In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO (inviato a Tenerife)

Le continue vessazioni alle quali siamo sottoposti quotidianamente, danno la cifra della illiberalità del paese che abitiamo (alcuni momentaneamente), che non a caso precipita, anno dopo anno, nelle più variegate classifiche internazionali. Qualche giorno fa, intervistato da Radio 24, l’ex presidente di Confindustria, Abete, ha avuto l’ardire di sostenere che si sta meglio oggi in Italia (2011) rispetto al 1992. Ovviamente, non ha motivato la risposta e il solito Barisoni ha chiuso con un “arrivederci e grazie” perentorio.

Personalmente, ma mi aspetto anche da voi lettori una opinione, non sono del parere di Abete, non certo per questioni ideologi (che che i sono), ma per via dei numeri, dei fatti e financo della percezione di malessere che ormai è sensazione assai diffusa.

Partiamo dalla materia in cui mi muovo con una certa sicurezza, le tasse. Ebbene, con tutta la buona volontà che persino uno scorbutico come me potrebbe metterci, non c’è partita fra il peso della pressione fiscale di oggi e quello di 20 anni fa. Tra l’altro, in queste due ultime decadi, ciò che è smisuratamente cresciuto è il peso della fiscalitá locale, che verrá ulteriormente appesantita dalla demenziale legge che Calderoli pretende chiamare federalismo. I dati della Cgia di Mestre – riportati nel mio libro Elogio dell’evasore fiscale – parlano di un incremento delle tasse locali di circa il 150% durante gli ultimi tre lustri!

L’attuale governo Berlusconi -e lo abbiamo riportato più volte su questo sito- ha oberato i contribuenti con oltre una ventina di gabelle ritoccate verso l’alto. Senza dimenticare quelle nuove di zecca tipo la tassa di soggiorno e quella di scopo, regalateci direttamente dal leghismo retrivo di Bossi & i suoi fardelli.

Nel 1992, peraltro, non esisteva l’Unione europea, ergo non esisteva l’euro e neppure quella burocrazia asfissiante che il superstato con sede a Bruxelles genera di default. Casta e parassiti -un costo iperbolico per i contribuenti- si sono moltiplicati come locuste stile “piaghe egizie”. Per mantenere tutto ‘sto parafernale di stipendiati a ufo, i governi (l’italico in particolare) sono costretti ad inventare lavori per decreto legge, tipo il controllore delle caldaie, il revisore delle auto, il consulente per la sicurezza sul lavoro, il conciliatore e chissà quanti altri che mi auguro aggiungerete voi stessi in coda a questo articolo.

Bolle e crisi esistevano anche negli Anni ’90, ma un casino simile a quello che stiamo attaversando ancora oggi (dopo il default di Lehman Brothers) manco se lo immaginavano i corifei del keynesismo italico.

Sinceramente, a parte le sue personalissime nostalgie giovanili (è tipico comportamento degli anziani bearsi del passato che non torna) non riesco a comprendere quali siano le fonti a cui si abbevera Abete per affermare quel che ha affermato. Non pretendo certo che legga questo sito, ma basterebbe consultasse il portale dell’Istituto Bruno Leoni, un think tank politicamente corretto e liberale, per svegliarsi dal sogno di mezza estate che Morfeo gli ha regalato. L’indice delle libertà economiche e quello sullo stato delle liberalizazioni basterebbero a svegliare dal sonno (della ragione?) l’imprenditore napoletano.

Oltre ai numeri -ai quali ho solo fatto qualche accenno- c’è da ricordare ad Abete il degrado etico-morale di questo paese, paese che non è affatto meglio della classe politica che lo governa (basta con certe falsità buoniste). I Mastella, i Bossi, i Berlusconi, i Di Pietro, i D’Alema -cito a caso qualche nome noto, ma potrei girare il coltello nella piaga- sono la meglio rappresentazione dell’italianità, ovvero dell’arte dell’arrangiarsi, del fottere e del questuare!

Ma ci sono fior di eccezioni. . . mi direte. Verissmo, eccezioni che confermano la regola, una regola che gli Abete hanno hanno sempre rispettato.

