In Economia

DI MATTEO CORSINI

“Da che cosa è causata l’inflazione?

1) Da un calo della domanda di beni o servizi

2) Dall’aumento della domanda dei beni e dei servizi

3) Dal tempo

4) Dalla Banca centrale”

(Il Sole 24 Ore, Plus 24)

Plus 24, inserto del sabato del Sole 24 Ore dedicato al risparmio, ha offerto ai suoi lettori una guida all’educazione finanziaria, in collaborazione con la Banca d’Italia e con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Insomma: una cosa in grande. Otto pagine scritte con l’intenzione di fornire ai lettori/risparmiatori “le regole base per le scelte consapevoli” in fatto di finanza personale.

Al termine dell’inserto c’è un test di 21 domande a risposta multipla, una delle quali ho riportato per dare un’idea di come venga rappresentato il fenomeno dell’inflazione. Per ogni domanda ci sono quattro possibili risposte, a ognuna delle quali è assegnato un punteggio: 4 se la risposta corretta, fino a 1 per quella totalmente errata.

Ebbene, nella domanda che ho riportato, i punteggi attribuiti alle quattro risposte sono i seguenti:

1) “Da un calo della domanda di beni o servizi”, 2 punti

2) “Dall’aumento della domanda dei beni e dei servizi”, 4 punti

3) “Dal tempo”, 2 punti

4) “Dalla Banca centrale”, 1 punto.

Proprio così: secondo la guida del Sole 24 Ore, indicare tra le cause dell’inflazione la banca centrale è più assurdo che tirare in ballo un calo della domanda di beni o servizi.

Capisco che quando si fa qualcosa in collaborazione con una banca centrale, ancorché non più titolare di funzioni autonome di politica monetaria da quando è stato introdotto l’euro, non la si voglia mettere in cattiva luce agli occhi del pubblico inconsapevole. Ma il grado di consapevolezza dei lettori non può certo migliorare se si forniscono informazioni così palesemente fuorvianti.

Se questa deve essere l’educazione finanziaria, c’è poco da stare allegri.

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  • newidea
    Rispondi

    C’e’ davvero poco da stare allegri. Questa è l’educazione (finanziaria ma anche in altri campi) fornita dal “sistema”. Fintanto che aspettiamo che le informazioni arrivino dall’alto… questo è il risultato.
    Bisogna invece sforzarsi di andare a cercare le informazioni, confutare le prove, verificare le fonti, stabilire un contradditorio. Sono così potremo avere una visione ampia della realtà…. ma che volete farci… è più facile accendere la TV o leggere un giornale….

  • newidea
    Rispondi

    C’e’ davvero poco da stare allegri. Questa è l’educazione (finanziaria ma anche in altri campi) fornita dal “sistema”. Fintanto che aspettiamo che le informazioni arrivino dall’alto… questo è il risultato.
    Bisogna invece sforzarsi di andare a cercare le informazioni, confutare le prove, verificare le fonti, stabilire un contradditorio. Sono così potremo avere una visione ampia della realtà…. ma che volete farci… è più facile accendere la TV o leggere un giornale….

  • Roberto F
    Rispondi

    Credo sia giusto….:-)
    ironic mode on
    un punto per la banca centrale (denaro creato dal nulla al prezzo da loro scelto)
    un punto per le banche commerciali (leva finanziaria o moltiplicatore dei soldi creati dal nulla)
    un punto per tutti gli stati (è grazie ai governanti di tutto il mondo che la truffa verso tutti possa continuare, eccetto quei pochissimi soli noti che in un sistema simile ci guadagnano)
    un punto agli incartapesce del sole 24 ore ma non solo (è grazie a questa disinformazione totale che molti cittadini non riescono a comprendere le cause della crisi)
    ironic mode off
    Che poi se andiamo a vedere, l’inflazione monetaria è una delle cose più facili da capire.
    Metto un link per chi vuole “sprecare” 30 minuti e capire una volta per tutte
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2384&keywords=inflazione

