In Anti & Politica, Economia, Libertarismo, Primo Piano

di MAURO MENEGHINI

Il capitalismo è nato da solo, per seme spontaneo, senza bisogno del pensiero e delle teorie di qualche intellettuale. E’ semplicemente il risultato del sistema economico  quando si lascia che la gente faccia. Le crisi appartengono al capitalismo come il mal di testa dopo una sbronza. Dieci argomenti a lode del capitalismo – ed uno contro.

E’ un animale rapace, trasforma la società in un casinò e risveglia nelle persone gli istinti più bassi come l’avidità e la ricerca del guadagno. Da quando la crisi epocale si è conclamata, il libero mercato viene ancora più  del solito maledetto. Il capitalismo viene sospettato di tutto ed altrettanto il capitalista.

Ci sono migliaia di libri, che cercano, di spiegarlo o di criticarlo. Nessun pensatore, però,  può vantarne il “copyright”. Il capitalismo è nato da solo senza bisogno di filosofi, è semplicemente il risultato di quando si lascia che la gente faccia. Negli stessi paesi comunisti oltre la facciata dell’economia pianificata prosperava  il mercato nero.

Le crisi fanno parte del capitalismo come il mal di testa dopo una solenne sbornia. Fin dal suo inizio ha portato con se bolle e crolli. Nel XVII secolo la sviluppatissima Olanda venne scossa dalla crisi dei tulipani in quanto le cipolle dei tulipani raggiunsero valori troppo elevati, a causa di una bolla speculativa. Poi seguì la crisi monetaria inglese e la crisi commerciale delle città anseatiche e la crisi delle ferrovie inglesi e, e, e. Le crisi sono una brutta cosa-ma nulla di nuovo. Ogni nuovo ciclo inizia da un livello elevato di benessere. Anche quando dobbiamo calcolare che i bilanci familiari verranno ridotti di 50 miliardi di Euro, chi c’ha rimesso in borsa o i disoccupati di oggi stanno decisamente meglio dei poveri che nel 1929 facevano la fila per un piatto di minestra.

La ricerca cervellotica di un ordine migliore viene accompagnata e stimolata da una richiesta di maggior debito e di un anticapitalismo ideologizzato. La metà degli italiani è convinto che si dovrebbe riprovarci col socialismo. Come se non fosse stata colpa della bolla finanziaria dell’ordine economico più flessibile ed adeguato che mai si sia conosciuto. Certo la crisi rende tutti più poveri. Alla fine della crisi staremo comunque tutti meglio rispetto alle generazioni precedenti. Oltre due secoli di crescita hanno talmente elevato il benessere di talmente tante persone che nonostante la recessione non sarà più possibile ricadere in quella povertà.

Ma da dove deriva questa perdita di memoria, questo anacronistico accanimento del momento? Anche nella crisi vale (cito Churchill): il capitalismo è il meno peggio di  tutti i sistemi economici conosciuti. A seguito un breve elenco di stimoli capitalistici, che non attingono a tesi del passato ma con uno sguardo ad esso:

1- Il capitalismo è la macchina del benessere

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Alla fine del 19° secolo la Svezia era più povera del Congo di oggi,con i parametri odierni tutti i Paesi della terra erano “paesi in via di sviluppo”, e la fame rappresentava per buona parte dell’umanità una condizione con cui convivere. L’industrializzazione capitalistica ci ha permesso di uscire dalla società agraria feudale. Il programma di sviluppo delle nazioni unite (UNDP) ha calcolato che è più diminuita la povertà negli ultimi 50 anni che non nei 500 anni precedenti. Fra il 1984 ed il 2004 il numero dei poveri non è diminuito solo in termini relativi (in rapporto al rapido aumento della popolazione) bensì anche in termini assoluti: nel periodo la popolazione mondiale è cresciuta di 1,8 miliardi di persone, il numero dei poveri è calato di 200 milioni. 1975 sei asiatici su dieci erano poveri, oggi sono meno di due. 1995 1,3 miliardi di persone avevano un tenore di vita che l’ONU definiva medio, 2004 erano 3,5 miliardi. Il reddito pro capite è cresciuto dal 1980 in media dai 5.400 a 8.000 dollari. Anche se regionalmente vi sono ancora grandi differenze.

2- Il capitalismo crea posti di lavoro

Negli ultimi 100 anni il benessere dell’umanità è cresciuto più dei 100.000 anni precedenti. E questo non per il maggior lavoro (nei paesi occidentali le ore di lavoro si sono dimezzate nell’ultimo secolo). Ma per una maggiore efficienza grazie alla meccanizzazione. E’ falso che le macchine tolgano posti di lavoro. Questo accade puntualmente ma per brevi periodi in settori specifici, ma al termine del calcolo le possibilità d’occupazione crescono e si creano sempre nuove professioni. Perfino certi “killer del lavoro” come computer e telai meccanici non hanno, nel 19° secolo, causato una diminuzione di posti di lavoro. L’economia italiana oggi è circa 40 volte più produttiva di 200 anni fa. Oggi non abbiamo un quarantesimo dei posti di lavoro di allora, anzi si sono creati nuovi lavori, professioni  allora sconosciute. Fra il 1980 e 1990, quando la globalizzazione ha cominciato a mettersi in movimento, il numero delle persone al mondo con un lavoro retribuito è aumentato di 800 milioni.

3- Il capitalismo è sano

In Italia l’aspettativa di vita è raddoppiata nell’ultimo secolo e mezzo. E non solo da noi. Mediamente nel mondo è di 65 anni, molto più alta che da noi nel 1950. Un ricco, in Inghilterra, nel 1870 diventava più vecchio di 17 anni rispetto ad un povero. Oggi la differenza è di 2 anni. Prima dell’industrializzazione un bambino su cinque moriva nel primo anno di vita, oggi nel mondo sono 60 su 1.000. La mortalità dei lattanti dal 1970 è dimezzata.

4 – Il capitalismo fa molto per l’istruzione

Agli inizi degli anni 70 meno della metà della popolazione mondiale sapeva leggere e scrivere, oggi sono tre quarti. Il capitalismo moderno necessita di qualcosa di più di lavoratori diligenti e un paio di contabili. I processi informativi della produzione richiedono anche per semplici attività una maggiore conoscenza. I boscaioli erano considerate persone che necessitavano più di muscoli che di cervello. Oggi con i sistemi automatizzati di raccolta del legname in Finlandia, le macchine operatrici vengono guidate da ex piloti russi dei MIG in quanto i comandi sono più simili a quelli di un aereo. Ma anche nelle altre professioni vi sono delle evoluzioni simili. Lo studio non è più privilegio di pochi concesso a chi ereditariamente era sollevato dal peso del lavoro manuale. Nell’ipercapitalistica USA quattro quinti degli adulti ha un diploma, un quarto ha conseguito una laurea. In media la formazione scolatica-universitaria è di 12,3 anni.

5 – Il capitalismo promuove il progresso

50 anni fa l’autotrasportatore Roberto Filippini si lamentava per i lunghi tempi di carico-scarico degli automezzi nei porti. Il collega Malcom McLean sviluppò il sistema dei container che ha permesso di movimentare le merci fra i continenti riducendo del 90% i noli. La concorrenza in un mercato capitalistico aguzza l’ingegno umanoUn computer domestico oggi ha più capacità di calcolo di quanto non avessero intere nazioni cinquant’anni fa. Nei paesi industrializzati semplici persone dispongono oggi di possibilità di cui solo pochi anni fa anche i più ricchi potevano solo sognare, come viaggi aerei e telefoni cellulari.

6 – Il capitalismo favorisce l’uguaglianza

I capitalisti cercano clienti e necessitano di collaboratori. Desiderano vendere il più possibile i loro prodotti e che il maggior numero possibile di persone aneli ad un posto di lavoro permette di tenere il costo del lavoro il più basso possibile. Questi due interessi egoistici conducono  –escludendo qualsiasi giudizio morale- a non escludere nessuno. Che sia donna o uomo, nero o bianco, ebreo o cristiano: chiunque è un potenziale cliente di prodotti, e tutti possono essere utili come lavoratori, manager, tecnici o ingegneri, affinché prodotti sempre migliori possano essere prodotti sempre più velocemente- e l’imprenditore ne abbia vantaggio.

