sbattuto in galera per lunghi e luridi anni se Essi decidono così, ché in tal caso non dovevo pretendere niente e dovevo solo supinamente subire il tuo insolente rinnegamento! Ormai libertà e dignità e natura personale e criteri di valutazione conseguenti valgono com’uno sputo, per i lor Supremi Signori Del Bene E Del Male che presiedono gli Stati contemporanei (e per di più definiti “democratici”!)…
    Allora che si sta a perder tempo con blog e siti di questo tipo…e che si perde tempo a pensare…!

  11. Paolo
    Paolo 27 aprile 2013 at 11:23 | | Reply

    È evidente che il liberismo assoluto da voi predicato porti a delle distorsioni del mercato e della società. Ricchi sempre più ricchi ed il resto della popolazione ridotta in schiavitù. In un sistema del genere come si può garantire ad ogni nuovo nato stessi diritti e opportunità?

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 27 aprile 2013 at 15:11 | | Reply

      Comprendo le sue preoccupazioni, ma mi creda, le sue conoscenze sul libero mercato.

    2. nico
      nico 28 aprile 2013 at 11:14 | | Reply

      Le distorsione nel mercato le fanno i legislatori. Ed “i ricchi sempre più ricchi” lo sono per via di appoggi politici. I salvataggi ad ogni costo (che i politici eseguono) sono una distorsione del mercato. Chi deve fallire fallisca. Significa che il suo business non importa più a nessuno, non ha clienti. Ed invece no, vanno dagli amici politici a chiedere salvataggi, e lei paga il conto. Sveglia!

    3. toto
      toto 14 maggio 2013 at 23:29 | | Reply

      Le società dove i ricchi sono sempre più sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri sono sempre esistite, In queste società i ricchi si chiamavano ‘nobili’, ‘principi’, ‘re’, ‘imperatori’, ‘feudatari’, ‘aristocratici’ in altre parole ‘lo stato’. In queste società i diritti di un nuovo nato dipendevano esclusivamente dalla casta nella quale nasceva. Se tutto ciò è passato è grazie alla rivoluzione industriale e conseguente nascita della libera impresa.

  12. Antonio
    Antonio 21 giugno 2013 at 16:59 | | Reply

    “La proprietà è un diritto naturale”?…Mah in un universo dove noi siamo temporanei direi piuttosto che la natura ci ha solo dato il diritto a ricevere in prestito consigliandoci di restituire qualsiasi cosa nel miglior stato possibile a fine corsa. Tutto quel che devia da questa legge universale è destinato a fallire perché nemmeno l’uomo più potente può piegare la legge di natura senza pagare conseguenze. Starei ben attento ad augurarmi una società basata sulle teorie neoliberiste. Alcuni esempi di mercato completamente sgomberato dalla mano statale ci sconsigliano di adottare tale sistema a meno di non far parte del 5% straricco. Pioniere del liberismo a tutti i costi il Cile di Pinochet basato sul fanatismo di Friedman & Co…meno male che si tennero almeno le miniere a conduzione statale sennò sarebbero morti di fame. A seguire l’Argentina di Videla e poi di Menem decisi a privatizzare tutto il possibile. Il Brasile e l’Uruguay degli anni ’70. L’Iraq del dopo-Saddam…tanto per citare qualche esempio di quanto alcuni popoli abbiano “beneficiato” dell’illuminante visione della scuola di Chicago amante della proprietà privata sopra ogni cosa. La natura ci ha insegnato che la virtù è mediana ed ogni eccesso fallisce o ha conseguenze negative uno Stato onnipresente e si sfocia nell’eccesso Urss uno Stato assente (fuorché per l’esercito) ed otteniamo una dittatura militare di un’élite ricca. Mi viene da pensare:”ma dietro questo Movimento ci siano finanziatori interessati o c’è solo ingenua incoscienza?

    1. Liberty Defined
      Liberty Defined 21 giugno 2013 at 17:10 | | Reply

      i primi evidenti segni del caldo. Devi aver sbagliato indirizzo o forse la propaganda Marxista ti ha completamente rintronato

      1. Antonio
        Antonio 23 giugno 2013 at 20:54 | | Reply

        Non credo di individuare molti principi marxisti in quel che ho scritto…

  13. Christian
    Christian 22 giugno 2013 at 01:27 | | Reply

    Antonio hai scoperto il complotto.
    In realtà il Movimento Libertario fa solo finta di non contare niente in questo paese ma in realtà dietro le quinte rappresenta un governo segreto volto al dominio del mondo. Questo sito è solo di facciata ed ha lo scopo di fare proseliti.
    Tutti i commenti che vedi, sia pro che contro gli argomenti postati, sono in realtà fatti sempre dai membri del movimento, in questo modo qualsiasi sia la tua opinione sarai sempre d’accordo con almeno un membro del movimento, di cui entrerai a farne parte senza accorgertene.
    In realtà anche il tuo ed il mio commento sono finti e chiunque, sia a favore o contro il complotto, non potrà che essere sempre in linea con il movimento.
    Cile di Pinochet, Argentina di Videla, Brasile anni ’70, Iraq dopo (ma prima era meglio?) Saddam, sono esempi di libero marcato?
    Scusate ma sono uno stupido che non ha capito niente e mi ritiro in buon ordine.
    Distinti Saluti

    1. Antonio
      Antonio 23 giugno 2013 at 21:01 | | Reply

      Non ho parlato di complotto…solo notavo che c’era un tale “innamoramento” per il neoliberismo della scuola di Chicago da farmi pensare: ma ci sono o ci fanno? Più che altro perché gli esempi che ho citato sono stati tutti governi (a parte l’Iraq per motivi anagrafici) che Friedman ha accompagnato passo passo con le dottrine che al vostro Movimento piacciono molto. Vada a vedere da chi erano composti i gabinetti economici di Pinochet, Videla e dei militari brasiliani degli anni 70. Insomma vedo che le vostre idee libertarie sono sempre costrette ad essere imposte con la forza alle popolazioni…non è che il neoliberismo non sia poi così “libertario”? Il tutto senza complottismi di sorta dato che non sono il tipo da pensare che dietro ci sia una banda di cattivi tipo “Spectre”…

      1. Albert1
        Albert1 23 giugno 2013 at 21:45 | | Reply

        No, guarda che, tra i libertari, di fan di Friedman ne troverai ben pochi!