  • Roberto F
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    Credo sia giusto….:-)
    ironic mode on
    un punto per la banca centrale (denaro creato dal nulla al prezzo da loro scelto)
    un punto per le banche commerciali (leva finanziaria o moltiplicatore dei soldi creati dal nulla)
    un punto per tutti gli stati (è grazie ai governanti di tutto il mondo che la truffa verso tutti possa continuare, eccetto quei pochissimi soli noti che in un sistema simile ci guadagnano)
    un punto agli incartapesce del sole 24 ore ma non solo (è grazie a questa disinformazione totale che molti cittadini non riescono a comprendere le cause della crisi)
    ironic mode off
    Che poi se andiamo a vedere, l’inflazione monetaria è una delle cose più facili da capire.
    Metto un link per chi vuole “sprecare” 30 minuti e capire una volta per tutte
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2384&keywords=inflazione

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    Le tue scorie son sempre pungenti e perfetta, ma questa è STREPITOSA!!!!

  • Leonardo Facco
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    Le tue scorie son sempre pungenti e perfetta, ma questa è STREPITOSA!!!!

  • Maurizio
    Rispondi

    VOMITEVOLE! ma niente di nuovo sotto il sole.

  • Maurizio
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    VOMITEVOLE! ma niente di nuovo sotto il sole.

  • Caber
    Rispondi

    ma dai! è ridicola questa cosa!
    ma il sole non si vergogna a pubblicare una cosa del genere? non è mica la padania, è un quotidiano che viene letto anche da gente che un po’ ci capisce…

  • Caber
    Rispondi

    ma dai! è ridicola questa cosa!
    ma il sole non si vergogna a pubblicare una cosa del genere? non è mica la padania, è un quotidiano che viene letto anche da gente che un po’ ci capisce…

  • filippo matteucci
    Rispondi

    AUMENTO DELLA TASSAZIONE SUI RISPARMI DEGLI ITALIANI ( RENDITE FINANZIARIE ) = SUICIDIO POLITICO-ELETTORALE DI BERLUSCONI

    PERCHE’ NON AUMENTARE LA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE

    Consideriamo la seguente ipotesi. Ho 10.000 euro di sudati risparmi, ci compro un BOT che mi rende il 4% annuo lordo, ovvero 400 euro. L’inflazione, cioè la perdita di valore, di potere d’acquisto dei miei risparmi causata dall’aumento dei prezzi, è anch’essa del 4% all’anno. Quindi i miei risparmi si svalutano di 400 euro ogni anno. Calcoliamo:
    400 euro di rendimento meno 400 euro d’inflazione uguale 0.
    L’inflazione è una tassa, anzi, è il più pesante e subdolo tributo che lo stato ci impone, quindi il mio rendimento di 400 euro mi è già stato tutto mangiato dall’inflation tax.
    Ma non basta: su tutti i 400 euro di rendimento lordo nominale devo pagare allo stato anche l’imposta sostitutiva, oggi del 12,5%, proprio quell’imposta che vogliono ora quasi raddoppiare portandola al 20%. Calcolandola ancora al 12,5% è: 400*12,5/100= 50 euro.
    Quindi, partendo dai 10.000 euro di risparmi iniziali e considerando il loro reale potere d’acquisto:
    400 euro di rendimento – 400 euro d’inflation tax – 50 euro di imposta sostitutiva = – (meno!) 50 euro.
    La mia inaudita “rendita” finanziaria da ricco speculatore è negativa, ci ho rimesso 50 euro regalando ben 450 euro allo stato.
    Ma tutti sappiamo che l’inflazione reale è ben superiore al 4% ufficiale, siamo in realtà oltre il 10% annuo. Divertitevi voi a conteggiare la mia inaudita rendita calcolando l’inflazione reale…