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La guerra contro lo schiavismo in America fu voluta dal capitalistico Nord contro il semifeudale Sud. Gli ebrei, nelle monarchie europee, ottennero tutti i diritti civili solo con la rivoluzione industriale. L’emancipazione femminile accelerò il suo sviluppo solo quando aumentò il numero delle donne che andarono a lavorare in fabbrica, in particolare in occasione dei due conflitti mondiali.

L’eguaglianza sociale non è detto che sia meglio distribuita in altri sistemi sociali. Nel medioevo la distanza fra nobile e servo della gleba era maggiore di quanto non lo sia oggi fra datore di lavoro ed operaio. Non erano solo i soldi che facevano la differenza ma tutta una serie di privilegi scontati per il principe inimmaginabili per il contadino. Simile a quanto succedeva nei paesi socialisti. La nomenclatura non ha solo vantaggi finanziari, ma rispetto ai cittadini normali gode di privilegi  come medici ed ospedali migliori, negozi a loro riservati ove acquistare beni di consumo altrimenti introvabili,  possibilità di viaggiare.

7 – Il capitalismo è il miglior alleato della libertà

Non vi è ancora stato un Paese in cui i cittadini fossero costretti a giurare su Adam Smith o costretti a cantare inni capitalistici  (e che grazie a dio non ci sono). La democrazia non è  detto sia l’unica condizione per il capitalismo. Anche senza, come la China insegna. Comunque è indispensabile che esista un sufficiente livello di libertà personale affinché possa funzionare la libertà economica. Non è un caso che il capitalismo si sviluppi più velocemente in una democrazia e in una democrazia si affermi. Il mercato è sordo ai comandi. La libera scelta delle merci stimola le voglie e la scelta di scegliere liberamente qualcos’altro.

Al mondo non vi sono mai state tante democrazie come oggi. 1950 (cinque anni dopo la creazione dell’ONU) la maggior parte della popolazione viveva in regimi dittatoriali, monarchie o governi coloniali. Oggi in 120 dei 193 stati al mondo i governi vengono eletti, in questi paesi vive due terzi della popolazione mondiale. In 85 Stati vi sono delle democrazie liberali compiute in cui sono riconosciuti tutti i diritti naturali  inalienabili.

8 – Il capitalismo ha bisogno della pace

Fa parte dei cliché anticapitalistici affermare che le guerre siano volute dai capitalisti interessati all’industria degli armamenti militari. Certamente una guerra è benvenuta per quei gruppi industriali di questo tipo di prodotti in quanto stimola la domanda. Ma loro rappresentano solamente una piccola parte di tutto il libero complesso economico produttivo-industriale-commerciale.  La maggior parte delle attività produttive, in tempo di guerra, ha solo svantaggi in quanto il capitalismo necessita di clienti solvibili (e soprattutto vivi), e questi a causa della guerra possono solo venir ridotti.

Il commercio supera confini,  mette in contatto pacificamente i popoli senza dar peso a differenze ideologiche o religiose in quanto l’unico interesse comune  è solamente la spinta per un miglioramento della condizione materiale. I tempi prima del capitalismo non erano poi così pacifici. I popoli primitivi, spesso idealizzati –rispetto al loro limitato numero di componenti- con le loro guerre fra tribù hanno causato percentualmente molte più vittime delle attuali guerre.

Nonostante molte persone abbiano l’impressione che sia il contrario, attualmente il mondo è molto più in pace. Uno studio dell’università della British Columbia del 2005 stabilisce che nonostante la guerra in Irak ed in Afganistan il numero dei conflitti dagli anni 90 è diminuito del 40%. Il numero dei conflitti che ha causato oltre 1.000 vittime  si è ridotto di ben l’80%.

9 – Il capitalismo protegge l’ambiente

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Nel momento in cui il capitalismo innalza gli standard di vita, automaticamente libera il desiderio di migliori condizioni ambientali. Un interessante ricerca della Banca mondiale mostra come all’inizio della rivoluzione industriale l’inquinamento di acqua ed aria siano cresciuti. Ma come le persone raggiungevano un certo reddito  viene data precedenza a casa, alimentazione, istruzione e sicurezza per la vecchiaia. Smog, inquinamento dei fiumi e spazzatura nei campi passano in secondo piano. Questo è quanto è successo in America, in Europa ed è quanto osserviamo anche in Asia. Cresce il benessere, anche i temi ambientali vengono trattati.

Nei paesi in via di sviluppo aria ed acqua sono molto più puliti di 100 anni fa. Le foreste crescono in estensione e tornano sempre più razze animali. I problemi ambientali esistono nei paesi poveri. Là le città sono piene di auto e rifiuti industriali, i fiumi sono inquinati e la spazzatura si accumula per strada.  Là si riducono le foreste e razze rare animali scompaiono.

10 – Nel capitalismo fiorisce l’arte

Conservatori ammettono, a denti stretti, che nel libero mercato cresca il benessere. Ritengono che il capitalismo soddisfi solo bisogni primari. Plachi i più bassi istinti, i vizi, il divertimento frivolo. Un paio di esempi a tale proposito dal cuore del capitalismo degli Stati Uniti. Il numero delle orchestre sinfoniche fra il 1950 ed il 1997 è passato da 900 a 1.700. Gli incassi per biglietti venduti in occasione di eventi artistici (commedie, opere, concerti) è passato da 80 milioni di dollari alla fine degli anni 20 ai 9 miliardi di dollari alla fine del 20° secolo. Le visite ai musei sono passate da 200 milioni (1965) a 500 milioni. Con le stesse dinamiche è cresciuto il numero di titoli editoriali stampati e la spesa procapite per i libri. Sempre più spesso nelle case un posto di rilievo è riservato alla libreria.

11 – Il capitalismo rende infelici

Il libero mercato, nonostante le sue crisi, porta maggior benessere. Contemporaneamente la tendenza della percezione della felicità diminuisce. Nei paesi ricchi, nei paesi sviluppati il numero dei depressi, malinconici e di coloro che hanno paura nel futuro è maggiore rispetto ai paesi poveri. La percezione della felicità funziona un po’ come in borsa, i compratori non investono in titoli solidi di aziende rinomate, ma si attendono guadagni mirabolanti da nuove società. Non è quello che è che ci rende felici ma quello che ci aspettiamo.

Da un sondaggio della Gallup del 2003 solo il 13% degli italiani guarda al futuro con ottimismo. La China è la più ottimista delle nazioni, 54% dei cinesi è convinto che il futuro sarà migliore delle attese. Proprio così, maggiore il numero dei problemi risolti più lo sguardo si affila su quanto resta da fare.

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Showing 54 comments
  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    ECCELLENTE PEZZO DEL CARO ED AMICO MAURO

  • Christian Bazzucchi
    Rispondi

    Preciso come sempre, grande Mauro

  • utopia luca
    Rispondi

    Ma con quale coraggio scrivere tutte queste stronzate insieme?

    vieni a lavorare da precario con contrattino flessibile al mcdonalds o in un call center per 8 – 10 – 12 ore al giorno poi vediamo se gli vuoi così bene al capitalismo….
    …prova a nascere in una famiglia di operai senza risparmi, in cui non si hanno le conoscenze giuste per raccomandare il proprio figlio e poi vediamo se vuoi bene al capitalismo…
    ….tu pensi davvero che uno crede a tutte queste stronzate messe insieme?
    ….l’unico punto giusto è l’undicesimo anche se comunque la felicità non si percepisce ma si sente e si manifesta ad esempio con i 4 SI del referendum contro i merdosi privati dell’acqua e del nucleare …..