        1. Albert1
          Albert1 23 giugno 2013 at 21:48 | | Reply

          In genere gli preferiamo di gran lunga Rothbard!

          1. Antonio
            Antonio 28 giugno 2013 at 10:58 |

            Beh tra i due non c’è una gran differenza nell’aspirare ad uno stato basato sull’individualismo e sulla proprietà privata come motori rispetto ad una pesante struttura statale…c’è da dire che almeno Friedman ha l’onestà intellettuale di riconoscere che l’applicazione di tale sistema va forzata perchè non fa parte di uno stato di natura…Rothbard presume che invece l’individualismo sia condizione di natura, mah! Se avessero ascoltato Rothbard le prime comunità cavernicole di raccoglitori e cacciatori sarebbero ancora ciascuno nella propria caverna..credo che la storia mostri come il sistema sociale sia connaturato agli esseri umani, dato che anche le comunità più primitive mostrano organizzazioni che sono paragonabili a microstrutture statali. Il puro individualismo e l’assoluta proprietà privata sciolta da vincoli con il resto del mondo non ci appartenga, né sarebbe realmente applicabile senza scivolare verso la legge della giungla. C’è da dire che nel libertarismo c’è la stessa dose di inapplicabilità del comunismo che ci ha scambiati per formiche tutte uguali.O sbaglio?

    2. PE
      PE 17 ottobre 2013 at 13:30 | | Reply

      In questo paese c’è “Antonio” (e sono in tanti) che ancora non ha capito bene cosa ha detto per anni Friedman.

      In Italia poi è come parlare arabo, tutti -inconsapevoli socialisti dalla nascita-
      (di dx e di sx, e il bello è che quelli di dx non sanno nemmeno di esserlo..)
      che non realizzano che stiamo vivendo in pieno socialismo..si veda Budget EU, programmi comunitari e fondi (fondo “sociale”) europei.

      Ma ancora non vi siete stancati di pagare fior di tasse per i PROGRAMMI altrui??

      Consiglio per “Antonio”: Su YouTube ci sono, fortunatamente, i video di Friedman
      e forse qualcuno li dovrebbe vedere, inglese permettendo…:-)

      Sistemi perfetti non esistono, ma le tasse basse e i governi piccoli sono l’unica via per la reale meritocrazia e la felicità…
      PE

  14. W la Libertà
    W la Libertà 22 giugno 2013 at 11:13 | | Reply

    L’anarchia collettivista è uno dei più grandi paradossi che ha partorito il genere umano.

    Anarchia collettivista, socialista e comunista equivale alla massima forma di potere statale, autoritario e violento!

    La vera anarchia è quella libertaria e capitalista!

    Nell’utopia anarchica dove tutti vivono beati e sono tutti “uguali”, non si può pensare diversamente dagli altri! Io che non sono d’accordo con i principi dell’anarco-collettivismo in un mondo dominato da questa ideologia che fine farei, immagino rieducato, raddrizzato, con le buone prima, con le cattive dopo? Che mi farebbero i pacifisti e tolleranti anarchici se provo a tenere per me i frutti del mio lavoro senza condividerli con gli altri? Bastonate immagino…

    Nella vera anarchia chiunque può basare la propria vita sull’ideologia che vuole, nel rispetto dell’unico principio da rispettare, quello della libertà propria ed altrui.

    Molti non hanno capito che non è il vero liberismo ad averci ridotti in crisi, ma il capitalismo clientelare e amico dei governi e degli stati, che rappresenta il 99,9% del capitalismo totale! In italia ma anche in America poi non esistono e non sono mai esistite forme di liberismo vero.

    Le odiate multizianoli hanno il monopolio dei mercati grazie ad accordi con i vari governi e i vari stati. In un mondo senza stati è facile immaginare che il mercato non sarebbe di stampo monopolistico (monopolio statale o delle multinazionali) ma sarebbe in mano alle libere iniziative locali, piccole imprese in leale concorrenza tra di loro perchè non esisterebbero dazi, prezzi prefissati, obblighi e burocrazie varie e chiunque farebbe impresa partirebbe dalla stessa linea.

    Poi il sistema libertario non vieta a chi la pensa diversamente di creare comunità differenti, magari la maggioranza delle persone si riorganizzerebbe in una grande comunità nazionale, in ogni caso non sarebbe obbligatorio aderire alla comunità più numerosa, nascerebbero piccole comunità territoriali, ognuna con la sua forma di govermo, con la sua tassazione e le sue norme, alcune di stampo socialista, altre ambientalista, altre religiose, altre aperte solo a chi ha i capelli rossi, altre solo agli omosessuali, altre vietate ai neri…ogni comunità sarebbe lecita nel rispetto del principio di libertà personale.

    Ovviamente noi pochi e sparuti libertari vivremmo per conto nostro, senza aderire a nessuna comunità, nella vera ed unica forma di anarchia possibile, e per i servizi useremmo quelli privati (ospedali privati, tribunali, privati, agenzie di difesa private, assicurazioni, scuole private, ecc…) o se non disponibili nella nostra zona pagheremmo quelli di una comunità a noi vicina come se fossero privati.