    Non sono stato chiaro? Allora consideriamo questa seconda ipotesi.
    Dieci anni fa, nel 2001, con 150.000 euro ci compravo un bell’appartamento semicentrale. Non l’ho comprato e ho investito in BOT e fondi a basso rischio. Coi rendimenti ottenuti (al netto dell’imposta sostitutiva pagata su di essi) in dieci anni sono arrivato a 200.000 euro. Oggi ho bisogno di comprarmi un appartamento: guardo il mercato degli immobili e vedo che con i miei 200.000 euro ci compro sì e no un bilocale in periferia.
    Domando: passando, grazie ai rendimenti nominali, in dieci anni, dai 150.000 euro del 2001 ai 200.000 euro di oggi, mi sono arricchito o mi sono impoverito?
    I 50.000 euro di rendita netta decennale mi hanno compensato della svalutazione dei miei risparmi causata dall’inflation tax? Ovviamente NO.
    Per comprare quel bell’appartamento semicentrale che nel 2001 mi costava tutti i miei 150.000 euro oggi mi occorrono 300.000 euro (che non ho).
    Facendo due conti:
    150.000 euro di costo nel 2001 (e di risparmi iniziali) + 50.000 euro di rendita netta decennale – 300.000 euro di costo attuale = – (meno!) 100.000 euro.
    Oltre all’imposta sostitutiva pagata nel decennio, ho regalato altri 100.000 euro di inflation tax allo stato, e mi sono drasticamente impoverito.

    Devo pagare ulteriori tasse?

    Volete raddoppiarmi la tassazione sulla mia favolosa rendita finanziaria?

    La grande maggioranza dei lavoratori italiani NON VUOLE l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, cioè sui propri risparmi. Aumentare la tassazione sulle rendite è quindi un autogol, un suicidio politico-elettorale di qualsiasi governo e del centrodestra in particolare. Cito testualmente un commento a un articolo in merito pubblicato sull’Occidentale:
    “ tasse sulle rendite finanziarie = suicidio politico del PdL
    Dico solo che se il centro destra farà una cosa talmente stupida e contradditoria come alzare la tassazione sulle rendite finanziarie, allora il mio voto se lo scorda definitivamente. Alzare le tasse sul risparmio degli italiani per finanziare un taglio delle tasse a quelle imprese di confindustria occupate soltanto a fare attività di lobby e ad accapararsi sussidi? Pazzesco e ridicolo. Faccio presento poi che le imprese italiane sulle loro attività finanziarie non pagano quasi nulla con il regime PEX. Oltre a questo possono ricorrere a holding in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali. Quando la Marcegaglia e Bersani chiedono più tasse sull’iva e sul risparmio degli italiani per finanziare tagli di tasse al sistema industriale, non fanno altro che chiedere più tasse sulle persone fisiche residenti in Italia per gonfiare le tasche dello svizzero De B……… e soci. Tutto ciò è al limite della decenza. Passi un rialzo dell’iva accompagnato da tagli ai sussidi a fondo perduto verso le aziende per finanziare tagli di tasse più alle persone che alle imprese. Ma aumentare le tasse sul risparmio della gente è una cosa che fa schifo ed è tipica della sinistra. Il PdL eviti di suicidarsi.” ( http://www.loccidentale.com/node/106404#comment-106455 ).
    E allora mi chiedo: ma perché lo fanno?
    Visto che sono tutt’altro che autolesionisti, mi viene da pensare: che stiano obbedendo a ordini “superiori”? A quali potenti burattinai stanno obbedendo? A quali poteri forti fa così tanto comodo raddoppiare le tasse sui risparmi dei lavoratori? E’ interessante notare che troviamo politici statalisti, rossi, bianchi o neri, che vogliono tartassare i risparmiatori, trasversalmente in tutti gli schieramenti politici ad eccezione dell’area liberista. Sappiamo che in Italia le famiglie padrone hanno l’abitudine di tenere loro uomini sia a destra che a sinistra: qualunque schieramento politico vinca, vincono sempre loro. Berlusconi era l’eccezione, e, almeno finora, grazie alla sua ricchezza e al suo impero commerciale, si è potuto permettere di essere un po’ più indipendente dai soliti poteri forti: guarda caso è stato l’unico ad opporsi, finora, con decisione all’aumento della tassazione sui risparmi, anche contro i suoi alleati. Berlusconi potrà piacere o non piacere, ma questi sono i fatti. Se oggi accetta l’aumento della tassazione sui risparmi, Berlusconi è politicamente finito.
    E allora invito quei parlamentari dotati di buon senso e d’indipendenza a evitare il concretizzarsi di questa follia suicida, a impegnarsi per bloccare l’aumento della tassazione sugli inflazionatissimi risparmi degli Italiani.
    Sempre se vogliono essere rieletti: i risparmiatori hanno una memoria da elefante.
    Una brevissima analisi dei ceti produttivi e parassitari chiarirà meglio la situazione.