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Mostrati 20 commenti
  • alepuzio
    Rispondi

    E pensa che Abete dovrebbe avere una visione ampia degli ultimi anni, visto che come presidente di Confindustria ha rappresentato gli imprenditori del Paese :(

  • alepuzio
    Rispondi

    E pensa che Abete dovrebbe avere una visione ampia degli ultimi anni, visto che come presidente di Confindustria ha rappresentato gli imprenditori del Paese :(

  • Maciknight
    Rispondi

    Mantre da noi un artigiano andrà (forse) in pensione dopo i 66,5 anni con poco più di 500 euro al mese e dopo una vita di lavoro, il funzionario dell’UE sarà andato in pensione poco dopo i 50 anni con una pensione media sui 12 mila euro mensili … Forse era questo lo scopo dell’UE, premiare i partecipanti al banchetto a spese del contribuente

    • Stefano
      Rispondi

      Maciknight, Maciknight… sai che a pensar male si fa peccato!
      (Ma spesso s’indovina)

  • Maciknight
    Rispondi

    Mantre da noi un artigiano andrà (forse) in pensione dopo i 66,5 anni con poco più di 500 euro al mese e dopo una vita di lavoro, il funzionario dell’UE sarà andato in pensione poco dopo i 50 anni con una pensione media sui 12 mila euro mensili … Forse era questo lo scopo dell’UE, premiare i partecipanti al banchetto a spese del contribuente

    • Stefano
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      Maciknight, Maciknight… sai che a pensar male si fa peccato!
      (Ma spesso s’indovina)

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    MI è un po’ difficile esprimere un giudizio su una frase, senza conoscere il contesto in cui è stata pronunciata. Rispetto al 1992, io sono felicemente sposato e svolgo un lavoro che mi piace. In questo sono migliorato. Non lo sono ovviamente in altri ambiti. Se poi vogliamo considerare il discorso politico e quello fiscale, allora la musica cambia, ma siamo sicuri che Abete si riferisse proprio a politica e fisco?

  • Fabrizio Dalla Villa
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    MI è un po’ difficile esprimere un giudizio su una frase, senza conoscere il contesto in cui è stata pronunciata. Rispetto al 1992, io sono felicemente sposato e svolgo un lavoro che mi piace. In questo sono migliorato. Non lo sono ovviamente in altri ambiti. Se poi vogliamo considerare il discorso politico e quello fiscale, allora la musica cambia, ma siamo sicuri che Abete si riferisse proprio a politica e fisco?

  • rik
    Rispondi

    Caro Leo:purtroppo per noi la tua nalisi non fa una grinza,anzi se si dovesse approfondire nei temi il pessimismo verrebbe integrato dalla rabbia violenta che ci afferra quotidianamente ascoltando notizie e leggendo articoli. Condivido la frase di coma farmacologico con la quale Crosetto ha definito l”opera’ ‘ economica diTremonti,accusandolo giustamente di aver prodotto un fisco di polizia.Ho acoltato quel cantastorie di Abete su Radio 24,e in effetti la sua risposta e’ stato il silenzio che ha risposto da se’;probabilmente le sue ben remunerate prebende gli danno una visione ottimistica della situazione italiana ……ce ne sono purtroppo tanti come lui che vivono a sbaffo in questo paese.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      La cosa davvero triste Rik e’ che in radio ed in tv questi tizi li lasciano parlare in liberta’, senza oppore un qualche dato, una qualche cifra, un qualche studio…

  • rik
    Rispondi

    Caro Leo:purtroppo per noi la tua nalisi non fa una grinza,anzi se si dovesse approfondire nei temi il pessimismo verrebbe integrato dalla rabbia violenta che ci afferra quotidianamente ascoltando notizie e leggendo articoli. Condivido la frase di coma farmacologico con la quale Crosetto ha definito l”opera’ ‘ economica diTremonti,accusandolo giustamente di aver prodotto un fisco di polizia.Ho acoltato quel cantastorie di Abete su Radio 24,e in effetti la sua risposta e’ stato il silenzio che ha risposto da se’;probabilmente le sue ben remunerate prebende gli danno una visione ottimistica della situazione italiana ……ce ne sono purtroppo tanti come lui che vivono a sbaffo in questo paese.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      La cosa davvero triste Rik e’ che in radio ed in tv questi tizi li lasciano parlare in liberta’, senza oppore un qualche dato, una qualche cifra, un qualche studio…

  • rik
    Rispondi

    caro Leo: sono sempre piu’ amareggiato perche’ leggendo molti commenti,pur cercando di rimanere super partes,mi duole constatare quanta ignoranza dei fatti,ci sia:Si e’ perso il buon senso e con esso la capacita’ di analisi e di valutare i risultati.Purtroppo a mio giudizio,e vorrei tanto sbagliarmi,questa ormai sessantennale cieca e stupida contrapposizione tra destra e sinistra,ben strumentalizzata dal potere,ha corrotto con violenza il libero pensiero,riducendo le due fazioni allo stato dei polli di Renzo,che non si accorgono di essere messi in pentola dagli stessi che difendono e li plagiano:Da parte mia,se continueremo di questo passo,la vedo lunga e tragica soprattutto per chi e’giovane e ha dei figli a cui offrire un futuro.