  15. Anon
    Anon 22 giugno 2013 at 23:05 | | Reply

    L’ anarchia e’ la cosa migliore che l’essere umano possa essere in grado di fare, e’ l’autogestione federalizzata, ovvero l’organizzazione di persone su un piccolo territorio, con queste piccole “città-stato” che cooperano tra loro per migliorare la vita di tutt* e la qualità dell’ ambiente in cui si vive… l’anarchia non e’ certo portata da uno che si mette a seminare OGM rischiando di mandare al collasso l’agricoltura in generale già a dura prova, l’anarchia è per la diversità (anche ambientale), non certo per la monocoltura… questa non e’ anarchia, non e’ libertarismo, questa e’ follia, come questo gruppo. O se proprio, dato che libertarismo e’ sinonimo di anarchia che lo vogliate o no (che non si appoggia a gruppi politici ne’ vuole compromessi), questo e’ anarco capitalismo, ancor peggio del capitalismo stesso, una cosa che non dovrebbe avere libertarismo (o che si voglia anarchia) nel nome. Lo slogan di questo sito lo dice bene, “PROPRIETA’ E LIBERTA'”, cose che non possono esistere insieme, il vero anarchismo, quello puro (che poi e’ anche l’unico anarchismo) abolisce la proprietà e non certo la difende, quel che volete voi e’ la forma più sfrenata di capitalismo, nel rispetto di chi e’ davvero libertario, fareste meglio a chiudere baracca.

    1. Albert1
      Albert1 23 giugno 2013 at 00:00 | | Reply

      Il vero anarchismo, “quello puro”, non abolisce un bel niente, visto che per abolire è necessaria l’autorità, quella sì, a differenza della proprietà privata, inconcepibile per un vero anarchico. In assenza di autorità, chi può impedire agli individui di disporre come meglio credono della loro proprietà privata e, magari, di coltivare ogm nel loro campo? Cadi in una contraddizione se, per abolire la proprietà privata, fai rientrare dalla finestra quello stesso potere coercitivo che, in quanto anarchico, hai fatto uscire dalla porta! Si noti che, nel ns. mondo ideale, nessuna legge tutelerebbe la proprietà privata degli individui: sarebbero questi ultimi, in ovvia assenza di autorità, a difenderla, armandosi fino ai denti e/o rivolgendosi a guardie private. Comunque, le tue affermazioni dimostrano ancora una volta quanto si abbia noi ragione a considerare l’anarco-capitalismo il solo, vero anarchismo: è semmai quello che tu chiami anarchismo a dover essere chiamato anarco-socialismo… un vero e proprio ossimoro!

  16. Anon
    Anon 23 giugno 2013 at 00:39 | | Reply

    L’anarchismo si basa su una autogestione, molto banalmente…. cioe’ su un’assemblea (piu’ assemblee, una in ogni territorio federato) formata da persone con la stessa autorita’. Nell’ anarchismo la proprieta’ e tutto cio’ che viene abolito viene abolito con l’azione comune delle persone. L’anarco capitalismo non e’ altro che la brutalizzazione del capitalismo gia’ mostro, ovvero non un libertaismo, semmai un liberismo estremo. Questo genererebbe lotte per il potere immani e porterebbe alla costituzione di enormi multinazionali e ancor piu’ grandi masse affamate, senza considerare il problema irrisolvibile del capitalismo: la sua esistenza su un pianeta con risorse FINITE (e usate male e distrutte come nel vostro caso, rispettivamente mi riferisco a mais e agricoltura)

    1. Albert1
      Albert1 23 giugno 2013 at 00:52 | | Reply

      E quando qualcuno non riconosce un’assemblea, i membri di quest’ultima cosa fanno? Lasciano che faccia come meglio creda, compresa la gestione della propria proprietà privata, oppure lo costringono ad accettare le loro decisioni? Se la risposta fosse quest’ultima, allora potremmo benissimo chiamare anarchismo il sistema attuale!

  17. Anon
    Anon 23 giugno 2013 at 09:09 | | Reply

    Il sistema attuale NON e’ anarchismo ma un sistema marcio che si basa sulla rappresentazione… se uno non si sente parte di un assemblea puo’ o decidere di andare in un altra assemblea o semplicemente decidere di vivere da solo, ma in sintonia e rispetto con le altre persone, magari dietro un qualche accordo trovato con l’assemblea stessa in modo civile e rispettoso di tutti. L’anarchismo e’ rispetto e aiuto reciproco.

  18. Gaetano
    Gaetano 24 giugno 2013 at 12:18 | | Reply

    Più che movimento Libertario io lo chiamerei Movimento Liberale senza regole…
    State sputando su una delle idee più illuminanti della storia unama: anarchia e libertarismo!
    Non esistono anarchia e libertarismo senza solidarietà, soprattutto non andranno mai a braccetto con l’autorità.
    Che tristezza… e poi tirar fuori l’ogm, probabilmente senza neanche aver letto i vari studi di settore (probabilmente avete letto solo quelli che vi facevano comodo).

    Povera Anarchia…

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 24 giugno 2013 at 13:08 | | Reply

      La tristezza sta nella sua testa, che di libertarismo conosce nulla e di regole capisce niente, nel caso specifico, dato che Fidenato ha vinto la causa proprio chiedendo il rispetto delle regole da parte dell’Italia. LEI E’ UN ESEMPLARE DI IGNORANTE TIPICAMENTE ITALIANO!”