    Ci sono lavoratori veri, nel senso che lavorano e producono ricchezza, e sono i dipendenti del settore privato, gli autonomi, i piccoli e medi imprenditori.
    Poi ci sono i lavoratori solo di nome, quelli i cui stipendi sono in realtà rendite, compensi per i voti portati, per il consenso dato, per la connivenza a traffici di ogni tipo. Costoro non producono niente, vivono sulle spalle dei contribuenti, dei ceti produttivi, rompendo per giunta l’anima a questi ultimi con quelle ottuse vessazioni burocratiche e legislative, che sono la vera rovina del nostro sistema economico.
    Il bello è che le famiglie padrone del regime socializzano i costi del consenso, cioè li fanno pagare a noi. Si pagano il consenso dei loro servi parassiti coi soldi di noi contribuenti.
    E hanno pure la faccia, costoro che vivono sulle nostre spalle, loro che hanno lauti stipendi costituenti vere e proprie rendite perché ciò che fanno non serve a nulla, di chiamare “rendite” finanziarie i rendimenti degli inflazionatissimi risparmi dei lavoratori! E di volerli ulteriormente tartassare!
    NESSUNA TASSA E’ A FAVORE DEL POPOLO, TUTTE LE TASSE SONO CONTRO IL POPOLO.
    Il cittadino si merita ciò che permette agli altri di fargli. Chi è interessato, chi ha qualche sudato risparmio da parte faccia sentire la sua protesta.

    Filippo Matteucci

    http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/06/26/aumento_della_tassazione_sul_r.html

    http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/06/26/piu_tasse_sui_tuoi_risparmi_no.html

    PIU’ TASSE SUI TUOI RISPARMI? NO, GRAZIE.
    Raddoppiare la tassazione sugli inflazionatissimi risparmi di famiglie, lavoratori e anziani è un furto, roba da tiranni e predoni. Non lo fecero Prodi e Visco, e oggi lo fanno Berlusconi e Tremonti, proprio loro che promettevano di difendere i risparmiatori?
    Sarebbe il piu’ pesante autogol elettorale del centrodestra, peggiore anche di quello del nucleare.

