In Anti & Politica, Economia

DI FRANCESCO CARBONE*

Come spiegare la complicata situazione odierna a una persona che non capisce quasi nulla di economia? Dopo averci pensato a lungo credo che il seguente modo possa essere abbastanza efficace.

Abbiamo un principale produttore di droga: la banca centrale. Essa produce droghe cosiddette eccitanti. Poi abbiamo le banche, che sono legate al cartello della banca centrale sia come produttori minori di droghe, sempre di tipo eccitante, sia come distributori al dettaglio delle stesse. La banca centrale non spaccia direttamente al consumatore finale, anche se ultimamente ha cominciato a fare una grave eccezione a questa regola, fornendo enormi quantitativi di droga a un cliente del tutto particolare: lo Stato.

Lo Stato è anch’esso un produttore principale di droga. Ma a differenza della banca centrale lavora più come una sorta di middleman, di intermediario. Esso infatti trasforma le massicce quantità di droghe eccitanti ricevute indirettamente (e, ultimamente, anche direttamente) dalla banca centrale e dal sistema bancario, in droghe abbioccanti da distribuire alle masse.

La massa degli indignati è paragonabile a un gruppo strepitante di consumatori finali, drogati cronici che hanno fatto un mescolone totale di droghe eccitanti e droghe abbioccanti, con un effetto complessivo di tipo allucinogeno psichedelico.

Gli indignati stanno male. Sono assuefatti e in astinenza, non riescono più a procurarsi le droghe come una volta. Non a caso viviamo in tempi di austerità. Nel loro brodo culturale praticamente insipido, anzi che rivolgersi a un centro di disintossicazione, hanno deciso di scendere in piazza per chiedere a gran voce le sostanze alle quali sono irremidiabilmente assuefatti.

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Più sono giovani più sono incazzati. Mentre infatti le generazioni precedenti hanno avuto droghe in quantità esagerate a costi notevolmente bassi, ai giovani di oggi non arriva quasi niente e quel che arriva porta un cartellino dal prezzo elevatissimo. Eppure per per venti anni, sui banchi di scuola, è stato promesso loro lo stesso trattamento di favore riservato alle generazioni passate.

Fatto questo quadretto propedeutico vediamo di descrivere i fatti quotidiani. In sostanza le richieste dei manifestanti, cioè dei drogati, possono essere condensate in due punti:

1) Ottimizziamo il processo distributivo!

Questo in qualche modo potrebbe essere realizzato cambiando l’operatività delle banche, peraltro fortissime consumatrici di sostanze psicotrope al punto da succhiare e trattenere per sé quasi tutta la droga prodotta dalla banca centrale. In effetti è una indecenza che la maggior parte della droga continui a passare tutta attraverso le banche sotto forma di miliardi in salvataggi e sostegni. Tra la fetta che si mangiano le banche, quella che va spartita con gli amici industriali falliti, e con gli amici degli amici, alla povera gente che oggi si indigna non arriva più alcuna droga eccitante niente, neanche uno zigulì placebo con sopra una faccina sorridente.

2) Meno droghe eccitanti e più droghe abbioccanti!

Questo è un punto un po’ più controverso. Benché le droghe abbioccanti pare che facciano meno male di quelle eccitanti, rimangono pur sempre sostanze tossiche che non portano certo i drogati fuori dal tunnel. Anzi il tunnel lo allungano mentre dentro di esso le masse si rimbambiscono ulteriormente fino all’inazione totale. Morte cerebrale anzi che per overdose.

La soluzione, tempo fa, ma molto tempo fa, stava nell’impedire sia la produzione e lo spaccio, imponendo un sistema monetario sano e onesto in grado di prevenire qualunque produzione eccessiva e quindi la successiva e irresponsabile distribuzione di droghe alla popolazione.

