In Anti & Politica, Varie

DI AMADIO FINARDIS

Ci sono genocidi conosciuti, altri meno, altri ancora tenuti nascosti per lungo tempo per questioni geo-politiche, oppure per non infastidire governanti di paesi sull’orlo della tirannia, ma amici dell’Occidente.

Si sono macchiati di questo reato infame personaggi politici anche recentemente, e sui loro aati criminali ancora vi è molto da scrivere. Basti pensare alla ex-Jugoslavia, oppure alla Somalia, oppure ancora all’Indonesia.

Che dire del silenzio mantenuto per lunghissimo tempo in merito ai massacri cambogiani? Ha scritto Elena Refraschini: “Quello avvenuto in Cambogia è senz’altro uno dei genocidi meno noti in Occidente; secondo Marcello Flores, professore di Storia Comparata presso la facoltà di Lettere dell’Università di Siena, questa “ignoranza” è causata da diversi fattori: i khmer rossi furono i primi a tentare di nascondere le enormi scelleratezze da loro compiute; la disattenzione dei media verso aree del mondo considerate periferiche, dove l’Occidente non era direttamente coinvolto; il contesto della Guerra Fredda, che in quegli anni vedeva ancora opporsi Stati Uniti e URSS; il colpevole e vergognoso silenzio di una parte della sinistra internazionale, la prima a criticare la guerra statunitense nel Vietnam ma a tacere i crimini commessi dai vari regimi comunisti.

Ogni epoca storica è stata teatro di guerre, conflitti armati, massacri e stermini di popoli. Le motivazioni sono le più disparate, ma principalmente si possono ricondurre alla brama di potere, al disprezzo e all’atavico senso di superiorità che gruppi di individui nutrono verso coloro che identificano quale “altro da sé”.

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Il secolo XX si è contraddistinto per alcune azioni criminose promosse da élite politiche, spinte dal folle intento di distruggere e cancellare alcuni gruppi nazionali ed etnie con ogni sorta di violenze, aggressioni e sterminii di massa.

In questo libro, Roberto Locatelli, partendo dal significato del termine “genocidio”, prende in esame alcuni avvenimenti dove l’uomo ha mostrato il lato peggiore della sua disumanità: dallo sterminio degli ebrei al dramma del Tibet piuttosto che il Ruanda o l’annientamento del popolo armeno. Tutti questi terribili episodi sono affrontati con grande precisione e accuratezza, senza però trascurare il coinvolgimento emotivo e il giudizio morale.

L’autore è nato a Bergamo nel 1975 e vive a Calusco d’Adda (Bg). Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano è da sempre appassionato di storia e teoria politica, dal 2002 ha scritto diversi articoli di carattere storico-politico pubblicati da Quaderni Padani, Enclave-Rivista Libertaria e Il Federalismo.

Questo è il suo primo libro, edito da “Editrice Nuovi Autori”. Dato che di certi crimini non si parla mai abbastanza, ci pareva doveroso segnalarlo.

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  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Ma … ma in che sito sono capitato ? Te Leonardo ad Arzignano mi parevi giovane, e sono i vecchi che vedono lontano e non vedono vicino.
    Mi rivedo ora adolescente nel cinema parrocchiale davanti ad un film con un castello dove gozzovigliano e, quando pare loro di desiderare ancora qualche cosa, gli scherani escono e vanno a prenderla. Il grano serbato per la semina, l’ultima vacca nella stalla, … quel che serve per i desideri del castello.
    Certo, in Italia gli scherani non uccidono, ma so di diversi casi nei quali piccoli imprenditori si sono suicidati.
    Manovra dopo manovra, nessuno lo dice, ma qui c’è lo sterminio dei piccoli imprenditori a beneficio di coloro che hanno il culo al caldo nel castello.
    Lo stato taglia le spese lasciando comuni, province, regioni, piccole Iri e consorzi vari ad arrangiarsi a prendere vacche ed agnelli dove vien loro più comodo.
    Ad alcuni, privilegiati perché potenti, applica tasse che poi essi ribalteranno (un po’ maggiorate).
    Pompieri, Spisal, comuni, enti varii … ciascuno sguinzaglia i suo scherani in cerca di bottino e questi vanno dove immaginano di trovare.
    Se poi quello che razziano fosse l’unica fonte di sopravvivenza della famiglia di contadini, agli scherani poco importa, che diamine, loro vivono nel castello e quelli fuori sono “i diversi”.
    Dal primo di gennaio avremo anche la maggiorazione del 10,5% dell’Ires per le società con bilanci in perdita per tre esercizi consecutivi, quelle dove imprenditori cocciuti continuavano a lavorare senza guadagnare , sperando ogni anno che l’economia si riprenda. Spes ultima dea: NO, niente speranza, devi morire !
    Uno sterminio. Nessuno ne parla. E qui non arriva né un Paladino, né uno Zorro, né un Robin Hood.
    Quando ci decideremo ad usare noi i forconi !

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      ci stiamo provando, senza fare gli eroi!!!

    • macioz
      Rispondi

      Eccellente descrizione della realtà.
      Rende bene l’idea che dai tempi dello sceriffo di Nottingham nulla è cambiato, tranne il fatto, appunto, che oggi non abbiamo neanche Robin Hood, e che lo sceriffo ce lo eleggiamo da noi.

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