    BERLUSCONI SI SUICIDERA’ POLITICAMENTE AUMENTANDO LE TASSE SUI RISPARMI?
    “Il problema ora comunque è di Berlusconi. La richiesta: aumentare le tasse sul risparmio degli italiani per abbassare le tasse a commercianti e imprese. Commercianti e industriali non hanno molti problemi a chiedere più tasse sul risparmio delle persone: il regime fiscale aziendale detto PEX e la possibilità di creare holding in paradisi fiscali consente loro ampio margine di manovra: i grandi patrimoni e tesoretti degli imprenditori non pagano quasi nulla allo stato italiano. La tassazione del 12,5% imputabile alle persone fisiche è quella che invece le persone comuni pagano. Ed è questa che a gran voce si chiede di alzare: più tasse su azioni, titoli di stato, fondi; ma si badi bene più tasse solo sulle attività finanziarie dei singoli individui; non sulle società o su scatole finanziarie. Anche i sindacati partecipano volentieri al banchetto. Tasse più alte sul risparmio delle famiglie significano maggiori vantaggi fiscali per i loro fondi pensione il cui mercato è appunto quello incentrato sulle persone fisiche. E sappiamo quanto i sindacalisti tengano alle loro attività scarsamente controllate e generanti poltrone e prebende per i dirigenti sindacali stessi.
    Così Berlusconi è circondato e deve scegliere.
    O tradire il suo elettorato e il ceto medio, o subire l’opposizione delle corporazioni.
    O disattendere le sue promesse elettorali di proteggere il risparmio degli italiani, o patire la guerriglia di sindacati, caste e lobby.
    Marcegaglia e soci stanno dando una pistola al premier e gli stanno chiedendo di suicidarsi con buona grazia e per il bene di “tutti”. O altrimenti sarà peggio per lui. “ (da http://www.agoravox.it)

  • filippo matteucci
    Rispondi

    AUMENTO DELLA TASSAZIONE SUI RISPARMI DEGLI ITALIANI ( RENDITE FINANZIARIE ) = SUICIDIO POLITICO-ELETTORALE DI BERLUSCONI

    PERCHE’ NON AUMENTARE LA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE

    Consideriamo la seguente ipotesi. Ho 10.000 euro di sudati risparmi, ci compro un BOT che mi rende il 4% annuo lordo, ovvero 400 euro. L’inflazione, cioè la perdita di valore, di potere d’acquisto dei miei risparmi causata dall’aumento dei prezzi, è anch’essa del 4% all’anno. Quindi i miei risparmi si svalutano di 400 euro ogni anno. Calcoliamo:
    400 euro di rendimento meno 400 euro d’inflazione uguale 0.
    L’inflazione è una tassa, anzi, è il più pesante e subdolo tributo che lo stato ci impone, quindi il mio rendimento di 400 euro mi è già stato tutto mangiato dall’inflation tax.
    Ma non basta: su tutti i 400 euro di rendimento lordo nominale devo pagare allo stato anche l’imposta sostitutiva, oggi del 12,5%, proprio quell’imposta che vogliono ora quasi raddoppiare portandola al 20%. Calcolandola ancora al 12,5% è: 400*12,5/100= 50 euro.
    Quindi, partendo dai 10.000 euro di risparmi iniziali e considerando il loro reale potere d’acquisto:
    400 euro di rendimento – 400 euro d’inflation tax – 50 euro di imposta sostitutiva = – (meno!) 50 euro.
    La mia inaudita “rendita” finanziaria da ricco speculatore è negativa, ci ho rimesso 50 euro regalando ben 450 euro allo stato.
    Ma tutti sappiamo che l’inflazione reale è ben superiore al 4% ufficiale, siamo in realtà oltre il 10% annuo. Divertitevi voi a conteggiare la mia inaudita rendita calcolando l’inflazione reale…

    Non sono stato chiaro? Allora consideriamo questa seconda ipotesi.
    Dieci anni fa, nel 2001, con 150.000 euro ci compravo un bell’appartamento semicentrale. Non l’ho comprato e ho investito in BOT e fondi a basso rischio. Coi rendimenti ottenuti (al netto dell’imposta sostitutiva pagata su di essi) in dieci anni sono arrivato a 200.000 euro. Oggi ho bisogno di comprarmi un appartamento: guardo il mercato degli immobili e vedo che con i miei 200.000 euro ci compro sì e no un bilocale in periferia.
    Domando: passando, grazie ai rendimenti nominali, in dieci anni, dai 150.000 euro del 2001 ai 200.000 euro di oggi, mi sono arricchito o mi sono impoverito?
    I 50.000 euro di rendita netta decennale mi hanno compensato della svalutazione dei miei risparmi causata dall’inflation tax? Ovviamente NO.
    Per comprare quel bell’appartamento semicentrale che nel 2001 mi costava tutti i miei 150.000 euro oggi mi occorrono 300.000 euro (che non ho).
    Facendo due conti:
    150.000 euro di costo nel 2001 (e di risparmi iniziali) + 50.000 euro di rendita netta decennale – 300.000 euro di costo attuale = – (meno!) 100.000 euro.
    Oltre all’imposta sostitutiva pagata nel decennio, ho regalato altri 100.000 euro di inflation tax allo stato, e mi sono drasticamente impoverito.

