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DI LEONARDO FACCO

Se non sapessi chi fossero, potrei anche plaudire alla loro dichiarazione di guerra contro l’Imu, ma i leghisti (ed il mio riferimento è alla loro infame dirigenza) li conosco come le mie tasche e il loro tentativo di “rifarsi una verginità” – per dirla con le parole del senatùr – puzza di fogna lontano un chilometro.

Intanto, cominciamo col ricordare che l’IMU è una gabella inventata da Roberto Calderoli, glielo ha ricordato persino Berlusconi ieri. Il “Calderolo”, colpito nell’orgoglio, s’è pure incazzato ed ha inveito contro chi glielo ricorda: “”Chi in queste ore dichiara che l’Imu sulla prima casa, tassa inventata da Monti e dal suo Governo, è un’imposta nata con il federalismo fiscale è un cialtrone, un bugiardo”. Ha torto marcio.

L’Imu avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2014 con un’aliquota del 7,6 per mille (Lo avevamo già denunciato qui e si è avverato). Ovviamente, a quel tempo, il balzello venne criticato anche dalle opposizioni di allora, quelle che, qualche giorno fa, l’hanno votato con tanto di applauso finale.

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Sulla vicenda, i giornali odierni hanno macchiato le proprie pagine con la seguente “notizia”: «La Lega Nord scatenata contro l’Imu, la nuova Ici prevista nella manovra del governo Monti. La proposta è stata lanciata dal sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re, che al termine dell’incontro con Maroni ha detto che non raccoglierà il balzello assurdo facendo, di fatto, un’obiezione anti-Imu. La proposta è interessante e va nella direzione della difesa dei cittadini, ha commentato a caldo il presidente del Veneto, Luca Zaia».

Traduzione per tutti: “La Lega lancia la rivolta fiscale contro l’Imu”. Ciumbia, che novità straordinaria no?

Niente affatto. Il Carroccio ha già lanciato per ben tre volte la rivolta fiscale, sia negli Anni Novanta che nel 2007. Trovate tutto dettagliato nel mio libro, “Umberto Magno”. Peccato, che ad ogni ruggito sia corrisposto il nulla di fatto. Il nulla, zero via zero, niente! Anzi, quando Bossi lanciò la campagna contro “l’abbonamento (allora si chiamava così) al canone Rai, qualche migliaio di ignari cittadini, che diede seguito alle incitazioni del capo, rimase col cerino in mano, abbandonato dal partito (che la Rai l’ha riempita di suoi leccapiedi) e mazziato da sovrattasse che il governo gli ha imposto negli anni a seguire.

Certo, la battaglia contro l’Imu è sacrosanta, sono i latrati dei colonnelli della Lega che lasciano il tempo che trovano, somigliando ancora una volta al solito abbaiare del cane alla luna.

Due giorni fa, infine, Roberto Maroni – l’eterno secondo – ha preso una dura posizione contro Mario Monti e il suo governo, sostenendo – più o meno, quanto segue: “Non ci faremo governare da un massone mandato qui dall’Europa”.

Ora, per dovere di cronaca, dovete sapere che il Carroccio ha fatto da stampella per anni al governo di Silvio Berlusconi, noto piduista, additato proprio dai leghisti come tesserato n. 1816 della “Loggia P2” di Licio Gelli, che di massoneria ha sempre avuto conoscenze approfondite. E Maroni, nell’ultimo governo di Silviuccio, ha ricoperto il ruolo di ministro dell’Interno, tanto per gradire. Un’altra chicca: ai tempi in cui Bossi s’inventava ogni giorno un’associazione per dar sostanza alla Padania, una di quelle che puntava a creare era proprio “la massoneria padana”.

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Altro aneddoto: Ad Arezzo, alle amministrative della scorsa primavera, il Carroccio ha messo in lista almeno una decina di massoni conclamati. Risultato? Ha espulso i vecchi leghisti ed è passata dal 10 al 3,5%.

Morale della favola? Di cialtroni ce n’è uno (Bossi), tutti gli altri son nessuno. Qualcuno lo spieghi anche a Calederoli.

P.S. NELLA FOTO UN MANIFESTO DELLA LEGA NORD

 

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Showing 5 comments
  • GUGLIELMO
    Rispondi

    Sono un ex militante leghista di Arezzo , confermo al 100% quanto scritto sull’articolo.

    Dopo tanti anni di sacrifici avevamo portato il movimento al 10% arrivato questo risultato i vertici della Lega Nord di via Bellerio in primis il CALDEROLO hanno preteso il nostro commissariamento.
    iL 10% ad Arezzo città di Licio Gelli aveva sconvolto gli equilibri politici locali e i LANZICHENECCHI di via Bellerio sono intervenuti

  • mauro grilli
    Rispondi

    la storia si ripete. in passato il carroccio ha combattutp contro federico barbarossa e ha vinto. anche noi dovremmo rispolverare i canti del risorgimento e combattere prima che sia troppo tardi

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    I miei complimenti !
    Penso che nella Lega non creda più nessuno e quelli che ancora ci credono, sono come i vecchi partigiani con il fazzoletto rosso e le bandiere decorate alle feste del primo maggio.
    Entrambi patetici ed entrambi è inutile provare a farli ragionare.

  • Riccardo
    Rispondi

    Si, il Carroccio ha vinto a Legnano. Peccato che nessuno ricordi che l’anno dopo è stato sonoramente sconfitto a Cortenuova e il Carroccio fu catturato dai cavalieri teutonici. Questa storia della lega è nata male e non può che finire peggio. Raccontare menzogne ai creduloni non porta a nulla, tranne a chi le racconta. Non è bevendo l’acqua del Po o mettendosi le corna in testa che si cambiano le cose. Occorre stare con i piedi per terra e la rivoluzione farla davvero. Chi abbaia non morde e la lega abbaia da troppo tempo.

  • rik
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    premetto che un partito vale l’atro e che tutti siano strapieni di cialtroni e farabutti (spero non tutti anche se in un bordello di vergini non ce ne sono),ma mi fa veramente specie che un partito come la lega,spudoratamente avvezza a dire e a fare di tutto e poi,tutto il contrario,riesca ancora avere un seguito:e’ un fatto veramente inimmaginabile, da neuropsichiatria;probabilmente vale sempre la saggezza popolare riassunta nel ”Dio li fa e li accompagna”.

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