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Forse era preferibile nascere dipendente della UAZ nel 1978, già, già…

    • Sav
      Rispondi

      Di solito il figlio lo si raccomanda al politico o al massimo al monsignore, tanto poi se il figlio non sa fare nulla e non produce nulla di buono i soldi per pagarlo si prendono ai tax payer che invece producono.
      Se invece il figlio è bravo e capace e ha voglia di fare, in un sistema capitalistico non avrebbe bisogno di particolari raccomandazioni, e difficilmente si vedrebbe scavalcare dal “trota” di turno.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      caro Luca, condivido il tuo malessere ma ti invito a chiederti se è il capitalismo di cui scrive l’autore del Post la causa della tua condizioni di oggi e quella dei tuoi genitori (mi pare di capire, operai) o invece non sia come io credo, lo statalismo e l’interventismo su ogni virgola dell’agire umano, da parte di schiere di predoni chiamati politici di ogni colore e bandiera ?
      se vuoi magari approfondire la questione senza dare per scontate le cose, comprati e leggi di Pascal Salin “Ritornare al capitalismo, per uscire dalla crisi”. Io l’ho finito di leggere qualche giorno fa, te lo consiglio. Poi avrai di sicuro più elementi per prendertela o con lo statalismo o con il capitalismo, ammesso che quest’ultimo sia mai davvero esistito, almeno in Italia. Ciao

  • carlo
    Rispondi

    interessante punto di vista in termini “globali”. Ovviamente l’articolo ha senso solo se i dati riportati fanno riferimento a delle fonti autorevoli. Potrebbe cortesemente indicare le fonti? La ringrazio.

  • Christian Bazzucchi
    Rispondi

    io invece credo che l’Italia vada a fondo proprio per colpa di quelli come te utopia luca
    niente di personale è, solo una semplice opinione

  • michele lombardi
    Rispondi

    parole in liberta’…

    quale capitalismo?

    quello greco, USA, Argentino, Italiano???

    il capitalismo col gold standard va abbattuto con una rivoluzione comunista, giustamente, il capitalismo misto stato-privato = corruzione va abbattuto con la speculazione, …

    attendo di sapere “quale” capitalismo, ma dubito che in questo sito ML ci sia la lucidita’ mentale per delinearne uno

    • Sav
      Rispondi

      mmm…evidentemente ci si riferiva al capitalismo greco-argentino con supercazzola prematurata con scappellamento a destra con gold standard italo-statunitense a sinistra come fosse antani, almeno credo…ma purtroppo la mia lucidità mentale fa cilecca…col tarapìa tapiòco!

  • michele lombardi
    Rispondi

    attendo di sapere QUALE capitalismo

    quelli attualmente in vigore stanno tutti fallendo, me ne indicate uno “libero, in crescita, etc”?

    attendo notizie libertarie

    • antonio
      Rispondi

      quello guatemalteco anni 70, con imprese libertarie americane cha pagavano libertariamente i braccianti 0,5 $ al giorno, lavoro da questi scelto libertariamente, ahah!

      • michele lombardi
        Rispondi

        tipico capitalismo cristiano di chi crede di rappresentare la nazione promessa dal loro dio padrone che gli lascia tutto il mondo a loro uso e consumo

  • TPM
    Rispondi

    Avanti così con questi articoli!!
    è assurdo che ci sia gente che critica questi articoli perchè non vuole la libertà!
    Sappiate che nel mondo esiste gente che vuole essere libera e non vuole sentirsi dire dagli altri come deve vivere!!!

    W il capitalismo e la libertà!!

  • FM
    Rispondi

    Mi permetto di citare un post a mio parere bellissimo:
    http://lasciateognistronzata.tumblr.com/post/17365406357/insospettabilmente-superficiale-dati-eurostat

    “Mi raccomando, continuate a belare come mongoloidi contro gli evasori e chiedete che tutti i ricchi
    (concetto del tutto arbitrario e che vi si paleserà a breve in forma di ICI) versino ancora più tasse.
    Poi guardacaso la popolazione è sempre più povera e chi riceve sti cazzo di soldi, che secondo qualche
    tara mentale che vi hanno inculcato alla scuola dell’obbligo è una fatina buona che dovrebbe restituirveli sotto forma di servizi, è sempre più ricco.
    Continuate.
    Perché il capitalismo, che vi ha dato il pc a 300€ e il latte a 1,40€ è merda,
    e invece lo statalismo che vi toglie metà stipendio e ci ha regalato due guerre mondiali è una figata
    da foraggiare con i soldi di chi si fa il culo dal mattino alla sera”

    FM

  • Roberto Seven
    Rispondi

    Non mi stupisce di trovare articoli di questo tipo, in fondo si tratta sempre di giustificare ingiustizie ed orrori con un po’ di filosofia spicciola.

    Ovviamente, non condivido quasi nulla, anche se voglio molto bene anche io al capitalismo (sono un piccolo imprenditore).

    In ogni caso, siccome reputo le persone che pubblicano su questo sito persone intelligenti, sono convinto che tutti quelli che hanno Mises su comodino hanno Keynes e Krugman sotto il letto. Essendo intelligenti, appunto, sanno che il mondo funziona come ha descritto il vecchio inglese, e che gli Austriaci si sbagliavano di grosso. Solo che è dura ammetterlo, dopo averci creduto …

  • Francesco
    Rispondi

    All’autore dell’ articolo
    Che il Capitalismo abbia migliorato il tenore di Vita della gente e’ un fatto assodato , ma che esiste solo
    il Capitalismo come sistema per migliorare il tenore di Vita e’ Tutto da dimostrare.
    Personalmente penso che il migliore tenore si e’ avuto nel ventennio 1960-1980 quando la societa’ era bilanciata ,mentre dal 1980 dall’abbattimento del muro di Berlino i Capitalisti hanno avuto la strada spianata
    peggiorando anno dopo anno il tenore di vita della massa , sottraendo sempre piu’ ricchezza e diritti .
    Mio padre con un lavoro da operaio ha dato da mangiare a 4 figli, io con un lavoro da Manager solo due figli
    Quindi che il Capitalismo sia una macchina del benessere e’ tutta da dimostare , dipende dall’EQUILIBRIO
    Punto 2. Ma chi l’ha detto che aumentando i posti di lavoro aumenta il benessere ?
    Potrebbe aumentare il benessere diminuendo il lavoro!!!!!!!!!!!!!!!!
    per esempio facendo lavorare le macchine e ridistribuendo la ricchezza come reddito alla gente
    Punto 3. il Capitalismo e’ sano??
    Ma chi mi dice che non si potrebbe migliorare con un’altro sistema e raggiungere il 3 su 1000 ,oggigiorno
    la sanita’ e’ una macchina da soldi , il margine di miglioramento e’ ENORME
    Punto 5. il Capitalismo fa molto per l’istruzione
    Si, l’istruzione necessaria per servirli ma non quella che serve per usare il proprio cervello
    Punto 6.il capitalismo favorisce l’eguaglianza?
    Si’, basta che l’equaglianza sia verso il basso , mai alzare la testa
    hai quallche possibilita’ se servi a Loro
    Punto 7.il Capitalismo e’ il miglior alleato della liberta’?
    Si, la liberta’ di morir di fame se non hai lavoro or la forza per lottare
    Punto 8. IL Capitalismo ha bisogno di Pace.
    Perche’ non dirlo hai Capitalisti che rilanciano l’economia facendo le guerre in qualunque parte del
    Globo, e’ un elenco infinito ………
    Punto 9. Il Capitalismo protegge l’ambiente
    questa e’ la piu’ grande BALLA,diciamolo ai Canadesi che vedono distrutto giorno dopo giorno ettari di foresta dalla ESSO e SHELL per il santo petrolio or ai Brasilaiani che hanno visto le foreste date a fuoco
    per creare pascoli per l’allevamento che e’ piu ‘redditizo etc……………

    CHE IPOCRISIA QUESTO ARTICOLO

    Franco

  • antonio
    Rispondi

    punto 3: a cuba la speranza di vita e’ maggiore che negli usa, ahah!
    articolo ingenuo e infantile, si confonde capitalismo e tecnologia, si imputano al capitalismo meriti non esclusivi, si paragonano periodi storici scelti arbitrariamente, si disconosce l’enorme ruolo modernizzatore dei paesi socialisti rispetto a cio’ che erano prima, si attribuiscono al capitalismo meriti “comunitari” che invece sono del socialismo.