    Devo pagare ulteriori tasse?

    Volete raddoppiarmi la tassazione sulla mia favolosa rendita finanziaria?

    La grande maggioranza dei lavoratori italiani NON VUOLE l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, cioè sui propri risparmi. Aumentare la tassazione sulle rendite è quindi un autogol, un suicidio politico-elettorale di qualsiasi governo e del centrodestra in particolare. Cito testualmente un commento a un articolo in merito pubblicato sull’Occidentale:
    “ tasse sulle rendite finanziarie = suicidio politico del PdL
    Dico solo che se il centro destra farà una cosa talmente stupida e contradditoria come alzare la tassazione sulle rendite finanziarie, allora il mio voto se lo scorda definitivamente. Alzare le tasse sul risparmio degli italiani per finanziare un taglio delle tasse a quelle imprese di confindustria occupate soltanto a fare attività di lobby e ad accapararsi sussidi? Pazzesco e ridicolo. Faccio presento poi che le imprese italiane sulle loro attività finanziarie non pagano quasi nulla con il regime PEX. Oltre a questo possono ricorrere a holding in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali. Quando la Marcegaglia e Bersani chiedono più tasse sull’iva e sul risparmio degli italiani per finanziare tagli di tasse al sistema industriale, non fanno altro che chiedere più tasse sulle persone fisiche residenti in Italia per gonfiare le tasche dello svizzero De B……… e soci. Tutto ciò è al limite della decenza. Passi un rialzo dell’iva accompagnato da tagli ai sussidi a fondo perduto verso le aziende per finanziare tagli di tasse più alle persone che alle imprese. Ma aumentare le tasse sul risparmio della gente è una cosa che fa schifo ed è tipica della sinistra. Il PdL eviti di suicidarsi.” ( http://www.loccidentale.com/node/106404#comment-106455 ).
    E allora mi chiedo: ma perché lo fanno?
    Visto che sono tutt’altro che autolesionisti, mi viene da pensare: che stiano obbedendo a ordini “superiori”? A quali potenti burattinai stanno obbedendo? A quali poteri forti fa così tanto comodo raddoppiare le tasse sui risparmi dei lavoratori? E’ interessante notare che troviamo politici statalisti, rossi, bianchi o neri, che vogliono tartassare i risparmiatori, trasversalmente in tutti gli schieramenti politici ad eccezione dell’area liberista. Sappiamo che in Italia le famiglie padrone hanno l’abitudine di tenere loro uomini sia a destra che a sinistra: qualunque schieramento politico vinca, vincono sempre loro. Berlusconi era l’eccezione, e, almeno finora, grazie alla sua ricchezza e al suo impero commerciale, si è potuto permettere di essere un po’ più indipendente dai soliti poteri forti: guarda caso è stato l’unico ad opporsi, finora, con decisione all’aumento della tassazione sui risparmi, anche contro i suoi alleati. Berlusconi potrà piacere o non piacere, ma questi sono i fatti. Se oggi accetta l’aumento della tassazione sui risparmi, Berlusconi è politicamente finito.
    E allora invito quei parlamentari dotati di buon senso e d’indipendenza a evitare il concretizzarsi di questa follia suicida, a impegnarsi per bloccare l’aumento della tassazione sugli inflazionatissimi risparmi degli Italiani.
    Sempre se vogliono essere rieletti: i risparmiatori hanno una memoria da elefante.
    Una brevissima analisi dei ceti produttivi e parassitari chiarirà meglio la situazione.

