In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI MAURO MENEGHINI

L’Euro comunque sia è destinato a sfasciarsi. Gli internazionalisti ed i banchieri non vogliono crederci e proseguono, senza alcuna speranza nell’orgia di interventi di salvataggio a spese del contribuente tedesco.

Settimana scorsa i ministri finanziari europei hanno preso un’importante decisione in merito alla crisi da debito della Grecia. I ministri avrebbero potuto costringere la Grecia ad un fallimento controllato dello Stato greco, per costringere la Grecia ad uscire dalla zona euro. Invece si sono comperati altro tempo fin quando la prossima ondata di debito greco non li travolgerà nuovamente. Questa nuova spallata sarà a novembre.  Nel frattempo da questa breve pausa non mi attendo molto.

Buona parte di questi pagliativi  sono dovuti all’insoddisfazione dei tedeschi verso questa politica tedesca  che potrebbe usare questa crisi come strumento per rafforzare l’unione europea ma contemporaneamente diminuire l’influenza tedesca in Europa. Altri tedeschi, specialmente i tedeschi della zona sud della Germania, vedono la crisi come strumento per demolire ulteriormente le inefficienti strutture europee. L’indecisione  risultante da questa serie di tensioni  è il montare di insoddisfazione che ha l’effetto di far diventare l’euro una bomba a tempo.

La verità è che se non si ha una visione di come dovrà essere questa regione del mondo nei prossimi due anni non ci si potrà attendere neppure  un consolidamento economico. Attualmente restiamo in attesa di conoscere qual è la visione tedesca e quale decisione forte vada presa da parte della Germania.

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Di una cosa questa volta dobbiamo esser sicuri, i problemi, questa volta non potranno essere scopati sotto il tappeto.

La Grecia ha un rapporto debito pubblico-PIL del 173%. In due parole: il Paese è senza speranza irrimediabilmente fallito. La “Troika” costituita da Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale pretendono che la Grecia, a fronte di ulteriori aiuti, introduca ulteriori provvedimenti d’austerità.

Ma questi provvedimenti d’austerità sono una medicina anche per Italia e Spagna che hanno problemi simili ma di dimensione notevolmente maggiore. La Spagna ha due volte il debito di Grecia, Irlanda e Portogallo. L’Italia ha un debito cinque volte superiore a quello dei tre piccoli Stati PIIGS.  Il salvataggio di Spagna ed Italia porterebbe la stessa Germania all’insolvenza.  L’Euro perde quotidianamente valore anche rispetto al già estremamente debole dollaro.  Secondo me vi sono solo tre possibili soluzioni che la crisi  al suo termine svilupperà.

1.       L’Euro si dividerà in due Regioni: Una zona Euro disporrà del denaro prodotto  da Paesi europei, l’altra parte da denaro generato da Paesi della zona del Mediterraneo, fra cui, con buona probabilità dovrà far parte anche la Francia. Questo secondo tipo di sistema deve fare i conti con la diversa realtà economica ed avere una maggiore flessibilità.

2.       Singoli Paesi dell’Europa lasciano la zona Euro: Alcuni Paesi mediterranei lasciano la zona Euro, reintrodurranno le singole monete  e cercheranno di pagare i debiti contratti con risorse create dai singoli Paesi.

3.       L’Euro smette di esistere: Essendo l’Euro la seconda moneta mondiale, si vedrebbe lo spostamento verso altre fiat-monete come Yen, Franco Svizzero, Corona norvegese, Dollaro australiano e canadese, e perfino Sterlina inglese. Ma principalmente la fuga  sarebbe verso il Dollaro statunitense.

Ognuna delle tre soluzioni menzionate è la conseguenza dello status quo della situazione attuale, certo è che sarebbe meglio un fallimento controllato della Grecia con la contemporanea uscita del Paese dalla zona Euro. Purtroppo per i politici europei che vogliono sostenere la loro idea dei loro governi paneuropei e per il sistema dei banchieri che letteralmente stanno affogando nei titoli di debito pubblico questa è un’idea inaccettabile.

Se si dovesse giungere ad un fallimento della Grecia la domanda è a quanto ammonterebbero le perdite. Si riteneva di dover far conto con un 21% di perdite per i possessori privati di titoli greci, questo fino a luglio, nuove elaborazioni allargano questa quota  al 40%  se non al 50% del loro valore di testata.

Questo tipo di conteggio va poi rivisto e bisogna calcolare che quantità di perdite possono sopportare le banche senza che il fallimento di queste banche minacci la solvibilità dei rispettivi Stati. Solo pochi osservatori sanno effettivamente quanti titoli in sofferenza sono presenti nei portafogli e nei bilanci delle grandi banche europee. Solo questa domanda fa tremare le vene ai polsi e può causare un effetto contagio.

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I Governi della zona Euro, in particolare  Germania, Francia e Belgio avevano “convinto” i loro banchieri a rimpinzare i portafogli con titoli del debito pubblico degli Stati PIIGS, pertanto il fallimento degli Stati PIIGS sarebbe una seria minaccia anche per le banche tedesche, francesi e belghe.