    • andrea
      Rispondi

      Secondo quali dati, i cubani stanno fisicamente meglio, e campano di più degli statunitensi?

        • Lorenzo
          Rispondi

          Antonio, preferisci vivere a Cuba o negli Stati Uniti?

          • antonio

            lorenzo,
            10000 volte a cuba. ho cari amici d’infanzia che vivono negli usa, non ci andrei manco morto. i soldi contano poco per me, preferisco essere povero ma avere tanti amici e tante donne che avere tanti soldi ed essere SOLO.
            e tu preferiresti la svezia (paese all’80% socialista) o il guatemala (ultracapitalista)?
            fate sempre l’errore (o la paraculata) di comparare paesi capitalisti-ricchi con paesi socialisti-poveri, rimuovendo i numerosi casi contrari.

            andrea,
            l’articolo diceva che il capitalismo aumenta la vita media e allora ho risposto con cuba, limitatamente a quella questione.
            l’aumento della vita media dipende soprattutto dalla riduzione della mortalità infantile, che dipende dalla tecnologia medica (non esclusiva del capitalismo) ma SOPRATTUTTO DALL’IDEOLOGIA COMUITARIA SECONDO LA QUALE I POVERI HANNO DIRITTO AD ASSISTENZA MEDICA GRATIS… idea decisamente anticapitalista.

        • andrea
          Rispondi

          Secondo quel grafico, a livello sanitario USA e Cuba starebbero alla pari. Secondo me, a meno che uno non capiti tra i morti di fame, sono sempre meglio gli USA. A livello puramente economico e materiale ovviamente, poi uno si può anche innamorare di un paese povero, e riuscire a viverci abbastanza bene, ma poi in quel campo subentrano fattori soggettivi. Oggettivamente gli stati uniti offrono più possibilità economiche, ma ovviamente anche andare a vivere negli USA è una scommessa, si può anche perdere e in tal caso si può finire a vivere anche peggio che in paesi molto più poveri

          • utopia luca

            “..un amico del mio amico ci vive,dice che a differenza degli altri paesi latino americani,non c’è povertà e nemmeno ricchezza,sono tutti allo stesso livello.gli stipendi sono bassi,ma anche il prezzo delle cose non è elevato.Il paese ha un buon grado di alfabetizzazione,forse il più elevato dei paesi latino-americani.Non esiste razzismo,i bianchi,i neri,i mulatti convivono in modo pacifico….”

  • michele lombardi
    Rispondi

    articolo superficiale e senza senso

    quale capitalismo, resto a chiedere:

    statale o anarchico?

    • andrea
      Rispondi

      L’anarco-capitalismo è un ossimoro, non è mai esistito un capitalismo anarchico, e mai ci sarà, l’unica forma di capitalismo possibile è quella statale!

      • michele lombardi
        Rispondi

        ma cosa cazzo dici?

        il capitalismo puo essere solo anarchico, quello statale entra in default entro pochi anni come succede ora, ovunque, dal giappone all’italia

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    E se invece di parlare di “capitalismo”, che è parola ambigua e compromessa (esiste anche un capitalismo di Stato, vedi ex-Unione Sovietica, con sistemi di accumulazione e di asservimento ben più orrorosi di quelli del mondo libero) parlassimo di”economia di mercato” ? Forse a questo punto ogni ambiguità cadrebbe, perchè un “mercato di Stato” è una contraddizione in termini.

    • antonio
      Rispondi

      non cadrebbe, perchè ad esempio in albania il comunismo portò un velocissimo processo di industrializzazione e miglioramento del benessere generale (comparando con la situazione precedente) e non era un’economia di mercato… invece abbiamo economie di mercato che fanno schifo: haiti, sierra leone e 100 altre.

      • andrea
        Rispondi

        Non hai tutti i torti, anche se non sono mai stato comunista/socialista(anzi tendo più verso l’anticomunismo), devo ammettere che uno dei paesi ex sovietici in cui c’è meno miseria e degrado, è la Bielorussia. Cioè l’unico stato ex-sovietico, che non s’è convertito bruscamente dal comunismo al libero mercato, ma ha deciso di adottare un’economia mista, un mix di socialismo e comunismo, che permette a tutti di vivere a un livello dignitoso, senza disuguaglianze economiche estreme(se non sbaglio esiste pure una legge, che stabilisce una proporzione massima tra gli stipendi più alti, e quelli più bassi). Nelle città c’è benessere, ma anche fuori dai grandi centri urbani, c’è un livello di vita umile ma decoroso. Invece in Romania(ma da quello che mi hanno raccontato, anche in Russia ed Ucraina) si incontrano differenze enormi, città relativamente ricche e benestanti, e periferie e campagne sprofondate nel degrado più totale, con gente che vive a livelli di miseria inimmaginabili. Questi sono gli effetti di una brusca deriva verso il libero mercato, che questi paesi non erano culturalmente e strutturalmente preparati ad affrontare, e che quindi ha creato squilibri anche maggiori di quelli che ci sono nei paesi occidentali!

        • andrea
          Rispondi

          * ” un mix di socialismo e comunismo”

          scusa, volevo scrivere UN MIX DI SOCIALISMO E MERCATO

          • antonio

            infatti i bielorussi sono gli unici che non emigrano… e infatti i “libertari” ne hanno immediatamente bollato il governo come punto nevralgico dell'”impero del male”…

      • Fidenato Giorgio
        Rispondi

        L’esistenza della proprietà privata è condizione necessaria ma non sufficiente per dire che un’economia è capitalista. Parlare di Haiti o latri paesi e equipararli a paesi capitalisti, è un’idiozia totale. Nemmeno gli USA lo sono. Ma chi legge questo sito avrebbe dover capito cosa i libertari intendono per capitalismo? E infatti molti americani hanno ormai capito che ormai anche gli USA sono paesi socialdemocratici. Per quanto riguarda haiti, eccc. o paesi in cui si paga 0,50$, magari imposti con la violenza, ci vuole un bel coraggio definirli capitalisti. Se leggete questo sito avrete notato delle nostre feroci critiche a qualche aspetto della vita socio politica anche degli USA. Come avrete notato alcune nostre critiche anche a Berlusconi o al centro destra. Fate delle confusioni madornali!!!

        • andrea
          Rispondi

          Quindi secondo la tua concezione ideale di capitalismo, potremmo concludere che il capitalismo non esiste e non è mai esistito(e probabilmente mai esisterà)? Più o meno anche i comunisti odierni, per evitare di prendere atto di tutti problemi e dei crimini contro l’umanità che ci sono stati nell’ex URSS, a Cuba, in Corea del Nord, in Vietnam ecc… dicono le stesse cose, cioè che per loro il socialismo ideale non s’è mai realizzato, non è mai esistito
          Quindi bisogna mettersi d’accordo sui termini, quando in questo sito parlate di capitalismo liberista, parlate di qualcosa che esiste davvero, o solo di un’ideale, di un sogno perfetto??

  • Francesco
    Rispondi

    All’autore dell’articolo
    Leggi questo articolo su FORBES ,una lettera di un Capitalista a propri investitori,dove
    chiaramente dichiara che il Capitalismo sta distruggendo la Societa’.
    Una persona che vede ogni giorno, concretamente (non ideologicamente),cio’ che il Capitalismo
    crea

    Jeremy Grantham Says Capitalism May Destroy Us All
    Jeremy Grantham, the well-known value investor and co-founder of the asset management firm GMO, just issued a long quarterly letter to investors in which he worries for the future of capitalism. He writes that

    Capitalism has gone through a Darwinistic series of trials and errors, which still continues. For the time being, capitalism has tuned itself to rapid growth at almost any cost. . . . The reader can easily see how a corporation’s outlook on potential future damage might be a painful mismatch with that of ordinary individuals and society at large. The consequences of this not only can be disastrous but probably will be.

    He goes on to add that “it is quickly apparent that capitalism in general has no sense of ethics or conscience. Whatever the Supreme Court may think, it is not a person,” and, “It gets worse, for what capitalism has always had is money with which to try to buy influence. Today’s version of U.S. capitalism has died and gone to heaven on this issue.” But “of all the technical weaknesses in capitalism, though, probably the most immediately dangerous is its absolute inability to process the finiteness of resources and the mathematical impossibility of maintaining rapid growth in physical output.”