    2. Anon
      Anon 26 giugno 2013 at 00:49 | | Reply

      Concordo in pieno Gaetano, son contento di non essere il solo…

  19. W la Libertà
    W la Libertà 25 giugno 2013 at 13:46 | | Reply

    Quello che dice Anon si basa su una gigantesca contraddizione, una delle più grandi della storia dell’uomo.

    Anarchia intesa come collettivismo e comunitarismo non è anarchia vera, ovvero assensa di autorità, violenza e coercizione!!

    La vera anarchia è l’anarco-capitalismo, che suona male visto che il capitalismo che oggi viene inteso non è il vero capitalismo, quello basato sul libero scambio in assenza di interventi statali e del governo , ma tutt’altro, fatto di clientele, multinazionali amiche dei governi e corruzione.

    Anon parla del suo mondo anarchico come se tutta la popolazione globale fosse d’accordo nell’aderire a tale sistema fatto di assemblee eccetera… Ma non è così così!!! Ci sarà chi vorrà vivere in modo diverso, e che fine farà??? Risponda per favore Anon!!! Ci dica cosa farete voi anarchici a chi come me non vuole aderire all’assemblea, vuole avere la sua proprietà privata e vuole vivere secondo principi diversi dal vostro anarco-collettivismo??? Credo che qualunque risposta non contenga la frase “verrà lasciato in pace” metta in evidenza la tua contraddizione!!

    La vera anarchia è quella che permette a tutti di vivere come meglio credono.

    La differenza tra libertar e tutti gli altri è semplice:

    Tutti voi volete imporre il vostro sistema pensando che sia il migliore, noi vogliamo che tutti siano lasciati liberi di scegliere di vivere secondo il sistema che ritengono il migliore per loro!!

    La tua Anon non è anarchia, è ultra-autoritarismo e violenza coercitiva nascosti sotto un sottile velo di belle parole!!

    1. Anon
      Anon 26 giugno 2013 at 00:57 | | Reply

      Certo che rispondo. Io ho parlato di assemblee, il che vuol dire che la gente e’ libera di fare cio’ che vuole nel rispetto altrui. L’anarchia e’ l’assenza di regole in una società dominata da norme e accordi. NORME e accordi tra persone, terra terra per cosi’ dire, non imposte da chissa’ quale autorita’ (e qui il riferimento al sistema attuale). Riguardo al chi sarebbe o non sarebbe contento, per questo sono norme e non regole. La gente viene ridotta alla suo forma bestiale (crimini e violenze) quando qualcosa li opprime, non quando sono liberi di agire e pensare. Le norme sono flessibili e lasciano libertà, se uno non e’ d’accordo e’ libero di esserlo, nel rispetto degli altri. Sicuramente sarebbero d’accordo molte persone, di sicuro tutti coloro che lavorano dalle 8 alle 10 ore e piu’ in fabbriche per mantenere in vita questo vostro decantato sistema capitalista, che, come ho detto, verrebbe solo esaltato, applicando nei fatti questa vostra visione.

      1. W la Libertà
        W la Libertà 26 giugno 2013 at 10:45 | | Reply

        Quindi in pratica nel tuo mondo anarchico io sono libero di possedere un terreno, una proprietà? Posso aprire la mia azienda e farci lavorare dei dipendenti? Posso vendere al prezzo che ritengo opportuno i miei prodotti?

        Se la risposta è si abbiamo un obiettivo comune: l’abbattimento dello stato. Ma la pensiamo diversamente su come organizzare la società dopo l’abbattimento dello stato.

        Soluzione: abbattiamo lo stato insieme e poi ognuno per la sua strada, tu crei la tua comunità anarco-collettivista, dove non esiste la proprietà privata e tutti condivono tutto; io creo la mia comunità anarco-libertaria dove esiste la proprietà privata e basata sul libero scambio.

        D’accordo?

  20. Anon
    Anon 26 giugno 2013 at 12:01 | | Reply

    L’abbattimento dello stato e’ l’obiettivo comune e qua ci siamo. La risposta alla tua domanda, pero’ e’ no. E’ no perchè la libertà non può esistere con la proprietà. Chiariamoci, ogni uomo ha la sua piccola proprietà di affetti e ricordi materiali e non, ma si limita a questo la nostra proprietà. E’ un concetto, in ogni caso difficile da spiegare. Tornando al discorso di prima, c’e’ un intoppo in quello in cui credi e in quello che dice questo sito, ovvero libertà e proprietà. Il problema sta nel fatto che se io posseggo qualcosa come privato, tolgo la libertà agli altri di fare altre cose su quel terreno. Se posseggo i mezzi di produzione, tolgo agli altri la libertà di utilizzarli. In un esempio concreto, il vostro compagno che ha seminato OGM nel suo campo, se sono esatti gli studi finora fatti e cioe’ che i loro pollini potrebbero portare alla distruzione dell’ agricoltura sana, lui ha tolto la libertà di mangiare non OGM a chi non vanno i prodotti biotecnologici. E’ questo il punto su cui viene ribaltato e smentito il concetto che la proprietà (intesa in senso liberista) possa esistere in armonia con la libertà degli altri. Riguardo il tuo primo paragrafo, invece, le aziende nel mio mondo sarebbero collettive, i terreni coltivati collettivamente, i prezzi calmierati dalle assemblee. Spero di essere stato chiaro nella scrittura di questo commento.

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore 26 giugno 2013 at 12:08 | | Reply

      Per me, ma non solo, hai le idee estremamente confuse. Ma non mi meraviglio, così è quando è l’invidia mista all’ideologia a fungere da dottrina.