La Francia ha alcune fra le sue maggiori banche certamente coinvolte e dove nessuno è in grado di quantificare quanti di questi titoli spazzatura velenosi posseggono.  Solo BNP, Credit Agricole und Société Générale hanno in portafoglio titoli per oltre 7.000 miliardi di dollari.

Solo questa somma mozzafiato rappresenta la metà del già gigante deficit del ministero delle finanze americano, mentre l’economia francese è un quinto dell’economia americana. Dovesse succedere che una di queste banche fallisse a causa dei titoli del debito pubblico, ciò avrebbe sulla Francia conseguenze terribili.

Il futuro economico prossimo venturo è nelle mani della Germania e dipende dalle sue prossime decisioni che devono essere anche tempestive. Se dovesse decidere di  abbandonare il suo sogno di dominio smetterebbe di finanziare i Paesi PIIGS. Dovesse essere questa la decisione, verrebbe risparmiata ai tedeschi un ulteriore salasso costringendo gli abitanti dei Paesi PIIGS ad ulteriori provvedimenti d’austerità. All’Euro ed alle altre fiat-valute verrebbe concesso ancora un po’ di respiro.

 

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Showing 5 comments
  • Maciknight
    Rispondi

    Pur con le indubitabili colpe e gravi responsabilità dell’Italia, temo che diventerà soprattutto il capro espiatorio mondiale del collasso prossimo venturo del sistema monetario (sono in particolare gli ambienti finanziari e politici USA che soffiano sul fuoco). Nella storia dell’umanità sempre si è ricercato un capro espiatorio per addossare le colpe di qualche fenomeno negativo (come la ricerca degli untori in caso di diffusione di epidemie di peste), e lo si farà anche ora, per evitare che chi possiede reali e orginarie responsabilità possa minimamente essere indentificato ed additato al pubblico ludibrio e rischiare il linciaggio. Al massimo rischierà qualche politico, ma i banchieri mondiali, veri autori e manovratori del perverso sistema della fiat money, della riserva frazionaria, del controllo dei tassi, dell’espansione creditizia e del malinvestimento, del debito pubblico sovrano, ecc., loro rimarranno anonimi ed impuniti

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Peccato che l’Italia non sia Moggi, che ha combattuto e ha beccato quello che Qualcuno di Onesto voleva nascondere.
    Sta a noi far saltare fuori la verità o diventare terzo mondo FOREVER.

  • FrancescoPD
    Rispondi

    12.10.2011 La Slovacchia boccia il piano di salvataggio e di capitalizzazione del fondo FSFR, la sua quota era 7 MLD per una popolazione di 5 milioni di abitanti (+/- come il veneto).
    Per quale motivo un paese che ha vissuto il comunismo reale CCCP, dovrebbe infilarsi in un’altro comunismo reale europeo??
    Per uscire dal suo comunismo reale ha sostenuto sacrifici notevoli, e per quale motivo ora dovrebbe sostenerne ancora per lasciare che paesi come la grecia, la spagna e l’italia, continuino ad avere le mani bucate??
    Per quale motivo la Slovacchia paese di grande civiltà e cultura, con poche tasse e poco debito, con uno dei più elevati “business climate” in europa, dovrebbe allinearsi agli altri devastando il suo benessere e la sua giustizia fiscale e sociale raggiunta con sacrifici??
    Altro che ticchettio, la bomba sta già fumando… la Slovacchia ha ragione, spetta a chi i disastri li ha fatti sistemarli, e da soli.
    Non ci sono soldi per mantenere l’apparato “eurosovietico” ? si taglia!,
    Ci sono banche a rischio fallimento perchè già ingozzate di titoli tossici di paesi cicala,? che falliscano!
    “E’ il mercato bellezza, il mercato!”

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Infatti durante il TG1 delle 8.00 hanno mandato in onda un paio di interviste stradali a due vecchietti Slovacchi.
      Uno ha detto “Non vedo perché dobbiamo pagare noi per gli altri” ed un altro ha affermato “Stiamo tornando al socialismo reale. L’unione europea è come l’URSS”
      Quest’ultima affermazione in particolare mi ha colpito: infatti l’ho già letta su questo sito e su Usemlab.
      Ragazzi, se lo dice uno che ha già goduto del sole dell’avvenire, e che non sembra così ansioso di ripetere l’esperienza, qualcosa di vero c’è.
      No, perché vedrai che avevo dubbi.
      Porca miseria, quando mi dicevano “moriremo democristiani” mi giravano i marroni. Figurarsi adesso che ci tocca morire comunisti.

  • Marco Casetta
    Rispondi

    L’Unione Europea non è l’Europa, ma l’AntiEuropa, è un ente empio, va abbattuto dalle fondamenta perchè è nata non per salvare i paesi europei, ma per distruggerli

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