    He brings Karl Marx into his argument, recalling that the great economic philosopher expected to focus on growth at all costs to ultimately cause workers to rise up in revolt:

    Well, time marches on and it’s going to be hard to have a workers’ revolution with no workers. Organizing robotic machine tools will not be easy. However, Marx and Engels certainly got the part right about globalization and the supranational company increasing the power of capital at the expense of labor. To interfere with Marx’s apocalyptic vision, we need some enlightened governmental moderation of the new globalized Juggernaut (even slightly enlightened would be encouraging) before capitalism gets so cocky that we have some serious social reaction.

    He finishes by saying that “capitalism does admittedly do a thousand things better than other systems: it only currently fails in two or three. Unfortunately for us all, even a single one of these failings may bring capitalism down and us with it.”

    On the bright side—yes, there actually is a bright side—Grantham is optimistic about current investing opportunities and has very encouraging words for the individual investor. At least you’ll do better than the pros, he insists:

    Recognize your advantages over the professionals. By far the biggest problem for professionals in investing is dealing with career and business risk: protecting your own job as an agent. The second curse of professional investing is over-management caused by the need to be seen to be busy, to be earning your keep. The individual is far better-positioned to wait patiently for the right pitch while paying no regard to what others are doing, which is almost impossible for professionals. . . . In my opinion, you hold enough cards and will beat most professionals (which is sadly, but realistically, a relatively modest hurdle) and may even do very well indeed.

    Find more gems from Grantham’s letter here, and read the complete idiosyncratic document (it ends with a full quotation of Polonius’s speech of advice to the departing Laertes in Hamlet) here.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    @ Muro Meneghini – che l’articolo sia eccellente te lo hanno già detto, non voglio ripetermi perché troppi complimenti poi potrebbero sembrare adulazioni, ed invece ti faccio una critica: avresti dovuto inserire una tabella con gli indici di libertà economica dei vari paesi, così forse l’autore di qualche critica se la sarebbe dovuta rimangiare.

    @ Francesco – “Personalmente penso che il migliore tenore si è avuto nel ventennio 1960-1980 quando la società era bilanciata, mentre dal 1980 dall’abbattimento del muro di Berlino i capitalisti hanno avuto la strada spianata” – Se ti riferisci all’Italia prendi una cantonata, fu all’incirca allora che i nostri politici iniziarono a prendere voti affermando che nel terziario e nei servizi c’erano grandi possibilità di lavoro.
    Tradotto dal politichese significò lavori inutili ed assunzioni a raffica nel pubblico impiego.
    Poi, ancor più bello, affermi che “il benessere potrebbe aumentare diminuendo il lavoro, per esempio facendo lavorare le macchine e ridistribuendo la ricchezza come reddito alla gente” ossia le macchine lavorano e tutti a fare un cazzo!
    Forse nell’articolo Meneghini non te lo ha spiegato bene ed allora provo a rimarcartelo: il capitalismo “è lavoro”, lavoro di maestranze e lavoro di capitalisti che non affidano i loro beni alla sorte con lo spirito del marchese Del Grillo, ma li seguono attentamente, capitalista è, semmai per restare nel film, il carbonaro.
    Mia opinione è che il capitalismo ed il lavoro siano la macchina del benessere e dell’eguaglianza sociale. Chi lavora in un paese economicamente libero, può divenire un capitalista, se non subito, nel tempo di qualche generazione. Chi è capitalista in un paese economicamente libero e non ha voglia di lavorare, inevitabilmente cessa di esserlo, se non subito, nel tempo di qualche generazione.
    Succede anche regolarmente che quelli che non hanno voglia di lavorare siano mossi ad invidia ed auspichino la distribuzione socialistica. Se non subito, nel tempo di qualche generazione il benessere diminuisce e la società impoverita deve tornare a liberare l’economia.
    Purtroppo la cura per l’invidia non l’hanno ancora trovata.

  • antonio
    Rispondi

    pericoloso invidioso che non gli va di lavorare e non vede l’ora di sfruttare l’indifeso capitalista:

    http://www.villaoliveti.it/immagini/fame4.jpg

    • andrea
      Rispondi

      “infatti i bielorussi sono gli unici che non emigrano… e infatti i “libertari” ne hanno immediatamente bollato il governo come punto nevralgico dell’”impero del male”…”

      Già, infatti hanno fatto passare il presidente Lukashenko (che non è certo un liberale, e che obiettivamente non è certo un amante della libertà di stampa. Ma nonostante questo è stato democraticamente eletto)come il peggior dittatore del mondo, proprio perché non ha aperto totalmente il paese ai mercati internazionali, ma ha adottato una politica semi-socialista e protezionista. Ovviamente la Bielorussia rimane comunque un paese poverissimo, ma se la passa leggermente meglio della vicina Ucraina, e non ha conosciuto alcuni fenomeni di degenerazione(come la criminalità organizzata, e la microcriminalità, che Lukashenko ha combattuto in maniera durissima, tanto che Minsk è diventata una delle città più sicure d’europa, in cui anche le donne possono andare in giro da sole file a tarda notte, senza grossi rischi).
      Cmq io non sono né comunista, né liberista, credo che ogni paese abbia le sue particolarità e specificità, e quindi non esiste una ricetta economica che va bene per tutti. Per esempio un paese economicamente debole, e con istituzioni democratiche ancora “immature” come la Bielorussia, rischierebbe di essere svenduto e spolpato dagli squali del mercato, dai paesi più economicamente finanziariamente più forti, e quindi per il momento fa benissimo a non aprirsi al liberismo!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    @ Antonio – Non occorre che me la giri, di foto del genere ne ho già viste purtroppo un’infinità in internet e, buttacaso, arrivano da paesi del socialismo reale dove la gente arriva a fare la fame ed i papponi che comandano soffrono di obesità. Te ne risparmio una dalla Cambogia con una catasta di teschi e ti faccio notare come, dalla Tailandia a Cuba, sia comune la prostituzione delle bambine e questo avveniva anche a due passi da casa nostra ad iniziare dalla felice Juguslavia, avveniva per fame.

    @ Andrea – Per me dovrebbero adottare il libero mercato, ma non mi illudo di importi la mia opinione. Una invasione economica è come una invasione militare dove il più forte invade il più debole. All’inizio scorre sangue e fame nera, ma poi la trottola del tempo gira e, che siano i Romani in Britannia o i Longobardi in Italia, la vita migliora per tutti. Ricordo il giudice Pavone che si batté contro una mafia del Veneto, spiegare come a Catania dove c’era al tempo delinquenza, ma non mafia, fosse rischioso uscire di sera, mentre a Palermo una signora potesse uscire e sfoggiare collane certa di non essere scippata, perché la mafia ben presente in città controllava tutto e non tollerava episodi di criminalità. Medita se il paese che additi come felice, non sia in realtà un paese dove solo la casta politica ha la possibilità di rubare.

    • andrea
      Rispondi

      Non ho detto che la Bielorussia sia un paese felice, ma che la vicina Ucraina, che è un paese con caratteristiche molto simili, ma più aperto al capitalismo, sta messo anche peggio. Quindi ne deduco che l’economia di mercato, anche se in linea di massima nella maggior parte dei paesi sembra funzionare meglio del socialismo,non è un sistema ideale per tutti i Paesi del mondo, e non si può applicare con successo ovunque. E credo che serva anche una certa gradualità, passare bruscamente da un sistema all’altro può anche causare dei grossi problemi e sconvolgimenti sociali!
      Per quanto riguarda il basso tasso di criminalità, ovvio che l’hanno ottenuto con una grande quantità di controlli alla dogana, e con una presenza sul territorio di polizia ed esercito molto superiore rispetto alle città italiane. Ma nonostante i controlli molto lunghi, e noiosi alla dogana, e nonostante il prezzo del visto un po’ altino, in tutto il tempo che sono stato a Minsk(una settimana) questa presenza della polizia non mi ha mai causato nessun particolare problema(è sufficiente essere rispettosi delle regole, e comportarsi correttamente e gentilmente con la gente del posto), e nessuno ha mai provato ad abusare del suo potere nei miei confronti. Certo può darsi che i turisti siano trattati con un occhio di riguardo, mentre i locali abbiano qualche problema in più con questa presenza capillare, e apparentemente eccessiva delle forze armate, ma visto che non ho prove in proposito, non lo darei per scontato.
      Mentre i vantaggi sono sotto gli occhi di tutti, perché se la presenza della polizia può risultare un po’ antipatica(soprattutto a chi non rispetta le leggi), l’assenza di forse dell’ordine, può portare a risultati anche peggiori, come ad esempio l’insicurezza che si vive in molte periferie italiane, in cui specie molte ragazze hanno paura ad uscire da sole la sera!