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Adesso o si continua a camminare nel tunnel, insieme a tutti i produttori o distributori di droghe, fino alla morte, oppure si soffrono le pene dell’inferno per cercare di uscire dal tunnel della droga! Non ci sono altre alternative: la struttura produttiva così come è andata sviluppandosi sotto l’impulso della droga monetaria è totalmente distorta, non produce più ricchezza. E’ una struttura fallita, e all’interno di essa è fallita soprattutto la sua componente forse più degenere e cancerogena: lo Stato sociale, il capobanda di tutti gli spacciatori abbioccanti.

Lo Stato sociale che si è sviluppato in questi ultimi 40 anni, eliminando dal vocabolario mentale delle persone la parola responsabilità personale e sostituendola con decine di diritti artificiali, è stato possibile solo grazie alla droga eccitante prodotta ed elargita dal sistema bancario. Molte di quelle che oggi vengono considerate conquiste sociali, sono solo generose concessioni di un Walfare State che per quasi un secolo si è nutrito a ritmi crescenti della droga fornita dal sistema bancario. Chi oggi chiede più Stato sociale sta solo chiedendo indirettamente più droga abbioccante che in qualche maniera può arrivare solo dai produttori di droghe eccitanti.

Avendo studiato la scienza economica, possiamo affermare che c’è solo un modo per uscire il prima possibile dall’inferno della disintossicazione, cioè da questo inevitabile fallimento sistemico, di modo da ridare impulso alla creazione di ricchezza, e parallelamente per cercare di riprendersi il prima possibile le conquiste sociali offerte finora dallo Stato sociale senza che in realtà i drogati potessero permettersele: stimolare quanto più possibile la funzione imprenditoriale da un lato, e dall’altra definire, proteggere, garantire la proprietà privata, a partire da quella sul denaro (cioè togliere la droga), fino a quella sul prodotto del proprio lavoro (tassare il meno possibile). Per il resto, lavorare sodo, risparmiare tanto, investire in maniera corretta.

Il compito di ciascuno di noi è diffondere sani principi di economia. Senza tale bagaglio i cittadini di questo paese, come quelli degli altri che si trovano in condizioni analoghe, non hanno concrete prospettive di migliorare la propria situazione. Purtroppo i complici intellettuali di questa tragedia siedono nelle cattedre delle facoltà di economia. Alcuni di essi fanno i consulenti dei capi di governo. Ricevono premi Nobel. Gestiscono le banche centrali del pianeta. Sono i primi alleati di quell’elitè che ha tolto ai giovani il futuro.

Se questi ultimi non vogliono pagare il conto degli errori altrui, se non vogliono pagare il costo delle droghe spacciate prima ancora che nascessero, stanno effettivamente reclamando innocentemente una giusta pretesa. Come biasimarli? Sono il primo a dire: lasciate fallire chi ha sbagliato, lasciate fallire questo sistema monetario insano! Però aggiungo: restauratene al più presto uno sano e onesto! Ed educate questi ragazzi a capire di quale inganno culturale sono vittime!

E qua voglio spendere due parole sul debito pubblico, ciò che in passato ha finanziato la distribuzione di droghe abbioccanti e ha distrutto il futuro di questi giovani. La verità è che negli ultimi trenta anni il debito pubblico di questo paese ha arricchito oltre alle banche anche un paio di generazioni di proles. E lo ha fatto a danno dei giovani disoccupati di oggi che protestano senza capire a cosa sia dovuta la loro situazione di crescente disagio economico. Il debito pubblico costituisce infatti un’enorme ed immorale trasferimento di ricchezza non solo in senso sincronico ed orizzontale, tra le stesse generazioni, ma soprattutto in senso intertemporale e verticale, tra generazioni diverse.

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Così come nel mio precedente articolo, propongo alcune parole di Rothbard, questa volta proprio relative al debito pubblico.

“Una transazione che ha come oggetto i titoli del debito pubblico è alquanto differente da una transazione finanziaria conclusa da soggetti privati. In quest’ultima abbiamo un creditore con una bassa preferenza temporale che scambia un bene presente (il denaro) con uno futuro (una promessa di pagamento) avendo come controparte un debitore con una più alta preferenza temporale. Nel primo caso invece è il governo a ricevere il bene presente (cioé il denaro) dai creditori, ed entrambe le controparti sono consapevoli che il bene futuro (il denaro che verrà restituito) non uscirà dalla tasche dei politici e dei burocrati che lo hanno preso in prestito ma dai portafogli saccheggiati degli cittadini che un domani avranno la sventura di essere assoggettati allo Stato”.