  • rik
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    caro Leo: sono sempre piu’ amareggiato perche’ leggendo molti commenti,pur cercando di rimanere super partes,mi duole constatare quanta ignoranza dei fatti,ci sia:Si e’ perso il buon senso e con esso la capacita’ di analisi e di valutare i risultati.Purtroppo a mio giudizio,e vorrei tanto sbagliarmi,questa ormai sessantennale cieca e stupida contrapposizione tra destra e sinistra,ben strumentalizzata dal potere,ha corrotto con violenza il libero pensiero,riducendo le due fazioni allo stato dei polli di Renzo,che non si accorgono di essere messi in pentola dagli stessi che difendono e li plagiano:Da parte mia,se continueremo di questo passo,la vedo lunga e tragica soprattutto per chi e’giovane e ha dei figli a cui offrire un futuro.

  • Pietro
    Rispondi

    Tra l’altro in quell’intervista parlava anche di avere allo studio una schedatura dei patrimoni/risparmi e di una minipatrimoniale. mavaff.. Abete, tu equell’altro della federcalcio che se non sbaglio è suo fratello.

    • Stefano
      Rispondi

      Sì, i due cogl***azzi sonoi fratelli.
      L’altro albero di natale è in FIGC a far danni. Innocenzo Mazzini, quello che nel 2006 era vicepresidente di Carraro assieme a lui, è stato radiato assieme a Moggi. Abete (con pronuncia barese viene meglio) invece si è salvato.
      Vai a capire i misteri italiani: qui premiano i colpevoli e condannano gli innocenti (Moggi non ha mai avuto rapporti con arbitri in attività, qualcuno all’Inter invece sì).
      Chiusa la parentesi juventina, forse Abete stesso sta meglio che nel ’92, è anche ingrassato da allora.
      Ma io sto decisamente peggio: mi hanno aumentato tutto, a parte i guadagni.
      E’ sempre più dura e questi soloni pontificano senza vergogna. Speriamo che l’euro salti, che l’ItaGlia vada in default e che ci lascino finalmente respirare. 15 nanni che voto Silvio, credendo alla promessa che mi abbasseranno le tasse. Qui l’unica cosa che mi abbassano sono le mutrande per inserirmelo meglio.
      Non li voto più nemmeno se il mio voto fosse decisivo contro Rifondazione.

  • Pietro
    Rispondi

    Tra l’altro in quell’intervista parlava anche di avere allo studio una schedatura dei patrimoni/risparmi e di una minipatrimoniale. mavaff.. Abete, tu equell’altro della federcalcio che se non sbaglio è suo fratello.

    • Stefano
      Rispondi

      Sì, i due cogl***azzi sonoi fratelli.
      L’altro albero di natale è in FIGC a far danni. Innocenzo Mazzini, quello che nel 2006 era vicepresidente di Carraro assieme a lui, è stato radiato assieme a Moggi. Abete (con pronuncia barese viene meglio) invece si è salvato.
      Vai a capire i misteri italiani: qui premiano i colpevoli e condannano gli innocenti (Moggi non ha mai avuto rapporti con arbitri in attività, qualcuno all’Inter invece sì).
      Chiusa la parentesi juventina, forse Abete stesso sta meglio che nel ’92, è anche ingrassato da allora.
      Ma io sto decisamente peggio: mi hanno aumentato tutto, a parte i guadagni.
      E’ sempre più dura e questi soloni pontificano senza vergogna. Speriamo che l’euro salti, che l’ItaGlia vada in default e che ci lascino finalmente respirare. 15 nanni che voto Silvio, credendo alla promessa che mi abbasseranno le tasse. Qui l’unica cosa che mi abbassano sono le mutrande per inserirmelo meglio.
      Non li voto più nemmeno se il mio voto fosse decisivo contro Rifondazione.

  • zenzero
    Rispondi

    Credo che rik abbia appieno ragione: in italia avete completamente perso il buon senso.

  • zenzero
    Rispondi

    Credo che rik abbia appieno ragione: in italia avete completamente perso il buon senso.

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