  • Francesco
    Rispondi

    @Roberto Porcu
    l’articolo sopra e’ la piu’ grande BALLA che si potesse scrivere sul Capitalismo , leggi l’articolo che ho postato
    sopra di Jeremy Grantham,un CAPITALISTA, su FORBES una lettera ai suoi investitori,leggila bene cosi’ forse capirai cosa veramente sta succedendo,un persona che vede giornaliermente cio’ che il Capitalismo crea e non una serie di teorie questa e’ la realta’ .Bisogna ammettere i propri errori perche’ solo cosi si migliora mentre rimanenedo rigidi sulle proprie posizione non si fa altro che regredire .
    E che ci sarebbe di male se le macchine lavorano e la gente fa cio’ che piu gli si addice( e non un cazzo) senza violentare la propria natura dedicandosi ad attivita ‘ piu’ adatti all’essere umano o pensi che i lavori ripetitivi che si hanno nelle fabbriche siano gratificante per un essere umano ? perche’ ti invito a farlo e vedrai
    come si friggera’ il tuo cervello.
    E poi invidioso di Chi ?
    Francesco

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    segnalo a Mauro, l’autore del post, che l’ultimo paragrafo, è affetto da un errore nel titolo :
    infelici al posto di felici. CORREGGERE PREGO.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    CONSIGLIO A TUTTI, DI LEGGERE L’ULTIMO LIBRO DI PASCAL SALIN
    RITORNARE AL CAPITALISMO PER USCIRE DALLA CRISI.
    E’ di un efficacia e immediatezza da capolavoro.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    1. LO STATALISMO TI PROMETTE IL BENESSERE, CON I SOLDI TUOI, TRATTANDOTI DA DEFICIENTE INABILE A CAPIRE QUELLO CHE DESIDERI O TI SERVE, E POTRESTI PERMETTERTI NELLA LIBERTA’. QUINDI LO STATALISMO DISTRUGGE IL BENESSERE E NE FORNISCE UNO FITTIZIO, UGUALE E PESSIMO PER TUTTI. DEFICIENTE !!!
    2. LO STATALISMO PROMETTE POSTI DI LAVORO, SUSSIDI, CASSA INTEGRAZIONE, ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE, CONTRIBUTI PER IL FANCAZZISMO, PRENDENDO CON LE TASSE I SOLDI ANCHE A TE CHE SEI PRECARIO, CASSA INTEGRATO, PROSSIMO ALLA PENSIONE. LO STATALISMO QUINDI NON SOLO NON CREA POSTI DI LAVORO E OCCUPAZIONE MA DISTRUGGE LE POSSIBILITA’ DI LAVORO ESISTENTI E LO FA SPRECANDO UN MUCCHIO DI QUATTRINI, MIEI E TUOI. DEFICIENTE !!!!
    3. LO STATALISMO E’ SANO COME IL CAPITALISMO, CON LA DIFFERENZA CHE LA SUA SALUTE DIPENDE DAL FATTO CHE E’ IL TUO PARASSITA. LUI PROSPERA RACCONTANDOTI CHE SI PREOCCUPA DELLA TUA SALUTE, MENTRE E’ IMPEGNATO A SUCCHIARE OGNI TUA RISORSA : LAVORO, FATICA, RISPARMIO, INVENTIVA, INTELLIGENZA, SPIRITO DI SACRIFICIO, E PERSINO LA SPERANZA E LA FIDUCIA NEL FUTURO. DEFICIENTE !!!
    4. LO STATALISMO FA MOLTO PER L’ISTRUZIONE COME IL CAPITALISMO. FA COSI’ TANTO DA FARTI CREDERE DA QUANDO NASCI, SPESSO FINO A CHE CREPI, CON L’ASILO, LA SCUOLA, L’UNIVERSITA’, I MEDIA CHE SEI NELLE MANI DI UN ENTE SOPRANNATURALE CHE TUTTO PUO’ TUTTO CREA PER IL TUO BENE E NON FA ALTRO CHE PREOCCUPARSI DI COSA LEGGI, COSA STUDI, COSA IMPARI, DANDOTI LUI UNA CULTURA E UN’ISTRUZIONE (LA SUA !!!) PERCHE’ TU POSSA ESSERE UNO SCHIAVO INCONSAPEVOLE E UN CONTRIBUENTE PERFETTO. DEFICIENTE !!!
    5. LO STATALISMO PROMUOVE IL PROGRESSO, SI !! PER I POLITICI E LE LORO LOBBY, CASTE DI POTERE : MAGISTRATURA IN TESTA, CSM, AUTORITY DEL MENGA, COMMISSIONE DEL VOLGA, RETTORI UNIVERSITA’, DIRETTORI GIORNALI E MEDIA, DIRETTORI GENERALI DI ASL E ENTI PUBBLICI, COMANDANTI FORZE DELL’ORDINE, BOIARDI DI AGENZIE DELL’ESTORSIONE DELLE ENTRATE, FARABUTTI DI NEQUITALIA, PRESIDENTI DI COMUNITA MONTANE, E FANCAZZISTI DI OGNI SPECIE. DEFICIENTE !!!!
    6. LO STATALISMO FAVORISCE L’EGUAGLIANZA SOLO QUANDO TI FA PRENDERE UNA SCHEDA COLORATA E TU COME UN DEFICIENTE LA INFILI IN UN URNA, INSIEME A MILIONI DI ALTRI DEFICIENTI COME TE. DEFICIENTE !!!
    7. LO STATALISMO E’ IL MIGLIOR ALLEATO DELLA LIBERTA’ : QUELLA DI POTERTI SCEGLIERE I TIRANNI DA VOTARE, ACCLAMARE E CUI AFFIDARE IL TUO DESTINO. DEFICIENTE !!!
    8. LO STATALISMO A PAROLE PROCLAMA E INVOCA LA PACE, IN SILENZIO STIGMATIZZA INVECE LE NAZIONALITA’, LE LINGUE, LE TRADIZIONI E LA CULTURA DI UN POPOLO RISPETTO A UN ALTRO. LO STATALISMO PER RIAFFERMARE SE STESSO, QUANDO VACILLA PROCLAMA UNA GUERRA : ORA CONTRO UN PERICOLOSO TERROSISTA ISLAMICO, ORA PER ESPORTARE LA DEMOCRAZIA, ORA PER AIUTARE I POPOLI BISOGNOSI, ORA PER QUESTO ORA PER QUELLO. E A QUELLE GUERRE MANDA TE, CHE LI HAI PURE VOTATI. DEFICIENTE !!!
    9. LO STATALISMO HA BISOGNO DELL’AMBIENTE PER MANTENERE IN PIEDI COMUNITA’ MONTANE INUTILI, FORESTALI CHE D’ESTATE INCENDIANO I BOSCHI E D’INVERNO PIANTANO ABETI E PINI, LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI (UTILI SOLO AI POLITICI PER ESSERE VOTATI, OVVIAMENTE) LO STATALISMO HA BISOGNO DEL MARE PER RICORDARE A TE CHE SE DORMI NON PIGLI PESCI E POI NON PAGHI LE TASSE. LO STATALISMO SI PREOCCUPA DI INCENTIVARE LA VENDITA DI AUTO E POI PRENDE PROVVEDIMENTI PER L’ARIA AVVELENATA CHE RESPIRI, DANDOTI LA MULTA. PERCHE’ SI SA LE MULTE RIPULISCONO L’ARIA. DEFICIENTE !!!
    10. NELLO STATALISMO FIORISCE L’ARTE. L’ARTE DI FOTTERE IL PROSSIMO E DI VIVERE ALLE SPALLE DEGLI ALTRI, CHIEDENDO ASSISTENZA, SUSSIDI, PROVVIDENZE, E PERSINO UN POSTO AL CAMPO SANTO, POSSIBILMENTE ARIEGGIATO E LUMINOSO, IN CULO AGLI ALTRI DEFUNTI. DEFICIENTE !!!
    11. LO STATALISMO RENDE FELICI DI ESSERE PRESI PER IL CULO PER LA VITA INTERA, FACENDOTI CREDERE CHE LE TASSE DIMUNIRANNO QUANDO TUTTI LE AVRANNO PAGATE, CHE LA CRISI L’HANNO PROVOCATA I CATTIVI BANCHIERI, GLI SPECULATORI FINANZIARI, I PRODUTTORI DI PETROLIO, E IL CAPITALISMO BECERO E DISTORTO. DEFICIENTE !!!