  21. Anon
    Anon 26 giugno 2013 at 12:13 | | Reply

    1) La dottrina non deve esistere
    2) Io non invidio proprio nessuno
    3) Confuse non sono le idee ma il modo in cui le espongo tentando (inutilmente) di fare collegamenti

  22. W la Libertà
    W la Libertà 26 giugno 2013 at 14:13 | | Reply

    Anon il libertarianismo, o almeno il mio pensiero, visto che ci sono tanti tipi di libertarianismo quanti sono i libertari, si basa sul concetto di libertà individuale, che a sua volta si realizza nel momento in cui ogni individuo gode dei tre “diritti” naturali, che non sono diritti intesi nel senso odierno della parole, ovvero conquistati con scioperi o calati dall’alto da qualche politico per acquistare voti, i tre diritti naturali sono propri dell’uomo e strettamente collegati alla sua natura, ed essi sono il diritto alla Vita, il diritto alla Proprietà e il diritto alla Volontà.

    Tutti e tre derivano da tre caratteristiche proprie dell’essere umano, il diritto alla vita nasce dall’istinto di autoconservazione della specie, comune a tutti gli esseri viventi, il diritto alla proprietà dalla possibilità di usufruire dei frutti della natura e dalla caratteristica propria di molti animali di marcare un territorio di caccia, di residenza o di influenza e dalla capacità di alcuni di questi di creare utensili e di fare provviste, infine il diritto alla volontà deriva dall’elevata capacità celebrale e intellettiva dell’essere umano e dalla sua capacità di discernere cosa ritiene giusto o meno per sè.

    Dire che non esiste la proprietà privata è una forzatura e costringere l’umanità a vivere senza è un’alienazione di un suo diritto naturale e dunque contro-natura.

    Se poi vi sono degli individui che ritengono opportuno vivere senza proprietà privata proprio per il diritto alla volontà sono liberi di farlo, ma non sono sicuramente liberi di imporre la loro visione del mondo agli altri.

    Comunque inizi il tuo ragionamento con il dire che è necessario abbattere lo stato, poi come conclusione dipingi il tuo mondo ideale, che assomiglia tanto a una specie di URSS, ovvero l’emblema del SUPER STATO massiccio e intrusivo.

    A cosa serve scrivere righe e righe di commenti per mettere in evidenza la contraddizione dell’anarco-collettivismo se gli stessi vostri commenti lo sbattono in faccia a tutti?

    1. Anon
      Anon 26 giugno 2013 at 17:13 | | Reply

      Poi come tu haidetto (giustamente) quelli sono i 3 diritti fondamentali dell’uomo, ma… sono venuti fuori dalla rivoluzione francese e ed erano applicati a quella società ovvero ad una società in prevalenza borghese. Ora e’ cambiato, non puoi applicare il corso della storia di 300 anni fa al mondo moderno.

  23. Anon
    Anon 26 giugno 2013 at 14:40 | | Reply

    Allora, prima di tutto io sostituirei il diritto alla proprietà con diritto alla libertà, cosa che come continuo a sostenere non si raggiunge in uno stato liberale e non libertariocome il vostro. Facciamo una distinzione, libertario e’ sinonimo di anarchico, liberale e’ sinonimo di capitalista, cioe’ quel che volete voi ovvero oltre alla dissoluzione dello stato, il suo non-intervento economico (apro una partentesi: e il welfare state dove lo mettiamo? e chi non ha niente? e chi non ha soldi? credete sul serio che l’America da cui, ho letto, prendete spunto, sia cosi’ rose e fiori?). Poi, dato che forse non ci siamo capiti nei miei commenti in cui parlavo di assemblee, sostituiamo questo termine con federalismo, molto più comune. Adesso e’ chiara la cosa? Quel che noi vogliamo e’
    1)Una società senza divisioni di sorta, impedimenti di sorta o ingiustizie;
    2)Una società libera da imposizioni ma gestita (e non governata) da norme prese collettivamente;
    3)Una società federale dal basso in piccoli “feudi” (anche se col passato non abbiamo nulla a che fare) autoorganizzati e comunicanti tra loro.
    Meglio di cosi’ non so spiegare, ma intanto rispondi, per favore, alle mie domande.

  24. W la Libertà
    W la Libertà 27 giugno 2013 at 16:06 | | Reply

    Tutti i problemi di lessico vengono da errori di traduzione…nel mondo anglosassone si distingue tra libertarianism (anarco-capitalismo) e libertarism (anarchia in generale) nelle lingue neolatine non c’è distinzione e si usa o libertarismo per entrambi i casi (come in questo sito) o si usa il neologismo libertarianismo, ma queste sono inutili chiacchere sul sesso degli angeli!

    Nel sistema anarco-liberista i servizi che tu ricevi e che paghi allo stato versando circa i 3/4 del tuo stipendio in tasse, sarebbero del tutto liberalizzati, e questo permetterebbe di rispariarmare tanti soldi, sia al cattivo imprenditore che al dipendente! Senza tasse è inutile dire che gli stipendi aumenterebbero, i prezzi crollerebbero e la disoccupazione crescerebbe! I servizi prima in mano al monopolio statale, qui in italia per questo motivo particolarmente inefficaci e pieni di sprechi, ruberie e clientelismi, verrebbero liberalizzati, e nascerebbero moltissime nuove imprese di servizi, dalle già esistenti cliniche private e scuole private, alle nuove agenzie di difesa personale e pubblica, ai tribunali privati, e così via, oltre alle agenzie di assicurazione che offrirebbero pacchetti completi e competitivi alla portata di tutti e anche dei più poveri, che comunque non fatico a pensare verrebbero assistiti oltre che dalle comunità religiose anche da associazioni di volontariato o dalle stesse assicurazioni che per migliorare l’immagine e attirare più clienti offrirebbero gratis i loro servizi ai più disagiati.

