In Anti & Politica, Economia

DI ARTURO DOILO

Non c’è nulla da fare, a certe latitudini il vizietto non lo perdono. La seguente notizie ha dell’incredibile: “A Palermo, Spalare neve nelle calde giornate di agosto è un lavoro difficile. Un impiegato della protezione civile di Palermo ha impiegato ben 200 ore di straordinario per riuscire a svolgere il duro compito. L’instancabile spalatore di neve è Salvatore Di Grazia, dipendente della provincia siciliana, che dall’inizio dell’anno ad oggi ha spalato neve accumulando ben 5165 euro in più dagli straordinari nella sua busta paga”. Pare che sia stato aperto un contenzioso sulla vicenda.

Ad ogni buon conto, è sempre il solito ritornello, insomma: finti lavori, lavori socialmente inutili, clientele ed assistenzialismo. E’ la storia del parassitismo italico che si ripete, fino a quando non si darà un taglio netto ai trasferimenti dal Nord al Sud, che la Lega e Bossi non hanno mai bloccato.

Cominciamo con l’usare le parole di un siculo inascoltato, Antonio Martino: “Il fattore che maggiormente contribuisce a gonfiare la spesa pubblica è il Welfare State, l’assistenzialismo, «basato – scrive Martino – su una concezione paternalistica della povertà: lo Stato individua alcuni bisogni ritenuti ‘essenziali’ e si assume l’onere di fornire, in condizioni spesso di monopolio, i relativi servizi all’intera comunità”. Peccato che, a quanto pare, spalare neve d’estate a Palermo viene considerato “essenziale”.

Contro l’assistenzialismo, deleterio per chiunque, s’è schierata anche Dambisa Moyo, africana ed autrice di “La carità che uccide. Come gli aiuti dell’Occidente stanno devastando il Terzo Mondo”(edito da Rizzoli). Per la Moyo all’assistenzialismo di Europa e Nord Americasarebbe meglio contrapporre lo spirito imprenditoriale dei cinesi, che stanno percorrendo in lungo e in largo l’Africa sub-sahariana non certo per distribuire regali, ma solo spinti da concretissimi interessi. Essi investono nella convinzione di fare profitti, ritenendo che in Africa ci siano non soltanto quelle materie prime di cui hanno bisogno, ma anche interlocutori interessanti e business attraenti”.

Forse che i cinesi preferiscano il continente nero alla Sicilia?

 

 

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Mostrati 5 commenti
  • Borderline Keroro
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    Voglio spezzare una lancia a favore dellintrepido spalatore.
    Io ci credo che è difficile spalare neve a Palermo: sai quanto tempo ci metti prima di trovarla?
    Anche in inverno, ma figurati in estate. E’ una fatica improba.

  • zenzero
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    In Italia siete a toccare il sottofondo

  • Maximus Deciomeridio
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    Citazione : E’ la storia del parassitismo italico che si ripete, fino a quando non si darà un taglio netto ai trasferimenti dal Nord al Sud, che la Lega e Bossi non hanno mai bloccato.

    Vede , caro Arturo , i leghisti non sono itelligenti come lei che con l’ 8 % dei voti riuscirebbe senza dubbio a sconfiggere il clientelismo del restante 92 % del parlamento.

    Il PTT , partito trasversale terrone , è molto agguerrito e sa cosa vuole : vuole che quei coglioni della Padania ( Che non esiste ) continuino a versare oltre 50 miliardi di euro all’ anno per mantenere il sud.

  • daniele
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    Determinate zone del sud Italia non hanno bisogno di cash del nord si mantengono da soli: Napoli viene mantenuta dalla Camorra, la Sicilia vive dei proventi della Mafia per non parlare della Calabria…GUARDIAMO LA REALTA’: LA MALAVITA HA IN MANO 5 REGIONI E LO STATO NON HA MAI PENSATO DI COMBATTERE SERIAMENTE QUESTO GROSSO PROBLEMA….RISULTATO: ESSA FATTURA UN CASINO DI SOLDI DAI SUOI TRAFFICI ILLEGALI (es: la camorra fattura 7 volte benetton) PER SE STESSA E NON PAGA UN CENTESIMO ALLO STATO….QUINDI MEZZA ITALIA RISULTA INSOLVENTE!

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