    ORA PENSA PURE OGNI MALE DEL CAPITALISMO, RITIENILO, COME TI HANNO INSEGNATO DALL’ASILO NIDO, CHE E’ LA CAUSA DI TUTTI I TUOI MALI : CHE NON HAI LAVORO, CHE NON LO TROVI, CHE CE L’HAI MA SEI PRECARIO, CHE LO HAI PERSO, CHE I TUOI RISPARMI SONO ANDATI A FARSI FOTTERE, CHE LAVORI, PAGHI TASSE E NON TI RIMANE UNA SEGA PER IL TUO FUTURO, CHE I CLIENTI NON TI PAGANO E SE VAI A CHIEDERE GIUSTIZIA IN TRIBUNALE I CANCELLIERI TI RIDONO IN FACCIA, IMPEGNATA COM’E’ LA GIUSTIZIA ITALIANA A PERSEGUIRE IL CRIMINE !!! ORA PENSA PURE OGNI MALE DEL CAPITALISMO, MA TI VUOI TENERE LO STATALISMO ? O COME DIAVOLO LO VUOI CHIAMARE TE ?
    TI AVVERTO, TU SEI LIBERO DI TENERTELO CARO SE PREFERISCI. TI AVVERTO CHE QUELLI CHE SCRIVONO QUI, NON DARANNO PIU’ UN CENTESIMO MA SOLO CALCI IN CULO, A TE E AL TUO BENEAMATO STATALISMO, TI E’ CHIARO ?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    @ Andrea – Tra Bielorussia ed Ucraina che dici, sono d’accordo con te che non si possa generalizzare e che i cambiamenti vadano pilotati, caso per caso, con una certa gradualità. Ricordo la vicina Juguslavia nella quale la gente aveva il terrore della milicia e stesso sentimento ho ancora avvertito nella Romania del dopo Ceausescu. Noi alla frontiera si passava (con la mancia) ed i rumeni erano vittime inermi. Ricordo un ragazzo sposato con una italiana di Rimini che cercava di passare ed aveva con se una macchina da cucire usata che voleva regalare alla madre. Neanche avesse cercato di entrare un terrorista con una bomba atomica in valigia. Gliene hanno fatto passare … perché lui era rumeno come loro, ma era riuscito ad emigrare, si era sposato ed aveva passaporto italiano, lui, per loro, era diventato ricco.
    E qui torniamo al sentimento di invidia che già dissi.
    L’altro giorno, nello scrivere pensavo al popolo cinese. Guerra civile, una parte con Mao rimase in Cina ed una con Chiang Kai-shek si rifugiò a Formosa scegliendo una economia capitalistica ed aprendosi al mercato contrariamente a quelli con Mao che scelsero l’economia di stato. La differenza di benessere degli abitanti divenne così stridente che finì che anche la Cina che era di Mao ha scelto di aprirsi al mercato ed al più sfrenato capitalismo.

    @ Francesco – Ti premetto che io tanti libri di teoria economica non li ho letti, io l’economia la faccio e mi ci faccio il culo per farla. Cominciai a farla come dipendente in una fabbrica, poi cambiai posto di lavoro, … ed ora la fabbrica dove lavoro è mia.
    So che devo farmi il culo più degli altri, altrimenti i miei concorrenti avanzano ed io indietreggio. Ti dirò che mi sono sempre sentito gratificato del mantenermi con il mio lavoro e poi di arrivare a mantenere con esso anche una famiglia.
    Quella storiella delle macchine che lavorano, mi pare un film di fantascienza. Esse producono se c’è dietro un essere umano con i coglioni che sappia dire loro quello che devono fare, che ci siano tanti esseri umani che inventino e realizzino queste macchine e tanti che le sappiano riparare e modificare.
    Il fancazzista che si dedica a cose più elevate mentre le macchine lavorano è un dipendente pubblico che fa Pil con lo stipendio che percepisce, mentre la produzione vera del paese la fanno gli altri, sputando sangue, sporcandosi le mani, rischiando del proprio, infortunandosi , … e rimanendo talvolta con niente in mano sino a scegliere di impiccarsi.
    La tua filosofia era applicata nell’antica Grecia dove potevano permettersi di passare le giornate a filosofeggiare ché tanto, il lavoro glielo facevano gli schiavi.
    A me non va di essere schiavo di alcuno e voglio che il benessere vada a chi se lo guadagna e non ai parassiti di ogni sorta, ti è chiaro il concetto ?

  • Francesco
    Rispondi

    @ Roberto Porcu
    Si’,Ho capito che sei bloccato su un concetto e basta, senza guardarti attorno ,aprire gli occhi e guardare
    al futuro. E’ sbagliato proteggere con enormi bugie un sistema ,il Capitalismo, che ha i suoi pregi ma ha anche tanti difetti , come e’ sbagliato proteggere lo Stalinismo avendo sotto gli occhi i danni provocati.
    Io credo che bisogna imparare dagli errori del passato delle due parti per migliorare il nostro futuro.
    Tu parli di parassiti che eventualmente ne approfitterebbero del sistema delle macchine ,ma se si automatizza il lavoro non basterebbe per Tutti per cui sarebbe una conseguenza del sistema , ma sarebbe
    anche da criminale creare un lavoro stupido, come nei paesi dell’est, solo per giustificare uno stipendio,
    che ne facciamo di quelli che non hanno il lavoro ? Blocchiamo il progresso, non usiamo le macchine ?
    cosi’ si regredisce all’era del Medio Evo.
    E poi nel Capitalismo ci sono gia’ i parassiti , ma non stanno nei ceti bassi ma in quelli alti,
    i Capitalisti finanziari , quelli che facendo circolare i loro denari guadagnano enormi ricchezze
    ai danni degli imprenditori come Te e dei lavoratori che si fanno un CULO per creare ricchezze reali mentre
    Loro con i loro giochetti invadono il mercato con denaro non reale ,non guadagnato che inflaziona costringendo gli Stati a fare cio’ che stanno facendo.Apri gli occhi il vero problema e’ la’,
    e’ nel Capitalismo finanziario che sta creando terra bruciata
    se non si cambia si arrivera’ che il cane mangia cane.
    Quello che sto cercando di fare Capire che la lotta fra lavoratore e padrone ( imprenditore),oggigiorno, e’ una grande idiozia , bisogna guardare al di la’ della punta del proprio naso.
    La disputa dovrebbe essere fra Chi crea ricchezze reale , imprenditori + lavoratori,e Chi ne approfitta LA FINANZA.
    Francesco

    • CARLO BUTTI
      Rispondi

      Basta, per favore, con la denigrazione del Medio Evo! Ma vogliamo metterci in testa che il capitalismo moderno è sorto nei liberi comuni rinati dopo il Mille? Alla faccia di Max Weber, i primi capitalisti moderni sono la “gente nova” aborrita da Dante, non i fanatici seguaci di Calvino. Di lì si sviluppa un commercio che si espande in tutta Europa, entrando in feconda concorrenza co le libere comunità delle Fiandre e con le città anseatiche. Di lì nasce il sistema bancario moderno, assecondato da un nuovo pensiero teologico di matrice francescana, che giustifica il prestito a interesse. E se vogliamo parlare dell’Europa dopo lo sfacelo dell’Impero romano d’Occidente,d’accordo, il sistema feudale era basato su un’economia chiusa, autarchica, “a chilometro zero”, ma era anche, suo malgrado, sufficientemente anarchico da impedire un vero accentramento di potere. Tant’è vero che, oni volta che gli imperatori (da Federico Barbarossa a Federico II di Svevia ad Arrigo VII di Lussemburgo) tentarono di rafforzare il proprio dominio ai danni delle autonomie locali, fecero tutti una brutta fine, perchè si trovarono contro i feudatari in Germania e i liberi comuni(appoggiati dalla Chiesa) in Italia.Tutto questo dovrebbe suscitare simpatia, non avversione, nei libertari.