“Il governo ottiene infatti i soldi solo attraverso la coercizione fiscale. I suoi creditori, lungi dall’essere innocenti, sanno benissimo che i propri proventi futuri saranno il prodotto di tale coercizione. In breve, i creditori dello Stato prestano volontariamente i soldi al governo adesso per ricevere parte del futuro saccheggio fiscale. Tutto ciò va contro il libero mercato, contro i principi che sottostanno a una genuina e volontaria transazione privata. Entrambe le parti stanno contraendo immoralmente un accordo in violazione dei diritti di proprietà dei futuri cittadini. Entrambe le parti, quindi, si stanno mettendo d’accordo per spartirsi la proprietà di altre persone, e meritano pertanto tutta la nostra riprovazione. La transazione che coinvolge il debito pubblico è in sostanza un accordo non dissimile da quello che unisce un gruppo di rapinatori che decidono di dividersi in anticipo la refurtiva”.

I rapinati sono i giovani di oggi, è vero, sono stati derubati del loro futuro. Lo Stato e i suoi creditori sono i rapinatori. Chi in vita sua ha comprato titoli del debito pubblico, si metta una mano sulla coscienza e cominci a recitare il mea culpa.

*USEMLAB.COM

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Showing 8 comments
  • mauro meneghini
    Rispondi

    Per spiegare e far capire cosa siano 1.300 miliardi di dollari (deficit USA nell’anno fiscale 2011).
    esempio 1: Se prendiamo il giorno della nascita di Gesù Cristo fino a oggi spendendo 1 milione di dollari al giorno non arriviamo ai 1.300 milirdi di dollari di debito che gli americani annualmente creano di nuovo debito.

    esempio 2: Se spendessimo un dollaro al secondo impiegheremmo 31.000 anni per spendere 1.000 miliardi di dollari.

    esempio 3: se Bill Gate trasferisse tutta la sua ricchezza al Governo ameriano, questa soddisferebbe le esigenze di bilancio per 15 giorni!

    empio 4: se gli Stati Uniti decidessero in questo momento di ripagare il loro debito ad 1 Dollaro al secondo impiegherebbero 440.000 anni!

    • leonardofaccoeditore
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      BELLISSIMO ESEMPIO!!!

  • Rob67
    Rispondi

    l’esempio spiega come sia stato facile fare un debito simile se stampo banconote ogni volta che voglio spendere e fare bella figura con i miei elettori.Obama ha fatto cosi a fine Luglio

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Bellissimo!
    Quindi vi invito tutti sul mio nuovo sito

    http://WWW.QUALE_SALTA_PER_PRIMO.SCOMM

    dove si accettano scommesse su chi salta per primo tra dollaro ed euro.
    Le puntate si accettano solo in oro e argento; le vincite si pagano in dollari o in euro, a scelta del vincitore (tanto…).

    • Rob67
      Rispondi

      tanto……………in tanti potrebbero crederci alla tua iniziativa perche’ molti non hanno capito che il cambio oro (bene Reale) con dollaro o euro (bene virtuale) e’ successo per davvero negli ultimi anni da parte del mondo finanziario

  • Libertas
    Rispondi

    D’accordo con l’articolo. Io la penso così, che gli statalisti sono eroinomani che non riescono a uscire dalla tossicomania ma allo stesso tempo cercano una terapia. Così passano al metadone, passando perciò da una dipendenza a un’altra. In pratica restano vittima di un circolo vizioso.

  • Gerardo
    Rispondi

    Parafrasando il grande F. VON HAYEK si può tranquillamente affermare che “un’overdose di statalismo deforma fatalmente la forma mentis delle persone, in particolar modo delle persone più giovani”.

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