    Questo sistema non c’entra nulla con quello americano, in cui ricordiamoci esiste comunque una tassazione, un governo e le assicurazioni sono spesso lobby amiche di politici e del governo.

    Se poi come ripeto il sistema che ti ho descritto ti fa schifo, tu con i tuoi amici anarco-collettivisti, così come chiunque altro di qualunque altra ideologia, non siete obbligati ad aderire a questa società! Voi fonderete la vostra comunità anarco-comunista, gli statalisti democratici e patrioti aderirebbero allo Stato Italiano, gli autonomisti veneti allo Stato Veneto, gli autonomisti di Filettino al Principato di Filettino, i fascisti fonderanno la loro comunità vietata ai neri e agli omosessuali, che a loro volta vivranno in quartieri vietati agli etero, e così via.

    Tutte le comunità sarebbero in concorrenza tra di loro, e ognuno sarebbe libero di scegliere a quale comunità aderire, o anche di non aderire a nessuna e pagare i servizi privati come ho detto prima, o se assenti nella sua zona appoggiarsi alle comunità vicine e pagare i loro servizi.

    Le comunità che prospereranno saranno quelle che funzionano meglio, attireranno più adesione e vivranno a lungo. Quelle più fragili, meno stabili e più sfortunate, crolleranno e avranno vita breve, in questo modo tutte le ideologie verranno testate e messe alla prova si vedrà quale sia veramente la filosofia su cui si basa la comunità più prosperosa e stabile.

  25. Anon
    Anon 27 giugno 2013 at 21:26 | | Reply

    Sai, mi intrigherebbe sapere come andrebbe a finire in un mondo del genere, sul serio. Alla fine il mondo e’ bello perche’ e’ vario e ognuno puo’ fare quel che vuole. Propongo di chiudere senza vincitori nè vinti. Una cosa pero’ voglio rimarcare e su questa non transigo: il vostro amico che ha seminato gli OGM solo per trasgredire, ha fatto un grosso favore a chi specula su questo (es: Monsanto) e un grosso danno a tutti quelli estranei alla faccenda o contro gli OGM. Prima di fare una cosa del genere e mettere a rischio tante persone, io ci avrei riflettuto un po.
    Saluti.

    1. W la Libertà
      W la Libertà 28 giugno 2013 at 00:12 | | Reply

      Mi fa piacere che hai capito il mio punto di vista.

      È proprio il bello del libertarianismo, il non dover avere per forza un vincitore e un vinto, una maggioranza e una minoranza, uno governatore e un governato, un padrone ed uni schiavo!

      Riguardo gli ogm io non sono esperto in materia, le uniche conoscenze che ho sono residui di biologia e chimica e quello che può sapere un appassionato o un curioso, ma da quello che ho letto in giro e da quello che scrive giorgio fidenato, mi sono fatto un’idea a riguardo.

      Giorgio è, libero di coltivare e vendere ogm, tu sei libero di non comprarli e mangiarli, io sono libero di comprarli e mangiarli.

      Il problema si pone quando dite che il polline possa “infettare” le colture tradizionali. Ora io non so i meccanismi precisi, ma per avvenire uno scambio di dna tra due organismi o l’inserimento di dna transgenico in un organismo tradizionale non basta un semplice spargimento di polline!

      Tra l’altro come ha detto giorgio in qualche vecchio post, è come se il coltivatore di melanzane si lamentasse del fatto che il polline dei pomodori del suo vicino contaminassero la sua coltura! Mi sembra assurdo no?

      Quando parli di danno a chi è contro gli ogm, non capisco, loro sono contro gli ogm e non avranno mai a che fare con gli ogm.

      Anche si rivelassero cancerogeni o esplosivi se ingeriti chiunque dovrebbe essere libero di poter scegliere se mangiarli o no, d’altronde è libero il fumatore di tabacco, il consumatore di droghe leggere (ma anche pesanti dovrebbe), l’alcolista, o anche il suicida!

      Comunque ti ricordo che in mezzo mondi sono legali gli ogm, e che da decine di anni noi italiani cosumiamo carne di animali che mangiano soia ogm…

      1. Antonio
        Antonio 29 giugno 2013 at 00:52 | | Reply

        posso permettermi di osservare che la Monsanto negli USA persegue legalmente i proprietari di terreni dove ci sono piante OGM anche se derivate da impollinazione casuale e dunque costringe il contadino a pagarne il brevetto anche se questi non ha seminato piante transgeniche? Questo per far notare che in quell’ambito negli USA lo Stato è sparito per far posto ad una multinazionale..dunque il massimo della proprietà privata. Siamo sicuri che anche in Europa non faremo la stessa fine?

        1. W la Libertà
          W la Libertà 29 giugno 2013 at 12:09 | | Reply

          A me pare invece che in questo caso la Monsanto opera con l’aiuto dello Stato, ovvero perseguendo legalmente i contadini.

          Ottimo esempio di multinazionale aiutata dal governo.

          Ma la stessa cosa accade qui in Italia, con lo Stato e i vari ministri incompetenti che insieme a Coldiretti (lobby democristiana e statalista) e alle associazioni no-ogm (guidate spesso da parassiti ignoranti che campano da decenni alle spalle dei cittadini, come l’illustre signor Capanna) perseguitano giorgio fidenato, sono arrivati a usare la violenza, a invadere la sua proprietà, a malmenare lui e una sua collaboratrice, i vari politici locali e nazionali stanno mettendo i bastoni fra le ruote a fidenato quando non solo moralmente ma anche per il loro amato legalitarismo europeo non possono!