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        concordo con te, ancor più da editore di un libro dul “MEDIOEVO DELLE LIBERTA'” curato da Piombini.

  • Francesco
    Rispondi

    @ Carlo Butti
    se leggi attentamente cosa ho scritto capiresti che non era una denigrazione del Medio Evo ma era intesa
    come mancanza di tecnologia

    • CARLO BUTTI
      Rispondi

      Anche sotto l’aspetto tecnologico il Medio Evp è tutt’alto che sinonomo di arretratezza. L’applicazione della staffa, sconosciuta al mondo antico, trasforma la cavalleria in una vera e propria “truppa corazzata”, con notevoli conseguenze sulla tecnica militare. Il mulino ad acqua è invenzione medievale. Un nuovo metodo per aggiogare i buoi all’aratro rende più efficienti i lavori agricoli. E si poptrebbero portare altri esempi. Il discredito del Medio Evo nasce in età umanistica e si rafforza con l’Illuminismo. Ne sono passati di secoli, e la storiografia più consapevole ha ormai cancellato quei vecchi pregiudizi.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    @ Francesco – La tua mi pare la guerra in Inghilterra contro i telai meccanici che creavano disoccupazione.
    Tu affermi: “che ne facciamo di quelli che non hanno il lavoro ? Blocchiamo il progresso, non usiamo le macchine?” Io penso che il mio dovere sia di provvedere alla mia famiglia o a chi voglio io e non a quella di chicchessia. Accetto che, con le tasse, lo stato assista economicamente in modo “molto limitato” chi si trova senza lavoro, ma deve essere chiaro che questa è “carità” e che lui deve darsi da fare. Non accetto che lo stato inventi lavori inutili, dentro e fuori del pubblico impiego per giustificare un reddito che faccia sentire costoro integrati e li autorizzi a pretenderne uno sempre maggiore.
    Additi poi tu come nemici sfruttatori quelli che, standosene in panciolle, fanno finanza. Vedi, … mi capita spesso di sentire da chi è fuori di un certo settore di affermare che “con quel tal lavoro si guadagna un mucchio di soldi e non si fatica”. Già, perché visti da fuori, tutti i settori economici sembrano tali. Ma se poi controlli i bollettini delle aste giudiziarie, scopri che in tutti i settori c’é chi intraprende con successo e chi non guadagna di che vivere e fallisce. Il settore finanziario o bancario non fanno eccezione, … ché se le banche non fossero state assistite … Poi, magari si scopre che uno dei maledetti schifosi speculatori della finanza lo sei anche tu per aver aderito ad un fondo comune che fa … quel che deve fare per assicurare a te ed agli altri una rendita finanziaria. Ciao, e scusami se talvolta nella foga di una discussione posso sembrarti aggressivo.

  • Francesco
    Rispondi

    @Roberto
    Ti irrata che una persona che sta in panciolle senza fare niente viene assistito con un reddito, ma liquidi con quattro parole Chi succhia 1000/1.000.000 etc………. reddito dall’economia reale.
    Quelli che perdono in finanza sono quelli che sono state attirate dalle sirene e non la comprendono or Chi e’ troppo ingordo.I pescecani ,i veri succhiasangue sono quelli che tirani i fili ed abbandono la partita in tempo senza nemmeno sporcarsi le mani.
    La Finanza non e’ come il Totocalcio dove ci sono soldi reali e che c’e’ un vincente ed dei perdenti , no
    In quel mondo ci sono lunghi periodi dove Tutti vincono, ma ti sei mai chiesto da dove vengono i soldi
    per pagare i guadagni ? INFORMATI vedrai che ti sorprendera’ ,devi arrivare alla fine del circolo e non
    fermarti alla superfice.
    Saluti

  • Deciomeridio
    Rispondi

    Caro Leonardo Facco.

    Noto che sono diverse settimane che non scrivi le tue scemenze sulla Lega Nord.

    Cosa è successo ?

    Ah ! Capisco !

    Per anni hai descritto Bossi come il cane da compagnia di Berlusconi, avendo venduto il simbolo del Carroccio al cavaliere , mai supportate da documenti se non qualche pezzo di carta straccia da te recuperato in qualche cestino di Via Bellerio.

    Oggi invece Bossi ha mandato a fare in culo il cavaliere facendogli sapere che glifa pena : come si concilia questa arroganza di Bossi nei confronti di Berlusconi col fatto che quest’ultimo sarebbe proprietario del simbolo del Carroccio ???

    Infatti non si concilia e rappresenta la prova del nove che nei tuoi libri hai scritto solo falsità.

    ” Bossi non lascerà mai Berlusconi! Perchè Berlusconi ha comprato la Lega ed il suo simbolo ! ”

    ” Bossi è il cane da compagnia di Berlusconi e non morderà mai più ! ”

    Queste sono le stronzate scritte per anni da giornalisti epolitici di mezza tacca.

    L’ anticomunismo di facciata del Cavaliere è andato a farsi fottere ed ora esso vota COI COMUNISTI da lui tanto odiati, tra una leccata di culo e l’ altra a Mario Monti ed a Bersani.

    Stanno addirittura pensando di fondersi in un Partito Unico che potrebbe chiamarsi INSIEME PER L’ ITALIA !Una ammucchiata con dentro tutti:cani e porci ma soprattutto troie.

    Aveva proprio ragione quel tale che scrisse tanti anni fa : IL PATRIOTTISMO E’ L’ ULTIMO RIFUGIO DEI FARABUTTI.

    Oggi la Lega Nord è la sola forza che si oppone al governo dei Banchieri e della finanza internazionale che il vostro sito contrasta, e giustamente , aggiungo io.

    Nemmeno una parola su Davide Boni.

    Questo ti fa onore in quanto anche tu hai capito che i poteri forti hanno attivato l’ Ufficio Porcate e Colpi Bassi del Tribonale di Milano al solo scopo di cercare di far cadere la Regione Lombardia ed avere così , dopo il colpo di Stato di Monti a Roma ,il pieno controllo del Paese , potendo gestire in tal modo sia la Capitale Politica che quella Economica della Nazione.

    Le recenti accuse a Romano La Russa sono ancora più indicative di questo tentativo di replicare il golpe romano anche in Padania.

    Nel frattempo il governo Monti ha smontato la Riforma federale messa in piedi solo e grazie alla Lega e sta eliminando tutti i provvedimenti di Maroni , dal contrasto all’ immigrazione clandestina alle norme contro il teppismo negli stadi.

    Se i provvedimenti leghisti fossero stati così innocui per il potere centralista romano, non pensi che li avrebbero lasciati stare ?

    Ora l’ unica nota dissonante alla piena affermazione di un governo eterodiretto grazie alla complicità di Giorgio Napolitano ( che andrebbe processato per alto tradimento ) resta soltanto la Lega Nord ed un uomo in precarie condizioni di salute ( come l’ Italia ) di nome Umberto Bossi.

    E in molti lo stanno capendo : soprattutto in quella enorme massa di coglioni che in Padania hanno creduto per anni alle promesse farlocche del piazzista Silvio Berlusconi.

    Ma anche numerosi elettori della sinistra, rovinati dai provvedimenti di Monti e dall’ Euro di Prodi, stanno passando alla Lega.

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