    Ci sono lavoratori veri, nel senso che lavorano e producono ricchezza, e sono i dipendenti del settore privato, gli autonomi, i piccoli e medi imprenditori.
    Poi ci sono i lavoratori solo di nome, quelli i cui stipendi sono in realtà rendite, compensi per i voti portati, per il consenso dato, per la connivenza a traffici di ogni tipo. Costoro non producono niente, vivono sulle spalle dei contribuenti, dei ceti produttivi, rompendo per giunta l’anima a questi ultimi con quelle ottuse vessazioni burocratiche e legislative, che sono la vera rovina del nostro sistema economico.
    Il bello è che le famiglie padrone del regime socializzano i costi del consenso, cioè li fanno pagare a noi. Si pagano il consenso dei loro servi parassiti coi soldi di noi contribuenti.
    E hanno pure la faccia, costoro che vivono sulle nostre spalle, loro che hanno lauti stipendi costituenti vere e proprie rendite perché ciò che fanno non serve a nulla, di chiamare “rendite” finanziarie i rendimenti degli inflazionatissimi risparmi dei lavoratori! E di volerli ulteriormente tartassare!
    NESSUNA TASSA E’ A FAVORE DEL POPOLO, TUTTE LE TASSE SONO CONTRO IL POPOLO.
    Il cittadino si merita ciò che permette agli altri di fargli. Chi è interessato, chi ha qualche sudato risparmio da parte faccia sentire la sua protesta.

    Filippo Matteucci

    http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/06/26/aumento_della_tassazione_sul_r.html

    http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/06/26/piu_tasse_sui_tuoi_risparmi_no.html

    PIU’ TASSE SUI TUOI RISPARMI? NO, GRAZIE.
    Raddoppiare la tassazione sugli inflazionatissimi risparmi di famiglie, lavoratori e anziani è un furto, roba da tiranni e predoni. Non lo fecero Prodi e Visco, e oggi lo fanno Berlusconi e Tremonti, proprio loro che promettevano di difendere i risparmiatori?
    Sarebbe il piu’ pesante autogol elettorale del centrodestra, peggiore anche di quello del nucleare.

    BERLUSCONI SI SUICIDERA’ POLITICAMENTE AUMENTANDO LE TASSE SUI RISPARMI?
    “Il problema ora comunque è di Berlusconi. La richiesta: aumentare le tasse sul risparmio degli italiani per abbassare le tasse a commercianti e imprese. Commercianti e industriali non hanno molti problemi a chiedere più tasse sul risparmio delle persone: il regime fiscale aziendale detto PEX e la possibilità di creare holding in paradisi fiscali consente loro ampio margine di manovra: i grandi patrimoni e tesoretti degli imprenditori non pagano quasi nulla allo stato italiano. La tassazione del 12,5% imputabile alle persone fisiche è quella che invece le persone comuni pagano. Ed è questa che a gran voce si chiede di alzare: più tasse su azioni, titoli di stato, fondi; ma si badi bene più tasse solo sulle attività finanziarie dei singoli individui; non sulle società o su scatole finanziarie. Anche i sindacati partecipano volentieri al banchetto. Tasse più alte sul risparmio delle famiglie significano maggiori vantaggi fiscali per i loro fondi pensione il cui mercato è appunto quello incentrato sulle persone fisiche. E sappiamo quanto i sindacalisti tengano alle loro attività scarsamente controllate e generanti poltrone e prebende per i dirigenti sindacali stessi.
    Così Berlusconi è circondato e deve scegliere.
    O tradire il suo elettorato e il ceto medio, o subire l’opposizione delle corporazioni.
    O disattendere le sue promesse elettorali di proteggere il risparmio degli italiani, o patire la guerriglia di sindacati, caste e lobby.
    Marcegaglia e soci stanno dando una pistola al premier e gli stanno chiedendo di suicidarsi con buona grazia e per il bene di “tutti”. O altrimenti sarà peggio per lui. “ (da http://www.agoravox.it)