          1. Antonio
            Antonio 29 giugno 2013 at 23:43 |

            Beh per amor di verità c’è da dire che il consiglio d’amministrazione e l’ufficio legale della Monsanto si sono insediati pari pari nei posti chiave dello stato negli anni delle amministrazioni Bush e Clinton. Io deduco che questo è solo l’esempio di cosa i soldi generati dal libero mercato producono: ossia il crollo dello stato sostituito da una società privata…che come si vede non è esente dall’usare gli stessi metodi “malavitosi” contestati al governo…anzi rispetto ad un governo non ha nemmeno il vincolo elettorale dunque la Monsanto in questo caso può fare un po’ quel che gli pare. Direi il tipico risultato della legge della giungla…sbaglio?

  26. Anon
    Anon 28 giugno 2013 at 20:07 | | Reply

    Sisi c’e’ sempre il discorso della libertà invalicabile, pero’ il problema si pone quando per caso si impollineranno piante tradizionali con il polline ogm o quando, come accade gia’ per molto altro, i prodotti ogm verranno spacciati per tradizionali con beffa a chi pensa di mangiare “sano”, perche’ gli ogm fanno, come ho gia’ detto, molto bene alle grandi industrie speculatrici.

    1. W la Libertà
      W la Libertà 29 giugno 2013 at 12:13 | | Reply

      Nel momento in cui si vendono prodotti ogm e non si specifica la loro natura transgenica il venditore passa dalla parte del torto, andando a limitare la libertà del consumatore.

      Ma se viene specificata la natura del prodotto, chiunque deve essere libero di poter vendere o acquistare prodotti di ogni natura, anche tossica o dannosa volendo (sigarette, alcool, droghe, eccetera). Nel caso degli ogm la loro pericolosità non è ancora stata dimostrata, anzi!

  27. Anon
    Anon 29 giugno 2013 at 15:15 | | Reply

    Sono d’accordo, ma sappiamo tutti che qua in Italia (e non solo) si ha una certa leggerezza su queste cose..

  28. W la Libertà
    W la Libertà 30 giugno 2013 at 13:45 | | Reply

    Antonio non vedo come possa la Monsanto insediarsi nei posti chiave dello stato in una società senza stato!

    Comunque tu parlavi delle prime comunità di cavernicoli e del fatto che non è naturale il libertarianismo.
    A parte che il termine cavernicoli non si addice alle prime comunità umane, ti consiglio di studiarti meglio la preistoria e la protostoria umana.
    Basta dare un’occhiata all’europa di per rendersi conto che le cose non stanno come dici tu.

    L’europa era abitata fin da 20 000 anni fa dai primi uomini moderni, in particolare differenziati in due grandi “popoli”, uno stanziato in europa occidentale (penisola iberica, francia, germania, italia, isole britanniche) di cui i baschi sono gli unici eredi genetici, linguistici e culturali, e l’altro in europa orientale e settentrionale (balcani, sardegna, scandinavia), di cui non esistono eredi diretti.
    La loro cultura era particolare, dai resti archeologici sappiamo che vivevano in villaggi indipendenti l’uno dall’altro, senza una struttura statale intesa come oggi, le loro costruzioni erano tutte simili le une alle altre, e non sono state trovate abitazioni più maestose o sepolture con gioielli che possano identificare la presenza di un re, un governatore o di una classe dirigente, inoltre non sono state rinvenute armi per combattere altri uomini, erano un popolo pacifico senza una classe guerriera. La loro società era di tipo matriarcale, così come la loro religione, che aveva come divinità principale la Dea Madre.
    In una società simile non c’era coercizione e violenza, nei villaggi si viveva ovviamente in comunità (anarco-collettivismo), ma non statali, e non fatico a pensare che se un individuo desiderava vivere lontano dal villaggio in piena libertà (anarco-capitalismo) potesse farlo, non esistendo al di fuori dei villaggi autorità alcuna.
    I primi europei non avevano una mentalità chiusa e protezionista, ma anzi praticavano commerci sviluppati, scambiando merci provenienti anche da molto lontano, ed erano aperti all’introduzione di innovazioni tecnologiche e culturali, come quelle che portavano i continui spostamenti degli agricoltori neolitici della mezzaluna fertile.

    Un bel giorno dalle steppe pontiche e caspiche arrivarono in europa i primi indoeuropei, popoli che si spostavano a cavallo, che vivevano di nomadismo e che socialmente erano ben differenziati in classi, dai re ai sacerdoti ai guerrieri, erano un popolo violento, patriarcale con divinità principlale il Dio Padre guerriero ed autoritario, e quando si imbattevano in popolazioni differenti tendevano a imporre gradualmente la loro cultura, lingua e religione. Nel giro di poco tempo l’intera europa fu indoeuropeizzata, nacquero al posto dei villaggi indipendenti una serie di popolazioni guidate da capi guerrieri, precursori delle future città-stato, e più tardi degli imperi conquistatori, come quello romano ma anche quello persiano.

    Lo stato non è una forma di società nata in modo naturale, o l’ultima fase evolutiva della civiltà umana, è un qualcosa di imposto! Fin dal principio, da una minoranza organizzata e militarmente superiore ad una maggioranza pacifica e più debole.

    1. Antonio
      Antonio 30 giugno 2013 at 16:50 | | Reply

      Ovviamente non voglio affermare che i popoli primitivi avessero uno stato burocratico così come ora lo conosciamo, dico solo che per sopravvivere hanno sempre trovato migliore l’opzione di organizzarsi in una società piuttosto che rimanere dei singoli. Poi io non sono contrario alle vostre idee nel senso che mi auspico vengano cancellate anzi sarei felice esistesse un mondo dove ogni gruppo si aggrega e si organizza come meglio crede così come se qualcuno decide di fare l’eremita, solo che l’esperienza mi insegna che il più forte impone il suo credo a tutti gli altri ed in questo temo che gli estremi del libertarismo e del comunismo abbiano mostrato l’inapplicabilità del modello. Vedi le società liberamente aggregate degli indiani d’America che fine hanno fatto…e volevano solo poter avere la libertà di mantenere i loro usi e costumi. Tutto qui solo questo mi preoccupa del costrutto filosofico che sta alla base del vostro movimento. PS.: grazie ai finanziamenti elettorali la Monsanto ha monopolizzato i posti chiave per legiferare e controllare in campo agricolo. Nominalmente mantenendo lo stato, ma formalmente sostituendolo. Questo anche è un aspetto della questione OMG che mi preoccupa, sai finché si permettono monopoli su alcuni generi io posso sempre farne a meno, ma mangiare non è una scelta opzionale. Nel vostro ideale gruppo libertario come pensate che si comporterebbero le multinazionali lasciate libere di farsi il mercato a loro piacimento? E’ una curiosità scusami

      1. W la Libertà
        W la Libertà 1 luglio 2013 at 14:58 | | Reply

        Ma sei sicuro che senza appunto i finanziamenti elettorali e l’aiuto dei vari governi e dei vari politici una multinazionale possa mantenere il monopolio?

        Una società del tutto libera la immagino più come una società dove prevalgono le piccole e medie imprese piuttosto che le grandi multinazionali, che ricordiamoci sono spesso e volentieri aiutati dal governo e dallo stato.

        Comunque al contrario del comunismo, nessuno ha mai sperimentato il libertarianismo…

        1. Antonio
          Antonio 2 luglio 2013 at 23:57 | | Reply

          Veramente è la Monsanto che finanziava e dato che economicamente ha già la forza di muoversi come un piccolo stato non ha fatto altro che far mettere dal governo nero su bianco quel che già faceva nella pratica col suo studio legale e con le sue guardie private. Dunque ripeto nel libertarianismo come si pensa di contenere questo potere delle multinazionali per salvaguardare le piccole imprese o i singoli individui? Questo aspetto mi incuriosiva perché a me sembra che il libertarianismo porti necessariamente ad una società priva di governo. Voglio chiarire che con la parola governo intendo un gruppo di persone che una nazione ha delegato democraticamente a difendere i principi che quel popolo si è dato. Ora io credo che lo Stato invece sia percepito negativamente perché confuso con la macchina burocratica (che è tutt’altro). Una società priva di governo è solo l’anticamera alla legge del più forte. A meno che storicamente mi sia perso qualche caso in cui lasciati tutti i cittadini liberi di far quel che gli pareva abbia prevalso l’equilibrio libertario invece che il più forte. Concludo con un parere (che ovviamente è personale e pesa quanto quello di chiunque altro su questo sito) : tra gli eccessi è sempre meglio la via mediana dunque assunto che una forma di stato perfetta non ci sia il meno peggio tra gli eccessi comunisti e gli eccessi libertari mi pare la socialdemocrazia che salvaguarda gli individui, ma tutela allo stesso tempo la collettività dagli eccessi di potere. Ovviamente alla base ci vuole un popolo vigile e pronto a difendere ogni diritto perché alla lunga chi ha soldi e potere tende sempre ad andare sopra le righe. Saluti

  29. Mario Ruggiero
    Mario Ruggiero 11 agosto 2013 at 13:06 | | Reply

    Quando non vivevo in Italia mi sono considerato sempre di Destra, perché i miei genitori artigiani si sono fatti da soli all’estero, senza aiuto di nessuno men che meno dello Stato Italiano, anzi sono stati invitati ad andarsene in cerca di pane per i loro denti, pertanto sono cresciuto con l’idea che se ti dai da fare c’è la puoi fare, come d’altronde è stato, ora da quando ho deciso di tornare in Italia, non vedo più gli stessi ideali nella destra nostrana, permanente come si è comportata nei nostri confronti (liberi professionisti e autonomi) mi sembra l’immagine speculare della sinistra, solo a parole ma nei fatti forse si comportano anche peggio. Ora penso che distruggere questo diabolico sistema non sarà facile, perché questi hanno saputo fare bene il loro lavoro, come un cancro si sono metastasizzati in tutti i settori e anche se sono minoranza hanno fertilizzato il terreno con leggi e norme al loro favore e ora ci tengono sotto ricatto ed in trappola, non credo più alle parole ma bisogna passare ai fatti però tutti insieme.

  30. Liberty Defined
    Liberty Defined 13 agosto 2013 at 16:45 | | Reply
  31. Manuel Castelletti
    Manuel Castelletti 15 settembre 2013 at 22:49 | | Reply

    Un liberista che pretende che anche gli altri lo siano, non è un liberista, ma un fascista.

  32. Leo
    Leo 11 ottobre 2013 at 14:25 | | Reply

    Tutto interessante, però ci vorrebbe un nuovo simbolo, più accattivante. Anche un nuovo sito con un forum. In passato ho votato radicale, poi mi sono un pò spostato a sinistra in odio a questa destra fascio corporativista e libertaria per i cazzi propri. Sarebbe necessaria una nuova forza politica al di fuori degli schemi, che combatta contro i privilegi come ci è stato insegnato da Einaudi, Von Mises, Von Hayek, Hazlitt ed il mitico Rothbard!

  33. irene
    irene 8 gennaio 2014 at 23:51 | | Reply

    cosimo ha capito tutto…

  34. Mario
    Mario 23 febbraio 2014 at 22:56 | | Reply

    Buona fortuna! Avete bisogno di cui.

Please comment with your real name using good manners.

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