  • Stefano
    Rispondi

    Intanto buon giorno a tutti.
    Ho dato un’occhiata in giro e ho trovato questo particolare post molto simpatico.
    Scusate, ma sperare che la banca centrale ammetta di essere la principale colpevole per l’inflazione è come sperare che Moratti ammetta che calciopoli è stata una montatura a suo vantaggio (spiacente per gli interisti ma è tutt’ora così).
    Unica cosa da fare, a mio avviso, è cominciare a togliere i risparmi dai conti bancari, lasciandovi solo il minimo indispensabile più una piccola riserva, tenere un po’ di contante per le emergenze sotto il materasso (poca roba) e convertire in oro quanto possibile.
    Il beneficio sarebbe il seguente:
    l’oro i gentilissimi signori dell’AdE non te lo possono toccare, e nemmeno il contante nascosto in casa
    evitando di tenere soldi in banca i banchieri avranno difficoltà a fare i loro magheggi
    senza soldi depositati in banca niente tassa sulle c.d. “rendite finanziarie” (con interessi che non arrivano nemmeno a coprire l’inflazione ufficiale, figurarsi quella reale)
    con i conti asciutti le banche non potranno finanziare lo Stato ladro tramite l’acquisto di BOT, CCT e compagnia bella;
    sarà inoltre simpatico vedere come anche le grandi imprese e le banche, quelle che dicono di non evadere, avranno difficoltà a finanziarsi in borsa
    Orbene, qui le cose sono due: o andiamo a prenderli fisicamente a calci nei testicoli oppure gli tagliamo l’ossigeno, cioè i soldi.
    E’ l’unico modo per difenderci. Oltre allo sciopero elettorele (chi votare se si comportano tutti allo stesso modo?)

  • Stefano
    Rispondi

    Intanto buon giorno a tutti.
    Ho dato un’occhiata in giro e ho trovato questo particolare post molto simpatico.
    Scusate, ma sperare che la banca centrale ammetta di essere la principale colpevole per l’inflazione è come sperare che Moratti ammetta che calciopoli è stata una montatura a suo vantaggio (spiacente per gli interisti ma è tutt’ora così).
    Unica cosa da fare, a mio avviso, è cominciare a togliere i risparmi dai conti bancari, lasciandovi solo il minimo indispensabile più una piccola riserva, tenere un po’ di contante per le emergenze sotto il materasso (poca roba) e convertire in oro quanto possibile.
    Il beneficio sarebbe il seguente:
    l’oro i gentilissimi signori dell’AdE non te lo possono toccare, e nemmeno il contante nascosto in casa
    evitando di tenere soldi in banca i banchieri avranno difficoltà a fare i loro magheggi
    senza soldi depositati in banca niente tassa sulle c.d. “rendite finanziarie” (con interessi che non arrivano nemmeno a coprire l’inflazione ufficiale, figurarsi quella reale)
    con i conti asciutti le banche non potranno finanziare lo Stato ladro tramite l’acquisto di BOT, CCT e compagnia bella;
    sarà inoltre simpatico vedere come anche le grandi imprese e le banche, quelle che dicono di non evadere, avranno difficoltà a finanziarsi in borsa
    Orbene, qui le cose sono due: o andiamo a prenderli fisicamente a calci nei testicoli oppure gli tagliamo l’ossigeno, cioè i soldi.
    E’ l’unico modo per difenderci. Oltre allo sciopero elettorele (chi votare se si comportano tutti allo stesso modo?)

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